Economia e organizzazione aziendale - Esercizi di Bilancio risolti - Parte 1, Esercizi di Organizzazione Aziendale
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Economia e organizzazione aziendale - Esercizi di Bilancio risolti - Parte 1, Esercizi di Organizzazione Aziendale

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ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Esercizi svolti sul BILANCIO

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ESERCIZIO BILANCIO-1 La seguente tabella contiene i dati dello Stato patrimoniale dell’impresa ABC. Tali dati sono riportati in modo disordinato, insieme a voci del Conto Economico. Si eliminino le voci di Conto Economico e si ricostruisca lo Stato Patrimoniale della ABC. • Debiti in c/c 3.200 • Crediti vs. soci per versamenti ancora dovuti 4.000 • Crediti verso società controllate 2.000 • Partecipazioni finanziarie 17.400 • Riserve 2.500 • Rimanenze finali 10.000 • Costo del lavoro 18.000 • Cambiali attive 2.500 • Cassa 8.400 • ratei attivi 5.400 • accantonamento fondo TFR 1.120 • mutui 18.000 • crediti vs. clienti 6.000 • capitale sociale 30.000 • ricavi da vendita 35.000 • fondo imposte 1.500 • fondo TFR 12.400 • dividendi da società controllate 750 • debiti vs. fornitori 25.100 • impianti 25.000 • fondi per rischi e oneri 1.000 • interessi su c/c 320 • brevetti e marchi 15.000 • utile di esercizio 2.000

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Risoluzione dell’esercizio BILANCIO-1

STATO PATRIMONIALE

ATTIVO PASSIVO

Immobilizzazioni Patrimonio Netto

Impianti 25 Capitale Sociale 30

Brevetti e Marchi 15 Riserve 2,5

Partecipazioni Finanz. 17,4 Utile 2

Totale Immobiliz. 57,4 Totale PN 34,5

Attività Circolanti Passività Fisse

Crediti vs. soci 4 Mutui 18

Crediti vs. controllate 2 Fondo TFR 12,4

Crediti vs. clienti 6 Fondo Rischi&Oneri 1

Cambiali attive 2,5 Totale Pass. Fisso 31,4

Cassa 8,4

Riman. Finali 10 Passività Circolanti

Ratei Attivi 5,4 Debiti in c/c 3,2

Fondo Imposte 1,5

Debiti vs. fornitori 25,1

Totale Att. Circol. 38,3 Totale Pass. Circol. 29,8

TOTALE ATTIVO 95,7 TOT. PASSIVO 95,7

STATO PATRIMONIALE IN FORMA GRAFICA

AF 60%

AC 40%

PN 36%

PF 31 %

PC 33%

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ESERCIZIO BILANCIO-2 L’ING. Varano, amministratore delegato della Viti SpA, sta esaminando l’ultimo bilancio della sua azienda. Egli ritiene che la sua redditività sia insoddisfacente, e vuole quindi comprendere sia le cause della bassa redditività, sia le modalità con cui migliorarla.

Attivo Passivo Fabbricati 3.000 Capitale sociale 2.500 Impianti e macchinari 4.500 Utile 500 Brevetti 1.000 Riserve 1.000 Rimanenze finali 1.500 Fondo TFR 1.500 Crediti verso clienti 7.500 Fondo ammortamento Impianti 1.500 Depositi in c/c e liquidità 1.500 Mutui 4.000 Debiti in c/c 6.000 Debiti verso fornitori 2.000 Totale 19.000 Totale 19.000

Tubi Ricavi da vendite 8.300 Variazione rimanenze prodotti finiti 1.200 9.500 Costi produzione Consumo materie prime 2.500 Costo del lavoro (manodopera diretta di produzione) 3.000 Ammortamenti 500 6.000 Costi commerciali ed amministrativi fissi 1.500 Costi commerciali ed amministrativi variabili 500 Oneri finanziari 500 Imposte e tasse 500 Utile netto 500

Si analizzino le cause della bassa redditività caratteristica dell’impresa in questione, considerando tutte le voci che contribuiscono a determinare il ROI. Cosa dovrebbe fare l’azienda per migliorare il suo ROI.

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Risoluzione dell’esercizio BILANCIO-2 Nello schema sopra riportato sono messe in evidenza le componenti del ROI. L’azienda per migliorare il suo ROI dovrebbe cercare di aumentare il RO, operazione che sarebbe resa possibile dalla diminuzione dei CFissi; dovrebbe anche ridurre il CI, mediante una riduzione dei Crediti verso Clienti. L’indice della redditività del capitale investito (noto come ROI dall’abbreviazione dell’equivalente espressione inglese, Return On Investment) misura la redditività mediante

il rapporto percentuale 100* efinanziari ionipartecipazattività totale

operativo reddito

− .

La misura minima che il ROI deve avere per essere considerato soddisfacente è quella equivalente al tasso rappresentativo del costo medio del denaro (media di quello sia a rischio e a lungo termine, sia a breve ed esente da rischio) ROI = [RO / (ATotale - Partec.finanziarie)]*100 = [(9.500-6.000) / ((19.000-1.500) - 0)]*100

= 20 % R.O. = Valore della produzione – Costi della produzione = 9.500 – 6.000 = 3.500 ATotale = Attivo – Fondo ammortamento crediti = 19.000 – 1.500 = 17.500 Partec. finanziarie = 0

CI

RO ROI =

CI

FATT.

