Libri per tutti. Generi editoriali di larga circolazione tra antico regime ed età contemporanea, Schemi riassuntivi di Filosofia Della Comunicazione Di Massa
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margueweber122 settembre 2013

Libri per tutti. Generi editoriali di larga circolazione tra antico regime ed età contemporanea, Schemi riassuntivi di Filosofia Della Comunicazione Di Massa

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LIBRI PER TUTTI

INTRODUZIONE: LIBRI PER TUTTI

DOMANDA: Cosa si intende per Libri per tutti? = formula di comodo per definire testi riprodotti in serie legati alla consueta forma libro → destinati alla larga circolazione → ma non sempre = anche libri a mano hanno avuto una larga diffusione

“libri popolari” → non significa che circolano in tutti gli strati della società → possono capitare nelle mani di chiunque → oggi li chiameremmo long-sellers

Ricerche famose negli ultimi trent'anni: • Chartier → collocare la produzione destinata alla larga diffusione nel contesto complessivo

dell'attività editoriale → rifiuto di considerare che i libri stampati designati come popolari abbiano una specificità radicale → visione oggi superata

Generi editoriali di larga circolazione → hanno mantenuto intatte alcune caratteristiche tipologiche e testuali = imprinting specifico → lunga durata = no immobilità → ci sono state trasformazioni e fratture

Sullo sfondo degli studi → rapporto degli italiani con la lettura: - sino alla metà del Cinquecento = uno dei paesi di più elevata alfabetizzazione - tra Ottocento e Novecento = tassi di alfabetizzazione inferiori agli altri paesi occidentali

differenze notevoli fra nord e sud → oggi il divario è stato colmato → non è bastato a ristabilire dimestichezza con la lettura → no relazione tra alfabetizzazione e abitudine di lettura → analfabetismo di ritorno?

Queste ricerche sociologiche = presa d'atto di un problema → In Italia il libro è sempre in crisi → pubblico debole = precarietà degli editori → mancanza di pubblico medio

L'italiano = lingua prevalentemente scritta → poco nota e non utilizzata al di fuori delle classi dirigenti → si è diffusa solo nel dopoguerra coi nuovi media

Non è facile ricostruire la storia delle letture di un'epoca → selezione → sono penalizzate quelle più diffuse e popolari → conta solo la produzione alta → paradosso = i libri veri e propri sono quelli destinati a scomparire, non salvaguardati = a destinazione popolare → produzione di larga diffusione = priva di valore collezionistico

Cinquecento → due eventi combinati importanti: - affermazione della stampa come nuova tecnologia - frattura religiosa provocata dalla Riforma protestante → effetti non ancora esauriti

primi decenni = molto attivi sul piano editoriale → euforia per l'introduzione della nuova tecnologia a caratteri mobili → assenza di controlli censori → sperimentazione della lingua volgare → pubblico allargato e nuovi strumenti di apprendimento

conflitti religiosi = fine di una produzione incontrollata → Indice dei libri proibiti ma non solo

Gli effetti si misurano su periodi lunghi → si sono protratti fino al XIXsec.: - dimensione repressiva - affermazione di stili educativi e modelli culturali fortemente controllati - esclusione dei fedeli dalle discussioni teologiche → mancanza di responsabilità dell'individuo nei confronti della società - diffidenza nei confronti della lettura → non è basata la rimozione dei divieti

Nuovi studi = curiosità verso i libri consumati tra età moderna e inizi della contemporaneità → cogliere le caratteristiche dei prodotti destinati al largo pubblico → far emergere pratiche e modalità di accesso

Attenzione sui testi e non sui libri → filo conduttore = pluralità delle forme di fruizione

In bilico tra oralità e scrittura → l'analfabetismo si nutre dell'oralità

Generi letterari → no compartimenti stagni isolati tra loro → sono accomunati non solo dall'argomento → caratteristiche fisiche e sistema di commercializzazione → si confondono negli indici editoriali → il pubblico non avverte le differenze

Tra Cinquecento e Ottocento → fiere e piazze → vendita di centinaia di titoli costanti → sistemazione soltanto della lingua in funzione alla capacità di comprensione dei lettori → esempio: repertorio cavalleresco e devozionale = presenze importanti → libri stampati più volte senza note tipografiche, anno e nome dello stampatore → censura disinteressata

