Midollo spinale: struttura e organizzazione interna, Esami di Neuroanatomia. Università degli Studi di Roma La Sapienza
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Midollo spinale: struttura e organizzazione interna, Esami di Neuroanatomia. Università degli Studi di Roma La Sapienza

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descrizione dettagliata dei seguenti: -superficie esterna -sostanza bianca -sostanza grigia -fasci di proiezione -riflessi spinali -organizzazione metamerica
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MIDOLLO SPINALE

Midollo spinale: porzione inferiore del nevrasse, contenuto nel canale vertebrale.

Superiormente si continua con il midollo allungato Inferiormente si restringe nel cono midollare

Lunghezza: circa45 cm nel M e 42 cm nella FColore: biancastro Consistenza: flessibile ed elastico Forma: cilindrica lievemente appiattita in senso anteroposteriore Rivestimento: meningi spinali

Il midollo non è rettilineo segue le curve della colonna vertebrale.

Il calibro è variabile , presenta infatti nel suo decorso 2 RIGONFIAMENTI:

-cervicale, dalla base cranica a T1 -lombare, da T11 alla metà superiore di L1, per terminare nel cono midollare

La superficie del midollo è percorsa da solchi longitudinali

-Il solco mediano anteriore è meglio indicato come fessura mediana anteriore perchè

molto profondo e si porta dal midollo allungato fino al primo tratto del cono midollare. La fessura è occupata da un setto della pia madre. -Il solco mediano posteriore è superficiale e situato sulla faccia posteriore, anch’esso va dal midollo allungato all’origine del cono.

Questi due solchi anteriore e posteriore vanno a costituire i 2 antimeri , destro e sinistro del midollo uniti dalla commessura.

-solco laterale anteriore si trova a 2-3 mm dalla fessura mediana anteriore e nel discendere lungo il midollo si avvicina a quest’ultima -solco laterale posteriore, stretto e poco profondo decorre a 4-5 mm dal solco mediano posteriore per raggiungere l’apice del cono midollare

I solchi intermedi si trovano fra quelli laterali e quelli mediani: -solco intermedio anteriore, incostante va dal midollo allungato fino al di sotto del tratto cervicale del midollo -solco intermedio posteriore, stretto e poco profondo va dal midollo allungato fino alla metà del tratto toracico.

Questi solchi vanno a delimitare dei funicoli o cordoni Cordone anteriore: tra la fessura mediana e il solco laterale anteriore.

Cordone laterale: compreso tra il solco laterale anteriore e il solco laterale posteriore. Occupa la superficie laterale del midollo

Cordone posteriore: compreso tra il solco laterale posteriore e il solco mediano posteriore. Corrisponde alla faccia posteriore del midollo spinale

Inizialmente il midollo spinale occupa tutta l’estensione longitudinale del canale vertebrale , poi in seguito ad accrescimento maggiore del rachide toracico e lombare rispetto al tratto corrispondente di midollo spinale si avrà il fenomeno dell’ascensione del midollo. A livello della colonna torace lodare le radici dei nervi spinali avranno progressivamente decorso più lungo per raggiungere il corrispettivo forame intervertebrale. Le ultime radici andranno a formare un fascio chiamato cauda equina, contenuta nel tratto lombosacrale della colonna

vertebrale. L’estremità distale del midollo connessa al coccige durante l’ascensione vieni stirata a formare il filo terminale. Al momento della nascita l’ascensione del midollo è quasi completa e il midollo terminerà con il cono midollare in corrispondenza di L2-L3.

Nell’adulto il midollo spinale non riempe completamente il canale vertebrale. Superiormente il limite con il midollo allungato è dato da un piano passante per l’emergenza del XII nervo cranico e da quella del I nervo cervicale ( approssimativamente base del cranio). inferiormente termina in corrispondenza del cono midollare (L1-L2) che continua in basso con il filo terminale. Il limite inferiore è variabile leggermente nei due sessi e varia anche tra le razze di colore.

