Il protestantesimo, il caso di Lutero, Schemi riassuntivi di Storia Moderna. International University College of Turin
nuria-ghilardi
nuria-ghilardi14 agosto 2017

Il protestantesimo, il caso di Lutero, Schemi riassuntivi di Storia Moderna. International University College of Turin

ODT (63 KB)
22 pagine
18Numero di visite
Descrizione
Riassunto libro "Lutero" di Dall'Olio
20punti
Punti download necessari per scaricare
questo documento
Scarica il documento
Anteprima3 pagine / 22
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 22 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 22 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 22 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 22 totali
Scarica il documento

LUTERO PROFESSORE DI TEOLOGIA, LETTERE DI S.PAOLO ( 1511-1517)

Nelle lezioni sulle lettere ai romani si trova già formulata chiaramente la dottrina della giustificazione per sola fede , ossia la soluzione di tutti i suoi problemi esistenziali e il fondamento di tutta la teologia della riforma protestante. Per comprendere il testo di Lutero è importante l'idea di giustizia. Nella premessa leggiamo che Dio ci vuole salvare mediante una giustizia e una sapienza che provengono dall'esterno, e per fare ciò bisogna che sia estirpata la nostra propria giustizia. In queste parole Lutero condensa due concetti:

1) da un lato sottolinea il modo di agire di Dio sugli esseri umani, operando dall'esterno: l'azione divina era un opus alienum. Dio infatti spesso non agiva per compiacere gli uomini, ma facendoli soffrire.

2) Dall'altro, la giustizia di Dio era un assoluto, cioè cancellava una volta per tutte ogni possibilità per l'uomo di produrre alcunchè di positivo di fronte a Dio ( idea di agostino secondo cui ogni azione umana è viziata dal peccato originale).

→ per Lutero anche il migliore e il più santo degli uomini , di fronte a Dio, era un peccatore come gli altri. → l'unica soluzione per l'uomo è quella di estirpare la propria giustizia , cioè annullarsi completamente per poter permettere alla giustizia di dio di agire: non è solo dio a giustificare l'uomo, ma è l'essere umano, attraverso questo suo annullamento a “ giustificare” Dio, cioè a concordare con la giustizia di Dio.

“ Dio nelle sue parole non può diventare sapiente, giusto, forte e buono se noi non gli crediamo e , dandogli ragione, non confessiamo di essere stolti, ingiusti, bugiardi e cattivi. Occorrono umiltà e fede”

LA GIUSTIZIA DI DIO: LA GIUSTIFICAZIONE PER SOLA FEDE

Ma qual è il senso profondo dell'espressione giustizia di Dio? Lutero era ossessionato da un versetto della lettera ai romani, in cui Paolo sosteneva che la giustizia di Dio si rivela nel Vangelo “ il giusto vivrà per la fede”. Se la parola giustizia era intesa come castigo per i malvagi e premio per i buoni, cioè nel senso della giustizia retributiva , allora per l'umanità non vi era scampo, e non sarebbe stato possibile concepire il vangelo come una “buona novella”. La soluzione per Lutero arriva durante una meditazione nella sua cella, nella torre del convento a Wittemberg ( Turmerlebnis “esperienza della torre”) : lutero si trovava forse nelle latrine, quando capì che la giustizia divina non era la condanna dei peccatori, bensì la giustizia passiva attraverso la quale Dio ci giustifica per fede ( si deve solo constatare che l'illuminazione improvvisa è un topos tipico dei racconti di conversione che ci confaceva perfettamente all'idea di sé quale “magis actus quam agens” che Lutero aveva). L'illuminazione o la lenta elaborazione non sono tra loro incompatibili, perchè ciascuna sottintende e necessita dell'altra. Ciò che turbava Lutero nella filosofia di Aristotele, era quella basilare fiducia nella natura umana e nelle sue capacità, quell'orgoglio della ragione e della volontà che non poteva condividere ( qui risiede anche il motivo del suo futuro contrasto con Erasmo).

Pertanto, l'uomo viene giustificato da Dio non per le sue opere, bensì per la fede: anzi per la grazia di Dio, che viene trasmessa all'uomo attraverso la fede. Le opere della giustizia umana sono del tutto inutili ai fini della salvezza. Lutero aveva eliminato del tutto il concetto di “merito” di fronte a Dio. Tuttavia, le buone opere dovevano comunque venire compiute poiché erano considerate una via preliminare per rendere gli uomini adatti a ricevere la fede. Le opere sono i frutti della fede. Paradossalmente se la salvezza dipende dalla fede, ed è un dono di Dio, ne consegue che è Dio a scegliere chi salvare e chi dannare. Una scelta che non può essere condizionata dagli esseri umani : si tratta della predestinazione, per la quale vale il principio secondo

cui chi si umilia, si annienta e soffre nella disperazione è proprio il predestinato alla salvezza. Questo era il cosiddetto lato positivo della predestinazione, anche se in seguito lutero avrebbe insistito su di esso per avere degli uomini e delle donne certi della loro salvezza.

In quegli anni Lutero riprende ad interessarsi alla mistica, leggendo la THEOLOGIA DEUTSCH e opere di Tauler → il punto di partenza della teologia della croce era estramente simile alla concezione negativa della natura umana tipica dei mistici tedeschi del 300. infatti il concetto di abbandono/distacco, ossia la necessità di fare il vuoto dentro sé stessi trovava un parallelo con l'annientamento della giustizia umana, preparatorio all'arrivo della giustizia divina. Nel 1517 Lutero aveva formulato i capisaldi della teologia della croce e della giustificazione per sola fede, dottrine all'epoca ancora legate al problema personale che lo aveva portato a entrare in convento , cioè appunto quello della giustificazione e della salvezza.

3) UNA RIVOLUZIONE NEL NOME DEL VANGELO ( 1517-1521) LE 95 TESI SULLE INDULGENZE ( 1517 )

Lutero fu spinto a prendere una posizione pubblica in seguito allo scandalo delle indulgenze nel 1517, che viene considerato l'anno di nascita della riforma protestante. Non fu un fatto improvviso, infatti, già nelle sue lezioni a Wittemberg Lutero aveva criticato gli abusi della chiesa( in contemporanea al fatto che Lutero andava acquisendo ruoli sempre più importanti nella sua comunità monastica, e nella vita della sua città). Lutero aveva preso già posizione sunumerose questioni cruciali della vita culturale: grazie alla sua lotta contro la teologia scolastica si era avvicinato all'umanesimo di Reuchlin, ed era diventato un ammiratore di Erasmo, del quale dal 1516 aveva adottato l'edizione greca del nuovo testamento. Lutero quindi dovette fare i conti con la teologia scolastica, e lo fece a più riprese in occasione di dispute dottorali tenute nell'università di Wittemberg, nel corso delle quali trascinò dalla sua parte molti confratelli e teologi, fra cui il sacerdote Carlostadio. Il punto culminante furono le tesi che Lutero discusse il 4 settembre 1517 : si trattava di un attacco frontale all'influenza di aristotele sulla teologia cristina , rivendicando una decisa aderenza alle posizioni agostiniane sulla corruzione della natura umana e sulla totale incapacità dell'uomo di contribuire alla sua salvezza. Chi non condivideva tale posizione veniva accusato di PELAGIANESIMO, alludendo all'eretico PELAGIO secondo il quale gli uomini erano capaci di giungere da soli alla salvezza.

Queste tesi precedettero di poco lo scandalo sulle indulgenze : si trattava di una prassi connessa in vario modo al sacramento della penitenza, infatti oltre alla contrizione e alla confessione, la penitenza comprendeva anche un terzo momento : la soddisfazione. In essa il fedele doveva adempiere a una serie di penitenze canoniche. Anticamente essa doveva precedere l'assoluzione ed era un requisito per ottenerla; poi venne rimandata ad un secondo momento. In tal modo il principale presupposto dell'assoluzione era appunto la sincerità della contrizione. Venne creato un imponente sistema gerarchico dei peccati, fino alla creazione dei “peccati riservati” → colpe considerate gravi per cui il fedele non poteva avere l'assoluzione da un confessore ordinario, ma solo dal vescovo o dal papa ( interpretazione del “potere delle chiavi”). Molti fedeli si sentivano in ansia, poiché la penitenza era obbligatoria almeno una volta all'anno, premessa indispensabile alla comunione pasquale. L' indulgenza era un documento solenne con cui un papa proclamava la remissione delle pene temporali per i peccati a chi compiva un'opera buona, una volta contrito e già assolto dalla colpa. Molto spesso insieme alle indulgenze venivano distribuite “lettere di confessione” con le quali il fedele era autorizzato a scegliersi un confessore

in alternativa al parroco → aumenta il potere dei confessori che potevano assolvere da tutti i peccati riservati. Il papa, in quanto vicario di Cristo sulla terra e capo della cristianità, era proprietario di quel gigantesco capitale spirituale del tesoro dei meriti della chiesa, cioè quei meriti prodotti da cristo e dai santi che avevano ecceduto la quantità occorrente per la salvezza delle loro anime, e pertanto poteva dispensarlo in cambio di altri beni( per Lutero il concetto di merito di fronte a Dio era nullo!!!) . A ciò era connessa anche la credenza nel purgatorio: il fedele che moriva senza adempiere alle penitenze, o non essendo abbastanza pentito, non essendo confessato, nell'aldilà doveva scontare un periodo di permanenza nel purgatorio. Il purgatorio non era da prendere alla leggera : quello che oggi noi vediamo come un sostantivo, era in origine un aggettivo e designava il fuoco purgatorio con il quale i corpi e le anime dei defunti espiavano i loro peccati.

Tutto questo giro di potere, spiega il successo dell'indulgenza predicata dal domenicano TETZEL, in seguito alla bolla di Leone X del 1515 : c'era un gioco di potere e di denaro tipico della chiesa della prima età moderna. L'arcivescovo di Magdeburgo, Alberto di Brandeburgo-Hohenzollern, era stato eletto dai canonici di Magonza a capo dell'arcivescovado( era una diocesi importantissima poiché il suo arcivescovo aveva il titolo di elettore, avendo la possibilità di designare il futuro imperatore del sacro romano impero). Ovviamente il diritto canonico vietava un cumulo massiccio di cariche ecclesiastiche in una stessa persona, ma i tribunali del papa potevano derogare alla norma in cambio di una certa quantità di denaro. Per pagarla Alberto si era indebitato con la famiglia Fugger di Augusta, il che si trasformò in un'ulteriore fonte di guadagno per la chiesa: per ripagare il suo debito, il papa concesse ad Alberto di predicare e vendere le indulgenze. Metà della somma sarebbe rimasta ad Alberto, l'altra metà a Roma per la costruzione di San Pietro.

Tetzel si trovava in Sassonia già nel 1517, e nella primavera di quell'anno Lutero aveva visto molti parrocchiani essere dediti alla pratica delle indulgenze, nonostante lui avesse già predicato per convincere i fedeli a contare su una sincera penitenza e non su un esborso di denaro. Ma in autunno, a causa della rozza predicazione di Tetzel ( soldo tintinna nella cassa), decide di scrivere una lettera ad Alberto di brandeburgo, per dirsi preoccupato degli effetti delle indulgenze: la lettera accompagnava le 95 tesi. L'intenzione di Lutero era quella di suscitare un dibattito limitato al mondo dei teologi: con il termine tesi si indicava una serie di proposizioni che un accademico si impegnava a difendere contro un avversario ( tradizione chiodi e martello alla chiesa di Ognissanti).

