Informatica umanistica, Sintesi di Informatica. Università degli Studi di Milano
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Informatica umanistica, Sintesi di Informatica. Università degli Studi di Milano

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Riassunto de "Informatica umanistica". Marco Lazzari
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“INFORMATICA UMANISTICA” DI LAZZARI (CAP.1,2,3,5,6)

CAPITOLO 1: FONDAMENTI DI INFORMATICA

INFORMATICA: IL TRATTAMENTO AUTOMATICO DELLE INFORMAZIONI Il termine "informatica" o tecnologia dell’informazione (I.T.) deriva dal francese informatique e ed è coniato negli anni '60 da Dreyfus il quale mediante la contrazione dei termini information e automatique vollero battezzare la disciplina tecnico-scientifica che si occupa della progettazione e costruzione di macchine in grado di trattare, o elaborare, in modo automatico l'informazione. I benefici: riduzione dei tempi; meno errori e fare calcoli che all’uomo richiederebbero competenze poco comuni. Poiché negli ultimi decenni il potenziale dei singoli calcolatori si è notevolmente incrementato grazie alla loro interconnessione in rete, la convergenza tra la tecnologia dell'informazione e le telecomunicazioni, che si occupa della trasmissione dell’informazione a distanza con lo scopo di comunicare, ha dato origine a una nuova disciplina che va sotto il nome di Information&Communication Technology (ICT) per esempio telefoni cellulari, tv, radio, lettori MP3, macchine fotografiche. Il dato, l’informazione e la conoscenza Dato, informazione e conoscenza si collocano rispettivamente su tre livelli, in ordine crescente, di astrazione. Dato: un insieme di simboli, tracciati su un supporto fisico che rappresenta le proprietà di un oggetto nel mondo reale. Disporre di un dato non comporta alcun vantaggio se non esso non sia messo in relazione con la proprietà cui si riferisce e si trasformi in informazione. A un livello di astrazione ancora maggiore, si può parlare di conoscenza quando si abbia regole che permettono di trarre vantaggio da tale informazione. L'approccio alla risoluzione dei problemi basato sulle informazioni è una delle conquiste più importanti nella storia dell'umanità, consente di compiere ragionamenti e quindi di prendere decisioni sugli oggetti del mondo reale. I linguaggi possono essere di due tipi:

1. Lin~guaggi naturali come ad esempio l'italiano. Essi sono ambigui, cioè assumono una pluralità di significati secondo la situazione. La disambiguazione è più semplice, per gli uomini, quando la frase è pronunciata all’interno di una situazione.

2. Linguaggi formali sono sviluppati in informatica. Essi sono usati da un calcolatore e sono privi di ambiguità. La definizione di un linguaggio formale prevede: l'individuazione di un alfabeto e la definizione di una grammatica, un insieme di regole. Le semantiche formali consentono di attribuire uni significato alle frasi in un linguaggio formale. La codifica e la rappresentazione dell’informazione In informatica si usa un linguaggio binario: cioè un alfabeto molto ridotto, che contiene soltanto i simboli "O" e "1". Questa cifra binaria è un bit e una sequenza di 8 bit si chiama byte. La memoria di un calcolatore è costituita da dispositivi bistabili (Kilobit = 210 bit,Megabit=220eGigabyte=230 byte). Poiché in un calcolatore tutte le informazioni sono rappresentate in forma binaria, sotto forma di sequenze di bit, la memoria, l’elemento del calcolatore avente lo scopo di memorizzare dati nel tempo, è costituita da dispositivi bistabili. La sua capacità, la quantità cioè di dati che è in grado di memorizzare, può essere misurata in bit. Mentre nel Sistema Internazionale i multipli sono declinati sulle potenze di dieci, in informatica, i multipli sono dalle potenze di 2 (210, 220...). Gli strumenti per l’elaborazione dell’informazione "Elaborazione dell'informazione"= qualsiasi attività condotta sull'informazione che comprende creazione, modifica, conservazione e trasmissione (comunicazione a distanza nello spazio). Ciò avviene in 3passaggi: • l'informazione è codificata sotto forma di dati su un supporto fisico; • il supporto è sottoposto a una trasformazione fisica che genera nuovi dati, nuove sequenze di simboli; • i dati generati dal passo precedente sono decodificati portando una nuova informazione. L’informazione in ingresso all'elaborazione = input, in uscita dall'elaborazione = output.

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I linguaggi di programmazione sono linguaggi formali progettati espressamente per descrivere algoritmi in modo tale che possano essere eseguiti da un calcolatore. Sono caratterizzati da una sintassi semplice, una semantica limitata e assenza di ambiguità. Programma = formaluzione di un algoritmo in un linguaggio di programmazione. Gli strumenti formali per l’elaborazione dell’informazione sono combinazioni di linguaggi formali e di algoritmi in cui se i dati di partenza rappresentano correttamente le informazioni sul mondo reale anche i dati risultanti faranno lo stesso. Dispositivi automatici per l’elaborazione o trattamento delle informazioni - I sistemi manuali: si affidano completamente all'uomo per esempio calcolo con carta e penna; - I sistemi (semi) automatici rigidi: sono in grado di operare singole trasformazioni fisiche sui dati ma richiedono indicazioni dell’uomo che deve esercitare il controllo. Un esempio è la calcolatrice. - I sistemi automatici flessibili: hanno una memoria all’interno della quale è, rappresentati i dati e le istruzioni, una codifica esplicata delle trasformazioni fisiche da operare sui dati stessi. Un esempio è il calcolatore. Evoluzione storica dei sistemi per l'elaborazione dell'informazione - Il primo strumento adottato dall'uomo per la rappresentazione dell’informazione numerica è costituito dalle dieci dita. - Uso dell'abaco in Cina dal 2000 A... Esso è un sistema di calcolo manuale basato su una rappresentazione numerica posizionale. L'abaco è un telaio con le guide parallele, che corrispondono alle unità, alle decine, alle centinaia. - Nel 17° Oughtred realizzò il regolo calcolatore, uno strumento di calcolo analogico che consente di calcolare più, -, X, %. - Pascal realizzò la Pasca Lina, una calcolatrice meccanica che consentiva di eseguire addizioni e sottrazioni avvalendosi di ruote dentate, corrispondenti a unità, decine, centinaia. - L’analitica engine, una macchina in grado di operare in input e output su schede perforate con una memoria che potesse contenere 1.000 numeri con cinquanta cifre decimali ciascuno, un’unità aritmetica in grado di eseguire le quattro operazioni aritmetiche. - In Germania Zuse realizzò prototipi di calcolatore basati sui relè elettromagnetici (un relè è un interruttore elettrico la cui apertura e chiusura possono essere controllata con un altro circuito elettrico). - Flowers realizzò Colossus, il primo calcolatore completamente elettronico. Operazioni logiche sui dati. - ENIAC = primo calcolatore elettronico universale. - EDVAC che usava aritmetica binaria e un unico dispositivo di memoria. L’architettura si rifà a Von Neumann. - anni 50’ = Transitor sostituiscono le valvole termoniche con risultati meno costosi, più veloci e di dimensioni più piccole. - anni 60’ = grazie a microchip e a microprocessori i computer diventano più piccoli portando più avanti al personal computer. La macchina di Turing (MdT) È un dispositivo semplice e potente che elabora l’informazione automatica. È costituito da: - l’alfabeto contenente Blank; il nastro suddiviso in celle ognuna delle quali contiene un simbolo; -una testina che legge il nastro; -un’insieme di stati tra cui uno iniziale e un finale; -un registro che memorizza gli stati; -una tabella in cui sono registrate tutte le azioni. La macchina di Turing universale (UTM) è una macchina in grado di simulare il funzionamento di qualsiasi macchina di T. La UTM impiega un dispositivo di memoria unico per contenere dati e istruzioni. La tesi Church-Turing sostiene che se una funzione è considerata calcolabile allora esiste una macchina di T. per farlo. L’ architettura di Von Neumann diviene il riferimento per qualsiasi calcolatore digitale. L’ obiettivo era costruire un calcolatore universale con : -presenza di un dispositivo di memorizzazione di dati e istruzioni; -aritmetica binaria; -dispositivo di elaborazione separato da quello di memorizzazione. Secondo questa architettura esso deve essere composto da: -un processore (CPU) che ha il compito di leggere le istruzioni e le esegue operando trasformazioni sui dati;

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-memoria è un insieme di unità elementari di memorizzazione (celle) ciascuna delle quali può contenere un dato o un istruzione; -l’ interfaccia di input e di output, gestisce l’interazione con l’ambiente esterno; -il bus è un canale di comunicazione che gestisce lo scambio di informazioni tra gli altri sottosistemi. Quando si progetta un CPU è necessario identificare tutte le operazioni elementari che essa è in grado di compiere e assegnare a ciascuna di esse un’istruzione la cui esecuzione consisterà nell’ espletamento della corrispondente operazione elementare. L’insieme di tutte le istruzioni in binario specifiche per una determinata CPU è detto linguaggio macchina. Due calcolatori dono compatibili quando usano lo stesso linguaggio macchina. -Hardware(HW): componente dura. Sono le componenti tangibili meccaniche ed elettroniche, parti indispensabili per eseguire programmi nel SW. -Software(SW): componente molle. Sono le istruzioni codificate all’ interno della memoria per essere eseguite dall’ HW. Sono programmi che servono all’ HW. La struttura di un calcolatore Unità centrale: scatola metallica della chassis o case. Dotata di ventole. C’è un alimentatore; scheda madre: all’ interno del chassis. E’ una piastra di materiale plastico. Micro-processore: è posto su un apposito alloggiamento detto zoccolo sulla scheda madre. Memoria centrale: denominata RAM. Classificazione calcolatori: essi si differenziano in base a velocità, capacità di archiviazione, affidabilità, sicurezza, dotazione di periferiche, la capacità di connettersi ad altri calcolatori,le dimensioni, la modularità, la scalabilità, la semplicità, la dotazione SW e il prezzo. Il personal computer (PC): è formato da unità centrale, video, tastiera e mouse ed è apparso negli anni ‘70 sul mercato ed è adatto ad essere usato da una sola persona(mono-utente). È spesso usato nelle case (home computer) e negli uffici e si avvale di pacchetti preconfezionati. Un laptot = pc progettato per la mobilità; un PDA = è il personal digit assistent. È un calcolatore che può essere tenuto in mano, è quello che è tascabile. Racchiude in dimensioni piccolissime le caratteristiche di un pc da tavolo, di un netbook spesso integrate con lo smartphone. Work station:è simile ad un pc ma è più veloce il CPU, >capacità di memoria e > qualità della grafica output. Esistono anche computer multi-utente: -PC: -video terminale; -minicomputer : usato in medie imprese; -mainframe: per elaborazioni massime nell’ ambito di grandi imprese; -supercomputer:tecniche innovative per una ricerca tecnologico-scientifica.

-Formattazione: comporta la cancellazione dei dati sul supporto e la preparazione adatta ad archiviare altri dati; -deframmentazione: ottimizza le prestazioni del disco riorganizzando in modo più efficiente i blocchi di dati; -ridondanza: si adottano tecniche RAID che prevedono la duplicazione dei dati su più supporti.

Il processore(CPU): ha la funzione di eseguire istruzioni codificate in binario all’ interno della memoria centrale andando a modificare i dati all’ interno di essa. Per svolgere la sua attività il CPU si avvale di registri = piccole unità di memorizzazione interne ad essa e caratterizzate da molta velocità. Il ciclo del CPU: -Fetch o lettura della memoria:il CPU legge1istruzione dalla memoria centrale e la memorizza nel registro delle istruzioni(IR); -decodifica:all’ interno dell’ istruzione viene identificata l’ operazione da seguire e i dati su cui l’ operazione deve agire; -esecuzione:demandata all’ unità aritmetico-logica(ALU); -scrittura:il risultato dell’ esecuzione viene trascritto sui registri del CPU. Memoria centrale: è denominata RAM, è un insieme di unità elementari di memorizzazione (celle) organizzate in sistemi di 8 (un byte). E’ realizzata con circuiti elettronici integrati ed è volatile: la sua capacità di memorizzazione richiede un continuo flusso di alimentazione elettrica per cui lo spegnimento del calcolatore determina la cancellazione di tutto il suo contenuto.

