Le fonti dell'unione europea, Schemi e mappe concettuali di Diritto Dell'unione Europea
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Le fonti dell'unione europea, Schemi e mappe concettuali di Diritto Dell'unione Europea

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Scheda riassuntiva delle fonti dell'unione europea -diritto
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SISTEMA DELLE FONTI

TRATTATI + CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI

PRINCIPI GENERALI ACCORDI INTERNAZIONALI STIPULATI DA UE ATTI LEGISLATIVI ATTI NON LEGISLATIVI ATTI PARTICOLARI E ATTI ATIPICI

I TRATTATI  L'Unione europea si fonda sul principio dello Stato

di diritto. Ciò significa che tutte le azioni intraprese dall'UE si basano su trattati approvati da tutti i paesi membri.

I Trattati sono accordi vincolanti tra i paesi membri dell'UE. Essi definiscono gli obiettivi dell'Unione, le regole di funzionamento delle istituzioni europee, le procedure per l'adozione delle decisioni e le relazioni tra l'UE e i suoi paesi membri.

Anche se i Trattati hanno origine internazionale, essi vengono interpretati ed applicati secondo regolo proprie del sistema dell’Unione europea e non secondo le regole ordinarie del diritto internazionale

CGCE 13.11.1964 cause 90 e 91/63 «È infondata la tesi secondo la quale il divieto di adottare nuovi provvedimenti toglierebbe gradualmente efficacia alle orga nizzazioni nazionali e costituirebbe quindi una minaccia per l'agricoltura durante il periodo transitorio. Il Trattato prevede infatti espressamente appositi rimedi e procedure che consentono di ovviare alle difficoltà di cui trattasi, sotto il controllo o previa autorizzazione delle autorità comunitarie. L'articolo 12 si applica quindi del pari ai provvedimenti adottati nell'ambito di un'organizzazione nazionale di mercato, qualora essi introducano dazi doganali o tasse di effetto equivalente»

CGCE 25.9.1979 causa 232/78 «Il Governo francese non contesta che questo regime sia in

contrasto con le disposizioni del Trattato relative alla soppressione degli ostacoli per la libera circolazione delle merci nell'ambito della Comunità. Tuttavia, onde giustificare il mantenimento in vigore di detto regime e la sua applicazione alle importazioni di carne ovina dal Regno Unito, esso deduce in sostanza tre argomenti. In primo luogo, esso menziona le conseguenze economiche e sociali gravi …. per l'economia di determinate regioni economicamente sfavorite … In secondo luogo … le conseguenze deprecabili di una fase di libero scambio intercorrente fra la soppressione dell'organizzazione nazionale e la sostituzione di questa con un'organizzazione comune. Infine, esso denunzia la disparità concorrenziale che deriverebbe dal fatto ch'esso sarebbe obbligato a sopprimere la propria organizzazione di mercato, mentre in Gran Bretagna sussisterebbe intatta, nel settore di cui trattasi, un'organizzazione nazionale basata sul sistema dei «deficiency payments», il cui effetto sarebbe di sovvenzionare le esportazioni di carne ovina in Francia»

CGCE 25.9.1979 causa 232/78 (segue) «La scadenza dei periodi transi tori implica quindi che le materie e i campi attribuiti espressamente alla Co munità rientrano nella competenza comunitaria, di guisa che, se è ancora necessario valersi di provvedimenti particolari, questi non potranno più essere decisi unilateralmente dagli Stati membri interessati, ma vanno adottati nel l'ambito dell'ordinamento comunitario, … Spetta quindi alle istituzioni competenti e ad esse solamente adottare tempe stivamente gli opportuni provvedimenti onde trovare, nell'ambito comunita rio, una soluzione complessiva … Il fatto che questi lavori non siano ancora giunti a termine non costi tuisce tuttavia una ragione sufficiente perché uno Stato membro mantenga in vigore un'organizzazione nazionale di mercato implicante caratteristiche in compatibili con le esigenze del Trattato relative alla libera circolazione delle merci. La Repubblica francese non può giustificare l'esistenza di un regime del ge nere con la considerazione che, dal canto suo, il Regno Unito avrebbe man tenuto in vigore un'organizzazione nazionale di mercato per lo stesso set tore. La Repubblica francese, se ritenesse che detto regime ha degli aspetti incompatibili col diritto comunitario, avrebbe la possibilità di agire, vuoi in seno al Consiglio, vuoi attraverso la Commissione, vuoi infine in sede giuri sdizionale onde ottenere l'eliminazione di tali incompatibilità. Uno Stato membro non può comunque autorizzarsi ad adottare unilateralmente dei provvedimenti correttivi o di difesa, destinati ad ovviare all'eventuale tra sgressione, da parte di un altro Stato membro, delle norme del Trattato.»

