educare alle competenze letterarie, Dispense di Didattica Pedagogica
giorgia_mattei
giorgia_mattei

educare alle competenze letterarie, Dispense di Didattica Pedagogica

3 pagine
1Numero di download
31Numero di visite
Descrizione
riassunto del libro educare alle competenze
20 punti
Punti download necessari per scaricare
questo documento
Scarica il documento
Anteprima3 pagine / 3
Scarica il documento

EDUCARE ALLE COMPETENZE LETTERARIE IL MITO, LE FIABE, LE FAVOLE Il mito risponde alle esigenze dei bambini di ritrovare nelle storie i riferimenti del mondo che li circonda. Attraverso la simbologia, racconta un evento che si colloca agli inizi del mondo, spiega le origini del cosmo o di parte di esso, dando valore alle diverse società; in particolare spiega le origini dei fenomeni naturali e delle attività dell'uomo e può essere inteso come il sistema di narrazioni e credenze legate alle più antiche forme rituali. Nel mito si ritrovano la prima manifestazione del linguaggio poetico e le radici della poesia. Nel suo valore simbolico, si presta alla riflessione sui “perché” del mondo, abituando i bambini a sviluppare una competenza importante come quella del problem solving; utilizzando la fantasia si cerca di proporre idee interpretative dell'esistenza dei fenomeni, delle cose, degli esseri umani. Nella scuola dell'infanzia il racconto orale dell'insegnante costituisce un efficace supporto per le attività che si intende approntare. Fondamentali sono le modalità con cui vengono lette le storie e i racconti, che possono influenzare, se non determinare, la capacità e il livello di comprensione da parte degli alunni. La scelta della modalità dello stile dialogato o narrativo dev'essere compiuta dal docente tenendo presente le caratteristiche degli alunni, le loro capacità attentive ed il coinvolgimento emotivo. Nella scuola dell'infanzia la possibilità di rappresentare il mito attraverso il disegno, l'utilizzo di materiale di facile reperibilità o la drammatizzazione permette al bambino di “manipolare” il testo e di comprendere il contenuto. Nella scuola primaria l'insegnante può chiedere ai bambini di inventare un mito che spieghi l'origine di un altro momento significativo della vita dell'uomo, dando origine ad altre storie, anche multietniche. MITO – LA NASCITA DELL'AGRICOLTURA nel processo di comprensione di un testo un ruolo fondamentale è rivestito da

1. abilità percettive 2. ruolo delle conoscenze precedenti 3. processi inferenziali 4. caratteristiche del lettore 5. caratteristiche del testo

affinché la comprensione semantica del testo si realizzi, è necessario che il docente stimoli negli alunni tali capacità attraverso attività strutturare. Il percorso si articola in quattro fasi:

1. Fase della motivazione → il momento propedeutico alla attività didattica: si motivano gli alunni a ciò che si farà in seguito partendo dalla loro esperienza e dalle loro conoscenze enciclopediche.

2. Comprensione → del lessico e del contenuto attraverso le domande in base ai quattro livelli di comprensione

3. Suddivisione in sequenze → cioè in porzioni di testo di senso compiuto nella sintassi e nel contenuto

4. Ricomposizione → in ordine logico delle sequenze della storia, attribuendo a ognuna un titolo e trascrivendo accanto a ogni disegno una didascalia.

IL MITO DI ULISSE. Tra i miti e gli eroi del mondo antico, Ulisse è certamente quella che suscita più curiosità ed interesse. Il personaggio testimonia la necessità dell'uomo di conoscere ed imparare: il mare attraverso cui Ulisse compie il suo viaggio infatti, sta ad indicare un percorso verso l'apprendimento, così come lo era per Dante l'ascesa dall'Inferno al Paradiso. Il personaggio racchiude in sé caratteristiche quali la forza, il coraggio, l'astuzia, qualità che affascinano i

bambini. – EPISODIO CON LA MAGA CIRCE -

che cosa fare in classe? • scuola dell'infanzia – individuazione dei dati visivi, uditivi, olfattivi, tattili;

arricchimento lessicale; realizzazione cartelloni dell'ambiente. • Scuola primaria – comprensione, sequenze narrative, sequenze descrittive, disegni.