Il filo terminale si inserisce a livello della faccia posteriore del coccige , accompagnato lateralmente da un grosso fascio di fibre che formano la cauda equina. Ha lunghezza di circa 24 cm ed è situato all’interno della dura madre fino a livello di S2 ( primo tratto detto, filamento terminale interno) , poi prosegue verso il basso racchiuso nella guaina terminale (formata dalle 3 meningi fuse insieme) per fissarsi sulla faccia dorsale del coccige ( secondo tratto detto filamento terminale esterno o leg. coccigeo).

Il midollo spinale presenta 33 paia di nervi spinali. Da ciascun antimero, il nervo si forma da 2 radici che si uniscono a livello del forame intervertebrale: -una radice anteriore motoria , che origina dal solco laterale anteriore

-una radice posteriore sensitiva, che origina dal solco laterale posteriore. Lungo il decorso della radice posteriore è presente il ganglio spinale

Il rapporto tra nervi spinali e vertebre permette di suddividere il midollo spinale in diversi tratti:

Tratto cervicale: corrisponde all’emergenza dei nervi cervicali. Va dal limite superiore del midollo fino a tutto il rigonfiamento cervicale.

Tratto toracico: dà origine ai nervi toracici e va dal rigonfiamento cervicale fino al rigonfiamento lombare .

Tratto lombosacrale: dà origine ai nervi lombari e sacrali ed è rappresentato dal rigonfiamento lombare.

Tratto coccigeo: dà origine ai nervi coccigei ed è rappresentato dal cono midollare.

Ogni tratto è formato da strutture metameriche, che sono chiamati segmenti midollari o neuromeri. Ogni neuromero è formato dall’emergenza di una coppia di radici motorie e una coppia di radici sensitive nonché dei gangli annessi.

Abbiamo 8 neuromeri cervicali, 12 toracici, 5 lombari, 5 sacrali, 3-4 nel tratto coccigeo. Questi neuromeri si trovano in una posizione più alta rispetto alle vertebre di corrispondente numerazione ( soprattutto nel tratto inferiore del midollo, questo sempre per via dell’ascensione del midollo).

Il midollo osservato in sezioni trasversali del rachide è separato dal canale vertebrale da uno spazio di 3-6 mm ( più ampio nel tratto cervicale) che è occupato dalle meningi spinali: pia madre, aracnoide e dura madre.

Il midollo è mantenuto in posizione principalmente grazie al midollo allungato, alle radici nervose cervicali superiori e da prolungamenti fibrosi, i cosiddetti legamenti denticolati (pia madre). Mediante questi dispositivi il midollo è immerso nel liquido cefalorachidiano e si trova nelle condizioni ideali per seguire i movimenti della colonna senza subire compressioni o spostamenti dannosi.

All’osservazione macroscopica e microscopica del midollo in sezione si può osservare la sostanza bianca (rivestita in superficie dalla pia madre) disposta perifericamente rispetto alla sostanza grigia.

La sostanza grigia è formata da 2 lamine, destra e sinistra, speculari e simmetriche unite da un ponte trasversale di commessura grigia attraversata dal canale

centrale. Ciascuna lamina è formata da un corno anteriore e un cornoposteriore , uniti da una massa intermedia.

La sostanza bianca La sostanza bianca di ciascun antimero è divisa nei funicoli o cordoni anteriore, laterale e posteriore.

Fra la zona spongiosa e la superficie del midollo è presenta una piccola area di sostanza bianca che prende il nome di zona marginale, in rapporto con un sottile strato gelatinoso insieme al quale forma la zona di LIssauer.

A livello del limite posterolaterale del cordone posteriore è presente la zona

radicolare che si forma dalle radicole della radice posteriore che si raccolgono in un fascio che penetra nella parte mediale e all’apice del corno posteriore.

