Istituzioni di diritto privato, Sintesi di Istituzioni Di Diritto Privato. Università di Roma La Sapienza
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cs6931 agosto 2010

Istituzioni di diritto privato, Sintesi di Istituzioni Di Diritto Privato. Università di Roma La Sapienza

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PARTE PRIMA

DISPENSA DI DIRITTO PRIVATO  Fonti del diritto

 Fonti fatto: consuetudine, necessità, rinvio a fonti di altri ordinamenti.  Fonti atto (Italia):

 Costituzione, leggi costituzionali e leggi di revisione costituzionale  Trattati, regolamenti e direttive Ce (Comunità europea)  Leggi ordinarie (Stato e Regioni), decreti legge, decreti legislativi, referendum

abrogativi  Regolamenti (organi costituzionali, statali, enti territoriali)  Norme corporative (cioè le norme poste dai contratti collettivi)  periodo fascista  Usi:

 quando richiamati da fonti precedenti;  in materie non regolate da altra fonte (consuetudine).

 Interpretazione e antinomie  Criterio gerarchico, cronologico e di competenza  Riserva di legge (assoluta e relativa)  Principio di preferenza di legge  Iniziativa legislativa: approvazione (Camere)promulgazione

(Presidente)pubblicazione e vacatio legis  Efficacia della legge

 in base al tempo: irretroattività, abrogazione, illegittimità, leggi ad tempus  in base allo spazio: territorio italiano  in base ai soggetti destinatari della legge: italiani sul territorio e non

 Leggi speciali e leggi eccezionali  L’interpretazione: dottrinale, analogica (legis/iuris), autentica, letterale, sistematica,

estensiva (restrittiva)  Abrogazione: implicita, esplicita  Cenni sul referendum abrogativo

Fonti del diritto: qualsiasi fatto o atto idoneo a produrre norme giuridiche in un sistema dato. Fonti fatto: ripetitività di comportamenti, accadimenti, e/o situazioni che determinano regole di comportamento obbligatorie per tutti i consociati. Le fonti fatto di un ordinamento possono essere:  Consuetudine: a) è necessaria la stabilità e l’uniformità di comportamento tenuto nel tempo

(carattere oggettivo) e b) che i comportamenti rilevanti siano tenuti dai soggetti nel convincimento di conformarsi a una regola giuridica. La consuetudine ha vari utilizzi nei e tra i diversi ordinamenti: può essere usata per colmare le lacune dell’ordinamento in caso di una materia non disciplinata dalla legge; può essere conforme al testo scritto e quindi essere utilizzata come conferma; oppure può trovarsi in una situazione di contrasto con il testo scritto.

 Necessità (straordinaria): la forza normativa della necessità crea la regola di comportamento per fronteggiare evenienze altrimenti prive di disciplina giuridica.

 Rinvio a fonti di altri ordinamenti: lo Stato opera un rinvio alla fonte internazionale rendendola efficace nel nostro ordinamento. Il rinvio può essere mobile (si attribuisce efficacia nell’ordinamento interno alle viarie disposizioni che la fonte internazionale produrrà nel tempo) o recettizio ( si conferisce efficacia nell’ordinamento interno a una o più disposizioni del diritto internazionale indipendentemente dalla loro evoluzione futura).

Fonti atto: atti produttivi di norme giuridiche adottati dagli organi di competenza e secondo le procedure prescritte. Costituzione (diritto costituzionale): comprende tutte le norme che regolano i diritti e i doveri dei cittadini, che sanciscano l’organizzazione dello Stato, la forma di governo, la distribuzione dei poteri e il funzionamento dei vari organi. In essa sono contenuti i fondamenti dello Stato (1948). Leggi costituzionali e di revisione costituzionale: leggi necessarie in caso di modifica di norme costituzionali.

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Regolamenti della Ce: hanno immediata efficacia nel diritto interno degli Stati membri e prevalgono sulle norme statuali difformi. Direttive della Ce: prescrizioni rivolte agli Stati membri perché provvedano, ciascuno nel proprio ambito, all’armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative. Legge ordinaria: atto principale del Parlamento, costituisce l’espressione della funzione legislativa che la Costituzione attribuisce collettivamente alle due Camere (Stato e Regioni). Decreti legge: disposizioni emanate dal Governo in casi di straordinaria necessità e urgenza. Decreti legislativi: disposizione emanate dal Governo in base a una legge delega. Regolamenti: atti normativi di natura formalmente amministrativa aventi forza legge.

di organi costituzionali: delle due Camere, della presidenza della Repubblica, della Corte Cost.

statali: fonti secondarie che possono assumere la configurazione di decreti del Presidente della Repubblica e di decreti ministeriali. di enti territoriali minori: espressioni del decentramento amministrativo riconoscendo a Regioni, Province e Comuni la loro autonomia (bollettino ufficiale).

Usi: fonte di diritto sussidiaria che fa parte dell’ordinamento:  in quanto richiamati da fonti precedenti;  in materie non regolate da altra fonte (consuetudine).

Disposizione normativa: testo scritto (insieme di parole) a cui si deve attribuire un significato; norma giuridica: è il significato (risultato dell’interpretazione) della disposizione normativa. Interpretazione: operazione con cui si attribuisce significato alla disposizione normativa. Antinomia: situazione di conflitto in cui vengono a trovarsi due norme appartenenti allo stesso o a diversi ordinamenti giuridici. Criterio gerarchico: nell’ipotesi di fonti di grado diverso prevale quella di grado superiore. Criterio cronologico: nell’ipotesi di norme dello stesso grado prevale la più recente. Criterio di competenza: si verifica in situazioni dove esistano più fonti e a ciascuna delle quali è assegnato un differente ambito di materia. Se i limiti di competenza posti a una fonte sono violati, la norma posta è illegittima e si ha la possibilità di procedere alla sua eliminazione. Riserva di legge: limitazione o esclusione della potestà legislativa, prevista dalla Costituzione per alcune particolari materie; quando una norma costituzionale riserva alla legge la disciplina specifica non è ammessa l’adozione di altri atti normativi, quali i regolamenti o i provvedimenti del potere esecutivo. Il principio della riserva di legge comporta l’assoggettamento di tutti i provvedimenti legislativi al controllo di legittimità della Corte costituzionale (che invece non viene effettuata sugli atti del potere esecutivo). Riserva assoluta: si ha quando la disciplina della materia è riservata alla legge del Parlamento con l’eventuale possibilità, per le fonti secondarie, di emanare solo disposizioni di dettaglio strettamente necessarie all’esecuzione. Riserva relativa: ricorre quando la materia può essere disciplinata oltre che dalle leggi formali anche da altre fonti, ma soltanto dopo che siano stati fissati i limiti e i criteri direttivi: in questo caso si ha la possibilità di regolare la materia, nei limiti fissati dalla legge, mediante l’adozione di disposizioni secondarie confliggenti con la disciplina legislativa. Procedimento di formazione della legge: iniziativa legislativa, approvazione, promulgazione e pubblicazione.  Iniziativa legislativa: consiste nella presentazione alle Camere di un progetto di legge;

può essere fatta dal Governo (detto disegno di legge) con delibera del consiglio dei ministri e autorizzazione del Presidente della Repubblica; dai membri del Parlamento (individualmente o collettivamente); dal corpo elettorale con la proposta di 50.000 elettori (firme autenticate); dai Consigli regionali, provinciali e comunali e dal CNEL nei limiti delle competenze di tali organi.

Approvazione: viene da parte di ciascuna Camera secondo 4 distinti procedimenti: ordinario, abbreviato, decentrato e misto.

 Dopo l’approvazione è necessaria la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica.

Pubblicazione: la legge formata e approvata con uno dei 4 procedimenti visti viene promulgata dal Presidente della Repubblica e infine pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale”.

Vacatio legis: tempo che decorre dalla pubblicazione, necessaria per rendere conoscibile a tutti la nuova disposizione. Dopo il decorrere della vacatio (15 giorni che possono essere abbreviati o prolungati) il provvedimento diventa obbligatorio e deve essere rispettato.

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Efficacia della legge: con l’entrata in vigore la legge acquista efficacia; l’efficacia della legge può essere esaminata da diversi punti di vista:  in base al tempo: a) la legge non dispone che per l’avvenire (irretroattività) con valore

assoluto in campo penale; b) cessazione dell’efficacia della legge  abrogazione o dichiarazione di illegittimità costituzionale; c) leggi che circoscrivono la loro efficacia temporale (leggi ad tempus).

 in base allo spazio: l’efficacia spaziale delle fonti varia a seconde del tipo di ente che l’ha emanata. Nel caso di legge statale è estesa a tutto il territorio dello stato, inteso nei suoi vari elementi costitutivi (popolo, territorio, sovranità). Eccezioni per leggi valide solo in parte del territorio (come le leggi del Mezzogiorno).

 in relazione ai soggetti destinatari della legge: efficacia per tutti coloro che sono soggetti alla sovranità dello Stato legati ad esso per residenza o cittadinanza. Principio che subisce eccezioni nel caso della legge penale che può obbligare anche coloro che si trovano all’estero.

