Microeconomia - Schemi - Mankiw, Schemi riassuntivi di Microeconomia. Università degli Studi di Pavia
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Microeconomia - Schemi - Mankiw, Schemi riassuntivi di Microeconomia. Università degli Studi di Pavia

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schemi del libro Principi di economia MIcroeconomia di Mankiw
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lucidi Scienze Politiche 2011 2012

MICROECONOMIA

2

CAPITOLO 2 – PENSARE DA ECONOMISTI

• Metodo scientifico: formulazione e verifica di teorie sul funzionamento del

mondo; astrazione; semplificazione; ipotesi; condizione "ceteris paribus"

• Differenze tra scienze sociali e scienze esatte • Modelli economici (grafici, equazioni):

1° modello: flusso circolare del reddito (figura 2.1)

3

2° modello: la curva delle possibilità di produzione

4

• Analisi positiva e analisi normativa • Disaccordo tra economisti e differenze: i) nell’interpretazione scientifica,

ii) nei valori

• Microeconomia e macroeconomia

PIANO DEL CORSO

 Appendice matematica (cap. 2 + note docente)

 Come funzionano i mercati e come si formano i prezzi (cap. 4)

 Come reagiscono produttori e consumatori

alle variazioni di prezzo (cap.5)

 Le scelte del consumatore tra preferenze e vincoli

e gli effetti sul benessere (cap. 7 e 21)

 Le decisioni di produzione delle imprese tra vincoli

finanziari e produttivi (cap. 13 + note docente)

 Imprese e mercati dei beni

o Concorrenza perfetta (cap. 14)

o Monopolio (cap. 15)

o Oligopolio (cap. 16)

 Concorrenza monopolistica (cap. 17)

 I mercati dei fattori di produzione (cap. 18)

5

CAPITOLO 4 - DOMANDA E OFFERTA • Mercati e meccanismo di formazione dei prezzi

1. Concorrenza perfetta: moltissime imprese di piccola dimensione, beni

omogenei (cap. 14)

2. Monopolio: una sola impresa, bene esclusivo (cap. 15)

3. Oligopolio: numero molto limitato di imprese, beni omogenei (es. petrolio)

o eterogenei ma comunque simili (es. automobili) (cap. 16)

4. Concorrenza monopolistica: numero elevato di imprese, beni eterogenei ma

buoni sostituti (cap. 17)

o In CP ⇒ p fissato dal mkt, D=O (imprese price taker)

o altri mkt ⇒ p fissato dalle imprese (impresa price maker)

6

LA CURVA DI DOMANDA

• Determinanti della domanda qx = f (px, R, py, g, ….) 1. Prezzo: legge della domanda MOVIMENTI (p e q negativamente correlati) LUNGO

LA CURVA

2. Reddito (bene normale e bene inferiore)

3. Prezzo di altri beni (beni sostituti, beni complementari) SPOSTAMENTI

4. Preferenze DELLA

5. Aspettative CURVA

6. Numero compratori

7

Dai dati su p e q alla funzione di domanda individuale e di mercato

8

o Differenza tra : Movimenti lungo la curva di domanda

Spostamenti della curva di domanda

9

LA CURVA DI OFFERTA *Determinanti dell’offerta qx = f (px, c, t, ….) • Prezzo: legge dell’offerta MOVIMENTI (p e q positivamente correlati) LUNGO LA CURVA • Costo dei fattori produttivi • Tecnologia SPOSTAMENTI

• Aspettative DELLA

• Fattori ed eventi casuali CURVA

• Numero venditori o Dai dati su p e q alla funzione di offerta della singola impresa e del mercato

10

o Differenza tra : Movimenti lungo la curva di offerta

Spostamenti della curva di offerta

L’EQUILIBRIO

D = O ⇒ p e q di equilibrio (p*, q*) (intersezione tra D e O)

11

o Eccesso di offerta: O > D ; p ↓ fino a che O = D

o Eccesso di domanda: D > O; p ↑ fino a che D = O

ALCUNI ESERCIZI DI STATICA COMPARATA o Statica comparata = confronto fra due situazioni di equilibrio

Tre fasi/questioni:

1. Si sposta D, si sposta O oppure si spostano entrambe? 2. In quale direzione si spostano? 3. Che effetto generano questi spostamenti su p* e q*?