Dal 1830 → seconda rivoluzione del libro = processi produttivi meccanizzati → crescita esponenziale del pubblico → attenzione maggiore da parte degli editori = rinnovo dei cataloghi → in Italia:

- richieste di nuovi libri per le scuole → ribasso dei costi - nuovi strumenti didattici = libri e giornali per bambini e giovani

Anni '40 dell'Ottocento → progresso dell'alfabetizzazione → produzione verso ambiti meno istituzionali → preoccupazioni di ordine etico e religioso = romanzo → destinato allo svago → reazioni e contrasto delle istituzioni cattoliche = libro come pericolo → no ritorno alla censura del passato = pensare a “libri buoni” → editoria cattolica

- Nuovi editori È davvero tutto diverso rispetto prima? - Nuovi libri - Nuovi sistemi commerciali ricerca di nuovi luoghi di distribuzione diversi da librerie =

costante del commercio librario dell'ultimo mezzo millennio

fiere e botteghe → bottega del libraio → edicola → supermercato → stampa periodica

Traccia dei generi → relazioni tra manuali di autoistruzione e collane per dummies = forma di comunicazione tra oralità e scrittura → manuali

Si scompongono e ricompongono → tornano alle origini oppure mutano in nuove forme espressive → aiutano a cogliere aspetti non insignificanti della società che li consuma

CAP. 1: I LIBRI DI CAVALLERIA

1. La fortuna

Produzione cavalleresca → all'interno dei generi editoriali di larga circolazione nell'Italia moderna = caso interessante di studio: - gran numero di esemplari in circolazione → condanna duratura dei Paladini per amori e avventure → veicolo di perdizione - si adeguò parzialmente alla definizione di generi e stili in atto nel Cinquecento → circolava in manoscritti, poesia e prosa → sfuggivano alla catalogazione - pubblico → uso di concetti onnicomprensivi = diversificata fisionomia dei lettori → trasversalità sociale → “lettore rinascimentale di massa” = personaggi che provengono da ogni ceto → novità

Il suo successo lambisce il XIX sec. → dopo perde vivacità e viene snobbata sul da critici e letterati → opinione diffusa = genere per gente da poco → conteneva vicende assurde e spropositi linguistici → ma non scompaiono tra le letture dei gruppi colti

Durata e forza → capacità di raccontare storie esemplari → valide per tutti nella forma e nel senso → amata soprattutto dai giovani → la letteratura di svago infantile nasce solo a fine Settecento

2. L'identità cangiante

Identità mobile = carattere distintivo utile per comprendere la lunga fortuna del genere cavalleresco

Anche dal punto di vista topografico: - edizioni di pregio ed edizioni economiche - riciclaggio dei materiali → strategie spregiudicate di vendita → originalità = no requisito

essenziale → sfruttamento del “contenitore elastico” per adattare la materia a nuove applicazioni

Innescò un lavoro di commento e revisione: - divertimento nello smembrare e rovesciare il testo di un autore noto - fungeva da ispirazione per le rime rustiche in dialetto

Si partiva dal presupposto che a materia fosse nota alla memoria dei lettori, condivisa e apprezzata

- Parafrasi - Riduzioni nascevano da varie motivazioni: - Imitazioni - umori beffardi - Riscritture - spirito commerciale

- volontà d'emulazione - revisioni di tipo censorio

3. Una vitalità irriducibile: usi e riusi diversi

Consumo tipografico di Antico Regime = gamma di pratiche molto ampie → non si esauriva al rapporto tra lettore e libro → le opere cavalleresche non avevano un unico proprietario → circuiti informali di:

- prestiti - affitti - ricopio

Evanescente e plurimo → ha lasciato poche tracce → uso multiplo e temporaneo = richiesta variegata → copie riciclate = riemesse sul mercato a prezzo ridotto → cambio di uso nel tempo → svago, scolarizzazione, ecc... → esempio: uso nel quotidiano = involucro per cibi

Oltre la scrittura → genere cavalleresco come ispirazione multipla: - manufatti d'arte, oggetti d'uso comune e domestico → iconic circuits - partiture musicali → deposito scritto di opere che acquistavano una dimensione orale e vocalizzata - teatro ambulante e cantastorie

costituivano un accesso facilitato sostenute da codici comunicativi diversi → arricchivano la traccia scritta

