Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte - Appunti di Storia Contemporanea - Karl Marx, Appunti di Storia Contemporanea. Università di Torino
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pasticcino.3126 ottobre 2012

Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte - Appunti di Storia Contemporanea - Karl Marx, Appunti di Storia Contemporanea. Università di Torino

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Storia Contemporanea - Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte - riassunto testo di marx
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18 Brumaio - Appunti copia

Karl Marx

Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte

Nel 18 brumaio Marx mostra come in Francia nel 1848 sia stata la lotta di classe a creare le condizioni che hanno reso possibile il colpo di stato di Luigi Bonaparte.

I. La Rivoluzione del 48 si presenta come farsa di quella del 1789. Ogni rivoluzione utilizza dei riferimenti storici ma le rivoluzioni precedenti li usavano per raggiungere il proprio scopo e adempiere il proprio compito storico. Questa invece lo fa per tradirlo. Nel 48 si consuma quindi una frattura tra la rivoluzione borghese e la rivoluzione sociale. Tre sono i periodi principali della rivoluzione:

- Periodo di Febbraio - Periodo della costituzione della Repubblica (dal 4 Maggio 1848 al 28 Maggio 1849) - Periodo della Repubblica costituzionale (dal 28 Maggio 1849 al 2 Dicembre 1851)

Il primo periodo è il prologo della rivoluzione. Lo scopo della rivoluzione inizialmente era quello di rovesciare il dominio della aristocrazia finanziaria. Ma, essendo portata avanti dal proletariato in armi, si trasformò in una rivoluzione sociale. Per questo, tutti gli altri soggetti in campo, consideravano tutto ciò che nasceva in quel periodo come provvisorio, perchè nel frattempo cercavano alleanze con le masse francesi (contadini e piccola borghesia). Questa alleanza si concretizzò nel secondo periodo, nell’elezione dell’Assemblea costituente, che segnò l’isolamento del proletariato parigino e il rientro della rivoluzione nei binari borghesi. A questo il proletariato parigino cercò di reagire con l’assemblea del 15 Maggio prima e con l’insurrezione di Giugno poi. Entrambe finite politicamente in un nulla di fatto (la seconda in un bagno di sangue). Contro il proletariato si schierarono: aristocrazia finanziaria, la borghesia industriale, il ceto medio, i piccoli borghesi, l’esercito, il sottoproletariato, i contadini. Tutti questi costituivano il “partito dell’ordine”. Opposto al partito dell’anarchia e del socialismo. La repressione della rivolta di Giugno mostra cos’è in realtà la repubblica borghese, cioè dispotismo assoluto di una classe sulle altre classi.

II. Dopo Giugno si assistette alla disgregazione della frazione della borghesia repubblicana. Il suo giornale era il National, erano l’opposizione ufficiale a Luigi Filippo e per questo non erano una fazione tenuta insieme da interessi materiali comuni ma solo dall’antipatia per il Re e dal nazionalismo. Questi erano i Repubblicani puri. Ebbero la maggioranza all’assemblea costituente e il loro dominio durò fino al 10 Dicembre del 1848. La costituzione, oltre alle contraddizioni che riguardano la libertà, prevede una contraddizione fatale, tra potere esecutivo e potere legislativo, tra l’assemblea e il

presidente, entrambi eletti mediante suffragio universale, la prima composta da 250 membri mentre il secondo è uno soltanto. Le elezioni del 10 Dicembre pongono fine alla Costituente. L’elezione di Bonaparte è una reazione dei contadini, una reazione delle campagne contro la città. In questo periodo la borghesia rimette le mani sulla repubblica e mette da parte i repubblicani puri. E questo perchè è sostanzialmente monarchica, divisa tra legittimisti e orleanisti. Grandi proprietari fondiari i primi, gli altri sono l’aristocrazia finanziaria della grande industria.. Sotto l’egidia della repubblica borghese, cioè del capitale, trovano modo di dominare in comune. La fine della costituente fu opera diretta della borghesia monarchica, che, per farlo, sfruttò tanto il popolo quanto i militari, scagliandoli contro l’assemblea.

III. Dal 28 Maggio 1849 al 02 Dicembre 1851 è il periodo della Repubblica costituzionale. La Rivoluzione si appoggia al partito più reazionario immediatamente più vicino. E’ la lotta di classe il fondamento della differenza fra i partiti. E’ necessario fare una distinzione tra ciò che i partiti pensano di essere e ciò che sono. Le varie fazioni del partito dell’ordine sono allo stesso tempo tenute insieme e divise dagli interessi materiali di classe. La Montagna è il partito socialdemocratico, composto da piccolo borghesi e operai (è una coalizione). Tipico della socialdemocrazia è l’approccio riformista piccolo borghese. La trappola di Giugno, orchestrata dal partito dell’ordine con l’esca del bombardamento di Roma, mise in evidenza tutta la debolezza della Montagna e la sua fine dal punto di vista parlamentare. Il 13 Giugno fu però anche l’atto con cui la borghesia delegittimava tanto la costituzione quanto l’Assemblea (privandolo del suo sostegno parlamentare)