– Le 95 tesi → 1. “fate penitenza” < il vangelo di Matteo lo esprimeva con il greco

metanoèite, ossia cambiate la vostra mente, convertitevi, trasformato nel latino della vulgata con “ paenitentiam agite”. Tuttavia questa disposizione del corpo e della mente non poteva essere rimpiazzata da nessun tipo di penitenza ordinate dalla chiesa e neppure dalle indulgenze : la penitenza non poteva consistere in opere o azioni.

2. Traspariva anche la preoccupazione pastorale del parroco per la falsa sicurezza che esse ingeneravano nei fedeli: il popolo è ingannato dall'altisonante promessa di liberazione della pena. Nessuno è sicuro della sincerità della sua contrizione, tanto meno della remissione plenaria dei peccati.

3. Il papa non può rimettere nessuna colpa, se non dichiarando e garantendo che è stata rimessa da Dio: quanto alla remissione il potere del papa era pari a quello di un qualsiasi altro sacerdote. Le indulgenze da lui proclamate avevano effetto nullo.

4. Il papa tuttavia, forse per prudente finzione, non era ritenuto responsabile

degli eccessi a cui conducevano le indulgenze. 5. Contestava la dottrina del “tesoro dei meriti”: il vero tesoro della chiesa è

l'evangelo. Era un anticipo del principio della SOLA SCRIPTURA. 6. Vi erano delle denunce indignate sul modo in cui le indulgenze venivano

predicate : “ritenere che le indulgenze siano così potenti da assolvere un uomo anche se avesse violato la madre di Dio, è essere fuori di senno.

- Le tesi di Heidelberg (1518 ) e la dottrina della giustificazione La disputa tra dotti non ebbe luogo. Le tesi a wittember venno accolte con relativa indifferenza. Ma tra 1517-8 le tesi vennero tradotte in tedesco e date alle stampe. Il successo di queste tesi stupisce : dire che il popolo tedesco colse solamente il contenuto antipapale e antiromano, vorrebbe dire rendere la riforma un movimento politico. Per Lutero la teologia e la religione non potevano essere separate dalla morale e dalla politica. Il primo che reagì fu lo stesso frate che aveva predicato le indulgenze, Tetzel, che scrisse una serie di tesi contro Lutero nelle quali lo accusa di eresia e lo paragonava ai grandi eresiarchi del passato Wyclif e Hus. Le sue minacce non erano prive di fondamento, e dopo di lui vi furono altri avversari : il professore Eck che scrisse l'opera OBELISCI, il segno diacritco con cui erano evidenziate le parti false nei manoscritti. Ad essi Lutero rispose con gli ASTERISCI. Lutero continuava a polemizzare, salvaguardando la figura del papa.

Nell'aprile 1518 Lutero partecipò al capitolo della congregazione osservante agostiniana di Sassonia, ad Heidelberg, intraprendendo quel viaggio con una certa preoccupazione per la sua incolumità, sebbene fino ad allora il suo sovrano Federico il savio gli garantisse protezione. In questa sede egli decise di discutere 46 tesi di natura teologica e filosofica. In esso : i fondamenti luterani sono espressi molto chiaramente, vi sono degli sviuluppi rispetto ai fondamenti originali, e infine colsero molte approvazioni ( come Martin Butzer). Lutero definì queste tesi “theologica paradoxa” : nella premessa fissava i suoi punti di riferimento, ossia Agostino e San Paolo.

1. Incommensurabilità tra uomo e Dio ( opere degli uomini sono peccati mortali, le opere di Dio sono meriti immortali.)

2. posizione negativa sul libero arbitrio, polemizzando contro chi aveva sostenuto che Dio concedeva la grazia a chi operava “quod in se est”.

3. Le tesi centrali segnavano il culmine del paradosso luterano: è degno di essere chiamato teologo chi comprende la natura di Dio per mezzo della passione e della croce, il teologo della croce chiama le cose con il loro vero nome.

4. Ruolo di Cristo come “giustizia” che può fare da tramite tra Dio e gli uomini. Cristo, attraverso la fede, è la giustizia di Dio che giustifica l'essere umano ed è rivelata nel Vangelo ( “ non è giusto l'uomo che opera molto, ma colui che, senza operare, molto crede in Cristo”)

5. Lutero si spinge fino ad ipotizzare un'identificazione tra Cristo e il credente, nella quale le opere compiute dal credente erano di cristo che agiva come forza operante → nella probatio : cristo dimora in noi mediante la fede e ci spinge a operare mediante questa fede, vivente nelle sue opere.

IL PROCESSO ROMANO E LE DISPUTE DI AUGUSTA E DI LIPSIA ( 1518-1520 )

Nell'estate del 1518 fu aperto a Roma il processo canonica contro Lutero: papa Leone X citava il teologo ribelle a comparire entro 60 gg di fronte all'uditore della camera apostolica. Lutero era accusato di eresia, di mancanza di rispetto per l'autorità ecclesiastica e di disprezzo del potere papale delle chiavi. Poichè il papa era digiuno di teologia, gli aspetti dottrinali della questione vennero affidati al domenicano Prierias, che scrisse e pubblicò una feroce e insultante invettiva contro Lutero, incentrata

sull'infallibilità del pontefice. Su sollecitazione dello stesso Lutero, Federico il Savio trattò con il legato pontificio cardinale Tommaso de Vio, affinchè al frate venisse concessa un'udienza privata in margine alla Dieta imperiale di Augusta. Si ritenne opportuno farlo arrivare ad Augusta con un salvacondotto. Il cardinale aveva ricevuto due alternative : la ritrattazione del frate o la sua consegna al papa come prigioniero.

Essendo vicino il momento della scelta del futuro imperatore, o “re dei romani”, effettuata dai sette principi elettori, il probabile successore di Massimiliano I era Carlo d'Asburgo ( carlo V) anche re di Spagna, pericolosamente vicino ai domini temporali del papa ( Napoli ). Anche Federico il Savio era il principale oppositore alla sua candidatura, e così Leone X era alleato del protettore di Lutero. Nel corso delle sue udienze Tommaso de Vio espose a Lutero i fondamenti canonistici della dottrina del tesoro dei meriti della chiesa ( bolla Unigenitus di papa Clemente VI nel 1343), ma alla fine Lutero dichiarò che l'autorità del pontefice era inferiore a quella delle scritture e che i papi potevano errare nelle loro interpretazioni. Lui rifiutava la bolla, poiché non fondata sulla parola di Dio. Tommaso de Vio chiese allora a Luero di ritrattare le sue posizioni, che lui rifiutò. Una volta tornato a Wittember, pubblicò un resoconto dell'accaduto e si appellò ad un futuro concilio contro il papa ( provocazione ). l'appello al concilio contro il papa in materia di fede era stato considerato illegittimo da Martino V nel 1418. In seguito Federico il Savio si oppose alla nuova richiesta di consegna del frate , poiché non era stato ancora formalmente dichiarato eretico. Si giunse ad un'altra DISPUTA, quella di LIPSIA ( 4-14 luglio 1519) : Lutero si trovò di fronte Eck, il cui contrasto venne sottolineato dai testimoni presenti. L'argomento principale di Eck fu la questione dell'autorità papale, dove ancora una volta Lutero venne costretto ad affrontare la quesrione con i testi alla mano – le sacre scritture e il diritto canonico-. Per lutero il primato papale era un fatto relativamente recente nella storia della chiesa e non aveva alcun fondamento scritturale. Eck rinfacciò la sua vicinanza alle tesi di Hus, ma Lutero ribattè che alcuni degli articoli per cui Hus era stato arso sul rogo dovevano considerarsi cristiani secondo il vangelo. La disputa ebbe una grande risonanza, e poco dopo due capi della chiesa hussita utraquista gli mandarono una copia del DE ECLESIA di Hus.

Con la ripresa e la conclusione del processo romano, il distacco di Lutero dal papato divenne definitivo. Leone X non aveva più motivo di trattare con riguardo Federico il Savio, poiché ormai la successione imperiale era andata a Carlo d'Asburgo; in più chiedendo all'ordine agostiniano di far tacere il loro frate, si ottennero solo le dimissione di Staupitz dalla carica di vicario provinciale. Una commissione di teologi redasse la bolla “ exsurge domine” nel 1520 che elencava 41 articoli tratti dalle opere di Lutero qualificandoli come errori o contrari al rispetto della Santa Chiesa Romana. Si chiedeva pertanto al loro autore di ritrattare entro 60 giorni, trascorsi i quali la scomunica papale sarebbe stata fulminata contro di lui. La scomunica era un provvedimento grave, e la scomunica maggiore aveva non soltanto effetti religiosi, ma comportava anche un'esclusione dal consorzio civile , implicando nei casi più gravi l'eliminazione fisica dello scomunicato. Nei mesi di attesa della bolla, egli compose i tre scritti che sancirono definitivamente il suo distacco dalla chiesa romana :

1) Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca, per il miglioramento dello stato cristiano → Lutero si rivolgeva ai capi di stato laici del sacro romano impero , in tedesco, incluso Carlo d'Asburgo. L'appello si apriva con la denuncia delle tre muraglie erette dalla chiesa per impedire la riforma: il potere spirituale è superiore a quello temporale, l'interpretazione della scrittura non compete a nessuno se non al papa, nessuno può convocare un concilio se non il papa. Riparati dietro queste tre muraglie compiono ogni sorta di nefandezza e malvagità. La prima parte dello scritto era dedicata all'abbattimento di questi tre muri, di cui il più importante era il primo ossia la superiorità del potere dei

papi su qualsiasi potere temporale. Tale superiorità era stata stabilita nel “dictatus papae” di Gregorio VII nella bolla “unam Sanctam” di Bonifacio VIII ( in essi si diceva che il pontefice aveva il potere di scomunicare e dichiarare decaduti i sovrani temporali, ma non viceversa). Lutero si proponeva di abolire la distinzione tra laici ed ecclesiastici, in nome del “ sacerdozio universale dei credenti” - pag.79-. Lutero intendeva negare solo la distinzione tra laici ed ecclesiatici basata sul sacramento dell'ordine, e non quella tra comuni fedeli e ministri. “ Tra laici ed ecclesiastici non esiste in fondo alcun'altra differenza se non quella dell'ufficio o del compito, ma non della condizione”. Da ciò discendevano altri rivoluzionari principi, come la non obbligatorietà del celibato per i ministri e la negazione del potere temporale dei papi. Nella seconda parte vi era una denuncia degli abusi della chiesa di Roma, che andava riformata : la corte papale avrebbe dovuto condurre una vita austera, le tasse che impoverivano le chiese nazionali dovevano diminuire, l'esosità dei tribunali romani doveva essere ridotta o abolita, l'assegnazione dei benefici ecclesiastici doveva spettare al clero locale, occorreva una diminuzione e semplificazione degli ordini religiosi, la proposta di abolire o ridurre le messe in suffragio delle anime dei morti, abolire la mendicità dando maggiori compiti alle autorità municipali.

