Generi televisivi, Giorgio Grignaffini, Sintesi di Scienze Della Comunicazione. Università di Roma La Sapienza
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Generi televisivi, Giorgio Grignaffini, Sintesi di Scienze Della Comunicazione. Università di Roma La Sapienza

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Sintesi del libro Generi televisivi, Giorgio Grignaffini
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GENERI TELEVISIVI – GIORGIO GRIGNAFFINI Cap. 1- Breve storia delle teorie dei generi.

Aristotele e Platone dedicano pagine fondamentali delle loro opere su quali siano le caratteristiche dell’attività poetica. Fino al Settecento le poetiche rinascimentali rappresentavano un vero e proprio insieme di regole per gli scrittori e poeti. Dalla seconda metà del 800 ci fu l’affermarsi della società borghese con la creazione di un vero “mercato” di prodotti artistico-letterari, veri e propri articoli. Nasce quindi l’industria culturale; che poteva essere ricondotta anche a prima dove le famiglie borghesi commissionavano opere d’arte, dove servisse riprodurre in larga scala dando vita ad una vera e propria industria. Con la nascita di un’industria culturale e con il rapido aumento del pubblico, le case editrici hanno bisogno di nuove opere in grado di soddisfare i bisogni di intrattenimento culturale. L’industria culturale si sviluppa intorno alla nascita e all’affermazione di un nuovo tipo di prodotto culturale:

• Ideato e prodotto secondo canoni di immediata riconoscibilità

• Distribuito e pubblicizzato in modo massiccio attraverso canali che diventano via via più numerosi ma tutti in qualche misura interdipendenti

• Fruito sempre di più e sempre più fedelmente da un pubblico vastissimo e apparentemente indifferenziato, ma al so interno diviso in gruppi di appassionati dei diversi generi.

Il genere si trasforma da definizione teoria a elemento cardine dell’industria culturale.

Uno dei punti di partenza per distinguere i vari generi può essere quello di definire a priori quali sono le caratteristiche che ogni prodotto deve avere per appartenere a un determinato genere. In questo approccio i generi sono per così dire delle costruzioni teoriche che nella realtà concreta non si trovano mai realizzate completamente, ma servono per definire e spiegare meglio l’inesauribile varietà delle produzioni. (Es. il Maurizio Costanzo Show, talk show simbolo del genere che non rinuncia a inserire al suo interno elementi musicali o comici propri di altri generi) Possiamo definire questa impostazione al problema dei generi astratto – deduttiva.

Un altro modo di affrontare il problema è quello di intervenire attribuendo le etichette di genere a posteriori, al termine di una sorta di inventario delle caratteristiche dei prodotti esistenti. In questo modo i vari prodotti saranno visti all’interno dei contesti di produzione e di consumo in cui nascono e si diffondono. I programmi che mostrano gruppi di persone costrette a vivere insieme in diversi contesti e con diverse finalità per lunghi periodi di tempo (Grande Fratello, L’isola dei famosi), la diffusione di questi programmi ha fatto si che si cercasse una etichetta di genere in grado di raggrupparli e, prendendo come elemento caratterizzante la loro dimensione di quasi esperimenti sociologici, psychodrama reality show. Possiamo definire questa impostazione storico – induttiva.

Si possono distinguere tre accezioni di genere:

1. Genere come proprietà produttivo – formale: il tipo di linguaggio caratteristico del prodotto; i modi di produzione; le tecniche e le tecnologie utilizzate. All’interno di altri mezzi espressivi come il cinema, tali proprietà possono riguardare la durata del film, l’utilizzo di speciali tecniche di riprese. La televisione permette di vedere all’opera questo criterio di distinzione a molti livelli. Proprietà formali possono essere considerate anche la durata del programma, la frequenza di messa in onda e le modalità di ripresa.

2. Genere come proprietà del contenuto: aspetti narrativi (in televisione la presenza o meno di una forma di racconto differenzia il genere fiction dai programmi di intrattenimento o dai telegiornali); ambientazione geografica e storica delle storie narrate (con l’ambientazione geografica ritroviamo generi come l’avventura o il western, con la seconda ritroveremo generi come la fantascienza); tonalità (generi come la commedia, il drammatico, il sentimentale e le eventuali unioni diffuse in particolare in televisione come il dramedy); aspetti relativi alle modalità di rappresentazione (al di fuori del mondo della fiction a distinguere un genere da un altro possono essere utilizzati criteri quali il ricorso o meno ad apparati spettacolari).

3. Genere come funzione sociale: i generi vengono definiti non dalle caratteristiche interne del testo ma il compito che i vari prodotti devono assolvere da un punto di vista sociale. Le tre principali funzioni sono intrattenimento, educazione e informazione.

I generi continuano a essere una vera e propria bussola per il sistema dei media in generale e per la televisione. Una bussola che serve a decidere cosa produrre, come distribuire e quale atteggiamento fruire dei prodotti culturali. Il genere è una realtà concreta, determinata soprattutto dall’uso che ne fa chi produci i testi, chi li distribuisce e chi ne fruisce. Girare un western per chi lo scrive significa attenersi a delle regole in modo che da parte sua il pubblico subito riconosca come generi appartenenti al western. (es. immaginario estetico come cappelli, pistole, cavalli e saloon; personaggi come cowboy e indiani; valori come onore, rispetto per la legge.)

Il genere permette a chi lo crea e produce, a chi lo distribuisce e al pubblico, di relazionarsi attraverso un’interfaccia tra produttori e consumatori di testi mediali:

• Per gli apparati produttivi industriali il genere serve a ridurre i margini di rischio, consentire la creazione di routine produttive e la replicabilità dei prodotti.

