L'imprenditore e l'imprenditore agricolo - Diritto Commerciale, Sintesi di Diritto Commerciale. Università di Parma
cicciomonta
cicciomonta25 maggio 2012

L'imprenditore e l'imprenditore agricolo - Diritto Commerciale, Sintesi di Diritto Commerciale. Università di Parma

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Diritto Commerciale

L’IMPRENDITORE

Secondo l’art. 2082 del c.c. è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di bene e servizi. Da tale affermazione si ricava che l’impresa è un attività, ovvero una serie coordinata di atti caratterizzati sia da uno specifico scopo, sia da una specifica modalità di svolgimento. Inoltre per avere impresa è essenziale che l’attività produttiva sia condotta con metodo economico, cioè secondo modalità che consentono quanto meno la copertura dei costi con i ricavi ed assicurano l’autosufficienza economica. Perché l’attività possa dirsi economica è essenziale che essa possa essere astrattamente lucrativa cioè che può ma non deve procurare lucro.

Il codice civile distingue diversi tipi di imprese e di imprenditore in base a 3 criteri:

1)L’OGGETTO dell’impresa che determina la distinzione tra :

IMPRENDITORE AGRICOLO (2135): ovvero colui che esercita una delle seguenti attività : coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Le attività agricole possono essere distinte in due grandi categorie:

1. Attività agricole essenziali : dirette alla cura e allo sviluppo del ciclo biologico di carattere vegetale o animale che utilizzano il bosco, le acque dolci, salmastre o marine

2. Attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione, e valorizzazione di prodotti ottenuti con le attività essenziale.

Perché un’attività possa considerarsi connessa ad un’attività agricola essenziale devono sussistere degli elementi di collegamento:

a. Connessione soggettiva : il soggetto che la esercita deve essere imprenditore agricolo. b. Connessione oggettiva : l’attività connessa deve essere collegata a quella principale.

IMPRENDITORE COMMERCIALE (2195): è imprenditore commerciale, è qunidi soggetto all’obbligo

di registrazione nel registro delle imprese colui che esercita : 1. Attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi; 2. Attività intermediaria nella circolazione di beni; 3. Attività di trasporto; 4. Attività bancaria o assicurativa; 5. Attività ausiliare alle precedenti.

Qualsiasi altra attività nelle quali non rientrano attività agricole.

2) LA DIMENSIONE dell’impresa in base alla quale è individuato:

PICCOLO IMPRENDITORE (2083): sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Anche la legge fallimentare afferma che sono piccoli imprenditori, gli imprenditori esercenti un’attività commerciale, i quali sono stati riconosciuti, titolari di un reddito inferiore al minimo imponibile; in mancanza di tale riconoscimento, sono considerati piccoli imprenditori, quelli esercenti un’attività commerciale nella cui azienda risulta essere stato investito un capitale non inferiore 900.000 LIRE.

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IMPRESA ARTIGIANA : È imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente un attività svolgendo prevalentemente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. L’attività deve avere come oggetto la produzione di beni, anche semilavorati, o la prestazione di servizi. La legge inoltre prevede che l’artigiano possa servirsi del lavoro dei dipendenti, ma stabilisce il numero massimo in base all’attività. Se il numero viene superato, l’imprenditore non è più considerato artigiano.

IMPRESA FAMILIARE : impresa nella quale collaborano il coniuge, i parenti entro il 3° grado e gli affini entro il 2°grado dell’imprenditore : cosiddetta famiglia nucleare. In tale impresa i beni aziendali restano di proprietà dell’imprenditore-datore di lavoro e i diritti patrimoniali costituiscono semplici diritti di credito nei confronti del familiare imprenditore, nonché gli atti di gestione ordinaria.

3) LA NATURA del soggetto che esercita l’impresa, che determina la tripartizione legislativa fra:

IMPRESA SOCIETARIA : dove esistono diversi tipi di società, ovvero società che esercitano attività non commerciali (S.S.) e società che svolgono sia attività agricola che commerciale.

IMPRESA PUBBLICA : sono quelle attività d’impresa che possono essere svolte dallo Stato o da altri enti pubblici.

IMPRESA SOCIALE: quelle attività d’impresa che esercitano un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi di utilità sociale. (assenza dello scopo di lucro).

L’ACQUISTO DELLA QUALITA’ DI IMPRENDITORE si acquista con l’effettivo inizio dell’esercizio dell’attività d’impresa. Infatti l’effettivo inizio dell’attività d’impresa è spesso preceduto da una fase preliminare di organizzazione più o meno lunga e complessa. Quando viene creata una stabile organizzazione, anche un solo di esercizio sarà sufficiente per affermare che l’attività è iniziata. La stessa iscrizione nel registro delle imprese non è condizione né necessaria né sufficiente per l’attribuzione della qualità di imprenditore commerciale. Oltre all’inizio vi è la fine dell’impresa, che è di regola preceduta da una fase di liquidazione. Perciò la qualità di imprenditore si perde solo con la chiusura della liquidazione. La capacità all’ esercizio di attività di impresa si acquista con la piena capacità di agire e quindi al compimento del 18° anno di età. Si perde in seguito ad interdizione o inabilitazione. Il minore o l’incapace che esercita attività d’impresa non acquista la qualità d’imprenditore. Però è possibile l’esercizio di attività d’impresa per conto di un incapace da parte dei rispettivi rappresentanti legali o da parte di soggetti limitatamente capaci di agire ( inabilitato, minore emancipato, beneficiario di amministrazione di sostegno).

LO STATUTO DELL’IMPRENDITORE

Gli imprenditori avvertono da sempre la necessità di poter disporre con facilità di informazioni veritiere e non contestabili su fatti e situazioni delle imprese con cui entrano in contatto. Per le imprese commerciali questa esigenza è soddisfatta dallo stesso legislatore co l’introduzione di un sistema di pubblicità legale: l’obbligo di rendere di pubblico dominio determinati atti o fatti relativi alla vita dell’impresa, lo strumento attraverso cui viene realizzata la pubblicità legale è il registro delle imprese, dove vengono iscritti gli atti e i fatti dell’imprenditore inerenti all’esercizio della sua attività d’impresa. Tale registro è istituito in ciascuna provincia presso la camera del commercio ed è retto sotto la vigilanza di un giudice delegato dal presidente del tribunale del capoluogo di provincia. Esso è articolato in una :

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1. Sezione ordinaria : dove sono iscritti gli imprenditori, per i quali l’iscrizione nel registro delle imprese produce gli effetti di pubblicità legale. Serve non solo a rendere conoscibili i dati pubblicati ma anche : • Efficacia dichiarativa: rileva solo sul piano della conoscenza e dell’opponibilità del atto o del

fatto. • Efficacia costitutiva: dove l’atto è produttivo di effetti sia fra le parti che per i terzi (efficacia

costitutiva totale) o solo nei confronti dei terzi ( efficacia costitutiva parziale). • Efficacia normativa : è presupposta per la piena applicazione di un determinato regime

giuridico. 2. Sezione speciale: dove sono iscritti gli imprenditori per i quali l’iscrizione ha solo la funzione di

pubblica notizia, vale a dire imprenditori agricoli, piccoli imprenditori e le società semplici. L’iscrizione nella sezione speciale non produce nessuno degli effetti della iscrizione ordinaria in quanto ha di regola solo la funzione di certificazione anagrafica e di pubblica notizia.

SCRITTURE CONTABILI sono documenti che contengono la rappresentazione dei singoli atti d’impresa, della situazione del patrimonio e risultato economico dell’attività svolta. La norma (2214) pone il principio generale che l’imprenditore deve tenere tutte le scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa. Stabilisce inoltre che in ogni caso devono essere tenuti determinati libri contabili :

a) Libro giornale : che è un registro cronologico-analitico dove devono essere indicate giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa.

b) Libro degli inventari : che è un registro periodico sistemico e deve essere redatto all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno.

Tutte le scritture contabili devono essere tenute secondo le norme di ordinata contabilità, devono essere conservate per 10 anni. L’imprenditore che non tiene regolarmente le scritture contabili non può utilizzarle come mezzo di prova a suo favore, e in caso di fallimento incorre a sanzioni penali per bancarotta semplice o fraudolenta.

RAPPRESENTAZIONE COMMERCIALE

Nello svolgimento della propria attività l’imprenditore può avvalersi della collaborazione di altri soggetti. Soggetti inseriti nella propria organizzazione aziendale per effetto di lavoro subordinato che li lega all’imprenditore (ausiliari interni) e di soggetti esterni all’organizzazione che collaborano con l’imprenditore attraverso mandati, commissioni e spedizioni (ausiliari esterni). In entrambi i casi la collaborazione può riguardare anche la conclusione di affari con terzi in nome e per conto dell’imprenditore, ovvero l’agire in rappresentanza dell’imprenditore attraverso alcune figure tipiche di ausiliari interni :

1. L’ISTITORE : colui che è proposto dal titolare all’esercizio dell’impresa o una sede secondaria o a un ramo di essa. Esso è il direttore generale dell’impresa. È tenuto congiuntamente con l’imprenditore all’adempimento degli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili dell’impresa. Non può compiere atti come la vendita o l’affitto dell’azienda.

2. I PROCURATORI : sono coloro che in base ad un rapporto continuativo, hanno il potere di compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa pur non essendo preposti ad esso. Essi sono di grado inferiore agli istitori in quanto non posti a capo dell’impresa. Non hanno rappresentanza processuale dell’imprenditore e non sono soggetti all’iscrizione nel registro delle imprese ne alla tenuta delle scritture contabili.

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3. I COMMESSI : sono coloro a cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li pongono in contatto con i terzi. Ad essi è riconosciuto il potere di rappresentanza dell’imprenditore anche in mancanza di uno specifico atto di conferimento. Possono compiere le operazione nella quale sono incaricati. Non possono modificare i prezzi delle merci o fare sconti senza autorizzazione.

L’AZIENDA

E’ il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. Essa è un insieme di beni eterogeni, non necessariamente di proprietà dell’imprenditore che subisce modificazioni quali-quantitative nel corso dell’attività. La norma mira ad assicurare l’avviamento soggettivo : per avviamento s’intende l’attitudine a produrre reddito e a realizzare profitto; esso si distingue in :

• Oggettivo : quello intrinseco al funzionamento dell’azienda e viene conseguito al momento dell’acquisto dell’azienda.