4. L'inabissamento

DOMANDA: Perché la fortuna della produzione è stata sottovalutata? → bisogna valutare: - distribuzione materiale di larga parte dei testi - discutibile reputazione letteraria e morale

Scomparsa fisica → no mancanza di interesse → discendeva dal successo in tipografia → lettori distruttivi accaniti contro alcuni generi letterari di successo e frequente riciclo → scarso valore simbolico e venale

Tutti i libri erano a rischio → fenomeno vistoso nel Cinquecento con cantari e romanzi antichi → successo editoriale non corrisponde più a quello culturale → legato anche a censura morale e letteraria

Diffidenza degli intellettuali di professione → svolta classicista → produzione cavalleresca condannata dal punto di vista linguistico e letterario → anche dalla censura religiosa per: - temi poco apprezzati - nessuna verosimiglianza - nessuna utilità

Si dilettavano con queste letture ma non se ne vantavano → eliminazione del consumo in lingua volgare → anche per pressioni dell'Inquisizione → le biblioteche private cambiano con il loro proprietario → tale condanna non si attenua neppure nel secolo dei Lumi → damnatio memoriae

CAP. 2: “SCRITTI DA ESSERCITARE”. DIFFUSIONE E USI DEI LIBRI DI MAGIA IN ETÀ MODERNA

Libri di magia manoscritti → una volta confezionati, passavano di mano in mano in diverse forme: - libri - carte sciolte

Venivano raccontati ad altri → nascevano nuove tradizioni

Libri di magia a stampa → “essercitar” = termine abituale per definire il rapporto fra lettore e libro di magia → era comune giustificare il possesso di un libro di magia dicendo che serviva per condurre studi particolari

Questo genere di testi erano un investimento a rendita variabile → comprati o confezionati in proprio → per ricavarne benefici materiali: - mettendo in pratica gli insegnamenti - facendo credere di essere in grado di farlo

Il loro uso: - utilizzo in prima persona - rivenderli in momenti di difficoltà - rivenderli quando i prezzi si abbassavano

Per un guadagno più durevole → affitto a ore o a giornate → in cambio di un compenso variabile → si poteva trascrivere il testo per intero o solo le parti interessanti → il libro poteva a sua volta essere rimesso in circolazione

Possesso e capacità riconosciuta di “essercitarlo” → garantivano una posizione privilegiata e di potere non istituzionalizzato all'esterno delle proprie reti di relazione → era comune diffondere la notizia di possesso di un libro di magia

Fenomeno non nuovo → studi di magia attraverso il medioevo → anche costante delle vicende dell'età moderna → esempio: la cabala → testo d'uso quotidiano ma difficilmente interpretabile → incomprensibile = magico

Magia nell'età moderna → mezzo di conoscenza e copertura psicologica facilmente raggiungibile a gruppi sociali disomogenei → le controversie illuministiche la riportarono in vita in maniera clandestina → tra Sette e Ottocento = correnti occulte irrazionalistiche e massoniche → poi nazismo che si arricchì dello spiritismo otto e novecentesco

Libro = principale veicolo di conoscenze magiche → strumento di attuazione del rito e di attribuzione del potere → oggetto libro = oggetto magico, pericoloso e dotato di poteri → pericolo nelle parole scritte e nell'esposizione di rituali → solo il rogo scacciava queste presenze

Venezia sei e settecentesca → concezione del libro come oggetto magico-liturgico → conviveva con una rappresentazione laica dell'oggetto stesso → al tempo stesso familiare ed oscuro → fortemente condizionato dall'appartenenza sociale → società basata sull'oralità = libro come oggetto di rituale

Circolavano molti libri non ostante le censure → contribuirono a determinare: - modalità e circuiti di scambio e diffusione - fissare forme e tecniche di riproduzione

I lettori non diventano solo fruitori ma anche interpreti attivi capaci di modificare il testo a seconda delle proprie esigenze

La maggior parte della letteratura magica circolò in forma manoscritta → produzione meno controllata → diffusione privata

Completa autogestione → chiunque poteva diventare autore delle copie di cui aveva bisogno → si va incontro alle proprie esigenze → riassunti e ampliamenti

Passaparola → 2 testi con particolare fortuna: - Picatrix → trattato di magia astrale - Clavicula Salomonis