• Per i creativi (autori, registi, ecc) : utilizzare formule e schemi realizzativi consolidati su cui operare variazioni. Sta alla personalità di ogni singolo autore sapere rileggere e riformulare in modo nuovo le convenzioni di genere e creare opere originali. Poter garantire una produzione costante e cospicua di opere in grado di soddisfare contemporaneamente le esigenze degli apparati produttivi e del pubblico.

• Per il sistema distributivo: specializzazione dei canali di distribuzione (es. canali televisivi satellitari), per imporsi in un mercato devono ricorrere ad una differenziazione in termini di contenuti proposti e target di riferimento. Il sistema produttivo fornisce programmi distribuiti in generi differenti a seconda dei diversi periodi dell’anno.

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• Per il consumatore – fruitore: orientarsi all’interno di una produzione vasta selezionando di volta in volta i prodotti che corrispondono al meglio ai propri bisogni. Partecipare attivamente o diventare parte di un target di riferimento per i media costituendosi così come elemento fondamentale del circuito produttivo.

• Per i testi: essere strutturati secondo le regole di genere significa contenere caratteristiche definite e ben riconoscibili sia nei contenuti sia nelle forme, in modo da rappresentare una facile chiave di accesso per il pubblico e favorirne fedeltà e attaccamento nei confronti dei testi stessi e dei canali che li ospitano.

Cap. 2: I generi nella storia della televisione italiana.

I generi nascono all’interno di un contesto storico determinato e si evolvono con il mutare dei tempi. Visti i legami diretti con la radio, tanto la struttura stessa della programmazione (il palinsesto) quanto molti generi specifici vengono mutuati proprio da questo mezzo di comunicazione. I telegiornali riprendono lo schema dei radiogiornali, così come programmi musicali o di intrattenimento sono adattamenti al nuovo mezzo di formule sviluppate dalla radio. Un altro media con cui la televisione si è dovuta inevitabilmente confrontare è il cinema, con il quale condivide il linguaggio espressivo (mix tra immagini e suoni). Il teatro è una delle forme di spettacolo che più influenzano la televisione italiana delle origini. Nonostante la televisione delle origini si inserisca decisamente all’interno di una produzione mediale e socio – culturale ricca di forme e contenuti consolidati, non si può tener conto del fatto che fin da subito il mezzo televisivo li assorbe e li rielabora in modo originale. Si vanno creando generi nuovi, partendo da un ripensamento e da un adattamento di modelli comunicativi ideati altrove (es. servizio di politica editoriale).

Tra le nuove possibilità tecnologiche si creano le condizioni per trasformare il mezzo televisivo da veicolo di contenuti già codificati in altri ambiti comunicativi, avvicinando nello spazio e nel tempo le popolazioni di tutto il mondo. Nascono così i media events (la diretta), come campionati mondiali di calcio, le olimpiadi, lo sbarco del primo uomo sulla luna, le incoronazioni di reali. Un’altra rilevante innovazione tecnica è l’introduzione di sistemi di registrazione videomagnetica (AMPEX) che consente non solo di registrare ma anche di montare le immagini riprese dalla telecamera. Il mezzo televisivo attraverso queste due innovazioni tecnologiche, acquisisce maggiore consapevolezza di una sua centralità nel panorama mediatico e si passa da una semplice riproposizione aggiornata di modelli presi altrove alla messa a punto di codici espressivi autonomi. La fiction si allontana dal modello teatrale iniziando a proporre storie e personaggi originali, facendo riferimento ai modelli della serialità televisiva americana.

Nella prima parte degli anni settanta ci fu l’introduzione nei palinsesti di opere e genere innovative, miniserie di fantascienza o thriller/parapsicologico e alle opere realizzate da grandi autori di cinema e teatro. La riforma del sistema televisivo introduce all’interno della Rai una concorrenza interna all’azienda tra le diverse reti e testate giornalistiche, in questo periodo viene creata la Terza rete, per garantire un maggiore pluralismo informativo e culturale. Nel 1976 su Raiuno nasce Domenica In, primo esempio di programma contenitore dalla durata di ben sei ore, per la prima volta non sono i contenuti a definire il genere del programma, quanto la sua durata e la capacità di creare un fil rouge, un’omogeneità tra i diversi contributi data dalla presenza unificante del conduttore. Parallelamente alla nascita di Domenica In, su Raidue nasce un programma satirico e parodistico Altra domenica di Renzo Arbore, che rappresenta l’alternativa giovanile e provocatoria del sobrio e rassicurante intrattenimento della rete ammiraglia. Tra le novità più significative, capaci di lasciare il segno fino ad oggi, c’è la nascita del magazine informativo – spettacolare con Odeon , su Raidue, e le prime prove del talk show Bontà loro, su Raiuno, di Maurizio Costanzo. La serialità, sia nella fiction sia nei programmi di intrattenimento o informazione, diventa un principio fondamentale nei nuovi palinsesti e i generi stessi si vanno modificando per privilegiare questo aspetto.

In un panorama così mutato, la televisione occupa nuove fasce orarie e deve pensare con più attenzione a modulare la propria offerta in base a ritmi sociali e alle fasce di pubblico che maggiormente frequentano il mezzo televisivo durante la giornata. Nascono così programmi pensati per accompagnare il pubblico al mattino, Uno Mattina (su Raiuno nel 1986), oppure si lavora su generi consolidati come il talk show e il varietà, riletti con autoironia e intelligenza, per costruire programmi di seconda serata che strizzano l’occhio al pubblico più esigente di quello della prima (Quelli della notte, su Raidue nel 1985, o al Maurizio Costanzo Show). Il basso costo produttivo dei quiz ne sancisce la fortuna, e la stessa sorte tocca anche ai reality show, nelle più diverse formule, dal dating show ai programmi che ospitano e mettono in scena davanti al pubblico vari momenti della vita delle persone, dalla ricerca dell’anima gemella alle liti matrimoniali. La risposta della Rai è data dallo sviluppo della cosiddetta tv-verità che dalla seconda metà degli anni ottanta rappresenta la cifra stilistica dominante e insieme la linea editoriale di Raitre sotto la direzione di Angelo Guglielmi.

