Appunti di storia dei media - Memoria e conoscenza, Maldonado, Schemi riassuntivi di Storia Dei Media. Università degli Studi di Milano-Bicocca
karin_03
karin_03
Questo è un documento Store
messo in vendita da karin_03
e scaricabile solo a pagamento

Appunti di storia dei media - Memoria e conoscenza, Maldonado, Schemi riassuntivi di Storia Dei Media. Università degli Studi di Milano-Bicocca

12 pagine
331Numero di visite
Descrizione
Appunti di storia dei media. Per l'esame è consigliabile lo studio del libro Memoria e conoscenza di T. Maldonado.
3.99
Prezzo del documento
Scarica il documento
Questo documento è messo in vendita dall'utente karin_03: potrai scaricarlo in formato digitale subito dopo averlo acquistato! Più dettagli
Anteprima1 pagina / 12
Questa è solo un'anteprima
1 pagina mostrata su 12 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
1 pagina mostrata su 12 totali
Scarica il documento
Memoria e conoscenza

Memoria e conoscenza

Identità personale e memoria

i filosofi della mente e gli esperimenti mentali   Nella storia del pensiero filosofico occidentale, in particolar modo a partire da  Locke, la questione dell’identità personale è stata spesso legata alla questione  della memoria. Il rapporto tra identità­memoria è stato il passaggio obbligato per  qualsiasi tentativo di comprendere l’identità dell’Io. La tesi di Locke prevedeva  un rapporto lineare tra identità e memoria(critica di circolarità logica). Nel  ‘900 la controversia è stata ripresa  specialmente dai filosofi provenienti dalla logica o dalla filosofia analitica,  che   mostravano   un’ossessiva   predilezione   per   i   puzzle   cases,   rompicapi  d’improbabile   soluzione.   La   pratica   degli   esperimenti   mentali   allo   scopo   di  accertare   o   confutare   una   tesi   ha   una   lunga   tradizione   nella   storia   della  filosofia.  Gli   studiosi  del   pensiero  logico   sono   stati   consapevoli  da   sempre  dell’importante ruolo che i  paradossi hanno avuto nell’ambito delle strategie  conoscitive. Locke utilizza il pappagallo del racconto per spiegare un aspetto  cruciale della sua teoria dell’identità personale. (“l’uomo non è altro che un  animale   dotato   di   quella   certa   forma,   la   consapevolezza   di   se   stesso,   della  propria   dell’essere   intelligente   e   pensante   presuppone   la   memoria,   ossia   la  consapevolezza di una continuità d’esperienza, ma questa consapevolezza è allo  stesso tempo consapevolezza di un corpo con una determinata forma.  • Il “bisturi in metafisica”    Uso   di   esperimenti   mentali   nell’area   di   riflessione   sull’identità  personalefilosofi della mente, interventi di vivisezione del corpo umano(“uso del  bisturi in metafisica”). Trapianto di cervello di una persona A nella testa di una  persona   B,   casi   clinici(gemelli   siamesi   con   un   solo   cervello,   personalità  multipla). Due esperimenti mentali(“test di Turing”, “camera cinese “ di Searle).  • Wittgenstein e il bicchiere –trappola    Wittgenstein sostiene che lo scopo della filosofia sia quello di indicare alla  mosca la via d’uscita dal bicchiere­trappola. Uso di esperimenti mentaliutile  alla   questione   dell’identità?chiarire   rapporto   memoria­identità   personale,  fallimentare.   La   memoria   veniva   esaminata   come   se   fosse   un’entità   unica;  Mach(‘900)   invece  sostiene  che   non   esiste  una   memoria,  ma   molteplici  memorie  parziali.  La   questione   dell’identità   personale   è   legata   alla   questione   della   memoria  autobiografica, sorta di patchwork composto da tante memorie quanti sono i ruoli  che abbiamo svolto nel nostro passato(che va quindi declinata al plurale). I  trapianti   di   cervello   non   rendono   plausibile   l’ipotesi   del   trasferimento   di  memoria da un individuo all’altro.  • Trapianti di testa: una avventata proposta    Neurochirurgo White sostiene che sia clinicamente possibile nell’uomo il trapianto  di testa, ma ciò implica supporre che la testa e il corpo non siano un unico  sistema anatomo­funzionale.  • Molecole di memoria?    Nell’ambito della ricerca scientifica la questione di un eventuale trasferimento  di memoria con un approccio più sottile del precedente è stata già affrontata nel  passato(tentativi   di   biochimici   e   biologi   negli   anni   ’60,’70   di   trasferire  presunte molecole della memoria da un organismo all’altro.  Un’analisi   più   ravvicinata   degli   esperimenti   mentali   dei   filosofi,   in   specie  quelli   sul  tema   della   memoria,   mette  in   evidenza  un’idea   semplicistica  della  memoria, simile ad un oggetto. La memoria è invece un processo di rappresentazione  mentale in continuo interscambio con la totalità del corpo. La nostra identità 

