Le società - Riassunto - Diritto , Esami di Bioingegneria. Politecnico di Torino
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Le società - Riassunto - Diritto , Esami di Bioingegneria. Politecnico di Torino

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CAP. 1

LE SOCIETA’

1. IL SISTEMA LEGISLATIVO

Le società sono organizzazioni di persone e di mezzi create dall’autonomia privata per l’esercizio in comune di un’attività produttiva. Sono le strutture tipiche previste dall’ordinamento per l’esercizio in forma associativa dell’attività di

impresa (impresa collettiva). Rappresentano l’assetto organizzativo assunto dalle imprese di media e grande dimensione. Costituiscono la categoria di imprese

collettive più numerose ed importanti.

Il legislatore prevede vari tipi di società fra le quali le parti possono scegliere il tipo societario più rispondente alle loro specifiche esigenze operative. I tipi previsti

sono compresi fra 8 modelli di organizzazione dell’attività di impresa in forma societaria:

- società di persone:

o società semplice;

o società in nome collettivo;

o società in accomandita semplice; - società di capitali:

o società per azioni;

o società in accomandita per azioni;

o società a responsabilità limitata;

- società cooperativa;

- mutue assicuratrici.

Poi il diritto comunitario prevedono:

- società europea; (2001)

- società cooperativa europea. (2003)

LA NOZIONE DI SOCIETA’ 2. IL CONTRATTO DI SOCIETA’

Anche se il legislatore prevede vari tipi di società, è unica la nozione del CONTRATTO DI SOCIETÀ, previsto dall’art. 22471 : con il contratto di società due

o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili.

Questa era la nozione di società fino al 1993, dato che il codice del 1942 non

consentiva la costituzione di società da parte do una sola persona e quindi con atto non contrattuale. Questa possibilità oggi è stata eccezionalmente prevista

dapprima per la società a responsabilità limitata e più di recente anche con la società per azioni, che pertanto possono essere costituite anche con atto

unilaterale.

Le società sono enti associativi che si caratterizzano per la contemporanea presenza di tre elementi:

a. i conferimenti dei soci;

b. l’esercizio in comune di un’attività economica, scopo-mezzo;

c. lo scopo di divisione degli utili, scopo-fine. La contemporanea presenza di tali elementi consente di distinguere le società dagli

altri fenomeni associativi (associazione in partecipazione, comunione, consorzi).

1 Art. 2247 Contratto di società Con il contratto di società due o più persone conferiscono

beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili.

Art. 1321 Nozione Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o

estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

2. I CONFERIMENTI I conferimenti sono le prestazioni cui le parti del contratto di società si obbligano.

Essi costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della società, detto capitale di rischio, per lo svolgimento dell’attività di impresa.

Col conferimento ogni socio destina stabilmente (per tutta la durata della società)

parte della propria ricchezza personale all’attività comune e si espone al rischio di impresa, cioè a rischiare di non ricevere nessuna enumerazione se non ci sono

utili, o di perdere, in tutto o in parte, quanto apportato se la società subisce perdite. Diversi, da socio a socio, possono essere sia l’oggetto sia l’ammontare del

conferimento. E’ essenziale che tutti i soci eseguano o si obblighino ad eseguire un apportoa titolo di conferimento.

In riguardo all’oggetto dei conferimenti, l’art. 2247 stabilisce genericamente che essi possono essere costituiti da beni e da servizi: denaro, beni in natura

trasmessi in proprietà o in godimento, prestazioni di attività lavorativa, ecc. Cioè, può costituire oggetto di conferimento ogni entità suscettibile di valutazione

economica che le parti ritengono utile o necessaria per lo svolgimento della comune attività di impresa.

In realtà, questo principio va coordinato con la disciplina dei singoli tipi societari. Trova riscontro solo nelle società di persone e, dopo la riforma del 2003, nella srl. Ma, per le società per azioni e nelle società cooperative per azioni, l’art. 2342, 5°

comma4, stabilisce espressamente che non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni d’opera o di servizi.

Art. 2247 Contratto di società Con il contratto di società due o più persone conferiscono

beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili.

Art. 2342 Conferimenti Se nell'atto costitutivo non è stabilito diversamente, il conferimento

deve farsi in danaro. Per i conferimenti di beni in natura e di crediti si osservano le disposizioni

degli artt. 2254 e 2255. Le azioni corrispondenti a tali conferimenti devono essere

integralmente liberate al momento della sottoscrizione. Non possono formare oggetto di

conferimento le prestazioni di opera o di servizi.

4. PATRIMONIO SOCIALE E CAPITALE SOCIALE

Il patrimonio sociale è il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla società. Esso, inizialmente, è costituito dai conferimenti eseguiti o

promessi dai soci, successivamente subisce continue variazioni qualitative o quantitative in relazione alle vicende economiche della società.

La consistenza del patrimonio sociale (attività e passività) è accertata periodicamente attraverso la redazione del bilancio di esercizio. La differenza fra

attività e passività è detto patrimonio netto.

Il patrimonio sociale (attivo patrimoniale)costituisce la garanzia generica principale od esclusiva dei creditori della società:

- sarà garanzia principale, se per le obbligazioni sociali rispondono anche i soci con il proprio patrimonio.

- sarà garanzia esclusiva, se per le obbligazioni sociali risponde solo la società col

proprio patrimonio.

Il capitale sociale nominale è, invece, la cifra che esprime il valore in danaro dei conferimenti quale risulta dalla valutazione compiuta nell’atto costitutivo della società. Indica, quindi, il valore delle attività patrimoniali che i

soci si sono impegnati a non distrarre dall’attività di impresa e che perciò non possono liberamente ripartirsi per tutta la durata della società. I soci potranno

ripartirsi solo la parte di patrimonio netto che supera l’ammontare del capitale sociale.

Es. Capitale sociale 100 vuol dire che i soci si sono obbligati a conferire( capitale sottoscritto), e/o hanno conferito (capitale versato) denaro o altre entità che, al

momento della stipulazione del contratto di società avevano tale valore monetario.

Il capitale sociale nominale rimane immutato nel corso della vita della società fin

quando, con modifica dell’atto costitutivo, non se ne decide l’aumento (nuovi conferimenti) o la riduzione (perdite subite).

È quindi un valore storico, che assolve 2 importanti funzioni:

1) VINCOLISTICA

2) ORGANIZZATIVA.

Il capitale sociale è una quota del patrimonio netto (quota ideale) non distribuibile

fra i soci e perciò assoggettata ad un vincolo di stabile destinazione (capitale reale) all’attività sociale, funzione vincolistica. Infatti, il valore del capitale

sociale è iscritto in bilancio insieme alle passività. La funzione vincolistica del capitale sociale si risolve per i creditori in una garanzia patrimoniale

supplementare, in quanto potranno soddisfare i loro crediti su un attivo patrimoniale eccedente le passività (passività che devono corrispondere almeno

all’ammontare del capitale sociale).