FATT.

RO

CI

AC

FATT.

CREDITI

RO

C AF

CV

P

CF

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ESERCIZIO BILANCIO-3 La Laminati spa ha inviato via fax all’ufficio Fidi della Cassa di Risparmio di Vercelli i suoi prospetti di Conto Economico e di Stato Patrimoniale per l’anno 1994 per richiedere un finanziamento. Purtroppo, a causa di un malfunzionamento nel sistema di trasmissione, il direttore dell’Ufficio Fidi ha ricevuto tali documenti in modo incompleto, come sotto riportato:

Conto Economico Magazzino iniziale 5.000 Fatturato 100.000 Acquisti Materie Prime 40.000 Magazzino finale 5.000 Manodopera di produzione 25.000 Costi di Vendita 15.000 Ammortamenti 5.000 Oneri finanziari 5.000 Tasse ??.??? Utile netto ??.???

Stato Patrimoniale Immobilizzazioni tecniche ??.??? Mezzi propri ??.??? (Fondo ammortamento) ??.??? Debiti di lungo periodo ??.??? Magazzino ??.??? Fornitori ??.??? Crediti verso clienti ??.??? Conto Corrente passivo ??.??? Cassa ??.???

Sono tuttavia disponibili alcune informazioni aggiuntive: • La Laminati spa possiede un solo grosso impianto, acquistato nel 1993, ammortizzato

linearmente in 5 anni (negli esercizi dal 93 al 97). • Gli oneri finanziari si riferiscono solo a debiti di lungo periodo, i quali hanno un tasso

annuo del 10%. • L’aliquota fiscale della Laminati spa è pari al 50%. • Gli indicatori di redditività hanno i seguenti valori: ROE = 8%; ROI = 10%; ROS =

15%. • I crediti verso clienti sono ½ del fatturato, mentre i debiti verso fornitori sono pari a ½

degli acquisti di beni e servizi. Sulla base di queste informazioni si ricostruisca il bilancio dell’impresa Laminati.

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Risoluzione dell’esercizio BILANCIO-3 Sulla base della prima informazione fornitaci e dalla conoscenza del valore della voce Ammortamenti = 5.000, possiamo ricavare: • Macchinari = 5.000 * 5 = 25.000 • Fondo Ammortamento = 5.000 * 2 = 10.000 Dalla seconda informazione si ricava che: • Debiti di lungo periodo = 5.000 / 0,1 = 50.000 Sapendo che ROS = 15%, si ricava: Reddito Operativo = 100.000 * 0,15 = 15.000 Noto il quale possiamo ricavare il costo del venduto (∆magazzino + acquisti + manodopera + ammortamenti + costi di vendita): Costo del Venduto = 100.000 – 15.000 = 85.000 Da cui otteniamo: • Costi di vendita = 15.000 Sapendo che Utile netto = Tasse (poiché aliquota fiscale = 50%), si ricava che: • Utile Netto = Tasse = 5.000 Dalla conoscenza del ROE possiamo ricavare: • Mezzi Propri = 5.000 / 0,08 = 62.500. Da cui: • Capitale sociale = 57.500 Dalla conoscenza del ROI possiamo ricavare il Capitale Investito = 15.000 / 0,1 = 150.000. Da cui: • Attività Correnti = 150.000 – 25.000 + 10.000 = 135.000 • Passività Correnti = 150.000 – 62.500 – 50.000 = 37.500 Dalla durata media dei crediti clienti possiamo ricavarne l’entità: durata crediti = (crediti / fatturato) * 360 • Crediti = 50.000 Dalla durata media dei debiti verso fornitori possiamo ricavarne l’entità: durata debiti = (debiti / acquisti) * 360 • Debiti vs fornitori = 20.000

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Conto Economico Magazzino iniziale 5.000 Fatturato 100.000 Acquisti Materie Prime 40.000 Magazzino finale 5.000 Manodopera di produzione 25.000 Costi di Vendita 15.000 Ammortamenti 5.000 Oneri finanziari 5.000 Tasse 5.000 Utile netto 5.000 Stato Patrimoniale Macchinari 25.000 Mezzi propri 62.500 (Fondo ammortamento) (10.000) Debiti di lungo periodo 50.000 Magazzino 5.000 Fornitori 20.000 Crediti verso clienti 50.000 Conto Corrente passivo 17.500 Cassa 80.000 Utile 5.000 Capitale Sociale 57.500 Capitale Investito 150.000 Capitale Investito 150.000

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ESERCIZIO BILANCIO-4

Bilancio impresa XY: Stato Patrimoniale

Attivo Passivo Immobili 1.170 Capitale sociale 1.500 Impianti e macchine 2.100 Riserve 610 Brevetti e marchi 200 Utile 120 Partecipazioni finanziarie 480 Fondo ammortamento impianti 1.290 Rimanenze finali 770 Fondo TFR 440 Crediti vs. clienti 410 Fondo svalutazione crediti 38 Cambiali attive 200 Obbligazioni 200 Cassa e banche 80 Mutui passivi 440 Ratei e risconti attivi 20 Fondo Imposte 72 Debiti vs. fornitori 420 Debiti vs. banche 280 Ratei e risconti passivi 20 Totale 5.430 Totale 5.430