La sostanza bianca riveste in ogni parte la sostanza grigia, tranne lungo la linea mediana posteriore. Abbiamo la commessura bianca che riveste la commessura grigia. I funicoli o cordoni della sostanza banca sono formati da fibre mieliniche organizzate in fasci. Le fibre radicolari rappresentano tratti intramidollari delle radici dei nervi spinali e sono distinte in: -posteriori di grosso calibro che formano la zona radicolare e si dividono in un ramo ascendente che decorre nel fascicolo gracile e cuneato e un ramo

discendente che decorre nel fascicolo ovale di Flechsig o in quello a virgola di Shultze. - posteriori di piccolo calibro, si portano nel fascicolo dorsolaterale di Lissauer o

in quello longitudinale del cormo posteriore nella zona spongiosa.

In relazione alla direzione dell’impulso nervoso, i fasci di fibre che decorrono nei cordoni midollari vengono classificati in -fasci di proiezione ascendentiche originano dalle corna posteriori per terminare a livello encefalico con funzioni sensitive; -fasci di proiezione discendenti, che dall’encefalo si portano ai corni anteriori del midollo con funzioni motorie; -fasci di associazione, che comprendono sia fasci ascendentiche fasci discendenti provenienti da cellule dei funicoli che realizzano connessioni tra neuromeri midollari (funzione associativa).

FASCI DI PROIEZIONI ASCENDENTI

Terminano a livello encefalico e costituiscono le vie della sensibilità generale. Vengono suddivisi in 3 sistemi: 1) Sistema antero- laterale: formato dal lemnisco spinale e dai tratti spinolivari, spinoreticolari e spinovestibolari.

Il lemnisco spinale è formato a sua volta da tre fasci:

- trattospinotalamico anteriore, origina dal nucleo della testa del corno posteriore e le fibre si incrociano nella zona mediana del midollo; si trova nella parte laterale del cordone anteriore e trasporta impulsi della sensibilità tattile protopatica del tronco e degli arti.

- tratto spinotalamico laterale è un fascio crociato in stretto rapporto con quello anteriore che origina dal nucleo della testa del corno posteriore: è situato nella

parte intermedia del cordone laterale e trasporta impulsi della sensibilità termica e dolorifica del tronco e degli arti.

Il decorso dei due tratti spinotalamici li osserviamo nell’immagine qui sopra.

- fascio spinotettale: origina dal nucleo della testa del corno posteriore e ascende il midollo nel cordone laterale, trasporta impulsi della sensibilità esterocettiva protopatica.

Tratto spinolivare: è un fascio crociato che origina dal corno posteriore e decorre nel cordone laterale, trasporta impulsi della sensibilità propriocettiva incosciente del tronco e degli arti.

Tratto spinoreticolare: comprende fibre crociate che raggiungono la formazione reticolare decorrendo nel cordone laterale assieme al tratto spinotalamico. Trasmette impulsi sensitivi dalla cute e dagli organi interni.

2) Sistema spinocerebellare

- tratto spinocerebellare dorsale (o di Flechsig): è un fascio diretto che origina nel corno posteriore a livello della colonna di Clarke e decorre nella parte posteriore del cordone laterale del midollo spinale. Trasporta impulsi della sensibilità propriocettiva incosciente al cervelletto.

- Tratto spinocerebellare ventrale (o di Gowers): è un fascio crociato che origina nel nucleo intermedio mediale del corno posteriore e decorre nella parte anteriore del cordone laterale del midollo spinale. Trasporta impulsi della sensibiltà propriocettiva incosciente soprattutto degli astila cervelletto.

3) Sistema del cordone posteriore -fascicolo gracile (o di Goll) costituisce la maggior parte del cordone posteriore nella metà distale del midollo spinale, dal basso verso l’alto aumenta di spessore e prosegue in alto fino al nucleo omonimo nel tronco encefalico. Trasporta impulsi della sensibilità tattile epicritica e sensibilità propriocettiva cosciente del tronco e degli arti inferiori. - fascicolo cuneato (o di Burdach) occupa gran parte del cordone posteriore

della metà superiore del midollo spinale, decorre lateralmente al fascicolo gracile per terminare nel tronco encefalico.