Negli ultimi quindici anni della televisione italiana, i generi sono sempre più svincolati dalla nazione in cui hanno origine e diventano, dopo una loro codifica in format, prodotti da scambiare a livello planetario. Vi sono adattamenti italiani di format esteri, dai reality show (Grande Fratello, Canale5 nel 2000; Stranamore, Canale5 nel 1994; Carràmba che sorpresa!, Raiuno nel 1995) a una fiction Un medico in famiglia, Raiuno nel 1998. La necessità di competere con prodotti provenienti da mercati internazionali porta alla rinascita e nello stesso tempo a una rifondazione della fiction televisiva, che non si limita più ai formati tradizionali più vicini al cinema che alla fiction, quali la miniserie, ma si confronta con i modelli di serialità dominanti a livello internazionale, dalla serie alla sitcom per arrivare alla soap opera.

I legami sempre maggiori del mezzo televisivo con il mondo dei media e della comunicazione hanno fatto crescere le occasioni di interazione tra telefonia, Internet e televisione, dando luogo a programmi che nascono già presenti in multipiattaforma, cioè fruibili contemporaneamente attraverso diversi media.

Cap. 3- La mappa dei generi televisivi.

All’interno di un palinsesto si susseguono numerose tipologie di programmi che possiamo dividerle in due gruppi:

1. Programmi non prodotti appositamente per la tv: in particolare il cinema con grande prevalenza di quello narrativo, si pensi a corti, lungometraggi o film documentaristici.

2. Programmi prodotti per la tv: tutto il resto dei programmi presenti nel palinsesto.

La prima macrodistinzione che si deve effettuare nell’analisi dei prodotti che compongono l’offerta dei palinsesti televisivi riguarda l’origine produttiva e distributiva dei programmi. Il mondo del cinema ha costruito una complessa griglia di generi: musical, western, avventura e fantasy, commedia, drammatico e melò, thriller e horror, poliziesco, action, giallo e spionaggio, comico, storico, letterario. fantascienza, cartoon.

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I palinsesti attuali presentano altri prodotti che è difficile attribuire in modo netto a una delle due macrodistinzioni, si pensi ai trailer dei film, che sono promozionali rispetto a questi ultimi, ma sono realizzati per andare in onda sia nelle sale cinematografiche sia in televisione. Più interessante è il discorso che riguarda i videoclip musicali, filmati che dalla fine degli anni settanta accompagnano le canzoni di musica leggera più diffuse sul mercato discografico. Hanno acquisito nel corso degli anni una grande varietà di formule espressive, da quelli orientati verso la narrazione a quelli puramente evocativi, a quelli incentrati sulle performance dei musicisti.

Due tra le componenti più importanti dei palinsesti in termini di tempo dedicato sono senza dubbio la pubblicità di prodotti e servizi esterni e la promozione dei programmi delle stesse emittenti, detti promo. I primi esempi di pubblicità nella televisione italiana sono i messaggi pubblicitari contenuti all’interno di Carosello, tipico esempio di comunicazione commerciale dell’epoca monopolista. A partire dalla seconda metà degli anni settanta i messaggi pubblicitari diventano sempre più brevi (spot) e, soprattutto nelle televisioni commerciali, raccolti in grappoli diventeranno una vera e propria punteggiatura costante della programmazione televisiva.

-La telepromozione è lo spazio pubblicitario interno a un programma in cui vengono presentati prodotti o servizi.

-La televendita è un programma commerciale durante il quale vengono proposti i prodotti o i servizi di un’azienda direttamente al pubblico che li può acquistare per via telefonica.

-Il billboard pubblicitario è l’invito all’ascolto o ringraziamento che viene inserito in testa o coda a un programma.

-Il diario è un messaggio pubblicitario breve (5’’) posizionato in testa al break, programmato in moduli quotidiani.

Per chi fa televisione è importante avere idee chiare e potersi appoggiare a elementi certi che non possono essere contestati da interpretazioni divergenti. Per questo motivo accanto alle etichette di genere che sono continuamente sottoposte a modifiche e revisioni, sono presenti nel fare televisivo delle ben precise categorizzazioni in termini di formato. A definire un programma in termini di formato sono elementi come la durata, il numero di episodi, i modelli produttivi. A fianco del formato ha avuto una grande diffusione dagli anni novanta in poi la nozione di format. Il format è uno schema che permette la realizzazione di un programma nei più diversi contesti televisivi, mantenendo invariati alcuni elementi ritenuti fondamentali, ma soprattutto è un prodotto commercializzabile, un modo per chi sviluppa programmi televisivi di proteggere legalmente e far fruttare economicamente un’idea vincente.

Il genere si riferisce principalmente alla caratteristiche comunicative del programma, il formato è più legato al versante produttivo - distributivo, il format è un concetto che nasce per tutelare il diritto d’autore delle idee di un programma e per permetterne una commercializzazione.

Tra i programmi propriamente televisivi possiamo distinguere 4 macroaree:

• La fiction sulla presenza di una forma di racconto

• L’intrattenimento sulla funzione che deve svolgere, quella legata al divertimento

• L’informazione sul rapporto diretto che dovrebbe consentire con la realtà extratelevisiva

• La cultura-educazione sulla funzione sociale che assolve e sui contenuti.

Caratteristiche:

• Produttivo - formali: tempi, spazi, attori implicati, stili registico - estetici, caratteristiche estetiche.

