Lo stato e la costituzione
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Lo stato e la costituzione

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Lo Stato e la Costituzione

Il territorio, unitamente al popolo e alla sovranità sono i tre elementi fondamentali dello stato. La

nozione di Stato individua infatti l’organizzazione sovrana rappresentativa di una popolo stanziata

su un determinato territorio. Al fine di approfondire l’argomento è necessario trattare brevemente i

tre elementi.

Il popolo

“ Sono tutte le persone stanziate in un territorio legate allo Stato dallo status di cittadinanza.”

È cittadino colui che possiede la cittadinanza di uno Stato. Dal concetto di cittadino si distingue

quello di straniero. È considerato straniero rispetto a uno stato chi ha la cittadinanza di un altro

Paese. In questo ambito è importante distinguere i cittadini comunitari, che sono quelli che fanno

parte dei paesi dell'UE dai cittadini extracomunitari che devono ottenere un titolo di soggiorno per

dimorare e lavorare in un determinato stato. Infine dai cittadini e dagli stranieri si distinguono gli

apolidi e cioè coloro che non possiedono alcuna cittadinanza.

La nozione di cittadino e cittadinanza deriva storicamente dalla rivoluzione francese.

In precedenza nei regimi di monarchia assoluta vigeva il concetto di suddito.

La cittadinanza si ottiene per diritto di sangue o discendenza: (IUS SANGUINIS) in Italia, il

neonato è italiano se almeno uno dei due genitori è italiano. La regola dello ius sanguinis si adotta

anche a determinate etnie come quella argentina se è possibile dimostrare la presenza di un

ascendente di origine italiana, ciò a salvaguardia e ricordo dei molti italiani emigrati all’inizio del

secolo scorso.

Per luogo di nascita: (IUS SOLI) si acquista la cittadinanza del luogo in cui si nasce, così è negli

USA, in Italia vale questa regola solo per figli di genitori ignoti o apolidi.

Si acquisisce inoltre la cittadinanza italiana per matrimonio con cittadino italiano; infine si può

diventare cittadino italiano per residenza: lo straniero che, essendo in possesso di determinati

requisiti (residenza legale e dimostrazione di possesso di reddito derivante da fonti lecite), presenta

domanda di cittadinanza.

La Sovranità

“Un organizzazione è sovrana se all’interno del territorio che amministra non esistono

organizzazioni che prevalgono su di essa e se sul piano internazionale è riconosciuta la sua

indipendenza.”

Nel nostro ordinamento la sovranità appartiene al popolo è ORIGINARIA: perché non deriva da un

soggetto o da un'autorità superiore allo Stato, ESCLUSIVA: perché all'interno del territorio

nazionale spetta soltanto allo Stato. INCONDIZIONATA o ILLIMITATA: perché in astratto lo

Stato non riconosce alcun limite o ostacolo all'esercizio del suo potere.

Al di là di questa perfetta definizione c’è però da considerare che la sovranità dello Stato ha nel

tempo perso alcuni elementi di forza:

- Intanto la sovranità esterna degli Stati risulta ridimensionata per ragioni di fatto quali ad esempio

la divisione in blocchi durante la guerra fredda, e per ragioni di diritto quali la costituzione di

organismi sovranazionali come l’UE e l’ONU in cui gli stati membri accettano di cedere, in

condizioni di parità con altri stati, una parte della propria sovranità.

- La sovranità interna invece ha perso forza per un crescente riconoscimento di autonomia agli enti

locali, che godono di potestà impositiva e legislativa nelle materie di loro competenza. Paradossalmente anche la criminalità organizzata definita in molti casi Stato parallelo, finisce per

esercitare una limitazione della sovranità, erogando servizi che lo stato non fornisce o in

concorrenza con esso e riscuotendo un tributo per i servizi offerti, quello che viene denominato

pizzo.

Il territorio

“Spazio geografico entro il quale lo stato esercita la sua sovranità. Nell’ambito del proprio territorio lo Stato non riconosce alcuna autorità se non quella che proviene da sé e dai propri organi.”

