Il musical, storia e arte a braccetto-Tesina di Maturità
Anna237
Anna23716 giugno 2016

Il musical, storia e arte a braccetto-Tesina di Maturità

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Storia del musical, collegamenti con storia, storia dell'arte e francese.
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Istituto di Istruzione Superiore «G. Bruno – R. Franchetti»

Anna Pasqualetto

Classe V G

A.S. 2013/2014

Materie coinvolte:

Storia

Storia dell’arte

Francese

1

IL MUSICAL storia e arte a braccetto

Fin da piccola mi sono appassionata all’opera musicale Notre-Dame de Paris di Riccardo

Cocciante, ma in particolare l’anno scorso mi sono interessata al mondo del musical in

generale. Mi ha entusiasmato enormemente, tanto da darmi la conferma sul percorso

universitario che vorrei intraprendere, cioè il DAMS a Padova, e tanto da decidere di

iscrivermi ad un corso di teatro, che pratico da ottobre. Trovo che il musical sia

estremamente affascinante perché è un concentrato di arte, energia, bravura e lavoro.

Non solo vi è chi recita, chi canta, chi danza, ma anche chi cuce maestosi costumi, chi

crea le scenografie, chi si occupa delle luci, chi dell’impianto audio e molti altri ancora.

Tutti si impegnano affinché l’opera risulti perfetta.

Questa tesina è quindi l’espressione anche di qualcosa di personale. Perciò ho scelto il

musical perché, pur se da poco, è diventato una forte passione.

Il musical è qui raccontato nel suo sviluppo storico, contestualizzandolo nel periodo della

Grande Depressione, nel quale il musical-cinematografico ha raggiunto il massimo

successo. In seguito mi soffermo a presentare il film-musical Un americano a Parigi, dal

quale mi collego al Surrealismo, poiché è caratterizzato da scenografie oniriche. Infine

giungo all’opera popolare, uno sviluppo del musical, con Notre-Dame de Paris, di cui ho

accennato all’inizio di questa presentazione, e che mi permette di parlare del poeta e

scrittore francese Victor Hugo.

STORIA DEL MUSICAL

Il termine Musical, abbreviazione per lo più di musical comedy o musical theatre, indica un genere

teatrale, ma anche cinematografico, che si avvale di più tecniche espressive di tipo artistico. La

messa in scena della storia, infatti, avviene mediante la recitazione, la musica, il canto e la danza.

Il musical nasce e si sviluppa negli Stati Uniti tra l’800 e il ‘900 come fusione di più generi teatrali,

quali la commedia musicale, l’operetta, il vaudeville, la rivista e il burlesque, tipi di spettacolo in

voga a fine ‘800 nel distretto teatrale di Broadway a New York.

La commedia musicale consisteva di un’unica semplice vicenda a lieto fine, portata in scena con

melodie orecchiabili; l’operetta era invece costruita secondo una struttura più prosastica in cui le

parti cantate si alternavano a scene di recitazione come numeri a sé stanti. Il vaudeville, nella

versione europea, era ricco di equivoci e situazioni piccanti, negli USA divenne, invece, più un

2

teatro di varietà, con esibizioni di acrobati e comici, simile quindi alla rivista, in cui contava di più lo

spettacolo in sé che il contenuto. Nel caso del burlesque erano soprattutto i costumi sensuali e gli

atteggiamenti provocanti delle ballerine a suscitare successo.

Convenzionalmente il musical nasce il 12 settembre 1866 quando negli USA viene messo in scena

per la prima volta The Black Crook al Niblo’s Garden Theatre di Broadway, frutto dell’unificazione

di due compagnie, una americana e l’altra europea, entrambe in crisi (la prima in cerca di fondi e la

seconda di un teatro in cui esibirsi) che danno origine ad una produzione teatrale frutto di culture e

tradizioni diverse, nonché di espressività differenti: prosa per la compagnia americana, canto e

danza per quella europea. Il musical nasce quindi da un ambiente popolare e si rivolge al pubblico

delle grandi masse, anche perché essendo variegato poteva trovare i favori del pubblico altrettanto

diversificato, composto anche da immigrati che spesso non conoscevano la lingua. Il musical,

però, così com’era costruito affascinava e colpiva sia per la spettacolarità, sia per la semplicità

della storia narrata, che era di facile comprensione.

Nel 1901 George M. Cohan, produttore, autore, compositore e attore, va in scena con il suo primo

musical: The Governor’s son, a cui seguono molti altri successi, tanto da guadagnarsi il titolo di

“the man who owned Broadway”, nonché onorificenze, passando alla storia come il padre

dell’American musical comedy.

Dal 1907 al 1913 a New York vengono ospitate le Ziegfeld Follies, dal nome dell’impresario

teatrale Ziegfeld; si trattava di spettacoli caratterizzati da una grande quantità di belle ragazze,

dette chorus girl, vestite con abiti eccentrici e incorniciate da sontuose scenografie.

Alle soglie della prima guerra mondiale numerosi musicisti europei si trasferirono in America. Le

loro produzioni fecero subito successo grazie alla semplicità dei motivi musicali, molto orecchiabili,

che, insieme al lieto fine e all’atmosfera magica e fiabesca, furono la chiave del successo del

musical di Broadway.

Dopo la prima guerra mondiale il musical conosce il suo periodo d’oro, e grazie alle atmosfere

gradevoli e alle emozioni che sapeva suscitare, si diffuse notevolmente, fino a sbarcare in Europa,

soprattutto a Londra che sarebbe diventata la capitale europea di questo genere di spettacolo.

Dal 1926, in particolare, con l’introduzione del sonoro in campo cinematografico , il musical trova

spazio anche nella pellicola. Da allora il musical si è sviluppato di pari passo in entrambi i generi,

teatrale e cinematografico.