Conto Economico

Costi Ricavi Rimanenze iniziali MP 230 Ricavi da vendite 2.800 Rimanenze iniziali PF 400 Rimanenze finali MP 150 Acquisti di beni e servizi 1.590 Rimanenze finali PF 620 Retribuzioni e contributi 704 Costruzioni interne capitalizzate 50 Fitti passivi 100 Proventi vari 64 Accantonamento TFR 92 Proventi finanziari 30 Ammortamenti 150 Plusvalenze 80 Oneri vari 50 Svalutazione partecipazioni 150 Interessi su mutui 32 Interessi su altri debiti 50 Minusvalenze 50 Imposte e tasse 76 Utile d’esercizio 120 3.794 3.794

Costo del Venduto e Costo della Gestione Caratteristica Siano le seguenti voci così composte:

Acquisto Beni & Servizi Retribuzioni e Contributi Accantonamento TFR Ammortamenti 80% per la produzione 60% produzione 60% produzione 60% produzione

10% di tipo commerciale 20% commerciale 20% commerciale 20% commerciale 10% di tipo amministr. 20% amministrativo 20% amministrativo 20% amministr.

1) Riclassificare il Conto Economico e lo Stato Patrimoniale 2) Calcolare il Costo del Venduto ed il Costo della Gestione Caratteristica 3) Analizzare l’andamento dell’impresa per mezzo degli indici di Bilancio.

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Risoluzione dell’esercizio BILANCIO-4

STATO PATRIMONIALE ATTIVO PASSIVO

IMMOBILIZZAZIONI (ATTIVO FISSO) PATRIMONIO NETTO Immateriali Capitale sociale 1.500 Brevetti e marchi 200 Riserve 610 Materiali Utile 120 Immobili 1.170 TOTALE PATRIM. NETTO 2.230 Impianti e macchine 810 Finanziarie PASSIVO FISSO Partecipazioni finanziarie 480 Fondo TFR 440 TOTALE ATTIVO FISSO 2.660 Obbligazioni 200 Mutui passivi 440 ATTIVO CIRCOLANTE TOTALE PASSIVO FISSO 1.080 Rimanenze Rimanenze finali 770 PASSIVITA’ CORRENTI Crediti Fondo Imposte 72 Crediti vs. clienti 372 Debiti vs. fornitori 420 Cambiali attive 200 Debiti vs. clienti 280 Disponibilità liquide Ratei e Risconti passivi 20 Cassa e Banche 80 TOTALE PAS. CORRENTI 792 Ratei e Risconti attivi 20 TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE 1.442

TOTALE ATTIVO 4.102 TOTALE PASSIVO4.102

Nota: La voce Impianti e Macchine dell’Attivo Fisso è al netto del Fondo Ammortamento Impianti:

Impianti e macchine 2.100 Fondo Ammortamento Impianti -1.290 810

La voce Crediti vs. clienti dell’Attivo Circolante è al netto del Fondo Svalutazione Crediti:

Crediti vs. clienti 410 Fondo Svalutazione Crediti -38 372

Composizione percentuale:

AF ≈ 65%

AC ≈35%

PN ≈54,5%

PF ≈26%

PC ≈ 19,5%

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CONTO ECONOMICO

A) Valore della Produzione

Ricavi da vendite (Fatturato) 2.800 ]

∆ Rimanenze PF 220 ] Incrementi di Immobiliz. Per Costr..Interne Capit. 50 ] -----Ricavi Gestione Caratt. 3.070

Ricavi e Proventi vari 64

TOT. Valore della Produzione 3.134

B) Costi della Produzione

Acquisto Beni e Servizi 1.590 ]

Godimento Beni Terzi(Fitti Passivi) 100 ]

Personale:

Retribuzione e Contributi 704 ]

Accantonamento TFR 92 ]

Ammortamenti 150 ]

MP: -∆Rimanenze 80 ] -----Costo Gestione Caratt. 2.716 Oneri diversi di Gestione 50

TOT. Costi della Produzione 2.766

Differenza tra le voci A e B 368R.O. 354

C) Proventi e Oneri Finanziari

Proventi Finanziari 30

Interessi su mutui -32

Interessi su altri debiti -50

TOT. Proventi e Oneri Finanziari -52

D) Rettifica di valore di attività finanziarie

Svalutazione di Partecipazioni -150

TOT. Rettifiche valore... -150

E) Proventi e Oneri Straordinari

Proventi (Plusvalenze) 80

Oneri (Minusvalenze) -50

TOT. Proventi e Oneri Straord. 30

------------

Risultato prima delle imposte

A-B+C+D+E 196 Utile Lordo

Imposte sul reddito d'esercizio -76

------------

Utile Netto d'esercizio 120

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Possiamo subito notare come l’utile derivi della gestione caratteristica . Inoltre calcoliamo : Valore Aggiunto VA = A - [ (Costo Acquisto B&S) + (-∆Riman.MP)] VA= 3.134 - (1.590+80) = 1.464 Grado di Integrazione Verticale = (VA / Fatturato) * 100 = (1.464 / 2.800) * 100 = 52,3%