corporale dipende in modo determinante dall’immagine che abbiamo del nostro corpo,  immagine che si rinnova ogni giorno con il concorso dei nostri occhi e di quelli  degli altri.  • Memoria, identità personale e contesto sociale    Rilevanza   del   contesto   sociale   nei   processi   mnestici.   Il   ricordare   dipende  dall’atto di narrare qualcosa agli altri. Quando cerchiamo di ricordare degli  episodi   del   nostro   passato,   ci   troviamo   nella   situazione   di   essere   al   tempo  stesso, oggetti e soggetti del nostro racconto. Memorie selettive, in permanente  costruzione, reciproca influenza tra la nostra memoria e quella degli altri. I  filosofi hanno assunto inoltre che l’identità personale, come la memoria, fosse  un’entità unica; in realtà vi è solo un nucleo relativamente stabile d’identità  personale(i.anagrafica). L’identità delle persone inoltre dipende dal rapporto che  le persone stabiliscono tra loro. Rorty affronta il tema dell’identità personale,  citando alcuni degli archetipi più frequenti nella narrativa letteraria(tema della  molteplicità dei ruoli). Anche l’idea di proprietà viene messa al centro del  discorso sull’identità personale. La memoria come inalienabile proprietà privata  della persona.  • Nuove tecnologie e privacy   L’uso onnipervasivo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione  contribuisce   a   destabilizzare   le   vecchie   certezze   sulle   nostre   identità  individuali e collettive. Le misure di tutela della privacy non sono più in grado  di  contrastare  il sottile  e insidioso  controllo  che si compie  tramite i  più  svariati servizi e dispositivi telematici. La nostra identità si conquista tramite  la  nostra apertura verso  gli altri,  ma  anche tramite la nostra  chiusura  nei  confronti   dell’invadenza   degli   altri.   Si   ripropone   perciò   la   questione   del  controllo sociale, in particolar modo il controllo delle persone finalizzato al  controllo delle cose e viceversa.  • Opacità e trasparenza    Il   rapporto   trasparenza­opacità   è   stato   soggetto   di   interpretazioni   molto  diversificate; nella nostra epoca la trasparenza non può essere intesa come un  traguardo da inseguire se intesa nella sfera privata.  Rousseau   sostiene   che   la   persona   apparente   sottrae   allo   sguardo   la   persona  autentica, ossia la persona esterna occulta la persona interna. Ne consegue che  liberarsi dalla tirannia dell’apparenza, dai vincoli delle convinzioni sociali  significa restituire all’individuo la sua autenticità.  “uomo di vetro”costretto a rinunciare alle forme di opacità che assicurano alla  nostra vita privata una relativa autonomia. Spesso abbiamo vantaggi dall’essere  sorvegliati   e   siamo   disposti   a   mettere   in   conto   questa   spiacevole  implicazione(carte di credito). Inoltre vi è la difficoltà di formulare un modello  giuridico   coerente   di   protezione   della   privacy.   L’attuale   processo   di  assottigliamento   della   privacy   può   implicare   una   forte   destabilizzazione   nel  rapporto tra identità personale e memoria(crisi d’identità=male diffuso, perdita  di   orientamento,   legato   ad   una   natura   spaziale,   ma   anche  temporale).effettosmemoramento,  progressivo depotenziamento delle capacità del  soggetto di ricordarsi di ciò che era fino a quel momento la sua identità.  • Il declino dell’uomo privato    La   crisi   d’identità   può   essere   vista   come   una   crisi   del   senso   di  appartenenza(mondo non gli appartiene e lui non appartiene al mondo). Si sta  verificando   inoltre   un’espansione   dell’area   di   influenza   dell’uomo   pubblico   a  scapito   dell’autonomia   dell’uomo   privato.   Anticamente   la   contrapposizione  pubblico­privato non era difficile da afferrare, il pubblico­Stato, il privato­ sfera individuo. Si è poi rivoluzionato da Machiavelli in poi; l’identificazione  del   pubblico   con   lo   Stato   diventa   meno   lineare   e   sottoposta   a   una   rigorosa  disamina critica. 

Hegelammettendo la differenza tra stato e società, assegna allo stato un ruolo di  guardiano nei confronti della società. È concepito in termini di controllo. Il suo  contributo ridefinisce la società in termini  di società civile e del rapporto con  lo stato. Il controllo sociale oggi però non è più monopolio dello stato, ma di  apparati dei poteri extrastatali ed extraterritoriali della global governante.  Memoria umiliatacostretti a rinunciare a se stessi, a cancellare ciò che ci rende  riconoscibili ai nostri propri occhi.  1. parlare, leggere, scrivere Gli sviluppi delle tecnologie digitali hanno avuto un forte impatto sulle nostre  pratiche   comunicative(linguaggio,   scrittura,   e   lettura),   specialmente   nelle  società definite tecnologicamente agiate.  • Invenzione della scrittura e delle sue conseguenze   Memoria di lavoroscrittura • Una definizione di scrittura    La scrittura è un sistema grafico di notazione che nel contesto particolare di una  comunità linguistica viene adoperato come strumento di interazione comunicativa,  di produzione culturale e di memoria individuale e collettiva. Il concetto di  scrittura   include   una   pluralità   di   sottosistemi.   Funzioni   della  scritturacomunicazione, memoria e produzione culturale.  • Naturalità del linguaggio e artificialità della scrittura   Il linguaggio è il risultato di uno sviluppo naturale mentre la scrittura­lettura  di una conquista artificiale.(Darwin, Choomsky). Tuttavia la tesi di un linguaggio  naturale e di una scrittura­lettura artificiale sembra troppo schematica.  • Scrittura e memoria    Ci sono altri settori della scrittura in cui la memoria ha un ruolo non meno  importante(tecnica,   oggetto   di   apprendimento).   Atto   di   scrivere   richiede   la  compresenza   di   tre   componenti:   soggetto   scrivente,   strumento   e   un   supporto;  occhio, mano, strumento e processi cognitivi in cui la memoria ha un ruolo di  primo piano.  • Mezzo tecnico e cognizione    Lo strumento, a seconda del suo grado di maneggevolezza, adattabilità e precisione  ha condizionato fortemente il risultato finale della scrittura, quanto le modalità  intellettive e logiche implicate nel processo. Leroi­Gourhan, credono che alla  produzione   e   uso   di   determinati   artefatti   abbia   corrisposto   una   produzione  simbolica di un certo tipo e una vita mentale di un certo tipo. Passaggio da  scrittura a penna a quella meccanica e poi quella elettronicasvolta importante  nella   lunga   storia   dell’interfaccia,   tra   soggetto   scrivente   e   strumento   di  scrittura. Ruolo dirompente della macchina da scrivere(XIX sec.) • Scrittura­lettura elettronica e letteratura    Digitalizzazione di tutte le forme di vita culturale, in cui la scrittura­lettura  svolge un ruolo di primo piano.  Aspetti della scrittura tradizionale che vengono più spesso ritenuti negativi dai  teorici della scrittura elettronica: ­linearità descrittiva monodirezionale del flusso narrativo o argomentativo, ­consequenzialità logica, legame tra premesse e conclusione, ­compiutezza, (inizio e fine) ­chiusura, testo sigillato.  La   scrittura   elettronica   è   all’opposto(non­lineare,   non­consequenzialità,non­ compiutezza, e non chiusura.  • L’albero genealogico    Solo Joyce e Cortàzar, ed anche Borges, possono essere ritenuti i precursori della  prosa ipertestuale. Cortàzar, nel suo romanzo il gioco del mondo, ha esplorato,  senza rinunciare ai consueti mezzi della scrittura pre­elettronica, non pochi dei  componimenti testuali oggi proposti dalla scrittura elettronica. Schimdt nella sua 

