FAHRENHEIT 451 - Ray Bradbury [Scheda del libro], Esercitazioni e Esercizi di Letteratura. Università non definita
Alberto
Alberto5 luglio 2010

FAHRENHEIT 451 - Ray Bradbury [Scheda del libro], Esercitazioni e Esercizi di Letteratura. Università non definita

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FAHRENHEIT 451 - Ray Bradbury [Scheda del libro]
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FAHRENHEIT 4511) DATI EDITORIALI

AUTORE: Ray Bradbury TITOLO: FAHRENHEIT 451 LUOGO DI PUBBLICAZIONE: Milano EDITORE: Classici Moderni - Oscar Mondadori DATA DI EDIZIONE: 1997

2) BREVE PRESENTAZIONE DELL’AUTORE

. Nato a Waukegan (Illinois) il 22 agosto 1920, figlio di un operaio elettrico e di una casalinga di origini svedesi, nel 1934, a causa della grande depressione durante la quale il padre rimase disoccupato, si trasferisce in California, dove scopre il mondo della fantascienza, tanto da iniziare a scrivere alcuni racconti sulle riviste del settore. Tra le sue prime opere si contano anche dei racconti polizieschi e noir. Nel 1950 raccoglie in un unico volume le sue Cronache marziane, che ottengono così un vasto successo internazionale, ancora oggi a distanza di anni, nonostante ormai queste storie siano datate, nel senso che la data in cui i vari avvenimenti sono stati sistemati è stata superata: questo fatto, però, ha scarsa importanza, non togliendo nulla al valore dell'opera in sé. L'anno successivo segue il capolavoro per cui è maggiormente ricordato, Fahrenheit 451, una sorta di elogio alla lettura ambientato in una società distopica, che diventerà anche un film omonimo di successo, diretto da François Truffaut. Negli anni successivi intraprende la carriera di sceneggiatore cinematografico, iniziata con il Moby Dick di John Huston, senza però dimenticare la sua carriera di romanziere. Si ricordano infatti Il grande mondo laggiù, Io canto il corpo elettrico!, Paese d'Ottobre, Il popolo dell'autunno, Viaggiatore del Tempo, l'ambizioso giallo Morte a Venice e il più leggero Il cimitero dei folli e Le auree mele del sole. 3) ESPOSIZIONE SINTETICA DELLA VICENDA

Nel mondo ipotizzato da Ray Bradbury ci sono dei vigili che hanno il compito di distruggere con il fuoco ogni casa in cui siano stati trovati dei libri. A questo corpo di militi appartiene Guy Montag, il quale, se era inizialmente fiero di questo lavoro, lo svolge ora con molta riluttanza, cominciando a sentire il peso di un dovere così strano. E' vietato possedere libri, in quella realtà, e il possessore di una biblioteca può addirittura finire in manicomio. Ma Montag comincia a pensare che forse nei libri c'è qualcosa di importante visto che si cono persone che si fanno bruciare insieme alla loro casa, piuttosto che vivere senza i propri libri. Così Montag si porta a casa dei testi e inizia a leggerli in gran segreto; tramite questi egli capisce che in passato c'era un mondo diverso, in cui c'era libertà di pensiero; prova disgusto del mondo in cui vive e vorrebbe cambiarlo. Entra in contatto con un anziano professore, che vive in disparte e progetta con lui un piano che serva a far scomparire dal mondo i militi del fuoco (ad abbattere gli altri poteri ci penserà la guerra). Il loro progetto no riesce e i militi, su denuncia della moglie di Montag, vengono a conoscere il suo segreto e gli incendiano la casa. Subito dopo organizzano contro di lui una spettacolare caccia all'uomo, ripresa in diretta dalla televisione e seguita da milioni di persone. Montag si rifugia inizialmente presso Faber, ma questi gli suggerisce un posto più sicuro: deve recarsi fuori città, in luoghi isolati e raggiungere un gruppo di persone "irregolari", costrette a vivere ai margini della società.