IV. Licenziamento del Ministro Barrot, unico ministro parlamentare formato da Bonaparte e quindi unico elemento di controllo sul potere esecutivo da parte dell’Assemblea. Per questo è una svolta decisiva. Lo stato come enorme macchina burocratica, i cui interessi possono non coincidere, alla fine, con quelli della classe dominante. Eppure la borghesia aveva interesse a mantenere questo gigante burocratico, un doppio interesse materiale, come strumento di riscossione del plusvalore e di assorbimento della popolazione superflua, e politico, come macchina repressiva. La borghesia vede le proprie armi, le libertà democratiche, rivolgersi contro il suo stesso dominio, per cui esse diventano socialiste, nel senso che mettono in pericolo il dominio della borghesia. In questo senso essa deve rinunciare al proprio autogoverno. Il 10 Marzo del 1850 si tengono le elezioni suppletive in cui ha la maggioranza la Montagna, soprattutto a Parigi. Il 31 Maggio viene approvata la nuova legge elettorale, che esclude il proletariato parigino, confermando la fine della autonomia di classe. Questa legge fu un colpo di stato della borghesia.

V. Alla fine del 1850 il conflitto tra i due poteri si acuisce. Tramite la Società del 10 Dicembre Bonaparte organizza il sottoproletariato di Parigi (la cosiddetta bohème). Il Bonaparte capo del sottoproletariato è il vero Bonaparte. La Società è l’esercito permanente di Bonaparte, che lo teme finché non conquista l’esercito regolare, a suon di salsicce. I

tentativi di Bonaparte in questo senso creano una frattura nell’esercito. “La Francia esige tranquillità” questo divenne il leit motiv di quei giorni e fu questo che paralizzò il partito dell’ordine di fronte alle provocazioni di Bonaparte. Non poteva nè rischiare di un’altra agitazione rivoluzionaria nè rischiare di passare come il soggetto che l’aveva provocata. La conquista del potere militare (destituzione di Changarnier) da parte di Bonaparte rende l’Assemblea inoffensiva e il conflitto tra i due poteri conosce un salto di qualità. I membri dell’Assemblea vennero colpiti dal cretinismo parlamentare, e continuarono a pensare che le lotte e le vittorie ottenute all’Assemblea avessero ancora qualche effetto su Bonaparte, nonostante fossero stati loro stessi a delegittimare il parlamento (vedi abolizione del suffragio universale) .

VI. Il 28 Maggio inizia l’ultimo anno di vita dell’Assemblea Nazionale in cui questa avrebbe dovuto decidere della revisione della costituzione. Ma questo significava anche decidere tra legittimisti, e orleanisti, e rompere l’equilibrio che si era creato solo nella repubblica parlamentare. Alla fine la revisione viene respinta non ottenendo i tre quarti necessari di voti favorevoli. La maggioranza però si era dichiarata a favore della revisione, quindi contro la costituzione. Questo pose fine definitivamente al partito dell’ordine, ormai incapace di anche solo di pensarsi in grado di agire sulla realtà. Da qui la frattura fra la rappresentanza borghese e la borghesia stessa. La classe borghese, sia nella sua incarnazione finanziaria sia un quella industriale, reclamava stabilità e tranquillità, e questo significava fine del confitto tra potere legislativo e potere esecutivo. Questo poteva accadere solo in due modi: prorogando il potere di Bonaparte o sbarazzandosene, costituzionalmente, eleggendo Cavignac. La maggioranza della borghesia si pronunciò per la prima, di fatto abdicando il proprio potere politico. Il 2 Dicembre ci fu il colpo di stato.

VII. Perchè il proletariato non ha reagito? I dirigenti furono tutti arrestati e deportati nella notte tra il 1 e 2 Dicembre. Oltre ovviamente al ricordo delle recenti repressioni nel sangue. E’ una vittoria del potere esecutivo sul potere legislativo, una vittoria dello stato parassitario. Uno stato centralizzato e burocratizzato, enorme, al quale nessuna rivoluzione ha voluto porre rimedio. Anzi, per tutti era il bottino da conquistare. Con Bonaparte questo meccanismo burocratico trova la propria autonomia, ma resta pur sempre il rappresentate di una classe, i contadini piccoli proprietari, cioè la massa della popolazione francese. Non di tutti i contadini, ma di quei contadini reazionari e conservatori, col mito di Napoleone e dell’Impero. Contadini esasperati dalla borghesia e dal conflitto tra città e campagna. La fine del feudalesimo ha determinato un cambiamento netto nei rapporti di produzione, la piccola proprietà terriera è diventata il giogo del capitale sui contadini ridotti in miseria. Da qui l’alleanza necessaria con il proletariato urbano contro il nemico comune. Ideè napoleienne sono l’Impero, la burocrazia, la religione, l’esercito. Idee della proprietà che si rovesciano contro di lei.

Per approfondire consiglio la lettura della voce di Wikipedia “Rivoluzione francese del 1848” al seguente indirizzo: http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_francese_del_1848

commenti (2)
Grazie! La vita è troppo breve per passarla a leggere! :D

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