2) La cattività babilonese della Chiesa ( 1520 ) → esce nel 1520 in risposta al francescano Alvedt poiché aveva criticato un sermone di Lutero in cui proponeva la comunione sotto le due specie. Lutero la compose in latino, volendo rivolgersi ad un pubblico di dotti. Il “de captivitate” era un testo molto duro, l'aggresione verbale infatti era una prassi comune nelle polemiche di quel tempo. Nelle prime pagine riportava un detto :

“ Io so per certo questo: se combatto con la merda, che io vinca o che perda, sempre sporcato resto”

Lutero attaccava il principale fondamento del potere clericale, ossia la dottrina dei sacramenti. Secondo lui, la chiesa di roma stava empiemente tenendo prigionieri i sacramenti, così come Babilonia aveva tenuto prigionieri gli ebrei nell'epoca biblica. Voleva ridurne il numero, da sette a due che riteneva avessero un fondamento scritturale : battesimo ed eucarestia. Lutero ormai considerava le scritture come l'unico fondamento valido di ogni affermazione dogmatica → “ sola scriptura”. Con la cancellazione dell'estrema unzione al clero veniva sottrata un'altra sfera di influenza nella vita dei laici; stessa cosa con il matrimonio per il quale Lutero apriva la strada alla liceità del divorzio. La sua idea di sacramento era molto radicale. Per la teologia cattolica era ciò che, attraverso un segno esteriore, reso sacro dal sacerdote, può conferire la grazie divina al fedele. La disposizione emotiva di chi vi partecipava non era decisiva, quindi il sacramento poteva agire ex opere operato. Per Lutero le componenti fondamentali del sacramento erano : la promessa divina di redenzione, rappresentata dal segno materiale, e la fede del credente nella promessa, nella parola di Dio. In questa ottica, il battesimo diventava una pietra miliare della religiosità luterana: il battesimo, promessa divina, rendeva inutile l'ordinazione, la penitenza e i voti → le promesse divine non potevano essere cancellate. Per quanto riguarda il battesimo dei neonati, la sua risposta era identica a quella cattolica. Per quanto riguarda l'eucarestia, proclamò la necessità di somministrare il vino anche ai laici, attirando su di se le ire degli inquisitori e di colore che lo vedevano seguace di Hus: Lutero rifiutava il dogma cattolico della

transustanziazione( sosteneva che il pane e il vino restassero pane e vino solo nelle apparenze, mentre la loro sostanza, durante la consacrazione del sacerdote, si trasformava in corpo e sangue di Cristo. Lutero si limitò a sottolineare che Cristo poteva benissimo essere nell'eucarestia senza che le sostanze si trasmutassero. Per quanto riguarda la messa, Lutero ne rifiutava la trasformazione in “opera buona” e sacrificio, che produceva meriti di fronte a Dio. Tale rifiuto comportava l'eliminazione di tutte le messe private; infine proponeva la traduzione della messa dal latino al volgare.

3) La libertà del cristiano → il 10 gennaio 1520 la bolla exsurge domine raggiunge Lutero a Wittemberg, alla quale il frate rispose con lo scritto “ Contro l'esecrabile bolla dell'anticristo” che si concludeva con la scomunica in nome della santa verità di Dio da parte di Lutero, visto che solo cristo giudice deciderà quale delle due scomuniche avrà valore presso di lui. La libertà del cristiano venne stampato insieme ad una lettera indirizzata al papa per una riconciliazione, seppur continuava a non voler ritrattare e difendeva la libertà dell'interpretazione delle scritture. Venne pubblicato sia in latino che in tedesco. Il testo si apre con un paradosso di stampo paolino che rivela il vero significato del vangelo. Per Lutero entrambe le affermazione sono vere: la prima riferita alla natura spirituale, la seconda a quella corporale. L'uomo spirituale è l'individuo in quanto giustificato dalla fede, colui che ha capito che la giustizia e le opere umane sono nulle e che noi da soli siamo incapaci di ubbidire ai comandamenti di Dio. L'uomo corporale è quella parte della natura umana che appartiene a questo mondo, ed è in relazione con il prossimo ( parlando di uomo esteriore rispondeva ai critici che avevano inteso la giustificazione come una forma di antinomismo). L'uomo essendo in contatto con gli uomini sulla terra deve compiere delle opere: le opere buone non fanno un uomo buono, ma un uomo buono fa opere buone.

LUTERO ALLA DIETA DI WORMS: IL BANDO DALL'IMPERO ( 1521 ) Con questi tre scritti si conclude la prima fase di elaborazione delle dottrine della riforma. Per quanto riguarda i suoi rapporti con il potere politico e religioso, si giunse al culmine con la ROTTURA CON L'IMPERATORE, avvenuta nella dieta di Worms nel 1521. Lutero si sentiva in guerra, una guerra tra cristiani e anticristo. Così si spiega il rogo della bolla di scomunica e dei volumi del diritto canonica organizzato da Lutero e dal suo allievo Filippo Melantone, nella chiesa di Wittemberg nel 1520. Spiega anche la stesura di un violento opuscolo contro il domenicano Catarino del 1521, in cui il papato era identificato con l'anticristo ( sogno del re di Babilonia del profeta Daniele) . Subito dopo usciì “ Antithesis figurata vitae Chirssti et Antichiisrti” che era un libretto con 26 illustrazioni che mettevano a confronto le azioni di cristo con quelle dei papi, opera di Lucas Cranach. Nel frattempo Lutero venne convocato alla dieta imperiale di Worms, ad opera di Federico il Savio che sperava in una riconciliazione con la chiesa, mediante l'arcivescovo di Treviri. Ma colui che aveva portato la bolla di scomunica fece notare che Lutero poteva essere convocato solo per una ritrattazione, essendo già scomunicato. Inoltre il clima politico di tutta la Germania era molto ostile al papato, pertanto si dovette accettare la convocazione di Lutero da parte di Carlo V, che gli rilascò anche un salvacondotto. Lutero ci andò. Venne confortato dall'idea di quanta gente accorreva per vederlo e per ascoltare le prediche che avrebbe tenuto. C'era forse anche una buona dose di curiosità, ma soprattuto le sue parole avevano fatto presa su animi esasperati dagli abusi ecclesiastici. In più vi era molto materiale propagandistico, come i “fogli volanti” nei quali vi erano scene volgari e infamanti contro la chiesa. Ciò comportava anche unsa santificazione della vita dei laici, anche la vita quotidiana era connessa con una “vocazione”, una chiamata divina ( “beruf” oggi significa mestiere, ma all'epoca di Lutero significava ancora vocazione). Lutero dovette comparire di fronte all'intera dieta, non era abituato a tanta solennità,

tanto che venne ammonito a parlare solo se interrogato. Poco dopo, un ufficiale dell'arcivescovo di Treviri gli chiese se fosse disposto a ritrattare le sue opere: lui rispose prima in latino e poi in tedesco, e per rispondere chiese una dilazione di un giorno. Rispose che avrebbe ritrattato solo se confutato con le sacre scritture. Non ritrattò. Le sue parole danno il senso di quell'” essere agito” da Dio, che spesso era presente nella vita del frate. Da un lato erano parole di libertà evangelica e ribellione. Le sue parole a Worms possono essere considerate l'inizio del primo grande movimento religioso che sfidò e vinse la chiesa cattolica. Dall'altro bisogna stare attenti a non fare di Lutero un paladino della libertà di coscienza, poiché egli vi si appellava convinto che fosse contesa tra Dio e il diavolo, e che solo la fede la rendesse affidabile. Per lui la coscienza doveva mettersi al servizio del prossimo: la liberò dalle leggi del papa e del diritto canonico, ma la vincolò ingabbiandola nella parola di Dio. Usci felice dalla dieta di Worms esclamando “ce l'ho fatta!”, e gli venne concesso un nuovo salvacondotto, inoltre Federico il Savio organizzava un piano di salvataggio: l'8 magio venne prelevato da alcuni emissari dell'elettore che lo condussero nella rocca della WARTBURG, in mezzo ai boschi della Turingia. Alla fine l'editto imperiale lo giudicò eretico a tutti gli effetti, scaduto il salvacondotto doveva venir catturato, ma l'editto giungeva troppo tardi.

4) LA COSTRUZIONE DI UN NUOVO CRISTIANESIMO ( 1521-29) LUTERO ALLA WARTBURG ( 1521-22 ) Nella fortezza della Wartburg, vi rimase nascosto quasi un anno, durante il quale uscì di rado. Nessuno sapeva dove si trovava, persino l'elettore ignorava il luogo preciso in cui lo avevano condotto i suoi uomini. Si diffuse anche la falsa notizia della sua morte. Alla wartburg era in incognito: per tutti lui doveva essere “ il cavaliere Giorgio” ( Junker Jorg). Gli vennero dati vestiti da laico e si fece crescere la barba e i capelli. Lutero provava una forte inquietudine: tornarono i problemi intestinali, e soprattutto, si sentiva vulnerabile al demonio e alle sue tentazioni ( il desiderio sessuale si fece sentire in modo insistente). I rumori notturni nel castello per lui erano prodotti dai diavoli che volevano infastidirlo ( forte presenza del diavolo nelle sue testimonianze → il suo diavolo aveva corpo,corna e coda, la sua era una presenza anche fisica. Spesso il diavolo è associato alle latrine, agli escrementi, alle flatulenze). Le tentazioni del diavolo erano quasi sempre di natura spirituale e riguardavano la fede. Non è affatto percorribile la strada che prova a liquidare la forte presenza di Satana in Lutero come unico”tratto medievale” per incarnare la modernità e il suo disincanto: Lutero fu un uomo del suo tempo anche per quanto riguarda la credenza nel demonio ( anche la caccia alle streghe, a dispetto della credenza che la vorrebbe caratteristica del medioevo, si sviluppò soltanto nella prima età moderna). Lutero ora, si sentiva prigioniero, isolato e impotente, poiché dopo aver demolito le muraglie papali doveva cominciare ad edificare le proprie. Doveva mettersi alla prova. Roland Bainton riassume questo cambiamento dicendo che Lutero da capo dell'opposizione diventa capo del governo. Ma nonostante i suoi sensi di colpa, lutero in quei dieci mesi portò a termine la traduzione in tedesco del Nuovo testamento: essa rendeva disponibile la parola di Dio in una lingua che non era il latino dei dotti e che era comprensibile per tutti i tedeschi. Inoltre scrisse molte altre opere, oltre alle numerose lettere che lo tenevano in contatto con il teologo e umanista Giorgio Spalatino, cappellano dell'elettore di Sassonia, fu sempre il suo tramite con Federico. Era un legame fondamentale poiché Spalatino impediva o ritardava la stampa di testi luterani compromettenti.

GLI INIZI DELLA RIFORMA A WITTEMBERG Dopo lo scandalo delle indulgenze , i fedeli vedevano la realtà trasformarsi concretamene:

1) l'evento che maggiormente colpì i cittadini fu il matrimonio dei sacerdoti già dal maggio 1521, in favore e difesa del quale Lutero scrisse un'opera sul problema del celibato sacerdotale e sui voti religiosi. Lutero pensò di distinguerli

in base all'intenzione di chi li pronunciava : erano leciti solo se con essi non si intendeva acquisire meriti per la salvezza. Ma nel “ De votis monasticis” scrisse chiaramente che erano sempre e comunque contrari alla parola di Dio, sia perchè erano orientati pià verso le opere che verso la fede, sia perchè introducevano false distinzioni tra i cristiani. Queste idee rivoluzionarie portarono all'abbandono in massa dei conventi a partire dal 1522. Nell'opera il frate faceva i conti con il suo passato, dando ragione al padre che si era opposto alla sua entrata in monastero, l'obbedienza al padre celeste era subentrata a quella del genitore terreno. Lutero continuava ad avere tutti sul matrimonio regolare, tanto che in una lettera si era mostrato spaventato all'idea di prender moglie.