• Di contenuto: argomenti trattati, modalità di trattamento, modalità dell’argomentazione.

• Funzione sociale: intrattenere, educare, informare.

• Relazione con lo spettatore: passioni suscitate, modalità di coinvolgimento.

La fiction è il macrogenere del racconto audiovisivo, viene creato un mondo di fantasia in cui i personaggi e le vicende vengono visti dall’esterno, da una quarta parete inesistente dietro cui sta la macchina da presa; non viene costruita una relazione diretta con lo spettatore, anzi lo sguardo in macchina è vietato in quanto fa cadere il principio di verosimiglianza delle vicende trattate. Il tempo è scandito dalle regole della narrazione, con ellissi (mostrare solo i momenti salienti di una vicenda omettendo il resto attraverso il montaggio), flash-back o flash-forward (la fiction ci fa tornare indietro o avanti nel tempo della narrazione).

L’intrattenimento è un’etichetta di genere molto ampia che comprende una gamma di programmi anche assai diversi tra loro e caratterizzati tra l’altro da una grande rapidità di ibridazione e innovazione. I programmi di intrattenimento dal punto di vista temporale posso essere sia in diretta sia registrati; gli spazi utilizzati sono in prevalenza studi televisivi attrezzati, mostrati e dichiarati come tali; i protagonisti possono essere molteplici, ma solitamente è presente almeno un conduttore, una figura riconducibile all’istituzione televisiva stessa; le caratteristiche estetico - formali posso essere molto diverse; particolarmente importante è poi il tipo di relazione che i programmi instaurano con il pubblico. Per quanto riguardo il contenuto, prevale quello relativo a forme di divertimento/spettacolo nelle sue forme più diverse, dalle performance musicali o comiche al gioco. L’intrattenimento si caratterizza per la sua finalità immediata, ottenuta attraverso una grande varietà di mezzi espressivi.

L’informazione è in stretta relazione con il sistema dei media in generale, offre al pubblico ricostruzioni, racconti, analisi e interpretazioni di ciò che accade al mondo. Si tratta di mettere in opera una serie di strategie comunicative allo scopo di garantire la verità di ciò che si sta trasmettendo. Vi sono diversi elementi:

• A livello del tempo la prevalenza assoluta della diretta come garanzia della “presa” sulla realtà; lo spazio dell’informazione è dato dalla dialettica tra l’interno dello studio e il mondo esterno; gli attori dell’informazione sono i giornalisti che coordinano tutti gli altri soggetti coinvolti.

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• Le caratteristiche registico - estetiche sono al servizio della creazione di un effetto di verità, con stili di ripresa, scenografie degli studi, utilizzo di grafiche, tutti elementi che cercano di garantire chiarezza nel rapporto tra pubblico e chi informa.

• Le modalità di argomentazione sono molteplici; il rapporto con lo spettatore dovrebbe essere distaccato e il giornalista dovrebbe limitarsi a fornire informazioni; in realtà tale rapporto è sempre più contaminato da forme di coinvolgimento emotivo tese a far partecipare il pubblico attraverso la sollecitazione di emozioni, paure, tensioni, ecc.

Il carattere fondamentale dell’informazione è la specifica funzione sociale che deriva dal contenuto dei programmi.

La cultura-educazione è una categoria in cui rientrano programmi che hanno come argomento prevalente temi come l’arte, la letterature, la geografia, la storia; per la loro costruzione non sono necessariamente vincolati a una messa in onda immediata (documentari, inchieste, ricostruzioni); per quanto riguarda altri parametri, come tempi, spazi, attori, stili registici, modalità di argomentazione, questo genere si riallaccia prevalentemente a quello dell’informazione. Gli elementi fondamentali di quest’area sono la funzione sociale presupposta e i contenuti proposti.

I palinsesti delle televisioni vivono in equilibrio tra un menu di proposte riconducibili ai genere tradizionali, che rappresentano il terreno reciprocamente conosciuto di incontro tra pubblico ed emittente, e un certo numero di nuovi programmi che provano sempre più spesso a giocare con le regole di genere. Intervenire sulle regole di genere, andando a intaccare quel complesso sistema di attese e predisposizioni che fa del genere una sorta di meccanismo di reciproco riconoscimento tra chi la televisione la fa e chi la guarda.

Proprio perché la televisione generalista è un mezzo di comunicazione che deve cercare per quanto possibile un largo riscontro di pubblico, abbracciando diverse fasce di età e persone di varia estrazione socio-culturale, l’equilibrio tra i tradizionali generi e le possibili innovazioni è giocato con grande attenzione, per non incrinare abitudini di ascolto e perdere spettatori e consenso. Gli spostamenti dei confini di genere, le sovrapposizioni tra aree differenti vengono quindi testati di solito all’interno di palinsesti dove permangono anche ampie aree di programmi tradizionali.

Vi sono tre criteri uniformi in un panorama in costante evoluzione:

• Innesti: consiste nel prendere una o più caratteristiche fondamentali di un genere e innestarle su un programma per altri versi pienamente riconducibile a un altro genere.

• Adattamenti: prendere un programma con tutte le sue caratteristiche di genere e di adattarlo a un contenuto differente da quello cui di solito si è ricollegato, anche con intenti parodistici o satirici.

• Ibridazioni: fenomeno più diffuso e che consiste nel creare programmi che mescolano in modo sostanzialmente paritario elementi appartenenti a un genere consolidato con elementi legati ad altri generi.

Cap. 4- La fiction.

La fiction si caratterizza per la presenza di una forma di racconto, di una ricostruzione degli spazi, di un mondo popolato di attori, scandito da eventi e passioni già previste e preordinate da una sceneggiatura e da un montaggio che permette di andare avanti o indietro nel tempo. Tutte queste caratteristiche sono fondamentali, ad esse si aggiungono due sottocategorie :il formato e modello di serialità; il genere narrativo.