Costo del Venduto

a)Rimanenze Iniziali

MP 230

PF 400

TOTALE a) : 630

b)Costo di Produzione Totali

Acquisto B&S (produzione) 1.272

Fitti Passivi 100

Retribuzione e Contributi (produz.) 422,4

Accantonamento TFR(produz.) 55.2

Ammortamenti (produz.) 120

TOTALE b): 1.969,6

c)Costo di Produzione delle Rimanenze

Rimanenze Finali:

MP 150

PF 620

Costruzioni Interne Capitalizzate 50

TOTALE c): 820

Costo del Venduto = a + b - c = 1.779,6

Costo della Gestione Caratteristica

a') Costo del Venduto 1.779,6

b') Altre Spese Operative

Σ(Spese Commerciali) 333,2 Σ(Spese Amministrative) 333,2 TOTALE b')

Costo Gestione Carat. = a' + b' = 2.446

Possiamo calcolare il Reddito Operativo considerando il Costo del Venduto:

Ricavi 2.800 2.800 Costo del Venduto 1.779,6 Spese Commerciali 333,2 Spese Amministrative 333,2 2.446 Reddito Operativo 354

(Costo di produzione dei beni venduti)

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Analisi del bilancio tramite Indici STRUTTURA analisi SP

Indice di indebitamento o di indipendenza finanziaria Questo indice segnala in che misura una società si autofinanzia con mezzi propri piuttosto

che di terzi. Esso è dato dal rapporto 100* attivitàtotale

nettoPatrimonio , col quale si raffronta

percentualmente il capitale proprio, cioè le risorse finanziarie fornite dalla stessa società (rappresentate nello Stato Patrimoniale dal patrimonio netto), con il totale delle attività (evidenziato dalla relativa sezione dello Stato Patrimoniale), cioè con il totale degli investimenti patrimoniali, immobilizzati e circolanti, di tutte le risorse finanziarie disponibili, sia quelle fornite dalla stessa società, sia quelle fornite da terzi. (PN / ATotale )*100 = (2.230/4.102)*100= 54 % ∈ [ 33 % ÷ 66 %] quindi la società si finanzia per il 54% con capitale proprio (struttura finanziaria normale) 1° Indice di copertura delle immobilizzazioni

Questo indice è dato dal rapporto ateimmobilizzattivitàtotale

nettoPatrimonio il quale, se ha valore 1 o

maggiore di 1 (il che si verifica quando il patrimonio netto è uguale o maggiore delle attività immobilizzate), segnala che il capitale proprio finanzia completamente gli investimenti immobilizzati, situazione che normalmente può essere considerata ideale. Se l’indice ha un valore inferiore a 1, la società ha invece fatto ricorso anche al credito per finanziare le proprie immobilizzazioni, situazione non necessariamente negativa, purché ciò sia avvenuto con indebitamento a medio-lungo termine. (PN / AF ) = (2.230/2.660) ≈ 0,83 non è rispettata la condizione di sicurezza che prevede questo indice ≥ 1; ricorriamo quindi all’analisi del seguente indice: 2° Indice di copertura delle immobilizzazioni Se nel calcolo dell’indice consideriamo anche le passività a medio e lungo termine otteniamo il 2° indice di copertura delle immobilizzazioni espresso dal rapporto

ateimmobilizz attivitàtotale

terminelungoemedioapassivitànettoPatrimonio + .

Tale rapporto deve fornire un valore superiore a 1, poiché in caso contrario le immobilizzazioni sono state finanziate anche con l’indebitamento a breve (passività circolanti), creando uno sfasamento temporale tra la produzione di liquidità tramite le immobilizzazioni, che avviene a medio-lungo termine, e la necessità immediata di disporre di liquidità per soddisfare l’indebitamento a breve cui è fatto ricorso per l’acquisizione dei beni immobilizzati. [(PN+PF) / AF ] = [(2.230+1.080)/2.660] ≈ 1,24

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è rispettata la condizione di sicurezza che prevede questo indice > 1: le immobilizzazioni sono quindi state finanziate mediante passività di lungo periodo. • LIQUIDITÀ analisi SP

1° Indice di Liquidità (Current Ratio) L’indice di liquidità misura la capacità di soddisfare in modo ordinato l’indebitamento a

breve ed è dato dal rapporto circolanti passività

cirolanti attività , col quale si raffrontano le disponibilità

liquide o rapidamente liquidabili con i debiti a breve termine. In una situazione equilibrata l’indice deve essere superiore a 1. AC/PC = 1.442 / 792 ≈ 1,82 quindi si ha la sicurezza della copertura dei debiti a breve termine mediante AC; è necessario però verificare se la stessa condizione è soddisfatta anche trascurando le rimanenze: 2° Indice di Liquidità (Acid Test) Se togliamo le rimanenze dalle attività circolanti otteniamo il 2° indice di liquidità espresso

dal rapporto circolanti passività

rimanenzecirolanti attività − .