• Soggettivo : quello che dipende dai dati personali dell’imprenditore, ed in particolare dalle sue capacità di attrarre, conservare ed accrescere la clientela.

Trasferimento : per aversi trasferimento di azienda non è necessario che l’atto di disposizione comprenda l’intero complesso aziendale, ma si può avere anche quando l’imprenditore traferisce un ramo particolare della sua azienda, purché dotato di organicità operativa. Infatti, necessario, ma anche sufficiente, è che sia trasferito un insieme di beni potenzialmente idoneo ad essere utilizzato per l’esercizio di una determinata attività d’impresa. Il trasferimento può essere a titolo definitivo ( vendita ) o a titolo temporaneo (usufrutto, affitto).

L’alienazione dell’azienda produce degli effetti che riguardano il divieto di concorrenza dell’alienante, i contratti, i cediti e i debiti aziendali.

• Per quanto riguarda il divieto di concorrenza dell’alienante, possiamo afferma che chi aliena un’azienda commerciale deve astenersi per un periodo di 5 anni dal trasferimento, dall’iniziare una nuova impresa, che possa comunque per l’oggetto, l’ubicazione o altre circostanze sviare la clientela dell’azienda ceduta.

• Per quanto riguarda la successione nei contratti aziendali, è previsto che l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale.

• Se l’imprenditore ha già adempiuto le obbligazioni a suo carico residuerà un credito nei confronti del terzo, viceversa, residuerà un debito dell’imprenditore qualora il terzo contraente abbia integralmente eseguito le proprie prestazioni.

I SEGNI DISTINTIVI ogni imprenditore utilizza di regola uno o più segni distintivi per individuarlo e distinguerlo nel mercato dagli altri imprenditori concorrenti. Hanno la funzione di favorire e mantenere la clientela in quanto consentono al consumatore di fare scelte consapevoli. È un mezzo per rendere la competizione concorrenziale leale e ordinata. 3 sono i segni distintivi:

DITTA contraddistingue la persona dall’imprenditore nell’esercizio dell’attività di impresa. Essa deve contenere almeno il cognome o la sigla dell’imprenditore. In caso di similarità deve essere modificata con indicazioni idonee a differenziarla. Essa può essere traferita separatamente dall’azienda. L’imprenditore nella scelta della ditta deve rispettare i principi di verità e novità, nonché oltre ad avere il diritto esclusivo la norma prevede anche l’obbligo di differenziazione.

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INSEGNA contraddistingue i locali dell’impresa o dell’intero complesso aziendale. Essa non può essere uguale o simile a quella già usata da un altro imprenditore concorrente, con conseguente obbligo di differenziazione qualora possa ingenerare confusione nel pubblico. Essa deve essere lecita e non deve trarre in inganno il pubblico.

MARCHIO contraddistingue i prodotti o i servizi dell’impresa, essi possono essere classificati e raggruppati secondo diversi criteri a secondo della natura dell’attività possono essere marchi di fabbrica o di commercio, se utilizzati per tutti i prodotti possono essere marchi generali e speciali, possono essere marchi denominativi o figurati se costituiti da parole o figure, infine, un tipo particolare di marchio è il marchio collettivo che si distingue da marchi d’impresa in quanto il titolare di tale marchio è un soggetto che svolge la funzione di garantire l’origine, la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi. Per essere tutelato giuridicamente, il marchio deve rispondere a determinati requisiti di validità, infatti il marchio deve essere nuovo, non deve ingannare il pubblico, non deve essere contrario alla legge e deve distinguersi. Quando il marchio è registrato, attribuisce al titolare il diritto all’uso esclusivo su tutto il territorio nazionale, registrazione che vale 10 anni e rinnovabile per un numero illimitato di volte. Diventa nullo per difetto di uno dei requisiti essenziali e può decadere per il mancato utilizzo di 5anni. Infine il marchio è trasferibile sia a titolo definitivo che temporaneo.

OPERE D’INGEGNO E INVENZIONI INDUSTRIALI

Le opere d’ingegno (le idee creative nel campo culturale)e le invenzioni industriali (le idee creative nel campo della tecnica) costituiscono le due grandi categorie di creazioni intellettuali regolate dal nostro ordinamento. Le opere d’ingegno formano oggetto del diritto d’autore, formate a loro volta da opere dell’ingegno scientifico, musicale, letterario, figurativo, architettonico, teatrale e cinematografico, e qualunque ne sia il modo e la forma di espressione. Una condizione è che l’opera presenti un minimo di originalità oggettiva; gode di una tutela sia morale che patrimoniale. Il diritto di utilizzazione economica dell’opera d’ingegno è liberamente trasferibile tramite i contratti di edizione (esclusiva) e di rappresentazione e di esecuzione (non esclusiva). È protetto con sanzioni civili, amministrativi e penali (contraffazione). Le invenzioni industriali sono le idee creative che appartengono al campo della tecnica. Vengono acquistate tramite la concessione di un brevetto. Esse si distinguono in invenzioni di prodotto, quando si tratta di un nuovo prodotto materiale, invenzioni di procedimento, quando si tratta di un nuovo metodo o processo di produzione o un nuovo dispositivo, invenzioni derivate, quando derivano da una precedente invenzione. Non sono invenzioni le scoperte, le teorie e metodi, i piani e le presentazioni di informazioni. Per formare un brevetto, l’oggetto deve essere lecito, nuovo deve avere un applicazione industriale e implicare attività inventiva. Le tutela giuridica ha contenuto sia morale che patrimoniale, le sanzioni possono essere sia civile che penale (contraffazione). Ha una durata di 20 anni dalla data di deposito, nonché il diritto di esclusiva ed è liberamente trasferibile, concedendo anche la licenza in uso. I modelli industriali sono creazioni intellettuali applicati all’industria di minor rilievo rispetto alle invenzioni industriali. Sono distinti in modelli di utilità (funzionale) e disegni e modelli (estetica).

LA DISCIPLINA DELLA CONCORRENZA

La necessità di interventi del legislatore volti ad impedire il formarsi ed il perpetuarsi di situazioni di monopolio o di oligopolio, porta alla ricerca di un punto di equilibrio fra il modello teorico ed utopico della perfetta concorrenza e della realtà operativa, fissando il principio guida della libertà di concorrenza (art. 41 Cost.), il legislatore consente limitazioni legali, negoziali e assicura l’ordinato e corretto svolgimento della concorrenza attraverso le repressione degli atti di concorrenza sleale. Il sistema italiano vuole affiancare

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alla disciplina dell’antitrust una normativa antimonopolistica nazionale con la legge 287 nel reprimere i comportamenti anticoncorrenziali come le intese, abusi di posizione dominante e concentrazioni.

È atto di concorrenza sleale ogni atto idoneo, anche se compiuto senza dolo o colpa, a creare confusione con i prodotti o con l’attività di un concorrente. Non è lecito trarre in inganno il pubblico, come l’uso di nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione e l’imitazione servile dei prodotti un concorrente. La seconda categoria di atti comprende gli atti di denigrazione ( notizie false sui prodotti) e l’appropriazione di pregi dei prodotti ( la reputazione coattiva dei concorrenti). Esempio classico di concorrenza sleale per denigrazione è la pubblicità iperbolica con cui si tende ad dare l’idea che il proprio prodotto sia il solito a possedere specifiche qualità o determinati pregi che vengono negati ai prodotti concorrenti. Non sempre costituisce atto di concorrenza sleale la pubblicità comparativa, costituita da ogni pubblicità che identifichi in modo implicito o esplicito un concorrente, ovvero beni o servizi offerti da un concorrente. Altro atto di concorrenza sleale sono la pubblicità menzognera (falsa attribuzione ai propri prodotti di qualità).

I CONSORZI FRA IMPRENDITORI

Con il contratto di consorzio più imprenditori istituiscono un organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (2062). I consorzi anticoncorrenziali sollecitano controlli volti ad impedire che si istaurino situazioni di monopolio. I consorzi di cooperazione interaziendale rispondono invece all’esigenza di accrescere la competitività delle imprese e a preservare la struttura concorrenziale del mercato. Altra distinzione è tra consorzi interni, il quale compito è nel regolare i rapporti fra i consorziati, e consorzi esterni, nel quale le parti provvedono all’istituzione di un ufficio comune destinato a svolgere attività con i terzi nell’interesse delle imprese consorziate. Il contratto di consorzio deve essere stipulato solo fra imprenditori, deve essere iscritto a pena di nullità, ed essenziale è la determinazione dell’oggetto del consorzio, degli obblighi dei consorziati e degli altri contributi in denaro. È un contratto di durata, valido 10 anni, e può sciogliersi limitatamente ad un consorziato attraverso il recesso e l’esclusione. L’organizzazione consortile è composta da un assemblea con funzioni deliberative e un organo direttivo con funzioni gestorie ed esecutive. Lo scopo consortile è quello di produrre beni e servizi necessari alle imprese consorziate e destinati ad essere assorbiti dalle stesse senza il conseguimento di utili da parte del consorzio, nonché quello di conseguire un vantaggio patrimoniale diretto nelle rispettive economie con minor costi e/o maggiori ricavi.

LA G.E.I.E ( GRUPPO EUROPEO DI INTERESSE ECONOMICO)

La GEIE è un istituto giuridico predisposto dall’Unione Europea per favorire la cooperazione fra imprese appartenenti a diversi Stati membri, così rimuovendo gli ostacoli al riguardo frapposti dalla diversità delle singole legislazioni nazionali. Non ha lo scopo di realizzare profitti per se stesso, ed il contratto deve essere redatto per iscritto a pena di nullità, nonché soggetto di pubblicità legale, mediante l’iscrizione nel registro delle imprese, acquisendo così la capacità di essere titolare di diritti e obblighi. È composto da un organo collegiale composto da tutti i membri ed un organo amministrativo, la gestione è affidata agli amministratori e le decisioni più importanti devono essere prese all’unanimità. Delle obbligazioni di qualsiasi natura assunte dalla GEIE rispondono tutti membri del gruppo, col proprio patrimonio. La GEIE che esercita attività commerciale è esposto al fallimento in caso di insolvenza.