Testo di magia più diffuso nel medioevo → prototipo: - incominciò a circolare dal Trecento - nel Cinquecento venne rielaborato e sostituito con una versione ridotta → si perse l'originario carattere ermetico per avvicinarsi alla negromanzia - dal Seicento non si presentava più come un testo univoco = serie di testi diversi ma con lo stesso titolo - Nel Settecento una Clavicola fu data alle stampe → ma non si fissò un testo univoco → il titolo, famoso, fu utilizzato per scopi commerciali e applicato a testi affatto differenti - Oggi → alcune versioni sono ancora presenti nei cataloghi degli editori → derivate dal Lemegeton or Little Key of Salomon → compilato in Inghilterra alla fine del Seicento = zibaldone contenente 5 libri di magia medievale

Fortuna del libro di magia = capacità di integrare saperi e tradizioni diverse → incideva sulle possibilità di fruizione immediata → trascrivere un libro era un atto pratico e un investimento → il testo di magia non invitava ad una lettura passiva

non sempre si poteva praticare quanto scritto = “se ti sarà possibile” → esperimento non riuscito = responsabilità del lettore → per rimediare si cercava un altro libro che funzionasse

L'interpretazione → non risentiva dello status sociale del lettore → era un sapere non istituzionalizzato → erano accessibili ad un vasto pubblico → erano in grado di incontrare le esigenze di qualsiasi fruitore → contaminazioni

Servivano per un uso quotidiano → risolvere questioni facendo ricorso ad ogni mezzo possibile → anche morte e violenza fisica → esigenze ampiamente avvertite → attenzione particolare verso il mondo femminile → questi libri si portavano appresso le caratteristiche di chi ne faceva uso

Presenza di scritti magici nei processi inquisitoriali → condanne più tra i ceti popolari che elevati → problema di selezione all'origine che caratterizza la fonte → ampia circolazione, anche orale → poteva entrarne in possesso anche il fiscale del San'Uffizio

CAP. 3: VOCI TRA LE CARTE. LIBRI DI CANZONI, LEGGERE PER CANTARE

1. Quelli che non scrivevano, cantavano

Canto = strumento evocativo, espressivo e di condivisione → non è privo di competenze, disciplina e relazioni complesse con il repertorio dei testi e delle forme letterarie

Buona parte di coloro che non scrivevano, cantavano → offriva parola a chi non riusciva ad esprimersi con la scrittura → donne, fanciulli, ceti umili e artigiani

Le canzoni mutano e non sopportano la proprietà → viaggiano e valicano tutti i confini → medesimi testi e melodie in più parti del mondo → molto difficile è controllare una canzone

Medioevo → voce = strumento per lo svolgimento della vita quotidiana, dell'anno e delle feste → ancora nell'Ottocento

Immenso patrimonio canoro → ci sono giunti brandelli di testi → anche manipolati → spesso assenza di melodie → rende ardua la ricostruzione del contesto

Rapporto della voce con la carta = aporia → lettura = dimensione limitativa → Platone = diffidenza verso la scrittura = mezzo per dare ausilio alla memoria

Oggi → testo = aggiunta → esempio: libretti dei cd → scrittura al servizio della voce

Storia del rapporto canzone-scrittura → complessa → tutt'altro che lineare

2. Un possibile inizio di relazione tra carte e voci

Canzone → tenne a battesimo la nascita della lingua volgare → prime testimonianze di lingua volgare = canzoni → “ritmi” della fine del XII sec. → rintracciate ai margini di altri testi, in pergamene → annotazioni deboli e prive di volontà di trasmissione → “scritture extravaganti” → si aggiravano tra le corti e le piazze delle città

A lungo non hanno trovato espressione in scrittura → quando sì, tradiscono la loro origine destinata alla fruizione orale → in genere sono prive di annotazioni musicali → trovatori e trovieri usavano canovacci = rotoli come servizio→ si servivano di tecniche mnemoniche

testimonianza di alfabetizzazione volgare → testi senza lettori → non si sono conservati → i testi non erano pienamente autosufficienti = rapporto labile con il loro autore, compositore ed esecutore → tecniche che invogliavano la partecipazione del pubblico → trasmissione diretta → non esisteva il concetto di plagio

Dal Trecento → scrittura = sostegno alla musica → vera messa in scrittura dei testi = operazione tarda → produsse una cristallizzazione → canzonieri quattrocenteschi → non sono ancora svincolai dalla loro origine → codici miscellanei e disomogenei → scrittura a più mani e senza notazione musicale