Al finire degli anni ’20, con l’avvento della Grande Depressione, molti artisti cercano fortuna ad

Hollywood, dove le grandi produzioni cinematografiche iniziano ad assumere attori con

impostazione teatrale, in grado di cantare, recitare e con una buona dizione, qualità ormai

indispensabile a causa dell’arrivo del sonoro.

Allo scopo di offrire evasione e consolazione in questo difficile periodo, Hollywood produce una

vasta quantità e varietà di film musicali. Oltre a mantenere un’atmosfera da favola legata ad un

desiderio di infondere ottimismo tramite l’happy ending, fu dato largo spazio anche al ballo,

soprattutto il tip-tap, e al canto, a scapito del recitativo.

3

LA GRANDE CRISI DEL ‘29

Alla fine degli anni ’20 l’Europa e il mondo sembravano avviati a superare le ferite riportate a

causa della prima guerra mondiale e la situazione della Germania sembrava avviata ad una

soluzione equilibrata, in grado di garantire gli interessi delle potenze vincitrici ed assicurava

anche il reinserimento pacifico dello stato tedesco all’interno della politica internazionale.

In questo quadro di apparente stabilità e di diffusa prosperità si abbatté, però, una profonda

crisi, che ebbe effetti anche sulla politica, sulla cultura, sulle strutture sociali e sulle

istituzioni statali, e compromise gli equilibri internazionali; questa situazione avrebbe poi

portato ad un nuovo conflitto mondiale.

Durante la Grande Guerra gli Stati Uniti avevano rinsaldato la loro posizione di primo paese

produttore, ed inoltre avevano concesso prestiti cospicui ai loro alleati in Europa, divenendo

così il maggior esportatore di capitali. Conclusasi la guerra, il dollaro divenne la nuova

moneta forte dell’economia mondiale e il mercato finanziario di New York cresceva sempre

più di importanza. Il superamento della depressione postbellica segnò per il sistema

economico statunitense l’inizio di un periodo di grande prosperità. La diffusione della

produzione in serie favorì notevoli aumenti di produttività e di reddito nazionale, anche se

diminuì il numero degli occupati nell’industria, poiché gli sviluppi della tecnica causarono

una diminuzione della quantità di lavoro necessaria a ottenere un determinato prodotto. Ci fu

una vasta diffusione dell’automobile e degli elettrodomestici, donando agli Stati Uniti un

nuovo modo di vita, caratterizzato da una progressiva standardizzazione dei consumi. In

questo periodo i repubblicani attuarono una politica conservatrice e alimentarono le

aspettative su un futuro americano prosperoso, senza preoccuparsi dei problemi sociali diffusi

nel paese. La distribuzione dei redditi,infatti, non era equa, ma emarginava consistenti fasce

di popolazione.

La principale conseguenza di questo clima fu la frenetica attività della Borsa di New York,

Wall Street, (dal nome della via in cui ha tutt’ora sede). Fiduciosi in una politica di facili

guadagni, i risparmiatori iniziarono ad acquistare azioni per rivenderle a prezzo maggiore.

Quest’euforia speculativa aveva in realtà basi fragili. La domanda di beni di consumo

durevoli aveva fatto sì che nel settore industriale ci fosse una produzione sproporzionata

rispetto alle possibilità di assorbimento del mercato interno. Ciò a causa della natura stessa

dei prodotti poiché,essendo durevoli, non avevano bisogno di essere sostituiti spesso, inoltre vi

era la crisi del settore agricolo che teneva bassi i redditi dei ceti rurali.

L’industria statunitense aveva cercato di risolvere il problema aumentando le esportazioni

nel resto del mondo; in tal modo si era creato, in particolare, un rapporto stretto e proficuo tra

4

economia americana ed europea:

l’espansione americana finanziava con

prestiti la ripresa dell’Europea e

quest’ultima,a sua volta, contribuiva allo

sviluppo americano importandone i

prodotti. Questa situazione di prosperità

indusse ad investire capitali verso

operazioni speculative in Borsa a Wall

Street anziché in operazioni bancarie in

Europa. Quando il mercato statunitense

non fu più in grado di reggere, l’indice di

produzione industriale cominciò a scendere nell’estate del ’29. Il corso dei titoli a Wall Street

raggiunse i livelli più elevati all’inizio di settembre; dopo alcune settimane di incertezza, in

cui gli speculatori iniziarono a vendere, il 24 ottobre, il giovedì nero, milioni di titoli furono

venduti e il 29 ottobre il numero aumentò ancora (16 milioni). In pochi giorni si distrussero

così i sogni di ricchezza. Il crollo del mercato azionario, colpendo in primo luogo i ceti ricchi e

benestanti, naturalmente coinvolse tutta l’economia del Paese e anche l’intero sistema

economico mondiale. Gli effetti della crisi furono aggravati dalla posizione presa dagli Stati

Uniti, che cercarono di difendere la loro produzione attuando un’economia protezionistica

riducendo inoltre l’erogazione dei crediti all’estero.

Il medesimo meccanismo si verificò nel resto del mondo, ad eccezione dell’Unione Sovietica.

La crisi industriale si riversò anche nell’agricoltura, che non trovava sbocchi per i suoi

prodotti, in più il numero di disoccupati raggiunse i 14 milioni negli Stati Uniti e 15 in

Europa.

La crisi economica generò uno stato di diffusa incertezza, una sfiducia generalizzata che in

molti paesi diede origine a cambiamenti politici.

In Europa al declino delle attività produttive e commerciali si sovrapposero una crisi

bancaria e una monetaria. Nel 1931 la Banca d’Inghilterra, dovette sospendere la

convertibilità della sterlina e la moneta inglese fu svalutata. Per affrontare la crisi i governi

dei paesi industrializzati decisero di ricorrere al pareggio del bilancio, tagliando la spesa

pubblica e imponendo nuove tasse. Questi provvedimenti, però, aggravarono la recessione e la

disoccupazione.