Nella prima categoria rientrano tutte le differenti formule relative a:

• Suddivisione del racconto in unità temporali definite: cioè i formati temporali relativi alla durata complessiva del programma e dei singoli episodi in cui si divide.

• Forme di continuità tra i diversi episodi: si può oscillare da una continuità assoluta (miniserie e soap opera) a una forte discontinuità (collection).

Per quanto riguarda il genere narrativo si dividono i testi in base a:

• Mondo rappresentato: distinzione basata sul luogo e tempo in cui sono ambientate le vicende narrate (western, fantascienza, poliziesco)

• Tipo di coinvolgimento dello spettatore: si distingue in base agli effetti, soprattutto emotivi, che il programma vuole suscitare nello spettatore (horror, thriller, comico)

• Tonalità della narrazione: differenza fondata sulle modalità con cui il testo presente le proprie situazioni.

FORMATI DELLA FICTION

FILM X LA TV (TV MOVIE ): prodotti assimilabili ai film per il grande schermo, con l’unica differenza di essere realizzati esclusivamente per una programmazione televisiva. Essi sono organizzati dal punto di vista dei contenuti in modo tale da costruire prodotti a sé stanti, senza prevedere richiami ad altri episodi. (“Rosamunde Pilcher” o “Crimini” o “Nel segno del giallo” o altri prodotti come il commissario Montalbano, e tv movie come Beethoven)

MINI SERIE: Un film per la tv diviso in più parti ( di solito 2 episodi, ma anche di più) di solito può essere ispirato a derivazioni letterarie (Sandokan, Odissea, Gesù di Nazareth).

Le mini serie dal punto di vista produttivo, il costo dell’intero progetto viene ammortizzato in due serate di programmazione, e anche dal punto di vista del palinsesto, in quanto il maggior valore produttivo e la possibilità di raccontare storie meno legate alla quotidianità rappresentano occasioni importanti. Oltre quindi ai vantaggi economico- produttivi e a quelli di programmazione la mini serie con la sua durata molto superiore a quella del film tv permette di trattare temi difficilmente trattabili.

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SERIES: Ha una misura temporale standard (anche il numero previsto di episodi) prevede una formula narrativa data da elementi ricorrenti e altri variabili. Es: Il tenente Colombo – Starsky e Hatch. Alcuni in cui vanno a crearsi intrecci sentimentali in ambienti lavorativi ( Fringe – Ally Mcbeal). Designate anche con il termine drama, in Italia ribattezzati Telefilm. Il formato americano standard è di un ora lorda 45-50 minuti + pubblicità, 13 episodi, alcune di 30 min (sitcom). Nel nostro paese prima erano di 90 minuti, e si parla anche in questo caso quindi di serie all’italiana.

SERIAL: Formula narrativa aperta, cioè può variare la conclusione di ogni unità, di ogni puntata, rimandando necessariamente a quella successiva. Possiamo dividerle in:

• SOAP OPERA: Nata alla fine degli anni 30’ in radio e si è dimostrata da subito un perfetto prodotto per la televisione. Il target preferenziale è femminile, casalinghe di ogni età. È deve interessare maggiormente questo segmento di persone. Day Time di 30 min circa, 23 min netti.

• Americana : Beautiful in cui prevalgono gli intrecci sentimentali, l’ambientazione sociale è nelle classi medio - alte e lo stile realizzativo punto alla bellezza patinata e un po’ irreale.

• Inglese : Eastenders, che oltre a non avere una cadenza quotidiana, si caratterizza per una maggiore attenzione alle problematiche sociali, ruvidezza nel linguaggio e nello stile di rappresentazione.

• Italiana : Un posto al sole ha puntato sull’inserimento di linee di racconto improntate alla commedia, le soap di Canale5 hanno maggiormente accentuato gli aspetti di intrigo giallo e poliziesco.

• TELENOVELA: Il genere per antonomasia Sud Americano, si differenzia dalla soap opera per la presenza di un arco narrativo che prevede una fine, per quanto dilazionata in un cospicuo numero di puntate.

SITCOM (situation comedy): Si considera la sitcom come un caso specifico della serie, ma che si è consolidato da tempo come genere autonomo. Si tratta di una commedia di situazione, dalla durata di mezz’ora lorda che prevede la presenza di personaggi fissi, ambientazione standard, una o al massimo due storie raccontate in ogni episodio e la prevalenza di contenuti umoristici o anche propriamente comici. (Friends, The Big Bang Theory).

FICTION E CARTOON: Fin dalle origini hanno raccontato storie dalle più semplici piccole gag comiche, alle più complesse come i lungometraggi della Disney. Negli anni 90’ gli stati uniti hanno sviluppato una nuova tipologia di prodotto a cartoni: i Simpson, sitcom familiare esasperata nei toni ed esagerata nelle forme, ma del tutto analoga per durata, schemi narrativi e modalità di programmazione alle altre sitcom.

Il genere narrativo è in diretto rapporto anche con il sistema dei generi extratelevisivi, in particolar modo quello cinematografico.