Leggi speciali: leggi che regolano particolari materie o situazioni. Non eccepiscono al principio della generalità poiché disciplinano situazioni ripetibili. Leggi eccezionali: leggi che regolano situazioni non ripetibili e che quindi derogano al principio della generalità. Interpretazione dottrinale: proposte di interpretazione che vengono avanzate dagli studiosi del diritto. Nel nostro ordinamento ha valore ausiliario, mentre in altri ordinamenti è considerata una fonte. Giurisprudenza: dottrina che studia l’attività degli organi giudiziari e il flusso delle loro decisioni. Interpretazione analogica: si coprono le lacune (buchi) dell’ordinamento attraverso il procedimento analogico.  Analogia legis: se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione si

cercherà di risolvere il caso utilizzando disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe.

 Analogia iuris: se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato.

Interpretazione autentica: fatta dallo stesso legislatore che con una o più disposizioni precisa con efficacia vincolante qual’è il significato reale da attribuire alla disposizione medesima. Interpretazione letterale: nell’applicare la legge non si può attribuire ad essa altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse. Interpretazione sistematica: attribuire alla disposizione normativa quel significato che essa può avere in quanto posta in relazione con tutte le altre che fanno parte del sistema (significati eguali per termini eguali in contesti simili e coerenti con i fini delle norme, cioè la ratio). Interpretazione estensiva: quando la regola, che è il risultato dell’interpretazione, ha un campo di applicazione più esteso rispetto al significato letterale della disposizione. Interpretazione restrittiva: è il caso opposto al precedente. Abrogazione: consegue all’inesauribilità del potere legislativo; corrisponde all’esigenza logica di adeguamento delle prescrizioni legislative, al mutare delle condizioni oggettive o anche delle scelte del legislatore. L’abrogazione ha la finalità di far cessare l’efficacia della legge precedente. Esistono tre ipotesi di abrogazione:  per abrogazione espressa del legislatore  abrogazione esplicita.  per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti  abrogazione implicita.  perché la nuova legge regola l’intera materia già regolata dalla legge precedente  abr.

implicita. Referendum abrogativo: ha forza legge equiparata alla legge ordinaria; è un particolare modo di abrogazione della legge previsto dall’art.75 Cost.; il referendum popolare abrogativo può essere indetto su richiesta di 500.000 elettori o di 5 Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

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Schemi studio tratti dal libro “Linguaggio e regole del diritto privato”.

PARTE PRIMA INTRODUZIONE

CAPITOLO 1: L’ORDINAMENTO GIURIDICO

 Il diritto è un universo di regole (l’ordinamento giuridico).  Il diritto può essere inteso:

– in senso oggettivo (o <<diritto oggettivo>>), indica un insieme di regole legali; – in senso soggettivo (o <<diritto soggettivo>>), una posizione di vantaggio garantita

dalla legge.

 Una prescrizione (o regola o norma) è una proposizione la cui funzione è quella di statuire (sin. stabilire) un comportamento e qualificarlo come obbligatorio, vietato o lecito.  obbligatorio: che deve essere tenuto;  vietato: che non deve essere tenuto;  lecito: che può essere tenuto.

 Le regole di diritto prescrivono in modo generale e astratto.

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 La sanzione è la conseguenza negativa per chi viola la prescrizione.

 E’ fonte del diritto qualsiasi atto o fatto idoneo a produrre norme giuridiche in un sistema dato. Esistono due tipi di fonte: – il precedente giudiziario consiste nel riprendere la decisione già avvenuta in un caso

analogo a quello da decidere; – l’atto legislativo è quel procedimento con cui l’autorità con il potere legislativo

produce un testo contenente regole di diritto.  Le norme di produzione sono le regole che disciplinano la produzione di norme del

sistema giuridico.  Entrano a far parte dell’ordinamento giuridico solo le norme prodotte in conformità

all’apparato delle fonti.  Le fonti in ordine gerarchico dell’ordinamento italiano sono:

Costituzione (1 Gennaio 1948), leggi costituzionali e leggi di revisione costituzionale Trattati, regolamenti e direttive Ce (Comunità europea)  Leggi ordinarie (Stato e Regioni), decreti legge, decreti legislativi, referendum

abrogativi Regolamenti (organi costituzionali, statali, enti territoriali)  Norme corporative (cioè le norme poste dai contratti collettivi)  promulgate dai

sindacati fascisti, in vigore fino a un’eventuale esplicita abrogazione  Usi : se richiamati da fonti precedenti o in materie non disciplinate da altre fonti

 L’entrata in vigore di una legge è subordinata a un percorso determinato: pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale  decorso del periodo di vacatio legis (15gg.)  in vigore.

 Nel caso ci siano leggi contrastanti riguardo ad una stessa fattispecie la scelta della norma da utilizzare avviene seguendo la gerarchia delle fonti, quindi il criterio cronologico, e infine la competenza della fonte.

 L’antinomia è il contrasto tra norme successive nel tempo rilevato dall’interprete. Il criterio cronologico è quello per risolvere questo tipo di conflitto, che fa prevalere la norma più recente.

 Il principio gerarchico subentra nel caso in cui le norme in contrasto appartengano a fonti di grado diverso, prevale cioè la fonte superiore di grado.

 In Italia abbiamo 5 codici fondamentali: Codice civile, Codice di procedura civile, Codice penale, Codice di procedura penale, Codice della navigazione. Al di fuori dei codici esistono numerose altre leggi, anche di grande importanza per la vita privata e pubblica.

 L’abrogazione di una legge è la cessazione dell’efficacia di una norma giuridica (non ha più valore e non deve più essere applicata). Si distinguono 3 ipotesi di abrogazione: 1 - per dichiarazione espressa del legislatore (abrogazione espressa); 2 - per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti (abrogazione tacita); 3 - perché la nuova legge regola l’intera materia già regolata dalla legge anteriore (abr.

tacita). Una particolare abrogazione è il referendum popolare abrogativo indetto su richiesta di 500.000 elettori o di 5 Consigli regionali. Non è ammesso per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

 Tra le cause di cessazione della legge non ci sono: 1 - la consuetudine abrogativa, cioè li ripetersi di un comportamento contrario alla legge

sorretto dalla convinzione della conformità all’ordinamento; 2 - la desuetudine, costante disapplicazione della regola nella convinzione di

corrispondenza con l’ordinamento giuridico.  La norma abrogata mantiene la sua forza normativa con riguardo ai casi che si siano

verificati prima dell’abrogazione (irretroattività delle leggi: la legge non dispone che per l’avvenire).

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 Il diritto transitorio (o intertemporale) risolve situazioni giuridiche sorte sotto il vigore della vecchia disciplina e che non si siano concluse al sopravvenire della nuova.

 Le fonti di cognizione sono quei documenti in cui si raccolgono i testi delle norme giuridiche formate attraverso le fonti di produzione:

1 - Costituzione; 2 - Codici; 3 - Gazzetta Ufficiale; 4 - raccolte redatte da editori privati.

 La giurisprudenza è la dottrina che studia l’attività degli organi giudiziari e il flusso delle loro decisioni. Ha una notevole importanza per determinare l’evoluzione del diritto.

 Esistono riviste private che pubblicano sentenze giuridiche. Insieme al testo della sentenza, per favorire la consultazione, sono presenti:

1 - la rubrica, breve sintesi della materia e del contenuto della decisione; 2 - la massima, breve enunciazione del principio di diritto di cui si è fatto applicazione.

CAPITOLO 2: L’APPLICAZIONE DELLE NORME GIURIDICHE

 Da una fattispecie astratta, per mezzo della sussunzione si passa ad una fattispecie concreta.

 La disposizione normativa (o testo normativo) è il testo scritto, cioè il complesso di parole a cui bisogna attribuire un significato.

 La norma giuridica è il significato (risultato dell’interpretazione) della disposizione normativa.

 Le disposizioni possono dare adito a diversi significati. L’operazione con cui si attribuisce un significato alla disposizione normativa si chiama interpretazione della legge:  interpretazione letterale, significato palese delle parole in relazione al contesto; interpretazione logica, capire l’intenzione del legislatore, la ratio della norma;  interpretazione sistematica, considerando tutte le altre disposizioni normative;  analogia legis, si risolve il caso utilizzando disposizioni che regolano casi simili o

materie analoghe;  analogia iuris, facendo ricorso ai principi generali del codice civile.

 Le interpretazioni possono essere (in base a chi interpreta):  Giudiziale, fatta dal giudice che formula una regola concreta;  Dottrinale, fatta dagli studiosi del diritto;  Autentica, fatta dal legislatore con una o più nuove disposizioni che prescrivono come

si debbano interpretare disposizioni vigenti di difficile interpretazione.

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CAPITOLO 3: IL DIRITTO PRIVATO E LE SUE FONTI Diritto privato Diritto pubblico  le parti sono in relazione di reciproca

uguaglianza  autonomia privata (regolare da se la

soddisfazione dei propri interessi)  interessi disponibili (individuali o collettivi)

 supremazia della pubblica autorità  interessi indisponibili (che toccano l’intera

collettività)

 All’invecchiamento del codice il legislatore reagisce tramite la novellazione (riforma di parti del codice) e la codificazione (promulgando nuove leggi da affiancare al codice).