(NB attenzione ! distinguere tra movimenti lungo la curva e spostamenti della curva)

12

1° esempio: spostamento (verso dx) della domanda (fig. 4.10) ⇒ p* ↑ ; q* ↑ 2° esempio: spostamento (verso sin) dell’offerta (fig. 4.11)

⇒ p* ↑ ; q* ↓ 3° esempio: spostamento simultaneo di D e O (fig. 4.12) in particolare, aumenta D e si riduce O

⇒ p* ↑ certamente ma l’effetto su q* è incerto (↑ o ↓)

poiché dipende dalla misura in cui reagisce O

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CAPITOLO 5 - L'ELASTICITA' E LE SUE APPLICAZIONI

ELASTICITA' DELLA DOMANDA AL PREZZO Misura come varia la quantità domandata al variare del prezzo in un dato punto o intervallo della curva di domanda

• domanda ad elasticità unitaria (eDp =1): q varia nella stessa misura della

variazione di p (es. p ↑ 10%; q ↓ 10%)

• domanda elastica (eDp > 1): reazione più che proporzionale (es. p ↑ 10%; q ↓ 15%)

• domanda anelastica o rigida (eDp< 1): reazione meno che proporzionale (es. p ↑ 10%; q ↓ 5%)

• domanda perfettamente rigida (eDp = 0): q non varia qualunque cosa accada a p

(es. p ↑ 10%; q =)

NB Poiché p e q sono negativamente correlati, Δ% q avrà sempre segno opposto rispetto a Δ% p: quindi eDp ha, di norma, segno negativo (ometto il segno e guardo il valore assoluto). Determinanti dell'elasticità della domanda al prezzo a) tipo di bene e preferenze del consumatore (maggior per beni di lusso, minore

per beni di prima necessità) b) disponibilità di beni sostituti (maggiore in presenza di sostituti) c) definizione/confini di mercato (maggiore per beni specifici: es. auto a benzina,

auto, trasporti) d) orizzonte temporale (maggiore nel lp)

Elasticità della domanda al prezzo = eDp = Δ% qD /Δ% p

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Problema: il valore dell'elasticità dipende dal punto in cui la calcolo lungo la curva e quindi varia da punto a punto (differenza tra elasticità e inclinazione) Soluzione: nel caso di domanda lineare calcolo l'elasticità con il punto medio (nel caso di curve, ricorro al calcolo delle derivate). Vedi appendice Esempio di calcolo con il Metodo del punto medio: prezzo Quantità 8 40 10 32 12 24

a) se calcolo eDp quando p aumenta da 8 a 10 :

eDp = [(40-32)/40]/[(8-10)/8]= - 0.8

b) ma se calcolo eDp quando p diminuisce da 10 a 8 :

eDp = [(32-40)/32]/[(10-8)/10]= - 1.25

c) calcolo dell’elasticità con il metodo del punto medio:

eDp = [(40-32)/36]/[(8-10)/9]= - 1

eDp = [(32-40)/36]/[(10-8)/9]= - 1 Alcuni tipi di curve di domanda (vedi fig. 5.1) • eDp = 0 ⇒ domanda perfettamente rigida o anelastica

(es. p ↑ 10%; Δ% q = 0) • eDp < 1 ⇒ domanda rigida o anelastica

(es. p ↑ 10%; q ↓ 5%; eDp=0,5) • eDp = 1 ⇒ elasticità unitaria

(es. p ↑ 10%; q ↓ 10%; eDp = 1) • eDp > 1 ⇒ domanda elastica

(es. p ↑ 10%; q ↓ 20%; eDp = 2) • eDp = ∞ ⇒ domanda perfettamente elastica

(es. p ↑ 10%; Δ% q infinita)