2) L'altra grande realizzazione della riforma a wittember fu la modifica della liturgia : si cominciò a recitare la messa in tedesco e a somministrare l'eucarestia sotto le due specie, incoraggiando i fedeli a prendere l'ostia e il calice con le proprie mani. Nel frattempo Lutero scrisse il trattato De abroganda missa privata in cui ribadiva le sue idee sul sacerdozio come funzione, sfiorando anche la possibilità di un ruolo attivo delle donne nella chiesa (le donne devono tacere in chiesa quando ci sono gli uomini, quando però non ci sono uomini bisogna che parlino le donne). Nella seconda parte del trattato contestava l'idea di messa come opera buona e meritoria: essa non poteva essere dedicata a nessuno. A Wittember si furono numerosi casi di disordini ai danni dei sacerdoti che non volevano adeguarsi ai cambiamenti proposti dai seguaci di Lutero, che avevano l'appoggio del consiglio cittadino.

3) Lutero si allarmò. La sua preoccupazione aveva diverse origini: dal punto di vista religioso temeva che l'orientamento di Carlostadio potesse far nascere un nuovo legalismo opposto al ritualismo cattolico; dall'altro lato Lutero era contrario alle azione violente ( conservatorismo politico e amore per l'ordine, secondo il quale solo lo stato era autorizzato ad impugnare la spada; inoltre la violenza sarebbe stata una pessima propaganda per la riforma; inoltre secondo Lutero sarebbe stato Dio a decidere del futuro della chiesa).

4) Ad aumentare le preoccupazioni di Lutero si era aggiunto l'arrivo a Wittemberg dei “profeti di Zwickau” ( Storch, Drechsel, Stubner). Nella loro città avevano impressionato il predicatore Muntzer che era stato allontanato dal consiglio cittadino nel 1521. Ben presto anche i tre profeti erano fuggiti dalla città dopo che Giovanni di Sassonia aveva aperto un'inchiesta sulla loro predicazione che tendeva ad abolire tutte le gerarchie terrene e a fondare l'autorità religiosa su rivelazione dirette da Dio, più che dalle scritture. Essi erano anche contrari al battesimo dei neonati. Lutero diffidava del loro spiritualismo : le loro rivelazioni erano solo un modo per semplificare l'esperienza della conversione religiosa. Essa, per essere autentica, doveva passare attraverso la sofferenza, le anfechtungen e l'attenta meditazione delle scritture. → Lutero scrisse queste cose a Filippo Melantone, che invece era affascinato da loro. Quando il riformatore tornò a Wittember, ebbe un colloquio con ciascuno di loro, e la sua ostilità convinse loro e i propri seguaci ad allontanarsi dalla città.

IL RITORNO DI LUTERO A WITTEMBERG Con l'aggravarsi della situazione a Wittemberg, Federico di Sassonia vietò a Carlostadio di predicare. Lutero allora gli fece capire che desiderava tornare in città, sebbene su di lui gravasse ancora il bando di Worms e l'elettore avrebbe avuto serie difficoltà ad affrontare una richiesta di estradizione. Ma Lutero tornò a marzo, fiduciose della protezione di Dio. Trovò diversi problemi :

• la situazione politica venne aggravata dalla rivolta dei cavalieri contro i principi ecclesiastici e i conventi. Il movimento era capeggiato da Hutten e Sickingen, ed era stato ispirato dagli scritti polemici di Lutero ( appello alla nobiltà cristiana). Per lutero occorreva convincere e conquistare la mente e il cuore dei cittadini di Wittemberg. Laddove i fedeli erano ancora deboli nella fede e non

interiormente convinti, potevano sussistere le vecchie forme di culto. • Ci fu il problema della scelta dei pastori per chiese riformate e la

riorganizzazione finanziaria delle comunità. Nel 1523 si disse favorevole all'elezione da parte delle singole congregazioni; per quanto riguarda i problemi di finanziamento propose di creare una cassa comune in cui far confluire tutte le rendite ecclesiastiche. I fondi comuni servivano per il sostentamento dei pastori, al mantenimento degli edifici ecclesiatici e alla beneficenza pubblica.

• Provvide anche a riformare le regole del matrimonio, che non era più considerato un sacramento. Avendo eliminato il celibato ecclesiastico, Lutero aveva proclamato la pari dignità e la superiorità della condizione matrimoniale. Nei paesi che aderirono alla riforma, i pastori furono tenuti ad essere mariti e padri esemplari di fronte ai loro fedeli. È bene notare che la rivalutazione della condizione matrimoniale non si tradusse affatto in una maggiore parità tra i sessi o in una democratizzazione dei rapporti familiari : il ruolo della donna era nettamente subordinato, come quello dei figli ai genitori. Lutero inoltre ridusse da quattro a tre i gradi di parentela che costituivano impedimento per l'unione e non considerò i legami tra padrini e madrine alla stregua di rapporti di parentela. Il divorzio era autorizzato solo in certi casi : tra essi vi era l'adulterio, per il quale era favorevole alla pena di morte.

• Nel novembre 1524 si disfa del suo abito da agostiniano • Un numero crescente di religiosi si trovava ad affrontare la loro vita fuori dai

monasteri: evento di liberazione soprattutto per le monache ( monacazione forzata ) → monasteri femminili come luoghi di reclusione per donne nubili. Il prezzo che le donne pagarono in termini di costrizione e sofferenza fu altissimo ( come quello di Arcangela Tarabotti, che nel 1650 scrisse l'”inferno monacale”. Per aiutare, Lutero nel 1523 accolse in casa sua 9 suore, di cui una sarebbe diventata sua moglie.

• Lutero si occupò anche del culto pubblico e della liturgia: decise di tornare alla messa in latino, mantendendo la comunione sotto le due specie,cancellando le parti del canone che si riferivano alla messa come sacrificio abolendo le messe private. Queste erano le novità della sua FORMULA MISSAE del 1523; solo tre anni dopo reintrodusse il tedesco. Un'importanza centrale nella liturgia ebbe la musica, al contrario di riformatori come Zwingli e Calvino diffidenti nei confronti dell'arte, poiché la considerava un dono di Dio che doveva essere usato per glorificarlo. Compose molti inni liturgici. Grazie alla presenza del canto nella liturgia l'educazione musicale nei paesi protestanti ebbe una diffusione capillare e venne fatta entrare nelle scuole.

LUTERO E IL POTERE POLITICO. LA GUERRA DEI CONTADINI E THOMAS MUNTZER ( 1525 ) Intorno al 1525 Lutero si trova a lottare su due fronti: contro i cattolici che continuano ad attaccarlo ( e che alla fine riuscirono a portare dalla loro parte anche Erasmo ), e contro gruppi radicali secondo i quali la riforma doveva coincidere con una rigenerazione totale dell'umanità e con una rivoluzione poltica e sociale. Per combattere Lutero usò la parola e la riflessione, ma si appellò anche all'autorità contro chi turbava l'ordine. Questo richiamo solleva il problema del rapporto tra politca e religione: è un tema delicato, e in età contemporanea lo si è visto in connessione con i tragici eventi che hanno segnato la storia della germania dall'avvento del nazismo alla fine della seconda guerra mondiale. Per molti, Lutero avrebbe instillato una soggezione acritica nei confronti del potere politico, fino a favorire i futuri regimi autoritari e totalitari. Senza dubbio vi è qualche cosa di vero per come esso viene percepito dagli osservatori esterni; tuttavia bisogna fare molta attenzione nell'individuare queste cause dei tratti presenti.

Tornando a Lutero, la sua riforma sarebbe stata quasi di certo stroncata se egli non avesse avuto la protezione e l'appoggio di Federico il Savio, il quale gli era legato per

alcuni motivi: – l'orgoglio per l'università – risentimento anti-romano diffuso in tutta la Germania

Il loro rapporto rimane un enigma: i due non si incontrarono mai, le comunicazioni avvenivano tramite Giorgio Spalatino ( il cappellano dell'elettore), in più la religiosità del principe testimonia una devozione piuttosto conformista piuttosto in linea con il cattolicesimo tardo-medievale ( era anche un collezionista di reliquie).

Lutero cominciò a riflettere seriamente sui rapporti tra religione e politica durante e dopo il soggiorno alla Wartburg, in un momento in cui la questione dell'obbedienza all'autorità stava emergendo in maniera drammatica a causa dei disordini a Wittemberg. Lutero scrisse il trattato Sull'autorità secolare, fino a che punti si sia tenuti a prestarle obbedienza del 1523: in questo scritto gettava le basi della “dottrina dei due regni”. Lutero diceva che l'autorità politica è stata stabilita da Dio (per il cattolicesimo romano il solo potere che derivasse direttamente da Dio era quello del papa). Il suo pensiero aiutò molti sovrani europei. Lutero a questo punto introduceva una distinzione: egli parlò di un “regno del mondo” e un “regno di Cristo”. Erano due principi che informano di sé la realtà e che richiedono risposte diverse da parte degli uomini.

il REGNO DEL MONDO non è cristiano, rappresenta la vita associata degli uomini che, in assenza di regole e in preda al demonio, si sbranerebbero tra di loro. La funzione dell'autorità secolare è quella di impedire che il mondo degeneri nel caos e nella violenza. L'unico modo di adempiere a questo compito era di usare la forza. Per il governo del mondo servono l'autorità secolare e la spada, ma non il Vangelo ( l'uso della violenza poteva essere visto come un atto di amore verso il prossimo e perciò era lecito per i cristiani occupare cariche pubbliche che comportassero uno spargimento di sangue). L'obbedienza alle autorità politiche non escludeva che il cristiano potesse protestare con la parola.

– Nel REGNO DI CRISTO vigevano la libertà evangelica e la morale proclamata da Cristo nel sermone della montagna. La coscienza doveva essere libera e non doveva aver corso la spada. Le autorità temporali non dovevano intervenire sulla coscienza dei sudditi.

Il rispetto di Lutero per l'autorità emerse non solo nel confronto con Carlostadio ma anche nelle vicende che portarono alla guerra dei contadini, con a capo Muntzer. Il fenomeno è noto come “guerra dei contadini” e si verificò tra il 1524-5 e fu l'ultima ondata di una serie di insurrezioni che avevano colpito varie zone dell'impero. La protesta agiva su due fronti:

• contro il potere politico: da un lato c'era il potere dei principi laici ed ecclesiatici che affermavano la loro supremazia;

• affrancamento dalle dure condizioni di vita nelle quali versavano i lavoratori: aumentavano le tasse e l'andamento dell'economia e le stesse riforme amministrative spingevano i proprietari terrieri a rifarsi su quei contadini che erano loro soggetti.