 Il codice civile vigente è del 1942. Formato da 6 libri: 1 -Delle persone e della famiglia 2 -Delle successioni 3 -Della proprietà 4 -Delle obbligazioni 5 -Del lavoro 6 -Della tutela dei diritti

 Ruolo della Costituzione nei rapporti tra privati: 1 -utile nell’interpretazione 2 -detta i principi generali 3 -talvolta può essere direttamente applicata

 L’uso ha ancora una concreta rilevanza nel diritto privato: 1 -Usi normativi, si tratta della consuetudine come fonte di diritto che si applica solo in

mancanza di regole scritte o per espresso richiamo di queste. 2 -Usi contrattuali, è la prassi contrattuale diffusa nel traffico economico, o in particolari

zone. 3 -Usi interpretativi, sono il modo in cui viene comunemente inteso un certo termine o

clausola.  L’equità è il criterio della giustizia nel caso concreto, cioè secondo quel che appare al

giudice. L’equità non è fonte primaria di diritto ma può essere richiamata dalla legge (fonte secondaria).

 La costituzione della CEE ha portato a due esigenze:

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– Uniformare il diritto interno degli Stati membri  direttive CEE – Regolare le situazioni che non si esauriscono in uno Stato  diritto internazionale

privato  Nel del diritto internazionale privato la legge :

 determina l’ambito della giurisdizione italiana;  stabilisce i criteri per l’individuazione del diritto applicabile;  regola l’efficacia delle sentenze e degli atti stranieri.

 Per i criteri di collegamento nel diritto internazionale privato le linee seguite dalla legge sono:  La legge nazionale regola lo stato e la capacità delle persone fisiche e i diritti della

personalità, i rapporti di famiglia, la protezione degli incapaci, la successione a causa morte, le donazioni; in senso ampio tutti i rapporti in cui prevale il riferimento alla persona.

 La legge del luogo regola il possesso, la proprietà e i diritti reali sui beni mobili e immobili e i diritti sui beni immateriali, le obbligazioni non contrattuali e le questioni di forma degli atti giuridici (matrimonio, riconoscimento di figlio naturale, testamento e donazione).

 La legge indicata dalla volontà delle parti regola le obbligazioni contrattuali, consente ai contraenti di scegliere la legge cui assoggettare tutto il contratto o parte di esso.

 Esiste un limite all’importazione del diritto straniero: la legge stabilisce che in nessun caso la legge straniera sia applicabile se i suoi effetti sono contrari all’ordine pubblico.

PARTE SECONDA LE CATEGORIE GENERALI

CAPITOLO 4: LE SITUAZIONI GIURIDICHE

 Un rapporto giuridico è una relazione disciplinata dalla legge.

 Una situazione giuridica soggettiva è la situazione o posizione in cui si trova il soggetto per effetto della applicazione di una o più regole di diritto. La situazione può essere attiva (per la parte avvantaggiata) o passiva (per la parte svantaggiata).

 Situazioni giuridiche soggettive:  Obbligo (e divieto)  la situazione del soggetto che deve (o non deve) tenere un certo

comportamento.  Facoltà  la situazione del soggetto che può lecitamente compiere un atto; cioè al

quale è lecito tenere il comportamento descritto dalla norma.  Potere  la situazione del soggetto che può efficacemente compiere un atto; cioè

produrre determinate conseguenze giuridiche.  Due situazioni giuridiche devono essere distinte dall’obbligo:

Soggezione  situazione di un soggetto che subisce le conseguenze dell’esercizio di un potere altrui.

Onere  è la descrizione del comportamento da tenere se si vuole ottenere un certo risultato.

 La regola di diritto funziona da “trasformatore” di una relazione di fatto in un rapporto giuridico.

Diritto soggettivo: la legge attribuisce a un soggetto un potere per la tutela primaria e diretta del proprio interesse.

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Interesse legittimo: quando una persona è portatrice di diritto coincidenti con l’interesse generale della collettività (rapporti tra privati e P.A.). La tutela di questi interessi è di competenza della P.A. Esempio: concorso pubblico.

Funzione (o ufficio): situazione non soggettiva in cui si combinano potere e dovere. Il

potere porta al titolare 2 conseguenze:  il titolare può e deve curare e proteggere gli interessi altrui;  il potere è vincolato allo scopo: ogni atto di esercizio del potere che si discosti dallo

scopo prefissato costituisce un abuso.

Potestà: complesso di poteri e doveri dei genitori; doveri di cura della persona dei figli minori e potere di rappresentare i figli in tutti gli atti civili. Non c’è più parità tra le parti, come nell’ufficio, ma autorità. Anche in questo caso il potere è vincolato allo scopo di realizzare l’interesse dei figli.

Diritti assoluti: diritti che si possono far valere nei confronti di tutti.  Diritti reali diritti sulle cose che attribuiscono al loro titolare il potere di trarne

utilità:  Diritti reali sulla proprietà.  Diritti reali di godimento: consentono di trarre dalla cosa solo definite e limitate

utilità. Abitazione, enfiteusi, uso, usufrutto, servitù, superficie.

 Diritti reali di garanzia: attribuiscono al titolare il potere di soddisfarsi sulla cosa posta a garanzia del proprio credito, con preferenza agli altri creditori: pegno e ipoteca.

Diritti relativi: diritti che si possono far valere solo nei confronti di determinati soggetti.  Diritti di credito: pretesa di una prestazione che si possa valutare economicamente.

Potere di esigere una prestazione da parte del debitore.  Diritti potestativi: diritti che attribuiscono al titolare un potere che determina una

soggezione di chi lo subisce.

 L’obbligazione è un rapporto giuridico in forza del quale una persona (creditore) ha diritto di pretendere da un’altra (debitore) una prestazione suscettibile di valutazione economica.

Titolarità: concetto che indicalarelazione di appartenenza di un diritto(o obbligo) ad un soggetto. L’acquisto del diritto può avvenire con due modalità differenti:  Acquisto a titolo originario: il diritto si costituisce in capo a una persona senza

dipendere dalla posizione di un titolare precedente.  Acquisto a titolo derivativo: il diritto dell’acquirente ha fonte del diritto del

precedente titolare; esiste cioè una relazione di dipendenza tra il diritto del dante causa (alienante) e quello dell’avente causa (acquirente), per cui:  l’avente causa acquista il diritto così com’era in capo all’autore (o dante causa);  se viene meno il diritto dell’alienante, viene meno anche il titolo (o diritto)

dell’acquirente. L’acquisto a titolo derivativo si divide in:  acquisto derivativo traslativo: all’acquirente si trasmette lo stesso diritto del

dante causa.  acquisto derivativo costitutivo: in capo all’acquirente si costituisce un nuovo

diritto che ha fonte nel diritto dell’autore (o dante causa).

 Una situazione simile ma con un ambito più vasto è la successione (non si riferisce solo ai diritti ma anche agli obblighi): è ogni sostituzione di un soggetto ad un altro come titolare di un diritto o un obbligo  continuità nel rapporto giuridico attraverso il mutare dei titolari. Vengono trasferiti tutti i diritti e obblighi di un soggetto a un altro. La successione può essere:  a titolo universale: riguarda la totalità dei diritti e obblighi (patrimonio) o una parte di

essi. 9

Si verifica a causa morte con la successione dell’erede nell’universalità dei diritti e obblighi che spettavano al defunto.

a titolo particolare: riguarda uno o più rapporti giuridici determinati.

 La durata di un diritto può essere:  legata alla vita del titolare: diritto fondamentali (ossia diritto alla vita, all’integrità fisica,

alla dignità, all’onore, alla riservatezza, alla libertà di pensiero, …);  perpetua: come la proprietà e i contratti a tempo indeterminato (con possibilità di

recesso);  limitata: contratti a tempo determinato.

Da un diverso punto di vista, il tempo è un elemento rilevante ai fini dell’estinzione dei diritti nella prescrizione e decadenza: istituti dominati dall’esigenza di certezza che è propria degli strumenti di tutela dei diritti.

 Altri posizioni protette:  interessi diffusi, cioè riferibili a intere categorie, classi sociali o collettività delimitate

(consumatori, donne, lavoratori, …);  particolari situazioni in formazione:

 aspettativa legittima: situazione prodromica (principio di qualcosa), cioè una legittima attesa dell’evento finale che completerà la fattispecie e produrrà l’effetto giuridico. Protetta dal diritto. Esempio: un soggetto acquisisce l’eredità solo se si laurea  alla morte del testatore si sono già verificati alcuni degli elementi della fattispecie acquisitiva: testamento a suo favore e appunto la suddetta morte che apre il testamento.

 aspettativa di fatto: situazione che si fonda su eventualità (o speranze) future rispetto alle quali nessun elemento della fattispecie si è definitivamente formato. Non sono protette dal diritto poiché non hanno rilevanza. Esempio: persona che avrebbe titolo a succedere; il testamento è sempre revocabile per cui la sorte può riservare all’erede anche le più funeste sorprese.

