Risposte (4)

docsity 29-03-2010
docsity - Università di Roma La Sapienza
spiegati meglio. conosco tutti gli autori da te citati, sono dei sociologi, di conseguenza le loro teorie costituiscono, insieme a quelle di altri sociologi, la scienza denominata sociologia. se vuoi sapere qual è il loro apporto a tale branca del sapere la risposta è che hanno introdotto dei nuovi paradigmi esi sono concentrati ciascuno su importanti oggetti di studio, che hanno analizzato attraverso diverse prospettive, metodi e strumenti... ma la tua domanda non è molto chiara :S
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docsity 29-03-2010
docsity - Università di Roma La Sapienza
quelli che hai citato sono i massimi padri fondatori. si potrebbe scrivere un libro per ciascuno. 1) comte: padre fondatore della sociologia, con lui questa disciplina assume un metodo autonomo. per la prima volta la sociologia diventa scienza ( prima era la filosofia che si occupava di problemi sociologici) 2) marx: filosofo e sociologo.Importante in sociologia per la sua lotta del proletariato, alienazione in fabbrica, la successiva instaurazione del comunismo e il suo pensiero sulla religione. Anche in economi a puoi approfondirlo se ti è utile. 3 Durckeim:uno degli studi più famosi di Durkheim riguarda il suicidio. Pur sembrando in apparenza un atto soggettivo, imputabile a incurabile infelicità personale, Durkheim mostra come ci possano essere dei fattori sociali che esercitano un'influenza determinante al riguardo, soprattutto ciò che egli chiama anomia, rottura degli equilibri della società e sconvolgimento dei suoi valori. Durkheim scarta le spiegazioni del suicidio di tipo psicologico; ammette che vi possa essere una predisposizione psicologica di certi individui al suicidio, ma la forza che determina il suicidio non è psicologica, bensì sociale. Elenca i modi di suicidio in tre tipi: il suicidio egoistico si ha quando le persone pensano solo a se stesse, e non sono in grado di raggiungere gli obiettivi che si pongono in continuazione. il suicidio altruistico si ha quando la persona è troppo inserita nel tessuto sociale, al punto da suicidarsi per soddisfare l'imperativo sociale (ricordiamoci che per Durkheim è la società che crea gli individui, e non viceversa) come esempio c'è la vedova indiana che accetta di esser posta sul rogo che brucerà il corpo del defunto marito, o il comandante di una nave che sta per affondare, il quale decide di non salvarsi e di morire affogando insieme alla nave. il suicidio anomico, tipico delle società moderne, sembra collegare il tasso dei suicidi con il ciclo economico: il numero dei suicidi aumenta nei periodi di sovrabbondanza come in quelli di depressione economica. weber: il problema di Weber è quello di spiegare "il particolare carattere del capitalismo occidentale e, in seno a questo, di quello moderno, e le sue origini". Non era nuova l'osservazione, anzi la constatazione, del più avanzato grado di sviluppo economico e civile in generale della società in cui si erano diffuse le confessioni riformate. Weber ne trae spunto per impostare la sua nuova tesi del rapporto tra la mentalità capitalistica e l'etica protestante, in particolare del calvinismo. Il credente di queste confessioni - convinto che la sua salvezza o la sua dannazione siano decretate da Dio e dall'eternità e non dipendono dalle sue opere - cerca una conferma della grazia divina, e la trova nel successo economico. Il compimento del proprio volere nel mondo è voluto da Dio ad accrescimento della sua gloria nella sua rinascita è un segno della "grazia". Si caricano, quindi, di significato religioso l'operosità, lo zelo, la coscienza rigorosa e severa, che si traducono nella concezione della professione come vocazione e in una condotta di vita metodica. La teoria weberiana dell'origine dello spirito capitalistico rovescia le teorie marxiste del rapporto tra struttura economica e sovrastruttura; del resto, Weber aveva già polemizzato con la concezione materialista della storia negli scritti metodologici. Bisogna però sottolineare che l'opera di Weber non si propone neppure di sostenere un qualsivoglia primato di fattori spirituali su quelli materiali. Dalla sua ricerca egli trae la conclusione che vi è uno stretto rapporto tra lo sviluppo del capitalismo moderno e l'etica economica del protestantesimo. Alla stessa conclusione giungeva per via negativa, mostrando negli studi sull'etica economica delle religioni universali (confucianesimo, taoismo, induismo) raccolti poi nella postuma "Sociologia della religione", come in nessun'altra civiltà che non fosse l'Occidente moderno si sia verificata una correlazione come quella che si è stabilita tra etica protestante e mentalità capitalistica. spencer: Il filosofo britannico Spencer elabora una teoria generale del progresso umano che unisce l’evoluzionismo darwiniano ad una sociologia organicista che guarda a Comte. Da quest’ultimo riprende e rilancia la distinzione metodologica tra statica e dinamica sociale sottolinea i rapporti tra le parti ed il tutto in ogni sistema sociale. Partendo dalla premessa organicista, Spencer cerca, con un approccio genuinamente positivista, una teoria dell’evoluzione valida sia per il mondo naturale che per il mondo sociale: l'evoluzione è il processo durante il quale elementi disomogenei e separati entrano in reciproca dipendenza e la nuova struttura che si forma è sempre più complessa di quella precedente. Ogni sviluppo è caratterizzato da un movimento che procede da un’omogeneità indefinita ad un’eterogeneità definita. Facile individuare analogie tra l'organismo biologico e l'organismo sociale. Il mutare della
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