• C'era la volontà di riconoscere soltanto l'autorità dell'imperatore e non dei poteri intermedi, la richiesta di riduzione delle tasse laiche ed ecclesiastiche, ma anche delle servitù e dei prelievi di origine feudale.

Ciò che cambiò la situazione fu l'avvento della riforma protestante: il principio della sola preminenza del vangelo fornì ai contadini una piattaforma unica per le loro rivendicazioni. Esse ora venivano fatte in nome del “diritto divino” evangelico, uguale per tutti. All'inizio Lutero aveva guardato con simpatia a queste rivendicazioni, ma poi cambiò idea: i contadini ribelli meritavano di essere puniti con la morte per tre ragioni:

1) avevano infranto il giuramento di obbedienza all'autorità che era di origine divina

2) si rendevano colpevoli di furti e saccheggi

3) facendo ciò giustificandosi con il vangelo La sua avversione aumentò quando un suo ex discepolo, Muntzer, tentò di influenzare il movimento con le sue idee rivoluzionarie. Egli univa un accentuato spiritualismo alla convinzione che gli eletti di Dio dovessero combattere con la spada per lo sterminio degli empi. Muntzer era convinto che Dio parlasse ai suoi eletti tramite l'ispirazione, mentre Lutero era per l'ascolto della parola saldamente ancorata alla scrittura: il suo avversario lo accusò di aver creato un “papa di carta”. Il ruolo di Muntzer nella rivoluzione è ancora molto discusso: alcuni dissero che tra lui e i contadini vi fosse una reciproca incomprensione, poiché per lui erano solo uno strumento divino nella lotta contro l'anticristo. Fu così che il 15 maggio 1525 avvenne un enorme massacro in cui persero la vita oltre 5000 contadini. Muntzer riuscì in un primo tempo a scappare, ma venne poi catturato e decapitato con altri suoi discepoli. Per gli avversari cattolici di Lutero, la guerra dei contadini fu una manna dal cielo; offrì loro una serie di argomenti polemici contro il riformatore, attribuendogli tutta la responsabilità e costringendolo a proclamare la sua soggezione all'autorità.

IL CONTRASTO TRA ERASMO E LUTERO ( 1525) Quasi in contemporanea con questi eventi si consumava anche la definitiva frattura fra Lutero ed Erasmo. // Erasmo era nato nel 1469 a Rotterdam. L'unione tra i suoi genitori era illegittima a causa dell'opposizione al matrimonio del padre di lui. Il padre infine era diventato sacerdote e si era separato da sua madre, pur occupandosi dei figli. Tra il 1479 e 80 la peste lo aveva privato di entrambi i genitori. Erasmo avrebbe voluto frequentare l'università, ma i tutori lo spinsero a diventare monaco. Egli entrò così tra i CANONICI REGOLARI AGOSTINIANI ( diversi dagli EREMITANI AGOSTINIANI, ai quali apparteneva Lutero) nel convento di Steyn. Questa una prima differenza tra i due: Lutero che aveva avuto la possibilità di frequentare l'università, l'aveva rifiutata per entrare in convento; Erasmo che l'aveva desiderata, si era visto imporre la vita monastica. Anche la loro appartenenza ad un ordine religioso si espresse in modo diverso: Erasmo, orientato verso gli studi umanistici e fiducioso di trovare Dio nella mente e nel cuore dell'uomo, era insofferente alle chiusure e alle costrizioni della vita conventuale. L'unica sua consolazione era la ricerca umanistica condotta sui testi classici greci e latini, che lo portò a credere che la natura umana non fosse compromessa in maniere irreparabile dal peccato originale. L'amore per le humanae litterae lo allontanò dalla vita monastica, iniziando una vita errabonda per l'europa. Erasmo fu uno dei prototipi dell'intellettuale cosmopolita. Ma era anche un cristiano: le sue riflessioni erano dense di implicazioni religiose. Nel suo “elogio della follia” aveva esaltato la follia della croce di contro alle stoltezze del mondo, tra cui il legalismo monastico e la teologia scolastica. Il messaggio che lanciava era quello della liberazione dalla pietas e dalla volontà di procurarsi la salvezza con mezzi troppo umani. Si aggiunse un feroce attacco alla corruzione della chiesa e della società, divenendo così a sua volta un accusato di eresia. Nel 1516 pubblicò la prima edizione critica del testo greco del nuovo testamento, ed il testo greco era accompagnata da una sua traduzione latina ( Lutero la adottò subito per le sue lezioni a Wittemberg). Entrambi rifiutavano il principio della vita monastica: anche erasmo aveva odiato la ricerca dell'accumulo di meriti di fronte a Dio e aveva considerato i voti come dei doppioni delle promesse battesimali; aveva inoltre difeso Lutero dalle accuse sulle indulgenze. Quando Lutero venne scomunicato e bandito dall'impero, fuggì prima in Olanda e poi a Basilea dove non avrebbe dovuto prendere una posizione aperta. Può essere vista in due modi:

– amore per la tranquillità della vita, sola condizione per una proficua ricerca e discussione

– fondo insondabile di paura per la propria incolumità fisica – non era di certo incoerenza o debolezza nel pensiero: lui scriveva con chiarezza

quello che pensava, anche polemizzando ferocemente. La sua incoerenza rimanda al fatto che per Erasmo il nucleo più autentico della religione era di

natura umana e morale, non teologica, metafisica o mistica. Il cristianesimo doveva consistere in poche verità fondamentali, ricavabili dal Vangelo , tutto il resto era indifferente, in greco adiàforon, da cui il termine adiaforismo. Un eccesso di teologia e dogmi avrebbe aumentato le discordie e le divisione tra i cristiani.

I suoi potenti amici lo invitavano a dare un segno della sua appartenenza alla chiesa cattolica, dichiarandosi contro Lutero, azione necessaria per distogliere i sospetti che gravavano su di lui. Pertanto nel 1524 pubblicò il De libero arbitrio diatribé sine collatio con il quale intendeva avviare una discussione, pur essendo conscio della gravità delle sue provocazioni. Lutero aveva più volte affermato che la volontà dell'uomo, quando non sorretta dalla grazia di Dio, non è libera di scegliere, ma compie comunque e necessariamente il male. Secondo Erasmo questo pensiero metteva a rischio la giustizia di Dio, poiché per condannare qualcuno serve che questi sia responsabile e che abbia la libertà di scegliere tra il bene e il male. Erasmo passava poi in rassegna i brani delle scritture citati da Lutero, e ne proponeva diversa interpretazione. Erasmo lo aveva accusato di propagare idee pericolose. Lutero risponde, non pacatamente, con il de servo arbitrio, con il quale il riformatore non aveva paura di proclamare le proprie certezze. In esso possiamo distinguere una questione di metodo e una di contenuto: Lutero, che aveva fondato la sua dottrina sulla scrittura, non poteva ammettere che la scrittura lasciasse sussistere ambiguità. Secondo lui, lo scetticismo di Erasmo finiva con il giustificare il monopolio ecclesiatico dell'interpretazione sacra. Lutero lo accusa di “pensare Dio in modo troppo umano”, pretendendo che agisse in base al diritto umano e facendo ciò che sembra loro giusto. Attribuire all'uomo il libero arbitrio significava elevarlo al di sopra di Dio stesso.

Il loro scontro è stato interpretato in modi diversi : – rottura definitiva tra umanesimo e riformatore – sintomo del ripiegamento della vita del riformatore a partire dal 1521, dopo

aver pronunciato il “no” alla dieta di Worms, cancellando il primo dei tre ordini in cui la società era divisa: lutero ora rifiutava di attribuire alla natura umana la capacità di scegliere tra il male e il bene, tornando al “medievale” primato del divino sull'umano.

– Ad Erasmo appartengono la tolleranza religiosa, la libertà di pensiero e di ricerca della verità attraverso il confronto e la ragione.

In conclusione: – Il fondamento su cui Erasmo poggiava i suoi valori moderni era la centralità

dell'uomo nell'universo, che implicava la sua libertà di scelta, – per Lutero, condividere questi valori voleva dire essere empi, cioè forgiare un

Dio a immagine e somiglianza dell'uomo. – L'arbitrio umano è servo solo di fronte a Dio, non nei confronti delle cose

inferiori: la concezione dell'uomo di Lutero non era incompatibile con la prospettiva dell'umanesimo, a patto di non pretendere di far valere le capacità umane nella sfera della salvezza e dei rapporti con Dio.

– Il problema della modernità è una questione mal formulata: entrambi furono figli del loro tempo, ma Lutero aveva sottolineato molto più di Erasmo le contraddizione e i paradossi di una religiosità autenticamente evangelica.

MATRIMONIO E FAMIGLIA DI LUTERO. LA RIORGANIZZAZIONE DELLE STRUTTURE ECCLESIASTICHE ( 1525-29)

Nel giugno del 1525 Lutero prese in moglie una delle suore uscite dal monastero di Nimbschen: Katharina von Bora. Questa notizia fece scalpore in tutta Europa. Lutero già da tempo sentiva già da tempo l'esigenza di sposarsi, anche per realizzare ciò che aveva solo teorizzato nella sua teologia. Katharina si trovò ad essere l'ultima rimasta in casa sua: a quanto pare all'inizio il riformatore non apprezzava nemmeno il carattere della donna: nell'europa di questo periodo il matrimonio era finalizzato alla

formazione a al mantenimento di una famiglia, e in più i matrimoni venivano quasi sempre decisi o approvati dai genitori dei coniugi . La concezione del matrimonio all'epoca non contemplava necessariamente l'amore e nemmeno una forte attenzione reciproca. Un matrimonio ben riuscito era un'unione in cui un affetto reciproco si sviluppava nel tempo, e fu proprio ciò che accadde fra i due religiosi, infatti la loro relazione si sviluppò nel rispetto e nell'affetto reciproco. La nuova coppia ricevette molti aiuti dall'elettore di Sassonia che, oltre ad elargire un salario molto elevato a Lutero per il suo incarico universitario, gli concesse l'uso perpetuo dei locali del convento agostiniano di Wittemberg. Nel 1526 nasce Hans il primogenito, ai quali seguirono Elisabeth,Magdalena, Martin, Paul, Margaretha. Lutero era molto legato ai suoi figli e provò un grande dolore per la morte delle prime due figlie.