opera Zettels Traum, realizza con la tecnica grafica del montaggio e del collage,  un romanzo in cui sono adoperate non poche delle procedure che oggi fanno parte  dell’ambizioso programma ipertestuale. Essa si prospetta come un arricchimento  tecnico della creazione letteraria.  • Morte del libro e morte dell’autore   Secondo molti la “morte dell’autore” sarebbe ormai imminente. Non meno imminente  sarebbe la “Morte del libro”. La denuncia dei limiti del libro cartaceo nella  nostra cultura è una costante tra i sostenitori di una cyber culture. Il libro  essendo oggetto è inevitabilmente mortale, ma occupa ancora un ruolo determinante  nella società.  • Dialettica autore­lettore   Non si può negare che l’arrivo del testo in rete introduca sostanziali cambiamenti  nella dialettica di questo rapporto. La figura dell’autore non gode della stessa  indiscussa centralità che le è sempre stata riconosciuta nell’ambito della carta  stampata. Oggi scrivere non è più appannaggio esclusivo dell’autore. Al posto  dell’autore­lettore   individuale,   dovrebbe   subentrare   l’autore­lettore  collettivo(lo scrilettore universale). Tuttavia mancano prove convincenti della  fattibilità di questo programma.  • Diverse forme di narrativa multimediale    Joyce,   afternoon,   più   celebre   romanzo   multimediale;   presenta   una   struttura  narrativa che non ha alcun rapporto con ciò che abitudinariamente si intende per  lettura. L’ipertestualità concorre a vanificare l’ipotesi dell’autore. In esso si  ripropone   con   forza   la   questione   dell’autonomia   soggettiva   del   lettore   nei  confronti dell’autore(libertà vigilata dall’autore).  • La nozione di apertura    Eco, Opera aperta, si avvale della dialettica apertura­chiusura per interpretare  alcuni fenomeni emergenti nel campo dell’arte e della letteratura contemporanee.  Bisogna poi distinguere tra testo come oggetto d’interpretazione e testo come  oggetto di produzione. Voler fissare ragionevoli limiti all’interpretazione di un  testo non è lo stesso di voler fissare irragionevoli limiti alla sua produzione.  • Ipertestualità e saggistica    Se siamo convinti che la libertà dai vincoli che rivendichiamo per la scrittura  narrativa, possiamo proporlo anche per la saggistica?vi è motivo di ritenere che  la libertà dai vincoli possa essere fattibile in alcuni settori della saggistica,  in altri molto meno. Gli autori di saggistica si trovano a proprio agio nel  rispetto   dei   vincoli   che   assicurano   coesività   parziale   o   totale   alla   loro  riflessione.   Vi   sono   illustri   eccezioni(Nietzsche,   Wittgenstein,   cultori   del  pensiero   frammentario   e   aforistico).  Nel   caso   di   un   romanzo  ipertestuale  gli  effetti rimangono circoscritti all’ambito della sperimentazione letteraria, nel  caso di un saggio, filosofico o scientifico, siamo costretti a misurarci con la  verità delle asserzioni in esso contenute.  • Ipertestualità nella saggistica tradizionale   I testi della moderna saggistica sono stati sempre ipertestuali; basti pensare  all’uso in saggistica delle note a piè di pagina. Tutti i testi sono in linea di  principio reticolabili. Inoltre: ­ogni testo è per sua natura instabile, mutevole e solo per imposizione esterna  viene solidificato, ­esiste un numero infinito di altri testi che sono a nostra disposizione.  Nel passato vi erano pochi libri, risultato di una scelta precisa dei detentori  del   potere,  cambiata   poi   con   la   nascita   della   moderna   cultura  laica(XII,XIII  secolo).   La   lettura   intensiva   viene  sostituita  dalla   lettura  estensiva,  e   la  scrittura intensiva, monastica tradizionale, diventa estensiva(laica).  • Verso una convergenza oralità­scrittura   