Proviamo ad elencare i generi narrativi più praticati dalla fiction televisiva:

• WESTERN: molto diffuso negli stati uniti negli anni cinquanta e sessanta, in formati da 30 minuti, ha spesso innestato altri spunti sugli elementi caratterizzanti utilizzati nel cinema. (Rin tin tin, La Casa nella prateria)

• FANTASCIENZA: genere in televisione che va di pari passo con il cinema. (Star Trek, la donna bionica, Wonder Woman, Smallville, Invasion)

• GIALLO POLIZIESCO: uno dei più diffusi, essendo non solo un genere codificato ma anche uno schema-base della narrazione è possibile vedere all’opera in modo più o meno evidente in tantissime fiction elementi più o meno riconoscibili del giallo-poliziesco. (un mistero, qualcuno che vuole scoprire la verità tra ostacoli e pericoli, il trionfo della verità). Il giallo presenta abitualmente un omicidio, uno o più investigatori, non necessariamente professionisti, e una struttura narrativa basata essenzialmente sulla ricerca di indizi e prove contro il colpevole. (La signora in giallo, Il Tenente Colombo). Il poliziesco vero e proprio presenta come protagonisti i tutori dell’ordine e si concentra non solo sulla ricerca di indizi ma anche sulle azioni che portano all’individuazione dei sospetti, oltre che su tutte le altre attività di pertinenza dei poliziotti. (Miami Vice, Starsky e Hutch)

• ACTION: indica quelle serie tv in cui lo schema poliziesco è al servizio di scene ad alto impatto spettacolare. (Cops squadra speciale)

• OSPEDALIERO: genere non presente nel cinema, ma di origini strettamente televisive. L’universalità del rapporto malattia-salute, la possibilità di raccontare storie in cui si alternano speranza, dolore, gioia, disperazione, l’incarnazione dell’eroe salvifico nella figura del medico, le vicende personali e sentimentali dei professionisti che lavorano negli ospedali hanno finito per consolidarsi in un vero e proprio schema di genere che ha animato diversi formati. (Sentieri, Incantesimo, ER Medici in prima linea)

• STORICO-BIOGRAFICO: in questo caso il contenuto è formato da fatti storici o da biografie di uomini famosi; la presenza di un evento storico rende naturalmente impossibile la serializzazione; si tratta di fiction con formati che prevedono la conclusione della narrazione.

• LETTERARIO E RELIGIOSO: si tratta di un genere molto frequentato dalla televisione italiana soprattutto alle origini, ma che, in forme nuove e aggiornate, è ancora ben presente nei palinsesti delle tv generaliste.

Un’altra suddivisione di generi è quella che fa riferimento in modo prioritario agli effetti che una determinata categoria di prodotti si propone di creare negli spettatori. Il genere coincide con un repertorio di situazioni, personaggi, modalità narrative che si sono consolidate nel tempo, che immediatamente predispongono il pubblico a un certo tipo di coinvolgimento. In questa suddivisione ritroviamo tre generi:

• COMICO: si tratta di quel tipo di fiction in cui è fondamentale sollecitare il riso da parte dello spettatore. Nella storia della fiction televisiva, questo tipo di effetto sullo spettatore si è venuto in gran parte cristallizzando intorno al formato della sitcom. Elementi caratterizzanti sono ad esempio personaggi dalle caratteristiche fisiche o morali estremizzate e caricaturali, situazioni paradossali o fondate su equivoci, giochi di parole e invenzioni linguistiche, vere e proprie gag mute.

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• THRILLER: si tratta di un genere non lontano dal giallo-poliziesco in quanto ha comunque a che fare con crimini e delitti, ma con alcune differenze, tra cui il coinvolgimento diretto del protagonista nella vicenda criminosa e con una costruzione testuale che mira a creare effetti di tensione nello spettatore e una maggiore incertezza riguardo alla conclusione della storia.

• HORROR: meno diffuso nella televisione generalista in quanto solitamente vietato ai minori, l’effetto ricercato è la paura, un gradino in più rispetto alla tensione e alle suspense del thriller. Anche in questo caso vengono riprese alcune caratteristiche dal cinema: repertorio di situazioni, stili di ripresa, ambientazioni. Telefilm come Streghe o Buffy l’ammazzavampiri ci ritroviamo con situazioni in cui temi e figure tipiche dell’immaginario dell’orrore vengono resi più accessibili al grande pubblico attraverso una duplice operazione: da una parte l’introduzione come protagonisti di giovani ragazze, inserite in contesti rassicuranti, televisivamente sperimentati in molte serie, che vivono i loro poteri soprannaturali in stretto legame con le proprie storie sentimentali e d’amicizia; dall’altra lo spazio di incertezza e di ignoto con cui gli effetti dell’horror si rafforzano viene inevitabilmente ridimensionato e alleggerito.

La differenza tra i diversi generi è fondata sulle modalità con cui il testo presenta le proprie situazioni, si tratta di una nozione un po’ sfuggente, ma anche estremamente importante, in grado di sovrapporsi a tutte le altre, ed è esemplificabile da etichette come la commedia, il drammatico, il melodrammatico. Particolarmente interessante nella fiction televisiva è il costante intreccio tra commedia e dramma, tra attitudine al sorriso e sviluppi tragici che si mescolano continuamente nelle fiction dagli anni novanta in poi. La dilatazione del “dramedy” è quel fenomeno per cui sotto questa tonalità si possono far rientrare non solo prodotti con marche di genere riconoscibili, ma anche tutta una serie di nuove fiction senza altre caratteristiche di genere particolari che le identifichino, se non appunto la tendenza a parlare della realtà che ci circonda, nei suoi aspetti positivi e negativi, attraverso gli occhi di uno o più personaggi che affrontano situazioni, propongono soluzioni e non di rado subiscono sconfitte, come accade a ognuno di noi nella vita.

Cap. 5 – I generi dell’intrattenimento.

Il varietà è una forma di intrattenimento basata sull’alternanza di momenti spettacolari differenti. L’elemento unificante della sequenza di performance, affidate a professionisti provenienti dai diversi settori del mondo, è rappresentato dalla presenza di uno o più conduttori che sono incaricati di introdurre e interagire con i vari ospiti. Questo genere ha rappresentato una pagine importante nella storia dell’intrattenimento televisivo, in particolare in Italia, dove ha ripreso l’eredità del teatro di rivista e dell’avanspettacolo, aggiornandolo ai ritmi e agli spazi propri della televisione.