Il capitale sociale nominale ha poi una funzione organizzativa, cioè è un

termine di riferimento per accertare periodicamente se la società ha conseguito utili o ha subito perdite, tramite il bilancio di esercizio. Questo ruolo organizzativo

è più accentuato nelle società di capitali, in quanto in esse, il capitale sociale funge da base di misurazione di alcune fondamentali situazioni soggettive dei soci, sia di

carattere amministrativo (diritto di voto), sia di carattere patrimoniale (diritto agli utili ed alla quota di liquidazione). Infatti, tali diritti spettano a ciascun socio in

misura proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritto.

In conclusione: il capitale sociale è sì una cifra numerica, ma è anche un termine

di riferimento per un ordinato e corretto svolgimento della vita sociale.

Tramite il bilancio di esercizio, si può accertare periodicamente se la società ha conseguito utili o ha subito perdite:

Utile:se dal bilancio risulta che le attività superano le passività aumentate del capitale sociale nominale. E solo le attività per tale ammontare

potranno essere liberamente distribuite ai soci a titolo di utili; il di più sarebbe restituzione vietata dei conferimenti.

Perdita:se le attività sono inferiori alle passività più il capitale sociale. Ciò significa che l’intero capitale di rischio apportato dai soci è andato bruciato. In tale

situazione nulla è distribuibile ai soci.

Il capitale sociale nominale funge anche da base di misurazione di alcune

fondamentali situazioni soggettive dei soci, sia di carattere amministrativo ( diritto di voto), sia di carattere patrimoniale (diritto agli utili ed alla quota di

liquidazione). Tali diritto spettano a ciascun socio in misura proporzionale alla

parte di capitale sociale sottoscritto. Il capitale sociale nominale, è sì una cifra

numerica, ma è nel contempo un fondamentale termine di riferimento per un ordinato e corretto svolgimento della vita sociale.

5. L’ESERCIZIO IN COMUNE DI ATTIVITA’ ECONOMICA

Il secondo elemento delle società è l’esercizio in comune di un’attività economica, detto scopo-mezzo del contratto di società.

Oggetto sociale si definisce la specifica attività economica che i soci si propongono di svolgere. Tale attività deve essere predeterminata nell’atto

costitutivo della società ed è modificabile nel corso della vita della stessa solo con l’osservanza delle norme che regolano le modificazioni dell’atto costitutivo.

In tutte le società l’oggetto sociale deve consistere nello svolgimento di un’attività (cioè una serie coordinata di atti) e di un’attività economica, o meglio di

un’attività produttiva, cioè un’attività a contenuto patrimoniale, condotta con metodo economico e finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi;

attività che presenta i caratteri propri dell’attività di impresa.

Le società non possono essere costituite al solo scopo di consentire il

godimento dei beni conferiti dai soci. La disciplina applicabile è infatti quella della comunione (articoli 1100 e seguenti), non quella della società, come

testualmente prevede l'articolo 2248. Ciò comporta che i creditori personali dei singoli comproprietari potranno

liberamente aggredire anche la cosa comune per soddisfare il proprio credito, dato che la comunione non gode dell'autonomia patrimoniale che, è invece

riconosciuta a tutte le società. Vietate sono le società di mero godimento, mentre non vi è incompatibilità fra

godimento di beni ed attività produttiva. La stessa attività può costituire nel contempo il godimento di beni preesistenti ed attività produttiva di nuovi beni

e servizi. Certamente illegittime sono perciò le società immobiliari di comodo; società

il cui patrimonio attivo è costituito esclusivamente dagli immobili conferiti dai

soci e la cui attività si esaurisce nel concedere tali immobili in locazione a terzi o agli stessi soci, senza produrre o fornire agli uni o agli altri alcun servizio

collaterale. Tali società, costituite essenzialmente per ragioni di evasione fiscale, sono nulle.

Non può essere considerata società di mero godimento una società immobiliare che ha per oggetto la gestione di un albergo o di un residence, utilizzando

l'immobile conferito dei soci. L'immobile in tal caso, è elemento di una più complessa organizzazione di fattori produttivi, finalizzata alla produzione di

servizi che non si esauriscono nelle pure prestazioni locative. È possibile che dalla comunione si passi alla società. Ipotesi che si verifica

quando più figli ereditano l'azienda paterna (comunione incidentale) e proseguono in comune l'attività di impresa. Necessario e sufficiente perché una

comunione (volontaria o incidentale) si trasformi in società di fatto è che i comproprietari si servano dei beni relativi all'esercizio di una comune attività di

impresa. Essenziale per aversi società è che l’attività produttiva sia esercitata in comune. Perché un’attività economica possa definirsi comune a più soggetti è

necessario che essa sia preordinata alla realizzazione di un risultato unitario e comune. Cioè di un risultato giuridicamente imputabile al gruppo in quanto tale, in

modo che tutti i soci sia partecipi del risultato positivo o negativo della stessa

attività. Inoltre, è necessario che i singoli atti di impresa siano prodotti secondo modalità

che ne consentano l’imputazione al gruppo unitariamente considerato. È necessario che chi agisce nei rapporti esterni sia abilitato ad agire per conto del

gruppo ed agisca in nome dello stesso, rendendo così palese tale sua posizione. Il carattere comune dell’attività consente una distinzione fra società e associazione

in partecipazione. Contratto quest’ultimo con il quale l’associante attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari

verso il corrispettivo di un determinato apporto, art. 25495. Nell’associazione in partecipazione l’attività in impresa resta propria ed esclusiva

dell’associante; i singoli atti di impresa possono e debbono essere posti in essere solo in suo nome e a lui sono giuridicamente imputabili, anche se compiuti

dall’associato.

5 Art. 2549 Nozione Con il contratto di associazione in partecipazione (att. 219) l'associante

attribuisce all'associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari

verso il corrispettivo di un determinato apporto. 6

Art. 2082 Imprenditore E' imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica

organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

7 Art. 2247 Contratto di società Con il contratto di società due o più persone conferiscono

beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili.

7. LE SOCIETA’ FRA PROFESSIONISTI

L’attività dei professionisti intellettuali è attività economica, cioè un’attività produttiva di servizi intellettuali, ma non legislativamente considerata ATTIVITA’

DI IMPRESA. Una società fra professionisti per l’esercizio in comune della loro attività darebbe

perciò vita ad un’ulteriore ipotesi di società senza impresa. Anche se la nozione di società, art. 2247, parla di attività economica e non di attività di impresa.

Dalle norme del codice civile emerge con chiarezza il carattere rigorosamente personale dell’attività del professionista intellettuale. L’art. 22328 gli impone di eseguire personalmente l’incarico assunto e, se si avvale di sostituti e ausiliari,

quest’ultimi devono operare sotto la direzione e responsabilità del professionista. La legge n. 1815 del 23/11/1939, all’art. 1, stabilisce che i professionisti che si

associano per l’esercizio della professione debbono usare nella denominazione del loro ufficio e nei rapporti con i terzi, esclusivamente la dizione di “studio tecnico,

legale, commerciale, contabile, amministrativo o tributario”, seguito dal nome e cognome, coi titoli professionali, dei singoli associati. L’evoluzione delle professioni

intellettuali e le soluzioni permissive attuate nel resto d’Europa, ha sollecitato anche in Italia un intervento legislativo, volto a delineare una specifica disciplina

delle società fra professionisti idonea a garantire il rispetto dei principi cardine fissati dal codice per le professioni intellettuali.