Fanno parte del territorio di uno Stato: – la terraferma, cioè la superficie terrestre entro la quale lo Stato esercita la propria potestà, delimitata generalmente da confini naturali (montagne, fiumi etc.) o politici (frutto di accordi con gli Stati confinanti) e dove ovviamente vivono i suoi abitanti; – il mare territoriale, cioè la fascia costiera di mare che si estende lungo la costa del territorio statale ed è assimilata ad esso. L’estensione del mare territoriale appartenente allo Stato italiano è pari a 12 miglia marine. Tale limite, è stato stabilito per tutti gli Stati con una famosa convenzione internazionale, la Convenzione di Montego Bay del 1982, la quale ha anche riconosciuto agli Stati il diritto di sfruttamento delle risorse naturali marine nell’ambito della piattaforma continentale(fondi marini e sottosuolo) oltre il mare territoriale (fino a 200 miglia dalle linee base). Inoltre, fino a 200 miglia marine dalla costa, cioè nella zonaeconomica esclusiva, lo Stato può esercitare attività di pesca ed estrazione di risorse minerarie e può in generale sfruttare le risorse economiche presenti all’interno di tale zona; – il sottosuolo e lo spazio aereo, per cui se si verifica un incidente aereo tra due velivoli a 9000 metri di quota nello spazio aereo italiano, l’incidente si considera avvenuto in territorio italiano; -Il territorio fluttuante, che è costituito dalle navi e gli aerei mercantili battenti bandiera nazionale

in viaggio in alto mare ( oltre il mare territoriale) e le navi e gli aerei militari ovunque si trovino: un

fatto accaduto a bordo di queste navi o di questi aerei (si pensi ad esempio ad una nascita) si

considera, quindi, avvenuto in territorio italiano anche se la nave o l’aereo si trovano in mare o

territorio straniero. Le navi e gli aerei costituiscono il cosiddetto territorio fluttuante dello Stato.

La disciplina a cui sono soggetti, però, è diversa a seconda che siano militari o civili.

Le navi e gli aerei militari costituiscono territorio dello Stato di cui battono bandiera, anche se si

trovano in un porto o in un aeroporto straniero. Il trasporto aereo è disciplinato in Italia dal codice

della navigazione. Le norme che governano il trasporto, sia marittimo che aereo, sono intimamente

connesse con il fondamentale concetto di diritto pubblico di territorio fluttuante.

Il territorio fluttuante non è altro che una porzione del territorio nazionale. Le sedi diplomatiche

(ambasciate e consolati), per un'antica consuetudine internazionale, sono protette dalla cosiddetta

immunità territoriale. Questa consiste in una serie di privilegi fra i quali il divieto, per le autorità

dello Stato ospitante, di introdursi nel palazzo sede dell'ambasciata, senza l'autorizzazione del

diplomatico che vi dimora. Questa particolare condizione viene talvolta indicata come

extraterritorialità, ma si tratta di una qualificazione non del tutto esatta. Entrare in un'ambasciata o

in un consolato non significa entrare in un Paese straniero. Le sedi diplomatiche, sebbene soggette

ad un regime giuridico particolare, rimangono pur sempre territorio dello Stato ospitante.

Fino ad ora si è parlato di Stato inteso come Stato-comunità; diversa e più ristretta è la nozione di

Stato-apparato, che va inteso come l’insieme di strutture e organi che esercitano la sovranità e il

potere politico, per meglio dire compiono le scelte fondamentali per il soddisfacimento delle

esigenze dell’intera comunità. In questi termini lo Stato è considerato una persona giuridicae come

tale è titolare di diritti e doveri nei confronti della comunità e di coloro con i quali instaura rapporti giuridici. Esso esercita le proprie funzioni attraverso determinati organi, centrali e periferici o

locali.