Trasporta impulsi della sensibilità tattile epicritica e sensibilità propriocettiva cosciente del tronco e degli arti superiori.

FASCI DI PROIEZIONE DISCENDENTI

I fasci di proiezione discendenti che decorrono nel cordone anterolaterale sono i tratti piramidali crociato e diretto.

Il tratto piramidale crociato o corticospinale laterale è situato nella parte intermedia del cordone laterale e contiene la maggior parte di fibre piramidali che decussano a livello delle piramidi bulbari.

Origina dalla circonvoluzione precentrale e lungo il suo decorso nel midollo spinale cede progressivamente fibre che terminano nel corno anteriore omolaterale a livello dei motoneuroni. Trasporta impulsi per la motilità volontaria.

Tratto piramidale diretto o ventrale o corticospinale anteriore è situato nella parte mediale del cordone anteriore. È un

fascio che origina dalla circonvoluzione precentrale e che termina a livello dei motoneuroni del corno anteriore trasportando impulsi per la motilità volontaria.

Gli altri fasci discendenti che non sono compresi in quelli corticospinali vengono definiti maniera generica ed obsoleta FASCI EXTRAPIRAMIDALI: questi sono coinvolti nella funzione dei movimenti automatici ovvero nelle attività motorie routinarie e nel controllo delle vie visceromotorie. Questi fasci possono originare da diverse formazioni: tronco encefalico, formazione reticolare e diencefalo.

• Fascicolo longitudinale mediale è situato nel cordone anteriore e le fibre originano dal nucleo interstiziale del mesencefalo. Viene considerato come un fascio di associazione perché riceve fibre internucleari che collegano i nuclei dei nervi cranici del tronco encefalico con quelli del midollo spinale.

• Tratto tetto spinale anteriore origina dai tubercoli quadrigemini superiori del mesencefalo e decorre nel cordone anteriore del midollo per terminare a livello dei motoneuroni del corni anteriori.

• Tratto tettospinale laterale origina dalla lamina quadrigemina e dal segmento del mesencefalo , decorre nel cordone laterale per giungere a livello dei neuroni visceroeffettori dei neuromeri C8-T1 con funzioni di dilatazione pupillare e, a livello dei motoneuroni delle corna anteriori per movimenti di rotazione della testa.

• Tratto vestibolospinale anteriore origina dai nuclei vestibolari bulbo-pontini, decorre nel cordone anteriore per terminare a livello dei motoneuroni dei corni anteriori del midollo cervicale. Conduce impulsi per il controllo dell’equilibrio e per il movimento di testa e collo.

• Tratto vestibolospinale laterale origina dal nucleo vestibolare di Deiters e decorre nel cordone laterale lungo tutto il midollo. Le fibre terminano nel corno anteriore e intervengono nella regolazione dell’equilibrio e nei movimenti del tronco e degli arti inferiori.

• Tratto reticolospinale anteriore origina dalla formazione reticolare del ponte, decorre nel cordone anteriore e termina a livello del corno anteriore. Stimola le attività motorie.

• Tratto reticolospinale laterale origina dalla formazione reticolare del tronco encefalico, principalmente a livello del bulbo. Decorre nel cordone laterale e le fibre terminano in parte a livello delle cellule visceromotrici nel tratto toracico; altre fibre originano dal centro respiratorio bulbare e terminano sui neuroni somatomotori per la regolazione del respiro.

• Tratto olivospinale origina dal nucleo olivare inferiore,decorre nel cordone laterale e termina a livello del corno anteriore del midollo cervicale.

• Tratto rubrospinale origina dai neuroni della porzione magnicellulare del nucleo rosso del mesencefalo e le fibre in corrispondenza della linea mediana si incrociano nella decussazione di Forel. Nell’uomo questo fascio decorre nel cordone laterale e termina in corrispondenza dei motoneuroni del corno anteriore del tratto cervicale del midollo. Controlla tono muscolare e attività motoria.