Mentre fugge, Montag riesce a intravedere dagli schermi delle case le immagini in diretta della sua stessa fuga. La polizia non lo trova, ma non può accettare il suo insuccesso, la brutta figura davanti ai numerosi telespettatori; prende allora una tragica decisione: cattura un povero pedone solitario, facendo credere a tutti che si tratti di Montag. Egli inanto si è salvato e ha raggiunto quegli uomini che con il loro insolito impegno trasmetteranno al mondo futuro il meglio della cultura mondiale: sono gli uomini-libro.

4) PRESENTAZIONE E ANALISI DEI PERSONAGGI PRINCIPALI

Guy Montag è il protagonista del romanzo; è un uomo di circa trent'anni, che lavora presso i militi del fuoco. La sua vita scorre normale, fino a quando incontra casualmente una strana ragazza, Clarisse, la quale gli trasmette un modo più libero di vedere le cose, gli parla della natura, del passato e della famiglia, fatta di persone anticonformiste. Un altro episodio che lo colpisce è quello di un'anziana donna che si fa bruciare insieme ai suoi libri. Questo fa sì che Montag abbia delle curiosità nuove, che cerchi di saperne di più sul mondo, al di là di quanto viene ripetuto dall'opinione comune. Egli è dunque un uomo non rigido, ma aperto alle novità, capace di rinnovare la sua vita e ben disposto a seguire l'esempio di persone significative, come Clarisse e il professor Faber. Mi sembra ammirevole che egli, dopo aver intravisto una verità diversa dietro le menzogne che circolano ovunque, abbia fatto del suo meglio per lottare contro tali falsità e per proporre a tutti una cultura autentica e libera. Egli sa dunque entrare nella lotta con tutto sé stesso, accetta di rompere ogni legame con la sua vita precedente, va incontro a gravi pericoli, ma non si lascia abbattere. Alla fine, unendosi a degli uomini altrettanto coraggiosi, porterà al successo il suo impegno e tutti gli sforzi da loro compiuti saranno la base du cui ricostruire una nuova civiltà. Quando Montag raggiunge gli uomini che vivono fuori dalla città, viene subito accolto nel loro gruppo e diventa anch'egli un uomo "contenitore" di un libro. A lui toccherà identificarsi con l'Ecclesiaste, un libro pieno di saggezza e di umanità. Faber è un vecchio professore universitario di lettere che è stato costretto dal sistema a lasciare la sua attività. In un mondo autoritario e superficiale come quello di "Fahrenheit 451" non c'è posto per la cultura autentica, che è volta alla formazione di uomini liberi. E' molto indicativo che i professori di materie umanistiche, come appunto Faber, vengano costretti a lasciare il loro incarico, che risulta scomodo per il regime. Faber, nel corso del romanzo, assume il suolo di aiutante del protagonista: aiuta infatti Montag a capire le storture di quel mondo e gli trasmette dei nuovi valori. Faber, dopo il suo "licenziamento", si era ritrovato a vita privata, tanto che, quando Montag lo va a trovare ebbe l'impressione che lui e l'intonaco bianco delle pareti interne avevano la stessa cerca (pag 95); ma ora, vedendo l'entusiasmo del giovane Montag, decide anch'egli di ritornare attivo e di partecipare all'opposizione contro il potere. Dapprima aiuta Montag con un apparecchio tecnico, che si rivela però inefficace; molto più importante è invece il consiglio che egli dà al giovane di salvarsi raggiungendo quei particolari uomini che vivono in luoghi isolati, in attesa però di trasformare il mondo. Clarisse McClennan è la nuova vicina di casa di Montag. E' una ragazza di diciassette anni, dalla carnagione bianca come il latte e dagli occhi neri, scintillanti e vivi. Lei stessa si definisce pazza; Montag la considera bizzarra ed esasperante; tutto questosemplicemente perché le piace sentire l'odore delle cose, guardare come sono fatte, le piace osservare la gente. In un mondo caratterizzato dalla presenza invadente dei televisori, lei raramente guarda la TV e preferisce chiacchierare con la sua famiglia sulla veranda di casa sua. In un mondo dominato dalle macchine superveloci, lei a volte resta alzata tutta la notte, a camminare. Clarisse è come se non vivesse nel mondo in cui effettivamente vive, è come un'appassionata spettatrice d'uno spettacolo di burattini, che prevede ogni batter di palpebre, ogni gesto della mano, ogni movimento d'un dito un istante prima che lo