Già a partire dagli anni cinquanta e sessanta, ci furono sviluppi per quanto riguarda le formule di spettacolo più articolate, in cui oltre alla presenza di conduttori, ballerini, ospiti e musicisti, appaiono elementi caratterizzanti quali una gara canora,l’abbinamento del programma alla Lotteria Italia, il maggiore risalto dato alla comicità.

Il varietà si declina in formule particolari che si affermano in un panorama sempre più competitivo, come i cosiddetti “one man show”, in cui l’apparato spettacolare tipico del varietà viene messo al servizio della performance di un artista particolarmente dotato e popolare, oppure le trasposizioni televisive di spettacoli comici provenienti dal cabaret. Vi sono una serie di programmi che, basandosi su contenuti o idee specifiche anche molto distanti tra loro, in realtà affondano le proprie radici nella struttura del varietà. Ad esempio programmi di satira, di parodia, gare di ballo, di barzellette, concorsi per imitatori, programmi basati su candid camera, sui video amatoriali o dedicati a un recupero del passato in chiave nostalgica. Elementi distintivi di questi programmi: recupero esplicito di forme di spettacolo extratelevisivo contro utilizzo di meccanismi tipicamente televisivi; show basati sulle performance di artisti consolidati contro show basati sulle performance di non professionisti.

Il varietà più che un genere a sé stante si trasforma in un apparato spettacolare sovrapponibile a molti programmi diversi. Una certa modalità di costruzione dello spazio scenico, un conduttore incaricato di scandire le varie fasi del programma, la presenza di ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo: sono elementi che hanno caratterizzato il varietà televisivo rappresentano ormai da molti anni il contesto di programmi appartenenti ad altre etichette, talk show, reality show, game show.

GAME SHOW: ricopre tutta la vasta area del gioco televisivo, che spazia dal classico quiz basato sulla conoscenza alle nuove forme che prevedono un coinvolgimento anche fisico dei concorrenti. I meccanismi di gioco di un programma posso prendere varianti, spesso compresenti nei vari segmenti della scaletta. Per quanto riguarda il contenuto delle domande, queste posso essere di cultura generale o specialistiche o ancora tematiche, nel caso di quiz dedicati ad argomenti particolari. Altri game show basati su abilità cognitive e sulla fortuna derivano in modo più o meno diretto da contenuti preesistenti, adeguatamente trasformati per adattarsi ai ritmi e al linguaggio televisivo. Altre differenze cognitive riguardano la struttura delle domande, che possono essere a risposta aperta o a risposta chiusa, in questo caso le domande vengono visualizzate sullo schermo. Il meccanismo di identificazione dello spettatore con il concorrente rappresenta un elemento importante nella costruzione dei game show: il molti programmi scelgono di lasciare lo spettatore nella stessa situazione del concorrente in studio, permettendogli di giocare da casa durante lo svolgimento del quiz, altri scelgono di dare un vantaggio al pubblico a casa fornendogli subito la risposta. In tal modo si sposta l’interesse più che sulla risoluzione dell’enigma o domanda, sull’osservazione, a volte un po’ crudele, delle dinamiche psicologiche e delle reazioni emotive che attraversano i concorrenti alle prese con quesiti spesso astrusi. Tale coinvolgimento avviene abitualmente con due tipologie di giochi:

• Domande assolutamente elementari o riguardanti momenti dello stesso programma, con piccole ricompense economiche o di altro genere.

• Domande difficilissime o la cui risposta è possibile solo per approssimazioni successive, in cui la difficoltà è però compensata da un montepremi che si accumula vertiginosamente a ogni risposta sbagliata.

GIOCHI BASATI SU ABILITA’ FISICHE O MANUALI: Giochi senza frontiere (corsa coi sacchi) componente di gioco, la resistenza (ingrediente fondamentale) all’ interno dei reality show come L’isola dei famosi o la dimostrazione di abilità particolari (spesso un hobby) come La prova del cuoco. Oppure i “Cervelloni” , o i cosiddetti Talent show, oppure i programmi dove i concorrenti si trovano in situazioni umilianti o disgustose come Ciao Darwin.

GIOCHI BASATI SULLE CAPACITA’ RELAZIONALI E PSICOLOGICHE: Dove l’abilità del concorrente sta nel suo intuito, oppure dove le capacità relazionali sono all’interno di un determinato ambito come X factor, Amici. Si parla infatti di Reality show game o i cosiddetti Dating show dove i concorrenti cercano di sedurre altri concorrenti.

Abbiamo quindi giochi in cui i concorrenti si sfidano ad eliminazione attraverso varie prove per arrivare ad un gran finale con il vincitore, e le provi li portano ad una forte competizione, oppure giochi a tempo dove la vera difficoltà sta proprio nella velocità di reazione, più che nelle competenze,

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eppure il milionario che con l’abolizione del tempo limitato basa tutto sulla suspense. Alcuni umiliano il concorrente che ha perso. Abbiamo pure il celebrity game show dove i concorrenti sono celebrità.

Spesso il premio coincide con la possibilità di realizzare un sogno o addirittura gli permette di cambiare vita, pensiamo ad esempio alle varie accademie dello spettacolo dei talent show che offrono un entrata nel mondo della televisione, oppure dei dating show che offrono di trovare l’amore vero.

REALITY SHOW: Una categoria ancora più sfuggente e di più difficile definizione. L’etichetta rimanda alla compresenza di due elementi, da una parte la realtà dall’altra lo spettacolo; il problema sta proprio nell’identificare quali possono essere le modalità con cui queste due istanze si incontrano per dare luogo a modelli televisivi.

