Lezione 13 e 14 fase 2 analisi relazionale con letture dr.ssa prete, Slide di Marketing Territoriale. Università del Salento
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Lezione 13 e 14 fase 2 analisi relazionale con letture dr.ssa prete, Slide di Marketing Territoriale. Università del Salento

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analisi relazionale e strategica di un stl
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Lezione (13) e 14. Fase 2 - Analisi relazionale

1

Capitolo 3: Analisi relazionale e strategica di un sistema territoriale locale

Diapositive in PowerPoint© da La Pianificazione di Marketing Territoriale di Gianluigi Guido

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

2

L’analisi condotta all’interno di un STL considera:

1) Analisi Relazionale (Network Analysis) relativa a:

Valutazione mediante indici di: a) Centralità degli attori del soggetto strategico b) Centralizzazione del soggetto strategico di ciascun sistema territoriale locale

2) Analisi Strategica relativa a:

a) Capacità concorrenziale, in due fasi: - analisi delle aree competitive - valutazione strategica comparativa b) Clientela, in due fasi: - riconoscimento dei mercati - determinazione della posizione di potere c) Tecnologia, in due fasi: - analisi della composizione del patrimonio tecnologico - analisi dello sviluppo del patrimonio tecnologico d) Potenziale interno al sistema, mediante: - SWOT Analysis

2

1) L’analisi relazionale

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

4

L’analisi relazionale (network analysis)

 È un metodo per la:  Raccolta  Misurazione e  Interpretazione

 Di dati relazionali

 Considera ogni sistema come:  Un insieme di elementi

(nodi)  Connessi fra loro

tramite un reticolo di relazioni (legami)

 Che gli conferiscono una certa coerenza (essendo perduranti)

3

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

5

Il soggetto strategico di un STL

 Può essere studiato – attraverso l’analisi relazionale – come una “rete di relazioni” tra gli attori partecipanti  Al fine di

determinarne la razionalità dominante

 Può essere considerato una forma organizzata di:  Attori

 Dotati di risorse e competenze diverse

 Relazioni  Modalità attraverso

cui allocare le risorse del STL (informazioni, finanziamenti, collaborazioni, ecc.)

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

6

Finalità dell’analisi relazionale  Consente di analizzare:

 Il contenuto delle relazioni

 Strumentali, comunicative, gerarchiche, affettive e parentali

 La forma delle relazioni  Sia per il singolo

legame, sia per l’intero network

 Le caratteristiche strutturali della rete

 I cui attori sono individuati mediante l’approccio realista o nominalista

 Al fine di:  Rappresentare la

struttura organizzativa del tessuto relazionale degli attori del sistema territoriale locale

 Attori pubblici e privati

 Interpretare le interdipendenze tra gli attori del soggetto strategico

 Che ne determinano il grado di efficienza decisionale

4

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

7

Strumenti tecnici dell’analisi relazionale

 La Teoria dei grafi in cui:  Attori e relazioni

sono indicati come  Punti e linee  Caratterizzati da

proprietà geometriche

 La rappresentazione grafica

 Prescinde da proprietà metriche

 Parte da matrici di dati

 Attraverso matrici si rappresentano le relazioni:  Matrici di adiacenza

 Mostra le relazioni esistenti o meno

• 1 vs. 0

 Matrici delle distanze  Mostra le distanze

tra attori (il numero di attori che si interpone)

• Per quegli attori che non hanno relazioni dirette

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

8

Dalle matrici si calcolano degli indici sintetici

 a) Indici locali  Relativi al

singolo attore  Sulla base

delle proprietà geometriche dei grafi:

 Grado

 Distanza

 Interposizione

 b) Indici globali  Relativi all’intero

network  Sulla base di:

 Numero dei punti  Numero di linee

 Grado, distanza e interposizione

5

a) Gli indici locali

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

10

Gli indici locali

 Esprimono la centralità del singolo attore:  Il grado di potere

detenuto nel network

 Espresso in termini di prestigio, status, capacità d’influenza o di controllo

 Motivi della centralità:  Grado

 Numero di connessioni che convergono sull’attore

 Distanza  Immediatezza

con cui comunica con gli altri

 Interposizione  Capacità di

mediazione

6

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

11

La centralità rileva la posizione di un attore all’interno di una rete:

 Se la centralità di un attore tende a 0, si ha un attore isolato

 Se la centralità di un attore tende a 1, si ha un attore centrale, inteso:  Come l’attore che detiene il maggior numero

di relazioni all’interno del network (Indice relativo di Nieminen); o

 Come l’attore che si trova a distanza minima da tutti gli altri (Indice relativo di Sabidussi); o

 Come l’attore che maggiormente si interpone tra le coppie di attori componenti il network (Indice relativo di Freeman)

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

12

In definitiva, per gli indici di centralità

 Tendono a zero  Nel caso di attori isolati

 Tendono al valore unitario (senza mai superarlo)  Nel caso di attori centrali, vale a dire che:

 Detengono il maggior numero di relazioni all’interno del network

• Come misurato dall’Indice relativo di Nieminen, o  Si trovano a distanza minima da tutti gli altri