Nella maggior parte dei paesi la ripresa fu molto lenta; in Germania le conseguenze della crisi

furono particolarmente gravi, a causa della stretta integrazione tra l’economia statunitense e

quella tedesca. In Francia la crisi giunse in ritardo, ma durò più a lungo e coincise con un

periodo di instabilità politica. In Gran Bretagna l’adozione di un sistema di tariffe doganali

5

che privilegiava gli scambi commerciali nel Commonwealth, consentì di uscire dalla

recessione con anticipo rispetto agli altri paesi.

Nel 1932 si tennero le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, in cui vinse il democratico

Franklin Delano Roosevelt. Egli intraprese una politica economica e sociale, New Deal,

basata su un nuovo stile di governo, che si sarebbe caratterizzato per un più energico

intervento dello Stato nei processi economici. Il New Deal fu avviato già nei primi mesi della

presidenza di Roosevelt, con una seria di provvedimenti:

• ristrutturazione del sistema creditizio;

• svalutazione del dollaro (per rendere più competitive le esportazioni);

• aumento dei sussidi di disoccupazione;

• concessione di prestiti (per consentire ai cittadini indebitati di estinguere le ipoteche

sulle case)

Questi provvedimenti furono affiancati da altri, come ad esempio l’Agricultural

Adjustment Act, con il quale si propose di limitare la sovrapproduzione nel settore,

promettendo premi in denaro a coloro che avessero diminuito le coltivazioni e gli allevamenti.

In quasi tutti i paesi la grande crisi favorì l’adozione di nuove forme di intervento dello Stato

in campo economico. Il primo e più importante tentativo fu compiuto dall’economista inglese

John Maynard Keynes, teorizzando il piano economico nella sua opera Occupazione,

interesse e moneta. Teoria generale, sottolineando il ruolo della spesa pubblica ai fini

dell’incremento della domanda e del raggiungimento della piena occupazione.

Negli anni ’30 si registrò un’accelerazione del processo di urbanizzazione, che comportò un

grande sviluppo edilizio ed un miglioramento complessivo delle condizioni di vita nelle città.

In Europa, durante gli anni della Grande Depressione, ci fu uno sviluppo di quei consumi di

massa che si erano affermati negli Stati Uniti durante gli anni ’20 e aumentò, così, la

diffusione delle automobili e degli elettrodomestici, in particolar modo della cucina a gas e

della radio. Dopo la fine della prima guerra mondiale, la radio si trasformò da mezzo di

comunicazione tra singole persone ad uno strumento rivolto al pubblico, come mezzo di

informazione e di svago, anche per le classi popolari. Verso la fine degli anni’20 con

l’invenzione del sonoro, anche il cinema divenne un intrattenimento popolare. Attraverso la

cinematografia si potevano divulgare anche messaggi ideologici: il cinema statunitense

utilizzò i film per diffondere i valori della società americana.

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Nel 1933 compare per la prima volta in modo ufficiale il termine “musical” nella rivista Photoplay

riguardo al film Quarantaduesima strada di Lloyd Bacon, simbolo della volontà di rinascita col

New Deal.

Il genere musical si è ormai imposto nel cinema come nel teatro, e per non deludere gli spettatori,

le case di produzione cinematografica sviluppano nuove tecniche. La MGM (Metro Goldwyn

Mayer) inizia a produrre opere fastose; la Warner Bross suggerisce agli attori di imparare a cantare

e ballare e la RKO si affida alla coppia Fred Astaire e Ginger Rogers,

Negli anni ‘40 appaiono le prime pellicole a colori, in questo periodo, durante la seconda guerra

mondiale e il dopoguerra, il musical assolve anche il compito di ribadire la poetica di evasione che

aveva svolto durante la sua origine nella Depressione. E’ in questo decennio che si afferma

l’attore, ballerino e cantante Gene Kelly.

Gli anni ‘50 divengono l’epoca d’oro del musical cinematografico. Uno dei tanti film musicali

prodotto dalla MGM è Un americano a Parigi del 1951, diretto da Vincent Minnelli, film che

prende il nome dall'omonimo poema sinfonico di Gershwin, contenuto nelle musiche del film. , che

vede come protagonista e coreografo proprio Gene Kelly.

Il film presenta una sequenza finale di 17 minuti, caratterizzata da scenografie oniriche a tema surrealista e

a colori impressionisti, in cui le scene di balletto o di canzoni si integrano perfettamente.

Trama:

Jerry, giovane e speranzoso pittore americano, risiede a

Parigi nel dopoguerra; vive con Adam, pianista amico di

Henri, un cantante francese, che ha tenuto con sé una

ragazzina orfana, Lise, e se ne è preso cura. Lise è ormai

cresciuta e Henri la vuole sposare. Jerry è a sua volta è

ammirato da una ricca americana, Milo, che lo introduce

presso i migliori galleristi ed è molto attratta da lui, ma il

giovane ha incontrato una ragazza misteriosa che lo

affascina alla quale poi dichiarerà il suo amore, ricambiato.

La ragazza, (che è la fidanzata di Henri, ma Jerry non lo

sa) rifiuta la sua proposta di matrimonio perché legata da

un senso di riconoscenza verso Henri. I due si rivedono

una sera ad una festa, ribadendo il loro amore reciproco,

devono però dirsi addio. Il film si conclude con una lunga

sequenza onirica in cui Jerry sogna di rivedere Lise e unirsi

a lei. Il sogno diventa realtà e la ragazza torna veramente dall’amato. Henri,infatti, non visto, aveva sentito il

loro precedente colloquio e così decide di lasciare andare Lise.