Art. 6 TUE L'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi

sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.

2. L'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Tale adesione non modifica le competenze dell'Unione definite nei trattati.

3. I diritti fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti del l'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali.

Principi generali di diritto I principi generali del diritto sono fonti non scritte elaborate dalla giurisprudenza della Corte di giustizia. Essi hanno permesso alla Corte di creare norme in settori non disciplinati dai trattati, ad esempio in materia di responsabilità extracontrattuale dell’UE.

Non vanno confusi con i poteri impliciti e con la clausola di flessibilità (art. 352 TFUE)

Principi generali di diritto I principi generali del diritto possono essere: comuni agli ordinamenti giuridici nazionali e compatibili con gli obiettivi della Comunità (e.g. certezza del diritto e il legittimo affidamento, diretto a proteggere gli individui da mutamenti imprevedibili del diritto); propri dell’UE: la Corte di giustizia ha elaborato una categoria di principi generali propri dell’Unione europea, seppure ispirati al diritto nazionale (solidarietà tra Stati membri, l'equilibrio istituzionale o la preferenza comunitaria).

Atti giuridici dell’Unione europea Gli atti giuridici dell'UE sono atti legislativi e

non legislativi adottati dalle istituzioni europee. Sono legislativi gli atti adottati con procedura legislativa (ordinaria o speciale), non legislativi quelli adottati con altri tipi di procedure

Atti giuridici tipici Dopo il trattato di Lisbona, le istituzioni europee possono adottare soltanto cinque tipi di atti: il regolamento; la direttiva; la decisione; la raccomandazione; il parere.

Il regolamento, la direttiva e la decisione sono atti di portata obbligatoria. Per contro, la raccomandazione e il parere non sono giuridicamente vincolanti per i loro destinatari (ma questo NON significa che siano privi di effetti giuridici) [art. 288 TFUE]

REGOLAMENTI hanno portata generale, ossia

individuano i loro destinatari con criteri obiettivi ed astratti

sono obbligatori in tutti i loro elementi

sono direttamente applicabili negli Stati membri

DIRETTIVE hanno portata individuale (si rivolgono

solo agli Stati membri) non sono direttamente applicabili, ma

possono avere effetti diretti sono obbligatorie solo nel fine: fissano uno

scopo da raggiungere e dei principi generali, e devono essere quindi attuate con atti di diritto interno per raggiungere il risultato prescritto.

DECISIONI sono obbligatorie in tutti i loro

elementi sono direttamente applicabili possono avere portata generale o

individuale

Atti delegati Il legislatore delega alla Commissione il potere di adottare gli atti che modificano gli elementi non essenziali di un atto legislativo. Tale delega è tuttavia contenuta entro certi limiti. Infatti, soltanto la Commissione può essere autorizzata ad adottare gli atti delegati. Inoltre, il legislatore stabilisce le condizioni in cui la delega va assunta. L’art. 290 TFUE precisa che il Consiglio e il Parlamento possono revocare una delega o attribuirle una durata limitata nel tempo.

Atti di esecuzione L'applicazione del diritto UE nel territorio degli Stati membri è per principio di competenza degli Stati membri. Tuttavia, certe misure europee richiedono un'attuazione uniforme nell’UE. In questi casi, la Commissione è autorizzata ad adottare gli atti di esecuzione relativi all'attuazione di tali misure. L’art. 291 TFUE riconosce la competenza di principio della Commissione. Inoltre, le misure europee che richiedono un'attuazione uniforme negli Stati membri autorizzano direttamente la Commissione ad adottare gli atti di esecuzione.

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