Dopo diversi progetti, nel 1997 si ebbe un intervento parziale ma non risolutivo. L’art. 24 della legge n. 266/19979 ha abrogato l’art. 2 ella legge 1815/193910 ed

ha conferito al Ministero della giustizia il potere di fissare con proprio decreto i requisiti per l’esercizio in forma societaria delle attività intellettuali dell’art. 1. 11

8 Art. 2232 Esecuzione dell'opera Il prestatore d'opera deve (1176) eseguire

personalmente l'incarico assunto. Può tuttavia valersi, sotto la propria direzione e

responsabilità, di sostituti e ausiliari, se la collaborazione di altri è consentita dal contratto o

dagli usi e non è incompatibile con l'oggetto della prestazione.

9 Art. 24 Norme in materia di attivita' di assistenza e consulenza 1. L'articolo 2 della

legge 23 novembre 1939, n. 1815, e' abrogato. 2. Ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della

legge 23 agosto 1988, n. 400, il ministro di Grazia e giustizia, di concerto con il ministro

dell'Industria, del commercio e dell'artigianato e, per quanto di competenza, con il ministro

della Sanita', fissa con proprio decreto, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore

della presente legge, i requisiti per l'esercizio delle attivita' di cui all'articolo 1 della legge 23

novembre 1939, n. 1815. 1

0 Art. 2 E' vietato costituire, esercire o dirigere, sotto qualsiasi forma diversa da quella di cui

al precedente articolo, società, istituti, uffici, agenzie od enti, i quali abbiano lo scopo di dare,

anche gratuitamente, ai propri consociati od ai terzi, prestazioni di assistenza o consulenza in

materia tecnica, legale, commerciale, amministrativa, contabile o tributaria.

11 Art. 1. Le persone che, munite dei necessari titoli di studio di abilitazione professionale,

ovvero autorizzate all'esercizio di specifiche attività in forza di particolari disposizioni di legge,

si associano per l'esercizio delle professioni o delle altre attività per cui sono abilitate o

autorizzate, debbono usare, nella denominazione del loro ufficio e nei rapporti coi terzi,

esclusivamente la dizione di <<studio tecnico, legale, commerciale, contabile, amministrativo

o tributario>>, seguita dal nome e cognome, coi titoli professionali dei singoli associati.

L'esercizio associato delle professioni o delle altre attività, ai sensi del comma precedente,

deve essere notificato all'organizzazione sindacale da cui sono rappresentati i singoli associati.

Ma, nel maggio 1998, a seguito dei forti contrasti, il governo ha rinunciato ad

emanare il regolamento sulle società fra professionisti ed ha affidato la definizione della relativa disciplina ad una legge delega.

Con la sola eccezione della società fra avvocati introdotta dal d.lgs. n. 96/2001, l’abrogazione dell’art. 2 della legge 1815/193912 lascia ancora irrisolto

l’interrogativo se sia consentita la costituzione di società fra professionisti.

12 Art. 2. E' vietato costituire, esercire o dirigere, sotto qualsiasi forma diversa da quella di cui

al precedente articolo, società, istituti, uffici, agenzie od enti, i quali abbiano lo scopo di dare,

anche gratuitamente, ai propri consociati od ai terzi, prestazioni di assistenza o consulenza in

materia tecnica, legale, commerciale, amministrativa, contabile o tributaria.

L’unica deroga al divieto di costituzione di società fra professionisti è la società tra

avvocati. LA SOCIETA’ TRA AVVOCATI La società tra avvocati è stata introdotta dal d.lgs. n. 96 del 02/02/2001, con cui è stata data attuazione alla direttiva Ce n.

98/5, volta a facilitare il libero esercizio della professione di avvocato nell’ambito dell’Unione Europea.

La società fra avvocati ha per oggetto esclusivo l’esercizio in comune dell’attività professionale dei propri soci, art. 1715, cioè l’attività di rappresentanza, assistenza

e difesa in giudizio. La società può anche acquistare beni e diritti strumentali all’esercizio della professione e compiere qualsiasi attività diretta allo scopo.

La società fra avvocati è regolata dalle norme della società in nome collettivo, ove non diversamente previsto dalla relativa disciplina speciale, art. 16.16

In particolare, si prevede che tutti i soci devono essere in possesso del titolo di avvocato e che non sia consentita la partecipazione ad altra società tra avvocati,

art. 21.17 Il socio che è stato cancellato o radiato dall’albo è escluso di diritto dalla società, mentre è causa di esclusione facoltativa la sospensione dall’albo, art. 21, 4° comma.

La società tra avvocati agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome e dal titolo professionale di tutti i soci ovvero di uno o più soci, seguito dalla locuzione

“ed altri”; deve contenere l’indicazione in forma abbreviata di società fra professionisti, s.t.p. , art. 1818. Inoltre, nella ragione sociale è conservato il nome

dell’ex socio, art. 18, 2° comma.

15 Art. 17 Costituzione e oggetto 1. Ai fini della iscrizione all'albo, la societa' tra avvocati e'

costituita con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizioni autenticate dei contraenti. 2.

La societa' tra avvocati ha per oggetto esclusivo l'esercizio in comune della professione dei

propri soci. La societa' puo' rendersi acquirente di beni e diritti che siano strumentali

all'esercizio della professione e compiere qualsiasi attivita' diretta a tale scopo. 16 Art. 16

Disposizioni generali 1. L'attivita' professionale di rappresentanza, assistenza e difesa in

giudizio puo' essere esercitata in forma comune esclusivamente secondo il tipo della societa'

tra professionisti, denominata nel seguito societa' tra avvocati. 2. La societa' tra avvocati e'

regolata dalle norme del presente titolo e, ove non diversamente disposto, dalle norme che

regolano la societa' in nome collettivo di cui al capo III del titolo V del libro V del codice civile.

Ai fini dell'iscrizione nel registro delle imprese, e' istituita una sezione speciale relativa alle

societa' tra professionisti; l'iscrizione ha funzione di certificazione anagrafica e di pubblicita'

notizia ed e' eseguita secondo le modalita' di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7

dicembre 1995, n. 581. 3. La societa' tra avvocati non e' soggetta a fallimento. 4. La societa'

tra avvocati e' iscritta in una sezione speciale dell'albo degli avvocati e alla stessa si applicano,

in quanto compatibili, le norme, legislative, professionali e deontologiche che disciplinano la

professione di avvocato. 5. E' fatto salvo quanto disposto dalla legge 23 novembre 1939, n.