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UN CASO PARTICOLARE:

L’ELASTICITA’ INCROCIATA DELLA DOMANDA - eX,Y Misura la reattività della quantità domandata del bene x al variare del prezzo del bene y (dati il reddito e il prezzo del bene x) eX,Y =

Py * eX,Y = 0 beni indipendenti p’ beni complem. (Py ↑; Qx non varia) p * eX,Y > 0 beni succedanei (Py ↑; Qx ↑) p’ beni succed. p * eX,Y < 0 beni complementari (Py ↑; Qx ↓) 0 q q’ Qx

NB: il segno dell’elasticità incrociata è: • positivo nel caso di beni succedanei • negativo nel caso di beni complementari

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LA RELAZIONE FRA RICAVO TOTALE ED ELASTICITÀ DELLA DOMANDA AL PREZZO

RT = P x Q Come varia RT lungo la curva di domanda? Dipende da eDp

• Quando eDp è < 1 (domanda rigida o anelastica): se p ⇑ anche RT ⇑ mentre se p ⇓ anche RT ⇓

• Quando eDp è > 1 (domanda elastica):

se p ⇑ RT ⇓ mentre se p ⇓ RT ⇑ • Quando eDp è = 1 (domanda ad elasticità unitaria):

RT non cambia qualsiasi sia la variazione di p

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ELASTICITA’ E RT NEL CASO DI DOMANDA LINEARE

L’elasticità non è costante lungo la curva di domanda (mentre lo è la pendenza). NB: la pendenza è il rapporto tra variazioni assolute delle due variabili mentre l’elasticità è il rapporto tra le loro variazioni percentuali: vedi appendice

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ELASTICITA’ DELLA DOMANDA AL REDDITO = misura come varia la quantità domandata al variare del reddito NB. Il segno può essere negativo o positivo • Beni normali: quando R ↑ anche q ↑ (viceversa nel caso in cui R ↓) elasticità

positiva (eDr > 0) • Beni inferiori: comportamento opposto: quando R↑ q ↓ (e viceversa)

elasticità negativa (eDr < 0)

• Beni necessari: hanno elasticità positiva ma con valore basso (es: eDr =0.5)

• Beni di lusso: hanno elasticità positiva ma con valore elevato (es: eDr =2)

ELASTICITA’ DELL'OFFERTA RISPETTO AL PREZZO = misura come varia la quantità offerta dalle imprese al variare del prezzo NB. : il segno è sempre positivo (se p ⇑ anche q ⇑ e viceversa) ma, a seconda del valore del coefficiente si avrà: o Offerta anelastica: Δq meno che proporzionale rispetto a Δp (eop < 1) o Offerta elastica: Δq più che proporzionale rispetto a Δp (eop > 1)

o Offerta ad elasticità unitaria: Δq = Δp (eop = 1)

o Offerta perfettamente rigida: Δq = zero qualunque sia Δp (eop = 0)

Elasticità della domanda al reddito = eDr= Δ% qD /Δ% R

Elasticità dell'offerta rispetto al prezzo = eOp =Δ% qO/Δ% po

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Determinanti: - tipo di bene e la sua disponibilità - orizzonte temporale di riferimento (offerta più elastica nel lp) • L'elasticità non è costante lungo la curva d'offerta

Lo studio di tre casi:

a) l'innovazione in agricoltura (fig. 5.8) b) l'OPEC e il prezzo del petrolio (fig. 5.9) c) la droga: attività repressiva o campagne educative (fig. 5.10)

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Riepilogo TIPO DI ELASTICITÀ SEGNO VALORI

CARATTERISTICHE DELLA DOMANDA/OFFERTA

eDp negativo (in genere omesso)

0 < 1 = 1 > 1 ∞

perfettamente rigida (bene essenziale e insostituibile) anelastica o rigida (bene di prima necessità) unitaria elastica perfettamente elastica

eDx,y negativo o positivo

< 0 > 0 0

Beni complementari Beni succedanei Beni indipendenti

eDr negativo o positivo

< 0 > 0 (piccoli) > 0 (elevati)

bene inferiore bene necessario bene di lusso

eOp positivo 0 < 1 =1 >1 ∞

perfettamente rigida (offerta fissa) anelastica o rigida unitaria elastica perfettamente elastica