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ROM = memoria piccola aggiuntiva e di sola lettura. L’ accesso alla memoria può avvenire in 4 modi: -accesso sequenziale: prima di poter leggere una cella devo leggere tutte quelle prima; -accesso diretto:accedo in modo immediato alla cella,come nel caso della memoria centrale; -accesso misto: trovare le celle per blocchi; -accesso associativo: si cerca per contenuto non per indirizzo. Quindi la memoria centrale è adatta alla gestione dei dati e delle istruzioni nel corso del programma ma è inadatta per archiviare su orizzonti temporali più lunghi perché è volatile. Memoria di massa o secondaria: garantisce la persistenza dei dati e hanno maggiore capacità misurata in Byte anche se hanno tempo di accesso più lunghi. Alcune memorie si basano su supporti rimovibili che possono essere spostati da un calcolatore ad un altro per realizzare lo scambio di dati mentre altre sono fisse all’ interno dello chassis. Backup = produzione di copie aggiuntive dei dati conservati su un dispositivo di memoria allo scopo di consentire il ripristino del contenuto informativo di un calcolatore. In funzione della tecnologia impiegata la memoria secondaria si divide in: -dispositivi magnetici: il supporto delle memorie di massa è costituito da materiale ferro-magnetico. Essi sono: -floppy disk: il supporto di memorizzazione rinnovabile è costituito da un disco di materiale plastico racchiuso in un involucro rettangolare; -disco rigido: il supporto di memorizzazione è costituto da uno o più dischi, detti piatti di solito in vetro o alluminio con uno strato di materiale ferro-magnetico; -nastro magnetico: nastro plastificato avvolto su una bobina o raccolto in una cassetta. Hanno accesso sequenziale e non diretto. -dispositivi ottici:supporti removibili leggibili con il laser. Essi sono CD che ha una capacità di 700 MB ed è letto con un’ onda molto lunga, DVD, è stato introdotto più tardi del CD e la sua onda di lettura è più breve e BLU-RAY DISK è scrivibile. -memorie flash: è un supporto il cui contenuto informativo può essere scritto e cancellato e riscritto mediante processi elettrici Essi sono. -Memory card che è una piccola scheda che supporta la memoria di calcolatori di piccole dimensioni. -Drive UBS: è adatto allo scambio di dati tra calcolatori. Principio di località: -temporale: se un programma fa riferimento a una particolare cella di memoria è probabile che esso nell’ immediato futuro faccia riferimento alla stessa cella. -spaziale: se un programma fa riferimento a una particolare cella di memoria è probabile che esso nell’ immediato futuro faccia riferimento a celle vicino ad essa. Cache: dato un dispositivo di memorizzazione M una cache è un altro dispositivo di memorizzazione caratterizzato da capacità più limitata e maggiore velocità. Oltre a memoria centrale e memorie di massa un calcolatore ha un’ articolata gerarchia di memorie. I livelli più vicini al Cpu sono più veloci e con meno capacità secondo questo schema: -registri della Cpu: MASSIMA VELOCITA’ CON CAPACITA’ DI POCHI BYTE ; -Cache di livello 1: contenuta nella cpu garantisce qualche decina di kbyte; -Cache di livello 2: 512 kilobyte ; -Cach di livello 3: sulla scheda madre garantisce una capacità di 2 megabyte; -memoria centrale; -dischi interni; -dischi esterni. Le periferiche: con questo termine si indicano i dispositivi, connessi con varie modalità all’unità centrale di 1 calcolatore, che supportano l’immissione (input) e l’emissione (output) di dati. La connessione del calcolatore con 1 dispositivo periferico o di memoria di massa si realizza tramite un ‘ apposita interfaccia collegata da una parte al bus e dall‘altra al dispositivo. La comunicazione tra interfaccia e dispositivo può essere: -seriale: prevede la presenza di un unico canale consentendo quindi la trasmissione di 1 singolo bit alla volta; -parallela: prevede la presenza di più canali di trasmissione paralleli consentendo quindi la trasmissione simultanea di gruppi di bit (1 byte).

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La tastiera è il dispositivo più comune di input che rende disponibili una serie di tasti identificati da simboli. Esistono alcuni tasti che non producono direttamente alcun input ma, premuti in combinazione con altri, ne modificano l’ effetto: tasti modificatori. Il video è detto anche schermo, monitor o display è il dispositivo di output più comune. E’ un’apparecchiatura elettronica in grado di visualizzare immagini, testo e filmati. Lo schermo è costituito da una matrice di piccolissimi rettangoli detti pixel che possono essere controllati singolarmente dal sistema, attribuendo a ciascuno di essi un colore e generando ciò che a noi appare come una distribuzione di punti colorati piccolissimi e vicinissimi: l’immagine. La cpu gestisce lo schermo avvalendosi di una scheda grafica (scheda di espansione) che ha la funzione di mantenere una mappa dello schermo , una memoria con le informazioni relative al colore da attribuire a ciascun pixel. Tra le caratteristiche più importanti di un video si deve considerare la dimensione dell‘immagine visibile. E’ normalmente misurata in pollici lungo la diagonale. Il rapporto d’ aspetto è invece la frazione che esprime il rapporto tra le dimensioni della base e dell’ altezza dell’ immagine visualizzata. Il suo valore standard è 4:3, ma è sempre più comune il formato panoramico con il rapporto 16:9. La risoluzione indica il numero massimo di pixel visualizzabili nelle 2 dimensioni. Risoluzioni più alte indicano pixel più piccoli e determinano una migliore qualità della resa grafica. Altre caratteristiche importanti sono: profondità di colore, luminosità, contrasto, frequenza di aggiornamento e l’ angolo di visibilità.. Le tecnologie impiegate per la costruzione del video sono: -a raggi catodici(CRT): vantaggi = prezzi bassi, e eccellenti contrasto e brillantezza. Svantaggi = dimensioni e peso elevati e elevato consumo energetico; -cristalli liquidi(LCD): vantaggi = dimensioni e peso contenuti e basso consumo energetico. Svantaggi = limite nel contrasto e nella luminosità; -al plasma: sono compatti e leggeri ma si adattano a schermi grandi e prezzo e consumo sono elevati. Il video proiettore: dispositivo che si sostituisce al video per proiettare l’immagine su un grande schermo sia in un ambiente didattico sia per conferenze. Dispositivi di puntamento: la quasi totalità dei software offre all’ utente un ‘ interfaccia grafica (GUI): sul video sono rappresentati oggetti grafici detti controlli, interattori o widget con il quale l’ utente può interagire in modo molto intuitivo servendosi di un dispositivo di puntamento. Operando su di esso l’ utente determina , sullo stesso video, il movimento di un puntatore o cursore , un piccolo oggetto grafico a forma di freccia. Quando il cursore viene portato in corrispondenza di uno dei controlli , l’ utente opera sul dispositivo di puntamento scatenando l’ esecuzione di un ‘ operazione che il software associa a tale controllo. La pressione su uno di qsti pulsanti viene chiama click. Il dispositivo di puntamento è il mouse che è mantenuto sotto il palmo della mano e fatto scivolare su una superficie orizzontale.

Lo scivolamento del mouse meccanico sulla superficie determina il rotolamento di una pallina posizionata sulla parte inferiore e tale movimento si ripercuote su alcune rotelle interne al mouse , comunicato al calcolatore che provvede a muovere il cursore sullo schermo. Oltre allo scivolamento si può interagire con il mouse mediante uno o più pulsanti . L’ operazione che consiste nello schiacciare e rilasciare uno di essi prende il nome di click. Se è ripetuta 2 o 3 volte si parla di doppio o triplo click. Si parla di trascinamento quando si preme su un pulsante , lo si mantiene premuto mentre si trascina il mouse e giunti alla posizione di destinazione lo si rilascia. Altri dispositivi di puntamento sono: -trackball: mouse meccanico rovesciato; -joystick: impiegato nei videogiochi; -touchpad: presenza di sensori che riconoscono la posizione e il movimento di un dito; - tavoletta grafica: l’ utente traccia disegni o scrive testo su una superficie piana con un apposito stylus con la modalità con cui opera con la penna sulla carta. -touchscreen: le funzioni della tavoletta vengono assunte dal video che si trasforma in un potente dispositivo di input-ouput. La stampante imprime testi o immagini su carta. I formati A3-A0 richiedono richiedono l’ impiego di stampanti per formati grandi, definite plotter. Altre funzioni sono la rilegatura e la stampa fronte-retro. Le stampanti possono essere monocromatiche: stampano in nero su formato bianco e stampanti a colori. Altre caratteristiche importanti sono: -risoluzione: misurata in DPI, punti per pollice;

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-velocità: misurata in ppm , pagine per minuto; -multifunziolità: se la stampante è integrata da scanner o modem che ne rendono possibile l’ impiego come fotocopiatrice e fax. Essa può essere di 3 tipi: -a getto d’ inchiostro:spruzzano sulla carta microscopiche gocce di inchiostro. Basso prezzo, uso in ufficio e nelle case; -a laser: stessa tecnologia delle fotocopiatrici; -a impatto: impatto dell’ ago sul nastro inchiostrato e quindi sul foglio genera un punto sul foglio stesso. Dispositivi per l’ acquisizione di immagini Le apparecchiature per l’ acquisizione delle immagini sono in grado di digitalizzare 1 immagine, di generare cioè una sua codifica in pixel atta a essere memorizzata in un calcolatore. I dispositivi input che digitalizzano un ‘ immagine sono: -scanner: acquisisce immagini presenti su un supporto di carta, di pellicole fotografiche etc;le caratteristiche importanti sono: dimensioni massime dell’ immagine trattabile, la profondità di colore e la risoluzione misurata in ppi. -riconoscimento ottico dei caratteri(OCR): data 1 immagine contenente testo, con lo scanner si acquisisce 1 immagine digitale cioè un file che quando è stampato appare al soggetto come testo ma per il computer appare come un ‘ immagine. -macchina fotografica digitale(digital camera): le immagini vengono impresse , come matrice di pixel , su un sensore elettronico di immagini e archiviata su 1 scheda di memoria . Tra i vantaggi ricordiamo la possibilità di visualizzare sul piccolo schermo, subito dopo la sua acquisizione l’ immagine. La digital camera ha 1 risoluzione che spazia da 5 a 16 megapixel. Il collegamento con il computer può salvare le immagini sulla memoria del calcolatore. -videocamera digitale: dispositivo atto all’ acquisizione di filmati in formato digitale; -webcam: piccole ed economiche videocamere in formato digitale collegate al personal computer impiegate per video telefonate; -codice a barre: è un dispositivo in grado di leggere testo espresso mediante codice a barre , una rappresentazione dei caratteri sotto forma di strisce parallele, di colore bianco e nero. Il lettore legge il codice a barre , riconoscendo i caratteri che vi sono rappresentati e inviandoli al calcolatore come se fossero stati digitali sulla tastiera. I dispositivi per l’ acquisizione dell’ audio.Una scheda sonora o scheda audio è una scheda di espansione che supporta , per il calcolatore l’ input e l’ output di segnali audio. Il calcolatore è in grado di acquisire segnali sonori , codificarli in formato digitale e archiviarli nella propria memoria di massa. In output essa dispone anche di un convertitore digitale-analogico in grado di riconvertire la codifica digitale in segnale analogico e di inviarlo ad amplificatori o cuffie , per permettere l’ ascolto. Sempre in ambito musica c’ è la tendenza a sostituire singoli strumenti o addirittura intere orchestre con applicazioni software che consentono al calcolatore di eseguire una partitura con l’ ausilio di suoni sintetizzati. Il riconoscimento vocale consiste nella conversione del parlato in testo ed è impiegato in sistemi di dettatura o per l’ interazione uomo-macchina per mezzo di comandi vocali. VoIP: l’ apparecchio telefonico è sostituito da1 calcolatore collegato ad internet e dotato di scheda sonora , microfono e cuffia audio . La voce viene trasferita mediante la connessione internet consentendo risparmi economici. Media center: personal computer dotato di interfaccia grafica e interfaccia sonora per costituire il centro di controllo del sistema di intrattenimento domestico per la fruizione di musica, film, foto e videogiochi. MP3:migrazione di qst tecnologie in dispositivi più piccoli e più specializzati del personal computer. Le reti Una rete di calcolatori è un ‘ insieme di 2 o più calcolatori connessi tra loro allo scopo di comunicare e condividere dati e risorse. con riferimento alla loro estensione possono essere classificate in: -rete personale: PAN. Interconnette un personal computer con dispositivi periferici; -rete locale: LAN. Interconnette i calcolatori un edificio o in edifici adiacenti; -rete metropolitana: MAN. Si estende su 1 area urbana; -rete geografica: WAN. Si estende su 1 ampia area geografica. -rete globale: GAN: si estende a livello globale. L’ internetworking consiste nella connessione di 2 nodi appartenenti a 2 reti diverse, determinando quindi la nascita di 1 unica rete estesa quanto la somma delle 2 reti originarie. Tale meccanismo ha portato alla progressiva costituzione di Internet , una rete di reti di calcolatori estesa a livello globale, è la rete per eccellenza.