• Fibre ipotalamospinali originano per lo più dal nucleo ipotalamico paraventricolare, discendono lungo il cordone laterale e terminano a livello dei neuroni visceroeffettori dei segmenti T1-L3 e S2-S4.

• Tratto solitario spinale origina dal nucleo del tratto solitario del bulbo, decorre nei cordoni anteriore e laterale per terminare a livello dei motoneuroni per l’innervazione dei muscoli respiratori e del diaframma.

FASCI DI ASSOCIAZIONE Tra i principali fasci di associazione che si prolungano cranialmente e causalmente per pochi segmenti determinando le connessioni intersegmentali vengono compresi i seguenti:

• Fascicolo proprio anteriore • Fascicolo proprio laterale • Fascicolo proprio posteriore

• Fascicolo proprio, presente in tutti i fasci che sono in stretto rapporto con la sostanza grigia. Contiene fibre proprio spinali discendenti che associano la sostanza grigia di diversi segmenti midollari realizzando sinapsi a livello del corno posteriore. Nei segmenti cervicale e toracico prossimale le fibre formano il fascicolo a virgola (o di Shultze) , nel successivo tratto toracico il fascicolo settomarginale , nel segmento lombare il fascicolo ovale di Flechsig, mentre nella porzione sacrale il fascicolo triangolare.

Sostanza grigia Le masse di sostanza grigia contenute nei due antimeri del midollo sono unite dalla commessura grigia e in sezione trasversale appaiono a forma di H. Si può inoltre distinguere un corno anteriore e un corno posteriore. Il corno anteriore si estende ventralmente ed in fuori, varia in forma a seconda delle regioni del midollo ed è più esteso del corno posteriore. È circondato da ogni parte da sostanza bianca e rimane a distanza dalla superficie del midollo. Presenta una base che si continua con la parte restante di sostanza grigia e una testa che appare slargata e con contorno dentellato. Dalla testa prendono origine i filamenti che alla superficie dell’organo formano le radici anteriori dei nervi spinali. Nella porzione toracica la base del corno anteriore presenta un processo che prende il nome di corno laterale.

Il corno posteriore più lungo e sottile del corno anteriore si porta in prossimità della superficie esterna del midollo. Ha una base lo unisce alla quale del corno anteriore, un collo ristretto e una testa che con l’apice si avvicina al fondo del solco laterale posteriore, contraendo rapporti con la radice posteriore. All’estremità il corno posteriore è circondato da una sostanza gelatinosa detta di Rolando (più sviluppata nel midollo lombare e sacrale e soprattutto nella parte più alta del midollo cervicale). La sostanza gelatinosa è contornata a sua volta dalla sostanza spongiosa.

La massa intermedia è situata tra le basi dei corni anteriore e posteriore. La commessura grigia è la porzione di sostanza grigia nella regione mediana compresa tra la massa intermedia e i corni anteriore e posteriore. È attraversata dal canale centrale e a questo livello assume aspetto gelatinoso (sostanza gelatinosa centrale). La commessura è in rapporto posteriormente con il setto posteriore, anteriormente è separata dalla fessura mediana dalla commessura bianca.

Nella sostanza grigia del midollo spinale si possono distinguere cellule di 1° tipo di Golgi ,distinte in funicolari e radicolari, e di 2° tipo di Golgi.

• 1° tipo di Golgi:Le cellule funicolari possono essere distinte in cellule di associazione e cellule di proiezione. Le prime presentano un neurite che decorre nella sostanza grigia in sinapsi con altre cellule funicolari o con neuroni radicolari formando collegamenti orizzontali o verticali. Le cellule di proiezione si portano mediante il nefrite ai centri