In una situazione finanziaria equilibrata, l’indice deve tendere a 1, valore che rivela un’equivalenza tra i debiti a breve e le risorse disponibili per soddisfarli. Un valore dell’indice molto inferiore a 1 è invece allarmante, poiché in tal caso l’indebitamento a breve eccede in modo rilevante le risorse che dovrebbero soddisfarlo. Se esso è superiore a 1, la situazione di liquidità è buona, ma oltre certi limiti l’indice potrebbe indicare che vi sono risorse finanziarie liquide non utilizzate. [(AC-Rimanenze)/PC] = [(1.442-770)] / 792] ≈ 0,85 valore accettabile poiché non si discosta troppo dal valore 1: questo testimonia un corretto equilibrio finanziario. • REDDITIVITÀ

L’indice della redditività del capitale investito (noto come ROI dall’abbreviazione dell’equivalente espressione inglese, Return On Investment) misura la redditività mediante

il rapporto percentuale 100* efinanziari ionipartecipazattività totale

operativo reddito

− .

La misura minima che il ROI deve avere per essere considerato soddisfacente è quella equivalente al tasso rappresentativo del costo medio del denaro (media di quello sia a rischio e a lungo termine, sia a breve ed esente da rischio) ROI = [RO / (ATotale - Partec.finanziarie)]*100 = [354 / (4.102 - 480)]*100 = 9,77 %

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Scomposizione ad albero del ROI

ROI

Quindi per aumentare il ROI bisogna cercare di ridurre Rimanenze e Crediti (⇒ CI ↓)

ROS = (RO / Fatturato) * 100 = (354 / 2.800 )*100 = 12,64%Essendo: ROI=ROS*(Fatturato/Capitale InvestitoGestione Caratteristica)= =ROS*TassoRotazione Capitale Investito.con ROI<ROS ⇒ TR < 1 quindi dovremo cercare di migliorare questo parametro per

incrementare il ROI. L’indice di redditività del capitale proprio (ROE dall’inglese Return On Equity) è dato dal

rapporto 100* netto patrimonio

netto utile e misura percentualmente la redditività del capitale di

proprietà (rappresentato dal patrimonio netto) e quindi la bontà della remunerazione dell’investitore. ROE = (Utile Netto / PN)*100 = (120 / 2.230)*100 = 5,38% valore basso: dobbiamo quindi individuare le cause di questa bassa redditività del capitale proprio investito.

ROE = ( )ROI ROI ROD MT MP

RN

RN + − ⋅

 

 ⋅ ' = 5,2% (≈ 5,38% trovato sopra)

Dove con ROD (dall’inglese Return On Debt) è indicato l’indice di redditività del capitale

di terzi, espresso dal rapporto 100* terzidi capitale

finanziari oneri (costo medio dei debiti).

ROD=(Oneri Fin./MT)*100=[(32+50)/(1.080+792)]= 4,4 % leva (MT/MP) = [(PF+PC)/PN] = [(1.080+792)/2.230] = 0,84 ⇒ non viene assolutamente sfruttata la leva dell’indebitamento: ecco così una prima causa che determina un ROE basso. Inoltre si ha: (RN / RN’) = [ U / (U +T -P)] dove: U = utile netto T = imposte sul reddito P = componenti di reddito “non-ordinarie”, derivate cioè dalla straordinaria e extra- caratteristica

R.O. C.I.

COSTI RICAVI A.F. A.C.

RIMANENZE CREDITI CASSA

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attraverso le voci di Conto Economico si ha: P = D + E + Saldo Extra-Caratteristica (RN / RN’) = {120 / [120 + 76 - (30-150+14)]} = 0,364 ⇒ la “gestione non-ordinaria” erode parte del saldo positivo della “gestione ordinaria” determinando un rapporto (RN / RN’) basso che ha ripercussioni negative sul valore assunto dal ROE. • ROTAZIONE 1)Durata Media dei Crediti verso clienti L’indice di rotazione dei crediti verso clienti segnala la velocità di incasso dei crediti

espressa in numero di giorni ed è dato dal rapporto 365* eserciziodell' vendite

clienti versocrediti .

[(Crediti vs. Clienti)/Fatturato]*365 = [(410)/2.800]*365= 53,4 giorni tanto più il valore di tale indice è basso, tanto più la velocità di incasso dei crediti vs. clienti (attività circolante) è elevata. Analogamente possiamo valutare: 2)Durata Media dei Debiti verso fornitori L’indice di rotazione dei debiti verso fornitori è espresso dal rapporto

365* servizi e beni di costi

fornitori versodebiti

[(Debiti vs. Fornitori)/(Costi di Beni e Servizi)]*365 = [(420)/1.590]*365= 96,4 giorni 3)Durata Media di Magazzino L’indice di rotazione delle rimanenze di magazzino segnala la velocità di rinnovo del capitale investito nelle giacenze espressa in numero di giorni ed è dato dal rapporto

365* vendutodel costo

magazzino di rimanenze .