 Se il titolare di un diritto compie atti non compresi tra quelli che ha la facoltà o il potere di fare commette un illecito o compie atti inefficaci; questo non è abuso del diritto perché il diritto di compiere quegli atti non c’è affatto; abuso è usare male qualcosa che c’è.

Abuso: uso arbitrario, illecito o eccessivo di diritti, cose, autorità, cariche o titoli.

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CAPITOLO 5: I FATTI E GLI ATTI GIURIDICI

Fatto giuridico: qualsiasi accadimento al quale una norma giuridica collega un qualsiasi effetto.

Atto giuridico: ogni comportamento, lecito o illecito, che la legge prende in considerazione in quanto imputabile ad una persona come sua propria azione (le azioni umane). Gli atti giuridici si dividono in:  Atti leciti: sono gli atti consentiti dal nostro ordinamento e sono:

 Le operazioni (o atti materiali o comportamenti), sono modificazioni della realtà.  Le dichiarazioni che sono atti diretti a comunicare ad altri il proprio pensiero e la

volontà.  Dichiarazione o manifestazione di volontà: atto che esprime l’interesse di un

soggetto a ottenere una certa cosa.  Dichiarazione di conoscenza o di verità: asserire che certi fatti si sono verificati.  Dichiarazione di scienza: atto mediante il quale si pongono altri soggetti a

conoscenza di un certo fatto o situazione (come la confessione). Non è un negozio giuridico.

Attiilleciti: sono gli atti contrari a una norma giuridica, perciò ledono gli interessi (generali o particolari) protetti dalla norma e in quanto tali sanzionati:  Illecito penale: comportamenti lesivi di un bene la cui tutela è di interesse generale

a cui si collega una pena a carico dell’autore del reato.  Illecito amministrativo: comportamenti che violano norme imposte nei confronti

della Pubblica Amministrazione a cui si collega una sanzione amministrativa.  E’ illecito civile un comportamento che lede direttamente un interesse particolare

protetto da una norma giuridica e provoca un pregiudizio per il soggetto leso. L’illecito civile è fonte di responsabilità, e cioè dell’obbligo di risarcire il danno cagionato.

Autonomia: disciplinare (regolare) gran parte dei propri interessi da parte degli stessi interessati (con la propria volontà): contratto, testamento, matrimonio, procura, ecc…

 Gli atti giuridici si dividono:  per la struttura in:

 Atti unilaterali: dichiarazione proveniente da una sola parte.  Atti bi – o plurilaterali: si combinano dichiarazioni provenienti da due o più parti.  Atto unipersonale: è il testamento, che può essere fatto da una sola persona (è

vietato il testamento congiunto).  per l’oggetto in:

 Atti patrimoniali: diretti a regolare primariamente interessi economici (come il contratto).

 Atti non patrimoniali: diretti a regolare interessi personali (come il matrimonio).  per la funzione in:

 Atti tra vivi: destinati a regolare i rapporti tra viventi.

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 Atti a causa morte: destinati a regolare la successione dei diritti e obblighi dopo la morte del titolare. Per eccellenza è il testamento.

 a se sono gli atti personalissimi, cioè quelli che possono essere compiuti solo personalmente e direttamente dall’interessato (riconoscimento di figlio naturale, matrimonio,…).

Quando una dichiarazione è fatta su uno scritto si forma un documento. Il linguaggio giuridico usa la parola atto sia per indicare la manifestazione di volontà (o di conoscenza) sia per indicare il documento cui esso fa riferimento.

Negozio giuridico: manifestazione di volontà diretta a costituire, regolare o estinguere rapporti giuridici La nozione di negozio è utile per:  individuare e raccogliere in una solo categoria i diversi strumenti dell’autonomia

negoziale, cioè gli atti con cui si esercita quella speciale libertà dei privati di regolare da sé i propri interessi;

 riconosce una certa omogeneità di problemi nel campo degli atti di autonomia e sfruttare l’interpretazione sistematica e l’analogia per risolverli.

Vedere Paragrafo 9 pag. 74-76. regole molto generali  importante.

Legittimazione: potere di compiere (efficacemente) un atto giuridico con riguardo a un determinato rapporto.

Rappresentanza: potere conferito a un soggetto (rappresentante) di compiere atti giuridici che producano direttamente i loro effetti nei confronti di un altro soggetto (rappresentato). La rappresentanza può essere:  conferita dalla legge (rappresentanza legale).  conferita dall’interessato (rappresentanza volontaria).

 La rappresentanza può essere diretta o indiretta:  diretta: quando un soggetto ha potere di agire in nome e per conto di un altro.

Così l’atto giuridico ha effetto diretto nella sfera del rappresentato.  indiretta: quando un soggetto agisce per conto di altri ma in nome proprio.

Così l’atto giuridico ha effetto immediato nella sfera del rappresentante e successivamente il quello del rappresentato tramite un atto di ritrasferimento.

Rappresentanzaorganica: quando il potere attribuito all’organo consiste nel compiere atti giuridici in nome e nell’interesse della collettività o dell’ente.

Procura: atto unilaterale di attribuzione del potere di rappresentanza. Non si tratta di un accordo tra le parti (rappresentante e rappresentato). Se l’accordo c’è da origine a un contratto. In certi casi il sostituto ha soltanto il potere di trasmettere una dichiarazione dell’interessato  si tratta allora di un messo (o nuncio); la volontà espressa è esclusivamente del rappresentato. Il rappresentante invece ha il potere di discrezione e di decisioni  ha il potere di dare il suo consenso con effetti per il rappresentato.

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CAPITOLO 6: I SOGGETTI

Soggetto di diritti e obblighi: capo d’imputazione di situazioni e rapporti giuridici. Soggetto di attività giuridica: capo d’imputazione di atti e fatti giuridici.

LA PERSONA FISICA (sono gli essere umani)  Capacità giuridica: attitudine a essere titolari di diritti e obblighi.Si acquista con la

nascita.  Capacità di agire: attitudine a compiere validamente atti giuridici. Si acquista con la

maggiore età.  Perdita della capacità di agire: interdizione (perdita totale) e inabilitazione (limitazione).

Incapacità naturale corrisponde alla incapacità di intendere e di volere. Insieme alla minore età l’interdizione e l’inabilitazione esauriscono il campo della incapacità legale d’agire.  Interdizione: abituale infermità di mente tale da rendere la persona incapace di

provvedere ai propri interessi. Il tutore ha compiti di rappresentanza legale, sotto il controllo del giudice tutelare per le operazioni di straordinaria amministrazione. L’interdizione può essere legale (condanne da 5 anni in su) oppure giudiziale (infermità mentale). L’interdetto giudiziale non può testare, l’interdetto all’ergastolo può. L’interdizione legale non riguarda gli atti personali (perché lederebbe i diritti inviolabili dell’uomo).

Inabilitazione: infermità di mente meno grave. La persona inabilitata può compiere atti giuridici ma deve essere assistito da un curatore; non può essere amministratore di una Spa.

 La persona è imputabile quando la capacità di intendere e di volere sussisteva nel momento in cui l’atto illecito veniva compiuto.

 Capacità giuridica speciale: attitudine a essere titolare di un determinato rapporto giuridico. Es.:  15 anni: età minima per poter assumere i diritti e gli obblighi del lavoratore.  Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro.  16 anni è l’età minima per contrarre matrimonio, per il riconoscimento del proprio figlio

naturale e a essere riconosciuto  minore emancipato. L’emancipato non può donare.

Nascita: coincide con il momento della prova della respirazione. Non importando se il soggetto sia vitale. Il nascituro ha diritti:  Patrimoniali capacità di succedere e di ricevere una donazione.  Non patrimonialivita e salute.

 La morte si fa coincidere con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo. Nessun diritto o obbligo può essere imputato al defunto.

Commorienza: tutte le persone si considerano morte nello stesso momento. Regola che si applica quando non si può stabilire la cronologia della morte di più persone.

Scomparso:  Il Tribunale nomina un curatore che amministra i beni.  Dopo 2 anni  dichiarazione di assenza, viene aperto il testamento e gli eredi

acquisiscono possesso temporaneo.  Dopo 10 anni  dichiarazione di morta presuntaapertura della successione.

 I luoghi della persona:

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Domicilio: luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Oltre al domicilio generale si possono ottenere più domicili speciali.

Dimora: luogo in cui la persona si trova ad abitare.  Residenza: luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

Potestà:  Comune accordo.  Decadenza per violazione dei doveri o abuso di potere da parte del genitore.  Minore soggetto a tutela se entrambi i genitori decadono dalla potestà.

 La potestà dei genitori comprende:  Complesso di prerogative che riguardano la cura della persona del figlio.  Potere-dovere di amministrazione dei beni di cui i figli siano titolari.  Potere di rappresentanza: i genitori sostituiscono i figli in tutti gli atti civili.  Usufrutto legale sui beni del figlio: percepire i frutti e destinarli al mantenimento della

famiglia.

