ECONOMIA POLITICA - DOMANDE E RISPOSTE D'ESAME PARTE MICROECONOMIA, Domande di esame di Economia Politica. Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
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ECONOMIA POLITICA - DOMANDE E RISPOSTE D'ESAME PARTE MICROECONOMIA, Domande di esame di Economia Politica. Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

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DOMANDE E RISPOSTE ESAME ECONOMIA POLITICA CASSINO PROF.ZEZZA CASSINO
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Esonero di microeconomia PROVA A

Spiega come cambia la scelta ottimale di un consumatore tra due beni X ed Y se aumenta il prezzo del bene Y.

• La scelta ottimale di un consumatore tra due beni X ed Y se aumenta il prezzo del bene Y vedremo che avrà una diminuzione della scelta ottimale, il quale vedrà diminuire la sua domanda, e vedremo un aumento del bene X per quanto riguarda la sua scelta ottimale. Ciò avviene quando due beni, in questo caso X ed Y, sono perfettamente o quasi sostituibili. Il questo caso il consumatore non avrà problemi a rinunciare al bene Y in cambio di un aumento del bene X. Ad esempio se io decido di trascorrere 5 giorni al mare( bene x) e 5 giorni in montagna (bene Y), ma il costo giornaliero della montagna aumenta non avrò nessun problema a rinunciare ad un giorno in montagna e andare un giorno in più al mare, poiché il mio benessere in questo caso non subirà una variazione elevata.

Il mercato del bene X, che è in concorrenza perfetta, si trova in equilibrio di lungo periodo. Discuti gli effetti sull’equilibrio di mercato di un aumento nella produttività del lavoro, comune a tutte le imprese, distinguendo tra effetti di breve ed effetti di lungo periodo.

• La legge di mercato ci dice che se la domanda aumenta il prezzo aumenta, se D → P ; se l’offerta aumenta il prezzo di mercato diminuisce, se O, →P . La variazione dell’offerta dipende dai: - costi unitari delle risorse;. Produttività delle risorse; - numero di imprese sul mercato. Nel breve periodo abbiamo che l’O → P Q . Nel lungo periodo dipende sempre se nel nuovo periodo le imprese fanno profitti oppure vanno in perdita,se un’impresa andrà in perdita sarà costretta o a chiudere o a ridurre le sue dimensioni.

Discuti la scelta della tecnica ottimale di produzione, utilizzando i concetti di isoquanto ed isocosto.

• Il concetto di isoquanto è la stessa quantità, ci ricorda che le combinazioni di fattori lungo questa curva combinate insieme danno luogo alla stessa quantità di prodotto finale. L’isoquanto della produzione sarà una curva decrescente e, secondo gli economisti marginalisti, sarà convoca verso il basso se i singoli fattori hanno produttività marginale decrescente. La pendenza dell’isoquanto di produzione, definita SMST è uguale al rapporto tra la produttività marginale dei due fattori : SMST= -PMGn ( produttività marginale del fattore) /PMGl; l’isoquanto misura il beneficio ottenibile dalla produzione, in termini di quantità prodotta. L’isocosto della produzione fornisce tutte le combinazioni di L e N che comportano lo stesso costo totale. La curva dell’isocosto è data da L=( S-Wn*N)/WL-. Ad esempio la produzione di scarpe ( bene X) e borse (bene Y) la fabbrica ha due categorie di lavoratori, la categoria dei lavoratori specializzati (L) e la categoria dei lavoratori non specializzato (N). la fabbrica vuole produrre in modo ottimale e lo può fare o dividendo per la produzione di borse e scarpe una quantità uguale per entrambe le categoria, 5 operai L e 5 operai N, oppure la fabbrica può scegliere di produrre una maggiore quantità di borse e quindi secondo la scelta della tecnica ottimale dovrà incrementare la produzione di borse, spostando gli operai migliori, in questo caso le borse avranno più operai specializzati rispetto alla produzione di scarpe,la quale avrà più lavoratori non specializzati e meno lavoratori specializzati. La differenza tra queste due categorie oltre a stare nella capacità di lavoro sta anche nella differenza del salario.

Spiega in che modo un'impresa che opera in condizioni di monopolio naturale determina la produzione ottimale e il prezzo di vendita, e quali soluzioni possono migliorare in questo caso il benessere collettivo;

• Il monopolio naturale è qual monopolio originato da economie di scala, le quasi si hanno quando all’aumentare della dimensione di impresa il costo medio di produzione si riduce. In tali situazioni l’impresa più grande opera a costi unitari minori, quindi il mercato tende ad essere servito da un’unica impresa molto grande, in condizioni di monopolio.

Perché le esternaliyà negative generano un “fallimento del mercato”? e in che modo si può fronteggiare il problema delle esternalità negative?

• Partendo dalla definizione di “esternalità” possiamo dire che si hanno esternalità ogni volta che una attività di consumo genera effetti su altri soggetti, nello specifico nelle esternalità negative per raggiungere l’ottimo sociale si dovrebbe ridurre la domanda del bene, il cui consumo genera esternalità. In altri termini, se l’equilibrio tra domanda e offerta è stabilito dal mercato, è dato dal punto X. La curva di domanda che internalizza le esternalità negative del consumo dovrebbe trovarsi a sinistra della curva di domanda di mercato. Quindi, in presenza di esternalità negative di consumo l’equilibrio di mercato conduce ad un consumo eccessivo del bene rispetto all’ottimo sociale, ad un prezzo di mercato più elevato.

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