3. Le note e le parole

DOMANDA: Perché abbiamo solo testi scritti fino alla fine del Cinquecento? Perché non c'è notazione musicale? → non ce n'era bisogno → la melodia era già conosciuta → solo il testo rischiava di essere dimenticato → il testo poteva anche essere cantato su un'altra musica → cantasi come = rinvio ad un'altra melodia diffusa

Repertorio letterario e musicale → sono appartenuti a domini diversi → proprie logiche e intersecati di rado → molta produzione testuale canora è rimasta ancorata all'oralità → quando fu trascritta trascinò con sé anche le note

Campo autoriale → 2 momenti: - stesura di un testo di canzone - successiva dotazione di una musica → “vestire una ballata” = dotare di un accompagnamento musicale → è la musica che permette al testo di viaggiare per il mondo

4. Le forme librarie

2 movimenti dall'emergere dei primi libri di canzoni: - alcuni testi d'autore che conobbero una grande diffusione → percorso di appropriazione popolare → memorizzati e associati a melodie preesistenti e rinnovabili - entrata nel mondo dei testi e della letteratura per musica una produzione locale e d'uso comune → canti legati alla vita quotidiana → canzoni e ballate copiate su fogli → alfabetizzazione di base

Alcuni umanisti → funzione di mediazione culturale → permisero un travasamento di repertorio → salvavano parte delle tradizioni canore popolari → credevano che che fosse il testo a determinare il valore estetico della musica → hanno tralasciato alcune melodie → divorzio con l'ars musicae del tempo

avvento della stampa a caratteri mobili = cambiamento → “Canzoniere” di Petrarca come modello della normalizzazione della lingua volgare → inondazione del mercato con frottole, strambotti e canzonette → fogli e libricini → potevano essere acquistati da chiunque e in qualsiasi luogo

nuove tecniche di stampatori ed editori per attirare il pubblico: - prezzo basso - formato piccolo → stampati sullo stesso foglio e senza nesso tematico - novità dei testi → repertorio:

- temi di lunga durata = festività, amore ed erotismo - racconti di vita quotidiana

continuo riferimento alle pratiche orali

Avvento della stampa musicale → Petrucci → recupero del repertorio frottolistico

Nascita di un nuovo genere di libro = libro di musica con notazione musicale → peculiarità = formato bislungo → nuovo rapporto tra musica e testo

Nuove forme di utilizzo → più gestualità dei cantori → ma sempre controllata → pacatezza dei modi e no smorfie eccessive

Madrigale → forma musicale che s'impone immediatamente nell'editoria → nuovo pubblico = professionisti → solo dopo colpisce anche il mercato popolare

5. Lo statuto della canzone nel mondo delle carte

Cinquecento → troviamo: - libri veri e propri in cui la musica è segnata → non più scambio di melodie → il libro fissa le pratiche e le posture corporee - permangono esecuzioni, luoghi e pratiche che i testi contribuiscono a rinnovare e stimolare → innesti di vario genere → testi e melodie

Flusso che muta velocemente le voci in prodotti a stampa → larga diffusione → no cesure tra i ceti che ne usufruiscono → grazie anche alla condivisione di feste e rituali civili e religiosi = garantiscono omogeneità culturale e trasversalità

Fine del Cinquecento → mutamento: - successo popolare dell'Ariosto - si avvicina la grande stagione dell'opera in musica e del teatro → nuovi mass media

Più attenzione da parte dell'Inquisizione → declino delle tradizioni di piazza e del canto in compagnia → nuovi circuiti di fruizione e professionalizzazione della voce → ma esistono ancora stampatori che alimentano un uso privato del canto → esempio: Venezia → canzoni di battello = intrattenimento autocelebrativo → finalizzato alla macchina turistica → venivano stampate in opuscoli → autore preferito dagli stranieri = Tasso

Canzone popolare più tradizionale → cristallizzazione e ristagno creativo anche sulle ricadute tipografiche

Canzoni → genere di canti che acquista un posto speciale nel marketplace of print del tardo Cinquecento → dalla metà del XVI sec. = promotore della nascita dell'opinione pubblica → strumenti di comunicazione e dibattito → più interesse da parte degli intellettuali e dei politici = nuovo mezzo di contatto con il popolo