Sintassi della frase, figure retoriche.

LE FIABE La fiaba è una narrazione originaria della tradizione popolare, caratterizzata da racconti medio-brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici coinvolti in storie con a volte un sottinteso intento formativo o di crescita morale. Le fiabe italiane di Calvino vengono edite nel 1956 e comprendono duecento testi, attinti da varie raccolte regionali e trascritti con un linguaggio semplice ed essenziale. Nelle fiabe di Calvino si ritrovano le tracce della letteratura popolare, come ad esempio il dialogo come elemento di ritmicità e di descrizione di situazioni; vi si aggiunge l'elemento ironico, suo tratto peculiare. In senso generale Calvino rielabora materiale narrativo mantenendo un rapporto vivo con la realtà del suo tempo. FIABA GIALLO CRISTALLO spunti didattici:

• rappresentare con il disegno le sequenze narrative • svolgere esercizi di riflessione lessicale e di sviluppo delle competenze metafonologiche • creare una filastrocca sulla fiaba

LA FAVOLA La favola è un breve racconto fantastico contenente un insegnamento morale, in cui agiscono o interloquiscono sopratutto animali, piante o altri esseri inanimati. La morale si trova nel finale ma a volte bisogna scoprirla! LA CICALA E LE FORMICHE → spunti didattici

• riconoscere la morale nella favola • drammatizzare, così da ottenere una maggiore comprensione ed esternare le emozioni • abbinare ad ogni animale vizi e virtù dell'uomo • conoscere i vocaboli che indicano i versi degli animali

CAPITOLO 2 – IL FANTASTICO Italo Calvino descrive il fantastico come determinato da una perplessità che si genera di fronte ad un fatto che ci appare come incredibile. Proprio in questo il “meraviglioso” si distingue dal fantastico, in quanto presuppone l'accettazione dell'inverosimile o dell'inspiegabile. I mondi del fantastico e del meraviglioso attivano nel bambino emozioni, sogni e desideri, connettono il mondo reale con immagini arcaiche e inconsce, aiutano nella maturazione del sé. Caratterizza il fantastico la presenza di creature magiche e di animali immaginari.

I Luoghi Le fiabe di Guido Gozzano si discostano dalla tradizione per molti aspetti, ecco perché possono essere proposte ai bambini quando sono consapevoli della struttura classica della fiaba. La struttura della fiaba secondo Propp infatti deve comprendere almeno: protagonista, antagonista, problema, aiutante/salvatore, soluzione del problema, elemento magico, lieto fine. L'infanzia è vista da Gozzano come un luogo mitico, popolato dagli elementi che caratterizzano la fiaba, anche se non in maniera tradizionale. Un altro tratto peculiare dell'autore dell'autore è il linguaggio; Gozzano è prima di tutto un poeta e questa sua caratteristica permea anche la prosa: il lessico è raffinato, colto, elegante, c'è il gusto per la ricerca lessicale e per il termine più appropriato.

CAPITOLO 3. INTERMEZZO – LA POESIA

La poesia ha un valore formativo molto importante. Tra le finalità della scuola dell'infanzia e della scuola primaria le indicazioni sottolineano l'importanza di consolidare l'identità e di sviluppare l'autonomia, intesa anche nel senso di esprimere sentimenti ed emozioni attraverso una lingua che tutti possiedono, anche se in maniera diversa. La conoscenza, da parte del docente, della biografia linguistica di ogni bambino è fondamentale per capire di quali esperienze linguistiche il bambino ha bisogno per raggiungere le competenze stabilite. Leggere testi poetici significa comprendere la stratificazione del testo, saper esprimere la sua organizzazione linguistica, retorica e semantica. In altre parole il testo poetico può essere letto a livello denotativo e connotativo, sul piano dell'espressione del contenuto, anche grazie alla funzionalizzazione del livello fonoprosodico e grammaticale.

non sono stati rilasciati commenti
Scarica il documento