21

CAPITOLO 7 - CONSUMATORI, PRODUTTORI ED EFFICIENZA DEI MERCATI

LA RENDITA (O SURPLUS) DEL CONSUMATORE o Disponibilità a pagare = massimo ammontare di denaro che il consumatore

è disposto a pagare per avere un bene o Rendita del consumatore = disponibilità a pagare - prezzo effettivamente

pagato o Graficamente: area compresa tra la curva di domanda del mercato e il

prezzo di equilibrio: un prezzo più basso fa aumentare la rendita del consumatore; viceversa nel caso di aumento

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LA RENDITA (O SURPLUS) DEL PRODUTTORE o Costo (opportunità) = ciò a cui rinuncia l'impresa per poter produrre un

determinato bene. Misura la disponibilità a vendere (p ≥ c) o Rendita del produttore = prezzo riscosso - costo (disponibilità a vendere)

o Graficamente è pari all'area compresa tra la curva di offerta del mercato e il

prezzo di equilibrio: un prezzo più alto fa aumentare la rendita del produttore

EFFICIENZA DEL MERCATO

Benessere economico della società = rendita totale Poiché: 1. Rendita del consumatore = valore per il consumatore - prezzo pagato dal

consumatore

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2. Rendita del produttore = prezzo riscosso dal produttore - costo sostenuto dal produttore (disponibilità a vendere)

e poiché in equilibrio il prezzo pagato dal consumatore è uguale a quello riscosso dal produttore Rendita totale = rendita del consumatore + rendita del produttore = area compresa tra le curve di domanda e di offerta fino al prezzo di equilibrio

Efficienza = condizione tale per cui la rendita totale di cui godono i membri della società (consumatori e imprese) è massima Efficienza e quantità di equilibrio in condizioni di libero mercato (CP) 1. l'offerta di un dato bene va a quei consumatori che gli attribuiscono un valore

più elevato in termini di disponibilità a pagare 2. la domanda di un dato bene va a quei produttori che lo producono al costo più

basso 3. viene scambiata una q di beni che massimizza la rendita del consumatore, la

rendita del produttore e quindi la rendita totale

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CAPITOLO 21 – LA TEORIA DELLE

SCELTE DEL CONSUMATORE

1) Il ruolo delle preferenze: le curve di indifferenza 2) I limiti alla scelta: il reddito e il vincolo di bilancio 3) La scelta ottima o punto di equilibrio 4) Cosa accade quando:

a) Cambia il reddito del consumatore b) Cambia il prezzo dei beni

PREFERENZE E CURVE DI INDIFFERENZA

• Spazio del consumo: tutte le possibili scelte di combinazioni di beni y e x

(panieri di consumo) • Curve di indifferenza: combinazioni di beni/panieri che arrecano al

consumatore lo stesso livello di benessere/soddisfazione y

●A ●D ●B I2

● C I1 x NB: utilizzo il sistema delle curve di I per classificare i panieri di beni (A=B=C) < D Saggio (tasso) marginale di sostituzione (SMS) = Δy/Δx = in che misura il consumatore è disposto a scambiare un bene con un altro (a quante unità di y rinuncio per avere un'unità in più di x )

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Quattro proprietà delle curve di indifferenza: 1. Le curve di indifferenza più alte garantiscono un maggior livello di

soddisfazione (utilità)

2. Le curve di indifferenza hanno pendenza negativa (SMS è negativo)

3. Le curve di indifferenza non si possono intersecare (transitività delle preferenze)

4. Le curve di indifferenza sono in genere concave rispetto agli assi (SMS non è costante lungo la curva ma è decrescente: tanto maggiore è la q disponibile di un bene tanto più sono disposto a cederlo in cambio dell'altro)

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