spettacolo cominci (pag 12). Essendo un'attenta osservatrice, ha una forte capacità d'identificazione; lei capisce che Montag non è felice e che non è come gli altri. Mildred è la moglie di Montag, una persona estremamente ortodossa. Dorme con i due tubetti radioriceventi inseriti bene nelle orecchie

5) ANALISI DELL’AMBIENTE E DEL TEMPO

Luoghi Le vicende del romanzo si svolgono quasi per intero in una città, della quale non è indicato il nome: in tal modo essa diventa la città-tipo del mondo futuro immaginato dall'autore. In questa città ci si sposta o mediante la ferrovia sotterranea o in automobile; agli automobilisti si impone di guidare sempre a grande velocità e chi viene trovato a procedere lentamente può essere arrestato. I pedoni sono visti come dei soggetti irregolari, degli anticonformisti che è bene sopprimere. Tutto questo accade perché il sistema vuole solo gente sempre occupata, sempre di corsa, sempre in tensione, affinché non abbia il tempo per pensare e porsi delle domande. I cittadini ignorano quasi tutti che poco fuori dalla città vi è un ambiente naturale, c'è un fiume, ci sono animali e c'è la possibilità di ritmi di vita diversi. Si preferisce però che gli uomini rimangano negli spazi urbani, dove sono meglio controllabili e dove tutto è già organizzato e previsto. Gli spazi chiusi presenti nel testo sono la casa di Montag e della moglie Mildred e la sede dei vigili del fuoco. La casa dei due coniugi ha come luogo centrale il salotto, di cui tre pareti sono occupati dagli schermi della televisione: qui Mildred passa la maggior parte del suo tempo, occupata a "bere" tutto ciò che lo schermo propina. Allo stesso modo si comportano altri milioni di donne e uomini, disposti a prendere per vero tutto ciò che è teletrasmesso. Sia la casa, sia il posto di lavoro, sono luoghi in cui il protagonista vive molto a disagio e li sente come estranei. Fuggendo da questi luoghi invivibili, Montag scoprirà un rifugio nella natura, presso uomini liberi, non allineati con la massa. Tempo Gli avvenimenti del romanzo sono immaginati accadere in un generico tempo futuro, sul quale però non si danno indicazioni precise; mancano, in effetti, nel tempo date e ogni tipo di indicazione cronologica. "Fahrenheit 451" è un libro di pura invenzione, anche se, per tratteggiarlo, l'autore si ispira a cose e situazioni del mondo contemporaneo, come, ad esempio, la presenza invadente dei televisori, le automobili superveloci, la paura delle guerre in cui possano esplodere bombe capaci di enormi distruzioni. Uno dei pochi elementi temporali presenti nel testo è il confronto, che alcuni personaggi compiono tra il presente e le epoche passate. Clarisse, ad esempio, sa che un tempo i pompieri spegnevano i fuochi invece di appiccarli, e che in passato le persone avevano maggiore libertà e indipendenza di pensiero. Il sistema politico però fa di tutto per persuadere i cittadini che il mondo è sempre stato così e che la forma di vita attuale è la migliore che sia possibile.

