Appunti sull'IRPEF, Sintesi di Diritto Tributario I. Università degli Studi di Palermo
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Appunti sull'IRPEF, Sintesi di Diritto Tributario I. Università degli Studi di Palermo

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Irpef, classificazione delle imposte, differenze tra reddito e patrimonio, calcolo dell'irpef
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L’imposta sui redditi delle persone fisiche: IRPEF

Nozioni di reddito e categorie reddituali

Nel nostro ordinamento giuridico si possono distinguere tre diverse nozioni di reddito:

1) il reddito come prodotto corrisponde all’idea che un’entrata ha natura di reddito soltanto

se proveniente da una fonte produttiva. È questo il concetto di reddito che viene usato

comunemente nell’ordinamento.

2) il reddito come entrata è un concetto ben più ampio in quanto comprende non solo i

frutti del patrimonio e dell’attività del soggetto, ma anche tutti gli incrementi patrimoniali

qualunque sia l’origine causale (incluso quindi le entrate conseguite a titolo gratuito, i

guadagni casuali, ecc..). Il nostro sistema, seppur incentrato sulla nozione di reddito come

prodotto, mostra però una significativa apertura anche verso il concetto di reddito-entrata.

3) il reddito come consumo è un concetto teorizzato da chi sostiene che sarebbe

opportuno tassare solo il reddito consumato, senza colpire né il reddito risparmiato, né il

reddito di capitale.

Il possesso di redditi è il presupposto delle imposte sui redditi. Non esiste una definizione

generale di reddito, ma esistono le varie definizioni delle singole categorie reddituali, che

sono:

- redditi fondiari

- redditi di capitale

- redditi di lavoro dipendente

- redditi di lavoro autonomo

- redditi di impresa

- redditi diversi.

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Poiché tutte le categorie reddituali sono formate da proventi derivanti da fonti produttive, si

può dedurre che il reddito, in generale, è un incremento di patrimonio derivante da una

fonte produttiva.

Si può tranquillamente affermare che tutte le categorie reddituali sono redditi-prodotto,

anche se con riguardo ai soli redditi di impresa (che sono formati non solo dai proventi

della gestione ma anche da incrementi patrimoniali come plusvalenze, sopravvenienze

attive,ecc..) si potrebbe sostenere che per essi valga la nozione di reddito-entrata, mentre

per i redditi diversi non vi è in realtà una fonte unitaria.

Differenze tra reddito e patrimonio

il patrimonio si può definire come l’insieme delle situazioni soggettive a contenuto

economico di cui è titolare un soggetto in un dato momento (quindi diritti reali, crediti,

debiti). Il patrimonio dunque si identifica in un concetto statico, a differenza del reddito che

è un fenomeno dinamico in quanto è dato dalle variazioni che vanno ad incrementare il

patrimonio. Quest’ultimo indica ciò che si possiede, il reddito indica invece ciò che si

acquista. Non tutti i proventi costituiscono reddito, ma soltanto quei proventi che derivano

da una fonte produttiva, e dunque la nozione di reddito come prodotto tiene conto soltanto

degli incrementi del patrimonio e non delle mere reintegrazioni di un patrimonio già

posseduto. Di regola vengono tassati i proventi acquisiti a titolo oneroso e vengono

esclusi quelli acquisiti a titolo gratuito (donazioni o eredità).

Periodo d’imposta

il reddito viene considerato come reddito di un determinato periodo di tempo, denominato

periodo d’imposta. Per le persone fisiche il periodo d’imposta coincide con l’anno solare,

per le società invece con l’esercizio sociale. Per queste ultime però il periodo d’imposta

cessa in caso di trasformazione, fusione, scissione o liquidazione.

Classificazione delle imposte

Nel nostro ordinamento non esistono definizioni legislative né del tributo, né delle sue

principali sottospecie che sono l’imposta e la tassa.

Tuttavia, esistendo sia spese pubbliche divisibili che spese pubbliche indivisibili, le entrate

destinate a finanziare le spese indivisibili sono le imposte, mentre le entrate destinate a

coprire le spese divisibili sono le tasse. L’ imposta è considerata il tributo per eccellenza: la 2

sua caratteristica fondamentale è che il suo presupposto è un fatto posto in essere da un

soggetto passivo, senza alcuna relazione specifica con una determinata attività dell’ente

pubblico (può trattarsi ad esempio del conseguimento di un reddito, del possesso di un

bene, della stipulazione di un contratto,ecc..).