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LE SOCIETA’

Le società sono organizzazioni di persone e mezzi create dall’autonomia privata per l’esercizio in comune di un attività produttiva. Il legislatore nazionale pone, a disposizione dell’autonomia privata 8 tipi di società:

SOCIETA’ DI PERSONE SOCIETA’ DI CAPITALI

 Società semplice (S.S.)  Società per azioni (S.p.A.)  Società in nome collettivo (S.N.C.)  Società in accomandita per azioni (S.a.p.a.)  Società in accomandita semplice (S.A.S.)  Società a responsabilità limitata (S.r.l.)

A queste si aggiungono: le Società cooperative e le Mutue assicuratrici.

Con il contratto di società (2247), due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili. Esse si caratterizzano per la presenza di 3 elementi:

1) CONFERIMENTI : sono le prestazioni cui le parti del contratto di società si obbligano e costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della società, la loro funzione è quella di dotare la società del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dell’attività d’impresa. Può costituire oggetto di conferimento ogni entità suscettibile di valutazione economica, che le parti ritengono utile o necessaria per l’impresa. Il patrimonio sociale è il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla società. L’attivo patrimoniale costituisce la garanzia principale ed esclusiva dei creditori della società. Il capitale sociale nominale è una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dall’atto costitutivo della società. È un valore storico, si può modificare con la modifica dell’atto costitutivo con l’aumento o la riduzione. Assume una funzione vincolistica, dove indica l’ammontare ei conferimenti dei soci, e una funzione organizzativa, dove fa riferimento all’accertamento dell’utile o della perdita d’esercizio.

2) SCOPO DI MEZZO è l’esercizio in comune di un’attività economica e l’oggetto sociale si definisce la specifica attività economica che i soci si propongono di svolgere. Tale attività, predeterminata nell’atto costitutivo, deve consistere nello svolgimento di un attività produttiva finalizzata alla produzione o allo scambio di beni e servizi.

3) SCOPO-FINE del contratto è l’ultimo elemento caratterizzante le società, dove lo scopo è la divisione degli utili. Quando avviene il conseguimento degli utili (lucro oggettivo), poi vengono destinati ad essere successivamente divisi fra i soci (lucro soggettivo). Oltre a tale scopo, alcune società come le società cooperative , devono perseguire uno scopo mutualistico, cioè devono fornire direttamente ai soci beni, servizi ed occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle sul mercato. Tutte le società, tranne le società semplici, possono utilizzare uno scopo consortile, dove sono tenute ad operare con metodo economico e alla realizzazione di uno scopo economico dei soci, consistente in un vantaggio patrimoniale degli imprenditori consorziati.

Gli otto tipi di società possono essere classificati e distinti sulla base di alcuni criteri : una prima distinzione è basata sullo scopo istituzionale perseguibile dove le società cooperative e le mutue assicuratrici si contrappongono a tutti gli altri tipi di società, in quanto società lucrative. Una seconda distinzione è quella basata sulla natura dell’attività esercitabile, dove tutte le società lucrative, tranne le società semplici, possono esercitare sia attività commerciale, sia attività non commerciale. Infine, una terza distinzione è per le società con personalità giuridica come le società di capitali e cooperative, a differenza delle società di persone che non possiedono nessuna personalità giuridica.

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LE SOCIETA’ DI PERSONE

LA SOCIETA’ SEMPLICE E LA SOCIETA’ IN NOME COLLETTIVO

La società semplice (2251-2290) è un tipo di società che può esercitare solo attività non commerciale, essa può essere impiegata solo per le imprese agricole. La società in nome collettivo (2291-2312) è un tipo di società che può essere utilizzato sia per l’esercizio di attività commerciale, sia per attività non commerciale. Essa è in ogni caso soggetta all’iscrizione del registro delle imprese con effetti di pubblicità legale, tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali. La società in accomandita semplice (2313-2324) si caratterizza rispetto alla S.N.C. per la presenza di due categorie di soci : a) i soci accomandatari che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociale; b) i soci accomandanti, che rispondono limitatamente per la quota conferita.

Il contratto di società semplice non è soggetto a forme speciali , salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti, anche per le società semplici oggi è prevista l’iscrizione al registro delle imprese nella sezione speciale, il contratto può anche essere concluso verbalmente. Regole diverse valgono per le S.N.C., regole di forma e di contenuto dell’atto sono prescritte solo ai fini dell’iscrizione della società nel registro, iscrizione che è condizione di regolarità della società. È regolare la società iscritta al registro delle imprese, e l’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Deve inoltre contenere le seguenti indicazioni :

a) Le generalità dei soci, la regione sociale, l’oggetto sociale; b) I soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società; c) Le sedi della società, i conferimenti, i criteri di ripartizione degli utili; d) La durata della società.

Per la costituzione di una società di persone non è necessario l’atto scritto, il contratto si può perfezionare anche per fatti concludenti e si parla in tal caso di società di fatto. È regolata da norme della S.S. se l’attività non è commerciale, viceversa, è regolata da norme della S.N.C. se l’attività è commerciale. È esposta al fallimento che determina il fallimento di tutti i soci in quanto rispondono loro delle obbligazioni sociali. Oltre a tale società vi è la società occulta, ovvero quella società costituita con l’espressa e concorde volontà dei soci di non rilevarne l’esistenza all’esterno. Ciò che la caratterizza è che l’attività d’impresa deve essere svolta per conto della società , ma senza spenderne il nome, questo per evitare che la società e i soci rispondono alle obbligazioni d’impresa e siano esposti al fallimento. Infine esiste la società apparente, che si forma quando, più persone operano nel mondo esterno, in modo tale da generare nei terzi la convinzione che tra loro esiste un rapporto sociale anche se, in verità, non esiste nessun accordo o rapporto.

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Con la costituzione della società, il socio assume l’obbligo di effettuare i conferimenti determinati nel contratto sociale. Nelle società di persone, può essere conferita ogni entità suscettibile di valutazione economica ed utile per il conseguimento dell’oggetto sociale. I conferimenti possono essere beni di proprietà, beni in godimento, crediti e soci d’opera od industria. I conferimenti dei soci formano il patrimonio iniziale della società. Il capitale sociale è del tutto assente nelle S.S., mentre nelle S.N.C. è prescritto che l’atto costitutivo indichi i conferimenti dei soci e il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione. Nelle S.S. e nelle S.N.C. delle obbligazioni sociali risponde, innanzitutto, la società col proprio patrimonio, ma anche rispondono personalmente ed illimitatamente anche i singoli soci. Responsabilità che è estesa anche ai nuovi soci entranti in società. Responsabilità dei soci e della società non sono però sullo stesso piano, in quanto i soci sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla società perché godono del benefico di preventiva escussione del patrimonio sociale. Per legge ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore della società, nella quale può intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto sociale, senza richiedere il consenso degli altri amministratori, al quale possono ricorrere al diritto di opposizione dove decide la maggioranza dei soci. Per l’amministrazione congiuntiva è necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento di operazioni sociali e deve essere espressamente convenuta nell’atto costitutivo. Tutti i soci devono partecipare alla stipulazione dell’atto attraverso la firma congiunta. Nell’amministrazione disgiuntiva, ogni socio può decidere e stipulare da solo atti in nome della società attraverso la firma disgiunta. Infine l’atto costitutivo può limitare l’estensione del potere di rappresentanza del singolo socio amministratore. Nelle S.S. e nelle S.N.C. il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci; le modificazioni sono soggette a pubblicità legale e finché sono iscritte nel registro delle imprese non sono opponibili ai terzi. Il singolo socio può cessare di far parte della società per morte, recesso ed esclusione. Se muore un socio, i superstiti soci, sono per legge, obbligati a liquidare la quota del socio defunto ai suoi eredi nell’arco di 6 mesi, e possono decidere lo scioglimento della società in anticipo o se continuare con gli eredi del socio defunto, sempre attraverso il consenso di tutti gli altri soci, almeno se il contratto non prevede una clausola di continuazione. Il recesso è lo scioglimento del rapporto sociale per volontà dl socio. Infine è escluso dalla società il socio che si dichiara fallito, e il socio il cui creditore abbia ottenuto la liquidazione della quota. Altre esclusioni sono le gravi adempienze del socio; l’interdizione, l’inabilitazione del socio o la sua condanna ad una pena; e sopravvenuta impossibilità di esecuzione del conferimento. L’esclusione è delibata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste e comunicata 30 giorni prima al socio escluso, entro la quale può fare opposizione davanti al tribunale. Quando il rapporto sociale si scioglie, il socio ha diritto soltanto ad una somma di denaro che rappresenti il valore della quota, determinato in base alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si verifichi lo scioglimento del rapporto. Il pagamento della quota deve essere effettuato entro 6 mesi. Le cause di scioglimento delle S.S. e delle S.N.C. sono :

1. Il decorso del termine fissato nell’atto costitutivo; 2. Il conseguimento o la sopravvenuta impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale; 3. La volontà di tutti i soci; 4. Il venir meno della pluralità dei soci; 5. Altre cause previste dal contratto sociale.

Verificatosi una causa di scioglimento, la società entra automaticamente in stato di liquidazione, però si deve prima provvedere al soddisfacimento di tutti i soci dell’eventuale residuo attivo. Approvato il bilancio finale (per le S.N.C.) o rendiconto finale (per le S.S.) di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese, così la società si estingue.

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LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA SEMPLICE

La società in accomandita semplice(2313-2324) si caratterizza rispetto alla S.N.C. per la presenza di due categorie di soci :

a) I soci accomandatari, che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociale; b) I soci accomandanti, che rispondono limitatamente per la quota conferita.