Ong   ha   proposto   una   distinzione   tra   oralità   primaria(prima   scrittura),   e  secondaria(attuale   oralità   privilegiata   dai   mezzi   elettronici   di   prima  generazione),   scrittura   primaria(invenzione   scrittura­invenzione   stampa)   e  secondaria(scrittura con mezzi elettronici di seconda generazione).  Mezzi   elettronici   prima   generazione(televisione,   oralità   e   immagine),   seconda  generazione(posta elettronica­scrittura). Nel passato la comunicazione tra dotti  era molto difficoltosa; Erasmo è stato il primo a concepire la diffusione del  sapere   in   termini   di   rete.   Le   nuove   tecnologie   facilitano   un   sostanziale  incremento   delle   possibilità   comunicative   tra   individui,   popoli   e   culture,   e  rendono   dall’altra   sempre   più   incisivo   il   controllo   su   individui,   popoli   e  culture.  2. Memoria a occhio nudo  Memoria a occhio nudo= tradizione d’indagine sulla memoria che si è avvalsa per  millenni   dell’osservazione  introspettiva  o   della   sola   riflessione  speculativa.  Memoria in laboratorio= ricerca empirica si svolge in laboratorio o in strutture  simili.   Continuità   tra   i   campi.   Memoria   a   occhio   nudo:   due   tipi   di  pensatoricoloro che hanno puntato a chiarire la natura e il funzionamento della  memoria(interesse   per   le   implicazioni   filosofiche   e   psicologiche),   coloro   che  davano   priorità   agli   aspetti   applicativi   o   pragmatici   e   vedevano   nella  mnemotecnica un mezzo per ottimizzare i compiti propri della retorica. Gli storici  hanno privilegiato il secondo approccio. Gli uni hanno effettuato una ricerca pura  sulla memoria, gli altri su quella applicata, e quindi due tipi di memoria, una  naturale e una artificiosa. Contributi della mnemotecnica alla nostra conoscenza  della memoriaMaldonado è convinto che nella mnemotecnica rinascimentale ci siano  poche intuizioni che hanno anticipato alcune tematiche oggi ricorrenti nel campo  degli   studi   scientifici   sulla   memoria.   Vanno   cercate   laddove   la   mnemotecnica  rinascimentale   è   stata   fattore   d’innovazione   nei   confronti   delle   tradizioni  mnemotecniche dell’Antichità e del Medioevo. La questione della retorica coincide  con   la   questione   della   mnemotecnica   sin   da   Aristotele.   Per   la   retorica  ciceroniana, la memoria ha un valore strumentale, per la retorica di ispirazione  ermetico­cabalistica la memoria appare come una sorta di crocevia di tensioni del  più svariato genere.  Lullo, tra la seconda metà del ‘200 e inizi ‘300, enuclea gli aspetti più salienti  del nuovo approccio. I più attivi interpreti del suo pensiero due secoli più tardi  furono Agrippa e Bruno. La nuova versione che essi danno della mnemotecnica è  sostanzialmente   dissimile   dall’altra   versione,   diffusa   nel   ‘500­‘600(ars  memorativa, Teatri della memoria, esempi più significativi). In quest’ultimo le  immagini  hanno un ruolo prevalente. Si scopre l’importanza di poter andare oltre  la raccolta di immagini, immaginate e poter volgere lo sguardo verso immagini di  oggetti   del   mondo   sensibile.   L’interesse   si   sposta   dalla   raffigurazione   alla  figurazione. Lullo, ruolo assegnato alla figurazione diagrammatica: centro della  sua proposta vi è un disegno, ossia affidare la gestione di tutte le cose umane a  una sorta di megamacchina produttrice di schemi e dispositivi grafici. Questo  congegno ha una preferenza per il mondo lassù, e una forte avversione per il mondo  quaggiù, un po’ come se l’astrazione dei mezzi utilizzati giustificasse in sé e  per sé non solo la fuga dal mondo, ma anche il disprezzo del mondo. L’originalità  di Lullo è consistita nell ‘aver saputo introdurre il movimento nei sistemi di  classificazione, tradizionalmente statici, e ciò mediante l’espediente tecnico, di  far   ruotare   cerchi   concentrici.   Problema   della   classificazioneLullo   sembra  persuaso che combinando principi e regole in funzione di determinate figure si  possa accedere alla verità, idea accolta poi da Leibniz. Lullo è stato da molti  ritenuto in passato il modello ispiratore di molteplici forme di enciclopedismo  sviluppatesi   dal   ‘300   in   poi.   Nel   modello   sviluppato   da   Lullo,   è   centrale  l’impianto combinatorio(logica combinatoria), per questo motivo molti studiosi lo  hanno considerato il precursore della logica moderna e delle scienze del computer. 

Secondo il matematico Gardner, è nell’uso delle figurazioni diagrammatiche che va  cercata la prova della modernità di Lullo. Questa convergenza tra diagrammi e  simboli è da considerare una di quelle intuizioni anticipatrici della mnemotecnica  e   uno   dei   punti   di   congiunzione   tra   memoria   a   occhio   nudo   e   memoria   in  laboratorio.  Peirceuno dei fondatori della logica matematica, Existential Graphs, ipotizza una  diagrammatizzazione totale di tutte le forme di ragionamento logico. Integrazione  funzionale tra simboli algebrici e simboli grafici deve essere intesa come un  rapporto paritetico di reciproca assistenza. Teoria sull’iconismoforte influenza  del suo coinvolgimento con i problemi relativi alle mappe geografiche. Existential  Graphs ritornano negli anni ’90 e diventano un punto di riferimento obbligatorio  per un folto gruppo di studiosi, diffondendosi così la convinzione che accanto al  ragionamento   algebrico­linguistico   sia   necessario   riconoscere   l’importanza   del  ragionamento   diagrammatico.   In   molte   discipline   il   ragionamento   diagrammatico  anticipa e talvolta guida il ragionamento formale. Rappresentazione diagrammatica  attuale,   motivisviluppo   della   logica   e   della   matematica,   avvento   del   pc,   e  mutamento dagli anni ’50 nella sfera di elaborazione d’immagini, resa possibile  dalle potenzialità del pc e dalle tecnologie elettroniche. Il tipo di ragionamento  ipotizzato da Lullo sia in sostanza simile a quello multi­modale, che sulle tracce  di Peirce, viene prospettato dagli studiosi oggi impegnati in una rivalutazione  del pensiero diagrammatico. La proposta di una logica integrata coinvolge il tema  della memoria. Nella lunga storia della riflessione filosofica sulla memoria l’uso  delle   metafore   è   ricorrente(biblioteca,   scrittura,   libro…)palinsesto   come  memoriaaccumulo   di   testi   stratificati   nel   tempo(met.mente).   Bacone,   metafora  della   lavagna,   Hume(nozioni   chiave   teoria   della   rappresentazione:   memoria,  immag,impress,   percez,   riflesso,   rassomigl,   idea;   le   idee   sono   copie   delle  impressioni e queste sono copie di enti che hanno un corrispondente nel reale).  Leopardi,   amnesia   infantile(due   tipi   di   memoria,   procedurale,   implicita,   e  dichiarativa, esplicita).  Questione mente­corpomente­memoria. Può esistere memoria senza mente(DNA), ma non  mente   senza   memoria.   Memorie   del   calcolatore(artificiali,   emulano   la   memoria  naturale). Questione della coscienza(c’è motivo di credere che non ci sia presa di  coscienza senza presa di memoria). Anche nella categorizzazione, la memoria svolge  un ruolo essenziale.  3. Memoria in laboratorio: definizioni,paradigmi, modelli James ipotizza l’esistenza di una memoria a breve termine e una a lungo termine,  la   vera   memoria.   È   stata   ipotizzata   anche   una   memoria   sensoria,   primaria,  secondaria e terziaria.  • Quattro memorie a lungo termine    Memoria   autobiografica,   episodica,   semantica   e   proceduralememoria   collettiva.  Memorie   collettive   a   lungo   termine(memoria   pubblica,(più   centrale)­   memoria  storica). Memoria   autobiografica:   richiama   eventi   e   fatti   che   abbiamo   vissuto  personalmente(memoria auto conoscitiva, auto noetica). Memoria episodica: rievoca specificatamente episodi o fatti che abbiamo vissuto  personalmente, ed eventi che ci sono soltanto noti; specifica. Memoria semantica: necessaria per l’uso del linguaggio. Memoria procedurale: tipi di processi mnemotici di natura inconscia, noti come  fenomeni di attenzione inconscia(automatismi delle attività motorie).  • Memoria a breve termine    Polemica   sulla   continuità/discontinuità   del   processo   mnestico.   Modello   di  baddeley, memoria di lavoro, nuovo modello interpretativo della MBT. 2 livelli di  memoria: di lavoro generale e di lavoro specifica(loop articolatorio, taccuino 