Durante il Risorgimento = strumento di propaganda → stampate su fogli unici o come cartoline → interesse anche per la loro conservazione → spinta di Tommaseo = grande raccolta di canti popolati italiani → unificazione della cultura → nuova spinta editoriale = più interesse per i testi → molti furono messi in musica durante la riscoperta degli anni Sessanta e Settanta del Novecento

CAP. 18: GLI STUDI ITALIANI SUI “LIBRI PER TUTTI” IN ANTICO REGIME. TRA STORIA SOCIALE, STORIA DEL LIBRO E STORIA DELLA CENSURA

1. Un confronto europeo

Studi sui generi di larga circolazione in Europa → ultimi vent'anni = notevole sviluppo

2 convegni importanti: - Colportage et lecture populaire → 1991, Wolfenbüttel - Les lectures du peuple en Europe et dans les Ameriques → 1999, Saint-Quentin

Principali nodi problematici: - tipologie dei testi e messa in edizione - modalità della distribuzione - pubblico dei lettori a cui queste opere erano rivolte

Libretti blu: - Mandrou → libretti blu = riflesso della visione del mondo delle classi popolari d'ancien regime →

immobilità dei testi attraverso i secoli - Ricerche degli ultimi decenni → ritratto meno statico della situazione

Chartier → corpus blu = formula editoriale nella quale non è facile identificare gli elementi derivanti dalla cultura popolare

- Ricerche più recenti → libretti blu → diffusione soprattutto nelle campagne → garantita dai colporteurs

- Martin → ampia diffusione anche nella capitale francese dei libri stampati a Troyes - Morin → salto di qualità delle ricerche → Catalogue descriptif de la Bibliotheque bleue de Troyes → idea più precisa dei testi e delle edizioni prodotte

Altre collane popolari dell'Europa d'antico regime → tematiche colte, rifacimenti e semplificazioni di opere ampiamente diffuse a tutti i livelli sociali → esempi: chapbooks inglesi, pliegos sueltos castigliani, almanacchi → citazioni colte ed eredità popolari insieme

Pubblico = non solo il ceto popolare

Dagli studi di biblioteche private → è difficile individuare letture esclusive

Povertà e analfabetismo → rendevano improbabile la lettura individuale o l'acquisto di un libro → altre modalità di fruizione elementare

Chartier → non sottovalutare i vincoli che condizionano la definizione e l'uso di un concetto → “popolare” = categoria formulata dalla cultura “dotta” → in virtù della trasversalità → “popolare” = di larga circolazione

Studi in Italia degli anni Settanta e Ottanta → alfabetizzazione → in una condizione di dissociazione dell'apprendimento in 3 fasi distinte: lettura, firma e scrittura → singoli livelli di istruzione = autonomia → determinanti i meccanismi dell'insegnamento di: - lettura e scrittura - differenziazioni geografiche e sociali - individuazioni dell'uso passivo della cultura scritta - studio di testimonianze grafiche prodotte da classi subalterne

Necessario distinguere tra alfabetizzazione e forma elementare di istruzione

“Il formaggio e i vermi” di Ginzburg → anticipazioni di storia della lettura → necessità di analisi qualitativa e interna che tiene conto della variabilità storica sociale della figura del lettore e dei condizionamenti della cultura orale

Opposizione cultura dotta-cultura popolare = debole → necessità di superare questa dicotomia

Davis → rapporti estremamente complessi → gente del popolo né passiva, né vittima del nuovo sistema di comunicazione → fruitrice e interprete attiva

Più tenui gli effetti della stampa sul mondo rurale

2. Strategie editoriali e generi di larga circolazione

Ricerche: - Francia → libri di larga circolazione = tipo di distribuzione, collana o centro di produzione - Spagna → materialità tipografica → principio coerente da cui partire - Italia → non individuato corpus che rivela elementi di unificazione testuale, materiale, produttiva

e commerciale → frammentazione politica = frammentazione culturale Scarse bibliografie e repertori dedicati ai libri popolari → non compensata dall'esistenza di

cataloghi sulla produzione tipografica italiana d'antico regime → tranne Indice Generale degli Incunaboli → repertorio di scarsa rilevanza culturale → non conservato