• Come misurato dall’Indice relativo di Sabidussi, o  Maggiormente si interpongono tra le altre coppie di

attori presenti • Come misurato dall’Indice relativo di Freeman

7

b) Gli indici globali

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

14

Gli indici globali

 Esprimono la dimensione e densità del network e la sua centralizzazione intorno agli attori più centrali

 Che permettono di:  Anticipare le

dinamiche competitive di un sistema

 Capitalizzare le relazioni in termini di risorse di rete

 Motivi della centralizzazione:

 Dipendenza dall’attore

 Più connesso  Più efficiente  Con maggiore

controllo

8

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

15

Densità e centralizzazione misurano la connessione dell’intero network

 La densità è:  Il rapporto tra

 Il numero delle relazioni esistenti in una rete e

 Il numero delle relazioni potenziali in un dato tempo t

 L’indice di densità assume valori compresi tra:  0 quando il sistema è

completamente disconnesso  Non esiste alcuna relazione

tra gli attori  1 quando il sistema è

completamente connesso  Ogni attore intrattiene

relazioni con tutti gli altri attori

 La centralizzazione indica:  Il grado di gerarchizzazione

(cioè coesione intorno al punto centrale) della rete nel complesso

 I diversi indici di centralizzazione (ottenuti dai relativi indici di centralità) assumono valori compresi tra:  0 quando fra tutti gli attori

esistono relazioni di scambio  Per cui tutti i punti presentano

lo stesso indice di centralità  1 quando il sistema è

organizzato solo intorno ad un attore

 Che attiva le relazioni di connessione per l’intero sistema

3. Guido: Analisi relazionale e strategica di un STL

16

In definitiva, per gli indici di centralizzazione

 Valori vicini all’unità indicano:  Fragilità del

network  Dipendenza

dalla capacità relazionale di un solo elemento

 Scarsa propensione alla connettività

 Valori vicini allo zero denotano:  Solidità  Connettività

diffusa  Maggiore

stabilità del capitale sociale

 Che non dipende dall’iniziativa di pochi

1

APPLICAZIONI: ANALISI RELAZIONALE DEI SISTEMI

TERRITORIALI LOCALI SALENTINI

M. Irene Prete

Corso di Marketing Territoriale Prof. Gianluigi Guido Facoltà di Economia

Università del Salento

Applicazioni 2: Analisi relazionale 2

CAMPO DI RICERCA: I STL LECCESI

I Sistemi Territoriali Locali (STL) si definiscono come mesostrutture – comprese tra il macro livello dell’economia e il micro livello della singola impresa – che legano insieme variabili spaziali, economiche e sociali (Guido 2000), rintracciabili sulla base di modelli di analisi multivariata e commercializzabili alla stregua di prodotti multivendita

• I STL Leccesi: il STL Entroterra, il STL Costiero, il STL Occidentale e il STL Capoluogo

2

Applicazioni 2: Analisi relazionale 3

SCOPI E OBIETTIVI DELLA RICERCA

Scopo della ricerca:

fornire agli operatori di marketing territoriale e alle forze politiche del territorio dei criteri di intervento organizzativo per valorizzare lo sviluppo delle relazioni collaborativo-informative degli attori del sistema

Obiettivi di ricerca: Analisi delle reti relazionali che caratterizzano i STL leccesi attraverso la network analysis, metodologia di ricerca che utilizza il costrutto di rete come strumento di osservazione delle interazioni (Lomi 1991) Identificazione della r zionalità prevalente dei STL

Applicazioni 2: Analisi relazionale 4

METODOLOGIA Network analysis: indagine della rete relazionale – l’intreccio delle relazioni tra gli attori pubblici e privati – operante nei quattro STL leccesi

CAMPIONAMENTO

235 soggetti scelti tra le 12 categorie di attori pubblici e privati componenti i STL Leccesi

Amministratori locali: Provincia di Lecce, Comuni, Unioni dei Comuni

CCIAA Agenti di sviluppo: GAL, Cisi Puglia, Assindustria Attori Turistici e di Svago: Azienda di Promozione Turistica,

Pro Loco, Alberghi, Trasporto Pubblico, Agenzie di viaggio, Musei, Ristoranti e Locali Notturni

Attori Di Collocamento delle Risorse Umane: CTI , Agenzie di Lavoro Interinale

Associazioni: Associazioni dei Pensionati, Associazioni dei Consumatori, Associazioni delle Casalinghe, Associazioni Studentesche

Sindacati dei Lavoratori Società di Consulenza alle Imprese Imprese Piccole, Medie e Grandi: Alimentari, Tessili-

Abbigliamento, Costruzioni, Commerciali e Chimico- Meccaniche

Imprese Leader Estero Banche

Relazioni  Scambi di informazioni  Collaborazioni produttive

Misurazione di:  Esistenza  Importanza  Frequenza  Direzione

Strumento di indagine:  Somministrazione di un

questionario a risposta chiusa

3

Applicazioni 2: Analisi relazionale 5

METODOLOGIA • Sono indagati i seguenti costrutti: • La connettività (o densità) del network: indica quanto le relazioni sono diffuse tra

gli attori di un network e consente una maggiore condivisione di informazioni e conoscenze, quale condizione di funzionamento efficace (cfr. Soda 1998, 1999)