visuospaziale e sistema esecutorio centrale). Novità più forte, esistenza di un  sistema esecutorio centrale.  • Controverso “piccolo uomo”    Teoria di Baddeley, sistema esecutorio centraleteoria dell’homunculus, piccolo  folletto che controlla e gestisce la memoria. Questione si intreccia poi con la  questione dello schematismo(Kant, critica della ragion pura).  • La ricerca sperimentale    Nuovo modo di intendere l’impresa scientificalavori pioneristici di Ebbinghaus,  studio   della   memoria   su   basi   sperimentali.   Ruolo   del   comportamentismo   nello  sviluppo della psicologia sperimentale contemporanea.  • Comportamentismo e memoria    Il suo programma scientifico riguarda l’apprendimento e quindi anche la memoria.  Psicologia  sperimentale(Wundt  o   Galton,   opposta  al   comportamentismo)primi  ‘900  vengono proposti i primi test mentali, volti a misurare con dei “reattivi mentali”  il QI.  • Cognitivismo e test mentali   Misurazione dei processi mentali relativi a certi particolari ambiti di indagine  come memoria  e  apprendimento(test di  comprensione  verbale,  lettura di parole,  attenzione­distrazione…).  • Neisser e l’ecologia della memoria”    Mette in discussione l’idea che la memoria vada studiata in laboratorio e su casi  ad hoc presi in prestito dalla neurologia clinica(Wundt, Ebbinghaus). Il soggetto  della   ricerca   è   la   memoria   allo   stato   brado   della   vita   quotidianaapproccio  ecologico. Trasferisce la nozione di ambiente dal campo della percezione a quello  della memoria; lo studio della memoria è uno studio delle condizioni ambientali,  ecologiche, che sono alla base di ogni fenomeno mnestico.  • I fenomeni quotidiani della memoria    Occuparsi dell’altra faccia della memoria, il suo ruolo negli atti di parlare,  ascoltare, scrivere e leggere. Obiettivofar convivere l’indirizzo sperimentale  con quello ambientale.  Esito incertorelativa mancanza di unitarietà dei risultati raggiunti negli studi  sulla memoria e assoluta carenza di studi sugli effetti dell’uso del pc e del suo  indotto   sulla   sfera   mnestica,   ma   anche   in   quella   del   linguaggio,   percezione  audiovisiva   e   capacità   intellettive.   Si   potrebbe   inoltre   prendere   in  considerazione l’ipotesi che il meccanismo umano del ricordo e dell’oblio non sia  immutabile   e   che   tra   i   principali   fattori   di   cambiamento   sia   da   considerare  l’evoluzione delle tecniche di comunicazione.  4. Memoria e luoghi dell’abitare Parte rilevante della memoria personale strettamente legata al ricordo visivo dei  luoghi del proprio microambiente domestico. Tempo e spazio sono la materia prima  con cui si costruisce il mondo della memoria. L’interno facilita l’intimità e  l’intimità   deve   legittimare   un   interno   che   si   presenta   come   contraltare  dell’esterno.  • Esplorare l’esterno    Spazio interno come “rifugio” e spazio esterno come “nemico”, ma anche spazio  esterno come “libertà, autonomia”(Jane Eyre). • Il “buon abitare”    Il   culto   dell’intimità   e   la   cultura   dell’intimismo   sono   l’elemento   più  caratterizzante del modo attuale di intendere l’abitare. È il sogno borghese del  buon abitarefenomeno recente. Nascita dell’individualismo moderno tra il XV­XVI  secolo. Le due categorie, proiettato verso lo spazio esterno o verso l’interno, si  sono manifestate nella narrativa letteraria in due diversi cronotipi(Pantagruel,  soazio esterno, Montaigne, Essais, spazio interno). 