Il presupposto dell’imposta determina il sorgere di un’obbligazione tributaria. Talvolta

presupposto ed oggetto dell’imposta si identificano l’uno con l’altro, ma le classificazioni

più comuni dell’imposta fanno riferimento al presupposto e non all’oggetto.

La distinzione più diffusa è quella tra imposte dirette e imposte indirette: le imposte dirette

sono quelle che colpiscono il patrimonio o il reddito, mentre tutte le altre ( ad esempio le

imposte sui consumi, sui trasferimenti, sugli affari, ecc..) sono imposte indirette. Le prime

dunque colpiscono una manifestazione diretta della capacità contributiva, invece le altre

colpiscono una manifestazione indiretta di tale capacità. Le imposte dirette e quelle

indirette sono accomunate dalla stessa disciplina per quanto riguarda alcuni aspetti, quali

le modalità di accertamento e riscossione, i privilegi a tutela del credito del fisco, le norme

sanzionatorie.

Inoltre le imposte sul reddito si possono ulteriormente distinguere in personali e reali a

seconda che, nella loro disciplina, abbia o no rilievo qualche elemento che attiene alla

persona del soggetto passivo, come ad esempio la situazione familiare. Tipico caso di

imposta personale è l’IRPEF che colpisce tutti i redditi di un soggetto, con aliquote

progressive, e tiene anche conto di situazioni personali concedendo detrazioni d’imposta e

deduzioni dal reddito.

Chi deve pagare l’IRPEF e su quali Redditi viene calcolata l’imposta?

L’Irpef attualmente è obbligatoria per tutti i contribuenti, così come definito dall’Articolo 6

del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). I redditi a cui assoggettare l’Irpef sono

quei redditi prodotti da:

- lavoro dipendente

- lavoro autonomo

- redditi d’impresa

- redditi di partecipazione in società personali

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- redditi di capitale

- redditi diversi

- redditi per terreni, se superiori a 185,92 euro.

Semplificando, i soggetti che devono pagare l’Irpef sono i seguenti:

- Le persone fisiche residenti in Italia, per tutti i redditi posseduti

- Le persone fisiche non residenti, per i soli redditi prodotti in Italia.

Redditi esenti:

L’Irpef non è dovuta dai contribuenti il cui reddito complessivo è composto da:

- redditi di pensione fino a 7.500 euro

- redditi di lavoro dipendente o assimilato fino a 8.000 euro (per un periodo di lavoro non

inferiore a 365 giorni)

- redditi di pensione fino a 7.500 euro, goduti per l’intero anno, redditi di terreni per un

importo non superiore a 185,92 euro e reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione

principale e delle relative pertinenze

- redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro

- rendita catastale dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative

pertinenze

- redditi dominicali dei terreni, redditi agrari e redditi dei fabbricati per un importo

complessivo non superiore a 500 euro

- compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche fino 7.500 euro

- assegni periodici corrisposti dal coniuge fino a 7.500 euro

- redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente o altri redditi per i quali la detrazione

prevista non è rapportata al periodo di lavoro, fino a 4.800 euro.

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Le Nuove Tabelle per le Aliquote, i nuovi Scaglioni di reddito e Imposta

netta per il 2012:

L’Agenzia delle Entrate ha fissato, per il periodo d’imposta 2012, 5 scaglioni di reddito a

cui corrispondono 5 aliquote d’imposta come nella seguente tabella:

SCAGLIONI DI REDDITO

IMPONIBILE

ALIQUOT

A

IRPEF (LORDA)

fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito

oltre 15.000 e fino a 28.000 euro 27% 3.450 + 27% sulla parte eccedente

15.000 euro

oltre 28.000 e fino a 55.000 euro 38% 6.960 + 38% sulla parte eccedente

28.000 euro

oltre 55.000 e fino a 75.000 euro 41% 17.220 + 41% sulla parte eccedente

55.000 euro

oltre 75.000 euro 43% 25.420 + 43% sulla parte eccedente

75.000 euro

Come si calcola l’IRPEF: Reddito Imponibile e aliquote

Per poter calcolare l’Irpef è necessario determinare il reddito imponibile sottraendo dal

reddito complessivo gli oneri deducibili e la deduzione per l’abitazione principale (e sue

pertinenze).