2 percorsi di ricerca: - storia di una casa editrice → Infelise - analisi di un particolare tipologia di testi

Infelise → Remondini di Bassano del Grappa → dal Seicento all'Ottocento = dominatori della produzione del libro → 4 cartiere → non puntarono su nuovi generi di successo ma su: - libretti devozionali - vite dei santi - libri per scuola - almanacchi - stampe geografiche - immagini dei santi

Commerci con Sud America ed Europa Cattolica → libri descritti con una definizione di tipo materiale → venduti:

- a peso - a fogli sciolti → non piegati, non fascicolati - al costo - a risma → vendere a “risma” = accezione negativa → divenne un successo commerciale → prezzo basso e massima diffusione → tecnica adottata poi dai Soliani e i Marescandoli

Altre ricerche degli anni Ottanta → hanno privilegiato una tipologia di testi con funzionale sociale precisa e genere definito = libri per imparare a leggere e almanacchi

Lucchi → leggere, scrivere e fare di conto non s'insegnava a scuola → a scuola si accedeva per imparare il latino

Importante per gli studi di storia sociale

Ricerche sugli almanacchi → confronto su tipologie di testi e elementi di stereotipia e innovazione

Non fu un genere immobile → pluralità di forme destinate a fasce di lettori socialmente differenti → divulgazione storica, geografica e scientifica

Studi di orientamento metodologico diverso: - libri religiosi in volgare - letteratura astrologica dal Quattrocento al Settecento - poemi cavallereschi - foglio volante → grande rilevanza nel mondo tedesco per la diffusione della propaganda riformata → in Italia = fortuna legata a diversi livelli di lettura e a duttilità d'uso

Guerci → contributo sull'informazione politica → opuscoli repubblicani durante il triennio rivoluzionario → pubblicistica che andava al di là del cliché negativo di superficialità e ripetitività → permetteva di capire i diversi orientamenti dello schieramento repubblicano → strategia comunicativa efficace

3. L'apporto della storia religiosa e degli studi sulla censura

Studi di storia religiosa, sull'Inquisizione e la censura in → attenzione ai generi di larga circolazione → capire meglio quali conseguenze ebbe il tentativo della Chiesa romana di disciplinare la produzione tipografica e la circolazione dei libri

DOMANDA: Di quali libri e letture furono privati gli italiani durante la Controriforma? - Gli Indici non rappresentano le reali dimensioni di un'azione che fu molto più capillare e aggressiva

- A essere colpiti furono soprattutto i generi di larga circolazione in volgare

Fragnito → attenzione sulle modalità con cui venivano escluse dalla lettura opere ritenute pericolose → individuare tipologie di proibizioni più ampie di quelle ufficiali affidate agli Indici → alimentano una sorta di incertezza normativa → indicazioni vaghe ma sufficienti per mettere al bando quasi l'intera produzione in volgare → dal 1596 sembrava scomparire → gli inquisitori potevano decidere che un libro rientrasse in uno dei casi descritti dalle 13 regole tridentine

forme di resistenza → diverse modalità di circolazione: - complesse operazioni editoriali e circolazione manoscritta → testi religiosi in volgare → antologie epistolari non prese in considerazione - diffusione orale → poemi cavallereschi = esecuzioni cantate - circolazione manoscritta → testi magici

Non da sottovalutare l'azione della censura ecclesiastica

Recenti studi sui libri proibiti → più libri ritenuti dubbi → libri in volgare e loro possesso = aura demonizzante → conseguenze gravi sull'accesso alla lettura dei ceti inferiori

Mancano studi sul Seicento e il Settecento → in numerosi Stati italiani si definirono pratiche di controllo sui libri → organizzazione di una censura laica → compromissione dei rapporti fra Stato e Chiesa → effetti significativi su:

- produzione editoriale - sulla circolazione del libro - ampliamento del pubblico di lettori

Chiesa → da repressione a persuasione → proliferare di norme ufficiali: - encicliche - istruzioni pastorali - catechismi - manuali sul comportamento del buon cristiano

Attenzione sui nuovi generi di larga diffusione = romanzo → nuova tipologia di lettori = donne

Si adegua alle trasformazioni → sopravvive attraverso romanzi antifilosofici e periodici cattolici

Settecento = riorganizzazione della censura → bolla Sollecita ac provvida di Benedetto XIV → invito all'utocensura di editori e autori

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