nervosi encefalici. I pirenofori delle cellule funicolari sono localizzati per lo più nel corno posteriore; gli assoni costituiscono i fasci ascendenti della sostanza bianca. Gli assoni costituiscono i fasci ascendenti della sostanza bianca. Le cellule funicolari sono organizzate in nuclei situati nei corni posteriori del midollo spinale; se ricevono informazioni dai recettori sensitivi periferici vengono definiti neuroni somatosensitivi, se ricevono informazioni da recettori viscerali vengono detti neuroni viscerosensitivi. Le cellule radicolari presentano un lungo assone che si porta fuori dal midollo spinale a formare le radici anteriori dei nervi spinali. Possono essere distinte in: - visceroeffettrici se innervano organi viscerali e ghiandole. Formano la colonna

intermedio-laterale del midollo. Sono dette anche motoneuroni beta , fanno parte del sistema nervoso autonomo (e vengono distinte in neuroni simpatici o parasimpatici) infatti raggiungono i gangli del simpatico grazie agli assoni che abbandonano i nervi spinali.

- somatomotrici se innervano muscoli striati scheletrici. Si trovano nella testa del corno anteriore organizzate in colonne e nuclei della sostanza grigia.

I neuriti entrano nel contesto delle radici anteriori dei nervi spinali. Sono distinti in motoneuroni alfa e gamma. Gli alfa hanno grossi nefriti che possono portarsi nell’opposto antimero e prende sinapsi con le cellule di Renshaw di tipo funicolare, con funzioni inibitorie in grado di riverberare l’impulso ai motoneuroni alfa.

• Le cellule del 2° tipo di Golgi: sono presenti in tutti i distretti della sostanza grigia e sono interneuroni. Il loro neurite rimane all’interno della sostanza grigia.

Quindi nella testa del corno anteriore abbiamo nuclei somatomotori con motoneuroni che innervano la muscolatura scheletrica. Alla base del corno anteriore e nel corno laterale abbiamo nuclei visceroeffettori e con cellule effettrici viscerali dirette alla muscolatura liscia. Nelle corna posteriori abbiamo nuclei somato- e viscerosensitivi.

Sempre in sezione si può osservare che la sostanza grigia viene distinta in 10 lamine di Rexed , 9 delle quali situati nei corni , 1 intorno al canale centrale.

La lamina I rappresenta l’apice del corno posteriore e corrisponde alla zona spongiosa. Le sue cellule funicolari sono organizzate nella colonna delle cellule postero-marginali.

La lamina II comprende il nucleo della sostanza gelatinosa di Rolando. Formata da interneuroni coinvolti nella modulazione progressione nel midollo spinale delle informazioni sensitive somatiche e quelle relative alla percezione del dolore.

La lamina III e la lamina IV sono più estese rispetto alle precedenti e comprendono il nucleo proprio (o della testa) del corno posteriore dove originano i tratti spinotalamici anteriore e laterale, e il tratto spinotettale. I re fasci formano nell’insieme il lenisco spinale.

La lamina V comprende il nucleo reticolare spinale che corrisponde alla formazione reticolare.

La lamina VI è posta alla base del corno posteriore, mediamente si continua con la massa intermedia e a livello della parte sacrale si riconoscono le due colonne anterolaterale e posteromediale formate da cellule visceroeffettrici parasimpatiche per l’innervazioni di visceri della regione pelvica. È più sviluppata nei rigonfiamenti midollari. Nella parte mediale del corno posteriore si trova il nucleo intermediolaterale.

La lamina VII della massa intermedia si espande nel corno anteriore, comprende la colonna dorsale di Clarke, formazione costituita da aggregati neuronali in posizione dorsomediale a livello dei segmenti toracico e lombare superiore C8-L3, ed è maggiormente sviluppata a livello del rigonfiamento lombare. Dal nucleo o colonna dorsale di Clarke nasce il fascio spino cerebellare dorsale. La lamina VII è formata da cellule funicolari e da cellule di Renshaw. Alcuni neuroni della lamina VII insieme a quelli della lamina V e VI presentano assoni che si incrociano a livello della commessura anteriore formando il fascio spinocerebellare ventrale controlateralmente.