L’amministrazione della società compete esclusivamente ai soci accomandatari, gli accomandanti sono esclusi dalla direzione dell’impresa sociale. Per la costituzione della S.A.S. valgono le regole esposte per le S.N.C. . L’atto costitutivo dovrà indicare chi sono i soci accomandatari e i soci accomandanti. La società deve essere formata col nome di almeno uno dei soci accomandatari e con l’indicazione del tipo sociale. Per quanto riguarda l’amministrazione della società, la norma stabilisce che gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, né trattare o concludere affari in nome della società. Per quanto riguarda l’amministrazione interna, l’accomandante è privo di ogni potere decisionale autonomo. Per quanto riguarda l’amministrazione esterna, può legittimamente trattare e concludere affari in nome della società in forza di procura speciale per singoli affari. L’accomandante che ha violato il divieto di immistione è esposto alla sanzione dell’esclusione dalla società, con decisione a maggioranza degli altri soci. Anche il trasferimento della prestazione sociale si trova differenza tra accomandatari e accomandanti, per i primi vale la stessa disciplina della S.N.C., il trasferimento per atto sia fra vivi, che per causa di morte, viene solo con il consenso di tutti gli altri soci. Per gli accomandanti, la loro quota è liberamente trasferibile per causa di morte, senza che sia necessario il consenso degli altri soci, per il trasferimento per atto fra vivi è necessario il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale sociale. Per il procedimento di scioglimento, liquidazione ed estinzione della società volgono le regole dettate per la S.N.C.. E’ irregolare la società in accomandita semplice il cui atto costitutivo non è stato iscritto nel registro delle imprese, infatti vale la stessa disciplina esposta per la collettiva irregolare.

LA SOCIETA’ PER AZIONI

La società per azioni forma con la società in accomandita per azioni e con la società a responsabilità limitata la categoria delle società di capitali. È una società di capitali :

a) Per le obbligazioni sociali risponde solo la società col suo patrimonio; b) La partecipazione sociale è rappresentata da azioni.

La S.p.A. è il tipo di società più importante nella realtà economica, per la sua ampia diffusione, è la forma prescelta dalle imprese di medie e grandi dimensioni a capitale privato e/o pubblico. La S.p.A., in quanto dotata di personalità giuridica, gode di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. Tutti i soci non assumo alcuna responsabilità personale per le obbligazioni sociali, tuttavia sono solo obbligati ad eseguire i conferimenti promessi. La sua organizzazione è basata sulla necessaria presenza di 3 distinti organi : l’assemblea, organo di gestione e l’organo di controllo. Le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da partecipazioni omogenee e standardizzate, infatti, le azioni sono partecipazioni sociali di uguale valore e che conferiscono ai loro possessori uguali diritti, il che non solo rende le azioni liberamente trasferibili ma consente la loro circolazione attraverso titoli di credito. Il capitale minimo per la costituzione di una S.p.A. è di 120.000 euro. La costituzione della S.p.A. si articola attualmente in due fasi essenziali :

a) Stipulazione dell’atto costitutivo; b) Iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle imprese.

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Con l’iscrizione al registro delle imprese, la società acquista personalità giuridica e viene ad esistenza. La stipulazione dell’atto costitutivo può, a sua volta, avvenire secondo 2 procedimenti :

• Stipulazione simultanea, dove l’atto costitutivo è stipulato immediatamente; • Stipulazione per pubblica sottoscrizione, dove la stipulazione dell’atto consente la raccolta fra il

pubblico del capitale iniziale.

La S.p.A. può essere costituita per contratto o per atto unilaterale nel caso in cui si abbia un solo socio fondatore, in ogni caso l’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullità. L’atto costitutivo deve indicare:

1) Le generalità dei soci, nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi. 2) La denominazione e il comune ove è posta la sede e le eventuali sedi secondarie della società. 3) L’oggetto sociale. 4) L’ammontare del capitale sottoscritto e versato. 5) Il numero delle azioni, le loro caratteristiche e le modalità di emissione e circolazione. 6) Il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura. 7) Le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti. 8) I benefici eventualmente accordati ai promotori o soci fondatori. 9) Il numero dei componenti del collegio sindacale. 10) Il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri. 11) La nomina dei primi amministratori e sindaci. 12) La durata della società.

L’omissione di uno o più di tali indicazioni legittima il rifiuto del notaio di stipulare l’atto costitutivo. È poi necessario per procedere alla costituzione, ricorrere alle seguenti condizioni:

a) Che sia sottoscritto per intero il capitale sociale; b) Che siano rispettate le disposizioni relative ai conferimenti ed in particolare che sia versato presso

una banca il 25% dei conferimenti in denaro, in caso di atto unilaterale l’intero ammontare. c) Che sussistano le autorizzazioni o le condizioni richieste dalle leggi speciali.

Il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo, svolge un controllo di legalità volto ad accertare la conformità alla legge dell’azienda, poi deve depositarlo, entro 20 giorni, presso l’ufficio del registro delle imprese; la società così acquista la personalità giuridica e viene ad esistenza. Intervenuta l’iscrizione nel registro delle imprese, la S.p.A. può essere oggi dichiarata nulla solo in 3 casi :

1) Mancata stipulazione dell’atto costitutivo nella forma dell’atto pubblico; 2) Illiceità dell’oggetto sociale; 3) Mancanza nell’atto costitutivo di ogni indicazione riguardante la società, o i conferimenti, o

l’ammontare del capitale sociale o l’oggetto sociale.

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S.P.A. UNIPERSONALE

Il codice civile del 1942 vietava la costituzione di una società per azioni da parte di una singola persona e sanciva la nullità della società in mancanza di pluralità di soci fondatori. Con la legge del ’93 viene introdotta e disciplinata nel nostro ordinamento la S.r.l. unipersonale a responsabilità limitata, ma la riforma del 2003 ha ridefinito la disciplina, infatti è consentita la costituzione della S.p.A. con atto unilaterale di un unico socio fondatore, anche nelle S.p.A. unipersonale per le obbligazioni sociali di regola risponde solo la società col proprio patrimonio, salvo in alcuni casi. Nella fase di costituzione, il singolo socio, è tenuto a versare integralmente, al momento della sottoscrizione, i conferimenti in denaro. Sono tuttavia previste due eccezioni in caso di insolvenza della società :

1) L’unico socio risponde illimitatamente quando non sia osservata la disciplina dell’integrale liberazione dei conferimenti sopra esposta;

2) L’unico socio risponde, inoltre, fino a quando non sia stata attuata la specifica pubblicità dettata per la S.p.A. unipersonale.

La riforma del 2003 offre alla S.p.A. una nuova tecnica per limitare il rischio d’impresa: quella dei patrimoni destinati ad un specifico affare. Esso avviene con una apposita deliberazione adottata dall’organo amministrativo della società a maggioranza assoluta dei suoi componenti, inoltre la deliberazione deve essere verbalizzata da un notaio ed è soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese. Decorso tale termine si producono gli effetti della separazione patrimoniale, dove per ciascun patrimonio dovranno essere tenute separatamente i libri e le scritture contabili. Più semplice è la disciplina del finanziamento destinato, ovvero un contratto di finanziamento di uno specifico affare. Il contratto deve indicare gli elementi essenziali dell’operazione, il relativo piano finanziario e le eventuali garanzie di rimborso. È necessario, tuttavia, che la copia del contratto sia scritto nel registro delle imprese. Delle obbligazioni risponde il patrimonio separato. Nella S.p.A. i conferimenti in denaro devono essere effettuate in denaro se nell’atto costitutivo non è stabilito diversamente. È d’obbligo il versamento immediato del 25% dei conferimenti presso una banca. Costituita la società, gli amministratori potranno richiedere il restante ai soci in ogni momento. Se il socio non esegue il pagamento della quota : non ha il diritto di voto, la società può avviare una vendita coattiva delle sue azioni, può dichiarare decaduto il socio, le azioni del socio escluso entrano a far parte del patrimonio della società. I conferimenti di diversa entità economica, come i conferimenti in natura e di crediti, devono formare oggetto di uno specifico procedimento di valutazione oggettiva e veritiera, mentre, non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni d’opera o di servizi, per i beni in natura e per i crediti vale la garanzia del socio, e devono essere liberamente liberati al momento della sottoscrizione. Oltre all’obbligo dei conferimenti, l’atto costitutivo può prevedere l’obbligo dei soci di eseguire prestazioni accessorie non consistenti in denaro, come prestazioni di attività lavorativa o professionale sulla società, che devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori.

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LE AZIONI

Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella S.p.A., sono quote di partecipazione omogenee e standardizzate, liberamente trasferibili e rappresentate da titoli di credito o azionari. La singola azione rappresenta l’unità minima di partecipazione al capitale sociale e l’unità di misura dei diritti sociali, è perciò indivisibile. Le azioni devono essere tutte di uguale valore. Nelle azioni con valore nominale, lo statuto deve specificare, non solo il capitale sottoscritto, ma anche il valore nominale di ciascuna azione ed il loro numero complessivo. Nelle azioni senza valore nominale, invece, lo statuto ed i titoli azionari, devono indicare solo il capitale sottoscritto ed il numero delle azioni emesse, espresse in percentuali. Diverso è il valore di mercato delle azioni, che risulta giornalmente dai listini ufficiali quando le azioni sono emesse alla quotazione in un mercato regolamentato (borsa valori), esso indica il prezzo di scambio delle azioni in quel determinato giorno. Il pacchetto azionario ha più valore delle singole azioni. Ogni azione costituisce una partecipazione sociale ed attribuisce al suo titolare un complesso unitario di diritti e poteri di natura amministrativa e patrimoniale. Ogni azione dà dei diritti uguali ai loro possessori, uguaglianza relativa in quanto è possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi : azioni ordinarie e azioni speciali, uguaglianza oggettiva in quanto i diritti più importanti spettano al numero di azioni possedute. Sono categorie speciali di azioni, quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici previsti dalla disciplina legale. Esse infatti si contrappongono da quelle ordinarie. La presenza di categorie speciali di azione comporta una modifica nell’organizzazione interna della società, alle assemblee speciali si applica la disciplina delle assemblee straordinarie se le azioni sono quotate, viceversa, se le azioni sono quotate si applica si applica la disciplina degli azionisti di risparmio (quorum). Le azioni di risparmio hanno lo scopo di incentivare l’investimento in azioni offrendo ai risparmiatori titoli meglio rispondenti ai loro interessi, possono solo essere emesse da società quotate, e non possono superare la metà del capitale sociale, ed a livello amministrativo sono prive di voto nelle assemblee. Le azioni privilegiate sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o rimborsi. Le azioni gratuite sono quelle partecipazioni nel quale una società, quando gli utili sono imputati a capitale, emette categorie speciali di azioni che assegna ai prestatori di lavoro. Tutte le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e possono formare oggetto di misure cautelari ed esecutive come il sequestro giudiziario o il pignoramento. Al riguardo è previsto che il diritto di voto spetta al creditore pignoratizio o all’usufruttario in quanto socio, gli altri diritti amministrativi spettano sia al socio, sia al creditore pignoratizio. Il diritto di opzione spetta al socio che deve provvedere al versamento delle quote necessarie per l’esercizio almeno 3 giorni prima. Le azioni sono, in via di principio, liberamente trasferibili, ma per legge è esclusa o vietata se :

a) Le azioni sono conferimenti diversi dal denaro, devono essere prima valutate per essere alienate. b) Le azioni con partecipazioni accessorie non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori.