Nel frattempo, nel 1525 era morto Federico il Savio, il principe che era stato fondamentale per gli inizi della riforma. Gli succedette il fratello Giovanni: fu un cambiamento importante poiché con lui Lutero intrattenne rapporti diretti e personali. Anche Giorgio Spalatino lasciò il suo incarico. Lutero in questo periodo cominciò ad occuparsi degli aspetti visibili della sua chiesa: liturgia, organizzazione e sostentamento delle parrocchie, istruzione religiosa. Ecco quindi che nel natale del 1525 venne reintrodotta la messa in tedesco, l'anno seguente introdusse nuove forme liturgiche per il battesimo e matrimonio. Il problema principale era l'aspetto economico: i pastori rischiavano di rimanere senza entrate. Lutero si appoggiò del tutto al potere dell'elettore Giovanni, sottoponendo un progetto di una visita condotta da laici così da conoscere la necessità delle singole congregazioni. Nel 1526 la cancelleria del principe redasse una serie di istruzioni per i visitatori delle parrocchie nella sassonia elettorale, nelle quali si stabiliva che tutti colore che insegnassero false dottrine ( specialmente su eucarestia e battesimo → zwingliani/ anabbatisti) dovessero venire cacciati; si obbligava i nuovi pastori ad introdurre la nuova liturgia;c'erano norme precise per rimettere ordine nelle rendite ecclesiastiche; si istituiva un “sovrintendente” per ognuno dei distretti della Sassonia responsabile della morale e della disciplina. A queste istruzioni vennero affiancati gli articoli sulle visite ecclesiastiche di Filippo Melantone. Le visite cominciarono nel 1527, i cui verbali vennero inviati a Lutero che alla fine si disse soddisfatto. Questi sviluppi sono importanti per capire come la riforma venisse applicata anche nella pratica:

1) si precisò l'idea di CHIESA : lutero distinse una “chiesa visibile” in cui gli empi sono mescolati ai veri cristiani, e una “chiesa invisibile” di natura spirituale composta solo dagli autentici credenti. Quest'ultima poteva essere conosciuta solo da Dio e si sarebbe rivelata alla fine dei tempi.

2) Il potere politico prese nelle sue mani l'organizzazione della chiesa, conferendo ad essa una struttura gerarchica in cui la catena di comando si trasmetteva dall'alto verso il basso: ci si apprestava a costruire una chiesa di stato .

Quello che le visite rivelarono della vita religiosa dei fedeli era piuttosto sconfortante: nelle parrochie delle città e delle campagne regnavano ignoranza, immoralità e indisciplina. Per rimediare, Lutero scrisse nel 1529 il Piccolo Catechismo e il Grande Catechismo. Di particolare importante il piccolo catechismo: la sua struttura era semplice ed efficace, a una parte sui comandamenti ne seguiva una sul credo, una sul padre nostro, una sul battesimo e una sull'eucarestia. Ogni parte contemplava un breve insegnamento in forma di domanda e risposta. In tal modo l'insegnamento religioso poteva essere impartito anche dai padri di famiglia ( contributo al sacerdozio universale dei credenti ). Ma la maggiorparte dei fedeli era lontana dallo spirito autentico del cristianesimo, nella società dominavano egoismo e violenza.

LUTERO E ZWINGLI. LA DIETA DI SPIRA E I COLLOQUI DI MARBURGO ( 1529) Su una cosa gli avversari di Lutero avevano visto giusto: una volta abbattuto il

monopolio papale sull'interpretazione delle scritture e sui dogmi, avrebbero continuato a sorgere nuove chiese e sette. Dopo Lutero, venne Zwingli. Coetaneo svizzero di Lutero, proveniva dal clero secolare, ed ebbe da sunito maggior attenzione per i problemi della vita quotidiana. Predicò contro le indulgenze, ma anche contro il servizio mercenario. Fu soprannominato Leutpriester ,cioè sacerdote assistente, incaricato di tenere i contatti con la popolazione, presso la chiesa collegiata a Zurigo. Dal 1522 cominciò ad esporre in pubblico le sue idee, attraverso la predicazione. In quella quaresima un tipografo aveva offerto ai commensali delle salsicce, aperta violazione di una norma a cui la chiesa teneva molto. Benchè Zwingli non avesse mangiato le salsicce poco dopo predicò contro il digiuno pasquale, sostenendo che di esso non vi era traccia nel Vangelo. Stava applicando il principio luterano della sola scriptura,svolgendo un ragionamento iniziato da premesse chiare e concluso con un procedimento logico. Ciò causò la reazione del vescovo di Costanza: Zwingli si appellò al consiglio cittadino ( Zurigo era una città stato retta da un ordinamento repubblicano e non da un principe) il quale ebbe un ruolo fondamentale nell'introduzione della riforma. In questo modo la comunità cristiana si identificava con la comunità civile e con l'autorità politica, molto di più che con Lutero. Le sue riforme seguivano le idee di Lutero, oltre ad avere delle differenze. Nel 1524 il consiglio decise che tutte le immagini e gli idoli dovessero scomparire ( principio derivante dalla sola scriptura) . Anche Zwingli riconobbe solo battesimo ed eucarestia, attribuendo loro un carattere perlopiù simbolico: il battesimo era un segno di appartenenza alla comunità; l'eucarestia per Zwingli escludeva non solo la transustanziazione, ma anche ogni altra forma di presenza reale del corpo di Cristo, era solo un segno, una commemorazione della passione e della morte di Cristo. Lutero in queste posizioni vide lo stesso spirito che aveva animato Carlostadio, e fece di tutto per contrastarlo, predicando ripetutamente contro la sua dottrina eucaristica. Tra 1525 /29 la riforma si era diffusa anche aldilà dei confini tedeschi. Nel 1529 l'imperatore Carlo V convocò una dieta a Spira, ma non potè esserci, e suo fratello Ferdinando era deciso a revocare le concessioni fatte in una dieta precedente e a ripristinare le decisioni di Worms del 1521. Ma era troppo tardi : si opposero sei principi e 14 città, pregando l'imperatore di ascoltare la loro voce. La loro solenne dichiarazione è all'origine della denominazione “protestanti” usata per indicare gli aderenti alla riforma. Il fronte protestante andava consolidato e unificato, o avrebbe perso la sua forza ed efficacia, data l'imponenza dello schieramento avversario: in primo luogo bisognava conciliare Lutero e Zwingli, sulla questione dell'eucarestia. Di ciò si occuparono il landgravio Filippo D'Asia e Martin Butzer. Lutero e Melantone ricevettero dal landgravio l'invito per un colloquio di religione nel giugno 1529 : ivi Lutero dichiarò che le parole di Cristo durante l'ultima cena potevano essere interpretate solo letteralmente e scrisse sul tavolo con il gesso hoc est corpus meum . Ecolampadio e Zwingli erano per l'interpretazione figurata. Il giorno seguente ecolampadio avanzò l'argomento logico che cristo siede alla destra del padre e non poteva essere presente realmente nell'eucarestia. Ma per Lutero il suo corpo era libero dalle leggi del tempo e dello spazio. → non venne raggiunto alcun accordo: la riforma si era scissa in due tronconi. Anche oggi esiste questa divisione: le chiese che si rifanno a Lutero vengono chiamate evangeliche, mentre quelle che si ispirano a Zwingli e Calvino sono dette riformate.

LUTERO E GLI ANABATTISTI La proliferazione di chiese e sette sembrava non arrestarsi mai. Da Zurigo emersero tendenze radicali: gli ANABATTISTI cioè i “ribattezzatori” ritenevano che una fede profonda e un'esperienza di conversione dovessero essere dei prerequisiti del battesimo e che quindi fosse lecito battezzare solo gli adulti, non i bambini. Questo presupposto minava alla base quella coincidenza tra comunità civile e religiosa, la “chiesa territoriale”. Gli anabattisti venivano così a creare delle comunità separate da ogni aggregazione politica: a tal proposito di parla di “sette”, contrapposte alle

“chiese”. La setta è una comunità religiosa in cui si è liberi o meno di entrare e uscire: mentre invece l'uscita di un fedele dalla chiesa comportava gravissime forme di persecuzione ed era quasi sempre punita con la pena capitale, l'uscita dalla setta portava solo sanzioni di tipo spirituale. Gli anabattisti furono i primi sostenitori di tolleranza e libertà religiosa. Si aggiungevano altre idee radicali, come il rifiuto di giurare, il che comportava l'impossibilità di compiere azioni come testimoniare in un processo o confermare un atto di compravendita; essi ripudiavano la violenza in qualsiasi forma, pertanto rifiutavano di occupare cariche pubbliche → rifiuto a qualsiasi forma di partecipazione alla vita della società. Era normale quindi che Zwingli, per il quale chiesa e comunità coincidevano, si sentisse minacciato dalla loro radicalità ( a Zurigo venne approvata la pena di morte per annegamento nei loro confronti). Nonostante ciò ebbe una grande diffusione in Svizzera e in Germania, e sopravvisse anche all'ondata di persecuzioni che seguì l'occupazione della città di Munster in Westfalia nel 1534, in cui cattolici e protestanti si unirono per massacrare i loro nemici comuni. L'atteggiamento di Lutero fu ostile: di fronte a ciò, sostenne l'esistenza della fede nei neonati. Ma quando gli anabattisti comparvero in Franconia e Turingia impugnò la penna contro di loro e nel 1528 pubblicò “sul ribattesimo” :

– rifiutava per loro la pena di morte, la fede doveva essere libera e solo Dio avrebbe provveduto a punire la fede falsa

– due anni dopo si disse favorevole alla pena di morte per la blasfemia e la sedizione con il rifiuto di partecipare alla vita civile e la loro interpretazione radicale del vangelo. Per loro la fede sembrava essere diventata un'opera umana, e non un dono di Dio

– atteggiamento intransigente Interpellato nel 1530 si disse contrario alla coesistenza nella stessa città di diverse comunità religiose. Stava per avere inizio l' “età confessionale” nella quale si creò una molteplicità di confessioni religiose. La prima confessione ad essere formulata fu quella della chiesa evangelica luterana nel 1530.

GLI ULTIMI ANNI ( 1530-46)

LA CONFESSIONE AUGUSTANA DEL 1530. RELIGIONE E POLITICA. LA LEGA DI SMALCALDA.

Fino al 1525 il piano della fede aveva coinciso con quello della storia politica del suo tempo. Da allora in poi è come se le due vicende tornassero a scorrere su piani separati. Nel 1529 si era formato lo schieramento “protestante”. L'anno seguente nacque la prima confessione religiosa di matrice evangelica, la confessione Augustana. All'origine dell'evento vi fu una dieta imperiale, convocata ad Augusta nel 1530. La situazione internazionale era cambiata: i Turchi, che nell'estate precedente erano arrivati a Vienna, e che Lutero considerava strumenti dell'ira di Dio, si erano allontanati. Carlo V, dopo aver saccheggiato Roma nel 1527, si era riconciliato con il pontefice Clemente VII ed era stato incoronato imperatore a Bologna. In mancanza di un concilio ecumenico, la dieta era la soluzione per discutere delle controversie tra protestanti e chiesa cattolica. L'elettore di Sassonia Giovanni chiese ai teologi di Wittemberg di mettersi al lavoro e di redigere una serie di articoli una serie di articoli da sottoporre alla dieta. Lutero non potè recarvisi poiché su di lui ancora c'erano gli effetti del bando. Rinchiuso nella fortezza redasse un commentario sui salmi, una traduzione tedesca delle favole di Esopo e altre opere. Il 25 giugno venne letta l'apologia, che sarebbe diventata la “confessione augustana”. Lutero ne aveva visto solo una bozza ai primi di maggio, potè leggere il testo integrale pochi giorni dopo. Melantone e i compagni furono molto

prudenti nell'informarlo, per paura che rifiutasse un compromesso con i cattolici. Il testo era composto da 28 articolii e diviso in due parti:

– la prima parte era caratterizzata dallo sforzo di sottolineare i tratti comuni tra protestanti e cattolici, e di presentare la chiesa evangelica nata dalla riforma come un cattolicesimo più aderente al testo delle scritture . Gli spunti polemici erano più rivolti verso anabattisti e zwingliani.