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Una rete privata virtuale(WPN) è la simulazione, realizzata attraverso una rete pubblica(Tipicamente internet) della connessione diretta tra 2 calcolatori o tra 2 LAN. Impiega una serie di misure per garantire sulla rete pubblica, e quindi a costi relativamente contenuti tt le caratteristiche di 1 sicurezza offerte da 1 più costosa connessione privata. La comunicazione Affinchè i calcolatori costituiscano una rete è essenziale che siano in grado di comunicare, cioè di scambiarsi informazioni. Un sistema di comunicazione può essere formulato come segue: -segnale: è una grandezza fisica il cui valore cambia nel tempo come ad es la temperatura corporea. -messaggio: una sorgente vuole trasferire informazioni a un interlocutore, il destinatario e quindi formula un messaggio, una serie di simboli scelti da 1 alfabeto che rappresenta le informazioni. La comunicazione si realizza se sorgente e destinatario condividono lo stesso contesto. -canale di trasmissione: sistema fisico che trasferisce un segnale e alle cui estremità si trovano un trasmettitore e un ricevitore. La sorgente invia il messaggio al trasmettitore che ne codifica i simboli mediante la modulazione del segnale . questo, trasportato dal canale giunge al ricevitore che è in grado di decodificarlo rigenerando la sequenza di simboli che costituisce il messaggio, il quale , consegnato al destinatario gli porta il contenuto informativo che la sorgente a inteso comunicagli. Rumore: è importante sapere che ciascun canale è soggetto alla presenza e agli effetti negativi del rumore, il quale può determinare differenze tra il messaggio inviato dalla sorgente e qll giunto al destinatario. Per ridurre o evitare gli effetti negativi è utile che trasmettitore e ricevitore concordino l’ uso di codifica con ridondanza: oltre ai simboli del messaggio nel segnale si ricorre a simboli aggiuntivi per verificare la corrispondenza tra il messaggio trasmesso e qll ricevuto e in caso negativo correggere gli errori. I mezzi fisici: mezzi utilizzati per realizzare la rete e trasmettere segnali binari. Possono essere impiegati: -mezzi guidati: il segnale viaggia su linee fisiche come ad es cavi. Uso di reti cablate cioè con cavi. Esse si distinguono in: 1. impianti di cablaggio , sistemati cavi, di connettori che viene installato negli edifici per predisporre una rete cablata 2. cablaggio strutturato: impianto di cablaggio molto flessibile perché vengono usati cavi che consentono la realizzazione di reti di tipo diverso. Ogni mezzo di comunicazione è caratterizzato dalla velocità massima con la quale i dati possono essere trasmessi e si misura in bit al secondo o multipli di esso e dalla distanza massima oltre la quale il segnale trasmesso è illeggibile. I mezzi fisici sono: -doppino telefonico:mezzo fisico guidato per la trasmissione di segnali elettrici. È costituito da 8 fili di rame , ricoperti dal materiale isolante, suddivisi in 4 coppie di fili intrecciati e racchiusi da una guaina isolante esterna. Qst cavo UTP ha a ciascuna delle sue estremità un connettore RJ45 . -cavo coassiale: impiegato anche esso per trasmettere segnali elettrici è costituito da 1 corpo centrale di rame, ricoperto da materiale isolante avvolto da fili di rame e racchiuso in una guaina isolante esterna. Può essere: thin(sottile), thick(spesso). -la fibra ottica. Consente la trasmissione di segnali luminosi -mezzi non guidati: (wireless),senza fili. Il segnale(onde elettromagnetiche) viene irradiato nello spazio , trasmissione via etere. Si suddividono in: -IRDA: utilizza onde elettromagnetiche infrarosse; -BLUETOOTH: è una tecnologia basata su onde radio e mette in comunicazione dispositivi diversi. Per mettere in comunicazione dispositivi entro un raggio di qualche decina di metri. -WI-FI: è basata su onde radio per la realizzazione di WLANN; -Access point: dispositivo per connettere calcolatori dotati di rete WI-FI e di connetterli a una LAN cablata e ad internet. Internetworking: un dispositivo è online(in linea) se è connesso a duna rete e offline(fuori linea) quando è disconnesso. I 2 termini si riferiscono alla connessione di 1 calcolatore o di 1 rete ad internet. La connessione ad internet si realizza mediante un’ azienda specializzata nella fornitura di connettività, un internet service provider (ISP), fornitore di servizi internet oppure un internet access provider (IAP) fornitore di accesso a internet. La connessione verso ISP si realizza con: -1 linea telefonica alla cui estremità sono installati 2 modem connessi a loro volta a due calcolatori. Un modem funge da interfaccia tra un calcolatore e 1 linea telefonica e trae il suo nome da 2 termini che definiscono le sue funzioni principali:

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-modulazione: il modem riceve influsso di bit e lo codifica sotto forma di segnali elettrici che trasmette lungo la linea telefonica; -demodulazione: il modem decodifica i segnali elettrici che gli arrivano dalla linea telefonica sotto forma di bit e invia al calcolatore. -router: collega tra loro 2 reti e analizza i blocchi di dati (pacchetti) all’ interno di 1 rete, riconosce qll destinati ad 1 altra rete e li instrada verso il router corrispondente. La linea telefonica commutata si trova nella maggior parte delle abitazioni italiane: si collega un calcolatore ad un ISP mediante la linea telefonica commutata, la cui velocità è ritenuta insoddisfacente. ISDN: si può attivare una velocità di comunicazione massima di 128 kbps con la telefonia digitale ISDN; CDN: è una connessione prestante usata dalle imprese o enti di dimensioni medio-grandi. Linea che garantisce una connessione 24 ore su 24 a fronte di un pagamento di un canone. DSL: connessione a banda larga che non disturba il normale traffico telefonico. Anche le compagnie di telefonia mobile operano come ISP per erogare connettività wireless. Il territorio è coperto da una rete di celle(telefonia cellulare) connesse alla rete telefonica fissa, a cui i telefoni cellulari si connettono senza fili cioè via onde radio. Il software: è il moderno calcolatore che dispone di 1 unità di memorizzazione in cui sono presenti sia i dati da elaborare sia le istruzioni seguite dal calcolatore per condurre l’ elaborazione. Usando software diversi, il calcolatore dimostra la sua estrema flessibilità rivelandosi in grado di supportare l’ uomo nella risoluzione di problemi diversi tra loro. Il trattamento dell’ informazione avviene attraverso una sequenza di istruzioni:un algoritmo. Le sue caratteristiche sono: -Esso presuppone la presenza dell’ esecutore che in informatica è il calcolatore; - l’ algoritmo viene letto dall’ esecutore il quale partendo dai dati in input esegue le istruzioni per ottenere i dati output; -l’ algoritmo deve essere formulato in un linguaggio comprensibile all’ esecutore; -deve contenere solo informazioni e istruzioni elementari; -deve essere deterministico; -deve essere essere deterministico: eseguendo lo stesso algoritmo più volte sugli stessi dati di input ,l’ esecutore deve generare sempre gli stessi dati di output. Ci sono poi gli algoritmi parametrici che risolvono non un solo problema ma una classe di problemi. -Linguaggio di programmazione:linguaggio formale impiegato per descrivere algoritmi che devono essere eseguiti da un calcolatore; -programma: algoritmo espresso in un linguaggio di programmazione; -programmare in un linguaggio macchina: descrivere 1 algoritmo sotto forme si sequenze di bit, attività noiosa e onerosa in termini di tempo; -si è quindi ideato il linguaggio assemblatore, un linguaggio di programmazione che ad ogni istruzione binaria del linguaggio macchina associa una codifica mnemonica in inglese. I linguaggi di programmazione ad alto livello, più vicini a linguaggi impiegati dagli uomini sono in grado di rendere l’ attività di programmazione più semplice e produttiva. Un programma scritto in un linguaggio di programmazione di alto livello , per poter essere eseguito da un calcolatore deve essere tradotto nel suo linguaggio macchina. Qst attività può essere condotta da un calcolatore sotto la guida di un particolare programma, il traduttore specifico per qll linguaggio di programmazione e per quel linguaggio macchina. Ne esistono di 2 tipi: -compilatore: riceve in input l’ intero programma in linguaggio di alto livello(programma sorgente) e produce in output la sua traduzione in linguaggio macchina(programma oggetto); il suo impiego è vantaggioso quando si distribuisce il proprio programma ad altri. -interprete: riceve in input l’ intero programma in linguaggio di alto livello e per ciascuna istruzione la traduce e la fa eseguire direttamente. L’ interprete è vantaggioso per il programmatore nel corso dello sviluppo del programma. La macchina astratta : unione calcolatore e traduttore di un linguaggio di programmazione di alto livello Vs macchina fisica rappresentata dal solo calcolatore. Il software: può essere duplicato e distribuito su supporti molto economici. Il valore del s. è molto maggiore rispetto al supporto di plastica che lo contiene. Esso è un ‘ opera di ingegno ed è soggetto alle norme di diritto d’ autore:

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-quando 1 azienda commissiona ad una software house (azienda specializzata nella produzione di s.) la produzione di un s., in genere il committente acquista dal produttore anche la versione sorgente e quindi anche la titolarità del diritto d’ autore; -se il produttore di un s. immette il suo prodotto sul mercato ne concede la licenza d’ uso. Ci sono poi: -shareware: prodotto usato per un periodo di prova. -Licenza freeware: prodotto copiato e distribuito liberamente; -software libero e il software open source: distribuiti con la versione sorgente dal titolare del diritto di autore che ne incoraggia l’ uso, le modiche ma alcune restrizioni. Il software è suddiviso, in base alle funzionalità da esso offerte: -software applicativo: programmi detti applicazioni, che risolvono o supportano l’ utente nella risoluzione dei problemi specifici in determinati ambiti applicativi; Bisogna citare i software di produttività individuale o applicazioni d’ automazione d’ ufficio, spesso distribuiti in pacchetti che ne raggruppano alcuni, che comprendono: videoscrittura es Microsoft Word; gestione fogli elettronici es fogli di calcolo; presentazioni multimediali es Microsoft Powerpoint; foto ritocco es Photoshop; organizer es Lotus Notes ; gestione di basi di dati es DBMS. Un documento: entità composta da 1 contenuto intellettuale e dal supporto sul quale è registrato. -software di base: programmi di utilizzo generale che consento l’ interazione dell’ utente con il calcolatore. Quando acquistiamo 1 calcolatore l’ hardware ha 1 sistema operativo cioè un insieme di programmi di utilizzo generale per l’ interazione tra utente e calcolatore. Un sistema operativo è costituto da più macchine virtuali. L’ hardware (macchina fisica) viene corredato da un primo strato di software , una collezione di programmi progettati per fornire funzionalità aggiuntive rispetto a quelle rese disponibili dalla nuda macchina fisica. L’ insieme di hardware e software = macchina virtuale , un ‘ interfaccia che fornisce altri programmi la possibilità di trarre vantaggio dall’ impiego di qste funzionalità aggiuntive. Un sistema operativo è costituito dalla stratificazione di più macchine virtuali costruite su tale principio: ognuna di esse, impiegando le funzionalità dell ‘ interfaccia delle macchine virtuali agli strati inferiori, fornisce tramite la propria interfaccia , nuove funzionalità a qll degli strati superiori. Un moderno sistema operativo è formato da: -nucleo: gestisce la CPU; -gestore della memoria; -gestore dei dispositivi I/O: gestisce periferiche e sistema input-output; -file system: gestisce l’ archiviazione dei dati; -gestore della rete: gestisce la connessione con altri operatori; -interprete dei comandi: gestisce l’ interazione con l’ utente. La combinazione di 1 calcolatore con 1 sistema operativo costituisce una macchina virtuale , con 1 interfaccia per i programmi applicativi e 1 per l’ utente umano, spesso denominata piattaforma(es piattaforma Wintel). La gestione della CPU: -anni ’40: i primi calcolatori elettronici erano monoprogrammati: mantenevano in memoria centrale ed eseguivano 1 solo programma per volta e si usavano schede perforate. -anni ’50: per un migliore sfruttamento della risorsa più costosa del calcolatore, la CPU, riduce i tempi di inattività tra il termine dell’ esecuzione di un programma l’ inzio dell’ esecuzione del successivo. Si introduce il monitor e le schede perforate sono organizzate in lotti(batch). -anni 60’ i calcolatori diventano sistemi multi programmati . Scompaiono le schede per forate e si ha la possibilità per il calcolatore di interagire con l’ utente. Nascono molte applicazioni rese possibili da qst interattività: -applicazioni I/O bound: in genere interattive e richiedono l’ interazione della tastiera (es video scrittura). -applicazioni CPU bound: in genere non interattive che richiedono l’ elaborazione da parte della CPU(es calcolo numerico). Timesharing: condivisione del tempo che si realizza collegando più terminali dello stesso calcolatore che divenne appunto il sistema timesharing. Ciò offre un parallelismo virtuale, e’ un processo che è un ‘ entità dinamica in contrapposizione al programma che, in quanto insieme di istruzione in linguaggio macchina è un ‘ entità statica. Il sistema t. quando è richiesta l’ esecuzione di 1 programma il sistema operativo crea un nuovo processo. Il processo si evolve nel corso dell’ esecuzione del programma ad esso associato e muore quando esso termina. In ogni istante un processo si trova in uno di qsti stati: -pronto: il processo è inserito in una lista di processi pronti e attende il suo turno per essere chiamato a transitare allo stato in esecuzione;