7

SURREALISMO

Il surrealismo è un movimento artistico-letterario nato ufficialmente in Francia nel 1924 ad

opera di André Breton con la pubblicazione del "Manifeste surréaliste". Vero e proprio

movimento d'avanguardia che ebbe la sua massima espansione nel periodo fra le due guerre,

che prende spunto dalle teorie freudiane sull’inconscio; il suo obiettivo, infatti, è proprio

quello di rompere gli schemi logici che soffocano quella realtà che è la vita dell’inconscio,

elaborando un’arte che sfugga al controllo diretto della ragione e sia quindi inconscia.

Nel suo manifesto, Breton, definisce il Surrealismo come un "automatismo psichico puro con il

quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento

reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni

preoccupazione estetica o morale”.

Inoltre Breton constata che per ogni essere umano il sonno e il sogno costituiscono una sorta

di parentesi all’interno della sua attività quotidiana occupando gran parte della sua vita.

Deve necessariamente esistere, perciò, una realtà superiore che riesca a conciliare sia il

momento della veglia sia quello del sogno. “Credo alla futura soluzione di quei due stati in

apparenza così contraddittori, che sono il sogno e la realtà, in una specie di realtà assoluta, di

surrealtà, se così si può dire.” (Manifeste surréaliste)

Perciò il Surrealismo è un automatismo psichico, cioè un processo automatico che si realizza

senza il controllo della ragione, provocando l’emergere dell’inconscio, la parte dell’uomo attiva

nel sogno, anche mentre siamo svegli. Così facendo il pensiero può vagare libero e raccogliere

immagini, idee e parole senza limiti. Ecco quindi che si raggiunge la “surrealtà”, la realtà

superiore, in cui sogno e veglia si compenetrano armoniosamente.

L’arte surrealista è nel suo insieme arte figurativa e non astratta, infatti le forme rimangono

sempre e comunque forme riconoscibili. I pittori surrealisti escogitano numerose tecniche per

pervenire a una pittura automatica, tra le quali vanno ricordate: frottage, grattage e collage.

• Frottage: consiste nello sfregare una matita, un gessetto o un qualche altro

materiale per colorare, su un supporto (tela,cartaceo o altro) messo a contatto

con una superficie avente increspature. L’immagine che ne deriverà sarà

evocatrice di forme diverse;

• Grattage: è l’azione del grattare o raschiare il colore steso sulla tela, in modo da

far emergere il colore sottostante, steso precedentemente, o la tela grezza;

• Collage: è costituito dall’accostamento in modo casuale, di ritagli di giornali,

stampe, cataloghi, pubblicità o altro, che vengono associati in modo irrazionale

dando origine forme surrealiste.

8

Max Ernst, nato a Bruhl nel 1891, fu uno dei

maggiori esponenti del surrealismo. Fu lui a

mettere a punto le tecniche del grattage,

frottage e della decalcomania,che si ottiene

premendo un foglio su un altro precedentemente

dipinto.

Uno dei suoi più famosi dipinti è La vestizione

della sposa : al centro del dipinto vi è una

donna nuda, in posa, che indossa un mantello di

piume e la testa è avvolta da un copricapo a

forma di rapace, il cui sguardo è rivolto verso

l'osservatore, mentre lo sguardo della sposa è

rivolto verso destra. Il suo corpo, come pure

quello della ragazza di destra, ricorda i nudi

femminili quattrocenteschi dei Fiamminghi,

aventi forma esile, ventri gonfi e seni piccoli. A

destra in basso si trova una figuretta ibrida, ermafrodita e deforme, che in sé ha

caratteristiche animali, umane e del mondo inanimato: un suo braccio è costituito da una

sorta di corteccia d'albero, ha quattro seni, il sesso maschile, un ventre gonfio, piedi palmati e

il suo colore è verde. A sinistra vi è, invece, un servitore, per metà uomo e per metà uccello, il

quale assiste alla vestizione della sposa con in mano una lancia rivolta verso il sesso della

donna. Alle spalle di questi personaggi,in secondo piano, la scena viene riprodotta in un

quadro nel quadro, dove la sposa viene riprodotta nella medesima posizione del dipinto, con lo

stesso abbigliamento. Per questa parte del dipinto Ernst ha fatto ricorso alla decalcomania, il

colore pertanto è steso in modo non uniforme e casuale accrescendo il fascino del dipinto.

9

Il passo successivo del musical di Broadway viene compiuto da Jerome Robbins, coreografo e

danzatore, che nel 1957 progetta, dirige e coreografa West Side Story, su musiche di Leonard

Bernstein. La danza ora è concepita come ballo atletico, parte integrante della vicenda narrata, in

quanto espressione simbolica delle tensioni esistenti tra due bande di ragazzi, in lotta per la

conquista del west side.

“West Side Story” segna un momento molto importante nella storia del musical, anche perché

sancisce definitivamente la necessità per gli interpreti di possedere un talento poliedrico, che

permetta contemporaneamente di recitare, cantare e danzare.

Nel 1968 fa il suo esordio a Broadway Hair che introduce un nuovo genere di musical: l’opera

rock. La storia è ambienta durante la guerra del Vietnam e il musical riscuote un enorme successo

grazie soprattutto all’impronta rock. Un’altra importante opera rock che va certamente citata è

Jesus Christ Superstar del 1971 composta da Andrew Lloyd Webber con testi di Tim Rice, che

venne poi trasportato sul grande schermo nel 1973, con Ted Neeley, nel ruolo di Gesù e Carl Anderson,

nel ruolo di Giuda.

Nel corso degli anni il musical assume sempre più caratteristiche diverse, formando nuovi generi.