1815, e successive modificazioni, per la costituzione di associazioni tra professionisti

17 Art. 21 Requisiti soggettivi dei soci e situazioni di incompatibilita' 1. I soci della

societa' tra avvocati devono essere in possesso del titolo di avvocato. 2. La partecipazione ad

una societa' tra avvocati e' incompatibile con la partecipazione ad altra societa' tra avvocati. 3.

La incompatibilita' di cui al comma 2 si applica fino alla data in cui la dichiarazione di recesso

produce i suoi effetti ovvero per tutta la durata della iscrizione della societa' nell'albo. 4. E'

escluso il socio che e' stato cancellato o radiato dall'albo. La sospensione di un socio dall'albo e'

causa legittima di esclusione dalla societa'.

18 Art. 18 Ragione sociale 1. La societa' tra avvocati agisce sotto la ragione sociale

costituita dal nome e dal titolo professionale di tutti i soci ovvero di uno o piu' soci, seguito

dalla locuzione "ed altri", e deve contenere la indicazione di societa' tra professionisti, in forma

abbreviata s.t.p. 2. Non e' consentita la indicazione del nome di un socio avvocato dopo la

cessazione della sua appartenenza alla societa', salvo diverso accordo tra la societa' e il socio

cessato o i suoi eredi. In tal caso la utilizzazione del nome e' consentita con la indicazione "ex

socio" o "socio fondatore" accanto al nominativo utilizzato, purche' non sia mutata l'intera

compagine dei soci professionisti presenti al momento della cessazione della qualita' di socio.

Per la costituzione della società fra avvocati vale la stessa disciplina dettata per la

snc, ma la società fra professionisti è iscritta in una sezione speciale del registro delle imprese relativa alle società fra professionisti e l’iscrizione ha solo funzione di

certificazione anagrafica e di pubblicità notizia, art. 16, 2° comma.19 Inoltre, ad essa si applicano le norme professionali e deontologiche che disciplinano la

professione di avvocato, art. 16, 4° comma.

Le cause di invalidità della stp sono quelle previste dalla disciplina generale dei contratti, mentre per gli effetti è dettata una disciplina speciale, che è più vicina

alla disciplina delle spa. Infatti:

a) la dichiarazione di nullità o la pronuncia di annullamento non pregiudica

l’efficacia degli atti compiuti in nome della società;

b) resta ferma la responsabilità personale dei soci per le obbligazioni anteriori; c) la sentenza di nullità o di annullamento nomina uno o più liquidatori, dando

avvio al procedimento di liquidazione della società che porterà all’estinzione della società dopo aver soddisfatto i creditori sociali e ripartito fra i soci l’eventuale

residuo attivo di liquidazione;

d) l’invalidità non può essere pronunciata se la causa di essa è stata eliminata per effetto di una modifica dell’atto costitutivo iscritta nel registro delle imprese.

La società fra avvocati non è soggetta a fallimento, art. 16, 3° comma, in

quanto non svolge attività di impresa. La società fra avvocati è assoggettata ad una peculiare disciplina volta a conciliare l’esercizio in forma societaria della

professione forense con il rispetto del principio della personalità della prestazione e di quello della diretta responsabilità del professionista nei confronti del cliente.

Infatti, l’amministrazione della società non può essere affidata a terzi, art. 2320, e l’incarico professionale conferito alla società può essere eseguito solo da uno o

più soci in possesso degli specifici requisiti prescritti per l’esercizio della professione richiesta, art. 24.21

19 Art. 16 Disposizioni generali 1. L'attivita' professionale di rappresentanza, assistenza e

difesa in giudizio puo' essere esercitata in forma comune esclusivamente secondo il tipo della

societa' tra professionisti, denominata nel seguito societa' tra avvocati. 2. La societa' tra

avvocati e' regolata dalle norme del presente titolo e, ove non diversamente disposto, dalle

norme che regolano la societa' in nome collettivo di cui al capo III del titolo V del libro V del

codice civile. Ai fini dell'iscrizione nel registro delle imprese, e' istituita una sezione speciale

relativa alle societa' tra professionisti; l'iscrizione ha funzione di certificazione anagrafica e di

pubblicita' notizia ed e' eseguita secondo le modalita' di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581. 3. La societa' tra avvocati non e' soggetta a fallimento. 4.

La societa' tra avvocati e' iscritta in una sezione speciale dell'albo degli avvocati e alla stessa si

applicano, in quanto compatibili, le norme, legislative, professionali e deontologiche che

disciplinano la professione di avvocato. 5. E' fatto salvo quanto disposto dalla legge 23

novembre 1939, n. 1815, e successive modificazioni, per la costituzione di associazioni tra

professionisti.

20 Art. 23 Amministrazione 1. L'amministrazione della societa' tra avvocati spetta ai soci e

non puo' essere affidata a terzi. 2. Salvo diversa pattuizione, l'amministrazione della societa'

spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri.

21 Art. 24 Incarico professionale e obblighi di informazione 1. L'incarico professionale

conferito alla societa' tra avvocati puo' essere eseguito solo da uno o piu' soci in possesso dei

requisiti per l'esercizio dell'attivita' professionale richiesta. 2. La societa' deve informare il

cliente, prima della conclusione del contratto, che l'incarico professionale potra' essere

eseguito da ciascun socio in possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attivita' professionale

richiesta; il cliente ha diritto di chiedere che l'esecuzione dell'incarico sia affidata ad uno o piu'

soci da lui scelti sulla base di un elenco scritto con la indicazione dei titoli e delle qualifiche

professionali di ciascuno di essi.

3. In difetto di scelta, la societa' comunica al cliente il nome del socio o dei soci incaricati,

prima dell'inizio dell'esecuzione del mandato. 4. La prova dell'adempimento degli obblighi di

informazione prescritti dai commi 2 e 3 e il nome del socio o dei soci indicati dal cliente devono

risultare da atto scritto.

Inoltre, è riconosciuto e tutelato il diritto del cliente di scegliere il proprio

difensore. In difetto di scelta, la società deve comunicare per iscritto al cliente il nome del socio o di soci incaricati, prima dell’inizio dell’esecuzione del mandato.

Per le obbligazioni sociali non derivanti dall’attività professionale si applica la disciplina della snc. Delle obbligazioni derivanti dall’attività professionale svolta da

uno o più soci sono responsabili illimitatamente e solidalmente tutti i soci qualora la società ometta di comunicare il nome dell’avvocato incaricato, prima

dell’esecuzione del mandato. Mentre è dettata una disciplina specifica per la responsabilità professionale, art.