Un nuovo modi di viaggiare nel mondo    De Maistre istituisce un “Nuovo modo di viaggiare nel mondo”, in questo viaggio  non viene solo descritta una stanza, ma viene intessuta di continuo una trama di  rimandi   e   relazioni   fra   i   mobili   e   le   suppellettili   e   le   riflessioni   del  protagonista. Introduce inoltre il tema del trascorrere del tempo; presa d’atto  che attraverso il riconoscimento e il ricordo di spazi  e oggetti, si riaffermano  il senso  di appartenenza e la certezza che questo costituisce parte della propria  essenza di vita.  • Il secolo “interiore”   Nel corso del XIX secolo le cose mutano radicalmente: l’interno diventa quasi più  importante dei personaggi stessi. Storm è uno degli autori che ha saputo conferire  alle   sue   novelle   una   formidabile   coerenza   letteraria   al   motivo   del   ricordo  collegato, in numerose circostanze, al motivo dell’interno.  La memoria è anche legata alla permanenza delle cose, alla loro stabilità nel  tempo. Flaubert può essere considerato uno degli esponenti più emblematici del  primo modo di raccontare gli interni(Emma,corrispondenza tra vicende e interni,  che scandiscono i momenti fondamentali della storia della protagonista). In Un  cuore semplice, la solitaria e ossessiva attività di conservazione della signorina  Felicita può essere considerata archetipo letterario di una caratteristica del  mondo   contemporaneo(oggetti   e   arredi   sono   sempre   più   numerosi   e   invadenti,  cosparsi di remore su ogni superficie).  • Il poeta e il detective    Poe   propone   la   sua   ideale   immagine   di   interno,   è   un   modello   di   abitazione  impregnato di un forte senso di “atmosfera”, che vi regna sospesa come sulla scena  di un possibile delitto. Baudelaire invece propone una casa­sogno, tentativo di  annullare   la   tirannia   del   tempo,   una   stanza   spirituale.   Entrambi   tentano   di  correggere e regolare l’invadente e irritante sovrabbondanza dell’interno, la sua  inesorabile mancanza di gusto e di spiritualità: Poe utilizza la strategia del  detective, il secondo le armi della poesia.  • La rubrica delle cose    Balzac invece porta all’esasperazione la tendenza elencatoria(rubrica delle cose).  Con Proust invece si ha un modo diverso di narrare l’interno: gli oggetti che ne  fanno parte appaiono come realtà permeate della soggettività dei personaggi, ed  egli gioca con la presenza­assenza di questi. L’abitudine ha quindi una doppia  funzione: oggetti diventano banali, a causa dell’abitudine(presenti­assenti)ed è  sempre   grazie   all’abitudine,   con   la   reminescenza   che   vengono   reintegrati  nell’orizzonte del nostro interesse.  • Fuga dalle cose    Altri   autori   hanno   affrontato   il   tema   del   pieno   e   del   vuoto.   Critica  dell’eccesso(Poe e Thoreau, che vede il pieno come una “trappola”e si fa portatore  di semplicità e mancanza di superfluo arredamento; critica all’avidità e al senso  di possesso). Si ripropone quindi nella letteratura americana, uno sguardo verso  l’esterno, che porterà anche al tema del viaggio erratico(on the road, Kerouac).  Hawthorn   e   Thoreau   mostrano   inoltre   un   atteggiamento   critico   nei   confronti  dell’idea di comfort, coinvolge la creazione di valori di intimità e privacy(casa=  sacrario della memoria individuale e familiare proprio del mondo moderno). Verne,  ventimila   leghe   sotto   i   mari,   Nautilus­abitazione   vittoriana   trasportata   nei  fondali   dell’oceano(biblioteca­ricca,   stanza   del   capitano­austera).     Benjamin,  “labirinto delle merci” della società borghese.   • Horror vacui    Del mondo ridondante, la letteratura tra ‘800 e ‘900, ci rimanda visioni diverse:  da   un   lato   al   disordine   dell’interno   viene   ricercato   il   rafforzamento   e  l’irrigidimento delle norme e dei codici, che si riflette nella distribuzione  degli spazi e dell’arredamento, dall’altra vi è una decisa ripulsione del vuoto, 

con   la   conseguente   creazione   di   ambienti   artificiali,   saturi,   sensuali   e  decadenti(casa di D’Annunzio, Vittoriale, emblema dello stile della decadenza).  • Il vuoto e l’inconscio    La   letteratura   del   ‘900   fa   emergere   invece   tutto   il   profondo   valore   del  vuoto(Processo di Kafka, interno ostile, angoscioso). Senza l’appiglio delle cose,  gli spazi sono intermediari della reminescenza. Il vuoto viene elevato a nuovo  topos letterario. Nelle opere di V.Woolf gli spazi, le cose, gli abiti diventano  memoria dei protagonisti, forme e materia che conservano le tracce della presenza  umana. Ancora, in Svevo, Coscienza di Zeno, l’interno come spazio­tempo diventa  materia di psicanalisi. • Le cornici della vita    Sartre stabilisce una connessione tra memoria e identità nel loro rapporto con  l’abitazione, per cui l’unica libertà e la libertà dalle cose. Il richiamo al  “lusso da proprietari” allude a quella critica nei confronti del possesso di cose  e beni materiali che diventerà uno degli argomenti più impiegati nella critica al  regime di vita borghese. Per Perec, gli oggetti sono invece parti costitutive  delle cornici  di vita.  Non  sono come  in Balzac,  corredo scenografico ma  gli  oggetti sono essi stessi personaggi.  • Tracce, memoria e comfort    Secondo   Benjamin,   abitare   è   lasciare   tracce,   e   queste   sono   l’impronta   della  memoria.   Nel   mondo   occidentale,   l’accumulo   di   oggetti   visti   come   tracce  rappresenta uno dei principali mezzi di definizione del proprio spazio e della  propria identità. Il mondo moderno impone però che gli interni rispondano alle  nuove logiche dell’ordine e del comfort. L’ossessione del pulito, dell’igienico,  dell’ordinato  si  traduce  nella  costante  ricerca  di   “rimuovere  le  tracce”,  le  tracce del presente, la vita borghese accumula memoria del proprio passato, ma non  vuole lasciare traccia visibile di sé e del proprio presente. La casa diventa  primo   modello   di   corrispondenza   tra   ordine   domestico   e   ordine   morale(Gadda,  visione   grottesca   dell’igiene   come   ossessione   maniacale   e   della   pulizia   come  imperativo   categorico).   Nella   tradizione   orientale   invece,   specie   in   quella  giapponese,   viene   esaltata   la   solennità   e   l’essenzialità   nelle   stanze  dell’abitazione, come l’opacità e la densità nelle superfici, che hanno il compito  di esprimere la risonanza memoriale.  • Tecnologie del quotidiano e memoria    Nel processo di acquisizione dei valori di ordine e igiene all’interno del proprio  ambiente domestico, un impulso decisivo è venuto dalle tecnologie e dalla loro  progressiva presa di possesso dell’abitazione. A partire dall’epoca vittoriana,  hanno contribuito a rafforzare l’esperienza del modello di vita borghese(spazi e  oggetti al  centro). Esse  hanno avuto  inoltre un  ruolo imponente al punto  di  parlare   di   una   “rivoluzione   industriale   domestica”,   in   analogia   a   quanto   è  avvenuto nel sistema produttivo di fabbrica.  • Flâneur della rete?    Futuro delle nostre case “intelligente”ricordo, dati, supporti, tracce verranno  affidati a memorie elettroniche. La casa finirà di essere per no quel sacrario in  cui memoria e identità si sostengono reciprocamente. La memoria “topografica” è  una delle astuzie che guidano i nostri comportamenti nell’abitare, è sociale, ma  anche   fortemente   individuale;   vi   gioca   inoltre   un   ruolo   decisivo   la   memoria  familiare. Con le nuove tecnologie ci trasformeremo da flâneur dell’interno in  flâneur della rete.  5. computer, infanzia e sviluppo cognitivo scuola formale, scuola parallela    riflessioni sulle questioni riguardanti l’uso delle nuove tecnologie informatiche  nell’ambito della scuola. Scuola formale, scuola parallela(complesso insieme di  realtà di ogni genere che al di fuori della scuola formale, svolge un ruolo 