REAL TV O TV VERITA’: Che non utilizza elementi legati all’intrattenimento. Es : chi l’ha visto, con la ricostruzione di eventi, ricostrunendone fasi e momenti salienti. Es: studio televisivo a metà tra la ricostruzione di un aula di tribunale.

I REALITY SHOW DÌ PRIMA GENERAZIONE: Esistono dalla fine degli anni 80’ ma hanno avuto una vera esplosione nel decennio successivo, dove si pone il vero reality based show, vi sono due modelli

• EMOTAINTMENT: Nasce dalla fusione di emotional e entertainment, quei programmi dove è centrale la dimensione emotiva e passionale per creare occasioni di spettacolo. Si va dalla realizzazione di sogni impossibili (dreams come true) Stranamore, oppure C’è posta per te, che riallaccia contatti e relazioni difficili. Tutte queste forme di emotaintment possono essere delineate per persone comuni (people show) o di celebrità (celebrity show ), ad esempio Matricole e meteore.

• DATING SHOW : L’idea che la televisione possa far incontrare e innamorare due persone. Sono programmi realizzati in studio o nei luoghi dove la gente abita, dal 2000 a oggi reality alla Grande Fratello e i dating show si sono fusi creando ibridi di grande successo (Uomini e donne, Adesso sposami ) dove il corteggiamento implica poi con l’avanzare del programma l’eliminazione dei concorrenti, una versione aggiornata è la serie mammoni.

LO PSICHO DRAMA REALITY SHOW: È il genere nato alla fine degli anni 90’ con il Big Brother, elemento caratterizzante di questo tipo di programmi è la possibilità del pubblico di seguire il programma 24ore su 24 e di seguire lo svolgersi delle relazioni che si instaurano tra i protagonisti, infatti la convivenze forzata di più persone crea insieme alla consapevolezza di essere osservati, una vera e propria sorta di esperimento socio psicologico. Con la presenza sempre di tipo game con l’eliminazione di concorrenti.

Le docusoap, anche se non hanno avuto molto successo in Italia, rappresentano quella tipologia di programma da cui la nuova generazione dei reality show ha preso i suoi tratti di originalità. In questi programmi vengono seguite con le telecamere per larghissima parte della giornata singole persone o gruppi che sono impegnati in qualche tipo particolare di attività. Il materiale girato viene rimontato cercando di ricostruire delle sequenze narrative che rimandino alla struttura del racconto tipico della televisione.

Il talk show racchiude al suo interno programmi autonomi incentrati in prevalenza su un dialogo, un dibattito, un confronto, un’intervista tra due o più persone. In alcuni di essi i partecipanti sono quasi sempre persone famose o comunque conosciute per qualche competenza o abilità specifica. Se in questi talk show i contenuti sono i più diversi, ne esistono altri che invece si basano su argomenti specifici: sport, musica, sesso, sentimenti, economia, politica. Ci sono talk show dove un ospite alla volta viene chiamato a parlare e si trova a rispondere alle sollecitazioni del pubblico e/o del conduttore (uno contro tutti), altre formule prevedono l’opposizione di due fazioni con opinioni opposte e in altre sono presenti due conduttori portatori di punti di vista opposti che interagiscono con gli ospiti.

Cap. 6 – L’informazione.

Le caratteristiche principali dell’informazione sono la funzione che svolge all’interno della società e il rapporto diretto con la realtà extratelevisiva. La tipologia più importante di programmi riconducibili a questo genere è senz’altro il telegiornale, ingrediente fondamentale di tutti i palinsesti televisivi nelle sue molteplici formule e modalità realizzative.

Un elemento sempre sottolineato da parte dei telegiornali è il fatto di essere in diretta con il mondo, attraverso collegamenti con i corrispondenti dall’estero o grazie agli aggiornamenti delle agenzie di stampa.

I reportage sono i resoconti filmati realizzati da giornalisti singoli o riuniti in team, accompagnati da cameraman, dedicati ai più svariati argomenti, dalla cronaca alla politica.

I reportage e le inchieste sono altri modi di fare informazione televisiva in modo tradizionale, mentre la nuova frontiera del genere passa attraverso una contaminazione con l’intrattenimento (infotainment), di cui i magazine informativi sono l’esempio più diffuso.

L’informazione pubblica ha trovato negli ultimi anni uno spazio privilegiato soprattutto nei talk show, mentre permane anche nei palinsesti attuali una parte non secondaria di programmi di servizio pubblico riconducibili al genere dell’informazione.

Cap. 7 – Cultura ed educazione.

Il macrogenere cultura ed educazione si caratterizza per la funzione di formazione e approfondimento che svolge e per i contenuti proposti, legati al mondo della cultura, come arte, letteratura, musica classica. Si tratta di un genere strettamente legato alla mission editoriale del servizio pubblico ma che ha saputo adattarsi anche alla televisione commerciale.

I documentari dedicati alla natura, alla storia, alla scienza e i magazine in cui abitualmente questi ultimi vengono inseriti rappresentano una delle formule di programma di maggiore successo all’interno di questo genere. (Ulisse, La Macchina del Tempo, Appuntamento con la storia)

Più vicino all’informazione giornalistica il TG quotidiano di Raitre TG Leonardo che affronta i temi della ricerca scientifica e della cultura secondo gli schemi propri delle news.

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Come nel caso dell’informazione, anche per questo genere il talk show è una delle modalità di apprendimento delle tematiche presentate insieme a varie altre formule di programma che di volta in volta affrontano i diversi ambiti culturali.

All’interno di questo genere rientrano anche programmi strettamente formativi, volti all’insegnamento di materie specifiche sia per bambini sia per adulti. (L’albero azzurro o La storia siamo noi)

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