antonio

Economia, politica e concorrenza?

Secondo voi, nell'ipotetico e rarissimo caso in cui ci fosse un ceto politico eccellente e attento al bene comune da cui dipendano alcune imprese e istituti (che vivono quindi di capitale pubblico), sarebbe necessario il principio di concorrenza? Considerate che tramite la concorrenza ognuno è spinto ad una maggiore efficienza e qualità . Ecco, avrebbe senso questo stimolo per queste imprese che, ripeto e sottolineo in un caso remoto, sono gestite da una buona politica? Credo che il principio di concorrenza sia uno dei capisaldi dell'economia, però mi era venuto questo dubbio... avrebbe ancora senso per migliorare l'efficienza se si è già efficienti al massimo? Spero di essere stato chiaro...

Aggiungi un commento

0%

11 risposte

docsity

penso proprio di no per alcuni motivi molto semplici e intuitivi. uno,il settore pubblicoè soggetto a fallimenti ben piu' gravi di quelli del settore privato,perchè non esistono sistemi efficaci di controllo delle performance,come puo essere il profitto o altri parametri comuni di misurazione.esiste il problema dei cd free rider che ostacolano il raggiungimento dell'efficienza...basta pensare ad un esempio banale come la scuola pubblica,come puoi misurarne l'efficienza? molti promossi indicherebbero buon livello di preparazione ma anche disinteresse da parte degli insegnanti che potrebbero promuovere tutti...conta ancora nel settore pubblico l'esistenza di lobby o gruppi di pressione che vincolano in qualche modo la scelta...spero di averti fatto pensare

Aggiungi un commento

0%
docsity

Bene se sono già gestite da una buona politica allora non hanno nulla da temere ad andare sul mercato no?

Aggiungi un commento

0%