[(Rimanenze finali PF)/(Costo del Venduto)]*365= [(620)/(1.779,6)]*365 = 127,2 giorni CICLO FINANZIARIO = [ 1) + 3)] - 2) = 84,2 giorni

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ESERCIZIO BILANCIO-5

L’ing. Kuki, amministratore delegato della società Alimentari spa, sta valutando l’acquisto di un’azienda che opera nel settore dei succhi di frutta. Le possibili alternative sono la SucchiG e la Trilly. I bilanci d’esercizio delle due società sono i seguenti: CONTO ECONOMICO

Costi SucchiG Trilly Ricavi SucchiG Trilly Rimanenze Iniziali MP 1000 1400 Fatturato 12000 13000 Rimanenze Iniziali PF 800 1200 Rimanenze finali MP 1000 1500 Sconti e Resi 100 120 Rimanenze finale PF 1450 2200 Accantonamento TFR 700 750 Interessi Attivi 100 150 Ammortamenti 2000 2000 Dividendi da controllate 150 100 Costi del Personale 2000 2200 Plusvalenze 150 800 Acquisto MP 4200 4600 Manutenzione Impianti 1150 1500 Svalutazione Titoli 1000 1400 Assicurazione Impianti 500 830 Interessi passivi bancari 70 100 Interessi passivi su mutui 50 90 Minusvalenze 80 160 Imposte e Tasse 600 700 Utile netto 600 700 Totale a pareggio 14850 17750 Totale a pareggio 14850 17750

STATO PATRIMONIALE Attivo SucchiG Trilly Passivo SucchiG Trilly

Impianti 8.000 9.000 capitale sociale 4.500 2.500 Immobili 3.500 4.000 Riserve 900 700 Brevetti e marchi 1.300 1.000 Utile 600 700 Partecipazioni finanz. 400 300 fondo ammortamento 6.000 7.000 Cassa 300 500 Mutui 2.000 2.000 Cambiali attive 600 700 Obbligazioni 1.000 1.500 Ratei e risconti attivi 200 300 findo TFR 2.000 2.200 Crediti vs. clienti 1.400 1.000 fondo svalut.crediti 300 250 c/c attivo 1.000 500 Fornitori 1.000 2.300 Magazzino 2.450 3.700 c/c passivo 500 1.700 ratei e risconti passivi 350 150 Totale a pareggio 19.150 21.000 Totale a pareggio 19.150 21.000

a. Si riclassifichino Conto Economico e Stato Patrimoniale delle due imprese. b. Utilizzando come criteri di scelta la solidità patrimoniale, la liquidità e la redditività, indicare quale società dovrebbe acquistare l’Ing. Kuki.

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Risoluzione dell’esercizio BILANCIO-5 Punto 1.

STATO PATRIMONIALE

ATTIVO Succhi G Trilly PASSIVO Succhi G Trilly

ATTIVO FISSO PATRIMONIO NETTO

Imm. Immateriali Capitale sociale 4.500 2.500

Brevetti e marchi 1.300 1.000 Riserve 900 700

Imm. Materiali Utile 600 700

Impianti 8.000 9.000 TOTALE P.N. 6.000 3.900

Immobili 3.500 4.000

Finanziarie PASSIVITA' A LUNGO-TERMINE

Partecipazioni 400 300 Mutui 2.000 2.000

Fondo Ammortam. -6.000 -7.000 Obbligazioni 1.000 1.500

TOTALE A.FISSO 7.200 7.300 fondo TFR 2.000 2.200

TOTALE P. FISSE 5.000 5.700

ATTIVO CIRCOLANTE

Magazzino 2.450 3.700 PASSIVITA' CIRCOLANTI

Crediti vs. clienti 1.400 1.000 Fornitori 1.000 2.300

Cambiali attive 600 700 C/c passivo 500 1.700

Cassa 300 500 ratei e risconti passivi 350 150

C/c attivo 1.000 500 TOTALE P.CIRC. 1.850 4.150

Fondo sval.crediti -300 -250

Ratei e risconti attivi 200 300

TOTALE A.CIRCOL. 5.650 6.450

TOTALE ATTIVITA' 12850 13750 TOTALE PASSIVITA' 12850 13750

Distribuzione percentuale:

AF 56%

AC 44%

PN 47%

PF 44%

PC 9%

AF 53%

AC 47%

PN 28,5%

PF

41,5%

PC 30%

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CONTO ECONOMICO Succhi G Trilly Succhi G Trilly A) Valore della Produzione Ricavi da vendite 12.000 13.000 ] ∆ Rimanenze PF 650 1.000 ] Sconti e resi -100 -120 ]--R.G.C. 12.550 13.880 Ricavi e Proventi vari 0 0 TOT. Valore della Produzione 12.550 13.880

B) Costi della Produzione Acquisto MP 4.200 4.600 ] Manutenzione Imp. 1.150 1.500 ] Assicurazione impianti 500 830 ] Personale: Retribuzione e Contributi 2.000 2.200 ] Accantonamento TFR 700 750 ] Ammortamenti 2.000 2.000 ] MP: -∆Rimanenze 0 -100 ]--C.G.C. 10550 11780 Costi e oneri vari 0 0 ] TOT. Costi della Produzione 10.550 11.180

Differenza tra le voci A e B 2000 2100 R.O. 2000 2100

C) Proventi e Oneri Finanziari Dividendi da controllate 150 100 Interessi attivi 100 150 Interessi pass.su mutui -50 -90 Interessi pass. bancari -70 -100 TOT. Proventi e Oneri Finanz. 130 60

D) Rettifica valore attività Finanziarie Svalutazione Titoli-1.000 -1.400 TOT. Rettifiche-1.000 -1.400 E) Proventi e Oneri Straordinari Proventi (Plusvalenze) 150 800 Oneri (Minusvalenze) -80 -160 TOT. Proventi e Oneri Straord. 70 640

Risultato prima delle imposte

A-B+C+E= 1200 1400 Utile Lordo

Imposte sul reddito d'esercizio -600 -700 Utile Netto d'esercizio 600 700

Nota: R.G.C. = Ricavi Gestione Caratteristica; C.G.C. = Costi Gestione Caratteristica.

