Luigi Pirandello più le sue opere, Domande di esame di Italiano. Copernico
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Luigi Pirandello più le sue opere, Domande di esame di Italiano. Copernico

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PIRANDELLO: nato nel 1867 ad Agrigento e morto nel 1936 a Roma. Nasce da una famiglia abbastanza benestante, fin da ragazzo intraprende gli studi classici.

Si laurea a Bonn, in Germania, con una tesi in filologia romanza. Quando torna si trasferisce a Roma e vive di rendita perché il padre era un imprenditore che gli lasciò l’eredità delle Zolfare.

E’ a Roma che Pirandello conosce Roberto Capuana e nel 1893 scrive il suo primo romanzo “L’esclusa” che ha influenze veriste.

L’anno successivo si sposa con Antonietta Portuano, da cui avrà 3 figli. La moglie soffriva di crisi di nervi e depressione. Le zolfare vengono allagate e sono inutilizzabili, quindi Pirandello si trova “al verde”, la moglie peggiora e dopo circa 10 anni verrà ricoverata in una clinica in cui rimarrà fino alla morte. Questo avvenimento è molto importante perché una delle tematiche fondamentali di Pirandello è la Pazzia.

Pirandello intraprenderà la carriera di insegnante ma odierà sempre il suo lavoro, in questo periodo scrive moltissimo così riceve più soldi.

Doveva fare una novella al giorno per un anno ma riesce a scriverle solo 256. L’opera più importante è “Il Fu Mattia Pascal”, pubblicato nel 1904 e ottenne molto successo.

Continua a scrivere testi teatrali (44). I più grandi successi teatrali sono “sei personaggi in cerca di autore”, opera molto importante di “teatro nel teatro”, “L’Enrico IV”, scritte nel 1921.

Nel 1924 Pirandello si iscrive al Partito nazionale Fascista, però è un errore perché presto si pentirà di essersi iscritto. Nel 1925 conosce Marta Abba (attrice teatrale nel teatro fondato da Pirandello a Roma).

Nel 1929 viene premiato come ACCADEMICO D’ITALIA e nel 1934 riceve il premio nobel per la letteratura. Nel 1936 morì a Roma, ma i resti vennero portati a Girgenti.

Tematiche fondamentali: 1. Problema mentale della moglie 2. Umorismo (sentimento del contrario) (si ride, poi si riflette e fa pena)

Pirandello è un pessimista decadentista perché ci fu la crisi dell’individuo. Secondo Pirandello la relatività e soggettiva (es. i colori). Un altro concetto è quello delle maschere.

UNO NESSUNO E CENTOMILA: Vitangelo Moscarda è un istruito. Un giorno è allo specchio e la moglie Dida gli dice che ha il naso storto. Vitangelo non se n'era mai accorto prima!

L'improvvisa rivelazione che gli altri ci vedono diversamente da come noi ci vediamo rivoluziona la sua visione della realtà. Moscarda cerca di cancellare l'immagine che di lui hanno gli altri a cominciare dalla moglie. Moscarda sceglie un modo concreto e surreale, annulla la sua immagine di rispettabilità borghese parlando solo con la cagnetta e compiendo inesplicabili gesti di altruismo e generosità. Questi atti lo fanno giudicare folle da tutti. Solo un'amica della moglie, Anna Rosa, gli manifesta simpatia. Ma Vitangelo, con i suoi strambi ragionamenti, la confonde al punto che Anna Rosa, temendo d'impazzire, gli spara due colpi di pistola. Al processo il giudice cerca di dimostrare che Anna Rosa si è difesa dalle attenzioni erotiche di Moscarda, ma la donna confessa la verità; Moscarda però si addossa ogni colpa. Sclepis, fa costruire un ospizio per i poveri e vi si ritira, alienato tra gli altri ospiti della casa, privo di nome, un nessuno.

SEI PERSONAGGI IN CERCA DI AUTORE: Su un palcoscenico una compagnia di attori prova la commedia 'Il giuoco delle parti'. Irrompono sei individui, un Padre, una Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina, personaggi rifiutati dallo scrittore che li ha concepiti. Essi chiedono al Capocomico di dare loro vita artistica e di mettere in scena il loro dramma. Il Padre si è separato dalla Madre, dopo aver avuto da lei un Figlio. La Madre si ricostruisce una famiglia con il segretario che lavorava in casa loro e ha da lui tre figli: la Figliastra, la Bambina e il Giovinetto. Morto il segretario la famiglia cade in miseria, tanto che la Figliastra è costretta a prostituirsi. Padre e Figliastra non si riconoscono e l'incontro viene evitato appena in tempo dall'intervento della Madre. Tormentato dalla vergogna e dai rimorsi, il Padre accoglie in casa la Madre e i tre figli. Ciò provoca il risentimento del Figlio. Tra gli attori e i Personaggi si apre ben presto un contrasto insanabile. Gli attori non riescono a rappresentare il dramma reale dei Personaggi e sulla scena tutto appare falso. La scena finale in cui la storia finisce in tragedia, senza avere la possibilità di comprendere se essa sia reale o no: la Bambina annega nella vasca del giardino e il Giovinetto si spara.

IL TRENO HA FISCHIATO: Il protagonista della novella è Belluca, un uomo modesto senza particolari qualità. Belluca, irreprensibile lavoratore, sempre sottomesso e mite, si è infine ribellato. Dopo anni di angherie, ripreso dal capoufficio, Belluca reagisce farneticando contro di lui. Urlando racconta di un treno che ha fischiato nella notte e che lo ha portato lontano. Viene creduto pazzo. Quindi, imbragato in una camicia di forza, viene portato all’ospizio dei matti mentre egli continua ad imitare il fischio del treno. A questo punto del racconto si inserisce la voce del narratore che spiega al lettore che un evento banale come il fischio del treno consente a Belluca di trovare uno spazio di evasione, in cui immaginare viaggi in paesi sconosciuti, ciò gli permetterà di continuare la sua miserrima vita, dopo che egli, dimesso dall’ospedale e scusatosi con il suo Capoufficio, riprenderà la vita di sempre.

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