rilevante nei processi educativi in senso ampio. La scuola formale,che ha avuto  una posizione egemonica nel sistema educativo, ha di fatto cominciato a perdere  influenza di fronte alla maggiore invadenza e incisività della scuola parallela,  per arretratezza tecnica della stessa. L’unico modo di superare la crisi della  scuola formale potrebbe essere l’inserimento al suo interno di tutti gli elementi  di   attrattiva   tipici   della   scuola   parallela.   Già   nel   ‘600,   Comenio   aveva  intravisto   lo   stesso   problema   e   prospettato   una   simile   soluzione.   Interesse  dell’autore sugli effetti del pc sullo sviluppo cognitivo di bambini tra i 2­7  anni.  • la proposta di un’alfabetizzazione informatica    Nonostante le potenzialità delle nuove tecnologie siano enormi, c’è al momento un  abisso   tra   la   maturità   raggiunta   dai   mezzi   tecnologici   e   l’immaturità  dell’elaborazione   concettuale   sul   come   possono   essere   utilizzati   i   mezzi  informatici nel contesto della pratica educativa. Spesso i politici europei hanno  sostenuto che soltanto una alfabetizzazione informatica di massa consentirebbe ai  paesi della comunità di partecipare ai benefici della globalizzazione e della new  economy, assicurando ad ogni scolare l’uso quotidiano del pc. In realtà non è una  soluzione auspicabile in toto, poiché non è la tecnologia a cambiare la società,  ma è la stessa che tramite la tecnologia cambia. Gli USA sono stati uno dei primi  paesi   ad   introdurre   massicciamente   il   pc   nella   scuola.   Proposta   di   rendere  accessibile l’uso del pc ai bambini che frequentano il nido; forti perplessità,  gravi danni allo sviluppo intellettivo dei bambini.  • prima infanzia e sviluppo cognitivo    ?l’esperienza   che   si   ottiene   tramite   interazione   virtuale   con   il   pc   è  equiparabile, dal punto di vista dello sviluppo senso­motorio, a quella ottenuta  mediante una interazione reale, in cui il rapporto del bambino con gli oggetti  risulta da  un  coinvolgimento dei 5  sensi. Piaget  ha spiegato  il processo  di  appropriazione del reale in termini di attivo coinvolgimento senso motorio del  bambino con l’ambiente circostante; inoltre egli sostiene che il bambino nasce  incompetente, mentre recenti studi di scienze cognitive hanno mostrato che il  bambino appena nato è meno incompetente di quanto Piaget pensasse; ha delle pre­ competenze che diventano competenze se opportunamente stimolate, attivate.  • il bambino è competente?    Ipotesi   del   bambino   competente.   Fase   in   cui   il   tatto   svolge   il   ruolo   più  impegnativo. Ipotesi di rendere accessibile il pc a bambini molto piccoli può  avere effetti nocivi, perché l’interazione pc­bambino sostituirebbe l’interazione  ambiente­bambino/non totalmente dimostrata.  • Lo scudo protettivo    Il   principale   scudo   protettivo   dei   bambini   di   quell’età   è   l’irrequietezza,  l’incapacità di stare fermo in un luogo e fissare l’attenzione per molto tempo su  un oggetto. Ma non funziona in ogni occasione: ci sono prodotti multimediali,  cartoni   animati,   che   catturano   l’attenzione   dei   bambini.   L’attenzione   viene  disciplinata a scapito della spontanea tendenza alla dispersione. Dai 4 anni in  su,   si   assiste   ad   un   progressivo   appassimento   della   precedente   iperattività,  progressiva crescita della capacità di prestare attenzione. È nella caduta dello  scudo protettivo, fattore importante di mediazione tra le due realtà, la causa di  molti effetti sociali negativi dei media su bambini e adolescenti. • Il videogioco    Videogioco: violenti, alto coinvolgimento emotivo dell’utenteoggetto di critiche Altre proposte: perdita di capacità sui piani logico e strategico, può essere  compensata sul piano intuitivo e tattico, con l’acquisizione di maggiore prontezza  di reazione nell’affrontare problemi, e che questa capacità può essere trasferita  a non importa qualche campo di esperienza­idea di compensazione per trasferimento. • Il transfer   