Nasce così nel 1998 l’opera popolare, un genere che discende da una lunga tradizione che parte

dal melodramma romantico e l’opera lirica, passando attraverso la commedia musicale, per

arrivare ad un genere nuovo fatto di recitazione, canto e ballo, con scenografie innovative,

proiezioni multimediali e impianti audio di alta qualità. Rispetto alla tradizionale concezione del

musical, l'opera popolare presenta delle differenze. In essa sono pressoché assenti i momenti di

prosa e i recitativi, mentre l'intera

narrazione è affidata alle canzoni,

l'elemento musicale, infatti, ha il

ruolo principale rispetto a quello a

quello coreografico, il momento del

ballo, tipico del musical tradizionale,

è spesso limitato o fa da cornice, ed

è autonomo rispetto alla parte

cantata. Il termine Opera popolare,

comunque, è per lo più usato

esclusivamente in Italia. Il primo musical di questo genere è Notre-Dame de Paris, con musiche di

Riccardo Cocciante e testi di Luc Plamondon, ed è stato trampolino di lancio per artisti come

Vittorio Matteucci (Frollo) e Giò di Tonno (Quasimodo) due dei maggiori esponenti del musical

italiano. Esso debutta a Parigi nel 1998 e nel marzo del 2002 arriva in Italia a Roma con i testi

italiani di Pasquale Panella e la produzione di David Zard. Le dimensioni delle scenografie dello

spettacolo erano talmente maestose che a Roma venne costruito il GranTeatro, poiché non

esisteva prima un teatro sufficientemente grande da poterlo ospitare. Dal debutto parigino al 2008

lo spettacolo è stato portato in scena in Francia, Corea del Sud, Belgio, Svizzera, Canada, Russia,

10

Spagna, Regno Unito, USA, e in Italia dove è andato in scena fino al 2012. L'edizione francese

dello spettacolo è entrata nel Guinness dei Primati come il musical di maggior successo nel primo

anno di rappresentazione; nel corso degli anni il pubblico complessivo ha raggiunto i quattro

milioni di persone. Enorme successo anche in Italia dove sono stati superati i due milioni di

spettatori e in tutto il mondo l’opera è arrivata a contarne quindici.

L’opera si è ispirata all’omonimo romanzo romantico di Victor Hugo, seppur apportando notevoli

differenze nello sviluppo della storia e nella caratterizzazione dei personaggi.

NOTRE-DAME DE PARIS

Notre-Dame de Paris est le premier roman

d’Hugo écrit en 1831. L’histoire du roman se

déroule à la fin du Moyen-âge en 1482 où la

véritable protagoniste du livre est la ville de

Paris avec sa cathédrale peuplée par ses citoyens.

Il y a quatre personnages principaux :

Esmeralda : la jeune et belle bohémienne

qui danse sur la place de Notre-Dame,

amoureuse de Phoebus;

Quasimodo : le monstrueux sonneur des

cloches de Notre-Dame, follement

amoureux d’Esmeralda;

Frollo : il est l'archidiacre de la

cathédrale de Notre-Dame, un alchimiste,

un homme de lettres et de sciences,

tuteur de Quasimodo. Il tombe amoureux

d’Esmeralda, jusqu'à devenir fou à cause

de ses sentiments, tant qu'il permet que

la bohémienne soit pendue;

Phoebus : il est le beau capitaine, fiancé

de Fleur-de-Lys mais qui n'hésite pas à la

trahir avec Esmeralda.

Trame :

Le roman se déroule comme un drame à la fin

tragique, où la plupart des personnages est

condamnée à mort.

L'archidiacre de Notre-Dame, Claude Frollo,

Notre-Dame è il primo romanzo d’Hugo scritto

nel 1831. Il romanzo è ambientato alla fine del

Medioevo, nel 1482, in cui la vera protagonista

del libro è la città di Parigi, con la sua cattedrale,

popolata dai suoi cittadini.

Quattro sono i personaggi principali:

Esmeralda: giovane e bella zingara che

danza sulla piazza davanti a Notre-

Dame, innamorata di Febo;

Quasimodo: mostruoso campanaro di

Notre-Dame, follemente innamorato di

Esmeralda;

Frollo: arcidiacono della cattedrale di

Notre-Dame, un alchimista, uomo di

scienze e lettere, tutore di Quasimodo. Si

innamora di Esmeralda fino a divenire

pazzo a causa dei suoi sentimenti, tanto

da permettere che la gitana venga

impiccata;

Febo: bel capitano, fidanzato con

Fiordaliso, ma che non esita a tradirla

con Esmeralda.

Trama:

Il romanzo si svolge come un dramma dal finale

tragico, dove la maggior parte dei personaggi è

condannata a morire. L’arcidiacono di Notre-

Dame, Claude Frollo, si innamora della celebre

11

tombe amoureux de la célèbre danseuse, la gitane

Esmeralda. Il charge donc le sonneur grotesque

de la cathédrale, le

bossu Quasimodo, de

l'enlever. Mais le

capitaine Phoebus de

Châteaupers la sauve

et la gitane tombe

follement amoureuse

de lui. Frollo blesse

Phoebus sérieusement

en laissant tomber la

responsabilité de l’événement à Esmeralda.

Quasimodo alors mène la bohémienne à Notre-

Dame pour la protéger. Après une série

d'aventures, Esmeralda est capturée et pendue

sous les yeux de Frollo, qui regarde, impassible de

la cathédrale. Quasimodo, dans un accès de

désespoir, tue Frollo, puis, avec le cadavre de sa

bien-aimée dans ses bras, il va se laisser mourir à

son tour.

Notre-Dame de Paris est un roman romantique

qui a joué un rôle très important dans la

campagne pour la restauration de la cathédrale

en sensibilisant le peuple parisien.

Victor Hugo est né à Besançon en 1802 et il est

retenu le chef du Romantisme. Il a marqué le

XIX siècle parce que il a vécu longtemps, en effet

il est mort en 1885, et parce qu’il à écrit

beaucoup, des pièces de théâtre, des romans, des

poésies, des pamphlets politiques et il a joue un

important rôle politique.