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-il processo ha accesso alla CPU che esegue le sue istruzioni; -in attesa: il processo attende il completamento dell’ operazione per potere transitare allo stato pronto. Si parla di context swapping quando 1 processo in esecuzione transita a 1 degli altri stati è come se il tempo per lui si fermasse. Ogni volta lo stato in esecuzione viene tolto ad un processo P1 per assegnarlo ad 1 processo P 2 si parla di c. s. cioè scambio di contesto. Foreground: è il processo corrisponde alla finestra attiva, tt le altre finestre sono non attive e i corrispondenti processi in background continuano ad essere eseguiti ma non ricevono input dalla tastiera. La gestione della memoria centrale . La multiprogrammazione che prevede la coesistenza di più processi favorisce la nascita di conflitti fra essi e impone la presenza di 1 gestore per dirimerli. Deve essere in grado di: -controllare la RAM; -garantire lo spazio necessario ad ogni processo e proteggere tale spazio da intrusioni; -gestire spazi comuni tra i processi per la condivisione dei dati e lo scambio dei messaggi. Qst attività si realizzano con la memoria virtuale. Essa rende disponibile lo spazio ad ogni processo: ogni programma opera come se avesse a sua disposizione l’ intera RAM. Quando 1 programma viene caricato nella RAM viene rilocato: il suo codice e la sua area dati sono suddivisi in pagine e posizionati nelle pagine libere della RAM grazie alla Memory Management unit(MMU). Se i processi richiedono un numero di pagine maggiore di qll disponibile il gestore provvede allo swapping, il trasferimento in un ‘ apposita area su una memoria di massa in genere un disco rigido. La gestione delle periferiche il processo opera su 1 periferica come se essa fosse completamente a sua disposizione. Il processo opera su ciascuna periferica in condizione di device indipendence: impiega comandi di alto livello appropriati al tipo di periferica, mentre il gestore supportato dal driver trasforma i comandi generici in istruzioni specifiche . il driver fornisce al sistema tt i dettagli per gestire la periferica. Molti sistemi operativi su personal computer supportano il Plug and Play(PnP): se il calcolatore rileva la presenza di una nuova periferica è in grado di riconoscere il driver appropriato per essa. La gestione dei file il file sistem è la componente del sistema operativo che si occupa della gestione delle memorie , all’ interno delle quali i dati sono organizzati in file : contenitori logici dei dati , unità base per la memorizzazione persistente su memoria di massa . per ogni file il file sistem memorizza e gestisce un insieme di proprietà tra cui: -formato: indicazione del tipo dei dati e dell’ applicazione che può essere impiegata per gestirli; - dimensioni; -data e ora di creazione; -data e ora dell’ ultima modifica; -autorizzazioni: indicazioni delle operazioni consentite. I file sono ordinati in una struttura logica gerarchica che supportando gli utenti nell’ organizzazione dei file in base al loro contenuto ne facilita la successiva ricerca. In un supporto di memoria viene creata una cartella. Ogni file e ogni cartella sono identificati da un nome e un pathname, la descrizione del percorso più breve per raggiungerli. La gestione della rete .I moderni sistemi operativi sono definiti sistemi operativi rete proprio perché progettati assumendo come obbligatoria la connessione del calcolatore in rete . A livello di astrazione più basso il gestore della rete si occupa la device independence grazie alla quale gli utenti e le applicazioni usufruiscono dei servizi disponibili in rete. A livello più astratto è importante la corretta gestione delle autorizzazioni all’ accesso. Ci sono differenti modalità di interazione tra utenti e calcolatori nell’ ambito di 1 rete: -interazione uomo-calcolatore locale: è l’ interazione senza impiego della connessione di rete(video scrittura); -interazione uomo-calcolatore remoto: tramite un ‘ applicazione in esecuzione sul calcolatore , l’ utente interagisce con 1 altra applicazione in esecuzione su un calcolatore remoto connesso in rete; -interazione tra uomini mediata da calcolatori: tramite un ‘ applicazione in esecuzione sul calcolatore locale l’ utente interagisce con un altro utente che a sua volta impiega un ‘ applicazione in esecuzione sul suo calcolatore (chat). Interfaccia con l’ utente L’ interprete di comandi interfaccia uomo-macchina è la componente del sistema operativo che consente all’ utente stesso di comunicare con il sistema operativo ordinando gli specifiche attività per la cui esecuzione il sistema operativo attiva componenti e programmi. All’ inizio di una sessione di lavoro il sistema operativo deve identificare con certezza l’ utente (autentificazione) che intende accedere al calcolatore. l’ autentificazione informatica avviene secondo 3 modalità: -dimostrazione di conoscenza: si chiede all’ utente di scrivere delle credenziali che devono corrispondere a qll note al sistema ( account), tipicamente un nome utente (username) e una parola chiave(pasword);

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-dimostrazione di possesso: utente deve dimostrare di possedere un oggetto fisico come ad esempio una smart card; -dimostrazione di caratteristiche fisiche: l’ utente deve dimostrare di possedere determinate caratteristiche fisiche , ad esempio lettura delle impronte digitali. Tra gli utenti di un calcolatore si possono identificare alcune figure di riferimento: -amministratore di sistema: garantisce il funzionamento complessivo del calcolatore; -operatore di sistema: sostituisce l’ amministratore , dietro sua delega in alcune operazioni; -programmatore che realizza le applicazioni; -utente applicativo : colui che utilizza le applicazioni . Nei sistemi operativi più vecchi l’ interazione uomo-macchina avviene mediante 1 interfaccia a linee di comandi CLI. Le prime applicazioni interattive su video terminale offrivano all’ utente un ‘ interfaccia interattiva modale. L’ applicazione proponeva delle domande a cui l’ utente rispondeva , poi c’ era la fase di elaborazione seguita dalla visualizzazione del risultato e dalla terminazione dell’ applicazione. Si passò poi alla interfaccia interattiva non modale. L’ applicazione si apre in una condizione di ascolto, in attesa che l’ utente inserisca dei valori di input e selezioni il pulsante che attiva l’ elaborazione. Il risultato viene presentato in output. L’ approccio WYSIWYG propone la visualizzazione immediata degli effetti dell’ esecuzione dei comandi. Interfacce multimediali che si avvalgono di più media, qst tendenza attuale delle interfacce mediali avviene in: -input : testo (cn la tastiera),grafica(con i dispositivi di puntamento) , suoni (con il microfono)…-output: testi, immagini, filmati e suoni. I software maligni: con il termine malware o con computer virus si intende una classe di programmi progettati per infiltrarsi e anche apportare danni all’ interno del calcolatore senza il consenso del proprietario. Il fenomeno è in espansione anche grazie ad internet che ne facilita la distribuzione. -Un computer virus è un insieme di istruzioni nascosto all’ interno di 1 programma che risulta così infetto. Un calcolatore si diffonde da 1 programma all’ altro con il trasferimento di 1 programma infetto; - un worm: intero programma che mediante rete manda copie di se stesso ad altri calcolatori intasando la rete; -trojan horse : si presenta come 1 utile applicazione gratuita ma in realtà rende il calcolatore soggetto ad attacchi e accessi non autorizzati (hacker); -spyware: programma istallato senza autorizzazione che controlla informazioni sull’ utente e sulle sue abitudini; -adware: programma che installato su calcolatore prone all’ utente pubblicità sotto forma di immagini etc; -crimeware: furto di identità; -hoax: messggio di posta elettronica che, senza alcun fondamento annuncia l’ avviso di messaggi contenenti virus. L’ utente può cancellare file utili al sistema operativo. Soluzioni: non aprire messaggi di dubbi provenienza, evitare di installare applicazioni di dubbia provenienza o navigazione su siti web di dubbi serietà. Installare: -antivirus: un software che rimuove i programmi malware; -firewall: barriera elettronica contro il virus del cavallo.

CAP 2 LA CODIFICA DELL’ INFORMAZIONE avviene grazie all’ uso dell’ alfabeto binario (0,1). -su un supporto fisico si rappresentano i dati, sequenze di simboli che codificano l’ informazione; -il supporto viene sottoposto a una trasformazione che modifica i dati; -i dati così ottenuti vengono così codificati generando una nuova informazione. La rappresentazione dei numeri può essere di tre tipi: -decimale posizionale: si usano cifre da0 a 9 cioè 10 simboli e ognuna è moltiplicata per la potenza di 10. Posizionale significa che ogni cifra assume un diverso ruolo in base alla posizione che occupa: u,d, c e migliaia. -non posizionale:sistema di numerazione romano dove ci sono simboli letterali a cui corrisponde un numero e il valore del numero è dato dalla somma dei valori corrispondenti ai simboli contenuti nella sequenza che lo rappresenta. -posizionale in base non decimale: uso l’ 8(sistema ottale) o il 16 (sistema esadecimale). Il sistema binario: si ricorre alla notazione binaria posizionale cioè le cifre binarie 0 e1 sono moltiplicate per le potenza di 2. 1 byte=28 numero naturale ; 4byte=24 cioè 16 numero naturale un NIBBLE qst è un sistema esadecimale.

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Conversione: -da binario a decimale:si sommano i prodotti ottenuti dalla moltiplicazione di ciascuna cifra per la corrispondente potenza di 2; -da decimale a binario: ripetute divisioni per 2 e ogni divisione genera un resto che può essere 0 o 1, un bit. Teoria dell’ informazione di Shannon: si occupa dello studio sistemico delle basi teoriche dell’ informazione. Se uno studente attende i risultati di un test, può: -avere idee abbastanza vaghe sul risultato 50% possibilità di essere idoneo. Log2(1)-Log2(0,5)=1 bit cioè media sorpresa. La quantità di informazione portata dal documento di pubblicazione è la differenza tra i logaritmi delle probabilità valutate dopo la prima e la seconda lettura. -avere 5% delle probabilità di essere promossoLog2(1)-Log2(o,o5)=4,32 bit. Risultato positivo è una grossa sorpresa. -avere 95% possibilità di essere promossoLog2(1)-Log2(0,95)=0,07 bit. Risultato positivo è una piccola sorpresa. Codifica dell’ informazione quantitativa: -analogica: a ogni incremento o decremento della prima grandezza corrisponde l’ incremento o decremento della seconda. Per esempio 15 sassolini rappresentano 15 caramelle. Porta implicitamente meta- informazioni cioè informazioni sull’ informazione. 15 caramelle è una grandezza discreta cioè un valore riconducibile a numeri naturali. -digitale: richiede l’ introduzione di un alfabeto si simboli e di un insieme di regole di codifica. Per esempio la sequenza dei simboli 15 per rappresentare 15 caramelle. Tale approccio è più compatto. La temperatura è una grandezza continua cioè valori riconducibili a numeri reali. La quantizzazione è una caratteristica intrinseca in tutte le codifiche digitali di una grandezza continua. Una codifica corrisponde al valore di un intervallo. Campionamento: rappresentare con una codifica digitale l’ andamento nel tempo di una grandezza continua. Si suddivide l’ intervallo in sotto intervalli e per ciascuno di essi si sceglie un i stante di riferimento. Q. e C. sono l’ essenza della codifica digitale. Entrambe provocano approssimazione e perdita dell’ informazione cioè non è possibile rappresentare la grandezza con precisione assoluta e non si sa come essa si comporti tra un campione e il successivo. La trasmissione dell’ informazione digitale La codifica digitale consente il riconoscimento e la correzione degli errori di trasmissione. Ciò avviene in 2 modi: -metodo della ridondanza: si trasmettono più simboli rispetto a quelli necessari per la codifica dell’ informazione. È uno schema di ripetizione: ogni simbolo viene trasmesso due o più volte e individuando eventuali differenza tra copie dello stesso blocco vengono individuati gli errori. -metodo di controllo di parità: si suddivide il messaggio binario in blocchi( di solito un byte) e trasmettendo un blocco si contano i numeri “1” presenti. Se questo è pari si trasmette in coda al byte un bit di parità(0) altrimenti accoda 1 se il bit è dispari. Il codice:una sequenza di simboli impiegati per rappresentare sinteticamente oggetti del mondo reale. Ce ne sn di diverso tipo. Il testo.. codifiche: -ASCII: codifica secondo la quale ogni carattere è rappresentato da una sequenza di 7 bit. 27= 128 caratteri; -ASCII esteso: evoluzione dell’ ASCII. Consente di raddoppiare da 128 a 256 caratteri e di rappresentare altre lettere in uso nei linguaggi naturali nelle diverse regioni del mondo; -EBCDI:codifica dei caratteri a 8 bit usata da minicomputer IBM; -UNI CODE: favorisce l’ interoperabilità cioè la capacità dei sistemi informatici di cooperare e di scambiare informazioni in modo efficiente. Originariamente pensato per una codifica a 16 bit ora ne raggiunge fino a21; Formato di file con informazioni testuali:-PLAIN TEST O TXT:file di puro testo.DOC=contengono oltre al testo altre meta-informazioni tra cui la formattazione; -HTML:linguaggi di marcatura(all’ interno del testo ci sono annotazioni anche esse di puro testo)per ipertesti; -ODT e DOCK: formati di videoscrittura di Open Office e le ultime versioni di Word. -RTF: sviluppato da Microsoft per lo scambio di documenti tra sistemi e applicazioni. -PostScript: linguaggio di programmazione e PDF:formato per la descrizione di documenti. Le immagini. I dispositivi di acquisizione campionano un ‘ immagine suddividendola in bitmap, una matrice di piccoli rettangoli i pixel. La profondità di colore: numero di bit impiegati per codificare il colore associato a ciascun pixel.