• La centralità degli attori: indica il potenziale di attrattività di ciascun attore, quale detentore di risorse come l’informazione oppure l’influenza. Secondo Lomi (1991) e Soda (1998, 1999), gli indici di centralità rappresentano dei validi predittori dell’influenza e della leadership; La centralità di un attore rappresenta un elemento decisivo nella determinazione di quale soggetto detenga, all’interno del STL, una posizione di maggior potere e capacità di influenza e controllo sul sistema (Guido

2000; Soda 1998, 1999)

• La centralizzazione: indica quanto un network è organizzato intorno ai suoi attori più centrali, rilevando il grado di gerarchizzazione della rete nel complesso; un grado di gerarchizzazione massimo implicherebbe una struttura del network ad organigramma: esisterebbe, cioè, una gerarchia di ruoli definita e che si sviluppa secondo differenti livelli di potere

• La razionalità prevalente: riflette il modo in cui il potere decisionale è diffuso tra gli attori che compongono il STL (Rullani 1989): razionalità soggettiva, nel caso in cui il STL risulti dominato da un unico attore (un’impresa leader o una forza politica) che detiene il comando; la razionalità sistemica, nel caso in cui il STL operi secondo leggi proprie di funzionamento autodeterminando il proprio processo di sviluppo; la razionalità evolutiva, nel caso in cui il STL operi secondo un processo evolutivo, frutto della contrapposizione di diversi interessi

Applicazioni 2: Analisi relazionale 6

RISULTATI: CENTRALIZZAZIONE

STL Densità per le adiacenze

Densità per l’importanza

Densità per la frequenza

STL Entroterra 0.430 0.370 0.248

STL Costiero 0.401 0.265 0.229

STL Occidentale 0.418 0.281 0.263

STL Capoluogo 0.456 0.321 0.290

I network informativo-collaborativi dei quattro STL presentano densità relazionali simili. Gli indici di densità rilevati per l’esistenza, di poco inferiori a 0.5, rilevano un discreto livello d’interscambio tra gli attori del sistema e una loro buona propensione a realizzare accordi di cooperazione e a diffonderli. Tale livello di relazionalità dei network si riduce in tutti i casi per importanza e frequenza: i legami relazionali sono diffusi, ma poco stabili

4

Applicazioni 2: Analisi relazionale 7

RISULTATI: CENTRALITA’

I Comuni, Assindustria e le Banche, e in misura minore anche la Provincia di Lecce e la CCIAA, sono i nodi più efficienti per la circolazione delle informazioni e della conoscenza Essi veicolano conoscenze più rapidamente tra gli attori in quanto necessitano di minori interposizioni e fungono nel sistema da catalizzatori d’informazioni e quindi propugnatori di conoscenze per gli attori meno connessi al sistema, quali gli Attori Turistici, le Associazioni e le Imprese Leader (i quali hanno una posizione marginale al network)

Nei quattro STL i Comuni, Assindustria e le Banche presentano i valori più alti di centralità, sia in termini di maggior numero di contatti intrattenuti (indice di Nieminen) sia in termini di una maggiore prossimità al network (indice di Sabidussi)

Applicazioni 2: Analisi relazionale 8

RISULTATI: CENTRALIZZAZIONE

Adiacenza relazionale

Importanza relazionale

Frequenza relazionale

STL Entroterra Cdi = 0.371 Cdj = 0.450

Cdi = 0.470 Cdj = 0.417

Cdi = 0.475 Cdj = 0.460

STL Costiero Cdi = 0.384 Cdj = 0.460

Cdi = 0.458 Cdj = 0.422

Cdi = 0.552 Cdj = 0.535

STL Occidentale Cdi = 0.392 Cdj =0.583

Cdi = 0.505 Cdj = 0.472

Cdi = 0.536 Cdj = 0.507

STL Capoluogo Cdi = 0.345 Cdj = 0.441

Cdi = 0.383 Cdj = 0.360

Cdi = 0.424 Cdj = 0.371

Nota: Cdi = indice di centralizzazione di Nieminen; Cdj = indice di centralizzazione di Sabidussi

I valori della centralizzazione sia attestano su valori medi (0.5): si rileva una debole dipendenza dei quattro network dagli attori massimamente centrali

5

Applicazioni 2: Analisi relazionale 9

CARATTERISTICHE DEL STL ENTROTERRA

Aspetti strutturali del network

Livelli Risultati

Densità del network

Medio-alta Il STL presenta un discreto livello di connettività del network: la numerosità degli scambi si diffonde per il 43% dell’intero sistema

Attori più centrali del network

Comuni e Assindustria

I Comuni rappresentano gli attori maggiormente connessi del sistema informativo-collaborativo Assindustria è l’attore che riesce con più rapidità ed efficienza a contattare il network

Centralizzazione del network

Medio-bassa

Il network informativo-collaborativo risulta organizzato intorno ad un singolo attore o agli attori più centrali in misura omogenea, definendo un network poco gerarchizzato (la rappresentazione grafica del network si differenzia notevolmente da un organigramma a gerarchizzazione massima)

Applicazioni 2: Analisi relazionale 10

CARATTERISTICHE DEL STL ENTROTERRA

Forza dei legami (Importanza e Frequenza)

Mediamente alta

Il STL Entroterra assume valori alti dell’importanza e della frequenza (rispettivamente 4 e 3 della scala Likert), definendo un grafo a connessioni mediamente molto importanti (valore 4 della scala Likert) e abbastanza frequenti (valore 3 della scala Likert).