2622. Infatti, solo il socio o i soci incaricati, e non tutti i soci, sono personalmente e

illimitatamente responsabili per l’attività professionale svolta in esecuzione dell’ incarico. Con essi risponde la società con il suo patrimonio. 22 Art. 26 Responsabilita' professionale 1. Il socio o i soci incaricati sono personalmente e

illimitatamente responsabili per l'attivita' professionale svolta in esecuzione dell'incarico. La

societa' risponde con il suo patrimonio. 2. In difetto della comunicazione prevista dall'articolo

24, comma 3, per le obbligazioni derivanti dall'attivita' professionale svolta da uno o piu' soci,

oltre alla societa', sono responsabili illimitatamente e solidalmente tutti i soci. 3. Per le

obbligazioni sociali non derivanti dall'attivita' professionale rispondono inoltre personalmente e

solidalmente tutti i soci; il patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi. 4. La sentenza

pronunciata nei confronti della societa' fa stato ed e' efficace anche nei confronti del socio o dei

soci incaricati ovvero nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, i quali possono

intervenire nel giudizio e possono impugnare la sentenza.

La società fra professionisti va tenuta distinta dalla società di mezzi fra

professionisti; una società cioè costituita da professionisti per l'acquisto della gestione in comune di beni strumentali all'esercizio individuale delle rispettive

professioni. Le società di mezzi fra professionisti sono perfettamente lecite e sono

certamente titolari di un'impresa commerciale in quanto svolgono attività di impresa (produzione di servizi) e non attività intellettuale.

Ulteriore fenomeno è quello delle società che offrono sul mercato un servizio

complesso, per la cui realizzazione sono necessarie anche prestazioni

professionali dei soci o dei terzi. Prestazioni che hanno però carattere strumentale e servente rispetto al servizio unitario offerto dalla società, che

non s'identifica perciò con quello tipico di alcuna delle professioni intellettuali. Esempio classico è costituito dalle società di ingegneria (o società di

progettazione industriale o società di ENGINEERING); società la cui attività non si esaurisce nella semplice progettazione di opere di ingegneria, ma comprende

anche ulteriori prestazioni quali la realizzazione la vendita di impianti ed

attrezzature industriali. Queste società, che hanno spesso alle loro dipendenze

decine di professionisti di varie specialità e raggiungono dimensioni gigantesche, svolgono un'attività che non è identificabile con quella propria

degli ingegneri e degli architetti dato che l'elaborazione dei progetti sono parte

di una ben più complessa attività di natura imprenditoriale. Tali società sono lecite e valide in quanto la loro attività non coincide con

quella propria di alcuna delle professioni intellettuali. Leciti e validi sono anche i contratti dalle stesse stipulati, purché ovviamente si tratti di vere società di

progettazione industriale e di veri contratti di engineering.

8. LO SCOPO-FINE DELLE SOCIETA’

L’ultimo elemento caratterizzante le società è costituito dallo scopo perseguito dalle parti, cd scopo-fine del contratto di società. In base allo scopo perseguibile

le società possono essere distinte in tre categorie: Responsabilità professionale

- società lucrative;

- società mutualistiche;

- società consortili.

L’art. 224723 enuncia solo uno di questi fini, che è lo scopo di divisione degli utili.

Infatti, una società può essere costituita per svolgere attività di impresa con terzi allo scopo di conseguire utili, lucro oggettivo, destinati ad essere successivamente divisi fra i soci, lucro soggettivo. Tale scopo è detto scopo di lucro o di profitto,

ed è lo scopo tipico delle società di persone e di capitali, che sono definite società lucrative.

Le società cooperative, art. 251124, invece sono società che per legge hanno uno

scopo mutualistico, cioè hanno lo scopo di fornire direttamente ai soci beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle che i soci stessi

otterrebbero sul mercato e non la divisione di utili. La società cooperativa deve operare con metodo economico e per la realizzazione di uno scopo economico dei

soci (che è un vantaggio patrimoniale diretto, che può consistere o un risparmio di spesa o una maggiore renumerazione del lavoro prestato dai soci nella

cooperativa). Non è perciò una società istituzionalmente preordinata per la realizzazione di uno scopo di lucro in senso proprio.

Altro scopo delle società può essere la realizzazione di uno scopo consortile. Una società consortile, art. 2615-ter25, è tenuta ad operare con metodo economico e

per la realizzazione di uno scopo economico dei soci, consistente in un particolare vantaggio patrimoniale degli imprenditori consorziati, come la sopportazione di

minori costi o la realizzazione di maggiori guadagni nelle rispettive imprese. Le società consortile non devono necessariamente perseguire uno scopo di lucro.

23 Art. 2247 Contratto di società Con il contratto di società due o più persone conferiscono

beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili.

24 Art. 2511 Società cooperative Le imprese che hanno scopo mutualistico possono

costituirsi come società cooperative a responsabilità illimitata o limitata secondo le disposizioni

seguenti.

25 Art. 2615 ter Società consortili Le società previste nei Capi III e seguenti del Titolo V

possono assumere come oggetto sociale gli scopi indicati nell'art. 2602. In tal caso l'atto

costitutivo può stabilire l'obbligo dei soci di versare contributi in denaro.

Autodestinazione dei risultati

Salve le eccezioni previste da leggi speciali, le società sono enti associativi che operano con metodo economico e per la realizzazione di un risultato economico a

favore esclusivo dei soci. La società si caratterizza per la istituzionale destinazione ai suoi membri, autodestinazione, dei variabili benefici patrimoniali conseguibili

attraverso l’esercizio della comune attività di impresa.

TIPI DI SOCIETA’

13. NOZIONE. CLASSIFICAZIONI

L’attività delle società, come l’attività di ogni gruppo associativo, solleva dei

problemi di disciplina riguardo:

- l’ordinamento interno della società,

- i rapporti fra società e terzi.

Il legislatore ha risolto questi problemi prevedendo vari tipi di società, che possono

essere tuttavia aggregati in categorie omogenee sulla base di alcuni criteri. Una prima distinzione è quella basata sullo scopo istituzionale perseguibile, che

divide le società in:

- società cooperative e società mutualistiche,

- società lucrative.

Una seconda distinzione, nell’ambito delle società lucrative, è quella basata sulla

natura dell’attività esercitatile:

- la società semplice, art. 224942, che può esercitare solo attività non

commerciale; per esse solo di recente all’ iscrizione nel registro delle imprese è stata attribuita funzione di pubblicità legale, art. 2 dlgs. 228/200143;

- le altre società possono svolgere sia attività commerciale che attività non

commerciale e indipendentemente dall’attività svolta, sono soggette all’iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicità legale. Esse sono dette società commerciali.

42 Art. 2249 Tipi di società Le società che hanno per oggetto l'esercizio di un'attività

commerciale (2195) devono costituirsi secondo uno dei tipi regolati nei Capi III e seguenti di

questo Titolo. Le società che hanno per oggetto l'esercizio di un'attività diversa sono regolate

dalle disposizioni sulla società semplice, a meno che i soci abbiano voluto costituire la società

secondo uno degli altri tipi regolati nei Capi III e seguenti di questo Titolo. Sono salve le

disposizioni riguardanti le società cooperative (2511 e seguenti) e quelle delle leggi speciali che

per l'esercizio di particolari categorie d'imprese prescrivono la costituzione della società

secondo un determinato tipo.