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In caso di immagini monocromatiche in bianco e nero la codifica avviene in 1 bit dando 0 al nero e 1 al bianco. In caso di immagini a tonalità grigia: si usa un byte per rappresentare le varie tonalità. Per l’ immagine a colore ci sono due modelli: -modello di colore sottrattivo:gli inchiostri colorati sottraggono luminosità al bianco .Si parte dal bianco e la miscela dei colori primari produce il nerogiallo, magenta, azzurro e nero; -modello di colore additivo:si parte dal nero e la miscela dei colori primari produce il bianco.rosso, verde e blu. Formato dei files contenenti immagini. Essi sono 2: -Raser: contengono una rappresentazione dell’ immagine sotto forma di bitmap: miglior codifica per le immagini fotografiche. Esso descrive in termini di pixel; -vettoriali: presentazione dell’ immagine come composizione di elementi geometrici come linee o punti ch vengono codificate in equazioni matematiche. Essi sfruttano al meglio la risoluzione. Per i video e la stampa si usano i font. I suoni e il formato audio Oggi è più comune la codifica digitale binaria tipica dei CD. I formati più comuni sono. -WAV: formato non compresso presente sul calcolatore; -MP3:più comune formato audio. E’ efficace in termini di spazio occupato sui sistemi di memoria; -AAC:formato di qualità superiore dell’ Mp3. E’ usato sugli ultimi prodotti APPLE e dalla console SONY. I filmati: serie di fotogrammi(immagini digitali) mostrati in rapida successione con frequenza costante. Vi sono AVIriproduzione di file multimediali in Windows e FLVper la fruizione di filmati in internet. La compressione di un file: consiste nella riformulazione del suo contenuto informativo con una codifica che ne riduce le dimensioni. Può essere: Lossless: senza perdita. Avviene con WinZip .è reversibile ( si può generare una copia=all’ originale). Lossy:con perdita. Elevata compressione a scapito dell’ informazione che può essere persa in modo irreversibile. Le basi dei dati: insieme di tutte le risorse usate per raccogliere dati e informazioni. Date base: grosse collezioni strutturate di dati che garantiscono efficacia evitando la ridondanza e la perdita. La gestione del data base è affidata a un sistema di gestione del data base(DBMS). Esso rende disponibili due linguaggi: -DDL: definire e contenere i dati; -DML:modificare il contenuto dei dati. SQL li ingloba tt e 2. La struttura del data base può essere rappresentata attraverso: -schema concettuale:modello Entità-Relazioni.Gli elementi sono:entità(oggetti reali),relazioni(legami logici fra entità),attributi(proprietà di relazioni); -schema logico:modello Rezionale. Data Base come un’ insieme di relazioni o tabelle fra loro collegate in cui i dati sono organizzati in file(record)organizzati in campi. La sicurezza informatica riguarda riservatezza, integrità e disponibilità. La legge sulla privacy del 2003definisce: -dato personale: informazione relative a persone, enti o associazioni; -dato sensibile: dato idoneo a rilevare origine etica, razziale,religiosa o filosofica; -dato giudiziario:dato personale che rivela provvedimenti amministrativo-giudiziari. Il trattamento del dato:operazioni che riguardano la raccolta, la conservazione, l’ uso, la diffusione, la cancellazioni di dati(anche se non registrati ad una banca dati). Si necessita del consenso: -per i dati sensibili: autorizzazione da parte dell’ interessato con consenso scritto; -per i dati giudiziari:autorizzazione di una legge o un provvedimento. Misure minime di sicurezza: -autenticazione: riconoscimento degli utenti con credenziali di autentificazione; -regolamentazione delle pasword; -aggiornamento periodico; -procedure di custodia con copie di sicurezza. La crittografia:tecnica usata per garantire la riservatezza dei dati durante la loro trasmissione. -La crittografia simmetrica:algoritmi a chiave segreta. Il mittente usa un algoritmo di cifratura , che basandosi su una chiave segreta(una particolare sequenza di simboli) trasforma il messaggio da chiaro a cifrato;

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-La crittografia asimmetrica:algoritmi a chiave pubblica. Invece di una chiave se ne usano 2, tali per cui la conoscenza di una non consente di calcolarne l’ altra. Una è del proprietario(privata) e l’ altra pubblica(tt hanno accesso). CAP 3 TELEMATICA ED IPERMEABILITA’ Si può essere in rete anche senza essere connessi in internet. Internet è il risultato di reti che si connettono. Rete è un insieme di: -dispositivi informatici( se connessi sono definiti nodi della rete), connessioni, protocolli, software e utenti. Il messaggio è qualunque testo che venga scambiato fra 2 nodi di 1 rete. La comunicazione sulle reti informatiche avviene per commutazione di pacchetto: il messaggio non è spedito come unico blocco di testo ma spezzato in molti pacchetti. Le norma che stabiliscono i formati e le modalità di comunicazione fra programmi sono raccolte nei protocolli di rete. Non esiste un solo protocollo . Esistono vari strati di protocolli ciascuno a regolare comunicazioni a un certo livello(layer) -standard: 7 livelli; -suite dei protocolli internet: 4 livelli. Fra di essi esiste una interazione gerarchica di livelli: livello superiore sfrutta i servizi del livello inferiore e favorisce a sua volta servizi al livello superiore. Si hanno quindi programmi che consentono lo scambio di informazioni e mettono a disposizione servizi di rete per una comunità di utenti della rete stessa. C’ è comunicazione tra il client che è dalla parte dell ‘ utente e il server che è dalla parte del sito. Funzioni delle reti -permettono la comunicazione tra più nodi-utenti: esempio LAN connette più nodi in una piccola rete aziendale , scambiando messaggi. Mentre WAN è una rete sul territorio più ampio che consente interoperabilità cioè cooperazione fra sedi con sistemi operativi diversi. -permettono la condivisione di risorse su rete :si mettono in comune programmi e risorse, in una banca dove avremo un archivio. Internet (reti di reti) Nasce negli anni ‘60 ad opera di ricercatori finanziati dal ministero della difesa degli USA. Dopo 30 anni arriva un servizio rivoluzionario: Il WEB. Internet è un insieme complesso di reti che sono in collegamento le une con le altre tramite infrastrutture di interconnessione. Internet cresce man mano che si aggiungono nuove reti. Anche il computer domestico quando è connesso fa parte di qst rete. Un calcolatore detto Gateway funge da porta di accesso fra i calcolatori delle reti e quelli del resto di internet. Funzionamento delle comunicazioni su internet Per comunicare è necessario che ogni messaggio si indirizzato ad un destinatario che possa essere univocamente individuato. Il principale strumento per l’ identificazione univoca dei nodi di rete è l’ indirizzo IP(Internet Protocol) , un codice di 32 cifre binarie. I protocolli di rete stabiliscono che ogni nodo sulla rete abbia un proprio indirizzo unico e distinto da tutti gli altri nodi. Ci sono più di 4 miliardi di indirizzi ma che ben presto non basteranno più. Ci sono due strategie per evitare il problema dell’ assegnazione: 1-tecniche NAT il Gateway maschera gli atri indirizzi della sua rete così che nella momento in cui 1 nodo interno voglia comunicare con 1 esterno , appaia come solo suo indirizzo quello del Gateway; 2-tecniche di indirizzi a 128bit che consente di assegnare un indirizzo univoco sia ai calcolatori tradizionali sia a quei dispositivi che hanno calcolatori come telefoni. Fra le tante convenzioni previste dagli standard di comunicazione adottati in rete , ne esiste 1 che regola la corrispondenza tra indirizzi IP e indirizzi simbolici. La gestione di qst corrispondenza è a carico di 1 servizio distribuito sulla rete denominato DNS.

www.unnibg.it It=Dominio di primo livello che può essere nazionale(nell’ esempio It ma può essere anche org) Unibg=dominio di secondo livello Il terzo livello(se esiste) è associato ad uno specifico servizio dell’ organizzazione del secondo livello. Il punto è importante per connettere stringhe alfanumeriche. I servizi su internet

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Si deve sottolineare che il web è da considerare un servizio su internet e i 2 termini non vanno confusi: internet è l’ infrastruttura tecnologica sulla quale si appoggia il web. Posta elettronica o mail : sistema di scambio asincrono di messaggi via rete che ha il vamtaggio di consentire la consegna dei messaggi in secondi. Lo scambio dei mes avviene tra mittente e destinatario , ciascuno dei quali possiede delle caselle di posta individuate da un identificativo unico in tt la rete: l’ email per es marco.lazzari@unibg.it. Un messaggio di posta elettronica è costituito dal corpo del testo scritto dall’ utente e Allegati(testi , immagini, audio)e da 1 serie di campi con informazioni di controllo. Campi dei messaggi di posta elettronica:Tipicamente un messaggio avrà uno o più indirizzi di destinazione , un soggetto , un indirizzo del mittente e una data. Esistono invasioni della privacy degli utenti : spam(pubblicità non richiesta), catene di S. Antonio o messaggi che cercano di ottenere coordinate bancarie(phishing). Però la posta elettronica può essere certificata cioè il servizio garantisce la ricezione del messaggio e l’ integrità del messaggio stesso. L’ attenzione alle dimensioni dell’ allegato può ridurre i fastidi per i destinatari. Le liste di discussione sono un sistema di comunicazione sincrono basato sulla posta elettronica. Le persone pur non conoscendo l’ indirizzo degli altri possono scambiarsi messaggi relativi a un argomento comune. Una volta iscritti si può partecipare alle discussioni inviando messaggi a un indirizzo distinto da quello di amministrazione , dal quale poi i messaggi rimbalzano a tutti gli iscritti. Esistono 2 modalità di funzionamento delle liste di discussione: -moderate: il messaggio prima di essere inoltrato agli iscritti, passa attraverso l’ amministratore; -non moderate. il messaggio viene inoltrato a tutti iscritti. Scambio: -FTP(file transfert protocol) copia da un nodo all’ altro della rete, garantendo scambio di documenti,dati e programmi. Un server FPT può distribuire pacchetti software accessibili alla lettura ma non in scrittura. In queste situazioni si prevede che qualsiasi utente della rete si può collegare connettendosi con lo username Anonymous a un ‘ area contenuta in una cartella chiamata pubblic. Si usano i server FTP per caricare pagine web su 1 server. -un altro sistema per lo scambio di file è basato sulle tecniche di peer to peer cioè rete paritaria in cui ogni nodo svolge indifferentemente l’ attività di cliente o di servente. Si usano per lo scambio di materiali audio e video, spesso coperti dai diritti d’ autoreCondivisione: reti paritarie sfruttate anche per la condivisione per esempio emule. News group o discussione: riguarda uno scambio di informazioni tra comunità di utenti che sono interessate ad un certo tema. Le discussione tematiche dei news group tendono ad essere sorpassate dai forum sul web. I forum sono legati ad uno specifico sito web e ciò permette la pubblicazione quasi istantanea dei messaggi. Comunicazione sincrona: riguarda i servizi che sono individuati con il nome di chat e permettono di mettere in contatto gli utenti in tempo reale. Una chat è un canale di comunicazione diretta fra utenti che si scambiano messaggi testuali, anche se si sono sviluppati sistemi di instant messaging che sono chat ibride che permettono lo scambio di materiali multimediali e posta elettronica. Nelle applicazioni ibride di messaggeria sincrona si inserisce anche SKYPE( sistema di comunicazione telefonica peer to peer che sfrutta un protocollo VOIP che permette la comunicazione gratuita degli utenti che usano PC con il programma client di SKYPE). Backup: le procedure di B. sono misure cautelative di produzione e conservazione di copie di dati che possono servire per il ripristino degli originali danneggiati. Si prevede anche il salvataggio via internet anche attraverso servizi gratuiti per utenze domestiche. Esistono 3 tipi diversi di servizi di salvataggio on line : -backup: file e cartelle vengono copiati in remoto ma la copia rispecchia l’ originale; -archiviazione: serve per mantenere in vita più versioni successive degli stessi dati; -condivisione che permette all’ utente di mettere in comune con altri i propri materiali fornendogli una sorta di disco virtuale condiviso. Gli ipertesti: documento informatizzato costituito da porzioni di testo collegate tra loro da nessi logici tramite collegamenti che consentono al lettore il passaggio da un blocco i testo all’altro. Il documento assume di conseguenza una struttura reticolare su cui il lettore può organizzare la sua lettura passando di blocco in blocco attuando una navigazione non lineare, esempio viene usato per le enciclopedie multimediali su cd. L’ ipertesto è la struttura di molti sistemi software e anche il web è ipertestuale. E’ un testo digitale, è composto da testi digitali , i cosiddetti nodi. Le parti o testi sono in relazione tramite

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connessioni digitali chiamate collegamenti o link in una struttura reticolare. La struttura del ipertesto determina il modo in cui lo si può usare: la navigazione . Pur essendo 1 struttura aperta la struttura dell’ ipertesto è legata agli autori che hanno scelto e collegato i testi fra di loro . La struttura di un ipertesto è garantita dal collegamento tra nodi che può essere lineare, circolare, a stella,gerarchica etc. I nodi sono le unità minimali di informazione, blocchi di testo dotati di autonomia e completezza. I link sono connessioni fra parti del documento che sono logicamente correlate . I collegamenti possono essere: -interni al nodo: link che puntano da 1 porzione di testo di un certo blocco ad 1 altra nello stesso blocco; -esterni al nodo: link che trasportano il lettore in un blocco distinto di testo. -collegamenti che puntano a nodi all’ interno dello stesso sito e collegamenti che puntano ad altri siti; classificazione legata al tipo di interattività che suscita il collegamento: - link di navigazione: consente lo spostamento da una pagina all’ altra; -link di attivazione: elabora un programma che genera una transizione da uno stato all’ altro dell ‘ ipertesto; -collegamenti testuali: hanno sede nel testo vero e proprio; -collegamenti procedurali: hanno sede nella cornice ipertestuale; collegamenti in base alla loro funzione: -associativi: un link indirizza a 1 nodo che ha affinità lessicali con il nodo di partenza del collegamento; -strutturali: indirizza a una sezione dell’ ipertesto (permette di saltare alle classiche pagine chi siamo? Sport) -sitografici: compare in elenchi che puntano a siti esterni che hanno affinità con quello che opera il lnk . Multimedialità: un documento può essere definito multimediale come un opera nella quale c’ è compresenza di una molteplicità di mezzi di comunicazione diversi come testo, grafica, animazione e suono. Siccome l’ opera multimediale può essere fruita oltre che con la vista anche dall’ udito possiamo aggiungere il requisito di multisensorialità. Quindi è una forma di comunicazione che integra tecniche e modalità espressive diverse. Tra le varie multimedialità intercorrono delle differenze. -La multimedialità debole è ottenuta per giustapposizione di mezzi e linguaggi; -La multimedialità intrinseca, che ha come esempio i fumetti; infatti è proprio nella natura e nel nome stesso dei fumetti che si coglie la multimedialità: compresenza di immagini e di testi posti all’ interno dei fumetti. -La multimedialità nativa: es nel cinema sonoro la multimedialità è presente nel momento in cui le immagini scorrono accompagnate dalla colonna sonora e dal parlato degli attori. Multimedialità e web: la multimedialità che interessa i fini del web va collocata nel mondo dei supporti elettronici e del digitale dell’ informazione cioè nel settore informatico. Si ha una multimedialità ristretta cioè la coesistenza e convergenza nello stesso contesto comunicativo (la pagina web) di una pluralità di linguaggi e contesti comunicativi. La multimedialità interattiva è caratterizzata dal ruolo significativo dell’ interazione fra utente e sistema, come nel caso della navigazione web. Nella scuola italiana dal 2007 si prevede l’ uso di molteplici forme di espressione verbali e non verbali e l’ uso di tecnologie informatiche. Il wordl wide web: si definisce ipermedialità la convergenza di ipertestualità e multimedialità ed è caratteristica dell’ informatica e della telematica. L’ applicazione più popolare fra ipertesti e multimedialità è costituita dal wordl wide web. La multimedialità definisce i linguaggi per veicolare i contenuti del documento, mentre la ipertestualità definisce la struttura del documento. Il wordl wide web(WWW) è un sistema di informazione e di comunicazione globale di tecnologia web. Il web è un sistema documentale ipertestuale multimediale distribuito su rete . il wordl web è un ipertesto multimediale distribuito su internet cioè è uno dei servizi ospitati da internet . L’ ipertesto globale è dal punto di vista strutturale è formato da un insieme di documenti detti pagine web, ciascuna delle quali può essere collegata alle altre con i collegamenti link. Le pagine sono ospitate da nodi specializzati della rete detti server web che sono dei calcolatori. Un utente del web può sfogliare il documento e navigare nella struttura dei collegamenti usando 1 apposito programma client detto browser. Un servizio web offre informazioni in maniera interattiva. Formati grafici universali nel web però si possono incorporare altri filati con l’ installazione di oppurtini programmi aggiuntivi di visualizzazione detti plug-in. Il sito web è un insieme di pagine che ha le seguenti caratteristiche: -autorialità: un sito è opera di un mittente; -argomento di comunicazione:un sito tratta di un certo tema principale; -strategia argomentativa: l’ impostazione della grafica e dell’ esposizione dei contenuti solitamente è unica in tt il sito;