6) TECNICHE NARRATIVE Il racconto è in terza persona ed è condotta da una voce narrante esterna ai fatti, che domina dall'alto il succedersi di questi. L'autore non interviene direttamente con i suoi giudizi sulle cose, ma lascia spazio alla narrazione ed a numerosi e vivaci dialoghi. Si può però conoscere

il suo punto di vista attraverso le idee e il comportamento dei due personaggi emergenti: Guy Montag e il professor faber. La trama si svolge secondo un ordine cronologicamente regolare e non vi è un intreccio particolarmente complesso. Tutta l'azione del romanzo è basata sulla trasformazione interna del protagonista, il quale, dopo essere stato un uomo ben integrato nel sistema, prende coscienza di ciò che non va in esso e diventa un ribelle, iniziando una lotta clandestina contro il potere. Da questa sua trasformazione derivano tutti i fatti e i colpi di scena che vivacizzano la trama: l'incendio della casa di Montag, il suo incontro con Faber, che si farà suo aiutante, la drammatica fuga dalla città, inseguito da elicotteri e dal Segugio meccanico, e la salvezza finale presso gli uomini-libro, accampati lungo il fiume. La parte finale si caratterizza per il lieto fine; il sistema oppressivo salta in aria durante una guerra e il vecchio mondo finisce distrutto dalle bombe: sulle sue rovine nascerà una realtà nuova e migliore di quella precedente, grazie all'aiuto di quegli uomini che hanno conservato nella loro memoria le tracce più valide della cultura e del sapere umano.

7) STILE E SCELTE LINGUISTICHE

Ray Bradbury si è creato, nel romanzo, un linguaggio piuttosto insolito e molto personale. E' evidente, dal modo in cui scrive, che si tratta un autore di racconti fantascientifici: questi lo hanno portato ad elaborare una lingua molto immaginativa e fantasiosa. Oltre a presentare degli avvenimenti e dei caratteri, lo scrittore ama soffermarsi su dei particolari, come ad esempio i suoni e i colori, oppure su delle similitudini e delle metafore che creano una grande atmosfera di irrealtà. Di similitudini e metafore strane se ne incontrano diverse; ecco alcuni esempi:

 "Le immagini si ischeletrirono, scomparvero come prosciugate, quasi che da un'immensa coppa di cristallo popolata di peschi isterici fosse fatta defluire l'acqua" (pag 111)

 "Sentiva il veleno salirgli lungo i polsi, entro i gomiti e le spalle, per poi saltare come da un trampolino da una scapola all'altra, come una favilla volante su un abisso" (pag 48)

 "E nelle orecchie le minuscole conchiglie, i due tubetti radioriceventi inseriti bene dentro, e un oceano elettronico di suoni, di musica e di parole, di musica e di parole, che veniva, veniva a battere sulla spiaggia della sua mente insonne" (pag 14)

 "I suoi polmoni erano come spazzole brucianti nel petto. La sua bocca era stata seccata, inaridita dall'ansito ardente della corsa. In gola aveva un sapore di ferro sanguinoso e ai piedi acciaio arrugginito" (pag 148)

 "E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tale quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra." (pag 194)

8) SEGNALAZIONE DEI MOMENTI PIU’ SIGNIFICATIVI DELLA

STORIA  C'è omologazione di idee  pag 36,69,72  Montag ruba l'unica copia della Bibbia rimasta in circolazione  pag 44  La vecchia donna preferisce morire, che perdere i suoi libri  pag 45-47  Montag scopre il valore dei libri  pag 61, 86  Il comandante Beatty racconta i motivi per cui è vietato avere libri  pag 64-74  Non potendo possedere i libri, questi vengono imparati a memoria  pag 92, 178-179