La lamina VIII nella porzione toracica si localizza tra le lamine VII e IX del corno anteriore. Gli assoni delle cellule funicolari decussano a livello della commessura bianca anteriore per raggiungere i motoneuroni controlaterali.

La lamina IX è quella maggiormente estesa a livello del corno anteriore. Gli stimoli sensitivi tattili, termici e dolorifici raggiungono i corpi delle cellule funicolari nelle lamine più profonde del corno posteriore. Qui sono presenti motoneuroni alfa e gamma per l’innervazione della muscolatura scheletrica che sono maggiormente rappresentati in corrispondenza dei rigonfiamenti.

La lamina X corrisponde alla commessura grigia provvista di scarse cellule funicolari associative.

I muscoli che vengono innervati da un solo neuromero vengono detti segmentali, quelli plurisegmentali, invece, sono innervati da motoneuroni di più segmenti. La disposizione dei motoneuroni è alla base dell’organizzazione somatotopica del corno anteriore del midollo spinale. In generale, la suddivisione delle colonne o nuclei nel corno anteriore nell’intero midollo è la seguente: Le colonne nucleari mediali comprendono

i motoneuroni per i muscoli del tronco Le colonne nucleari laterali comprendono

i motoneuroni per i muscoli degli arti

Le colonne nucleari vengono divise in: Gruppo dei nuclei mediali 1. Nuclei anteromediale e posteromediale comprendono i motoneuroni per

l’innervazione dei muscoli prevalentemente della colonna vertebrale, con funzioni rispettivamente di flessione ed estensione.

Gruppo dei nuclei laterali 1. Il nucleo anterolaterale comprende i motoneuroni per i muscoli del cingolo

toracico e del braccio a livello del rigonfiamento cervicale e per quelli dell’anca e della coscia a livello del rigonfiamento lombare.

2. Il nucleo posterolaterale comprende i motoneuroni per i muscoli di avambraccio e della mano a livello del rigonfiamento cervicale e per quelli di gamba e piede nel rigonfiamento lombare.

3. Il nucleo retroposterolaterale comprende motoneuroni per l’innervazione dei muscoli delle dita.

N.B. nel segmento sacrale è presente il nucleo di Onuf per l’innervazione dei muscoli del pavimento pelvico.

La sostanza grigia in quantità assoluta non è uniforme lungo tutto il midollo, il suo massimo si ha a livello dei rigonfiamenti, mentre è ridotta nel tratto toracico. La sostanza bianca invece diminuisce in senso craniocaudale perché i fasci di fibre nervose si arrestano a vario livello e le radici posteriori dei nervi spinali inviano al midollo fibre nervose prevalentemente ascendenti.

Canale centrale del midollo Al centro della commessura grigia decorre il canale centrale del midollo che rappresenta il residuo dell’ampia cavità del primitivo canale neurale. Superiormente comunica con la cavità del 4° ventricolo, mentre inferiormente all’estremità del cono midollare si dilata nel ventricolo terminale (di Krause), per proseguire per un breve tratto nel filo terminale. Nell’adulto il canale centrale è parzialmente pervio per tutti l’estensione del midollo spinale ma può assumere varia forma in sezione nei vari tratti. Nel canale è contenuto il liquido cefalorachidiano (come nei ventricoli). Il canale è rivestito da ependima, uno strato di cellule cubico-cilindriche a stretto contatto tra loro; durante la vita intra uterina contengono glicogeno e la loro superficie apicale presenta ciglia vibratili ( che in parte permangono nell’adulto). Queste cellule sono provviste di un voluminoso nucleo di forma sferica, un citoplasma ricco di mitocondri, sulla superficie libera è presente una sorta di orsetto a spazzola. Dalla base delle cellule ependimali origina un processo filamentoso, ovvero la fibra ependimale che si dirige verso la periferia. Le fibre ependimali si raccolgono in 2 gruppi: coni ependimali anteriore e posteriore. All’esterno delle fibre ependimali si trova la sostanza gelatinosa centrale che è formata da cellule di neuroglia fibrosa.