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Punto 2: Analisi tramite Indici SOLIDITÀ PATRIMONIALE

Indice di indebitamento o di indipendenza finanziaria Questo indice segnala in che misura una società si autofinanzia con mezzi propri piuttosto

che di terzi. Esso è dato dal rapporto 100* attivitàtotale

nettoPatrimonio , col quale si raffronta

percentualmente il capitale proprio, cioè le risorse finanziarie fornite dalla stessa società (rappresentate nello Stato Patrimoniale dal patrimonio netto), con il totale delle attività (evidenziato dalla relativa sezione dello Stato Patrimoniale), cioè con il totale degli investimenti patrimoniali, immobilizzati e circolanti, di tutte le risorse finanziarie disponibili, sia quelle fornite dalla stessa società, sia quelle fornite da terzi. (PN / ATotale )*100 = (47 %)Succhi G ; (28 %)Trilly deve ∈ [ 33 % ÷ 66 %] quindi, mentre la Succhi G presenta una struttura finanziaria “normale”, la Trilly ha una struttura critica in quanto si finanzia solo per il 28% con capitale proprio. 1° Indice di copertura delle immobilizzazioni

Questo indice è dato dal rapporto ateimmobilizzattivitàtotale

nettoPatrimonio il quale, se ha valore 1 o

maggiore di 1 (il che si verifica quando il patrimonio netto è uguale o maggiore delle attività immobilizzate), segnala che il capitale proprio finanzia completamente gli investimenti immobilizzati, situazione che normalmente può essere considerata ideale. Se l’indice ha un valore inferiore a 1, la società ha invece fatto ricorso anche al credito per finanziare le proprie immobilizzazioni, situazione non necessariamente negativa (e, di fatto, pressoché normale nella realtà industriale italiana), purché ciò sia avvenuto con indebitamento a medio-lungo termine. (PN / AF ) = (0,83)Succhi G ; (0,53)Trilly non è rispettata la condizione di massima sicurezza che prevede questo indice ≥ 1 : si noti che anche in questo caso la situazione della Trilly è particolarmente “pesante” infatti il capitale proprio finanzia solo il 53% delle immobilizzazioni. È necessario ricorrere all’analisi del secondo indice DI COPERTURA: 2° Indice di copertura delle immobilizzazioni Se nel calcolo dell’indice consideriamo anche le passività a medio e lungo termine otteniamo il 2° indice di copertura delle immobilizzazioni espresso dal rapporto

ateimmobilizz attivitàtotale

terminelungoemedioapassivitànettoPatrimonio + .

Tale rapporto deve fornire un valore superiore a 1, poiché in caso contrario le immobilizzazioni sono state finanziate anche con l’indebitamento a breve (passività circolanti), creando uno sfasamento temporale tra la produzione di liquidità tramite le immobilizzazioni, che avviene a medio-lungo termine, e la necessità immediata di disporre

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di liquidità per soddisfare l’indebitamento a breve cui è fatto ricorso per l’acquisizione dei beni immobilizzati. [(PN+PF) / AF ] = (1,5)Succhi G ; (1,3)Trilly è rispettata la condizione di sicurezza che prevede questo indice > 1 : le immobilizzazioni sono quindi state finanziate mediante PASSIVITA’ DI PARI DURATA. • LIQUIDITÀ analisi SP

1° Indice di Liquidità (Current Ratio) L’indice di liquidità misura la capacità di soddisfare in modo ordinato l’indebitamento a

breve ed è dato dal rapporto circolanti passività

cirolanti attività , col quale si raffrontano le disponibilità

liquide o rapidamente liquidabili con i debiti a breve termine. In una situazione equilibrata l’indice deve essere superiore a 1. AC/PC = (3)Succhi G ; (1,55)Trilly deve essere AC/PC>1 quindi l’attivo circolante è in grado di coprire i “debiti a breve” : spicca il valore elevato della Succhi G dovuto al fatto che le passività correnti sono particolarmente esigue rispetto all’attivo circolante; è necessario però verificare se la stessa condizione è soddisfatta anche trascurando le rimanenze (è bene sottolineare che trattando due società alimentari i magazzini possono essere considerati come facilmente liquidabili): 2° Indice di Liquidità (Acid Test) Se togliamo le rimanenze dalle attività circolanti otteniamo il 2° indice di liquidità espresso

dal rapporto circolanti passività

rimanenzecirolanti attività − .