Direzionalità Mediamente

reciproca

La reciprocità delle relazioni interessa il 53% degli scambi informativo-collaborativi: essa è sinonimo di una discreta propensione alla collaborazione.

Gradi di condensazione del grafo

Alti

Il comportamento irregolare del residuo di k (cioè dell’insieme di attori meno connessi del network) denota la presenza di aree relativamente dense circondate da più punti periferici. Gli attori che persistono e vanno a costituire il sottografo più coeso sono il Comune (2), Assindustria (10) e le Banche (32) Ad un più basso livello di connettività si aggiungono la Provincia di Lecce, la CCIAA e le Società di Consulenza che, insieme ad Assindustria, Banche e Comuni vanno a costituire la zona centrale più densa I primi attori ad essere esclusi, perché appartenenti a zone meno dense di relazioni, sono i Musei (12), le Imprese Leaders (31), le Associazioni delle Casalinghe (35), le Associazioni Studentesche (36) e i Locali Notturni (16)

6

Applicazioni 2: Analisi relazionale 11

Numeri Attori Attori

Indice di Nieminen

interno

Indice di Nieminen esterno

Indice di Sabidussi

1 Provincia di Lecce 0.684 0.737 0.864

2 Comuni 0.894 0.605 0.927

3 Unioni dei Comuni 0.342 0.184 0.613

4 CCIAA 0.816 0.447 0.864

5 APT 0.263 0.237 0.585

6 Trasporto Pubblico 0.263 0.289 0.623

7 CISI Puglia Spa 0.316 0.421 0.666

8 CTI 0.658 0.632 0.792

9 Agenzie di Lavoro Interinale 0.342 0.500 0.704

10 Assindustria 0.684 0.842 0.905

11 Pro-Loco 0.395 0.763 0.826

12 Musei 0.158 0.132 0.551

13 Agenzie di Viaggi 0.500 0.289 0.731

14 Alberghi 0.579 0.368 0.717

15 Ristoranti 0.526 0.500 0.776

16 Locali Notturni 0.026 0.263 0.585

17 Imprese Alimentari Piccole 0.395 0.211 0.633

18 Imprese Alimentari Medie 0.421 0.526 0.760

19 Imprese Alimentari Grandi 0.447 0.552 0.745

20 Imprese Tessili/Abb. Piccole 0.395 0.289 0.655

21 Imprese Tessili/Abb. Medie 0.342 0.395 0.691

Tabella 1: Indici di Centralità per le Adiacenze del STL Entroterra

Applicazioni 2: Analisi relazionale 12

22 Imprese Tessili/Abb. Grandi 0.368 0.342 0.644

23 Imprese Costruzioni Piccole 0.395 0.316 0.644

24 Imprese Costruzioni Medie 0.421 0.342 0.691

25 Imprese Costruzioni Grandi 0.395 0.395 0.691

26 Imprese Chimico/Mecc. Piccole 0.316 0.474 0.691

27 Imprese Chimico/Mecc. Medie 0.342 0.526 0.731

28 Imprese Chimico/Mecc. Grandi 0.342 0.447 0.704

29 Imprese Commerciali Piccole 0.553 0.289 0.731

30 Imprese Commerciali Medie 0.553 0.553 0.745

31 Impresa leader 0.211 0.211 0.528

32 Banche 0.842 0.789 0.905

33 Estero 0.421 0.421 0.644

34 Associazioni Pensionati 0.132 0.526 0.691

35 Associazioni Casalinghe 0.158 0.211 0.567

36 Associazioni Studentesche 0.053 0.237 0.567

37 Associazioni dei Consumatori 0.237 0.526 0.717

38 Società di Consulenza 0.789 0.474 0.844

39 Sindacati dei Lavoratori 0.658 0.342 0.809

Numeri Attori

Attori Indice di Nieminen

interno

Indice di Nieminen esterno

Indice di Sabidussi

7

Applicazioni 2: Analisi relazionale 13

DENSITA’ DEL STL ENTROTERRA

Applicazioni 2: Analisi relazionale 14

Il NETWORK INFORMATIVO COLLABORATIVO DEL STL ENTROTERRA

ATTORI DI SVILUPPO LOCALI ATTORI PUBBLICI LOCALI

BANCHE CCIAA

C O N S U L E N Z A

S I N D A C A T I

IMPRESE

A T T O R I D I C O L L O C A M E N T O

ATTORI TURISTICI ASSOCIAZIONI

ESTERO

IMPRESE LEADER

8

Applicazioni 2: Analisi relazionale 15

Il NETWORK INFORMATIVO COLLABORATIVO DEL STL ENTROTERRA

• Nota:

Rappresentano flussi informativo-collaborativi unidirezionali in media molto importanti e frequenti

Rappresentano flussi informativo-collborativi bidirezionali in medi abbastanza importanti e frequenti

Rappresentano flussi informativo-collaborativi unidirezionali mediamente abbastanza frequenti e importanti

Rappresentano flussi informativo-collaboartivi bidirezionali mediamente abbastanza frequenti e importanti