Lo Stato gestisce la propria sovranità assolvendo tre funzioni fondamentali: la funzione legislativa,

la funzione esecutivae la funzione giudiziaria. In sintesi, lo Stato crea le leggi, le applica e le fa

rispettare. Nello specifico, lo Stato esercita la funzione legislativa attraverso il Parlamento (e i

Consigli regionali, per quanto riguarda la legislazione regionale); la funzione esecutiva e

amministrativa attraverso il Governo e la Pubblica amministrazione; la funzione giudiziaria

attraverso la Magistratura. Vediamoli più nel dettaglio:

Parlamento Le funzioni principali esercitate dal Parlamento sono tre la funzione legislativa, di controllo sul

governo e di indirizzo politico.

La funzione legislativa è l’attività di preparazione esame e approvazione delle leggi ed è esercitata

collettivamente dalle due Camere. La procedura si articola in tre fasi fondamentali: iniziativa

legislativa, istruttoria e deliberazione, integrazione ed efficacia. Il Parlamento è altresì competente,

con procedure più complesse, a introdurre modifiche al testo della Costituzione e a emanare o

modificare le leggi costituzionali.

Il parlamento esercita anche una funzione di controllo sul governo attraverso interrogazioni

interpellanze e mozioni.

Le interrogazioni sono domande scritte o in forma orale che il parlamento rivolge al governo su un

determinato fatto per conoscere in dettagli, le interpellanze invece non riguardano singoli fatti ma

spiegazioni sulla condotta del governo in relazione a fenomeni che investono la sua politica mentre

con le mozioni si genera una discussione che termina con un voto.

Infine l’indirizzo politico esercitato dal Parlamento sul Governo si concretizza nella concessione

della fiducia.

Il parlamento italiano, è caratterizzato de un bicameralismo perfetto, articolato in due camere: la

Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. I deputati e i senatori sono eletti a suffragio

universale diretto. Godono di particolari immunità: le immunità per le opinioni espresse e i voti dati

( libertà di espressione, di voto), l'immunità penale (diretta a evitare che il parlamentare possa

essere arrestato, privato di beni, sottoposto a perquisizione, ecc..) percepiscono speciali indennità

legate al loro mandato, una sorta di liquidazione alla fine del mandato, e maturano la pensione. Le

Camere svolgono la loro attività secondo un particolare regolamento interno, con l'aiuto di organi il

cui compito è di agevolare il loro funzionamento e la loro organizzazione. Fra gli organi interni più

importanti, il Presidente e ufficio di presidenza, i Gruppi parlamentari, le Commissioni permanenti. Il Parlamento in casi tassativamente previsti dalla Costituzione, si riunisce in seduta comune sotto

la direzione del presidente della Camera dei deputati.

Il Governo può esercitare la funzione legislativa in due ipotesi previste e disciplinate dalla

Costituzione quando:

il Parlamento conferisce al Governo - con un'apposita legge di delega, secondo principi e criteri

predeterminati e per un tempo definito - il compito di provvedere ad emanare decreti legislativi

aventi forza di legge;

quando adotta, autonomamente e sotto la sua responsabilità, decreti-legge per fronteggiare

situazioni impreviste e che richiedono un intervento legislativo immediato. In questo caso, il

Parlamento , nei sessanta giorni successivi, converte in legge, anche con modifiche, il decreto. In

caso contrario, il decreto decade.

Al Governo è attribuita, in via ordinaria, la potestà di emanare regolamenti, che costituiscono una

fonte secondaria di produzione giuridica. Con essi il Governo può dare attuazione ed integrare le

disposizioni legislative, può disciplinare l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni e può

regolare materie che la Costituzione non riserva in via esclusiva alla legge.

Il Governo non esercita soltanto poteri normativi ma ha anche il compito di deliberare la nomina

dei soggetti che rivestono incarichi di massimo rilievo nell'amministrazione dello Stato e negli enti

pubblici. Ad esempio, la nomina dei Segretari Generali dei Ministeri, o dei Capi dei dipartimenti, è

disposta con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Il Governo

La magistratura

La Magistratura è un organo costituzionale composto dall'insieme dei giudici a cui è affidata la

funzione giurisdizionale, ovvero l'applicazione delle norme giuridiche.

