lee93

Institutio oratoria di Quintiliano?

Mi servirebbe una buona analisi sul metodo pedagogico di quintiliano affrontato nell'istitutio oratoria
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4 risposte

brithos10
L’Institutio Oratoriae rappresenta una vasta e minuziosa esposizione di una dottrina educativa: la prima di questo genere di tutta la letteratura greco-romana, e rimasta anche l’ultima. L’opera di Quintiliano è un vero e proprio trattato sistematico di educazione dell’oratore, un trattato essenzialmente pedagogico e come tale è rimasta una delle fondamentali della scienza dell’educazione. L’educazione è un processo continuo e graduale. · CONTINUO: perché il processo educativo nell'uomo parte dalla “culla”, cioè sin dalla tenera età e lo accompagna non solo fino al compimento degli studi ma alla sua maturità, ed anche alla vecchiaia, per non dire fino agli ultimi giorni della sua vita; · GRADUALE: perché l’educazione deve procedere adeguando le difficoltà alle successive fasi di sviluppo del discente; In merito a questo principio, Quintiliano, formulò un efficace esempio: “Come un vaso dalla bocca stretta difficilmente si riempie se vi servi il liquido in abbondanza, perché finisce col traboccare, mentre si riempie se il liquido vi viene versato a poco a poco, e addirittura a goccia a goccia, e così si deve agire con le menti dei piccoli. Da quest’esempio è implicito che l’educazione è anche un processo molto lento. E’ stato detto che dell’Institutio Oratoriae solo nove libri sarebbero stati inclusi in un trattato di retorica, mentre gli altri tre, e precisamente il I, il II e il XII, sono di natura essenzialmente pedagogica. Per altri invece, la parte pedagogica si restringerebbe al primo e al secondo volume. Il processo educativo di Quintiliano prevede due parti essenziali: “L’EDUCAZIONE MORALE e L’EDUCAZIONE INTELLETTUALE”; il loro sviluppo viene affidato a quelle che erano le istituzioni tradizionali dell’educazione romana: La “FAMIGLIA” e la “SCUOLA”. La scuola secondo Quintiliano Quintiliano esalta il valore educativo della scuola come comunità: l’insegnamento individuale è soltanto istruzione vi si appagano i mediocri che non sono capaci di assurgere alla funzione del maestro. L’insegnamento collettivo è invece vera educazione, vera formazione. L’insegnante del singolo discepolo si limita ad illustrare la scienza; l’insegnante della comunità ha nell’uditorio numeroso lo stimolo ad esprimere tutta la propria umanità, pronta a svelarsi quando sente di essere intesa e ad incontrarsi con l’umanità degli altri. La scuola pubblica è una piccola società nella quale l’alunno apprende a vivere socialmente. E’ nella scuola come comunanza che si apprende il senso comune. Nella scuola il discepolo trae motivo di miglioramento non solo dal maestro, ma anche dai condiscepoli ed egli impara cosi, anche, a comprendere come sia utile ad ogni individuo l’apporto dell’intelligenza e della laboriosità degli altri. Il confronto con i condiscepoli evita intanto che l’isolamento faccia languire la mente e la conduca al buio, o al contrario che la gonfi di una tronfia superbia. Egli non si preoccupa dunque della finalità che potrebbe conseguire la scuola collettiva come scuola statale, e particolarmente delle finalità politiche prospettate dai suoi predecessori, ma piuttosto dei migliori risultati che può conseguire l’educazione scolastica nei confronti dell’educazione individuale. La scuola per Quintiliano è vista nella sua complessità e in questa complessità egli scopre un valore formativo particolare, anzi forse, il vero mezzo formativo: è a scuola che ci si forma davvero uomini, è a scuola che il maestro può diventare davvero un educatore. Quintiliano comprende il valore educativo della scuola, vedendo in essa la vera e l’unica istituzione educativa; e sente che la scuola va al di la delle parti che la compongono e delle attività che vi si svolgono, perché unifica tutto in un significato nuovo, in un nuovo valore. Se vuoi altre informazioni vai su http://www.dubladidattica.it/quintiliano.html
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gdalval
Eh...servirebbe anche a me!
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