LA PERSONA GIURIDICA (centro di interessi diversi dall’uomo singolo)  Persone giuridiche private:

 Associazioni, nate per accordo degli associati.  Fondazioni, nate per volere del fondatore.  Società di capitali (Spa, Sapa, Srl).

 Associazioni non riconosciute:  non si può chiedere la divisione del fondo comune;  chi agisce per l’associazione risponde personalmente;  l’associazione sta in giudizio nella persona di chi ne ha la presidenza. Il comitato è una sorta di associazione non riconosciuta:  i promotori organizzano una raccolta di fondi. Chi contribuisce è un sottoscrittore;  i promotori rispondono personalmente e solidalmente.

 La persona giuridica è composta da:  Elemento materiale (soggetti, patrimonio, scopo, organi).  Elemento formale (riconoscimento formale). Acquisto della personalità giuridica iscrizione nel registro delle persone giuridiche presso le prefetture e pubblicità della costituzione. La persona giuridica gode di autonomia patrimoniale, è un soggetto distinto.

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CAPITOLO 7: I BENI

 Si può parlare di beni in 2 sensi:  Qualsiasi attività che può formare oggetto di un diritto.  Qualsiasi diritto che abbia ad oggetto l’attività economica.

 Esisto 2 grandi categorie di beni:  Beni immobili: tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo.

Suolo, sorgenti e corsi d’acqua, alberi, edifici, costruzioni anche se unite al suolo a scopo transitorio.

Beni mobili: tutti gli altri beni. Per alcuni beni mobili vengono applicate regole simili a quelle applicate per i beni immobili:  Mobili registrati (es.: autoveicoli). Dove mancano norme specifiche si applicano le

disposizione relative ai beni mobili.  Universalità di mobili: pluralità di cose che appartengono a una stessa persona e

hanno una destinazione unitaria (come l’azienda, la collezione, la biblioteca, il gregge, la mandria).

 Relazioni tra le cose:  Pertinenza: rapporto nel quale si individua una cosa principale ed un’altra chiamata

pertinenza, destinata in modo durevole al servizio o all’ornamento della prima. Gli atti e i rapporti che hanno per oggetto la cosa principale comprendono anche la pertinenza se non è disposto diversamente.

Cosa composta: l’integrità della cosa composta esige la compresenza di tutti gli elementi essenziali (es.: ruote dell’automobile).

 Ci sono diverse categorie di cose:  Cose generiche: quelle di cui non interessa l’identità ma solo l’appartenenza a un

genere definito da certi connotati.  Cose specifiche: quelle che vengono in considerazione per la loro particolare identità. Con l’individuazione la cosa generica diventa cosa specifica.  Cose fungibili: cioè sostituibili.  Cose infungibili: insostituibili, esiste solo un esemplare o ha caratteristiche che la

rendono unica. Altra differenziazione:  Cose consumabili. Cose inconsumabili: la cui normale utilizzazione non implica alterazione o implica solo

deterioramento (es.: l’automobile).  Frutti: sono beni provenienti da altri beni.

Frutti naturali: provengono direttamente dalle cose, vi concorra o no l’opera dell’uomo.

Frutti civili: corrispettivo che si ricava da una cosa in cambio del godimento che si cede ad altri.

 La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti (privati o pubblici) o a privati. Tra i beni pubblici si possono distinguere:

Beni demaniali: beni che appartengono allo Stato, alle Province o ai Comuni.  Demanio naturale: lido del mare, spiaggia, rade e porti, fiumi, torrenti e laghi.  Demanio artificiale: strade, strade ferrate, autostrade, aeroporti, immobili di

interesse artistico e archeologico, archivi, biblioteche, pinacoteche, etc.  Beni del patrimonio indisponibile: beni che servono a soddisfare un interesse

pubblico. Foreste, miniere e cave, torbiere, cose mobili di interesse archeologico o artistico, caserme, armamenti, aerei militari, navi da guerra, la dotazione della Presidenza della repubblica. E tutti gli edifici appartenenti agli enti indicati, e destinati a sede di pubblici uffici, e i loro arredi.

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Beni del patrimonio disponibile (dello stato e degli enti pubblici): beni che sono oggetto di un diritto di proprietà regolato dalle norme comuni del Codice Civile. Salvo le leggi speciali.

Beni pubblici: beni che appartengono a enti pubblici non territoriali e che sono destinati a un pubblico servizio. Non posso essere sottratti alla loro destinazione se non nei modi previsti dalla legge.

CAPITOLO 8: LA TUTELA DELLE SITUAZIONI GIURIDICHE

 La tutela dei diritti che è il titolo del Libro sesto del Cod. Civ. sta a indicare una gamma molto ampia di strumenti di protezione e attuazione delle situazioni giuridiche soggettive. Tutte queste funzioni mirano a prevenire quanto più possibile le liti o a rendere più facile e prevedibile la loro risoluzione.

I. GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ  La pubblicità dei fatti e di atti giuridici assicura la conoscibilità legale di diversi tipi di atto:

a) informarsi con facilità sulla condizione giuridica dei beni che si vuole acquistare; b) poter contare sulla sicurezza degli acquisti fatti; c) la condizione delle persone fisiche che operano nel traffico contrattuale; d) la struttura e gli organi delle persone giuridiche che operano nel traffico contrattuale.

 In base alle conseguenze giuridiche, che la legge collega alla pubblicità, questi mezzi si dividono in:  Strumenti di pubblicità-notizia: per assicurare la conoscibilità legale di determinati

fatti per esigenze di carattere pubblico, senza esservi effetto riguardo all’efficacia del fatto o dell’atto reso pubblico.

 Strumenti di pubblicità dichiarativa: la conoscibilità non è fine a se stessa ma condiziona l’efficacia dell’atto, nel senso che in mancanza della pubblicità l’atto non può essere fatto valere verso determinati terzi (inefficacia relativa o inopponibilità). Es.: registro delle imprese e degli immobili (trascrizione).

 Strumenti di pubblicità costitutiva: l’atto non produce effetti se non quando è stato reso pubblico (grado più forte di pubblicità). Es.: donazione, fatta con atto pubblico.

 La trascrizione è lo strumento di pubblicità predisposto per gli atti relativi all’acquisto della proprietà o di diritti reali su beni immobili e mobili registrati.

 Consiste nel riportare il contenuto essenziale dell’atto in appositi registri, rendendolo così legalmente conoscibile.

 La trascrizione segue le regole del principio consensualistico: la proprietà e gli altri diritti si trasferiscono per effetto del solo consenso legittimamente manifestato tra le parti.

Effetto giuridico della trascrizione è l’opponibilità degli atti trascritti verso terzi che vantino diritti sullo stesso bene in base ad un atto trascritto o trascritto in data posteriore.

 Trascrivere è un onere per la parte interessata e un obbligo per il pubblico ufficiale che redige l’atto (notaio).

 La trascrizione si può eseguire se in forza di:  sentenza;  atto pubblico;  scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente.

 La trascrizione non è un mezzo di prova dell’atto. Poiché è accompagnata da una nota che se lacunosa può rendere inutile la trascrizione. La trascrizione avviene sulla base della nota.

 La certezza dell’acquisto si ha solo sulla base della continuità della trascrizione: cioè una sequenza non interrotta di trascrizioni.

 Gli atti soggetti a trascrizione sono i contratti, gli atti unilaterali e provvedimenti giudiziali con cui:  si trasferisce la proprietà dei beni immobili e mobili registrati;  si trasferiscono, costituiscono e si estinguono diritti reali limitati;  si costituiscono rapporti di locazione ultranovennale;  si conferiscono immobili per una durata ultranovennale in società o associazione, etc.;  ogni altro atto o provvedimento che produca gli stessi effetti:

 divisioni;  accettazione di eredità o legato;  contratto preliminare.

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 I registri di immobili sono organizzati su base personale: cioè sul soggetto alienante e acquirente (doppia trascrizione); mentre i registri di mobili registrati sono organizzati su base reale: cioè ordinati in base al numero di targa.

 Per i beni mobili non registrati il meccanismo di certezza della circolazione è quello del possesso (cioè della disponibilità di fatto della cosa), in particolare di quello di buona fede.

II. LE PROVE  L’autonomia privata nel giudizio civile si traduce nel principio dispositivo: spetta alle

parti interessate promuovere la difesa dei propri diritti (iniziativa di parte). Così è per le prove. Nel processo civile non è il giudice a dover ricercare le prove dei fatti rilevanti per la causa; è interesse e compito di ciascuna parte dimostrare l’esistenza dei fatti che fondano le sue ragioni.

 Nel caso in cui siano in gioco gli interessi della generalità o interessi indisponibili prevale il principio inquisitorio: il giudice deve cercare la verità (inquisire), e il compito delle parti può essere quello di suggerire o di offrire la prova di fatti rilevanti (come nel procedimento per l’interdizione).

 Chi vuol far valere un diritto in giudizio ha l’onere di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento (onere della prova). Mentre chi eccepisce (oppone) che il diritto si è modificato o estinto deve portare i fatti su cui l’eccezione si fonda.