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-destinatario: il sito si rivolge ad un pubblico con determinate caratteristiche; -collocazione fisica: le pagine di un sito sono ospitate da un solo server web; -collocazione virtuale: le pagine sono collocate in un unico indirizzo web. Il sito web si apre con una pagina iniziale che viene indicata con il nome di home page oppure una pre- home dal contenuto grafico o animato che propone il collegamento alla home page vera e propria. Portale: un sito che propone contemporaneamente una molteplicità di servizi informativi e comunicativi, come previsioni del tempo, accesso a servizi di posta o messaggeria .. Servizio web: un sito web si caratterizza come servizio web quando offre informazioni e servizi in maniera interattiva in funzione delle specifiche richieste dell’ utente; molto importanti sono i siti che offrono come servizio la posta elettronica. Tipo di sito: a seconda dell’ emittente il sito web può essere classificato secondo tre tipologie: -aziendale: le aziende si rivolgono ai propri pubblici di riferimento per dare o ricevere informazioni e anche per motivi economici. -siti istituzionali: gli enti istituzionali comunicano ad esempio con i cittadini; -siti personali: sono i siti di singoli individui che sfruttano il canale web per comunicare.

Modelli di comunicazione: il sito web può essere: -di tipo direzionale quando propone semplicemente contenuti agli utenti(modalità di presentazione); -di tipo circolare quando prevede opportunità di scambio di contenuti con gli utenti e tra gli utenti(modalità di partecipazione). Le funzioni che può svolgere il sito sono: -informativa: il sito è orientato a mettere a disposizione dati, notizie e informazioni etc; -conativa o persuasiva : il sito è orientato a convincere per condizionare le scelte quindi, il centro della comunicazione è il destinatario; -funzione emotiva o espressiva il sito è inteso come strumento per evidenziare il pvd di chi comunica. Un importante distinzione va fatta tra: -pagine statiche che sono di un numero preciso : quando ne esiste su di 1 server 1 descrizione completa redatta dal suo autore; -pagine dinamiche ,che sono di un numero non precisate in quanto le pagine vengono costruite sulla base delle richieste dell’ utente: quando esse vengono generate da 1 programma a partire da descrizioni parziali disponibili nel server o da informazioni attinte da archivi. I file temporanei. Un file temporaneo viene generato dall’ utente in un determinato momento ed è sprovvisto di una copia remota, ad esempio quando un testo viene composto al momento della richiesta dell’ utente. CMS: i siti dinamici offrono sotto la forma dei CMS l’ opportunità d una costruzione corale del sito, perché propongono funzioni che permettono anche a personale nn specializzato di inserire contenuti nel sito . Spazio dei contenuti e cornice ipertestuale: riguardano l’ organizzazione interna delle pagine. Per spazio dei contenuti si intende quella parte della pagina che propone i contenuti veri e propri. La cornice ipertestuale è costituita da due tipi di oggetti: -strutture di navigazione che sono collegamenti che orientano l’ utente nella struttura del sito; -strutture di identificazione e contatto sono oggetti testuali e grafici come l’ intestazione, il logo etc che permettono di identificare l’ emittente. Protocolli, linguaggi e indirizzi Il web si basa su 3 elementi : -protocollo HTTP: si tratta del protocollo di rete sul quale si fonda lo scambio di informazioni nel web; si tratta di un insieme di regole che andranno rispettate nella comunicazione tra server e client quando avviene lo scambio di comunicazione nel web. La navigazione web avviene per successive negoziazioni tra client e server. Quando si parla di client nel web ci riferiamo sia al calcolatore dell’ utente sia al programma di navigazione: il browser. Quando parliamo di server web ci riferiamo sia al calcolatore che ospita le pagine web, sia al programma che su quel calcolatore si occupa della gestione del sito. Le fasi della navigazione tra client e server sono: -L’ interazione tra client e server è avviata da una richiesta dell’ utente tramite digitazione; -il browser interpreta il comando come la richiesta da parte dell’ utente della pagina web; -il browser codifica la richiesta della pagine e la inoltra al server; -il server interpreta la richiesta e cerca di soddisfarla; -il server genera un file corrispondente alla richiesta; -il file viene pacchettizzato e spedito al client ;

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-il browser ha a disposizione il file che costituisce il testo della pagina che deve proporre all’ utente; -il browser inizia l’ interpretazione del file e la sua restituzione nell’ interfaccia dell’ utente, comunemente indicata come visualizzazione; -la fase di interpretazione e visualizzazione prevede che il brouser proceda con 3 attività concomitanti: -la formattazione della pagina; -l’ ipertestualizzazione; -la restituzione multimediale. La pagina web è costituita da un file principale che però può necessitare di altri files che possono trovarsi anche su serventi diversi, può necessitare di documenti con contenuti multimediali per esempio le immagini. Ogni volta che si visita una pagine web si lasciano tracce del proprio passaggio. Infatti nella relazione tra cliente e servente il cliente richiede un ‘ informazione(pagina web) e il servente gliela fornisce. Durante il processo anche il client cede informazioni fornendo al server una descrizione piuttosto dettagliata di se stesso. Statistiche di accesso di 1 sito: indicatori riassunti relativi alle visite che permette di mettere a fuoco le caratteristiche degli utenti. Tecnologie push e il feed RRS: esistono modalità di comunicazione che vanno sotto il nome di tecnologie push tramite le quali non è necessario che l’ utente manifesti l’ intenzione di accedere ad 1 informazione. Come nel caso dei feed RSS usati per la diffusione di brevi notizie. -protocollo HTML: è il linguaggio di marcatura con cui si compongono le pagine web . E’ un linguaggio che permette di arricchire i testi delle pagine web con indicazioni per i browser dette marche. Le marche permettono anche di incorporare oggetti multimediali e servono per suggerire al browser quali comportamenti adottare. Le marche sono facilmente identificabili nel testo in quanto si tratta di stringhe racchiuse tra parentesi angolari (i caratteri< e >). Esistono due tipi di marche: -doppie: racchiudono una porzione di testio sula quale la marca ha 1 certo effetto per esempio la marca <p> inizia un paragrafo e poi alla fine c’ è la marca di chiusura </p> occorre 1 che specifica l’ inizio e uno la fine; -singole: non devono essere ribadite da 1 marca di chiusura e hanno effetto istantaneo. HTML è una tecnologia informatica facile e questa è stata una delle ragioni del successo web. Siccome HTML è un po’ povero dal punto di vista espressivo sono state proposte altre soluzioni tecnologiche: -come gli JavaScript che è un minilinguaggio di comandi che sono incorporati nella pagina HTML : -Java: è un linguaggio di programmazione piuttosto potente che può essere usato indipendentemente dal web; -Flash è una tecnologia orientata all’ animazione multimediale ampliamente sfruttata per la gestione di immagini; -XML: che permette di descrivere linguaggi più espressivi dell’ HTML. -URL: sia lo scheda di identificazione univoca dei contenuti nel web sia la singola stringa che agisce da identificatore univoco di una risorsa web. E’ costituito da: -un protocollo o schema; -hostname: identificatore di un nodo di rete; -porta indicatore numerico che permette di distinguere fra più porte di comunicazione; -pathname: identifica un percorso all’ interno del file system del server; -query: permette di trasmettere a programmi per la generazione di pagine dinamiche informazioni parametriche; -frammento: è una stringa che specifica un preciso punto della pagina. Poiché URL presenta alcuni limiti ad esempio tende a generare identificatori che possono rivelarsi ingombranti si è ricorso a varie soluzioni come : -aliasing: viene ideato un alias per poter usare un nome facile che verrà poi sostituito dall’ indirizzo vero e proprio; -refresh: cioè si ricorre alle ridirezioni; -URL shorteners: esistono serizi web che permettono di generare URL brevi. Per ovviare al problema della instabilità degli URL si usano i cosìdetti PURLs . L’ iniziativa PURL mette a disposizione dei propri utenti indirizzi persistenti ai quali gli utenti possono legare gli URL delle proprie pagine . La ricerca nel web

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L’ utente può accedere in 3 modi: -direttamente digitando l’ indirizzo che gli interessa; -indirettamente; -con un motore di ricerca: 1.nessun motore di ricerca è in grado di trovare risultato in tutto il web ; 2. il motore di ricerca è un servizio del web che a partire da 1 input costituito dalla richiesta di 1 utente espressa da 1 lista di parole chiave restituisce come output una lista di collegamenti(La funzione di un motore di ricerca). Advanced search e operatori logici: gli utenti possono raffinare le proprie ricerche , ricerche avanzate per esempio legando più parole chiave con operatori logici: in qst caso il motore opportunamente attrezzato restituirà risultati coerenti alla ricerca. Inoltre quando un utente inoltra via web la propria interrogazione al motore esso non può esplorare il web alla ricerca di siti che contengono la parola chiave digitata dall’ utente; non esiste neppure nessun catalogo generale di tt le pagine disponibili ma il motore esplora una porzione di web alla ricerca di siti adeguati alla richiesta fatta dall’ utente , esiste un archivio di ricerca, che viene aggiornato dal motore di ricerca stesso, il motore dispone anche di un programma indicato con il nome di spider o crawler o robot o bot che esplora la rete alla ricerca di pagine, le analizza e ne fa 1 copia da conservare nell’ archivio del motore . Nel proporre i risultati il motore di ricerca svolge un operazione molto importante : il ranking cioè l’ ordinamento dei risultati. Un motore di ricerca è costituito: - da 1 archivio dove vengono mantenute copie delle pagine web a lui note e altre informazioni dedotte dalle pagine stesse; -un programma di interrogazione dell’ archivio per recuperare le pagine significative, di ordinare i risultati in base a criteri di rilevanza e proporre i risultati sotto forma di pagina web; -un programma di scansione e indicizzazione per ricercare nel web pagine da inserire nell’ archivio. Oltre ai motori generalisti esistono motori specializzati che raggruppiamo in 4 categorie: 1-metamotori:attivano in parallelo la ricerca su più motori e poi sintetizzano i risultati; 2-plurimotori o motori paralleli: sono motori di ricerca che fanno ricerche in parallelo su motori generalisti e specialistici; 3-clusterizzatori: cercano di far emergere concetti significativi dall’ insieme dei risultati e cercano di individuare sottoinsiemi di pagine; 4-motori specialistici sono in grado di operare su domini particolari come immagini, audio, libri etc per es Google Books si occupa solo di testi a stampa digitalizzati. I motori di ricerca generalisti effettuano ricerca testuali affinando poi la ricerca, specificando ad esempio il dominio o la lingua. Sono costituiti da 3 elementi: -un archivio; -un programma di interrogazione che recupera le pagine; -un programma di indicizzazione per cercare pagine da mettere in archivio. Il web 2.0 riguarda l’ evoluzione di siti dinamici nel senso della condivisione delle informazioni tra gli utenti e della interazione degli utenti con i siti che visitano. Nell’ ambito del web 2.0 trovano spazio i social network(reti sociali) cioè tutti quei servizi che permettono alle persone di connettersi tra di loro per mantenere vivi i rapporti, ad esempio face book, si può avere anche ad esempio la condivisione dei documenti. Rientrano nel campo 2.0 le applicazioni di tipo Wiki: sito web di cui contenuti sono sviluppati e discussi da 1 comunità di utenti per la costruzione di sapere on line. Formazione a distanza e-learning. C’ è stata la progressiva miniaturizzazione nel campo dell’ informatica cioè la riduzione delle dimensioni dei componenti elettronici, meccanici e ottici e di conseguenza si sono ridotte anche le dimensioni complessive dei calcolatori . L’ altra tendenza riguarda la connettività: infatti si sono sviluppate le reti dei calcolatori. Il computer ha smesso di essere solo un calcolatore munito di dispositivi di comunicazione ed è diventato soprattutto un comunicatore munito di dispositivi per elaborare le informazioni via via comunicate. Il personal computer nasce tra la fine degli anni ’70 e l’ inizio degli anni ’80. L’ informatica è un mondo costituito da milioni di piccoli calcolatori interconnessi tra loro e dunque di milioni di utenti in grado di comunicare tra loro. La rete è un valido strumento per la erogazione di servizi di formazione a distanza. Storia della formazione a distanza . Quando si parla di formazione a distanza(FAD) ci sei riferisce a forme di apprendimento che avvengono grazie a sistemi educativi e tecnologici che permettono l’ accesso alla formazione di discenti che sono separati dai docenti nello spazio e spesso anche nel tempo. La storia della didattica può riferirsi a tre generazioni della formazioni a distanza.