Les romantiques ont inventé une forme

nouvelle :le drame romantique, Victor définit les

grands principes dans les préfaces de Cromwell

et d’Hernani . Dans la préface de

danzatrice, la zingara Esmeralda. Egli incarica

allora il grottesco campanaro della cattedrale, il

gobbo Quasimodo, di rapirla. Il Capitano Febo,

però, la salva e la gitana si innamora follemente

di lui. Frollo ferisce gravemente Febo, facendo

ricadere la colpa dell’accaduto su Esmeralda.

Quasimodo allora porta la zingara a Notre-Dame

per proteggerla. Dopo una serie di avventure,

Esmeralda viene catturata e impiccata davanti a

Frollo, che guarda impassibile dalla cattedrale.

Quasimodo, in un impeto di disperazione, uccide

Frollo; poi, con il cadavere della sua amata tra le

braccia, si lascerà morire a sua volta.

Notre-Dame de Paris è un romanzo romantico

che ha svolto un ruolo molto importante nella

campagna per il restauro della cattedrale,

sensibilizzando il popolo parigino.

Victor Hugo è nato a Besançon nel 1802 ed è

considerato il capostipite del Romanticismo. Ha

segnato il XIX secolo poiché ha vissuto un lungo

periodo di tempo, infatti morì nel 1885, e vanta

numerosi scritti: opere teatrali, romanzi, poesie,

opuscoli politici ed ha svolto un ruolo politico

importante .

I romantici hanno inventato una nuova forma: il

dramma romantico, Victor espone i principi

fondamentali nelle prefazioni di Cromwell e

Hernani. Nella prefazione di Cromwell scritta

12

Cromwell écrite en 1827, il illustre les idées qui

sont à la base de son théâtre nouveau qui doit

faire rire et plaire ; cette préface est le manifeste

du drame romantique qui doit répondre à ces

caractéristiques :

• mélange des genres pour unir dans le

drame comme dans la vie le grotesque ou

sublime ;

• rejette les vieilles règles classiques, les

trois unités ;

• informations locale et historique pour

donner l’impression de la vie ;

• la liberté dans l’art, mais qui a des

limites : les événements doivent être de la

vie quotidienne.

En 1830 il écrit la pièce Hernani avec la préface

où le poète définit le romantisme comme « le

libéralisme en littérature « affirmant que « la

liberté littéraire est fille de la liberté politique ».

Hernani est le symbole du théâtre romantique:

les unités classiques sont abolies; c’est un drame

passionnel et un drame politique où on mélange

des genres et des tons, on passe du comique au

tragique, du familier au sublime.

Dans la première représentation de la pièce, le 25

février 1830, le publique s’est retrouvé divisé en

deux parties : les partisans d’Hugo contre les

traditionnels et entre le public est né un véritable

bagarre . La bataille dura aussi pendant les

autres représentations.

Deux événements éloignent Hugo de la

littérature : échec du drame Les Burgraves et la

mort accidentelle de sa fille Léopoldine en 1843,

donc il songe à faire une carrière politique : il est

maire du VIIIème arrondissement et il fonde un

journal, L’Evénements, favorable à la candidature

nel 1827, illustra le idee che sono alla base del

suo nuovo teatro che deve far ridere e piangere;

questa prefazione è il manifesto del dramma

romantico, il quale deve soddisfare i seguenti

requisiti:

• mescolanza di generi per unire nel

dramma, come nella vita, il grottesco e il

sublime;

• rifiuto delle vecchie regole tradizionali, le

tre unità;

• informazioni locali e storiche per dare

l'impressione della vita;

• Libertà nell’ arte, ma ha dei limiti: gli

eventi devono essere della vita quotidiana

Nel 1830 ha scritto l’opera teatrale Hernani

nella cui prefazione il poeta definisce il

romanticismo come "liberalismo in letteratura",

affermando che "la libertà letteraria è figlia della

libertà politica." Hernani è il simbolo del teatro

romantico: le unità tradizionali sono abrogate; si

tratta di un dramma passionale e di un dramma

politico in cui si mescolano generi e toni: si va

dalla commedia alla tragedia, dal familiare al

sublime.

Nella prima rappresentazione dell’opera, il 25

febbraio 1830, il pubblico si è trovato diviso in

due parti: i sostenitori di Hugo contro i

tradizionalisti e nacque tra il pubblico un vero e

proprio scontro. La battaglia durò anche per le

altre rappresentazioni.

Due avvenimenti allontanarono Hugo dalla

letteratura: Il fallimento del dramma Les

Burgraves le a morte accidentale di sua figlia

Léopoldine nel 1843, così si dedica alla carriera

politica: diventa sindaco dell'ottavo

arrondissement e fonda un giornale,

13

de Louis Napoléon Bonaparte à la présidence de

la République. Mais après les élections Hugo

comprend les ambitions du Napoléon III et la

menace du pouvoir personnel. Avec le coup

d’Etat du 1851, Hugo vient expulsé par décret et

il se réfugie avec sa famille dans l’ile de

Guernesey de 1851 à 1870. Pendant l’exil il écrit

des pamphlets contre Napoléon en exprimant son

indignation. Pendant cette période il publie

beaucoup d’œuvres, l’exile a exalté son génie

épique, l’exil l’a grandi. Une des premières

œuvres écrites dans cette période sont Les

Contemplations du 1856, une recueille de

poèmes écrits en différents moments et publiés

après un particulier événement : la mort de

Léopoldine en 1843, la fille chérie de Victor Hugo,

qui est noyée au cours d’une promenade en

barque. Cette ouvre rassemble tout ses souvenirs

qui forment une expérience humaine de la vie à

la mort, c’est un mélange de souvenirs positifs,

d’une époque agréable, négatifs, personnelles, de

quelqu’un qui nait et qui meurt.