43 Art. 2 Iscrizione al registro delle imprese 1. L'iscrizione degli imprenditori agricoli, dei

coltivatori diretti e delle societa' semplici esercenti attivita' agricola nella sezione speciale del

registro delle imprese di cui all'articolo 2188 e seguenti del codice civile, oltre alle funzioni di

certificazione anagrafica ed a quelle previste dalle leggi speciali, ha l'efficacia di cui all'articolo

2193 del codice civile.

Altra distinzione è quella fra:

- società con personalità giuridica, sono le società di capitali e le società cooperative;

- società senza personalità giuridica, sono le società di persone.

Nelle società di capitali, che ha personalità giuridica:

a) è prevista, ed è inderogabile (salvo che per la s.r.l.), un’organizzazione di tipo

corporativo, cioè un’organizzazione basata sulla necessaria presenza di una pluralità di organi, assemblea, organo di gestione e organo di controllo), ciascuno

con proprie funzioni e competenze;

b) il funzionamento degli organi sociali è dominato dal principio maggioritario. In particolare, l’assemblea, composta dalle persone dei soci, delibera a maggioranza

anche le modifiche dell’atto costitutivo e le maggioranze assembleari sono

calcolate in base alla partecipazione al capitale sociale e non per teste;

c) il singolo socio in quanto tale non ha alcun potere diretto di amministrazione e di controllo; ha solo il diritto di voto, proporzionato alla quota di capitale sociale

sottoscritto. Ciò dà rilievo ai mezzi apportati e non alle persone, perciò la partecipazione sociale è di regola liberamente trasferibile.

Nelle società di persone, che non hanno personalità giuridica:

a) non è prevista un’organizzazione di tipo corporativo basata sulla presenza di una pluralità di organi;

b) l’attività della società si fonda su un modello organizzativo che riconosce ad

ogni socio a responsabilità illimitata il potere di amministrare la società, art. 225744, e richiede il consenso di tutti i soci per le modificazioni dell’atto costitutivo, art. 225245;

c) il singolo socio a responsabilità illimitata è investito del potere di

amministrazione e di rappresentanza della società e ciò indipendentemente dall’ammontare del capitale conferito e dalla consistenza del suo patrimonio

personale. Ne consegue che la partecipazione sociale è di regola trasferibile solo col consenso degli altri soci.

44 Art. 2257 Amministrazione disgiuntiva Salvo diversa pattuizione, l'amministrazione

della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri. Se l'amministrazione spetta

disgiuntamente a più soci, ciascun socio amministratore ha diritto di opporsi all'operazione che

un altro voglia compiere, prima che sia compiuta. La maggioranza dei soci, determinata

secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, decide sull'opposizione. 45 Art. 2252

Modificazioni del contratto sociale Il contratto sociale può essere modificato soltanto con il

consenso di tutti i soci, se non e convenuto diversamente.

Ultimo criterio di distinzione è quello basato sul regime di responsabilità per le obbligazioni sociali. Sotto tale profilo, vi sono:

- società in cui per le obbligazioni sociali rispondono sia il patrimonio sociale sia i singoli soci personalmente ed illimitatamente, in modo inderogabile per le snc, o

con possibilità di deroga pattizia per i soli soci non amministratori per la ss; - società nelle quali coesistono istituzionalmente soci a responsabilità illimitata e

soci a responsabilità limitata, come nelle sas e spa;

- società nelle quali per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio, spa, srl, società cooperative. 14. PERSONALITA’ GIURIDICA ED AUTONOMIA PATRIMONIALE DELLE SOCIETA’

Il codice di commercio del 1882 definiva unitariamente i tre tipi di società allora previsti: società in nome collettivo, società in accomandita, società

anonima, come enti collettivi distinti dalle persone dei soci e questa formula diede luogo, nella dottrina del tempo ad una vivace disputa sul punto se tutte

le società dovessero considerarsi persone giuridiche. Il legislatore del 1942 ha

pensato di risolvere la disputa operando una netta distinzione:

Le società di capitali e le società cooperative sono persone giuridiche;

la personalità giuridica è invece negata alle società di persone. Queste ultime società godono però di autonomia patrimoniale.

Personalità giuridica ed autonomia patrimoniale sono due diverse tecniche

legislative per creare le condizioni di diritto privato più propizie per la diffusione e lo sviluppo delle imprese societarie. Condizioni che risiedono nella previsione di:

- un’adeguata tutela dei creditori delle imprese societarie, che prevedono un trattamento preferenziale rispetto ai creditori personali dei soci,

- consentire a quanti costituiscano una società di creare un diaframma fra il

proprio patrimonio personale e le obbligazioni contratte nell’esercizio dell’impresa comune. Diaframma che sottrae il patrimonio personale dei soci all’aggressione o

all’aggressione diretta dei creditori sociali.

Questi due obiettivi sono conseguiti nelle società di capitali e nelle società cooperative in modo diretto e lineare con il riconoscimento della personalità

giuridica, in quanto queste società sono per legge formalmente distinti dalle persone dei soci e gode di una perfetta autonomia patrimoniale. Ne consegue che i creditori personali dei soci non potranno soddisfarsi sul patrimonio sociale in

quanto questo appartiene a un soggetto diverso dai soci. Ne consegue che la società gode di una piena e perfetta autonomia

patrimoniale.

I beni conferiti dai soci diventano beni di proprietà della società: questa è

titolare di un proprio patrimonio, di propri diritti e di proprie obbligazioni distinte da quelle personali dei soci. Ne consegue che sul patrimonio sociale

non possono più soddisfarsi i creditori personali dei soci in quanto si tratta di un patrimonio giuridicamente appartenente ad un altro soggetto, la società. Né

i creditori sociali possono soddisfarsi sul patrimonio personale dei soci: delle

obbligazioni sociali risponde di regola solo la società col proprio patrimonio. Il patrimonio sociale è reso autonomo rispetto a quello dei soci e quello dei soci

è reso autonomo rispetto a quello della società. Anche se vi sono dei limiti alla personalità giuridica: sono responsabili

personalmente l’unico azionista e l’unico quotista della srl, i soci accomandatari della spa.

Alle società di persone, il legislatore ha negato la personalità giuridica, ma ha

soddisfatto le esigenze di tutela dei creditori sociali e di incentivazione dei soci con specifiche disposizioni che rendono il patrimonio delle società autonomo rispetto a

quello dei soci, oltre che stabilmente vincolato all’attività di impresa.

Infatti, nelle società di persone:

a) i creditori personali dei soci non possono aggredire il patrimonio della società per soddisfarsi. Finché dura la società, possono far valere i loro crediti solo sugli

utili spettanti al loro socio debitore e compiere atti conservativi sulla quota che spetta al socio in sede di liquidazione della società, art. 227046;

b) i creditori della società non possono aggredire direttamente il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili. Prima è necessario che tentino di soddisfarsi sul patrimonio sociale e solo dopo aver infruttuosamente escusso

(beneficio di escussione) il patrimonio sociale potranno agire nei confronti dei soci.