 Dare prova di un fatto significa dimostrare che un fatto è accaduto. Non si tratta di trovare la certezza ma di ridurre l’incertezza del fatto. I mezzi di prova si distinguono in:  Prove documentali: quando la funzione di prova è affidata a un mezzo materiale che

serve da documento di un fatto o atto. Scritto, fotografia, riproduzioni meccaniche, rilievo scientifico di dati, documenti magnetici e informatici. Dette anche prove precostituite poiché è possibile la predisposizione ai fini di una futura necessità di prova.

Prove semplici: testimonianza, giuramento, confessione resa in giudizio, l’ispezione, la perizia, presunzione semplice. Dette non precostituite: possono formarsi in corso di causa.

 Le prove documentali:  L’atto pubblico è il documento redatto (scritto) da un notaio o altro pubblico ufficiale

autorizzato ad attribuire valore di atto pubblico. L’atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.

 La scrittura privata è un semplice documento scritto, sottoscritto dalle parti (basta un pezzo di carta e la firma). La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta.

 Le riproduzioni meccaniche fanno piena prova dei fatti o documenti rappresentati se la persona, contro cui sono prodotte, non ne disconosce la conformità all’accaduto.

 La scrittura privata autenticata è un documento redatto dalle parti e sottoscritto davanti a un pubblico ufficiale, il quale attesta che la firma è stata apposta in sua presenza e dunque è autentica.

 La data dell’atto pubblico è certa.  La data della scrittura privata non ha data certa; lo diviene attraverso la registrazione; o

può risultare indirettamente, ad esempio: morte dell’autore dell’atto (l’atto è di certo anteriore alla morte), sopravvenuta impossibilità fisica, timbro postale sulla scrittura.

 Le prove semplici:  La prova per testimoni è una dichiarazione resa al giudice durante l’interrogatorio del

testimone sui fatti di cui egli abbia avuto diretta conoscenza.  Il limite generale alla prova testimoniale riguarda i contratti.  E’ sempre ammessa la prova per testimoni dei contratti di vendita internazionali.  Ci sono casi in cui la prova testimoniale non è ammessa, ma è necessaria la prova

per iscritto come nella transazione e nell’assicurazione.  La prova testimoniale non è mai prova legale, il giudice ne apprezza liberamente

l’attendibilità.

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 La confessione è la dichiarazione che una parte fa della verità di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli all’altra parte:  non vincola il giudice a ritenere colpevole il reo confesso;  resa in giudizio è prova legale dei fatti dichiarati;  non è efficace quando ad essa si aggiungono altri fatti che tolgono o limitano

l’efficacia del primo.  Il giuramento è il mezzo di prova che consiste nella dichiarazione della verità di un

fatto effettuata nella forma richiesta dalla legge:  è prova legale per eccellenza;  il rifiuto di giurare fa perdere la causa;  se la parte giura non è più ammessa prova contraria. Il giuramento si divide in:  giuramento decisorio: è quello che la parte deferisce (cioè rimette) all’altra per

farne dipendere la decisione totale o parziale di una causa.  giuramento suppletorio: quello deferito d’ufficio dal giudice a una delle parti al

fine di decidere la causa quando la domanda o le eccezioni non sono pienamente provate ma non del tutto sfornite di prova.

 La presunzione indica un’argomentazione che sulla base di un fatto noto risale a fatto ignoto:  semplice: fatta dal giudice; è un modo di valutare i risultati delle prove, ed è

ammessa solo nei casi in cui è ammessa la prova testimoniale;  legale: è l’onere della prova che si ha quando è la legge stessa a prevedere che un

fatto rilevante si debba considerare accaduto senza necessità di darne prova;  assoluta: quando la presunzione legale non ammette prova in contrario;  relativa: quando la presunzione legale ammette prova contraria.

 Gli atti dello stato civile costituiscono prova legale di fatti materiali e di atti giuridici (nascita, matrimonio, morte).

III. LA CERTEZZA NEL TEMPO  La prescrizione è un modo di estinzione dei diritti fondato sulla inerzia del titolare che non

lo esercita per il tempo determinato dalla legge. Non opera per i diritti indisponibili e per altri diritti indicati dalla legge (diritto al nome, …). I modi di operare della prescrizione sono i seguenti:  Decorrenza: la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere

fatto valere  Sospensione: l’orologio si ferma e il tempo trascorso finché dura la causa di

sospensione non è computato ai fini del decorso del termine. Vedere art.2941 e 2492.  Interruzione: quando cessa l’inerzia del titolare, la prescrizione si interrompe: è

necessaria un’esigenza di certezza che si ottiene attraverso la notificazione di un atto con cui si inizia un giudizio; azzera il periodo di prescrizione; può derivare dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale può essere fatto valere.

Durata: il termine ordinario di prescrizione è di 10 anni.  La decadenza produce l’estinzione del diritto per il decorso del tempo previsto dalla legge

o dalla volontà delle parti senza che sia stato esercitato. Nella decadenza il diritto deve essere esercitato entro un dato termine, in genere molto breve, per rendere la situazione definitivamente chiara (esigenza di certezza assoluta); non hanno rilievo gli impedimenti soggettivi che, nella prescrizione, giustificano l’inerzia: solo l’esercizio del diritto evita la decadenza. Il termine di decadenza è inesorabile, non si tiene conto cioè di nessuna causa. Esempio: se il compratore non denunzia i vizi della cosa acquistata entro 8 giorni dall’acquisto, allora decade il diritto di garanzia. Unico limite alla decadenza è che il termine pattuito non renda troppo difficile l’esercizio del diritto.

IV. LA LITE  Possibilità di far valere in giudizio il proprio diritto, cioè di proporre al giudice una domanda

che egli debba prendere in considerazione  giudizio che si concluda con una sentenza che dia torto o ragione a chi l’ha avviato questa è l’azione cioè il potere di agire in giudizio.

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 Per proporre una domanda in giudizio è necessario avervi interesse = la legittimazione ad agire (potere di promuovere l’azione) suppone un interesse ad agire.

 Esistono situazioni in cui si attribuisce il potere di iniziativa a soggetti che non sono titolari di un diritto, ma che si ritengono portatori di un interesse qualificato; come ad esempio:  l’azione per interdizione o inabilitazione è esperibile dai congiunti dell’infermo di mente;  l’azione per promuovere la decadenza dalla potestà dei genitori o altri provvedimenti di

tutela dei minori spettano all’altro genitore e ai parenti;  le opposizioni al matrimonio possono essere sollevate pure dai parenti;

 Esistono situazioni in cui si attribuisce il potere di iniziativa a collettività che non si identificano in gruppi costituiti a loro volta come soggetti di diritto. Si tratta di interessi diffusi.

Attore: chi esercita l’azione.  Convenuto: chi si difende negando la pretesa dell’attore (sollevando eccezioni).  Eccezione: azione in cui si oppone a una richiesta ragioni sufficienti per sottrarvisi in tutto

o in parte (contraddire). Cioè paralizzano o limitano la pretesa avversaria. Esempio: alla richiesta del rimborso di un prestito io posso eccepire l’avvenuto pagamento, cioè opporre il fatto che l’ho già pagato.

PARTE TERZA INTERESSI E RAPPORTI

CAPITOLO 9: I DIRITTI DELLA PERSONA

 I diritti inviolabili sono protetti dai seguenti materiali normativi:  Costituzione;  Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (Roma 1950);  Convenzione sui Diritti dell’uomo e la biomedicina (Oviedo 1997);  Codice Civile;  Norme penali;  Leggi speciali.

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 Art.2 della Costituzione: <<La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità … >>.

Diritto alla vita: lo Stato tutela la vita umana dal suo inizio.  Diritto all’integrità fisica  la lesione all’integrità fisica è considerata danno ingiusto e

quindi fondamento di responsabilità civile.  Sono vietati gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione

permanente dell’integrità fisica.  Diritto alla salute: diritto soggettivo assoluto e diritto fondamentale di consumatori e

utenti.  Diritti della personalità:

 Dignità della persona: impone comportamenti di rispetto della persona.  L’integrità morale: è un bene oggetto di tutela penale nei casi di ingiuria e diffamazione.

Negli altri casi è una questione delicata poiché spesso è in conflitto con altre situazioni.  Diritto all’identità personale: è il diritto a non essere <<presentato>> agli occhi del

pubblico in modo falsato rispetto ai valori e ai connotati fondamentali con i quali si caratterizza la presenza sociale della singola persona.

Tutela dell’identità:  Nome: protetto contro l’uso che altri indebitamente ne faccia. Al giudice si può

richiedere:  cessazione dell’abuso (azione inibitoria);  risarcimento degli eventuali danni;  la pubblicità della sentenza in uno o più giornali.

Pseudonimo: tutelato quando abbia acquistato l’importanza del nome.  Protezione dell’immagine: vietata la riproduzione e la diffusione senza il consenso

del raffigurato. Per analogia si proteggono tutti gli altri aspetti identificativi.  Diritto alla vita privata e alla riservatezza: in riferimento alla difesa della zona di

intimità e al controllo delle informazioni che riguardano la nostra persona in tutte le sue espressioni; ovvero la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali:  Trattamento: raccolta, conservazione, elaborazione, utilizzazione, comunicazione,

diffusione, distribuzione, etc.;  Dati personali: qualsiasi informazione che identifichi direttamente o indirettamente

persona fisica e giuridica, ente o associazione. La legge 675/96 ha istituito un Garante composto da 2 membri del Senato e 2 della Camera per proteggere la privacy.