9) INDIVIDUAZIONE DELLA TEMATICA PRINCIPALE E DI ALTRE TEMATICHE AD ESSA COLLEGATE Il messaggio che l'autore trasmette ruota intorno alla questione della proibizione dei libri. Il mondo da lui presentato è un mondo senza libri e pieno di televisione: ne esce una realtà piuttosto desolante, dato che gli uomini hanno perso tutto il loro passato e si trovano quasi completamente vuoti. E' molto importante che la cultura delle epoche precedenti non vada distrutta e quindi devono essere tenuti in massima considerazione quei particolari "oggetti" che trasmettono il sapere delle varie epoche, cioè i libri. E' da questi che si possono sentire ancora, a distanza di molti secoli, le voci più alte delle letteratura, del pensiero e della scienza. Se si fosse privi dei testi del passato, certo l'umanità ci perderebbe molto e sarebbe più povera senza Omero, Platone, la Bibbia, senza i poeti e gli scrittori più grandi. E' un grande messaggio di libertà quello proposto da Bradbury e si oppone a tutte quelle realtà politiche in cui vengono messe a tacere le idee non gradite a chi si trova al potere. La Chiesa della Controriforma aveva un "Indice dei libri proibiti", che non dovevano essere stampati e circolare, perché ritenuti pericolosi. Durante il Fascismo c'era un'attenta censura per tutti i libri che parlassero di libertà e di democrazia; lo stesso vale per la Germania hitleriana. Anche il comunismo sovietico vietava tutti quei testi che non erano in linea con l'ideologia del partito dominante. Dove si proibiscono i libri dunque ci sono sicuramente poteri oppressivi o dittature, e ciò che l'autore ha descritto nella finzione letteraria rispecchia dei pericoli e dei fatti realmente accaduti nella storia. Eliminando i libri, suggerisce poi l'autore, si rischia di creare un mondo piuttosto superficiale, dominato da vuoti spettacoli e da messaggi pubblicitari emanati in continuazione e in ogni luogo. Si pensi ad una scena del romanzo: Montag è riuscito a sottrarre ad un incendio l'unica copia della Bibbia che sia rimasta in circolazione; egli sa che il libro prima o poi finirà bruciato e decide così di impararlo a memoria, per poterlo salvare. Montag inizia questo suo sforzo di memorizzazione durante un viaggio in metropolitana e, mentre egli ripete tra sé versetti evangelici, gli risuonano continuamente negli orecchi gli slogan pubblicitari. Montag sta leggendo un passo in cui Cristo invita a non preoccuparsi con eccessiva ansia del cibo e del vestirsi, poiché ci sono cose più importanti di queste; la pubblicità, al contrario, pone i beni immediati esattamente al primo posto, ritenendo secondario tutto il resto. Qui Bradbury ha messo a confronto, con grande efficacia, due testi veramente stridenti fra loro: uno slogan consumistico e Matteo, capitolo sesto, cioè una parte del Discorso della Montagna.

10) INTERPRETAZIONE DELLE INTENZIONI DELL’AUTORE "Fahrenheit 451" così come "Il mondo nuovo" di A. Huxley e "1984" di Orwell, rientra nel genere narrativo dell'utopia negativa: questo consente all'autore di indicare un tipo di società che è bene non prendere a modello. Se un governo vieta ai suoi cittadini di leggere Platone, la Bibbia, Dante, Milton, eccetera, esso desidera avere a che fare con uomini non intelligenti e non consapevoli. Si ritiene opportuno, per dominarli meglio, che questi non sappiano pensare da soli, discutere le questioni importanti e capire ciò che li circonda. Bisogna distrarli da tutto ciò, riempendo la loro testa di sciocchezze, di slogan, di messaggi commerciali e altre cose simili, per messo di uno strumento di sicura presa: lo schermo televisivo. Grazie a questo si può far credere alla gente ciò che si vuole: si può star sicuri che tutto sarà accettato senza tante domande e tanti problemi, tale è la persuasività di ciò che appare in televisione. In "Fahrenheit 451" c'è una netta separazione tra la città e il mondo naturale circostante; la città appare come il luogo in cui si conduce una vita puramente artificiale, con dei ritmi frenetici, in cui tutto viene fatto di fretta e con ansia, e non si ha mai modo di guardarsi attorno. Nessuno sa cosa significhi camminare lungo un fiume, vedere alberi o fiori, o

sedersi su un terrazzo a parlare con calma o a leggere un libro. Tutto si fa, meno fermarsi e pensare. Non è forse quello che succede in continuazione anche oggi, anche intorno a noi? Per questo io penso che uno dei motivi di fondo del testo sia la critica verso gli aspetti peggiori della società di massa, che priva gli uomini delle cose veramente autentiche, li disabitua a stare con sé stessi per ragionare e riflettere, e li trasforma in passivi telespettatori. Se volete essere felici - sembra dire questa società - lasciate perdere i libri e il ragionamento, il desiderio di conoscere, che richiedono fatica e sforzo personale. Non è più facile guardare delle belle immagini in salotto, che si incaricano di dirvi cosa pensare, cosa ritenere importante, cosa fare per essere felici, cosa comprare, e che vi mostra il mondo come un continuo grande spettacolo?