Une poème du recueille est

Demain, dès l’aube…

Demain, dès l'aube, à l'heure où blanchit la

campagne,

Je partirai. Vois-tu, je sais que tu m'attends.

J'irai par la forêt, j'irai par la montagne.

Je ne puis demeurer loin de toi plus longtemps.

Je marcherai les yeux fixés sur mes pensées,

Sans rien voir au dehors, sans entendre aucun

bruit,

Seul, inconnu, le dos courbé, les mains croisées,

Triste, et le jour pour moi sera comme la nuit.

L’Evénements , favorevole alla candidatura di

Luigi Napoleone alla presidenza della

Repubblica. Ma dopo le elezioni, Hugo comprende

le ambizioni di Napoleone III e la minaccia di

potere personale. Con il colpo di stato del 1851,

Hugo viene espulso per decreto e si rifugia con la

sua famiglia nell'isola di Guernesey dal 1851

al1870.

Durante l'esilio scrisse dei saggi contro

Napoleone esprimendo la propria indignazione.

Durante questo periodo ha pubblicato molte

opere, l'esilio ha esaltato il suo genio epico, l’esilio

l’ha maturato. Una delle prime opere scritte in

questo periodo sono Les Contemplations del

1856 una raccolta di poesie scritte in tempi

diversi e pubblicati dopo un particolare evento: la

morte di Léopoldine nel 1843, l'amata figlia di

Victor Hugo, che annegò durante una gita in

barca. Quest’opera racchiude tutti i ricordi che

formano una esperienza umana dalla vita alla

morte, è un misto di ricordi positivi di momenti

piacevoli, negativi, personali, e di qualcuno che

nasce e muore.

Un poesia della raccolta è

Domani all’alba

Domani all’alba, nell’ora in cui biancheggia la

campagna,

partirò. Vedi, so che mi aspetti.

Vagherò attraverso la foresta, vagherò per la

montagna.

non posso restare lontano da te più a lungo.

Camminerò con gli occhi fissi sui miei pensieri,

senza vedere niente al di fuori, senza sentire alcun

rumore,

solo, sconosciuto, la schiena curva, le mani

incrociate,

triste, e il giorno per me sarà come la notte.

14

Je ne regarderai ni l'or du soir qui tombe,

Ni les voiles au loin descendant vers Harfleur*,

Et quand j'arriverai, je mettrai sur ta tombe

Un bouquet de houx vert et de bruyère en fleur.

[*Harfleur : est le lieu où il y a eu l’accident qui a provoqué

la mort de Léopoldine]

Hugo utilise un langage simple avec toute une

série d’images. Le poème est écrit à la première

personne, comme le discours d’un narrateur vers

un interlocuteur inconnu, en utilisant le temps

verbal du futur.

Le lendemain dès l’aube il va partir, il marche à

travers la campagne sans jamais se laisser

distraire par son environnement. A la fin du

poème, de manière inattendue, on révèle que le

personne chère à laquelle le narrateur s’adresse

et qui va retrouver est meurt, il se rendu dans un

cimetière pour mettre des fleurs sur sa tombe, la

tombe de sa fille Léopoldine. Donc ce poème est

autobiographique en honneur de la fille et qui

raconte le pèlerinage qui le poète fait tous les

jeudis en allant sur la tombe de Léopoldine.

En 1870 quand Napoléon III abdique la

République a été proclamée ; Hugo rentre en

France, il reçoit un accueil triomphant de la

population et il vient élu député de Paris.

En 1872 il s’éloigne de la vie politique pour

revenir à la littérature.

En 1885 il meurt; sa mort a été une apothéose,

son cercueil est exposé sous l’Arc de Triomphe et

la foule parisienne le conduit jusqu’au Panthéon.

Non guarderò né l’oro della sera che tramonta,

né le vele che in lontananza discendono verso

Harfleur*

e quando arriverò, metterò sulla tua tomba

un mazzo di agrifogli verdi e di erica in fiore.

[ *Harfleur: luogo in cui è avvenuto l’incidente

che ha provocato la morte di Leopoldine.]

Hugo utilizza un linguaggio semplice con una

serie di immagini. Il poema è scritto in prima

persona, come il discorso di un narratore verso

un interlocutore sconosciuto, utilizzando il verbo

futuro.

Il giorno dopo, all'alba partirà, camminerà

attraverso la campagna senza venir distratto

dall’ambiente. Alla fine del poema,

inaspettatamente, viene rivelato che la persona

cara alla quale si rivolge il narratore e che va a

trovare, è morta, egli si è diretto in un cimitero

per mettere dei fiori sulla sua tomba, la tomba di

sua figlia Léopoldine . Così questa poesia è

autobiografica, in onore della ragazza, e descrive

il pellegrinaggio che il poeta compie ogni giovedì

andando alla tomba di Leopoldine.

Nel 1870 quando Napoleone III abdica, viene

proclamata la Repubblica; Hugo torna in Francia,

ricevendo un'accoglienza trionfale dalla

popolazione e viene eletto deputato di Parigi.

Nel 1872 si allontana dalla politica per tornare

alla letteratura.

Nel 1885 muore; la sua morte è stata un’apoteosi,

la sua bara è esposta sotto l'Arco di Trionfo e la

folla di Parigi la conduce al Pantheon.

15

Ancor oggi il musical continua a incontrare il favore del pubblico. Le riedizioni di opere ormai

divenute veri e propri classici, così come le nuove produzioni, sono molto apprezzate. Tra i classici

più recenti si possono ricordare:

Cats, con musiche di Andrew Lloyd Webber, dal 1981 ad oggi continua ad esser portato in

scena regolarmente in varie nazioni, in Italia è stato rappresentato nella stagione

2009/2010 dalla Compagnia della Rancia;

Les Misérables, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, debutta agli inizi degli anni

’80 a Parigi e poi viene riedito e allestito a Londra nel 1985. Da allora lo spettacolo continua

ad essere rappresentato in tutto il mondo, ricevendo un notevole numero di premi.