Altri limiti sono : i limiti convenzionali, il quale la trasferibilità delle azioni sono determinate da accordi tra i soci; i sindacati di blocco, il quale derivano da patti personali per evitare l’ingresso in società di terzi non graditi. Per quanto riguarda le clausole statuarie, finalizzate a limitare la circolazione delle azioni, esse possono essere : le clausole di prelazione, dove impone al socio, che intende vendere le azioni, di offrirle prima agli altri soci dei terzi; le clausole di godimento, il quale richiedono determinati requisiti da parte dell’acquirente; le clausole di riscatto, prevedono un potere di riscatto delle azioni da parte della società per determinati eventi, ad esempio la morte. Le società non possono sottoscrivere proprie azioni, unica deroga per il diritto di opzione, la sanzione è singolare, non si ha la nullità, sono sottoscritte e devono essere liberate da coloro che hanno violato il divieto. Nell’acquisto delle azioni proprie, il pericolo per i creditori sociali, è che troveranno come eccedenze solo pezzi di carta privi di valore, la sanzione è che devono essere vendute entro un anno e devono rispettare 4 condizioni:

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1) Le somme non possono eccedere l’ammontare degli utili distribuiti e delle riserve disponibili; 2) Le azioni devono essere liberate; 3) L’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea ordinaria; 4) Il valore nominale delle azioni non può eccedere la decima parte dl capitale sociale.

Alle società è vietato concedere prestiti o fornire garanzie di qualsiasi tipo a favore di terzi o dei soci per la sottoscrizione o l’acquisto di azioni proprie. Si parla di partecipazioni reciproche fra società di capitali quando una società A partecipa al capitale della società B e viceversa, esse sono pericolose, in quanto se vengono sottoscritte si ha una moltiplicazione illusoria di ricchezza, infatti l’art. 2360 lo vieta.

LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI. I GRUPPI DI SOCIETA’

Il principio fondamentale dei passaggi di proprietà dei pacchetti azionari è la trasparenza, poi deve rispettare il lancio di un’OPA (offerta pubblica d’acquisto) che per legge è obbligatoria. L’OPA successiva totalitaria consente alla minoranza di uscire dalla società con il cambio della maggioranza, essa è obbligatoria se supera il 30% delle azioni e l’offerta deve avere ad oggetto l’acquisto della totalità delle azioni quotate. Un secondo modo per acquisire il controllo è il lancio di un’ OPA preventiva, che può essere totale o parziale (60% delle azioni) e che lo porti a detenere una partecipazione superiore al 30%. L’altro caso di OPA obbligatoria è, l’OPA residuale, il quale consente agli azionisti di minoranza di uscire dalla società ad un prezzo equo. Chi detiene più del 90% delle azioni deve lanciare un’OPA sulla totalità delle azioni. Chi detiene più del 98% ha il diritto di acquistare coattivamente il resto delle azioni. Le sanzioni possono essere la non esercitazione del voto e sanzioni pecuniarie. L’OPA è una proposta irrevocabile rivolta a parità di condizioni a tutti i titolari di prodotti finanziari che ne formano oggetto. Ogni clausola contraria è nulla. Essa è controllata dalla Consob, che può sospendere o dichiarare decaduta l’offerta in caso di violazione, infatti il lancio di un’OPA deve essere comunicata preventivamente alla Consob allegando il documento di offerta destinato alla pubblicazione. Anche la società bersaglio deve informare i dati della società e la sua valutazione. La società bersaglio può avvalersi da un’OPA con una serie di tecniche di difesa, come il lancio di un’OPA controcorrente da parte di alleati, per aumentare il prezzo. Alla scadenza del termine, l’offerta diventa irrevocabile.

Le S.p.A. sono libere di sottoscrivere ed acquistare azioni o quote di altre società di capitali. È l’assunzione di partecipazioni è lo strumento principale attraverso il quale su realizza il fenomeno dei gruppi di società. Un gruppo di società è un aggregazione di imprese societarie, formalmente autonome ed indipendenti, ma tutte sotto una direzione unitaria, cioè sotto l’influenza dominante di un'unica società. Si distinguono i gruppi a catena (A -> B -> C) e i gruppi stellari (A -> BC). È società controllata la società che si trova sotto l’influenza dominante di un’altra società (controllante). Il controllo societario può assumere diverse forme : infatti è controllata la società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti all’assemblea ordinaria; dispone dei voti sufficienti per esercitare un influenza dominante nell’assemblea ordinaria; e le società vincolate da contratti con essa. Per quanto riguarda l’informazione sui collegamenti esiste un’apposita sezione nel registro delle imprese per le società controllate, controllanti e gruppi di società. Se non vengono informate rispondono ai danni gli amministratori verso i terzi. L’informazione contabile di gruppo è obbligatoria, e viene introdotto il bilancio consolidato di gruppo, dove visualizza la situazione economica di tutto il gruppo di società. La società capogruppo è tenuta ad indennizzare direttamente azionisti e creditori delle società controllate per i danni subiti. In caso di fallimento, i creditori si possono rifare sulla capogruppo solo se la società fallita non li ha soddisfatti. Il diritto di recesso è possibile se cambiano le condizioni di rischio degli investimenti o se cambia lo scopo sociale delle capogruppo.

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L’ASSEMBLEA

È l’organo composto dai soci, ovvero è la riunione dei soci. La sua funzione è quella di formare la volontà della società, inoltre è un organo collegiale che decide secondo il principio maggioritario. A seconda dell’oggetto delle deliberazioni, l’assemblea si distingue in :

• ORDINARIA : 1) approva il bilancio, 2) nomina e revoca gli amministratori, i sindaci e il presidente del collegio sindacale, 3) determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, 4) delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci.

• STRAORDINARIA : 1) delibera sulle modificazioni dello statuto; 2) delibera sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori; 3) su ogni altra materia attribuita dalla legge alla sua competenza.

La convocazione dell’assemblea è di regola decisa dall’organo amministrativo, che è tuttavia obbligatoria in una serie di casi, in particolare gli amministratori :

a) Devono convocare l’assemblea ordinaria almeno una volta all’anno, entro il termine stabilito dallo statuto che non può essere superiore a 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio per consentire l’approvazione del bilancio.

b) Devono convocare senza ritardo l’assemblea quando ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano almeno il 10% del capitale sociale e nella domanda devono essere indicati gli argomenti da trattare.

Se gli amministratori, o in loro vece, i sindaci non provvedono alla convocazione dell’assemblea, il tribunale tramite un decreto designa la persona che deve presidiare l’assemblea. La convocazione dell’assemblea deve essere poi disposta dal collegio sindacale ogni qualvolta la convocazione sia obbligatoria e gli amministratori non vi abbiano provveduto. L’assemblea è convocata nel comune dove ha sede la società, che può avvenire tramite avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. L’avviso deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza, nonché l’elenco delle materie da trattare, e in tale avviso può essere stabilito il giorno della 2° convocazione. Pur in assenza di convocazione, l’assemblea è regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero capitale sociale e partecipa all’assemblea la maggioranza degli organi amministrativi e di controllo. Agli assenti deve tuttavia essere data tempestiva comunicazione delle deliberazioni assunte, ed è questa la cosiddetta assemblea totalitaria. Una volta costituita, l’assemblea è presieduta dalla persona indicata dallo statuto o, in mancanza, dalla maggioranza dei presenti; il presidente è assistito da un segretario designato nello stesso modo. Il presidente assicura che l’assemblea si svolga in modo ordinato e nel rispetto delle norme che ne regolano l’attività, il tutto redatto nel verbale, sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio, se si tratta di assemblea straordinaria solo dal notaio. I verbali devono poi essere trascritti nell’apposito libro delle adunanze, tenuto a cura dagli amministratori. Il quorum costitutivo è la parte del capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea perché questa sia regolarmente costituita e possa iniziare i lavori. Si definisce, invece, quorum deliberativo la parte del capitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata deliberazione perché questa sia approvata. Gli azionisti possono partecipare in assemblea sia personalmente, sia per mezzo di rappresentanza, per agevolare il raggiungimento delle maggioranze assembleari nelle società per l’assenteismo dei soci. Anche per le deliberazioni assembleari opera la tradizionale distinzione fra nullità e annullabilità.

• Per quanto riguarda l’annullabilità, sono annullabili tutte le deliberazioni che sono prese in conformità della legge o dello statuto.

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• Per quanto riguarda la nullità, sono nulle tutte le delibere il cui oggetto è impossibile o illecito. Nullità si ha anche quando la delibera ha oggetto lecito ma contenuto illecito. In base all’attuale disciplina, la delibera è altresì nulla nei casi di mancata convocazione dell’assemblea e mancanze del verbale.

L’azione d’annullamento è proposta davanti al tribunale del luogo dove la società ha sede.

AMMINISTRAZIONE E CONTROLLI

La riforma 2003 ha previsto 3 sistemi di amministrazione e di controllo :

1) Il sistema tradizionale : basato sulla presenza di sue organi entrambi di nomina assembleare : l’organo amministrativo e il collegio sindacale;

2) Il sistema dualistico : che prevede la presenza di un consiglio di sorveglianza di nomina assembleare, e un consiglio di gestione nominato dal consiglio si sorveglianza;

3) Il sistema monistico : nel quale l’amministrazione e il controllo sono esercitati rispettivamente dal consiglio di amministrazione (CdA), nominato dall’assemblea, e da un comitato per il controllo sulla gestione.