Rappresentano flussi informativo-collaborativi unidirezionali mediamente poco importanti e frequenti

Rappresentano flussi informativo-collaborativi bidirezionali mediamente poco importanti e frequenti

Rappresenta gli attori con maggior punteggio di centralità

Rappresenta le zone del network informativo-collaborativo a più alta densità

Rappresenta le zone del network informativo-collaborativo a più bassa densità

Applicazioni 2: Analisi relazionale 16

CARATTERISTICHE DEL STL COSTIERO

Aspetti strutturali del network

Livelli Risultati

Densità del network Media Il STL presenta un moderato livello di connettività del network: la numerosità degli scambi si diffonde per il 40% dell’intero sistema

Attori più centrali del network

Comuni e Assindustria

I Comuni rappresentano gli attori maggiormente connessi del sistema informativo-collaborativo Assindustria e Comuni sono gli attori che riescono con più rapidità ed efficienza a contattare il network

Centralizzazione del network

Medio-alta

Il network informativo-collaborativo risulta organizzato intorno ad un singolo attore o agli attori più centrali in misura omogenea, definendo un network poco gerarchizzato, ma comunque più centralizzato del STL Entroterra

Forza dei legami (Importanza e Frequenza)

Alta

Il STL Costiero assume valori alti dell’importanza e della frequenza (4 della scala Likert), definendo un grafo a connessioni mediamente molto importanti (valore 4 della scala Likert) e molto frequenti (valore 4 della scala Likert)

9

Applicazioni 2: Analisi relazionale 17

CARATTERISTICHE DEL STL COSTIERO

Direzionalità Mediamente

reciproca

La reciprocità delle relazioni interessa il 58% degli scambi informativo-collaborativi: essa è sinonimo di una discreta propensione alla collaborazione

Gradi di condensazione del grafo

Alti

Il comportamento irregolare del residuo di k denota la presenza di aree relativamente dense circondate da più punti periferici Gli attori che persistono e vanno a costituire il sottografo più coeso sono il Comune (2), Assindustria (8) Ad un più basso livello di connettività si aggiungono la Provincia di Lecce, la CCIAA e le Banche che, insieme ad Assindustria, e Comuni vanno a costituire la zona centrale più densa I primi attori ad essere esclusi, perché più periferici e appartenenti a zone meno dense, sono le Imprese Leaders (25), le Piccole Imprese Piccole di Costruzioni (20), le Associazioni delle Casalinghe (29), le Associazioni Studentesche (30)

Applicazioni 2: Analisi relazionale 18

Il NETWORK INFORMATIVO COLLABORATIVO DEL STL COSTIERO

ATTORI DI SVILUPPO LOCALI

BANCHE

CCIAA

C O N S U L E N Z A

S I N D A C A T I

IMPRESE

A T T O R I D I C O L L O C A M E N T O

ATTORI TURISTICI

ASSOCIAZIONI

ESTERO

IMPRESE LEADER

ATTORI PUBBLICI LOCALI

10

Applicazioni 2: Analisi relazionale 19

CARATTERISTICHE DEL STL OCCIDENTALE

Aspetti strutturali del network

Livelli Risultati

Densità del network Medio-alta Il STL presenta un discreto livello di connettività del network: la numerosità degli scambi si diffonde per il 42% dell’intero sistema

Attori più centrali del network

Comuni e Banche

I Comuni rappresentano gli attori maggiormente connessi del sistema informativo-collaborativo e che riescono con più rapidità ed efficienza a contattare il network; le Banche rappresentano gli attori più centrali per ciò che concerne l’importanza e la frequenza relazionale sia in termini di grado, sia in termini di prossimità al network

Centralizzazione del network

Medio-alta Il network informativo-collaborativo risulta organizzato intorno ad un singolo attore o agli attori più centrali in misura discretamente gerarchizzata

Forza dei legami (Importanza e Frequenza)

Alta

Il STL Occidentale assume valori alti dell’importanza e della frequenza definendo un grafo a connessioni mediamente molto importanti (valore 4 della scala Likert) e abbastanza frequenti (valore 3 della scala Likert)

Applicazioni 2: Analisi relazionale 20

CARATTERISTICHE DEL STL OCCIDENTALE

Direzionalità Altamente reciproca

La reciprocità delle relazioni interessa il 65% degli scambi informativo-collaborativi: essa è sinonimo di una buona propensione alla collaborazione

Gradi di condensazione del grafo

Alti

La presenza di valori nulli all’inizio della sequenza in corrispondenza di bassi livelli di k indica l’esistenza di ammassi ad alta densità Il comportamento irregolare del residuo di k denota la presenza di aree relativamente dense circondate da più punti periferici Gli attori che persistono e vanno a costituire il sottografo più coeso sono il Comune (2), Banche (34). Allargandoci sino a grado di adiacenza 35 si uniscono 2 altri enti evidentemente molto coesi all’interno del sistema: Assindustria (11) e la Provincia di Lecce (1) I primi attori ad essere esclusi, perché più periferici e appartenenti a zone meno dense, sono le Imprese Leaders(33), le Associazioni delle Casalinghe (37), le Associazioni Studentesche (38).