Poiché alle società di persone non è stata riconosciuta la personalità giuridica si sostiene che nelle stesse i beni sociali devono essere considerati beni in

comproprietà, sia pure speciale e modificata, dei soci. Inoltre si ritiene che, le obbligazioni sociali devono essere qualificate come obbligazioni proprie dei soci e

che la responsabilità personale ed illimitata degli stessi si atteggia come responsabilità per debito proprio.

Infine, i soci sono dei coimprenditori in quanto ad essi è direttamente imputabile

l’attività di impresa, e quindi sono esposti al fallimento personale in caso di fallimento della società, art. 147 legge fall47.

Sul piano sostanziale è così, dato che tutte le società e non solo quelle di persone si risolvono sostanzialmente nelle persone dei soci.

Sul piano giuridico-formale numerosi dati legislativi testimoniano che un fenomeno di unificazione soggettiva è presente anche nelle società di persone. Infatti, l’art. 2266 stabilisce che la società acquista diritti e assume obbligazioni

per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi.

Quindi, è la società che diventa titolare dei diritti e delle obbligazioni relative, al pari di qualsiasi altro soggetto di diritto.

46 Art. 2270 Creditore particolare del socio Il creditore particolare del socio, finché dura la

società, può far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi

(Cod. Proc. Civ. 670 e seguente) sulla quota spettante a quest'ultimo nella liquidazione. Se gli

altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti, il creditore particolare del

socio può inoltre chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore. La quota

deve essere liquidata entro tre mesi dalla domanda, salvo che sia deliberato lo scioglimento

della società. 4

7 Art. 147 Società con soci a responsabilità illimitata. La sentenza che dichiara il

fallimento di una società appartenente ad uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del titolo V

del libro quinto del codice civile, produce anche il fallimento dei soci, pur se non persone

fisiche, illimitatamente responsabili.

A rafforzare questa tesi vi è l’art. 2659 che stabilisce che la trascrizione degli

acquisti immobiliari è effettuata, anche per le società di persone, al nome della società. Lo stesso vale per l’iscrizione di ipoteca. Quindi:

a) anche nelle società di persone i beni sociali non sono beni in comproprietà

speciale fra i soci, ma in proprietà della società;

b) le obbligazioni sociali non sono obbligazioni personali dei soci ma obbligazioni della società, cui si aggiunge a titolo di garanzia la responsabilità di tutti o di

alcuni di essi;

c) la responsabilità personale dei soci non è qualificabile come responsabilità per debito proprio;

d) imprenditore è la società non il gruppo di soci, coimprenditori, anche se il fallimento della società determina automaticamente il fallimento dei soci

illimitatamente responsabili.

TIPI DI SOCIETA’ ED AUTONOMIA PRIVATA

Quanti costituiscono una società possono liberamente scegliere:

- fra tutti i tipi di società previsti se l’attività da esercitare non è commerciale;

- fra tutti i tipi di società, tranne la società semplice se l’attività è commerciale.

Altre leggi speciali prevedono altri limiti nella scelta del tipo di società per

particolari categorie di imprese commerciali.

La scelta di un determinato tipo non è tuttavia condizione essenziale per la valida costituzione di una società.

Infatti, l’art. 2249, 2° comma48, stabilisce che nel caso di attività non commerciale, si applica la disciplina della ss, a meno che i soci abbiano voluto

costituire la società secondo un altro tipo.

48 Art. 2249 Tipi di società Le società che hanno per oggetto l'esercizio di un'attività

commerciale (2195) devono costituirsi secondo uno dei tipi regolati nei Capi III e seguenti di

questo Titolo. Le società che hanno per oggetto l'esercizio di un'attività diversa sono regolate

dalle disposizioni sulla società semplice, a meno che i soci abbiano voluto costituire la società

secondo uno degli altri tipi regolati nei Capi III e seguenti di questo Titolo. Sono salve le

disposizioni riguardanti le società cooperative (2511 e seguenti) e quelle delle leggi speciali che

per l'esercizio di particolari categorie d'imprese prescrivono la costituzione della società

secondo un determinato tipo

Quindi, se l’attività non è commerciale la scelta del tipo è necessaria solo se i soci

vogliono scegliere un tipo di società diverso dalla società semplice. Anche quando l’attività è commerciale non è necessaria un’esplicita scelta del tipo. Infatti, il

silenzio delle parti si interpreta, per esclusione, come implicita opzione per il regime della snc.

Infatti, accertato che sussiste l’accordo delle parti sui requisiti fissati dall’art.

2247, il contratto di società è perfetto.

Art. 2247 Contratto di società Con il contratto di società due o più persone conferiscono

beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili

E se l’attività è commerciale, la disciplina applicabile non può essere che quella della snc, in quanto solo per tale tipo di società commerciale non sono richieste

ulteriori specificazioni contrattuali, come richiesto per la sas e per le società di capitali.

La ss si esclude visto che l’attività è commerciale. La ss e la snc sono i regimi residuali dell’attività commerciale, rispettivamente per l’attività non commerciale e l’attività commerciale, se i soci non hanno manifestato una diversa scelta.

Una volta scelto il tipo di società, le parti con apposite clausole contrattuali, possono disegnare un assetto organizzativo della loro società parzialmente diverso

da quello risultante dalla disciplina legale del tipo prescelto. Infatti, i modelli organizzativi fissati dal legislatore per i singoli tipi di società non

sono rigidi e consentono un parziale adattamento alle esigenze del caso concreto. Ma, è necessario che le clausole a tal fine introdotte nell’atto costitutivo, dette

clausole atipiche, non siano incompatibili con la disciplina del tipo di società prescelto, cioè non contengano pattuizioni che violino aspetti della disciplina legale

inderogabili. I limiti che l’autonomia privata incontra nell’inserimento di clausole atipiche non

sono sempre agevoli da definire. In via generale, non sono derogabili i regimi di responsabilità per le obbligazioni sociali, visto che coinvolgono terzi soggetti.

Più spazio è riconosciuto nelle società di persone per quanto riguarda l’ordinamento interno della società, mentre è rigido il regime delle spa.

Se una clausola è incompatibile col tipo societario prescelto, la sanzione sarà di regola la nullità della clausola stessa, in applicazione dell’art. 141950, e non la nullità dell’intero contratto di società (nullità parziaria).

La nullità della clausola atipica comporterà l’automatica applicazione della corrispondente disciplina legale derogata.

50 Art. 1419 Nullità parziale La nullità parziale di un contratto o la nullità di singole clausole

importa la nullità dell'intero contratto, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso

senza quella parte del suo contenuto che è colpita dalla nullità. La nullità di singole clausole

non importa la nullità del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme

imperative.

È inammissibile la creazione di un tipo societario del tutto inconsueto e stravagante, che non corrisponde a uno dei modelli legislativamente previsti, dette

società atipiche. Tale principio si desume dall’art. 2249, 1° comma51, e trova giustificazione nel

fatto che il contratto di società è destinato a produrre effetti non solo fra le parti ma anche nei confronti dei terzi. La sanzione per chi contravviene sarà la nullità

della società atipica e la sua eliminazione dal mercato.

