Economia Aziendale- Il bilancio d'esercizio
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Economia Aziendale- Il bilancio d'esercizio

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All'interno di questo documento puoi trovare la spiegazione completa del bilancio d'esercizio per la materia economia aziendale. L'argomento è spiegato tutto con un lessico abbastanza semplice e facile da capire. All'ine...
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FIORE VINCENZO 2018

ECONOMIA:

IL BILANCIO DI ESERCIZIO:

Il bilancio di esercizio è fondamentale per le imprese, al fine di registrare contabilmente alla fine dell’anno e di determinare se si è raggiunto un utile o una perdita.

LA CLAUSOLA GENERALE STABILISCE CHE SI DEVONO APPLICARE I CRITERI DEL CODICE CIVILE.

Le operazioni del bilancio devono essere registrate sul LIBRO GIORNALE e sul REGISTRO INVENTARI.

Sul libro giornale le operazioni vengono registrate in ordine cronologico e per ogni operazione si evidenzia la variazione economica, provocata da ogni operazione, cioè costi e ricavi; e la variazione finanziaria che include le uscite per gli acquisti più i debiti e le entrate più i crediti.

La registrazione sul libro giornale inoltre consente di distinguere tutti gli elementi del patrimonio, così che l’azienda al fine dell’esercizio possa redigere il bilancio.

Esso deve rispettare 2 principi fondamentali. Il principio della chiarezza dove il documento deve essere leggibile e comprensibile per gli stay holders, ovvero soggetti che si occupano dell’andamento aziendale. Per essere chiaro, deve rispettare forma e contenuto, come stabilito dal codice civile. L’altro principio che deve rispettare è quello della rappresentazione veritiera e corretta, e stabilisce che , nel documento devono essere inseriti i valori reali, non devono essere modificati (alterati o diminuiti), non devono ingannare la buona fede dei terzi, cioè soggetti esterni che leggono il documento e che sono interessati ad entrare in rapporto con l’ azienda.

Il bilancio è formato da tre parti fondamentali, tra cui troviamo:

Lo stato patrimoniale, che mette in evidenzia la composizione del patrimonio aziendale.

Il conto economico, che mette in evidenzia i costi, i ricavi e il risultato economico, ovvero se si è raggiunto un utile o una perdita.

La nota integrativa, che fornisce informazioni non contenenti nei due documenti precedenti ma che sono comunque necessarie per ottenere la chiarezza e una rappresentazione veritiera e corretta.

Il rendi conto finanziario, che è un documento che evidenzia l’ammontare e la composizione della liquidità all’inizio e alla fine dell’esercizio.

Il bilancio presenta dei principi di redazione, che si dividono in:

Principio della prudenza, afferma che, nel bilancio non si deve tener conto degli utili sperati, ma dei costi probabili

Principio di costanza dei criteri di valutazione, afferma che, i criteri di valutazione non devono essere modificati da un anno all’altro in modo tale da ottenere un confronto e definire se c’è stato un utile o una perdita. (I criteri di valutazione cambiano solo in caso di liquidazione o cessione aziendale)

Principio della continuità aziendale, che afferma che, nel momento della valutazione bisogna guardare l’azienda come un organismo destinato nel funzionamento nel tempo.

Principio della competenza economica, afferma che, il costo è di competenza economica se il fattore produttivo è stato completamente utilizzato durante l’esercizio, altrimenti verrà utilizzato nell’anno seguente.

Principio delle valutazioni separate, afferma che, gli elementi eterogenei, compresi nelle diverse voci del patrimonio devono essere valutati in modo separato l’uno dall’altro.

LO STATO PATRIMONIALE è diviso in due parti, ovvero, la sezione attiva e la sezione passiva.

Nella sezione attiva sono inseriti:

I crediti verso i soci, ovvero tutte le quote sottoscritte ma non ancora versate. (Un soggetto per diventare socio dell’azienda deve versare denaro sul capitale proprio di essa)

Le immobilizzazioni, che possono essere:

1. Materiali: Sono tutti quei fattori produttivi (tangibili) a medio/lungo ciclo di utilizzo che non perdono la loro utilità dopo il primo processo di utilizzo, quindi possono durare diversi anni. Ad esempio sono i macchinari, i fabbricati, gli impianti, gli automezzi.

2. Immateriali: Sono ad esempio i brevetti, ovvero le idee che l’azienda ha acquistato.

3. Finanziarie: Possono essere i crediti a medio/lungo termine (finanziamenti che l’azienda deve riscuotere.

L’attivo circolante, che a differenza delle immobilizzazioni è rappresentato da fattori produttivi, che dopo il primo processo produttivo, perdono la loro utilità.

Le rimanenze, cioè, le materie prime che l’azienda ha acquistato, che alla fine dell’anno non sono state ancora utilizzate.

I crediti, ovvero, tutti quei crediti commerciali a breve termine derivati da operazioni di compravendita, che non sono ancora stati riscossi.

Le disponibilità liquide, che rappresentano tutti i mezzi monetari disponibili, ad esempio, quelli presenti sul conto corrente bancale, nella cassa aziendale, eccetera).

I ratei (attivi), che sono assimilabili ai crediti, sono a breve termine e l’azienda deve ancora riscuoterli.