Organizzazione metamerica

La costituzione segmentaria del midollo è testimoniata dalla presenza di 33 paia di nervi spinali; ciascun nervo spinale ( costituito da una radice anteriore motoria e una posteriore sensitiva) si forma a livello del forame intervertebrale delle vertebre. Il rapporto tra nervi spinali e le vertebre permette la suddivisione del midollo in strutture metameriche dette neuromeri: 8 cervicali 12 toracici 5 lombari 5 sacrali 3 o 4 coccigei

I neuromeri rappresentano la sede nevrassiale dei riflessi nervosi segmentali che corrispondono a metameri periferici sensitivi e motori.

Miomeri e dermatomeri

La radice posteriore di ciascun nervo spinale è provvista di fibre sensitive corrispondenti ad un preciso territorio cutaneo che prende il nome di dermatomero mentre quella anteriore mediante le fibre motorie innerva un determinato territorio muscolare detto miomero.

Sono state realizzate mappe che descrivono le aree relative ai dermatomeri che appaiono a mo’ di cintura a livello di collo e torace e in modo più complesso a livello degli arti. Queste superfici hanno un certo grado di sovrapposizione fra dermatomeri contigui: Es. 3° toracico sovrapposto superiormente al 2° ed inferiormente al 4°. Quindi una lezione al T4 non determina una completa perdita della sensibilità in quella regione.

Le radici anteriori del midollo spinale mediante fibre motorie che decorrono all’interno di plessi nervosi innervano un determinato territorio muscolare detto miomero. La maggior parte dei muscoli sono di tipo plurisegmentale, innervati da più neuromeri. I miomeri sono disposti in maniera metamerica e possono essere rappresentati da parti di più muscoli che ricevono l’innervazione da rami di una singola radice motoria. Questa disposizione segmenterai è evidente nei muscoli intercostali e nel muscolo retto anteriore dell’addome.

Riflessi spinali Le fibre centrali dei neuroni gangliari raggiungono tramite la radice posteriore il corno posteriore del midollo spinale; alcune di queste si portano a livello di cellule radicolari del corno anteriore. Le connessioni neuronali sono fondamentali per la formazione di archi riflessi spinali in cui le fibre sensitive influenzano direttamente sia le cellule somatomotrici, determinando movimenti riflessi dei muscoli scheletrici

sia le cellule visceroeffetrici determinando contrazioni ritmiche dei muscoli lisci.

L’arco riflesso semplice o monosinaptico è realizzato da un neurone gangliare in sinapsi con una cellula radicolare all’interno di un segmento midollare, e viene attivato da un lieve stiramento muscolare che stimola le terminazioni sensitive dei fusi neuromuscolari. Per questo anche chiamato riflesso di stiramento muscolare o miotatico e vieni molto utilizzato in clinica. Quelli clinicamente più importanti sono il riflesso bicipitale e quello tricipitale per l’arto superiore; il riflesso patellare quello achilleo per l’arto inferiore. I riflessi vengono evocati con un apposito martelletto a livello del tendine muscolare; se c’è contrazione allora c’è integrità del circuito. Gli archi riflessi possono disporre di uno o più neuroni di associazione che modulano gli impulsi nervosi, intercalati tra il neurone gangliare e quello radicolare. I riflessi di origine cutanea fanno capo a

recettori nella cute e nel tessuto connettivo sottocutaneo che rispondono a stimoli tattili, pressori, temici, generando

riflessi polisinaptici. Un esempio utilizzato in clinica è il riflesso di detrazione di un arto in seguito a stimoli dolorifici e nella contemporanea estensione dell’arto controlaterale. Questo perché nelle catene polisinaptiche , a livello dell’arto inferiore i motoneuroni alfa omolateralmente stimolano i muscoli flessori ed inibiscono quelli estensori, allo stesso tempo l’estensione dell’arto controlaterale serve a garantire la base di appoggio al nostro corpo.

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