11

Applicazioni 2: Analisi relazionale 21

Il NETWORK INFORMATIVO COLLABORATIVO DEL STL OCCIDENTALE

ATTORI DI SVILUPPO LOCALI

BANCHE

CCIAA

C O N S U L E N Z A

S I N D A C A T I

IMPRESE

A T T O R I D I C O L L O C A M E N T O

ATTORI TURISTICI

ASSOCIAZIONI

ESTERO

IMPRESE LEADER

ATTORI PUBBLICI LOCALI

Applicazioni 2: Analisi relazionale 22

CARATTERISTICHE DEL STL CAPOLUOGO

Aspetti strutturali del network

Livelli Risultati

Densità del network

Medio-alta Il STL presenta un buon livello di connettività del network: la numerosità degli scambi si diffonde per il 46% dell’intero sistema

Attori più centrali del network

Assindustria e Comune

Assindustria rappresenta l’attore maggiormente connesso del sistema informativo-collaborativo e che riesce con più rapidità ed efficienza a contattare il network; insieme alle Banche rappresenta l’attore più centrale per ciò che concerne l’importanza e la frequenza relazionale sia in termini di grado si in termini di prossimità al network Il Comune di Lecce rappresenta l’attore maggiormente connesso al network delle adiacenze relazionali

Centralizzazione del network

Medio-bassa Il network informativo-collaborativo risulta organizzato intorno ad un singolo attore o agli attori più centrali in misura debolmente gerarchizzata

Forza dei legami (Importanza e Frequenza)

Alta

Il STL Capoluogo assume valori alti dell’importanza e della frequenza, definendo un grafo a connessioni mediamente abbastanza importanti (valore 3 della scala Likert) e molto frequenti (valore 4 della scala Likert)

12

Applicazioni 2: Analisi relazionale 23

CARATTERISTICHE DEL STL CAPOLUOGO

Direzionalità Altamente reciproca

La reciprocità delle relazioni interessa il 59 % degli scambi informativo-collaborativi: essa è sinonimo di una discreta propensione alla collaborazione

Gradi di condensazione del grafo

Alti

La presenza di valori nulli all’inizio della sequenza in corrispondenza di bassi livelli di k indica l’esistenza di ammassi ad alta densità relazionale Gli attori che persistono e vanno a costituire il sottografo più coeso sono il Comune di Lecce (2) e Assindustria (9) Allargandoci sino al grado di adiacenza 35 si uniscono 2 altri enti evidentemente molto coesi all’interno del sistema: la Provincia di Lecce (1) e gli Alberghi (12) I primi attori ad essere esclusi, perché più periferici e appartenenti a zone meno dense sono le Imprese Leader (28) e i Musei (10)

Applicazioni 2: Analisi relazionale 24

Il NETWORK INFORMATIVO COLLABORATIVO DEL STL CAPOLUOGO

ATTORI DI SVILUPPO LOCALI S I N D A C A T I

IMPRESE

A T T O R I D I C O L L O C A M E N T O

ATTORI TURISTICI ASSOCIAZIONI

ESTERO

IMPRESE LEADER

BANCHE

ATTORI PUBBLICI LOCALI

CCIAA

C O N S U L E N Z A

13

Applicazioni 2: Analisi relazionale 25

RAZIONALITA’ PREVALENTE

STL Razionalità prevalente STL Grande Centrale Razionalità evolutiva/sistemica STL Costiero Razionalità evolutiva STL Occidentale Razionalità evolutiva STL Capoluogo Razionalità sistemica

Le razionalità prevalenti nei quattro STL oscillano da una situazione di razionalità sistemica ad una situazione di razionalità evolutiva ma mai risultano caratterizzati da una razionalità soggettiva

Il potere soggettivo degli attori più centrali, Comuni, Assindutria e Banche, non riesce a vincere le rigidità tipiche delle organizzazioni complesse quali i STL (cfr. Guido 2000), che recepiscono i fini ultimi dei soggetti più influenti solo parzialmente e tendono a seguire leggi di funzionamento interne al sistema

Il potere reale dei Comuni, di Assindustria e delle Banche tende ad affievolirsi rimanendo un semplice potere formale di natura amministrativa e burocratica poco incidente sul piano effettivo delle decisioni. Tendono ad affermarsi le esigenze di tipo sistemico attraverso una mediazione e un compromesso tra gli interessi di tutte le parti coinvolte nel sistema

Applicazioni 2: Analisi relazionale 26

IMPLICAZIONI E PROSPETTIVE

I STL leccesi hanno le potenzialità per raggiungere sul mercato delle condizioni di funzionamento efficace e, rafforzare, in tal modo, le proprie condizioni di competitività

Ciò nonostante si è dimostrato che si tratta principalmente di una relazionalità di tipo burocratico

14

Applicazioni 2: Analisi relazionale 27

IMPLICAZIONI E PROSPETTIVE

• Sarebbe auspicabile: • Rendere le relazioni esistenti sostanziali e non

semplicemente aumentarle: l’affermazioni di rapporti reali di cooperazione, e non più di semplice scambio informativo, renderebbe gli scambi sinergici produttivi, sul piano della conoscenza e sul piano della reale produttività delle merci – Il rafforzamento dei rapporti di distretto tra le imprese del

STL aiuterebbe a fondare un sistema di collaborazioni reali e produttive non solo tra le Imprese ma anche tra tutti gli altri attori del network che da tale maggiore produttività traggono un beneficio diretto o indiretto