Gli oneri deducibili che si possono detrarre dall’Irpef sono quelli indicati dall’Articolo 10 del

Tiur e riguardano alcune spese sostenute nel periodo d’imposta da parte del contribuente.

Ad esempio sono oneri deducibili:

- canoni, affitti ed altri oneri gravanti sui redditi degli immobili che concorrono a formare il

reddito complessivo

- le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e

permanente invalidità o menomazione

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- gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al

mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento

o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui

risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria

- gli assegni periodici corrisposti in forza di testamento o di donazione modale e, nella

misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, gli assegni alimentari

corrisposti a persone indicate nell’articolo 433 del codice civile

- i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge,

nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria

di appartenenza.

- le donazioni e le oblazioni erogati in favore delle organizzazioni non governative idonee

per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato.

Pertanto, per calcolare l’Irpef lorda è sufficiente calcolare l’imponibile sul reddito in questo

modo: Reddito complessivo - Oneri deducibili - Deduzione per abitazione principale =

Reddito Imponibile.

Per calcolare invece l’ Irpef netta bisogna sottrarre dall’Irpef lorda le detrazioni d’imposta.

Dunque: Reddito imponibile x Aliquota Scaglione = Irpef Lorda - Detrazioni d’imposta =

Irpef netta

Le detrazioni d’imposta sull’Irpef sono quelle riconosciute per familiari a carico, per

tipologia di reddito posseduto, per spese sostenute, ecc.

Addizionali Regionali e Comunali: chi deve pagarle?

Le addizionali Irpef sono imposte sul reddito che vanno versate a Regioni e Comuni da

tutti i contribuenti, sia residenti che non residenti, per i quali, nell’anno di riferimento,

risulta dovuta l’Irpef.

I contribuenti che non sono tenuti al versamento dell’Irpef grazie a detrazioni o crediti

d’imposta per redditi prodotti all’estero non sono tenuti neanche al versamento delle

addizionali regionali e comunali.

La base imponibile per il calcolo delle addizionali viene determinata dal reddito

complessivo dichiarato ai fini Irpef, al netto degli oneri deducibili e della rendita 6

dell’abitazione principale. Per calcolare gli importi delle addizionali che il contribuente

deve pagare occorre applicare al reddito imponibile l’aliquota fissata dalla Regione e dal

Comune di residenza.

Quando si paga l’Irpef 2012 con Modello 730 o Unico 2012?

I termini per la presentazione per la dichiarazione dei redditi 2011 tramite Modello 730

2012 o Modello Unico 2012 sono:

- entro il 30 aprile se il modello è presentato al sostituto d’imposta

- entro il 31 maggio se il modello è presentato al Caf o a un professionista abilitato

Chi può utilizzare il Modello 730 per pagare l’IRPEF nel 2012?

I contribuenti che possono utilizzare il Modello 730 sono coloro che nel 2011 hanno

prodotto i seguenti tipi di reddito:

- redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, ad esempio

co.co.co. e a progetto

- redditi di capitale

- redditi dei terreni e dei fabbricati

- redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA, ad esempio

prestazioni di lavoro autonomo esercitate saltuariamente

- redditi diversi, come ad esempio redditi di terreni e fabbricati situati all’estero

- alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata.

Il Modello Unico per le persone fisiche 2012 deve essere invece utilizzato per la

dichiarazione dei redditi dei contribuenti che non possono utilizzare il Modello 730 perché

non hanno i requisiti richiesti, e sono:

1) i contribuenti che nel corso del 2011 hanno posseduto: redditi d’impresa, redditi di

lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA, redditi “diversi”, plusvalenze derivanti

dalla cessione di partecipazioni qualificate o derivanti dalla cessione di partecipazioni non

qualificate in società residenti in Paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono

negoziati in mercati regolamentati

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2) i contribuenti che nel 2011 e/o nel 2012 non sono residenti in Italia

3) i contribuenti che nel 2012 percepiscono redditi di lavoro dipendente erogati

esclusivamente da datori di lavoro non obbligati alle ritenute d’acconto

4) i contribuenti che devono presentare anche una delle dichiarazioni: IVA, IRAP, sostituti

d’imposta Mod. 770 ordinario e semplificato

5) i contribuenti che devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti

6) i contribuenti lavoratori con contratto a tempo indeterminato, se non si conoscono i dati

del nuovo sostituto d’imposta.

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