11) COMMENTO PERSONALE SUL LIBRO LETTO

Ho trovato "Fahrenheit 451" un romanzo piuttosto bello e di piacevole lettura. E' un libro di pura invenzione fantastica, ma in esso si possono anche trovare dei riferimenti e delle riflessioni sulla realtà contemporanea. Il mondo descritto nel racconto appare dominato da un potere che non ama troppo la libertà dei cittadini; intorno a tale potere e agli uomini che lo esercitano, l'autore non fornisce molti dettagli o una analisi lunga e precisa, come avviene invece in "1984" di G. Orwell. In "Fahrenheit 451" viene descritto soprattutto il modo in cui il condizionamento de l'autorità si calano nella vita quotidiana degli uomini. Questi devono essere sempre in movimento e sempre in attività frenetica, cosicché sia loro impossibile osservare il mondo, riflettere sulle cose e farsene un'idea personale. Si vogliono uomini, in sostanza, del tutto distolti da se stessi. Una ragazza come Clarisse, che ama la natura, che fa una vita libera e si pone domande sul passato, viene guardata con grande sospetto e disapprovazione. Il modo di vita "consigliato" è quello di vivere come fanno tutti e di avere come riferimento centrale ciò che viene detto per televisione. Ci sono persone nel romanzo che passano quasi ogni istante della loro giornata incollate davanti al video: per loro finisce per diventare realtà ciò che è soltanto immagine, si dimenticano di sé stesse, delle persone che hanno vicino e rinunciano ad un contatto vero e diretto con il mondo. Comportamenti di questo genere si vedono anche nella nostra realtà sociale: in tal modo il testo di Bradbury si pone come una "fotografia" di grande attualità su nostro tempo. Mi è piaciuta straordinariamente la parte del romanzo, nella quale si descrive la vita di alcuni individui, che si possono chiamare uomini-libro. Essendo in quel mondo vietato possedere libri, è accaduto che un gruppo di ex-professori, allontanati dalla loro attività da parte del regime, si siano incaricati di imparare a memoria ciascuno un testo di grande importanza. "Ti piacerebbe, Montag, uno di questi giorni, leggere la Repubblica di Platone? Sono io la Repubblica di Platone? Vuoi leggere Marc'Aurelio? Il professor Simmons è Marc'Aurelio". "Meglio tenersi tutto quanto in testa, dove nessuno può venire a vedere o sospettare nulla". "Qui ci siamo tutti, Montag: Aristofane, il Mahamta Gandhi, Gautama Buddha, e Confucio, Thomas Love Peacok, Thomas Jefferson, Lindoln, se permetti. Siamo anche Matteo, Marco, Luca e Giovanni" (pag 179). Il potere vuole eliminare il passato, ma ciò non è possibile: se togli agli uomini i libri, certi uomini diventano libri diventi e aspettano con pazienza che la barbarie finisca, per poter di nuovo far circolare ciò che ora è custodito nella loro memoria. Quale libro è toccato a Montag di imparare? E' il libro dell'Ecclesiaste, appartenente alla Bibbia, e un suo passo dice: "C'è un tempo per ogni cosa; un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per tacere e un tempo per parlare". Il romanzo termina proprio in

questo modo, con il tempo della ricostruzione e della parola: finito il vecchio mondo, gli uomini-libro si dirigono verso la città, la quale verrà da loro fatta rinascere con l'aiuto della razionalità e della saggezza.

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