Trasportato sul grande schermo anche recentemente (2012) è riuscito a raccogliere

numerosi riconoscimenti.

The Phantom of the Opera, con musiche Andrew Lloyd Webber, debutta nel 1986 nel

West End di Londra dove ancora viene rappresentato e dove ha superato le diecimila

repliche. Molti riconoscimenti anche per questo classico.

Tra le ultime produzioni in Italia ritroviamo:

Tosca amore disperato di Lucio Dalla, prodotto da David Zard che ha debuttato nel 2003

e ripresentato successivamente nel 2009;

Giulietta e Romeo di Riccardo Cocciante ha debuttato nel 2007 all’Arena di Verona;

I Promessi Sposi-Opera moderna di Michele Guardì, andato in scena allo Stadio S. Siro

di Milano nel 2010;

Romeo e Giulietta-Ama e cambia il mondo regia di Giuliano Peparini, musiche di Gérard

Presgurvic, ultimo successo prodotto da David Zard, che ha debuttato a Verona nel 2013

ed è tutt’ora in tournée.

CONSIDERAZIONI FINALI

Come si è visto la storia del musical è molto variegata e in continuo sviluppo, grazie anche al

contributo delle nuove tecnologie multimediali che riescono a rendere lo spettacolo ancor più

affascinante e coinvolgente. In particolare in Italia, negli ultimi anni, si è potuto notare un interesse

sempre più in crescita verso questo genere teatrale, soprattutto da parte del pubblico giovanile,

tanto da suscitare in molti il desiderio di abbracciare ogni forma d’arte inclusa in un’opera

musicale, come anche David Zard ha affermato in sua recente intervista: “Io credo che si debba

solamente valorizzare quello che già esiste e dare la possibilità ai giovani di avere fiducia in se

stessi.” Il successo di tale genere di spettacoli attira comunque ogni fascia d’età perché il musical

parla di ciascuno di noi, di ciò che vorremmo essere e di ciò che siamo, di odio e di amore, di sogni

ed illusioni, di paure e di passioni. Ognuno può ritrovarsi nelle diverse sfaccettature dei

personaggi, o lasciarsi travolgere dalle musiche o dall’eleganza dei balletti, e improvvisamente

quasi ritrovarsi sul palco tra i protagonisti.

16

Bibliografia

− Bonini G.F., Jamet M-C. (sous la direction de G. Freddi) (2011) Littérature et Civilisation Françaises,

Torino : Valmartina, 2, pp 46-47, 54-55, 57, 64.

− Camerino S. (2005) C’era una volta Broadway, Milano:Bompiani.

− Cricco G., Di Teodoro F. P., (2013) Itinerario nell’arte: dall’Art Nouveau ai giorni nostri, versione

gialla, Bologna: Zanichelli, 5, pp 1365-1368.

− Giardina A., Sabbatucci D., Vidotto V., (2010) Storia dal 1900 a oggi, Roma-Bari: Laterza, 3, pp 203-

221.

− Hugo V. (1831) Notre-Dame de Paris (Trad. It., Notre-Dame de Paris, Milano:BUR, 2010).

− “Surrealismo” in: Enciclopedia generale (1993) Compact, Novara: DeAgostini

− “Surrealismo” in: L’Enciclopedia (2003) Torino: UTET

Filmografia

− Cocciante R., (2002) Notre dame de Paris - Live Arena di Verona, DVD (2008) Sony Music

− Cocciante R.,(2007) Giulietta e Romeo, visto dal vivo nel 2008.

− Dalla L. (2009) Tosca amore disperato, diretta RAI:

https://www.youtube.com/watch?v=HfmIhYBqvsM .

− Guardì M. (2010) I Promessi Sposi-Opera moderna, diretta RAI:

http://www.youtube.com/watch?v=qdNLQsT5KYc e

http://www.youtube.com/watch?v=qdNLQsT5KYc

− Hooper T. (regia di), (2012) Les Misérables (film)

− Lloyd Webber A., Jesus Christ Superstar, DVD (2004) Universal Pictures

− Lloyd Webber A., The Phantom of the Opera at the Royal Albert Hall, DVD (2011) Universal Pictures.

− Minnelli V., (1951) Un americano a Parigi (film).

− Presgurvic G., (2013) Romeo e Giulietta-Ama e cambia il mondo, regia di Giuliano Peparini, visto dal

vivo nel 2013 e 2014.

− Schumacher J.(regia di),(2004) Il fantasma dell'opera (film)

Sitografia

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− http://it.wikipedia.org/wiki/Notre_Dame

− http://it.wikipedia.org/wiki/Tosca_-_Amore_disperato

− http://it.wikipedia.org/wiki/Un_americano_a_Parigi

− http://it.wikipedia.org/wiki/Vincente_Minnelli

− http://lnx.whipart.it/html/modules.php?name=News&file=article&sid=2582

− http://lnx.whipart.it/html/modules.php?name=News&file=article&sid=2787

− http://lnx.whipart.it/news/3398/musical-storia.html

− http://www.arte-spettacolo.com/musical-intervista-david-zard

− http://www.coccianteclub.it/

17

− http://www.ipromessisposi-operamoderna.it

− http://www.jelliclecats.net/world-it.htm

− http://www.lesmis.com/uk

− http://www.movieconnection.it/speciali/musical_appunti.htm

− http://www.notredamedeparis.it/index.php/opera-mainmenu-34/template-faqs-mainmenu-35/lopera-

moderna.html

− http://www.treccani.it/enciclopedia/an-american-in-paris_%28Enciclopedia-del-Cinema%29/

− www.liceosocrate.org/upload/files/Surrealismo.ppt

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