In una situazione finanziaria equilibrata, l’indice deve tendere a 1, valore che rivela un’equivalenza tra i debiti a breve e le risorse disponibili per soddisfarli. Un valore dell’indice molto inferiore a 1 è invece allarmante, poiché in tal caso l’indebitamento a breve eccede in modo rilevante le risorse che dovrebbero soddisfarlo. Se esso è superiore a 1, la situazione di liquidità è buona, ma oltre certi limiti l’indice potrebbe indicare che vi sono risorse finanziarie liquide non utilizzate. [(AC-Rimanenze)/PC] = (1,7)Succhi G ; (0,66)Trilly Questi risultati dimostrano come nel caso della Trilly i magazzini rappresentino una porzione consistente (≈ 57,5%) dell’intero attivo circolante, evidenziando ancora una volta una situazione patrimoniale anomala. La Succhi G presenta invece un eccesso di liquidità. Considerazioni sulla struttura Patrimoniale:la Succhi G presenta una struttura equilibrata come testimonia il fatto che tutti gli indici calcolati siano pienamente nel campo della sicurezza; al contrario gli stessi indici segnalano un preoccupante squilibrio finanziario della società Trilly.

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REDDITIVITÀ L’indice della redditività del capitale investito (noto come ROI dall’abbreviazione dell’equivalente espressione inglese, Return On Investment) misura la redditività mediante

il rapporto percentuale 100* efinanziari ionipartecipazattività totale

operativo reddito

− .

La misura minima che il ROI deve avere per essere considerato soddisfacente è quella equivalente al tasso rappresentativo del costo medio del denaro (media di quello sia a rischio e a lungo termine, sia a breve ed esente da rischio) ROI = [RO / (ATotale - Partec.finanziarie)]*100 = (16,1 %)Succhi G ; (15,6 %)Trilly Valore paragonabile per le due imprese. ROS = (RO / Fatturato) * 100 = (16,7 %)Succhi G ; (16,2 %)Trillyquesto indice dimostra come la redditività delle vendite (cioè l’ammontare del profitto che

otteniamo a fronte dei ricavi) è buona sia per la Succhi G che per la Trilly; inoltre essendo:

ROI=ROS * (Fatturato/Capitale InvestitoGestione Caratteristica)=ROS*TassoRotazione Cap.Investito

con ROI<≈ROS ⇒ TR <≈1 Per incrementare ulteriormente il ROI potremmo cercare di aumentare il valore di TR. L’indice di redditività del capitale proprio (ROE dall’inglese Return On Equity) è dato dal

rapporto 100* netto patrimonio

netto utile e misura percentualmente la redditività del capitale di

proprietà (rappresentato dal patrimonio netto) e quindi la bontà della remunerazione dell’investitore. ROE = (Utile Netto / PN)*100 = (10 %)Succhi G ; (17,9 %)Trilly → per la Trilly si ottiene un ROE decisamente elevato : come si giustifica questo fatto? Al fine di individuare le grandezze che influenzano il ROE utilizziamo la formula di Modigliani-Miller che, sebbene applicabile quantitativamente soltanto a strutture di bilancio “semplici”, ci permette di cogliere le relazioni di causa-effetto che hanno contribuito alla formazione del ROE:

ROE = ( )ROI ROI ROD MT MP

RN

RN + − ⋅

 

 ⋅ ' = (9,2 %)Succhi G ; (16,2 %)Trilly

ROD=(Oneri Fin./MT)*100= (1,75 %)Succhi G ; (1,9 %)Trilly essendo quindi ROI >> ROD ho un effetto leva positivo, ma la leva è diversa per le due imprese: leva (MT/MP) = [(PF+PC)/PN] = (1,14)Succhi G ; (2,5)Trilly ⇒ quindi, mentre la Succhi G non sfrutta in modo sensibile la leva dell’indebitamento, la Trilly, avendo un basso valore del PN, presenta un valore molto elevato di tale fattore. Inoltre si ha:

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(RN / RN’) = [ U / (U +T -P)] dove: U = utile netto T = imposte sul reddito P = componenti di reddito straordinarie, derivate cioè dalla gestione straordinaria e dalla rettifica di valore delle attività finanziarie; attraverso le voci di Conto Economico si ha: P = D + E (RN / RN’) = [ Utile / (Utile+Tasse-P)] = (0,282)Succhi G ; (0,324)Trilly ⇒ i valori ottenuti testimoniano come entrambe le società “brucino” parte dell’utile operativo con la gestione non-ordinaria: si veda come la voce Svalutazione Titoli sia piuttosto onerosa e non coperta da corrispettivi guadagni. Si può inoltre notare come per la “Trilly” la presenza di un saldo positivo sensibile nella gestione straordinaria permette di mitigare l’effetto di tali uscite. Considerazioni finaliDall’analisi effettuata emerge che la società con struttura patrimoniale e reddituale più equilibrata sia la Succhi G. Per quando riguarda la Trilly, la costituzione delle passività è alquanto critica : se infatti l’obiettivo dell’impresa è quello di bilanciare redditività e rischiosità, la Trilly, a fronte di una elevata remunerazione data agli azionisti (vedi ROE), è una società fortemente indebitata, con conseguente aumento dei rischi.

molto utile!!!
ideale per una prova in itinere
ottimo
ottimo appunto
grazie
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