Nel sistema tradizionale, la S.p.A. non quotata può avere sia un amministratore unico, sia una pluralità di amministratori (CdA), articolato al suo interno con la creazione di uno o più organi delegati, che danno luogo alle figure del comitato esecutivo e degli amministratori delegati. Gli amministratori sono l’organo cui è affidata la gestione dell’impresa sociale ed essi spetta compiere tutte le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale. Essi inoltre hanno un potere gestorio, dove deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla società; un potere di rappresentanza; danno impulso all’attività dell’assemblea, la convocano e ne fissano l’ordine del giorno; devono tener cura delle scritture contabili e dei libri contabili della società; e devono, infine, prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la società. I primi amministratori sono nominati nell’atto costitutivo, successivamente la loro nomina compete all’assemblea ordinaria. Il numero è fissato nello statuto e gli amministratori possono essere soci e non soci, non possono essere nominati amministratori l’interdetto, l’inabilitato, il fallito e chi è stato condannato ad una pena. La nomina non può durare più di 3 esercizi, ma sono rieleggibili se l’atto costitutivo lo dispone. Sono cause di cessazione dall’ufficio : la revoca da parte dell’assemblea, la rinuncia, le dimissioni, la decadenza dall’ufficio e la morte. La nomina e la cessazione dalla carica di amministratore è soggetta all’iscrizione nel registro delle imprese. Gli amministratori hanno diritto ad un compenso per la loro attività, che consistere anche in una partecipazione agli utili della società. L’amministratore unico esercita individualmente tutte le funzioni proprie dell’organo amministrativo, invece, quando l’attività è esercitata collegialmente, l’amministrazione è affidata a più persone che costituiscono il CdA. Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato in 3 direzioni :

• Verso le società, se non adempiano ai doveri, e devono risarcire la società se gli amministratori sono responsabili solidalmente. Contro di essi viene esercitata la revoca automatica dall’ufficio.

• Verso i creditori sociali, solo per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dall’integrità del patrimonio sociale, e l’azione può essere proposta dai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti.

• Verso i singoli soci o terzi, quando gli amministratori compiono atti illeciti nell’esercizio del loro ufficio e la produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o terzo (falso in bilancio).

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IL COLLEGIO SINDACALE

Il collegio sindacale è l’organo di controllo interno della S.p.A., con funzioni di vigilanza sull’amministrazione della società. Per le società non quotate si compone di 3 o 5 membri effettivi e 2 supplenti, viceversa, per le società quotate il numero è libero, ma minino devono essere 3 membri effettivi e 2 supplenti. Almeno un membro effettivo e un membro supplente deve essere iscritto nel registro dei revisori contabili, gli altri devono essere iscritti negli albi professionali. I primi sindaci sono nominati nell’atto costitutivo, successivamente vengono nominati dall’assemblea ordinaria. Non possono essere nominati sindaci i parenti degli amministratori e coloro che fanno parte della società. Il loro compenso è stabilito nello statuto o dall’assemblea. Essi possono restare in carica per 3 esercizi e sono rieleggibili. L’assemblea può revocare i sindaci solo se sussiste giusta causa e la delibera di revoca deve essere approvata dal tribunale. Decade dall’ufficio il sindaco che senza giustificato motivo, non assiste alle assemblee, o diserta durante un esercizio locale. In caso di morte, di rinuncia o di decadenza di un sindaco, subentrano automaticamente i supplenti in ordine di età che siano all’albo dei revisori contabili. Funzione primaria del collegio sindacale è quella di controllo al fine di assicurare che la stessa venga svolta nel rispetto della legge. In particolare, vigila sull’organizzazione amministrativa e contabile e sul suo funzionamento. Il collegio sindacale deve comunicare, senza indugio, alla Consob, le irregolarità riscontrate nell’attività di vigilanza. Essi hanno il potere-dovere di ispezione e di controllo, di chiedere notizie, di scambiare informazioni sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Il presidente del collegio sindacale è nominato dall’assemblea nelle società non quotate, viceversa, nelle società quotate è l’atto costitutivo che fissa i criteri della nomina. Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni 90 giorni, le riunioni possono, anche, svolgersi con mezzi telematici , se lo statuto lo consente. Al pari degli amministratori, i sindaci devono adempire i loro doveri con professionalità e diligenza. La loro responsabilità è esclusiva, se adempiano ai loro doveri devono risarcire i danni.

CONTROLLI ESTERNI

Accanto al controllo interno del collegio sindacale ed al controllo contabile, affidato ad un revisore contabile, l’ordinamento prevede un sistema di controlli esterni nelle S.p.A.. Comune a tutte le società per azioni è solo il controllo giudiziario esercitato dall’autorità giudiziaria in presenza di situazioni patologiche che non alterano il corretto funzionamento. Le società quotate in borsa e quelle che operano nel mercato mobiliare sono assoggettate al controllo della Consob ( Commissione nazionale per le società e per la borsa). Esso è un organo pubblico con poteri di controllo, finalizzati alla tutela degli investitori, nonché alla trasparenza del mercato mobiliare e delle società che nello stesso tempo operano. Il controllo giudiziario è una forma di intervento per controllare la legalità dell’amministrazione, le irregolarità possono essere denunziate dai soci che rappresentano almeno il 10% del capitale sociale, dal collegio sindacale, da organi di controllo, e dal Pubblico Ministero. Il procedimento si articola in due fasi : uno di carattere istruttorio, per accertare, e l’ispezione. Se risultano irregolarità, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti cautelari. La Consob, svolge un ruolo centrale per assicurare un’adeguata e veritiera informazione del mercato mobiliare sugli eventi di rilievo che riguardano la vita della società che fanno appello al pubblico risparmi. La Consob è investita per garantire che l’informazione sia veritiera ed adeguata, tutte le società, devono tempestivamente informare il pubblico, secondo le modalità date dalla Consob, dove inoltre può richiedere se renderle pubbliche per renderle, a sua volta, necessarie al pubblico, anche i documenti periodici come il bilancio e la relazione degli amministratori.

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IL BILANCIO

La S.p.A. deve redigere il bilancio d’esercizio annualmente. Dal 2005 alcune società sono obbligate a redigere il bilancio in base ai principi contabili internazionali emanati dallo IASB. E’ obbligato, infatti, per le imprese quotate o che emettono azioni. Il bilancio d’esercizio è il documento contabile che rappresenta, in modo chiaro e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria della società alla fine di ogni esercizio, nonché il risultato economico dell’esercizio stesso. È costituito dallo Stato Patrimoniale, Il Conto Economico, e dalla Nota Integrativa.

LE MODIFICAZIONI DELLO STATUTO

Costituisce modificazione dello statuto di una S.p.A. ogni mutamento del contenuto oggettivo del contratto sociale. Mutamento che può consistere sia nell’inserimento di nuove clausole, sia nella modificazione o soppressione delle clausole preesistenti. Le modificazioni dello statuto rientrano nella competenza dell’assemblea straordinaria dei soci, le deliberà è perciò adottata con la maggioranza. È opportuno che entro 30 giorni viene inserito nel registro delle imprese sotto un controllo sia notariale che giudiziario. In presenza di delibere modificative di particolare gravità, l’impotente minoranza è indirettamente tutelata verso la maggioranza e dal risarcimento di recesso dalla società. Ci sono 3 cause di recesso (2347):

1) La cause inderogabili : sono la modifica dell’oggetto sociale, la trasformazione della società, il trasferimento della sede all’estero, la revoca dello stato di liquidazione, le modificazioni dello statuto.

2) Le cause derogabili : la proroga del termine di durata della società, l’introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni.

3) Le cause statuarie

Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante comunicazione con lettera di raccomandata alla società entro un breve termine, in questo periodo, le azioni non possono essere cedute e devono essere depositate in sede. Le azioni del socio che recede devono essere offerte in opzione agli altri soci, in caso di non acquisto, spetta alla società acquistarle.

L’aumento del capitale sociale può essere reale o nominale. Nel primo caso si ha un aumento di capitale per effetto di nuovi conferimenti, mentre nel secondo caso resta invariato il patrimonio della società, ma aumenta, soltanto il capitale nominale. L’aumento reale dà perciò luogo all’emissione di nuove azioni a pagamento, che vengono sottoscritte dai soci attuali con il diritto di opzione, che ha per oggetto le azioni di nuove emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni convertibili in azioni emesse dalla società. Il diritto di opzione è escluso quando le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura, quando lo esige la società, e quando le azioni devono essere offerte in sottoscrizioni ai dipendenti della società. L’aumento nominale del capitale sociale è un operazione che non dà luogo a nuovi conferimenti e quindi non determina nessun incremento del patrimonio sociale. L’aumento è imputato a capitale, riserve e gli altri fondi disponibili iscritti in bilancio, l’aumento è quindi realizzato utilizzando valori già esistenti nel patrimonio della società. Anche la riduzione del capitale sociale può essere reale o nominale. La riduzione del capitale è reale quando vi sono delle cause di esuberanza, cioè quando c’è troppo capitale di rischio dopo aver raggiunto gli obiettivi. Esso non può essere ridotto sotto il minimo legale di 120.000 Euro. Nella riduzione nominale si riduce il capitale sociale per perdite, ma non è obbligatorio quando le perdite sono superiori a 1/3 del capitale sociale, viceversa, diventa obbligatorio , in questo caso gli amministratori devono convocare l’assemblea straordinaria per prendere provvedimenti.

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LE OBBLIGAZIONI

La S.p.A. può emettere obbligazioni per la raccolta di capitale di prestito dal pubblico. Le obbligazioni sono titoli di credito, nominativo o al portatore, che attribuiscono la qualità di creditore della società, a differenza delle azioni, che attribuisce la qualità di socio. L’obbligazionista ha diritto a una remunerazione periodica fissa ( interessi) e diritto al rimborso del valore nominale. Fra i tipi speciali di obbligazioni ci sono :

a) Le obbligazioni partecipanti, dove la remunerazione è commisurata; b) Le obbligazioni indicizzate, che mirano a neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria e ad

adeguare il rendimento dei titoli; c) Le obbligazioni convertibili in azioni, dove le obbligazioni vengono trasformate in partecipazioni

azionarie della società; d) Le obbligazioni con warrant ( con diritto di opzione), che attribuisco il diritto di sottoscrivere o

acquistare azioni della società emittente; e) Le obbligazioni subordinate, dove il diritto degli obbligazionisti è subordinato dal soddisfacimento

degli altri creditori.