La giurisdizione costituzionale è attribuita alla Corte costituzionale, composta di quindici giudici,

nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta

comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa.

La Corte costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteri

dello Stato e su quelli tra Stato e Regioni e tra Regioni; sulle accuse promosse contro il Presidente

della Repubblica.

Il controllo di legittimità costituzionale delle leggi può essere introdotto in via principale da

soggetti specificamente legittimati (Stato, Regioni, Province autonome) oppure in via incidentale da

parte di un giudice, il quale, nel corso di un processo, dubiti della costituzionalità della legge da

applicare al singolo caso concreto.

La questione di costituzionalità deve essere, in tale ultima ipotesi, rilevante per la decisione del

processo e non manifestamente infondata.

La giurisdizione ordinaria è esercitata da magistrati ordinari considerati tali perché istituiti e

regolati dalle norme di ordinamento giudiziario la loro differenziazione dagli altri giudici deriva

dalla riserva di indipendenza prevista dalla Costituzione nonchè dalla loro sottoposizione al potere

del Consiglio superiore della Magistratura, che ne costituisce l’organo di autogoverno.

La giurisdizione ordinaria si ripartisce in due settori: quello penale, il cui oggetto è la decisione

sulla fondatezza o meno dell’azione penale promossa dal pubblico ministero nei confronti di un

determinato soggetto, l’altro civile, diretto alla tutela giuridica dei diritti inerenti a rapporti tra

privati o tra questi e la pubblica amministrazione, quando essa nell’esercizio dei propri compiti leda

il diritto soggettivo di altra persona.

Sono previsti inoltre i giudici amministrativi, la Corte dei conti e il giudice militare.

La Corte dei Conti è composta di magistrati contabili e presso di essa è istituita una Procura Generale cui sono attribuite funzioni requirenti. Organo di governo autonomo è il Consiglio di

Presidenza della Corte stessa.

Oltre alla competenza in materia di controllo preventivo di legittimità su numerosi atti del Governo

e di altri organi pubblici e di controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio delle

amministrazioni pubbliche, alla Corte dei conti sono affidati i giudizi in materia di contabilità

pubblica, pensionistica e di responsabilità degli impiegati e funzionari dello Stato o di altri enti

pubblici.

I giudici militari, ai quali è attribuita la competenza a giudicare dei reati militari commessi dagli

appartenenti alle forze armate, costituiscono un ordine distinto dalla magistratura ordinaria,

amministrato da un organo di governo autonomo, il Consiglio superiore della magistratura militare.

La giurisdizione amministrativa è attribuita ad un complesso di organi, distinti dalla magistratura

ordinaria: tribunali amministrativi regionali, quali giudici di primo grado, e Consiglio di Stato,

quale giudice di secondo grado.

L’organo di governo autonomo dei giudici amministrativi è il Consiglio di presidenza della

magistratura amministrativa. Il giudice amministrativo esercita il sindacato di legittimità (e non di

merito, inteso nel senso di opportunità) degli atti amministrativi: il ricorso davanti all’organo di

giustizia amministrativa è volto ad ottenere l’annullamento giurisdizionale dell’atto amministrativo

che si assume viziato per incompetenza, violazione di legge o eccesso di potere. Secondo la Costituzione la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni

altro potere (art. 104 Cost.).L’autonomia attiene alla struttura organizzativa. Essa si realizza nei

confronti del potere esecutivo, in quanto l’indipendenza della magistratura sarebbe compromessa se

l’adozione dei provvedimenti afferenti la progressione in carriera dei magistrati fosse

attribuita al potere esecutivo. La Costituzione, pertanto, ha assegnato ad un organo di governo

autonomo l’amministrazione del personale della magistratura.