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-La prima generazione risale alla metà del ‘800 e nacque con la diffusione del servizio postale ed era basata sullo scambio di testi scritti. -la seconda generazione a partire dal 1900 ricorreva alle tecnologie audio visive sfruttando telefono, radio, televisione etc. -la terza generazione impiega le tecnologie telematiche, si può parlare di e-learning: apprendimento elettronico. Strumenti e metodi per l’e- elearning L’ e-learning è un insieme di strumenti e metodi per favorire l’ apprendimento di singoli e comunità che sono spazialmente separati dal discente. E’ difficile stabilire quando conviene ricorrere alla didattica a distanza, si ritiene che non debba soppiantare la didattica in presenza . Piuttosto l’ e-elearing come strumento di integrazione e supporto alla didattica tradizionale, in questo caso si può parlare di blended learing cioè di apprendimento misto. Le modalità di proposta della didattica a distanza sono varie: -grado zero della FAD, insieme di processi e sistemi legati al concetto di apprendimenti riguarda la distribuzione via rete di materiale didattico; -secondo livello: diffusione di materiali delle lezioni pensati in funzione dello specifico ambiente di apprendimento; -terzo livello: i sistemi di FAD permettono la comunicazione molti a molti perché i discenti possono comunicare tra loro e col docente grazie ad infrastrutture di rete come forum o chat. Riguardo ai tempi di svolgimento dei corsi ci sono 2 fondamentali categorie: -FAD sincrona: avviene quando docente e studenti sono presenti in rete contemporaneamente in una sorta di classe virtuali; -FAD asincrona: la separazione tra docente e discente è sia spaziale sia temporale . Un ‘ altra differenziazione riguarda l’ ambiente di erogazione dei corsi: -ambiente destrutturato in cui l’ e-learning avviene sfruttando semplicemente il web come mezzo di diffusione di materiali o di interazione tra docente e studenti senza nessuna sovrastruttura; -ambiente strutturata quello in cui la FAD avviene nelle piattaforme di l’ e-elearning o LEARNING MANAGEMENT SYSTEMS che gestiscono le attività di formazione permettendo di tracciare le attività di ogni partecipante ai corsi per quanto riguarda i materiali, i tempi di connessione, i risultati delle valutazioni. Nei processi formativi a distanza una figura essenziale è il tutor o facilitatore dell’ apprendimento, egli affianca il docente nel processo formativo, per favorire i processi di apprendimento dei discenti. Il tutor svolge 3 funzioni: -facilitatore tecnologico: aiuta lo studente nel suo rapporto con l’ ambiente di apprendimento; -facilitatore relazionale: favorisce la comunicazione fra gli studenti , tra gli studenti e il docente; -facilitatore disciplinare quando supporta il discente in base alle proprie competenze relative ai contenuti del corso, fornendo gli indicazioni , materiali etc. CAP 5: ARTE E BENI CULTURALI NELL’ ERA DIGITALE Le caratteristiche del web 2.0: con la sua espansione si pone come obiettivo la realizzazione di un sapere collettivo, realizzabile con il contributo di tutta la comunità. Infatti con il web(interattivo) si è aperta per i navigatori di internet la possibilità di interazione e di partecipazione attiva ai contenuti culturali offerti on line. La tendenza alla creazione di siti e network in cui i contenuti sono formati e discussi dagli utenti induce musei e altri enti culturali ad aderire a questa nuova domanda di partecipazione. Alcuni affermano che i dati del web potrebbero essere inquinati manipolati che possono essere prodotti da non specialisti . altri sono entusiasti delle per le potenzialità offerte da una partecipazione sempre più massiccia ai contenuti del web. Le biblioteche digitali raccolgono dati di natura diverse , appartenenti ad ambiti separati, come musei , centri musicali etc. La potenzialità offerta dalla pubblicazione e consultazione in rete delle risorse culturali permette la costruzione di biblioteche digitali che le pongono le radice nella interdisciplinarietà. La stessa Commissione Europea nel 2010 ha promosso come obiettivo di rende il patrimonio culturale e l’ informazione scientifica più facilmente accessibile e utilizzabile on line, cercando di potenziare gli strumenti per questo obiettivo. Inoltre l’ unione Europea auspica la digitalizzazione integrale e dettagliata del patrimonio culturale però in Italia siamo ancora lontani dagli obiettivi auspicati. Lo sviluppo del web presenta anche dei problemi: 1-la necessità di usare standard per conservare le memorie digitali; 2-progettazione e conservazione; 3-problemi con i diritti d’ autore;

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4-problemi sull’ efficacia della ricerca on line. Soluzione: messa a punto di motori digitali che permettono il recupero di informazioni specialistiche, senza gli ostacoli del plurilinguismi e del rumore cioè l’ eccessivo recupero dei dati , i metadati, nei quali è contenuta l’ informazione che descrive lì’ insieme di dati e dà la possibilità di accorparli in categorie più ampie. Strategie per la qualità dei siti web culturali: le pagine web sono sempre più in aumento e non devono essere trascurati i legami culturali con la storia e il territorio per avere anche ricerche smp più avanzate e diffondere scoperte più specialistiche. I messagi devono essere semplici ma di qualità. Il trattamento informatico dei testi è stato storicamente il primo settore dell’ informatica applicata alle scienze umane. Settore di studi molto vasto fin dalla nascita del calcolatore. Gli esperti si resero conto che le parole potevano essere sostituite da sequenze numeriche semplici, impresa dell’ INDEX THOMISTICUS, iniziata nel 1949 e conclusa nel 1980. E’ stata la prima impresa linguistica computazionale che ha dato via ad una lunga fase di sperimentazioni. Inizialmente i calcolatori potevano solo recuperare parole e caratteri senza interagire semanticamente col testo .Esso dava molti problemi nel correlare testo e immagini , con gravi problemi di comprensione e nei lessici storici dove la parola poteva essere scritta in vari modi, ANCHE A CAUSA DEGLI ERRORI DI STAMPA.. Negli anni 80 ‘ si è avuta l’ innovazione con il linguaggio MARK UP , che è un linguaggio di marcatura. Si sono ideati marcatori convenzioni di 2 tipi: -procedurale: indica al computer azioni e comandi; -descrittivo : descrive i fenomeni strutturali del testo. Esistono poi altri tipi di linguaggio: -SGML: Primo metalinguaggio di wakup descrittivo internazionale; -XML: è l’ evoluzione del primo . Garantisce pubblicazione, archiviazione e interscambio, che sono i capi in cui l’ XML esprime la sua utlità ; -TEI: iniziativa internazionale che offre una vasta gamma di strumenti per la descrizione e la rappresentazione di fenomeni linguistici . Le digital library -Origine: la sua origine va ricercata nella ruota dei libri, ideata nel ‘ 500; -e’ una collezione di documenti digitali organizzati per contenuto e finalizzata specifica; Memex: macchina che permette al lettore di creare percorsi associativi con archivi e documenti diversi. È il primo progetto di sistema ipertestuale. Xanadu: antenato dell’ ipetesto che permetteva di memorizzare 1 collezione di testi digitalizzati collegandoli tra loro Definizione di Borgaman: la digital library e’ una struttura in grado di combinare servizi e risorse informative in grado di recuperare e utilizzare le informazioni reperite, Definizione di Smithson: la biblioteca digitale e’ un servizio informativo in cui tutte le risorse sono disponibili in formato digitale e le funzioni di archiviazione , recupero e accesso sono realizzate con tecnologie digitali. Il concetto di digital library rileva impostazioni metodologiche diverse infatti il termine è stato connesso da un lato con il termini Elettronic Library e dall’ altro con Virtual Library, una biblioteca che usa ogni tipo di strumentazione elettronica es terminali. Elementi: una digital Library possiede : -una comunità di utenti, -la tecnologia; -dei servizi; -dei contenuti in documenti. Concezioni(ce ne sono due): -chi vede la digital Library come espansioni delle biblioteche tradizionali; -chi vede la digital liberary come nuovi spazi virtuali. Distinzioni: esse si possono classificare a secondo del: -formato: in cui i documenti vengono archiviati ad es formati immagine; -modalità di accesso: -distribuzione remota di file contenenti digitali in vari formati per consultazione offline; - consultazione on line in ambienti web; - consultazione avanzata di documenti mediante dispositivi o sistemi con funzionalità di analisi particolari. -tipo di ente promotore: ente, organizzazione o struttura che realizzato la biblioteca. Classificazione per funzionalità:

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-banche dati anastatistiche digitali: esempio più importante è la banca dati Gallica 800 mila documenti. Riproduzioni digitali che richiedono l’ elaborazione e la cura con ottimi risultati: modello molto efficace. Inoltre c’ è il progetto Italiano Mediateca contenente i manoscritti della Biblioteca Ambrosiana di Milano. -archivi di opere in formato MRF: testi trascritti ma ricercandoli solo con funzioni di ricerca non particolarmente sofisticate, testi che l’ utente può prelevare liberamente, poiché sono liberi del diritto di autore. Essendo gestito da specialisti ma volontari presenta uno svantaggio: non sono sempre aggiornati e affidabili. Per i manoscritti , oltre la battitura manuale è possibile usare software di riconoscimento vocali, speciali programmi di dettatura che consentano all’ utente di dettare 1 testo dopo pochi minuti di addestramento. Es PROJECT GUTENBERG, il cui scopo è creare 1 biblioteca digitale gratuita. Un gruppo di archivi digitali rappresenta imprese di grande impegno finanziario e scientifico: testi non solo sono trascritti ma anche codificati per favorire ricerche più approfondite. Grava però sugli enti produttori in termini di risorse umane e finanziarie. Per iniziare ogni processo di creazione di un testo elettronico è necessaria 1 indagine per capire quale è lo scopo della resa elettronica. La codifica è un ‘attività interpretativa che comporta scelte e valutazioni da parte del codificatore in funzione dello scopo del progetto. Oltre alla codifica di livello 0, codifica a livello wer binaria esiste 1 codifica ad alto livello per arricchire il testo di informazioni relative alla struttura linguistico testuale cioè la codifica di alto livello trasforma il dato testuale in fonte esplicata di info linguistica. Per fare qst è necessario scegliere 1 linguaggio leggibile e manipolabile del computer che permetta di coficare informazioni aggiuntive rispetto a quelle di codifica di livello 0. La TEI è un progetto internazionale nato con lo scopo di sviluppare un modello di codifica utilizzabile come standard. Le caratteristiche del DTD TEI sono la divisione n molte funzioni, utilizzabili a seconda della tipologia dell’ opera da codificare(testo in prosa per es) o a seconda degli scopi di ricerca es fini di analisi linguistica. Tra i vari archivi, in Italia è importante ricordare un ‘ archivio digitale di testi rappresentativi della tradizione culturale italiana dal Medio Evo al ‘900. In Italia è impo ricordare la biblioteca italiana in XLM; in ambito Europeo è impo l’ iniziativa Europeana,biblioteca multimediale per garantire l’ accesso al patrimonio culturale e scientifico europeo. Essa ha lo lo scopo di produrre ricerche interrelate tra archivi. In ambito mondiale è bene evidenziare numerosi tentativi di portare la cultura web anche nel Terzo Mondo come ad esempio progetto Wordl Digital Library che è gratuita, presente in molte lingue. La biblioteca digitale italiana è un progetto che sfrutta le risorse web, promuovendo e coordinando le attività di digitalizzazione del patrimonio italiano in particolare quello storico.