– Nella seconda parte venivano descritte le riforme attuate nei territori protestanti. Melantone e gli altri teologi avevano evitato di parlare del purgatorio, delle indulgenze, del potere del papa e del sacerdozio universale.

La reazione di Lutero fu positiva, ma rifiutò di fare ulteriori concessioni ai teologi del papa pur di arrivare ad una pacificazione religiosa. Non vi fu nessun accordo. Dopo che venne letta la confutazione della confessione di fede evangelica, compilata anche da Johann Eck, anche la seconda delle due commissione ammise il fallimento ( emersero le due volontà diverse di Lutero e Melantone). Il “RECESSO “, cioè la deliberazione conclusiva, ribadiva la condanna delle dottrine luterane, ne proibiva la pubblicazione di scritti e stabiliva un termine oltre il quale l'imperatore avrebbe potuto costringerli con la forza a tornare sulle loro posizioni. Posizioni appena attenuate dal fatto che Carlo V si assumeva l'impegno di operare per la convocazione del concilio ecumenico. Durante la dieta emersero anche le differenze con Zwingli: la loro confessione non venne nemmeno ammessa alla dieta. L'unico altro documento protestante presentato fu la Confessio Tetrapolitana sottoscritta da Strasburgo, Costanza, Lindau e Memmingen, le cui dottrine erano una via di mezzo tra le altre due. Il maggior punto di contrasto era la presenza di cristo nell'eucarestia. Butzer, il riformatore di Strasburgo, pur di arrivare ad un accordo con Lutero dissse che la presenza reale di Cristo nel sacramento dipendeva dalla fede di chi lo riceveva, ma non servì a nulla. Dopo la dieta teologi e governanti dovettero porsi il problema della resistenza all'autorità: Lutero disse che l'inammissibilità della violenza si applicava solo alla persona cristiane e non secolare. Venne pertanto conclusa nel 1530 a Schmalkalden, in Assia, una'allenza detta “lega di Smalcalda”, a cui poi aderirono anche le città della confessio tetrapolitana. Ma fino al 1546 non dovette diventare operativa: l'imperatore aveva ancora bisogno degli stati tedeschi per combattere i turchi. Così, nel 1532 si giunge al compromesso di Norimberga tra la lega e l'imperatore: la decisione sulle questioni religiose veniva sospesa e rimandata, e i principi davano pieno appoggio a Carlo V contro i Turchi ( nel frattempo nel 1531 Zwingli era stato ucciso nella battaglia di Kappel contro i cantoni cattolici → Lutero giudizio di Dio → vantaggio politico per gli evangelici tedeschi.

IL GOVERNO DELLA CHIESA. LA BIGAMIA DI FILIPPO D'ASSIA. VITA PRIVATA E FAMILIARE DI LUTERO. Nel 1523 muore Giovanni di Sassonia. Gli succedette il figlio Giovanni Federico, noto come il “magnanimo”, il quale ebbe con il riformatore un rapporto più distaccato. Il riformatore e la sua opera ebbero sempre l'appoggio convinto del potere politico, senza il quale la chiesa evangelica non avrebbe potuto sopravvivere. I problemi erano sempre gli stessi: le risorse per gli stipendi dei pastori erano insufficienti, sia per carenza sia perchè la nobiltà aveva depredato i beni ecclesiatici, e inoltre anche i nuovi ministri del culto davano problemi di disciplina, morale e dottrina. Di fatto l'elettore agiva spesso come un “vescovo di emergenza”. Lutero venne coinvolto spesso anche nelle questioni matrimoniali, sorte dopo l'abolizione del sacramento del matrimonio e dei tribunali ecclesiastici cattolici. Erano questioni che sarebbero dovute spettare ai sovrintendenti, ma le strutture fragili della nuova chiesa non erano in grado di assumersi quel gravoso compito. Furono allora gli “stati” ( i ceti e la nobiltà) a proporre di istituire dei concistori ossia dei tribunali competenti, di cui il primo fu del 1538. Le questioni matrimoniali misero in imbarazzo i teologi protestanti nella vicenda del landgravio Filippo D'Assia: nel 1523 era stato costretto a sposare Cristina, figlia del

duca Giorgio di Sassonia, ma la loro era un'unione infelice. Filippo, oltre ad essere infedele, aveva molti scrupoli di coscieza tanto che per molti anni non aveva partecipato alla comunione. Nel 1539 conobbe la 17enne Margarethe e si convinse che avrebbe posto rimedio al suo stato peccaminoso solo gli fosse stato concesso di sposarla. Ma la posizione dei protestanti era molto più rigida di quella dei cattolici:

– i cattolici avrebbero risolto la questione con un annullamento – per gli evangelici il divorzio poteva essere concesso solo in caso di adulterio del

coniuge ( che non aveva chiesto il divorzio). Butzer, Melantone e Lutero giunsero ad una conclusione: dato che nella scrittura è attestata la poligamia, un secondo matrimonio era ammesso mentre era in corso il primo, a patto che venisse tenuto segreto. La bigamia del landgravio divenne di dominio pubblico nel corso del 1540: Filippo chiese a Lutero e Melantone di prendere una posizione politica in suo favore ma si rifiutarono. La bigamia fu soltanto uno dei fattori che amareggiarono la maturità e la vecchiaia di Lutero: nel 1536 l'elettore concesse a lui e alla famiglia di abitare nell'ex monastero agostiniano di Wittemberg. Lutero come professore percepiva un salario di 200 gulden l'anno, a cui si aggiunsero altri 100 gulden dalle rendite della chiesa di Ognissanti. Le spese erano molto alte, e lui era sempre disposto ad aiutare chi ne aveva bisogno. Qualche guadagno extra arrivava dall'attività di coltivazioni/bestiame della moglie. Il rapporto tra i coniugi era di affetto e rispetto reciproco. La superiorità gerarchica del marito era indiscutibile : il governo della casa e della famiglia spettava alla moglie, tutto il resto al marito. Ciò che tormentò maggiormente il riformatore nell'ultimo periodo furono i problemi di salute: le grandi anfechtungen della giovinezza erano quasi scomparse, in compenso cominciò a soffrire di calcoli ai reni alla vescica, mancamenti e giramenti di testa che gli impedirono di predicare e insegnare. Ma egli diffidava moltissimo dei medici e spesso non seguiva i loro consigli di moderazione nel cibo e nel bere: dato che le malattie erano strumenti con cui il diavolo tormentava gli umani, le migliori medicine erano la fede e la preghiera. Nei suoi ultimi anni, Lutero era stanco di vivere, in più nel 1542 morì la figlia Magdalena nata nel 1529, che rappresentò tutto ciò che il primogenito Hans non era stato. Dopo una breve malattia, la figlia morì. Al suo funerale riuscì a dire solo poche parole.

LA CONCORDIA DI WITTEMBERG ( 1536). CONTROVERSIE TEOLOGICHE NEL CAMPO EVANGELICO.

Gli anni trenta furono un periodo di intense dispute teologiche. La spaccatura pià profonda nella “riforma magistrale” era quella tra evangelici luterani e “sacramentari” zwingliani, che verteva sulla concezione dell'ultima cena. Ad Augusta gli schieramenti erano stati tre:

1) I luterani, convinti della presenza reale del corpo e del sangue di Cristo nell'eucarestia

2) Gli zwingliani, per i quali il pane e il vino avevano un valore puramente simbolico e commemorativo

3) Le città del sud della Germania, con Butzer, che aveva elaborato una dottrina secondo cui il corpo e il sangue di Cristo erano presenti nel sacramento solo per chi aveva fede e non per gli empi. Lutero si era opposto anche a questa opzione, sostenendo la dottrina della manducatio impiorum , cioè la piena validità del sacramento indipendentemente dalla fede.

Lutero era stato il più intransigente, ritenendo gli svizzeri degli eretici i quali si lamentavano dell'atteggiamento del riformatore sassone, che ricordava l'arroganza dei papi. Fu così che molti dei suoi pastori vennero rimossi, poiché accusati di propendere per le dottrine di Zwingli. Nel frattempo Butzer continuava a lavorare per un accordo e finì con il trovare una sponda in Filippo Melantone: la riforma si stava allargando, e c'era quindi bisogno di un punto di riferimento dottrinale saldo e uniforme. Butzer e Melantone si incontrarono

una prima volta Kassel nel 1534 e riuscirono a trovare una definizione comune al sacramento della cena, presupposto per un nuovo incontro a Wittemberg con la partecipazione dello stesso Lutero. Nel 1536 venne quindi firmato un importantissimo accordo, noto come Concordia di Wittemberg : benchè non ci fosse alcuna transustanziazione, negli elementi del sacramento erano davvero presenti corpo e sangue di Cristo; venivano ricevuti anche da chi si accostava indegnamente al sacramento, benchè in questo caso si ritorcesse a loro danno. Era la prova della vittoria dell'intransigenza di Lutero, ed il suo significato politico fu notevole poiché impedì un'ulteriore spaccatura tra i protestanti di nord e sud della germania. Al contrario sancì la definitiva separazione degli svizzeri zwingliani dal ramo evangelico-luterano della riforma. Negli anni trenta dovette anche affrontare alcune controversie interne alla chiesa evangelica, la quale non era un blocco compatto. Nelle chiese protestanti non esisteva nulla di simile al papato, per questo il dibattito fu sempre molto più libero che nella chiesa cattolica e l'innovazione in campo dottrinale procedette più velocemente. Le due principali controversie furono:

1) la dottrina della giustificazione → nel 1536 il teologo di Wittemberg Crugiger venne accusato dall'allievo Cordatus di aver negato la giustificazione. Crugiger aveva sostenuto( ispirato da Melantone) che il pentimento del fedele- opera umana- era necessario per la salvezza quanto l'opera di Dio. Che fosse consapevole o no, Cordatus aveva trovato una possibile divergenza tra Lutero e Melantone, il quale inclinava verso idee erasmiane che sottolineavano la collaborazione tra l'uomo e Dio nel processo di giustificazione. Cordatus portò queste accuse di fronte all'elettore nel 1537, ma fu Lutero ad intervenire: sia le opere che la grazie erano necessarie, ma mentre la grazia lo era anche per la salvezza, le opere lo erano unicamente per la convivenza tra gli uomini. Cordatus aveva partecipato alla discussione, e venne trattato con gentilezza nonostante il dissenso dottrinale.

2) “antinomistica” → il protagonista fu un teologo di Eisleben, Agricola che sottolineò univocamente l'aspetto della libertà del cristiano, fino a negare ogni ruolo alla legge nel processo di giustificazione. Il conflitto durò dal 1537-41, anche se Lutero non smise mai di essergli diffidente, anche dopo averlo sottomesso. Lutero la assimilava alla falsa libertà predicata da Muntzer, Carlostadio e gli altri radicali. La legge era il mezzo indispensabile per raggiungere la consapevolezza della peccaminosità dell'uomo: toglierla infondeva una falsa sicurezza nei fedeli.