Diritto alla libertàautodeterminazione  libertà fondamentali: libertà personali, libertà di circolazione, libertà di riunione, di associazione, di fede religiosa, di manifestazione del pensiero.

Mezzi di tutela: inibitoria, pubblicazione di sentenze, risarcimento del danno.

CAPITOLO 10: UGUAGLIANZA E DIFFERENZE

Status: situazione soggettiva attiva che indica una qualità giuridica del soggetto rispetto alla collettività. Lo status assume rilevanza rispetto ad alcuni diritti che a questo sono collegati: come il diritto di voto esercitato solo da chi gode della cittadinanza italiana.

 La situazione passiva dell’onere ricorre quando il soggetto ha un potere, ma l’esercizio di esso è condizionato a un adempimento: come il compratore che intende far valere la garanzia per i vizi della cosa acquistata ha l’onere di denunciare i vizi entro 8 giorni dal momento che li ha scoperti.

 Si è cittadini anzitutto per nascita: a. dovunque si sia nati, se figli di padre e di madre cittadini; b. se nati nel territorio della repubblica:

 da genitori ignoti o apolidi;

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 da genitori stranieri la cui legge non preveda che il figlio segua la cittadinanza dei genitori.

 La cittadinanza poi si acquista:  per adozione da parte di cittadino italiano;  per matrimonio con cittadino italiano dopo 6 mesi di residenza in Italia o 3 anni di

matrimonio;  per concessione con decreto del Presidente della Repubblica.

Definizioni: Apolide: colui che non ha la cittadinanza di nessuno Stato. Esempio: è apolide il cittadino che allontanandosi dal suo paese senza autorizzazione, risiede per 20 anni nel territorio italiano: così facendo perde la cittadinanza di origine e non acquista quella italiana. Gli apolidi sono sottoposti alle leggi italiane e devono effettuare il servizio militare. Il figlio di genitori apolidi nato in Italia acquista la cittadinanza italiana.

CAPITOLO 11: IL DIRITTO DI PROPRIETÀ 1. IL CONTENUTO DELLA PROPRIETÀ: PROBLEMI E FONTI NORMATIVE La disciplina della proprietà è contenuta nella Costituzione (art.42 e 44), nel Codice civile e in numerose leggi speciali.  Costituzione , art. 42. << … La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che

ne determina i modi di acquisto, di godimento ed i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale (art. 832 del c.c.) e di renderla accessibile a tutti … >>. L’articolo definisce come il Codice civile deve regolare il diritto sulla proprietà, giustificando l’imposizione di limiti alla libertà del proprietario di determinare modi e finalità di utilizzazione dei beni la proprietà non è un diritto unicamente costituito nell’interesse del singolo proprietario.

Codice Civile, art. 832. <<Il proprietario ha il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico >>.  Facoltà di godere, cioè la facoltà di trarre utilità dalla cosa.  Potere di disporre, cioè il potere di decidere e attuare operazioni materiali sulla cosa

e di determinare la sorte giuridica della cosa.  Diritto pieno, se la legge non stabilisce limiti, il proprietario può fare ciò che crede

della cosa e del proprio diritto.

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Diritto esclusivo, il proprietario può pretendere dagli altri un comportamento che non ostacoli il libero e pieno godimento del bene.

Il diritto del proprietario è perpetuo e non si applica la prescrizione (l’usucapione è eccezionale).

I poteri e le facoltà del proprietario variano a seconda dei seguenti contesti:  il bene oggetto della proprietà (differenti beni, differenti discipline): un immobile viene

trattato diversamente da un quadro o da un’automobile;  l’identità del proprietario: influisce sulle facoltà e i poteri che questo può esercitare;

situazioni diverse a seconda di persona, incapace legale, persona giuridica o gruppo;  scopo della proprietà: come nel caso del patrimonio destinato a uno scopo.

Le new properties pongono particolari problemi nella disciplina della proprietà: beni e valori dematerializzati. Spesso quindi il Codice civile, così delineato, mal si adatta a tali situazioni.

2. LA PROPRIETÀ PRIVATA NEL CODICE CIVILE Nel Codice civile la maggior parte degli articoli del diritto di proprietà è dedicata alla proprietà fondiaria (cioè proprietà del suolo e degli immobili). Nel Codice civile cioè la disciplina della proprietà coincide con quella della proprietà immobiliare  motivazione legata all’importanza avuta nel passato.

 Il proprietario non può usare la cosa con lo scopo di nuocere agli altri (sono vietati cioè gli atti emulativi), art.833. Esempio: costruire un muro altissimo con lo scopo di limitare la vista del vicino.

 La proprietà non soffre limiti di tempo  non si applica la prescrizione. Se però il bene cade in possesso di terzi questo può acquistarlo per usucapione.

3. LA PROPRIETÀ FONDIARIA La proprietà non è esente da limiti, ovvero la facoltà di godere e il potere di disporre della cosa non sono assoluti: esistono limiti pubblici (che incidono sull’interesse della collettività) e limiti privati (che incidono sugli interessi individuali di altri proprietari).  Limiti nell’interesse pubblico: legati all’accentuata necessità di proteggere meglio il

territorio, le acque, i boschi  attraverso regolamentazioni, come nel caso delle distanze legali da strade, autostrade, ferrovie, cimiteri, nonché imposizioni sui fondi per assicurare certe utilità della P.A. (come passaggi di linee telefoniche ed elettriche, vincoli forestali e idrogeologici). Altri interessi pubblici sono protetti attraverso l’espropiazione per attuare opere pubbliche e razionalizzare lo sfruttamento del territorio (viene data la giusta indennità per risarcire il danno subito).

 Limiti nell’interesse privato: tendono essenzialmente a regolare i rapporti tra proprietà vicine (come le distanze nelle costruzioni e piantagioni, delle luci e delle vedute, e norme concernenti le immissioni e gli atti di emulazione).

I due aspetti non sono divisi in modo netto ma le norme che, approssimando, tendono a risolvere i rapporti di vicinato riguardano conflitti di interessi tra proprietari; le norme che riguardano l’urbanistica e la proprietà agricola riguardano interessi pubblici.

 La proprietà del suolo si estende al sottosuolo e allo spazio sovrastante. Il proprietario del suolo però non può opporsi ad attività di terzi che si svolgono a tale profondità nel sottosuolo o a tale altezza nello spazio sovrastante che egli non abbia interesse ad escluderle (art.840).

 Il proprietario non può sfruttare miniere, cave, torbiere che fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato e delle Regioni; non può appropriarsi di reperti archeologici; non può opporsi all’esecuzione di opere di pubblico interesse (come le opere idrauliche), art.840.

 Tra i poteri del proprietario c’è quello di vietare l’ingresso nel fondo  l’art.841 prevede che egli possa chiudere il fondo (cioè recintarlo o compiere altre opere adatte a impedirne a chiunque l’accesso). Esistono varie deroghe al precedente articolo: per esempio al vicino che debba costruire o riparare un muro o altra opera propria o comune, o a chi debba recuperare una sua cosa o animale che vi si trovi accidentalmente (art.843).

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Altra eccezione è dovuta alla caccia e alla pesca: il proprietario non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia a meno che il fondo non sia chiuso alla caccia per legge, via siano colture suscettibili di danno o per chi non ha la licenza di caccia. Per l’esercizio della pesca occorre il consenso del proprietario (art.842).

4. I RAPPORTI DI VICINATO Il rapporto di vicinato è fonte di vari limiti della proprietà privata, che hanno 3 caratteristiche:  automaticità, i limiti nascono direttamente dall’esistenza della situazione prevista dalla

legge;  reciprocità, quel che vale per l’uno vale anche per l’altro, sacrificio e vantaggio sono

reciproci;  gratuità, non esistendo uno squilibrio di vantaggi non c’è un compenso.

Un limite generale alla proprietà fondiaria è il divieto di immissioni (cioè fastidi che si propagano da un fondo a un altro come fumi, esalazioni, calore, rumori, scuotimenti e simili propagazioni). Il criterio di equilibrio prescelto per giudicare è quello della normale tollerabilità, criterio legato alle condizioni del luogo (art.844). Altri due criteri completano quello principale:  contemperare le ragioni della proprietà con quelle della produzione: non sempre è

possibile eliminare le immissioni, poiché richiederebbe costi talvolta sproporzionati rispetto all’interesse dell’altra parte.

priorità di un determinato uso: le ragioni della produzione possono portare ad alzare la soglia di tolleranza imposta (es.: se vado ad abitare sopra una falegnameria …).

Sono legittimati ad agire, oltre ai proprietari, anche i possessori e i detentori (come gli inquilini) degli immobili vicini.  I rimedi sono:

 l’ordine di cessare l’abuso (azione inibitoria);  provvedere alle misure necessarie per ridurre le immissioni;  se ne sussistono i presupposti il risarcimento del danno.

