1234vale

qualcuno sa spiegarmi il contenuto dei protocolli n. 15 e 16 CEDU?

non riesco a trovare una spiegazione coincisa delle parti più importanti di questi due protocolli. in particolare del perchè sono rilevanti per il nostro ordinamento processuale prenale.
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4 risposte

marimatri
Ciao! ho trovato questa spiegazione, spero possa esserti utile: Il protocollo n. 15 contiene modifiche che incoraggiano la Corte di Strasburgo a proseguire nell’applicazione giurisprudenziale della dottrina del “margine di apprezzamento” e si propongono di garantire una maggiore efficienza e speditezza nella risoluzione dei ricorso, introducendo nel Preambolo della Convenzione un espresso riferimento al principio di sussidiarietà e al margine di apprezzamento di cui godono gli Stati, come elaborato dalla giurisprudenza della Corte. Il protocollo opzionale n. 16, in un’ottica di rafforzamento del ruolo della Corte di Strasburgo nel dialogo con i giudici nazionali, introduce nel sistema CEDU un meccanismo simile al rinvio pregiudiziale d’interpretazione previsto dall’art. 267 del TFUE: gli Stati membri potranno indicare le corti supreme o i tribunali interni legittimati a chiedere alla grande Camera un parere - che sarà non vincolante- sull’interpretazione o sull’applicazione di una norma convenzionale e sui protocolli addizionali. Per quanto riguarda l’ordinamento italiano, un’adeguata riflessione politica dovrà precedere l’eventuale ratifica del protocollo n. 16: importante sarà l’individuazione degli organi giudiziari che verrebbero legittimati a sollevare il chiarimento interpretativo. L’opzione più convincente è quella di limitare la legittimazione alle giurisdizioni superiori – Corte di Cassazione e Consiglio di Stato- o addirittura alla sola Corte costituzionale, escludendo invece una legittimazione diffusa di tutti i giudici, sulla falsariga del sistema incidentale di sollevazione della questione di costituzionalità, che correrebbe il rischio di appesantire il già gravoso carico di lavoro della Corte EDU, oltreché spingere i giudici comuni a utilizzare il rinvio per chiedere a Strasburgo un avallo alla propria opzione interpretativa.
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rizzomarcoluca
il n. 15 entrerà in vigore s olo dopo che tutte le Parti contraenti della Convenzione lo avranno ratificato. Allo stato attuale, mancano all’appello soltanto quattro Paesi, tra cui l’Italia. Di grande rilevanza è la previsione di cui all’art. 4 del Protocollo, che riduce il termine per la presentazione dei ricorsi alla Corte da sei a quattro mesi dalla data della decisione interna definitiva. Tale disposizione entrerà in vigore alla scadenza di un periodo di sei mesi dalla data di entrata in vigore del Protocollo e il nuovo e più breve termine non si applicherà ai ricorsi in merito ai quali la decisione interna definitiva sia stata presa prima della data di entrata in vigore dell’art. 4.
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