Applicazioni 2: Analisi relazionale 28

IMPLICAZIONI E PROSPETTIVE

• Favorire la presenza di forze accentratrici (un’impresa leader o una forza politica) in grado di assolvere in maniera forte ad un compito di coordinamento e guida delle attività dei restanti attori del network – L’affermazione di un’Impresa leader che, pur perseguendo finalità

utilitaristiche proprie, e quindi adottando delle appropriate strategie aziendali, assuma il ruolo di mastermind delle imprese operanti in un STL garantirebbe alle imprese, in particolar modo alle Piccole e Medie, la condivisione di know-how e lo sfruttamento dei vantaggi competitivi conseguiti da tali imprese leader sul mercato nazionale

• Favorire una maggiore stabilità dei legami relazionali, in importanza e frequenza: – ciò migliorerebbe la capacità dei STL di competere sul mercato e

accelererebbe il processo di sviluppo dei medesimi

SEGMENTI, RETI E FABBISOGNI STRATEGICI DELLE IMPRESE DISTRETTUALI CALZATURIERE PUGLIESI

Gianluigi Guido

1. Introduzione

Il presente studio riguarda l'analisi delle caratteristiche competitive e relazionali delle imprese distrettuali calzaturiere pugliesi, e l'esame dei fabbisogni strategici finalizzati alla comprensione degli obiettivi attuali di mercato e delle potenzialità di sviluppo. Si dimostra come i problemi e le opportunità suscitati dalle incombenti forze della globalizzazione (quali la crescente complessità, connettività ed interdi- pendenza) abbiano un impatto diverso, in termini di fabbisogni e prospettive, se- condo il tipo di imprese distrettuali, piuttosto che i distretti nel loro insieme.

In particolare, conoscere la struttura del sistema distrettuale significa, da un lato, classificare le imprese che lo compongono in gruppi omogenei, secondo criteri le- gati non solo alla dimensione ed alla tipologia produttiva, ma anche alle scelte compiute, più o meno coscientemente, in tre fondamentali aree competitive: con- nessioni, la rete flessibile delle relazioni orizzontali tra imprese; canali, la gestione logistica dei flussi in entrata e in uscita dall'impresa; e clienti, il livello di persona- lizzazione della produzione; dall'altro, analizzare la rete di relazioni collaborative- informative tra le imprese e tra queste e gli attori istituzionali del sistema che, in quanto occasioni di apprendimento e trasferimento di conoscenza, rappresentano opportunità per il miglioramento delle performances aziendali.

In secondo luogo, verificare i fabbisogni strategici, necessari a realizzare le di- verse tipologie di vantaggio competitivo nelle suddette aree, consiste nel valutare il divario esistente tra la situazione di partenza dei diversi gruppi di imprese che com- pongono ciascun distretto (in merito all'attrattività del mercato e alla posizione competitiva dell'impresa) e la situazione attesa dagli stessi la quale, pur voluta, po- trebbe non essere ideale alla luce dei dati tendenziali. Quest'ultimo aspetto è rivela- tore di un intento normativo, comunque non preminente nella presente ricerca, da cui proverrebbero utili suggerimenti per una ridefinizione delle strategie da parte degli attori del distretto (imprese leader, autorità di governo o d'indirizzo, ecc.), per competere più efficacemente nei futuri scenari competitivi ed assicurare uno svi- luppo sostenibile alle imprese locali e al territorio, in un ambito - quello dell'indu- stria calzaturiera - particolarmente rilevante per l'economia nazionale e pugliese1.

1. L'Italia ha raggiunto da tempo la posizione di leader europeo nell'industria calzaturiera

Al fine di realizzare questo duplice obiettivo di analisi della struttura competiti- va e relazionale e di valutazione degli specifici fabbisogni strategici dei diversi gruppi di imprese, il presente studio è articolato come segue: nella prima parte, è condotta una classificazione mediante analisi per gruppi (cluster analysis) dei seg- menti di imprese dei due distretti del sistema calzaturiero pugliese (Casarano e Bar- letta) e sono analizzate, con l'ausilio della network analysis, le relazioni collaborati- ve-informative che compongono il loro capitale relazionale. Quindi, nella seconda parte, sono esaminati per ciascun gruppo di imprese i fabbisogni strategici - specifi- camente, in termini di mercato, concorrenziali, economico-finanziari, tecnologici, organizzativi, relazionali e politico-sociali - definiti come scarto tra la posizione at- tesa nei prossimi 3-5 anni e la posizione attuale dell'impresa sul mercato, e compa- rati mediante un'analisi di tipo corporate, condotta mediante matrici, con i fabbiso- gni necessari (ideali), a livello strategico, per competere convenientemente sul mer- cato. Infine, sono tratte brevemente delle conclusioni sullo stato e sulle prospettive dei diversi gruppi di imprese distrettuali.