Negli ultimi decenni il problema delle immissioni si è legato molto con quello dell’inquinamento, portando a una vasta legiferazione che spesso ha stabilito criteri e accorgimenti tecnici per la limitazione dell’inquinamento nell’interesse generale.

La seconda fonte di limiti è data dalle norme sulle distanze nelle costruzioni e nelle piantagioni:  distanza tra gli edifici (3 metri), art.873: scopo di evitare intercapedini troppo strette

(distanze maggiori sono imposte da leggi speciali e regolamenti comunali, per fini diversi).  il proprietario può decidere di costruire sul confine (salvo nel caso di aperture di finestre e

salvo le norme imposte dai regolamenti comunali). L’altro, a questo punto, ha una scelta: o costruisce in aderenza, oppure rispetta la distanza costruendo in posizione arretrata all’interno del proprio fondo (art.874 e 877).

 se il primo proprietario costruisce non sul confine, ma a una distanza dal confine minore della metà di quella prescritta dal codice o dai regolamenti, l’altro ha un diritto potestativo di ottenere la comunione forzata del muro (acquista la proprietà della striscia di terra dal confine al muro, di cui dovrà pagare il valore). Il primo però potrà impedire l’occupazione del suo suolo portando la sua costruzione al confine, o arretrandola fino alla metà della distanza prevista. (art.875)

Il proprietario che costruisce per primo può determinare in concreto l’arretramento del vicino rispetto al confine  criterio della prevenzione temporale.

 Distanza tra la costruzione e il confine. Questo accade quando il problema riguarda l’apertura di finestre, che si distinguono in:  Vedute (balconi, finestre e simili), la cui distanza minima dal confine è metà di quella

tra le costruzioni. L’apertura di una veduta influisce anche sulla distanza legale tra le costruzioni (art.905): infatti una volta acquisito da parte del proprietario il diritto di avere vedute dirette sul fondo vicino (sia per effetto di una servitù di veduta, sia per effetto della costruzione a distanza inferiore alla metà di quella che vale per le costruzioni) il proprietario del fondo

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vicino, che voglia a sua volta costruire, dovrà mantenersi alla distanza di 3 metri dal muro in cui è aperta la veduta, senza poter costruire in aderenza. (art.907)

Luci (passaggio di luce o aria; come ad esempio le grate delle celle del carcere), non impediscono al vicino di acquistare la comunione del muro ne di costruire in aderenza (salvo che ci sia un contratto di servitù di luce). (art.904)

 La disciplina delle distanze è prevista anche per pozzi, canali, piantagioni, ecc…(art.889 ss.).

La violazione delle norme sulla distanza possono produrre (anche cumulabili):  riduzione in pristino;  risarcimento del danno.

Altri limiti sono stabiliti da leggi speciali e regolamenti edilizi comunali.

5. LA PROPRIETÀ EDILIZIA Lo scopo dominante le norme sulla proprietà edilizia è di combinare:  l’interesse dei privati di edificare sul suolo di loro proprietà;  l’interesse generale di assicurare uno sviluppo razionale dell’edilizia.

Le norme di edilizia derivano da varie fonti:  Codice Civile: contiene poche norme che disciplinano le distanze tra le costruzioni,

l’edificazione (come quelle relative alle luci e vedute).  Leggi speciali: stabiliscono regole da osservarsi nelle costruzioni ( in particolare gli

standards urbanistici, norme antisismiche, norme di tutela ambientale).  Piani regolatori: piano regolatore generale approvato dalla Regione e il piano regolatore

particolareggiato predisposto da ciascun Comune.  Regolamenti edilizi comunali. Ma la fonte che – generalmente – riassume tutte quelle elencate è il piano regolatore comunale che prevede quali aree possono essere edificate, quali mantenute verdi, quali destinate a pubblici servizi; stabilisce inoltre i caratteri delle zone edificabili (altezze, volumi, aree a giardino, …).

Il proprietario di un’area che intenda edificare, riedificare o modificare un edificio già esistente non può farlo se non ottiene dal Comune una concessione che certifichi la conformità del progetto al piano regolatore la concessione attribuisce ad un soggetto la facoltà che non aveva. Per avere una concessione il proprietario deve pagare un contributo (spese di urbanizzazione e costo di produzione). Le norme di edilizia rispondono a esigenze diverse e disciplinano situazioni differenti:

norme allo scopo di migliorare l’utilizzazione privata come nel caso delle distanze viste sopra (rapporti di vicinato)  la violazione di tali norme da diritto alla riduzione in pristino e al risarcimento;

norme dirette a realizzare interessi generali (criteri di igiene ed estetica):  rimedi di diritto amministrativo abbattimento (contesto pubblico);  se la violazione determina una diminuzione del patrimonio  risarcimento del danno

(contesto privato).

6. LA PROPRIETÀ AGRICOLA  La disciplina sulla proprietà agricola è influenzata soprattutto dai contratti agrari. Il c.c.

prevede:  minima unità culturale area minima divisibile (art.846);  obbligo di esecuzione di opere per talune tipologie di aree per i proprietari di terreni

dichiarati soggetti a bonifica o sottoposti a vincoli per scopi idrogeologici. Talvolta è previsto anche l’obbligo di riunione in consorzi, il cui scopo e quello di provvedere all’esercizio delle opere necessarie.

7. I MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETÀ La proprietà può essere acquistata:  A TITOLO DERIVATIVO (relazione di dipendenza tra l’alienante e l’acquirente):

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Contratto: accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale, cioè suscettibile di valutazione economica.

Successione a causa morte: fenomeno per cui, alla morte di una persona, i rapporti giuridici patrimoniali (attivi e passivi) di cui egli era titolare si trasferiscono a un altro soggetto.

A TITOLO ORIGINARIO (non dipende dalla posizione di un titolare precedente):  Occupazione, riguarda le cose mobili che non sono proprietà di alcuno (abbandonate

non smarrite). Si acquistano prendendone possesso (art.923). Come nel caso della pesca nelle acque pubbliche. La selvaggina invece fa parte del patrimonio indisponibile dello Stato e viene acquistata nel rispetto delle regole sulla caccia.

Invenzione, riguarda le cose mobili smarrite. Dal ritrovamento e dalla consegna al Sindaco può derivare l’acquisto della proprietà (dopo 1 anno) o il diritto a un premio se il proprietario si presenta a reclamare la cosa. (art 927 e 928) Nel caso di ritrovamento di cosa, questa appartiene al proprietario del fondo; ma se il ritrovatore è una persona diversa dal proprietario, spetta per metà a uno e metà all’altro (art.932).

Accessione, si verifica quando un bene mobile viene in rapporto con uno immobile che lo “attrae” così che tutto diventa proprietà del bene principale (immobile). Piante e materiali da costruzione che sono attratti nella proprietà del suolo su cui si pianta o si edifica (art.934,935,936,937). Un caso particolare è quello dell’accessione invertita: nel caso in cui il costruttore, iniziata l’edificazione sul suolo di sua proprietà, l’abbia poi continuata sconfinando sull’attiguo fondo altrui, ciò facendo nella convinzione di costruire sempre sul suolo di sua proprietà, può chiedere al giudice di respingere la domanda di demolizione del proprietario e di trasferire a suo favore il diritto di proprietà della superficie occupata. Il giudice può accogliere la domanda del costruttore che dovrà indennizzare il proprietario nella misura del doppio valore della superficie occupata, oltre all’eventuale risarcimento dei danni.

Unione, cioè la mescolanza di cose mobili che non possono essere separate senza deterioramento. La proprietà è del proprietario della cosa di maggior valore, che deve però pagare il valore dell’altra cosa. Se le due cose hanno poca differenza di valore, la proprietà diventa comune. Caso della macchina verniciata con vernice di terzi.

Specificazione, quando una persona adopera una materia che non le apparteneva per formare una cosa nuova. Proprietario della cosa nuova è chi ha compiuto l’opera, a meno che il valore del materiale sia nettamente superiore a quello della mano d’opera.

Usucapione, possesso continuato per 20 anni.  Acquisto del possesso di buona fede di cosa mobile.  Altri modi stabiliti dalla legge come il riscatto.

8. I MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETÀ PUBBLICA Lo Stato acquista la proprietà secondo i modi di acquisto di diritto comune o tramite i seguenti modi privilegiati:  Espropriazione per motivi di interesse generale e con il pagamento di una giusta

indennità. È prevista anche per abbandono (come nel caso di immobili).  Nazionalizzazione: consiste nel trasferire attività economiche. Spesso è necessaria in

parallelo l’espropriazione d’azienda.  Requisizione: sottrazione temporanea di beni immobili e mobili per gravi e urgenti

necessità pubbliche.

Definizioni: Riscatto  vendita con patto di riscatto: con essa il venditore si riserva il diritto di riottenere la proprietà della cosa venduta restituendo al compratore il prezzo pagato e il rimborso stabilito.

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commenti (3)
fatti bene :)
ottima
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