Giuseppe Ungaretti più le sue opere, Domande di esame di Italiano
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Giuseppe Ungaretti più le sue opere, Domande di esame di Italiano

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Programma d'esame di maturità di Italiano
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GIUSEPPE UNGARETTI Nasce nel 1888 ad Alessandria D’Egitto (da una famiglia Lucchese) e muore nel 1970. Nasce li perché suo padre lavorava al canale di Suez.

2 anni dopo dalla nascita di Giuseppe, il padre muore poiché si stancava molto.

Sua madre un giorno, siccome guadagnava bene, lo iscrisse ad una scuola Svizzera in Alessandria. Iniziò così ad amare la letteratura e qualche anno dopo si trasferì Parigi, iscrivendosi alla facoltà di lettere.

A Parigi, nei salotti, conosce ed incontra molti intellettuali ed artisti dell’epoca.

Nel 1914 scoppia la guerra, Ungaretti si trasferisce in Italia ed a fianco degli interventisti si arruola come volontario, combattendo così sul Carso. Durante questo periodo inizia a scrivere le poesie di guerra, raccolte da Ettore Serra, suo ufficiale, e pubblicate con il nome di “Il Porto Sepolto”. Cambieranno poi il nome in “Allegria di naufragi” e successivamente “Allegria”.

Torna dalla guerra dove diventa corrispondente estero del giornale d’italiano “ Il popolo d’Italia ” (fondato da Mussolini) a Parigi.

Nel 1921 torna a Roma dove lavora per il ministero degli esteri, negli anni successivi diventa famoso poiché “Allegria” era stata apprezzata e quindi venne chiamato ad insegnare letteratura italiana in Brasile.

Starà in Brasile con la famiglia (con figlio e moglie) dal 36 al 42. Il figlio morì all’età di 9 anni di Tubercolosi.

Torna così in Italia nel 42 e venne eletto Aaccademico d’Italia. Dal 1947 insegna letteratura Italiana fino a fine carriera a Roma.

Nel 1970 muore di polmonite.

LE OPERE Ungaretti è conosciuto come il capostipite dell’ERMETISMO, ovvero una corrente i cui gli appartenenti scrivono in modo sintetico ed oscuro, dando un valore profondo ad ogni parola.

Altri poeti di questa corrente sono Alfonso Gatto, Mario Luzi, Vittorio Sereni…

Ungaretti è stato identificato di questa corrente dagli storici, però non è proprio un ermetico.

MATTINA: Si tratta di una delle poesie più famose e semplici di Ungaretti, fu scritta nel 1917 ed è sorprendente poiché con due sole parole, il poeta riesce ad esprimere un concetto di dimensioni non misurabili. Il titolo è molto importante poiché il poeta, durante la guerra, una mattina, viene come abbracciato da una luce molto forte e dunque anche da un calore molto intenso proveniente dall’alto, e che illumina lo spazio circostante, ma che soprattutto lo fa risplendere interiormente, riuscendo così quasi a percepire la vastità immensa dell’infinito. Ungaretti dunque con questa poesia vuole quasi comunicare che l’uomo è in grado di cogliere con una grandezza smisurata tutta l’immensità del suo mondo al quale si sente di appartenere.

LA PRECARIETA’ DELLA VITA UMANA: Arruolatosi volontario nella Prima Guerra Mondiale, in quella che si pensava essere una guerra lampo, Ungaretti sperimentò subito sulla propria pelle l’amarezza, il senso della precarietà umana e un vero e proprio spossamento materiale e spirituale. La vita in trincea provocò in lui un disperato attaccamento alla vita e, perennemente a contatto con la morte, un senso di solidarietà umana e fratellanza sempre crescenti. Nella poesia ungarettiana, alla consapevolezza del dolore e alla caducità della vita si oppose il perpetuo sforzo di reagire alla sconfitta: se la vita è un eterno naufragio, l’uomo riprende continuamente il suo viaggio, procedendo in un continuo alternarsi di morte e vita, di naufragio e allegria.

I FIUMI: Durante la prima guerra mondiale (1915-18), il fiume Isonzo è stato teatro di ben undici sanguinose battaglie che hanno sconvolto il paesaggio. In quel fiume, il poeta soldato un giorno si immerge per rinfrescarsi. A contatto con l'acqua, dimentica la tristezza angosciata della guerra e si sente in armonia con la natura e con sé stesso. Il poeta sente affiorare alla memoria il ricordo di altri fiumi a lui cari perché legati al suo passato ad esempio il Serchio, in Lucchesia, la terra dei suoi avi e dei suoi genitori. In questo rifluire nostalgico delle memorie del passato egli ritrova la serenità e la pace.

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