Questi soggetti, insieme al Corpo elettorale, al Presidente della Repubblica ed alla già citata

Corte costituzionale, sono gli organi costituzionali dello Stato, ovvero gli organi previsti e

disciplinati dalla Costituzione e senza i quali lo Stato non esisterebbe. Tali organi rivestono una

funzione politica in quanto prendono parte all’individuazione dei fini che lo Stato è tenuto a

perseguire.

Accanto agli organi costituzionali esistono altri organi, detti organi aventi rilievo costituzionale i

quali pur essendo previsti dalla Costituzione, che appunto “li mette in rilievo”, sono disciplinati da

leggi ordinarie. Questi sono il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), il Consiglio di Stato, la Corte dei conti, Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), il Consiglio supremo di difesa

La Costituzione

Al di sopra delle funzioni dello Stato appena indicate vi è quella più importante ovvero la funzione costituente: la più alta delle funzioni dello Stato in quanto con essa viene scritta e attuata la Costituzione, la legge suprema,

gerarchicamente superiore ad ogni altra norma, e contiene i principi ed i valori applicati nei confronti dell’intera comunità e delle istituzioni stesse. La costituzione limita l’arbitrio dei poteri pubblici, è una garanzia, tutela esigenze fondamentali la cui

perdita è considerata inaccettabile. Garantisce le libertà e i diritti fondamentali di tutti e non può

essere facilmente modificata quando la società entra in crisi per ragioni sociali, ideologiche o

economiche. Per assolvere questa funzione di garanzia deve essere rigida, prevedere meccanismi

complessi per le eventuali modifiche e deve prevedere la presenza di un organo di giustizia

costituzionale.

La costituzione è documento di grande rilevanza politica perchè traduce in norme giuridiche

fondamentali le identità politiche e i valori condivisi dai redattori. È frutto di un compromesso

costituzionale, è un punto di incontro tra diversi valori ed opinioni che vengono legittimati e

accolti: le diverse forze politiche accettano e accolgono le idee altrui.

È spesso frutto della memoria comune di un periodo drammatico come una guerra o una dittatura.

La costituzione è il diritto che si colloca nel gradino più alto nella gerarchia delle fonti. Il suo

nucleo essenziale non è modificabile neanche dal diritto comunitario. La Costituzione della Repubblica Italiana entra in vigore il 1° gennaio 1948 e costituisce l’insieme delle

Leggi su cui si fonda lo Stato Italiano. E’ stata approvata il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea Costituente.

La Carta Costituzionale ha sostituito lo Statuto Albertino, entrato in vigore il 4 marzo 1848, emanato da Carlo

Alberto diSavoia, Re del Regno sardo-piemontese. Nato come raccolta di leggi ad opera della

Monarchia Sabauda, e divenuto laprima carta fondamentale della nuova Italia dopo l’unificazione, il

17 marzo 1861, ed è rimasto il documento legislativo ufficiale, seppur con alcune modifiche, fino

all’entrata in vigore della Costituzione Italiana, il 1° gennaio1948.

Le due carte si susseguono in linea temporale ma non sono l’una emanazione dell’altra tant’è che vi

sono alcune differenze ben precise tra Statuto Albertino e Costituzione sia dal punto di vista tecnico

che di contenuto giuridico. Lo Statuto Albertino è breve, sicompone di pochi articoli che illustrano la

forma di governo e le principali Leggi, la Costituzione è composta invece di 139 articoli divisi in 4

sezioni. lo Statuto è stato emanato dal Re: è quindi opera di un unico sovrano, mentre la Costituzione è

di emanazione popolare infatti è stata predisposta e approvata da unAssemblea Costituente, composta

da rappresentanti del popolo. lo Statuto era molto flessibile, infatti durante il Fascismo venne

modificato. La Costituzione nasce invece in forma già più rigida e per riformarne gli articoli è

prevista una procedura complessa. Un’attenzione necessaria per evitare la formazione di uno stato

autoritario e tutelare la Repubblica.

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