I COLLOQUI DI RELIGIONE DI RATISBONA ( 1541 ). MORTE DI LUTERO

I più interessati ad un accordo erano l'imperatore Carlo V e suo fratello Ferdinando, che aveva assunto il governo dei territori tedeschi ( succeduto a carlo poi nel 1555). Le loro motivazioni erano anche politiche, per il sostegno nella lotta contro i turchi, ma vi era anche un autentico desiderio di concordia e di riunificazione della cristianità occidentale. Il presupposto fu un accordo firmato a Francoforte tre le autorità imperiali e la lega di Smalclda nel 1539: doveva durare 15 mesi durante i quali le questioni sarebbbero state affrontate da una dieta imperiale. Lutero era scettico ed aveva ragione : i colloqui religiosi successivi ebbero difficoltà a trovare un punto di partenza comune a cattolici e protestanti, i quali si basavano sulla confessione augustana. Ci si accordò per la confessione augustana, e il colloquio venne spostato a Worms. Nel 1541 Melantone ed Eck trovarono un accordo solo sul peccato originale, ma nel frattempo erano nati una serie di articoli da discutere ,e riportati nel “ Libro di Ratisbona” , alla successiva dieta imperiale. Per Lutero era irrealistico un accordo. Inaspettatamente, venne raggiunto un accordo sulla giustificazione. I cattolici convennero con Lutero che la giustizia che salva l'uomo fosse la “giustizia imputata”, derivante dai meriti di Cristo; i protestanti riconobbero che la fede, per essere autentica, doveva essere operosa. Era un compromesso dovuto alla presenza del

legato papale cardinale Gasparo Contarini, la cui esultanza nel comnicare a Roma l'accordo era molto prematura. Infatti, poco dopo le autorità romane rifiutarono quel compromesso. Lutero disse che ciascuna parte intendeva la formula d'accordo a modo suo. I colloqui di Ratisbona finirono in un nulla. Fu l'ultimo tentativo di accordo prima del concilio ecumenico a trento nel 1545. Non fu una semplice coincidenza che l'anno dopo la fine dei colloqui di Ratisbona, nel 1524, venisse fondata l'inquisizione romana atta a combattere la diffusione in Italia delle nuove eresie nord europee. SOLO NEL 1999 la federazione luterana mondiale e la chiesa cattolica hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta, gettando una base per la dottrina della giustificazione.

Lo scontro tra la lega di Smalcalda e le truppe imperiali si verificò solo nel 1546, che diede luogo alla sconfitta dei protestati nel 1547. Lutero non poté assistere: nel 1545 si era recato ad Eisleben. Il viaggio indebolì la sua salute. Tra gennaio e febbraio predicò ancora quattro volte ad Eisleben, ma dovette tornare a Wittemberg. La moglie caterina, che gli aveva scritto preoccupata, venne accusata di mancanza di fede e le disse che se fosse morto, Dio avrebbe creato altri dieci dottor Martino. Tra il 17 e 18 febbrario Lutero morì a causa di un attacco di angina pectoris, nella stessa città in cui era nato e battezzato.

LA TRADUZIONE DELLA BIBBIA IN TEDESCO Il riformatore fu impegnato quasi tutta la vita a rendere comprensibile per i lettori tedeschi quel testo così difficile da afferrare. La traduzione della Bibbia fu forse la sua opera più importante. Lutero tradusse tutto il nuovo testamento, mentre era alla Wartburg, servendosi dell'edizione greca di Erasmo e della Vulgata. La prima edizione apparve a Wittemberg nel 1522 e fu subito un gran successo editoriale; subito dopo si mese all'opera con la traduzione del vecchio testamento, che uscì in due parti : nel 1523 e 1532. Ai suoi tempi esistevano già almeno venti traduzioni tedesche. Ciò che rese fondamentale la sua opera fu:

– sforzo di rendere il linguaggio biblico comprensibile, operando una fusione linguistica, prendendo come base il tedesco della corte di Sassonia. ( crea il tedesco moderno)

– per lui le scritture non erano solo un testo letterario, quanto un messaggio, un annuncio che doveva essere recitato a voce alta ed ascoltato: ecco allora la sua preferenza per le espressioni colloquiali e quotidiane, prive di sottintesi fuorivianti. Ma riusciva lo stesso a mantenere il senso profondo della scrittura. Il classico esempio è la traduzione di “ave maria gratia plena” in “graziosa” o “cara”.

Lutero operò una distinzione tra libri canonici e apocrifi, rifacendosi al canone ebraico, il quale escludeva i libri attestati solo in lingua greca, ma non in ebraico ( la chiesa cattolica, a partire dal concilio di Trento, considerò facenti parte di questo canone molti testi. Per lui il nuovo testamento aveva un'importanza ben maggiore ( lettera di san Paolo ai Romani, vangelo di Giovanni). Lutero affiancò alla traduzione dell'apocalisse una serie di stampe, opere di Lucas Cranach: Roma e il papato erano sempre gli esseri mostruosi la cui comparsa precedeva il giudizio e la fine del mondo. È un'opera che influenzò molto il rapporto dei tedeschi con il cristianesimo: mentrre Lutero, Zwingli e Calvino spingevano i fedeli a leggere le scritture tradotte, le autorità della chiesa vietarono la stampa, il possesso e la circolazione di Bibbie che non fossero in latino, greco o ebraico. Pertanto la possibilità di leggere e interpretare in modo autonomo le scritture venne meno → la chiesa e il papato vollero riservare al clero il monopolio della conoscenza e dell'interpretazione della Bibbia. Il divieto di traduzione della Bibbia venne fatto rispettare soprattutto in italia, applicato in modo distruttivo. Il risultato fu che il nostro paese per circa due secoli fu del tutto privato del contatto con il testo sacro. Il divieto venne abolito da Papa Benedetto XIV nel 1757, e si dovette attendere fino al 1781 per una nuova traduzione italiana ( le uniche di quell'arco di tempo furono

opere di protestanti perseguitati dall'inquisizione come Brucioli e Diodati). Da questa situazione deriva il paradosso che tuttora distingue l'Italia: pur essendo un paese in cui la Chiesa è presente come istituzione, essa ha una tradizione letteraria e scientifica in buona parte laica.

– marginalizzazione delle istanze religiose – all'interno del perimetro che delimita la religione, il monopolio della chiesa è

fortissimo. – Ignoranza religiosa degli Italiani: chi rifiuta il cristianesimo cattolico in Italia non

sembra avere la possibilità di leggere le scritture in modo diverso da come vengono proposte dalla chiesa, e quindi le abbandona.

– Come diceva Machiavelli , se è vero che la chiesa non tiene più divisa l'Italia, è ancora vero che “ abbiamo con la chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati sanza religione e cattivi”.

LUTERO E GLI EBREI Lutero è stato considerato un “precursore” del nazismo, sia da esponenti del regime stesso, sia da critici dell'ideologia nazional socialista. Uno degli elementi portanti di questa tesi è l'atteggiamento di Lutero nei loro confronti, testimoniato da alcuni scritti come “ degli ebrei e delle loro menzogne” . Per comprendere il suo atteggiamento occorre distinguere antisemitismo e antigiudaismo:

l'antisemitismo designa un'avversione per gli ebrei con un fondamento razzistico, genetico e pseudo scientifico

l'antigiudaismo indica l'odio religioso degli ebrei in quanto ostinati nel non riconoscere gesù cristo come messia, e quindi irriducibilii avversari dei Cristiani. Secondo tali criteri, un ebreo battezzato diventerebbe un cristiano come gli altri.

In tal senso gli ebrei della prima età moderna erano oggetto delle accuse più infamanti, come quello di profanare le ostie, o uccidere i bambini cristiani per impastare il pane azzimo, o di avvelenare i pozzi dei cristiani e diffondere il contagio della peste. Diedero luogo a leggi repressive e talvolta anche all'espulsione dagli stati : Inghilterra, Francia, Spagna, Stato della Chiesa ( 1593). Ma non si può parlare di antisemitismo in senso compiuto, anche se non sempre si può tracciare una distinzione netta tra i due fenomeni. In Spagna alla fine del medioevo venne emanata una serie di leggi detta sulla limpieza de sangre , in base alla quale ai cristiani che avevano antenati ebrei veniva interdetto l'accesso alle cariche pubbliche: l'idea di una qualità negativa trasmissibile per via ereditaria era già presente. Tuttavia, ciò che caratterizzava le posizioni di Lutero nei confronti degli ebrei rientra nel solco dell'antigiudaismo cristiano, le sue parole non andavano certamente nella direzione dell'avversione al sangue alla razza ebraica. Ovviamente, la centralità della teologia determinò il suo atteggiamento con gli ebrei: data l'importanza della figura di cristo nella giustificazione, il fatto che gli ebrei rifiutassero di riconoscerlo, rappresentava il problema più grave. Lutero poi biasimava molto il ritualismo e il legalismo ebraici: a lui, l'obbedienza ai precetti della legge appariva come una perversa volontà di salvarsi mediante le opere. A parere di Lutero, gli ebrei non si convertivano a causa della corruzione della chiesa cattolica e pensò che la sua riforma potesse porvi rimedio. La scoperta dell'america aveva reso più attuali le profezie di origine paolina ed agostiniana, secondo cui quando il messaggio cristiano avesse raggiunto e conquistato tutti i popoli della terra, i tempi sarebbero stati maturi per l'avvento di cristo e il giudizio finale → la conversione degli ostinati giudei era molto più urgente, per questo Lutero nel 1523 pubblicò “ Che Gesù Cristo è nato ebreo”, in cui li esortava a convertirsi, e raccomandava ai cristiani un atteggiamento caritatevole. Di lì a poco alcuni fattori contribuirono ad un cambiamento di pensiero:

– gli ebrei erano sordi ai suoi richiami – sviluppi affini al giudaismo di alcuni settori della riforma radicale: ad esempio gli

anabattisti avevano ripristinato la poligamia, i sabbatariani proposero la festa del sabato e la circoncisione.

Lo scritto del 1543 è il culmine dell'antigiudaismo di Lutero, ed è diviso in quattro

parti: 1) confutazione dell'asserzione secondo cui gli ebrei erano l'unico popolo eletto di

Dio 2) dimostrazione identificazione tra Gesù e il Messia 3) accusa degli ebrei di odio e malevolenza per i cristianità 4) misure concrete delle autorità contro gli ebrei: tra i provvedimenti proposti da

Lutero vi erano l'incendio delle sinagoghe, la demolizione delle case ebraiche, sequestro dei loro libri di preghiera, proibizione dell'insegnamento rabbinico sotto pena di morte → lutero le concepiva come “ruvida carità”, ma la loro durezza è notevole.

Eppure il trattamento di Lutero non è molto diverso da quello di teologi ed ecclesiastici cattolici della Controriforma. Già nel 1513 si parlava di “pia verbera” da infliggere agli ebrei per riportarli sulla retta via. I papi della seconda metà del 500 rinchiusero gli ebrei nei ghetti, imponendo loro il segno distintivo, proibendo la proprietà di ogni bene materiale, l'esercizio di molti mestieri ed espellendoli dallo stato della Chiesa. In conclusione, delle ricerche hanno mostrato che la persecuzione antiebraica da parte dei papi e dell'inquisizione ebbe una forte ripresa dal 18 secolo; ingnorando quella storia non si spiegherebbe l'assenza di una presa di posizione pubblica del papato romano durante il secondo conflitto mondiale, oltre al fatto che Hitler era nato e cresciuto nella cattolicissima Austria.

commenti (0)
non sono stati rilasciati commenti
scrivi tu il primo!
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 22 totali
Scarica il documento