Non si possono emettere obbligazioni più del doppio del capitale sociale. In alternativa possono essere emesse , superando il limite, quando:

1. Le obbligazioni emesse in eccedenza, sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionali soggetti a vigilanza prudenziale a norme delle leggi speciali (banche, società finanziarie).

2. Le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società, sino a 2/3 del valore di bilancio di questi.

3. Ricorrono particolari ragioni che interessano l’economia nazionale e la società p autorizzata con provvedimento dall’autorità governativa a superare il limite.

Le obbligazioni sono titoli di credito emessi in serie, tutti identici e fungibili tra loro, liberamente trasferibili, risultanti da una ampia manovra di finanziamento attuata dalla società. Si tratta di un'operazione di mutuo cartolarizzata e parcellizzata. Le obbligazioni non sono imputate al capitale sociale, e i possessori di obbligazioni solitamente sono privi di diritti amministrativi. Esse vengono emesse dagli amministratori per delibera verbalizzata da un notaio. In compenso tra i tre strumenti finanziari costituiscono la categoria più "sicura" in quanto hanno una remunerazione a tasso fisso ed un rimborso a data certa. Le obbligazioni sono emesse allo scopo di reperire, direttamente tra i risparmiatori e a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle dei prestiti bancari, capitali da investire. Tali condizioni derivano dalla possibilità che l’investitore ha di smobilizzare il proprio investimento sul mercato secondario. Contrariamente all’azionista, l’obbligazionista si assume il rischio d’impresa e non partecipa all’attività gestionale dell’emittente, non avendo diritto di voto nelle assemblee. L’emissione è deliberata dagli amministratori, con verbale redatto dal notaio, e deve essere iscritto nel registro delle imprese. L’assemblea degli obbligazionisti è composta dai possessori di obbligazioni di una società. Essa elegge un rappresentante comune che parteciperà, senza diritto di voto. all'assemblea dei soci, e potrà eventualmente riportare le deliberazioni degli obbligazionisti, i quali, all'interno della loro specifica assemblea, possono deliberare su questioni inerenti strettamente i loro interessi.

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LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’ PER AZIONI

Lo scioglimento della S.p.A. è disciplinato dagli art 2484-2496 del c.c.. La S.p.A. si scioglie ed entra in stato di liquidazione nei seguenti casi :

1. Il decorso del termini di durata fissato nell’atto costitutivo; 2. Il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo; 3. L’impossibilità di funzionamento o l’inattività dell’assemblea; 4. La riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale; 5. La delibera dell’assemblea straordinaria di scioglimento della società in seguito al recesso di uno o

più soci; 6. Cause di scioglimento anticipato; 7. Altra cause previste dall’atto costitutivo o dallo statuto.

Dal 2003 non è più causa di scioglimento la dichiarazione della società. Quando si verifica una causa di scioglimento, gli amministratori devono procedere al suo accertamento ed iscriverlo nel registro delle imprese. Esso, però, non determina l’immediata estinzione della società, si deve prima provvedere al pagamento dei creditori sociali e alla ripartizione fra i soci dell’eventuale attivo. Gli amministratori restano in carica fino alla nomina dei liquidatori, e devono conservare l’integrità e il valore del patrimonio sociale fino alla consegna ai liquidatori. La società può, in ogni momento, revocare lo stato di liquidazione e tornare ad una fase di normale esercizio con la delibera dell’assemblea straordinaria. Il processo di liquidazione si apre con la nomina di uno o più liquidatori, da parte dell’assemblea straordinaria, che ne fissa il numero, le regole di funzionamento ed i poteri. I liquidatori restano in carica per tutta la durata del procedimento. Essi possono essere revocati dall’assemblea con la maggioranza, e se sussiste giusta causa, sono revocabili dal tribunale. L’attività dei liquidatori deve essere diretta al pagamento dei creditori sociali, sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni che ne derivano a questi ultimi, devono redigere ogni anno il bilancio e sottoporlo all’approvazione in assemblea. Completata la liquidazione del patrimonio sociale, i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione, indicando la spettante a ciascun socio, nonché devono richiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese. I creditori rimasti insoddisfatti, possono fare valere i loro diritti nei confronti sia dei soci, sia nei confronti dei liquidatori per il mancato pagamento. La cancellazione dal registro delle imprese segna l’estinzione della S.p.A., i creditori, tuttavia, possono chiedere il fallimento della società entro un anno dalla cancellazione dal registro.

LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI

La società in accomandita per azioni è un tipo di società che, come l’accomandita semplice, si caratterizza per la presenza di due categorie di soci :

a) I soci accomandatari, che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e sono, per legge, amministratori della società.

b) I soci accomandanti, che sono obbligati verso la società nei limiti della quota di capitale circoscritto.

La S.a.p.a. è nel contempo un tipo di società, come l’S.p.A., che si caratterizza per il fatto che le quote di partecipazione sono rappresentate da azioni. Ad essa sono applicate le norme relative alla S.p.A. in quanto uguali. Nella S.a.p.a. gli accomandanti sono amministratori, e se cessano di esserlo, cessano di essere soci. L’atto costitutivo, deve indicare quali sono i soci accomandatari, la denominazione sociale deve essere costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con l’indicazione di S.a.p.a..

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Gli accomandatari rispondo illimitatamente e solidalmente verso i terzi, in quanto amministratori, non hanno diritto di voto nelle delibere di nomina e revoca dei sindaci, tutti i soci accomandatari, devono approvare una modificazione dell’atto costitutivo. Essi non sono, tuttavia, inamovibili, possono infatti essere revocati, anche se non ricorre giusta causa, salvo il diritto di risarcimento dei danni. La S.a.p.a. si scioglie in caso di cessazione dalla carica di tutti gli amministratori, se entro 180 giorni non si sono trovati i sostituti. Per questo periodo il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio che acquista i poteri di ordinaria amministrazione.

LA SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA

La S.r.l. è una società di capitali nella quale :

a) Per le obbligazioni sociali, risponde la società col suo patrimonio; b) Le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni e costituire oggetto di offerta

al pubblico, possono però, con la riforma 2003, emettere titoli di debito.

Il capitale minimo richiesto per la costituzione della società è di 10.000 Euro, anziché 120.000 Euro come le altre società di capitali. La denominazione può essere liberamente formata, ma deve contenere l’indicazione di S.r.l., e può essere costituita a tempo indeterminato, in tal caso i soci possono recedere con un preavviso di 6 mesi. Nella S.r.l., dal 2003, possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica, come nelle società di persone. Il primo versamento del 25% presso una banca, deve essere sostituito da un’assicurazione o una fideiussione bancaria. Altre novità della riforma 2003 per le S.r.l. è l’introduzione di una specifica disciplina dei finanziamenti dei soci, assente nelle S.p.A., essa stabilisce che il rimborso dei finanziamenti dei soci alla società è postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori e di omettere obbligazioni ed emettere titoli di debito non inferiori a 50.000 Euro, nonché devono essere sottoscritte da investitori professionali e non dal pubblico dei risparmiatori. Il capitale della società è suddiviso secondo un criterio personale, è diviso in parti in base al numero dei soci, che diventano titolari di un'unica quota di partecipazione, a differenza delle azioni che sono di uguale valore, le quote possono essere di diverso ammontare e quindi avere diversi diritti. Altra differenza è che le quote non possono essere rappresentate da titoli di credito, né possono costituire oggetto di offerta al pubblico. Infine l’atto costitutivo può limitare ed escludere il traferimento delle quote e stabilisce quando il socio può recedere. Il socio può essere escluso anche per giusta causa. Il trasferimento della quota è valido ed efficace fra le parti per effetto del semplice consenso e deve essere iscritto nel libro dei soci. I trasferimenti devono risultare da scritture private, sottoscritte dal notaio e deve essere depositato per l’iscrizione nel registro delle imprese entro 30 giorni. Alla S.r.l. è vietato in modo assoluto l’acquisto di proprie quote. I soci decidono su qualsiasi argomento sia sottoposto alla loro approvazione in assemblea. L’assemblea, convocata dagli amministratori, con lettera raccomandata spedita ai soci. Possono intervenire in assemblea i soci che risultano iscritti nel libro dei soci. I soci devono rappresentare almeno il 50% del capitale sociale. L’amministrazione è affidata a uno o più soci, nominati dai soci, e restano in carica a tempo indeterminato. L’atto costitutivo può prevedere che gli amministratori operino disgiuntamente o congiuntamente come nelle società di persone. È affermata la responsabilità degli amministratori verso la società, e verso i singoli soci direttamente danneggiati, e in casi di gravi irregolarità nella gestione della società, il singolo socio può revocare l’amministratore. La nomina di un collegio sindacale è obbligatorio solo se il capitale sociale è di 120.000 Euro, e può anche esercitare il controllo contabile.