51 Art. 2249 Tipi di società Le società che hanno per oggetto l'esercizio di un'attività

commerciale (2195) devono costituirsi secondo uno dei tipi regolati nei Capi III e seguenti di

questo Titolo.

Dalle clausole atipiche si distinguono i patti parasociali, cioè quegli accordi fra i soci, stipulati al di fuori dell’atto costitutivo destinati a regolare il loro

comportamento nella società o verso la società.

A differenza delle clausole dell’atto costitutivo, che vincolano tutti i soci presenti e futuri, i patti parasociali hanno di regola efficacia meramente

obbligatoria, cioè vincolano solo gli attuali soci contraenti e non anche i soci

futuri, a meno che questi vi aderiscano espressamente.

La loro eventuale invalidità non incide sulla validità della società e degli atti

societari su cui si riflettono. Infine, la loro violazione espone solo all’obbligo del risarcimento del danno nei confronti degli altri soci e non coinvolge anche la

posizione nella società degli inadempienti.

LA SOCIETA’ SEMPLICE LA SOCIETA’ IN NOME

COLLETTIVO

LE SOCIETA’ DI PERSONE

Sono società di persone: 1)SOCIETA’ SEMPLICE

2)SOCIETA’ IN NOME COLLETTIVO 3)SOCIETA’ IN ACCOMANDITA SEMPLICE - la società semplice, che può esercitare solo attività non commerciale. È il regime residuale dell’attività societaria non commerciale, destinato a trovare

applicazione ove non risulti che le parti hanno voluto costituire la società secondo uno degli altri tipi previsti; (ARTT. 2251-2290)

- la società in nome collettivo, che può esercitare sia attività commerciale che

attività non commerciale. Nella snc tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e non è ammesso patto contrario. Una

specifica disciplina di questo tipo di società è necessaria solo se l’attività da esercitare non è commerciale. La snc è il regime residuale dell’attività societaria

commerciale; una specifica opzione per questo tipo di società è necessaria solo se l’attività da esercitare non è commerciale; (ARTT. 2291-2312)

- la società in accomandita semplice, si caratterizza per la presenza di due

categorie di soci: (ARTT.2313-2324)

o i soci accomandatari che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali;

o i soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita.

È un tipo di società che deve essere scelto specificatamente dalle parti.

La società semplice ha un particolare rilievo normativo, in quanto la sua disciplina si applica anche alla snc e alla sas per i rinvii del legislatore, art. 22931,art. 23152.

Il codice circoscrive l’utilizzabilità della ss al settore delle attività non commerciali e ciò ha comportato che essa poteva essere legittimamente impiegata solo per le

imprese agricole. Ma, in pratica, le attività agricole preferiscono dar vita a società diverse dalla ss.

1 Art. 2293 Norme applicabili La società in nome collettivo è regolata dalle norme di questo

Capo e, in quanto queste non dispongano, dalle norme del Capo precedente.

2 Art. 2315 Norme applicabili Alla società in accomandita semplice si applicano le

disposizioni relative alla società in nome collettivo, in quanto siano compatibili con le norme

seguenti.

LA COSTITUZIONE DELLA SOCIETA’

2. L’ATTO COSTITUTIVO. FORMA E CONTENUTO Secondo l’art. 2251, nella società semplice il contratto non é soggetto a forme

speciali, salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti. Inoltre, non sono dettate disposizioni specifiche per quanto riguarda il contenuto dell’atto

costitutivo.

In base al codice del 1942 la ss non era assoggettata alla iscrizione nel registro delle imprese, ma con la riforma del 1993 è stata introdotta anche per le ss, art.

8, 4° comma legge 580/1993 (oggi art. 2 dpr 558/19993). L’iscrizione avviene nella sezione speciale ed in origine aveva solo funzione di

certificazione anagrafica e di pubblicità notizia, mentre oggi l’art. 2 d.lgs 228/20014 ha attribuito all’iscrizione delle attività agricole, funzione di pubblicità

legale con efficacia dichiarativa ex art. 21935. Quindi, tutte le ss sono soggette all’iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicità legale.

La costituzione della ss resta improntata alla massima semplicità formale e sostanziale, anche perché la registrazione non incide né sull’esistenza né sulla disciplina della società.

Il contratto di ss può essere concluso anche verbalmente o può risultare da comportamenti concludenti (società di fatto).

L’eventuale silenzio delle parti è colmato con norme suppletive (artt. 2253- 2257-2263)

Invece, per l’atto costitutivo della snc sono dettate regole di forma, art. 22966 e regole di contenuto, art. 22957.

3 Art. 2 Iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese 1. Sono iscritti in

una sezione speciale del registro delle imprese gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135

del codice civile, i piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 dello stesso codice e le societa'

semplici. Le persone fisiche, le societa' e i consorzi iscritti negli albi di cui alla legge 8 agosto

1985, n. 443, sono annotati nella medesima sezione speciale. 2. Dalla data di entrata in vigore

del presente regolamento, ogni riferimento alle sezioni speciali contenuto nella legge 29

dicembre 1993, n. 580, ed in ogni altra disposizione si intende operato con riferimento alla

sezione speciale di cui al comma 1. 3. La certificazione relativa all'iscrizione nella sezione

speciale di cui al comma 1, riporta la specificazione della qualifica di imprenditore agricolo,

piccolo imprenditore, societa' semplice e artigiano nonche' di ogni altra indicazione prevista

dalle norme vigenti.

4 Art. 2 Iscrizione al registro delle imprese 1. L'iscrizione degli imprenditori agricoli, dei

coltivatori diretti e delle societa' semplici esercenti attivita' agricola nella sezione speciale del

registro delle imprese di cui all'articolo 2188 e seguenti del codice civile, oltre alle funzioni di

certificazione anagrafica ed a quelle previste dalle leggi speciali, ha l'efficacia di cui all'articolo

2193 del codice civile.

5 Art. 2193 Efficacia dell'iscrizione I fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione, se non

sono stati iscritti, non possono essere opposti ai terzi da chi è obbligato a richiederne

l'iscrizione, a meno che questi provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza (2436/2).

L'ignoranza dei fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione non può essere opposta dai terzi dal

momento in cui l'iscrizione è avvenuta. Sono salve le disposizioni particolari della legge.

6 Art. 2296 Pubblicazione L'atto costitutivo della società, con sottoscrizione autenticata

(2703) dei contraenti, o una copia autentica (2714) di esso se la stipulazione è avvenuta per

atto pubblico (2699), deve entro trenta giorni essere depositato per l'iscrizione, a cura degli

amministratori (2626), presso l'ufficio del registro delle imprese (2188 e seguenti; att. 99 e

seguenti) nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. Se gli amministratori non

provvedono al deposito nel termine indicato nel comma precedente, ciascun socio può

provvedervi a spese della società, o far condannare gli amministratori ad eseguirlo. Se la

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