Tesi della compensazione per trasferimento, primi ‘900, Thorndike(apprendimento  del greco, latino e calcolo poteva garantire eccellenti prestazioni anche in altre  discipline), poi smentita. Teoria del transferè possibile solo se esiste reale  affinità  tra  i   due   estremi  del   processo.  Qui   si   afferma  che   il  capitale  di  esperienze percettive accumulato dai bambini mediante la frequentazione del mondo  virtuale   dei   videogiochi  può   contribuire  a   una  migliore   conoscenza   del  mondo  reale, transfer dal virtuale al reale. Ipotesi confermabile dalla teoria della  percezione diretta di Gibson(non tiene conto del problema delle percezioni dirette  che   hanno   per   oggetto   percezioni   indirette,   immagini   iconiche   nate   dalla  mediazione   di   uno   strumento   tecnico.   Tuttavia,   una   cosa   è   riconoscere   che  l’esperienza percettiva acquisita tramite i videogiochi possa familiarizzare il  bambino con alcuni aspetti del mondo reale, altro è sostenere che porti ad una  migliore conoscenza del mondo reale.  6. Pensare la tecnica, oggi I filosofi della tecnica    Filosofia   contemporanea   della   tecnica(Zschimmer,  Dessauer,   risposte   ai   quesiti  sollevati dalla tecnica avrebbero dovuto essere cercate all’interno della tecnica  stessa). Dopo l’avvento delle nuove tecnologie, la tecnica emerge come una realtà  che incide prepotentemente su tutti gli aspetti della nostra vita.  • Tecnica mediata e tecnica immediata    Progressivo accrescersi  della  distanza  tra  la “tecnica mediata”, vissuta  come  discorso, e la “tecnica immediata”, vissuta come realtà nel contesto quotidiano  della produzione e dell’uso. È la tecnica mediata che ha perso ogni contatto con  la realtà della “tecnica immediata”. La storia della tecnica è stata innanzitutto  una   storia   della   tecnica   immediata,   che   documentava   le   tecniche   vincenti   e  ignorava quelle sconfitte, che trascurava le ragioni di fondo che hanno consentito  ad alcune di essere vincenti e condannato altre a essere sconfitte. Gille e i suoi  collaboratori hanno fornito un esempio di come sia possibile integrare in un  progetto unitario, le discipline che si occupano in modi diversi di storia e  tecnica.  • Simondon e l’oggetto tecnico    Simondon focalizza l’attenzione sui processi generativi e costitutivi dell’oggetto  tecnico, ciò che egli chiama “processi di individuazione”. L’oggetto tecnico è un  punto di partenza di ogni ragionamento sulla tecnica. La sua è una convinzione che  è precisamente nell’oggetto tecnico che la cultura diviene tecnica e la tecnica  cultura, un nuovo modo di intendere la cultura.  • la metafora biologica    Nell’indagine sulla dinamica evolutiva degli oggetti tecnici, Simondon si serve  ricorrentemente   di   nozioni   provenienti   dalla   biologia;   processi   di   genesi   ed  evoluzione   degli   oggetti   tecnici   sono   equiparabili   ai   processi   di   genesi   ed  evoluzione degli esseri viventi, ossia la “logica della tecnica” è simile alla  “logica   della   vita”.   Ipotesi   non   confermabile:   meno   somiglianze   delle  dissomiglianze.   Nell’ottica   dell’evoluzione,   il   “tempo   della   vita”   è  sostanzialmente diverso dal “tempo della tecnica”.  • contro una visione autocratica della tecnica     Simondon denuncia i rischi di una distorsione nel modo di intendere gli individui  tecnici e allude ai rischi insiti in ciò che chiama una “filosofia autocratica  delle tecniche”. Legame tra tecnologia ed economia: Schumpeter, distinzione tra  innovazione e invenzione.  • l’approccio sociologico    Latour, uno dei più noti esponenti della sociologia della scienza e della tecnica  ha dimostrato che è possibile esaminare “da vicino” la pratica quotidiana di  scienziati e ingegneri; ciò che si fa nei laboratori non è qualcosa che avviene  fuori dalla società, ma “attraverso la società”. 

simmetria, rete,traduzione    Nei suoi scritti, le nozioni più ricorrenti provengono da un sociologo della  conoscenza, idea di simmetria, e dall’altro, dal filosofo della scienza, idea di  traduzione,   simmetrizzazione   e   di   rete.   La   caratteristica   più   saliente   della  modernità è rappresentata dalla tendenza a sbarazzarsi di quelle dicotomie che  hanno da sempre ossessionato il pensiero filosofico occidentale(natura­società,  natura­cultura,   natura­storia…),   processo   di   simmetrizzazione   di   tutte   le  simmetrie. Reti come “collettivi ibridi”, che si generano per traduzione, per  congiunzione   di   due   entità   originariamente   contrapposte,   e   per   iscrizione,  assunzione   di   una   nuova   modalità   espressiva   mancante   nelle   due   categorie   di  provenienza. Per traduzione si intende un processo tramite il quale il senso di un  determinato costrutto viene riproposto da un costrutto artistico­figurativo. La  rete verrebbe quindi a sostituire l’idea di sistema, ma in realtà non si può  dissociare.  7. Gli occhiali presi sul serio Ipotesi di determinismo tecnologico: credenza che la tecnica sia la causa di tutti  i mutamenti che avvengono nella società, la tecnica che non si colloca all’esterno  della società, ma è al suo interno ed è fortemente condizionata dalle dinamiche  sociali, economiche e culturali. ?sapere se si deve assegnare alla tecnica un  ruolo causale nei riguardi dei cambiamenti che si verificano nella società, ossia  la società causa, e la tecnica solo agente dei cambiamenti. Erroretecnica spinge  e   società   tira,   non   linearità   causa­effetto.   Occhiali   da   vistafacilitare  l’accesso sensorio­percettivo alla realtà.  8. Sulla scrittura stereotipica e antistereotipica Letteratura   come   fattore   di   de­stereotipizzazione   linguistica.   Analisi   della  letteratura trasgressiva, ossia che privilegia un uso creativo e innovativo del  linguaggio.   Diffusione   del   gergo   cyberparlata   e   scrittura   dominante   nella  pubblicistica   relativa   alle   tecnologie   dell’informazione   e   della  telecomunicazione, in quella divulgativa e in quella promozionale. Minaccia ad una  generalizzata   stereo   tipizzazione   del   linguaggio.   Alcuni   autori   ravvisano   nel  gergo   cyber   gli   elementi   di   una   nuova   forma   di   letteratura   sperimentale,   di  letteratura trasgressiva. Indeterminatezza del linguaggio.  

non sono stati rilasciati commenti
Questa è solo un'anteprima
1 pagina mostrata su 12 totali
Scarica il documento