I risconti (attivi), ovvero, tutti quei costi che l’azienda ha sostenuto in via anticipata di cui non ha ancora usufruito e di cui potrà avvalersi nell’anno seguente.

Nella sezione passiva sono inseriti:

Il patrimonio netto, costituito da:

1. Capitale sociale, che mette in evidenzia il valore delle quote sottoscritte dai soci alla costituzione, esso può essere costituito da azioni o quote.

2. Le riserve di utili, che possono essere viste come una specie di salvadanaio. Normalmente un’azienda distribuisce ai soci l’utile, ma essa per motivi di sicurezza decide di non distribuire il 100% ma il 70-80%, il resto costituisce le riserve di utili. In questo modo l’azienda esegue un autofinanziamento e riduce l’indebitamento.

3. L’utile d’esercizio o la perdita, definisce che, se il ricavo è maggiore del costo, l’azienda avrà raggiunto un utile, ma se il ricavo è minore del costo, questo rappresenterà una perdita.

*il prezzo di vendita di un prodotto si definisce ricavo, invece il costo, è l’insieme delle spese sostenute per procurarsi un bene.

Fondi per rischi e oneri futuri, ovvero fondi costituiti per motivi di prudenza, per far fronte a oneri futuri, di cui non si conosce ne l’ammontare e ne quando essi si verificheranno. Onde evitare di farsi trovare impreparata, l’azienda conserva queste somme di denaro, utili in futuro.

Il TFRL, ovvero il Trattamento Fine Rapporto Lavoro, la somma accumulata anno per anno e versata a un dipendente alla fine del rapporto lavorativo.

I debiti, cioè, tutte le somme di denaro che l’azienda deve ancora restituire.

I ratei (passivi) che sono assimilabili ai debiti.

I risconti (passivi) che sono l’insieme di tutti i ricavi sostenuti in via anticipata.

Il secondo documento inserito nel bilancio d’esercizio è il conto economico. Il codice civile stabilisce che la sua forma è scalare, ed è una sola sezione con gli elementi uno sotto l’altro. Al suo interno sono inseriti:

Il valore della produzione, che rappresenta tutti i ricavi derivati dalle vendite.

I costi della produzione, cioè, tutti i costi che l’azienda sostiene per produrre i beni, ad esempio, le materie prime, i servizi di cui usufruisce, godimento di beni di terzi, costo del lavoro (salari, stipendi,contributi, quote del TFRL.), quote di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali.

La differenza del valore della produzione e dei costi di produzione, che mette in evidenzia il reddito dell’azienda considerando solo la sua attività tipica.

I proventi e oneri finanziari, che sono il risultato della gestione finanziaria dell’azienda. Si occupa di chiedere alle banche dei preventivi e scegliere quella che offre gli interessi più bassi per un prestito, questi interessi sono passivi, perciò rappresentano degli oneri. Si occupa anche di effettuare investimenti, attraverso le eventuali eccedenze di liquidità (soldi avanzati all’azienda). Questi investimenti rappresentano degli interessi attivi, perciò l’azienda otterrà dei proventi.

I proventi e gli oneri straordinari, ovvero, mette in evidenzia costi e ricavi che derivano da eventi imprevedibili, eccezionali, e del tutto estranei all’attività tipica dell’azienda. Ad esempio un terremoto può provocare dei danni, quindi rappresenta un costo straordinario; una vincita o una donazione rappresenta un ricavo straordinario.

Il risultato economico prima delle imposte, ovvero il risultato di una somma algebrica, dove si calcolano le imposte che andranno sottratte al reddito, così, da ottenere l’utile netto d’esercizio.

L’utile o la perdita d’esercizio, dato dalla sottrazione tra il risultato economico e le imposte, che definisce se si è raggiunto un utile o una perdita d’esercizio.

Un altro documento presente nel bilancio d’esercizio è la nota integrativa. Questo documento ha una funzione illustrativa e integrativa, in quanto fornisce informazioni che non è possibile ottenere dai due documenti precedenti. Anch’esso è dettato dal codice civile e al suo interno troviamo l’illustrazione dei criteri di valutazione applicati:

La consistenza iniziale

La consistenza finale

Le vendite

Gli acquisti

Gli ammortamenti

Questi criteri sono applicati a:

Movimenti intervenuti nelle immobilizzazioni.

Movimenti che riguardano il patrimonio netto, ovvero se sono state aggiunte altre quote da parte dei soci alla società, oppure, se c’è stato un utile o una perdita.

Movimenti del TFRL, cioè l’importo del TFRL all’inizio dell’anno, o l’accantonamento delle quote annuali, ovvero le quote aggiunte durante l’anno.

Movimenti di riduzione del TFRL, cioè le somme che durante l’esercizio sono state pagate nel caso di termine del rapporto lavorativo, oppure le somme rilasciate per via di acconti.

L’ultimo documento che troviamo nel bilancio d’esercizio è il rendiconto finanziario. Esso evidenzia:

La composizione della liquidità,ovvero come sono stati disposti i soldi della società.

I flussi finanziari derivanti dagli investimenti, dai finanziamenti, dalle attività e dalle operazioni con i soci.

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