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LE SOCIETA’ COOPERATIVE

Le società cooperative sono società a capitale variabile, che si caratterizzano per lo scopo mutualistico (scopo economico perseguito). Lo scopo mutualistico consiste nel fornire beni e servizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri dell’organizzazione a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato. L’attività d’impresa delle società cooperative si caratterizza quindi per la cosidetta gestione di servizio fra i soci e creare un proprio vantaggio patrimoniale. I soci sovventori, sono i soci non interessati allo scopo mutualistico, sono coloro che apportano il capitale di rischio nelle cooperative. Quindi le società cooperative si possono distinguere fra società cooperative a mutualità prevalente e altre società cooperative, a differenza delle prime, le altre società non godono di dei vantaggi tributari. Elementi caratterizzanti le cooperative a mutualità prevalente sono la presenza nello statuto di clausole che limitano la distribuzioni di utili e riserve fra i soci e la loro attività deve essere svolta prevalentemente a favore dei soci. Perdono la qualifica di cooperativa a mutualità prevalente, le società che per 2 esercizi non rispettano tali condizioni, e devono essere iscritte all’albo delle società cooperative. L’atto costitutivo deve stabile le regole per lo svolgimento dell’attività mutualistica con i soci e che in tali rapporti deve essere rispettato il principio di parità di trattamento. La disciplina organizzativa è modellata su quelle delle S.p.A., per le piccole cooperative, con meno di 9 soci, si può attuare quella delle S.r.l.. Per procedere alla costituzione della società cooperativa è necessario che i soci siano almeno 9, se si adottano le norme della S.r.l. , bastano anche 3 persone fisiche. Al disotto del minino la società si scioglie ed entra in liquidazione. L’atto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese e con l’iscrizione, la società cooperativa , acquista personalità giuridica. A seconda che la società cooperativa sia regolata dalla disciplina della S.p.A. o S.r.l., nelle cooperative, la partecipazione sociale può essere rappresentata da quote o azioni. Con la riforma del 2003, per le obbligazioni sociali risponde solo la cooperativa con il suo patrimonio. Nessun socio può avere una quota superiore a 100.000 Euro. Se sono più di 500 soci, si può elevare tale limite fino al 2% del capitale sociale. Per il trasferimento delle quote o delle azioni, serve il consenso degli amministratori, inoltre l’atto può anche vietarne la cessione, o autorizza gli amministratori ad acquistarle i rimborsarle. In assemblea, ogni socio cooperatore persona fisica ha un solo voto, qualunque sia il valore delle sua quota o il numero delle sue azioni. Solo i soci persone giuridiche possono essere attribuiti più voti, massimo 5. Il socio può farsi rappresentare in assemblea solo da un altro socio (max 10) e il voto può essere dato per corrispondenza o mediante altri mezzi di telecomunicazione. Per quanto riguarda l’amministrazione, i primi amministratori sono nominati nell’atto costitutivo e successivamente dall’assemblea. Non tutti gli amministratori debbono, per legge, essere soci cooperatori, è sufficiente solo la maggioranza. Quanto al collegio sindacale la nomina è obbligatoria come nelle S.r.l.. Nelle cooperative esiste un ulteriore organo : il collegio dei probiviri, che risolve le controversie tra soci e società, riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica, si vuole evitare che sfocino liti difronte all’autorità giudiziaria. Le società cooperative sono sottoposte al controllo dell’autorità governativa, finalizzata all’accertamento dei requisiti mutualistici, nonché ad assicurare il regolare funzionamento amministrativo e contabile delle stesse. È esercitata tramite revisioni ed ispezioni straordinarie. In casi di irregolarità, l’autorità di vigilanza, dopo la diffida, può revocare amministratori e sindaci e far sciogliere la cooperativa. La formazione del bilancio d’esercizio delle società cooperative è uguale quella dettata nella S.p.A. Le società cooperative sono società a capitale variabile, la variazione del numero e delle persone dei soci non comporta la modificazione dell’atto costitutivo. Costituiscono cause di riduzione del numero dei soci e del capitale : il recesso, l’esclusione per mancato pagamento della quota o delle azioni o per gravi inadempienze e la morte del socio. La liquidazione della quota, avviene secondo i criteri dell’atto costitutivo. Valgono le stesse regole previste per le società di capitali per quanto riguarda lo scioglimento, ad eccezione che solo la perdita totale del capitale è causa di scioglimento.

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LE MUTUE ASSICURATRICI

Le mutue assicuratrici o società di mutua assicurazione, sono società cooperative caratterizzate dal mancato acquisto della qualità di socio e la qualità di assicurato, se non ci si assicura presso la società. Nelle mutue assicuratrici, per le obbligazioni sociali, ed il mancato pagamento delle indennità assicurative ai soci, risponde solo la società con il suo patrimonio. I soci assicurati sono obbligati verso la società al pagamento dei contributi, che costituiscono conferimento e premio di assicurazione, però il patrimonio sociale, può essere insufficiente per l’esercizio dell’attività assicurativa, ma l’atto può prevedere la costituzione di fondi di garanzia per il mancato pagamento delle indennità, mediante speciali conferimenti da parte dei soci o terzi. Possono coesistere 2 categorie di soci assicurati e soci sovventori. Quest’ultimi si limitano a conferire il capitale senza essere assicurati. I voti attribuiti ai soci sovventori (max 5) devono essere inferiori ai soci assicurati. Possono essere nominati amministratori, ma la maggioranza in assemblea deve essere costituita dai soci assicurati.

TRASFORMAZIONE – FUSIONE – SCISSIONE

TRASFORMAZIONE : può essere :

Omogenea : è il cambiamento del tipo di società. È il passaggio da un tipo di società ad un altro tipo di società, cambia l’intero assetto organizzativo, ma resta la stessa società con una veste giuridica. È consentita la trasformazione di società di persone in società di capitali e viceversa. È vietato la trasformazione nelle società cooperative a mutualità prevalente in società lucrative o in consorzi. Gli amministratori devono preparare una relazione riguardante i motivi e gli effetti della trasformazione in società di capitali, nelle società di persone, la delibera deve risultare per atto pubblico. Infine viene controllata dal notaio ed iscritto nel registro delle imprese. L’invalidità della trasformazione non può essere più pronunciata dopo l’iscrizione al registro delle imprese, resta, tuttavia il diritto di risarcimento.

Eterogenea : è il cambiamento delle società di capitali ad altri entri come consorzi, società consortili, società cooperative, fondazioni, e viceversa. È richiesta una maggioranza di 2/3 dei soci che assumono responsabilità illimitata.

FUSIONE : è l’unificazione di due più società in una sola. Essa può essere realizzata in 2 modi : Fusione in senso stretto : con la costituzione di una nuova società, che si fonda con un'altra. Fusione per incorporazione : mediante l’assorbimento di una società preesistente di una o più altre società. La fusione consente di ampliare la dimensione e la competitività sul mercato. Il procedimento di fusione si articola in 3 fasi essenziali : il progetto di fusione, dove sono fissate le modalità dell’operazione da sottoporre all’approvazione dell’assemblea e deve indicare il tipo, le denominazione e la sede delle società partecipanti alla fusione, l’atto costitutivo e il rapporto di cambio delle azioni o quote. I documenti vanno depositati fino alla delibera in assemblea. Per l’approvazione è sufficiente la maggioranza dei soci ed iscritta al registro delle imprese. Si conclude con la stipula dell’atto di fusione che funge da atto costitutivo della nuova società redatto per atto pubblico.

SCISSIONE : con la scissione il patrimonio di una società è scomposto ed assegnato in tutto in parte ad altre società. L’operazione risponde ad esigenze di ristrutturazione ed riorganizzazione aziendale. Essa può essere parziale o totale. Gli amministratori devono redigere un unitario progetto di scissione, sottoposto alla stessa pubblicità prevista per il progetto di fusione, inoltre deve contenere : l’esatta descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire, i criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote della società beneficiarie. La scissione diventa efficace dal momento in cui è iscritto al registro delle imprese.

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LE SOCIETA’ EUROPEE

La società europea (SE) è una forma di società che può essere costituita sul territorio dell'Unione europea, e che funziona sulla base di un regime di costituzione e di gestione unico, anziché sottoposto a normative statali differenti. Le società europee sono regolate dal regolamento europeo. La società europea funziona attraverso i propri organi. I soci possono scegliere tra due modelli di organizzazione, uno più semplice ed uno più complesso: il primo, con due soli organi: assemblea dei soci e organo di amministrazione (modello monistico); il secondo, con tre organi: assemblea dei soci, organo di direzione, organo di controllo (modello dualistico). Lo statuto della società europea è stato adottato con regolamento, direttamente applicabile come tale negli Stati membri della UE sin dal momento della sua entrata in vigore. Il capitale è diviso in azioni e il capitale sociale non può essere inferiore a 120.000 euro, può essere superiore nel caso in cui la società svolga determinate attività previste. La società europea acquista personalità giuridica con l'iscrizione nei registri delle imprese dello stato in cui è stata costituita con la pubblicità nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. In virtù di pubblicità informativa. Per gli atti eseguiti in nome della società europea prima della sua iscrizione sono responsabili solidalmente e illimitatamente coloro che li hanno compiuti, salvo convenzione contraria. La sede sociale deve essere costituita in uno dei paesi membri della Unione Europea. Ci sono quattro modi di costituzioni della società : Costituzione di una SE holding o SE affiliata, trasformazione, fusione propria o per incorporazione, costituzione di una società europea holding. La SE può scegliere se adottare il sistema di governance monistico o dualistico.

sistema monistico: c'è solo l'organo di amministrazione che gestisce la SE. I membri sono nominati dall'assemblea generale e lo stato stabilisce il numero minimo e massimo degli amministratori. L'organo si riunisce ogni tre mesi per deliberare: l'andamento degli affari e l'evoluzione degli affari. Ogni membro ha diritto di conoscere ogni informazione comunicata all'organo collegiale. Ogni Stato regolamenta la revoca, il conflitto di interessi, il potere rappresentativo. L'organo di gestione ha la diretta emanazione dell'assemblea dei soci, che lo può revocare.

sistema dualistico: ci sono tre organi, l'assemblea generale che ha il potere di nominare il Consiglio di Sorveglianza, che designa o revoca l'organo di amministrazione. Organo di vigilanza: controlla l'attività dell'organo direttivo, escluso ogni potere di gestione diretta della società, i membri sono nominati dall'assemblea, nomina l'organo di gestione e controlla la gestione dell'organo amministrativo. Organo di gestione: amministra la società europea sotto la propria responsabilità.

La Società cooperativa europea (SCE) è un tipo di società caratterizzata da scopo mutualistico che affianca in ambito di società europee quella definita come Società europea. Lo Statuto della Società cooperativa ha obiettivo che è quello di creare un contesto normativo idoneo per permettere alle cooperative di operare in tutta l’Unione Europea con un’unica personalità giuridica e stesse regole, così come previsto per le società per azioni con lo statuto di Società Europe, favorendo così la creazione di nuove cooperative di persone fisiche o giuridiche su scala europea.

X Francesco Montalto

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