I musei del Web ICOM (International Council of Museums) propone nuove prospettive museografiche e una nuova definizione di museo: il museo È un ‘ istituzione che non è a scopo di lucro ed è al servizio della società e del suo sviluppo. L’idea di un patrimonio culturale immateriale: archiviazione di elementi non tangibili, come linguaggio, memoria, canti. In questo panorama di novità si collegano gli ecomusei per i quali il web costituisce il importante veicolo di comunicazione culturale e un grande momento di interconnessione dove valorizzare i tratti distintivi di una società. Ci sono nuove strategie che permettono al museo di favorire la partecipazione e l’interazione del pubblico web. Esistono vari progetti per coinvolgere i visitatori e per far loro condividere materiali, opinioni e rendere essi stessi i protagonisti. Musei e communities virtuali: il museo cerca mezzi di nuovi per aggregare a se fasce di visitatori che la comunicazione tradizionale non riesce più ad attirare. Il modo più semplice per ottenere qst obiettivo è usare l’ interazione delle communities virtuali. I musei non si pongono più l’ obiettivo di organizzare contenuti culturali ma algono e rielaborano i contenuti che i visitatori stessi producono in seguito all’ esperienza diretta della visione delle opere di arte. Il museo intende intrattenere rapporti con i suoi visitatori anche dopo la visita. Per i bimbi inglesi esiste il progetto OOKL che consiste nel far fotografare dai comuni telefoni cellulari ciò che colpisce di più la loro attenzione per poi organizzare le foto in gallerie con relativi commenti. Oppure altre iniziative favoriscono anche l’apprendimento dell’uso del computer attraverso la modifica con foto shop delle foto fatte nel museo. Il museo virtuale Il sito dell’ICOM contiene la più grande directory dedicata ai siti web museali del mondo: la Virtual Library Museums pages.Il museo virtuale è una collezione organizzata di risorse digitali,

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accessibile in strumenti telematici. Se sono applicazioni accessibili pubblicamente in Internet si parla museo virtuale online. I siti web museali possono essere in tre diverse strutture: web museali equivalenti a una brochure elettronica, rappresentata da schede descrittive molto simili ad 1 depliant cartaceo tradizionale. Il museo nel mondo virtuale come duplicato del museo reale: modalità più diffusa perché dà un’idea del museo, delle sue opere e del suo allestimento (museo virtuale). La vera interattività: utilizza completamente le possibilità didattiche e comunicative del web. Attraverso ipertesti virtuali e la possibilità di interagire con i dati del museo. Oltre queste tre tipologie, dobbiamo aggiungerne una quarta: quella del museo data base (questa categoria può essere un sottotipo del museo virtuale). La Joconde consente la ricerca globale del patrimonio conservato all’ interno della maggior parte dei musei francesi. Il museo virtuale è una collezione organizzata di informazioni digitali in ambito artistico, storico-culturale, accessibile mediante strumenti telematici .Esso è simulazione perché riproduce indirettamente l’esperienza della visita del museo reale. Il museo virtuale come divulgazione di informazioni perché offre molte informazione che il visitatore non ottiene visitando il museo reale. Inoltre il museo virtuale è un prodotto multimediale, indipendente dal museo reale. Esiste una serie di dati comuni caratteristiche per descrivere il web museum: -le informazioni pratiche (orari e servizi); - le informazioni sul museo ( la sua storia etc.); - le sue informazioni relative alle mostre e le altre attività del museo; -le informazioni sulle opera esposte; la sezione educativa (materiali a scopo educativo); - la sezione di vendita dei prodotti del museo. Alcuni siti stanno aggiungendo altre sezioni per migliorare le informazioni. Musei virtuali e applicazioni 3D:i modelli 3 D offrono alcuni vantaggi: maggiore accessibilità alle opere, visualizzazione più dettagliata di opere che normalmente sono rovinate, contestualizzazione dell’opera permettono percorsi diacronici e visualizzano le trasformazioni nel tempo. Svantaggi: alti costi non consentono una sperimentazione capillare . Programmi: Quick-Time Vr è un sistema che simula 1 ambiente virtuale avvalendosi di fotografie bidimensionali trattate in modo particolare. VRML: per ovviare all’ inconveniente di visualizzazioni troppo lente a causa dell’ enormi quantità di dati, nel programma vengono inviate in rete descrizioni sintetiche e geometriche dell’ ambiente e degli oggetti che vi si trovano che saranno tradotte in immagini tridimensionali. Il processo in 3D avviene rilevando dei punti tridimensionali di un oggetto con lo scanner laser che fa avvenire il POSTPROCESSING, che verrà sottoposto alla decimazione, cioè riduzione del modello completo a vari livelli di dettaglio. Per ammettere infine l’effetto di realismo, si applicano TEXTURE, immagini bidimensionali che offrono altri dettagli. Le applicazioni 3D hanno la capacità di spettacolarizzare il passato. Però il museo virtuale è al centro di un acceso dibattito. Museo reale presenta queste caratteristiche. - il visitatore è parte dell’ambiente fisico ed ha un a esperienza tangibile con gli oggetti materiali; - è luogo di conservazione da vedere che fa recuperare volumi e grandezze. Museo virtuale: rapporto con 1 schermo piatto che fa scorrere immagini , non è un ‘ esperienza ma la rappresentazione di 1 esperienza. Non è un luogo di conservazione di opere di arte ma uno strumento di divulgazione e di comunicazione. Fornisce le informazioni contestuali del reperto .I 2 musei andrebbero affiancati l’ uno all’ altro. In generale il museo è un luogo delle esperienze che coinvolge molti aspetti della persona. Consente un apprendimento multidimensionale che riguarda: -conoscenza e comprensione ; -abilità, -attitudini e capacità; -divertimento e creatività; -sviluppo. Il LEARNING IMPACT RESEARCH PROJECT ha evidenziato che l’ apprendimento museale permette un libertà più ampia e maggior motivazione rispetto alla conoscenza formale. La virtualità non sostituisce il museo, ma lo affianca.

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Le critiche rivolte ai musei virtuali sono promesse da esperti della comunicazione che lamentano 1 eccessiva passività e la loro scarsa efficacia comunicativa. La visita web sostituisce molto pallidamente la realtà , l’ elemento impossibile da riprodurre virtualmente è che durante un visita reale percepiamo non solo con gli occhi ma con l’ aiuto del corpo e del movimento e tra di essi ciò che ci influenza in modo determinante è la percezioni dei volumi e delle grandezze. Inoltre alcuni musei in rete aggiungono 1 funzionalità importante, la possibilità di consultare il data base cioè scheda di oggetti che contiene info standard. Pubblico virtuale dei musei ha 1 età superiore ai 25 anni e possiede 1 cultura medio- alta. I giovani rivelano 1 scarsa curiosità per la ricerca e l’ approfondimento dei contenuti culturali. La catalogazione: verso la creazione di 1 portale europeo. Negli ultimi anni l’ Europa si è molto impegnata per valorizzare e diffondere i contenuti culturali e in particolar modo nella DIGITALIZZAZIONE DEI DATI e la loro pubblicazione in internet. Un ruolo particolare ha avuto il progetto Minerva per la digitalizzazione del patrimonio culturale europeo. Il progetto ha evidenziato l’ importanza di 2 aspetti: l’ accessibilità e la usabilità. Il progetto Minerva ha posto le basi per il successivo progetto Michael finalizzato alla creazione di un portare multilingue per l’ accesso a i contenuti digitali culturali in Italia , Francia e Regno Unito . In Italia vi sono 2 progetti , Minerva e Michael hanno favorito l’ ideazione di 1 portale della cultura italiana, Cultura Italia che si propone di avviare un censimento sulle collezioni digitali italiane e di riaggiornare i siti del ministero per i beni e le attività culturali. Anche in Italia si è sentita la necessità di creare siti web pubblici accessibili ad utenti con handicap fisici e tecnologici . il progetto Minerva ha creato il manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali che contiene raccomandazioni e normative essenziali per il progetto, la realizzazione di 1 sito web culturale pubblico. Finalità di Michael: il progetto si è proposto lo scopo di implementare un portale in grado di permettere l’ accesso a tt i contenuti digitali di tt i Paesi della Comunità Europea. La catalogazione far Italia e Europa : l’ esigenza , in Italia di 1 catalogazione dei beni culturali si è concretizzata nell’ istituto centrale del catalogo e della documentazione del patrimonio archeologico, storico ed etno-antropologico nazionale. Catalogare significa registrare descrive e classificare tutte le tipologie dei beni culturali. Il sistema si basa su modelli dettagliati e diversificati per le diverse tipologie di oggetti selezionati per classi a seconda della affinità. Esistono infatti le schede di catalogo ,ogni scheda è organizzata sulla base di settori disciplinari. Il principio unificatore dell’ ICCD( istituto centrale del catalogo e della documentazione) è l’ univocità dell’ oggetto di catalogazione. ICCD prevedono tre livelli: -catalogo; -precatologo; -inventarizzazione. Software più recenti sono : -SIGEC (sistema informativo generale del catalogo) progettato per ottimizzare i processi connessi alla catalogazione del patrimonio culturale; -ALDEA: banca dati on line dell’ ICCD che raccoglie audio, video e oggetti del patrimonio culturale immateriale: si riferisce alla etnoantropologia. I software si trovano anche in. -Germania: lo standard catalografico tedesco è nato dall’ iniziativa di ricercatori del Bildarchiw Foto Marburg , l’archivio fotografico dell’ università di M. era diventato l’ inventario centrale per le foto di opere d’ arte in tt la Germania. L’ informatizzazione ha fornito 1 modello utilizzabile facilmente non solo per le riproduzioni fotografiche ma anche per gli oggetti d’ arte; -Francia. L’ Architecture et Patrimoine è la banca dati francese. Il portale offre 1 panoramica su tutto il territorio francese. L’ utente può accedere a dati sintetici sui monumenti di tt il paese. -Regno Unito. Cornucopia è il portale dedicato ai musei inglesi dove l’ utente ha accesso a schede illustrative dei musei. Spectrum è un ‘ iniziativa molto importante per la catalogazione museale che è diventato uno standard affermato in tutto il mondo anglosassone. -CDWA. Si basa su categorie ideate per occuparsi della catalogazione delle opere d’ arte e le loro riproduzioni. Vocabolari strutturati, thesauri e sistemi e la classificazione iconografica Tra gli standard di ausilio delle banche dati utilisssimi sono i vocabolari controllati e i thesauri che combattono il problema della varietà della lingua e aiutano la standardizzazione del linguaggio. I thesauri sono più complessi perché non presentano solo liste di termini ma sono organizzati per rendere esplicite le

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relazioni fra i concetti, i rapporti di equivalenza o di sinonimia, i rapporti gerarchici tra 1 termini più ampio che include al suo interno termini specifici. Combattono il problema della varietà della lingua e aiutano la standardizzazione del linguaggio. Alcuni esempi sono: -Glossarium Artist che fornisce alla terminologia tedesca anche quella inglese o francese . - The art and Architecture Thesaurus che offre 120 000 termini connessi con gli altri, -l’ Union List of Artist Name (ULAN): banco dati dettagliata dedicata ad architetti e ad artisti. I sistemi di classificazione iconografica: essi organizzano in un insieme strutturato di categorie concettuali alcuni ambiti specifici di analisi . Tra i limiti ricordiamo l’ uso della tecnologia non standard che ostacola la ricerca. Iconclass sembra avere risolto qst problema. Il sistema si è impastato come standard internazionale: -ogni iconografia è associata ad una cifra alfanumerica(es 1); -le iconografie sono divise in 9 classi , ognuna suscettibile in divisione; -esiste anche la classificazione in 25 classi grazie all’ inserimento di 1 lettera (es 11 a , 11b); -il percorso può continuare con 1 suddivisione terziaria (es 11 a 1).

CAP 6: LA RICERCA DELL’ INFORMAZIONE Premesse: -l’ ambito umanistico è costituito da 1 serie di conoscenze esplicite che sono condivise da più utenti ; -esse sono in continua evoluzione; - l’ incessante revisione, critica e confronto sono dettati da sempre nuovi obiettivi che si dà la comunità scientifica e della esigenze sociali; - la produzione di conoscenza si basa su dati (osservazione di fatti o eventi oggettivi). Chiamiamo essi informazione fattuale. Il documento : Le informazioni per manifestarsi hanno bisogno di supporti: contenuto intellettuale più supporto = documento o risorsa informativa. Il documento può essere: -analogico:ad esempio i documenti su supporto di tipo cartaceo; -digitale: il contenuto è tecnologicamente mediato. Alcuni su supporti locali ad es CD e DVD , altri su remoti es accesso internet. Sempre più diffusa è l’ idea di multimedialità cioè di coesistenza entro uno stesso documento di diverse forme di contenuto. Il documento è costituito in base a risorse: continuative quando i documenti che consistono di più parti che vengono ad aggiungersi successivamente al contenuto iniziale e integrative quando i contenuti nel web si modificano. Si parla del ciclo di vita del documento che è definito dal periodo di tempo nel quale l’ informazione è aggiornata o rilevata . E’ molto importante valutare il grado di aggiornamento . Nel web è difficile stabilire il confine del documento in quanto spesso si aggiungono contenuti esterni qst fenomeno si chiama riaggregazione dei contenuti. In assenza di unità fisica di riferimento diventa difficile stabilire il livello del contenuto. Le esigenze informative : la ricerca di 1 informazione nasce da 1 lacuna o mancanza di conoscenza (ASK) a cui si può rimediare con 5 esigenze informative che costituiscono la motivazione a intraprendere la ricerca stessa: 1-ricerca di contenuto conosciuto: documento di cui conosco a priori l’ esistenza ; 2-ricerca di 1 argomento specifico: documenti nuovi ma con tematica individuata; 3-esplorazione: so l’ ambito disciplinare generale per es semantica. 4-navigazione: dato 1 target informativo di partenza devo costruire un percorso associativo seguendo i legami concettuali tra documenti; 5-serendipy: non c’ è un target specifico:la ricerca è motivata dalla curiosità. Informational retrival Quando cerca un ‘ informazione 1 utente può : - chiedere ad 1 esperto ; -interrogare il catalogo di 1 biblioteca; -consultare un documento per ricavare l’informazione; -consultare un documento per reperire altre fonti di informazione . Si parla di information retrival(IR), un processo di selezione di informazione rilevante che si avvia da una richiesta dell’ utente (query) e si conclude con 1 risposta (result) fornita dal sistema che raccoglie e indicizza l’ informazione stessa. L’ indicizzazione crea cioè una sua segnalazione utile per favorire il reperimento. Il risultato è sempre una selezione effettuata sulla totalità dell’ informazione disponibile : l’ utente non è interessato a tt le informazioni ma solo a qll che destano il suo interesse e che sono rilevanti .

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