2. La classificazione competitiva delle imprese distrettuali e l'analisi della

rete collaborativo-informativa del sistema calzaturiero pugliese

In Puglia, la struttura dell'industria calzaturiera assume - ancor più che a livello nazionale - una prevalente dimensione spaziale nella maniera in cui le imprese sono concentrate in un ambito relativamente ristretto. Si può parlare, in questo caso, di sistema distrettuale calzaturiero pugliese (cfr. Becattini, 1998) in riferimento ai due più vasti raggruppamenti presenti sul territorio, i distretti di Barletta e Casarano, le cui imprese mostrano una serie di strette relazioni di complementarità e correlazione, condividendo di norma fasi diverse dello stesso ciclo di produzione industriale (D'Ercole, 1992; Guido, 2001a). Il distretto di Barletta, al centro di un'area a forte vocazione agricola vicina a Bari, comprende aziende localizzate in 9 principali comuni (tra cui Barletta e Trani), oltre che in zone limitrofe, la cui origine risale ai primi del secolo, quando erano già presenti sul territorio diverse strutture artigiane che fabbricavano scarpe da lavoro. L'utilizzo della plastica e della tela nelle lavorazioni ha poi permesso una tipologia di sviluppo decentrata e diffusa, oggi specializzata nella realizzazione di calzature per il tempo libero. Il distretto di Casarano si estende, invece, nel basso Salento, a sud-ovest di Lecce, all'interno di un'area in cui ricadono 29 comuni (i principali per localizzazione, Casarano e Matino). L'origine del distretto può esser fatta risalire agli inizi degli anni '50, con la ed è tra i primi cinque posti nel mondo - prima tra i paesi occidentali - con una produzione pari a circa il 5% del totale mondiale. Nell'ultimo decennio, tuttavia, dopo le brillanti performances realizzate nel 1993-94 ed il picco raggiunto nel 1996, i saggi di crescita della produzione calzaturiera italiana sono andati via via riducendosi, rendendo manifesta la fase negativa nel ciclo di produzione industriale. In Puglia, il saldo della bilancia commerciale del settore, nel triennio 1998-2000, è sceso dal 62.4% al 54.2%, incentivando un forte processo di decentramento produttivo all'estero finalizzato al contenimento dei costi che ha riguardato l'intero sistema distrettuale regionale (Guido, 2001a).

nascita della sua impresa leader, la Filanto, che si impose sul mercato internazionale con uno specifico prodotto: la calzatura da passeggio, con tomaia in pelle e fondo in cuoio, del tipo mocassino tubolare di qualità economica. L'area di Casarano rappresenta il secondo polo del sistema distrettuale calzaturiero pugliese che, con quella di Barletta, raggiunge - secondo il più recente censimento (vedi Guido 2001a) - quasi 700 imprese ed oltre 13.300 addetti.

La struttura del sistema distrettuale calzaturiero pugliese è formata da un tessuto di piccole e medie imprese (PMI), prevalentemente a proprietà e gestione familiare, tenute assieme da rapporti che sono, al tempo stesso, di natura territoriale, economi- ca e sociale. Quasi l'intero ammontare del prodotto finale è realizzato assemblando parti di produzioni specializzate. Dei due poli pugliesi della calzatura, il distretto di Barletta si differenzia da quello di Casarano sia sotto il profilo merceologico, es- sendo prevalente nel primo la produzione di calzature sportive su quelle in pelle, sia sotto il profilo della maggiore concentrazione di tutte le fasi della lavorazione all'in- terno di singole imprese, piuttosto che la dispersione delle diverse lavorazioni in più unità produttive (Guido, 2001ab, 2002b).

2.1 Segmentazione delle imprese distrettuali per struttura e caratteristiche competitive

Allo scopo di distinguere la diversa situazione delle imprese appartenenti al si- stema analizzato, sono stati individuati dei gruppi omogenei di imprese secondo criteri di struttura - attinenti alla dimensione, al fatturato e alla tipologia d'attività. Per ciascuno di questi segmenti sono state, quindi, verificate le caratteristiche com- petitive, relativamente a tre macro-aree (Guido, 2001c, 2002b): a) le reti orizzontali tra le imprese (connessioni): in particolare, il grado e le modalità del decentramento produttivo; i rapporti di produzione e commercializzazione con l'estero; l'analisi delle relazioni - per importanza, frequenza e direzione - con gli attori del distretto e della concorrenza ivi presente - in rapporto all'analisi del settore, delle strutture e delle possibilità competitive; b) i flussi logistici verticali di beni e informazioni (ca- nali): in particolare, i rapporti con fornitori e distributori; la programmazione e con- trollo della produzione; l'analisi della potenzialità interna dell'impresa, in base alla tecnologia (padronanza, composizione e sviluppo del patrimonio tecnologico) e alla formula imprenditoriale; e c) il grado di personalizzazione dell'offerta alla propria domanda (clientela): in particolare, attraverso l'analisi dei prodotti e dei mercati; la classificazione del portafoglio-clienti in funzione del loro ciclo di vita e della con- tribuzione al fatturato; il numero dei clienti chiave; e l'analisi della pressione con- correnziale da essi subita.

2.1.1 Metodologia. Il piano di campionamento delle imprese analizzate è stato sviluppato, relativamente al distretto di Casarano, sulla base degli elenchi ufficiali di iscrizione al registro della Camera di Commercio di Lecce delle imprese operanti nel settore delle calzature (codici attività: 1930, 19301, 19302, 19303); relativamen- te al distretto di Barletta, sulla base di un raffronto comparativo tra i nominativi ri-

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