L’arte è sempre stata contemporanea

L’arte è sempre stata contemporanea. Tutti gli artisti hanno sempre cercato, e sempre cercheranno, di interpretare non solo (e forse anche non tanto) il proprio “sentire” individuale, ma specialmente il proprio tempo.

 

Photo by Ian Williams on Unsplash

Dall’antichità fino alla contemporaneità più stretta ogni artista e ogni corrente hanno cercato di raccontare almeno “qualcosa” del momento storico che hanno avuto in sorte di vivere.

Raccontare il proprio momento storico: la contemporaneità in ambito artistico.

Con il XX e il XXI secolo si sono accelerati moltissimo i tempi della sperimentazione artistica, sia per la progressiva affermazione di una “necessaria originalità” dell’arte, sia per il vorticoso sviluppo delle innovazioni tecnologiche, che hanno cambiato il volto della società e del pianeta stesso e non potevano, ovviamente, non influire anche sul mondo dell’arte. Ciò che è derivato da queste nuove condizioni è un’arte che forse non è di immediata leggibilità, ma che ciononostante non ha perso nulla della profonda carica umana che la ha sempre caratterizzata. Indubbiamente, però, per comprenderne il linguaggio è necessario innanzitutto conoscerla e studiarla, cercando le “chiavi di lettura” più adatte; e allora, forse, si potrebbe aggiungere che questa oggettiva particolarità dell’arte contemporanea richiede, rispetto ai precedenti periodi della storia dell’arte, uno studio più approfondito nonché una frequentazione assidua del suo contesto.

Sei appassionato d’arte? A Brescia Accademia SantaGiulia ti insegna a conoscerla, valorizzarla e comunicarla.

Per formare delle figure con competenze specifiche relative alla gestione e promozione del patrimonio artistico, con particolare attenzione a quello contemporaneo, è nato all'Accademia di belle arti di Brescia SantaGiulia il corso di Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico. Un corso fortemente attuale, che in tre anni di formazione fornisce le competenze per conoscere, gestire, comunicare e valorizzare il bene culturale. Una panoramica specifica sulla storia dell'arte contemporanea e sulla storia dell'architettura, workshop intensivi in cui mettere in pratica le competenze acquisite, progetti reali ed esperienze di stage già a partire dal primo anno ed insegnamenti di inglese specifici sulla comunicazione artistica sono alcune delle caratteristiche peculiari del corso, il cui piano di studi è visibile al seguente link.

Un settore che richiede solida formazione, esperienza sul campo e continuo aggiornamento.

Il profilo professionale in uscita è un operatore culturale in grado di operare nella divulgazione e comunicazione della produzione artistica contemporanea. Per lavorare in questo settore, infatti, non basta conoscere l’arte contemporanea, ma è necessario acquisire una serie di competenze che siano davvero concretamente spendibili all’interno del settore. È fondamentale una solida formazione – dalle basi tradizionali, ma aggiornata – in ambito estetico, architettonico, museologico, allestitivo e catalografico, così come è importante saper contestualizzare l’arte contemporanea all’interno di ciò che la normativa italiana e internazionale definisce come “Beni Culturali e Ambientali”. Ma poi intervengono anche tanti altri fattori, che assolutamente – e più di altri – non possono essere affrontati solamente sulla base di uno studio teorico dell’arte contemporanea: per operare davvero nel settore è infatti indispensabile conoscere i meccanismi anche “sociali”, di relazione, economici, mediatici e comunicativi, mantenendo sempre desta l’attenzione nei confronti delle innovazioni tecnologiche. E infine, nel contesto sempre più globalizzato in cui ci troviamo a vivere, non si potrà non conoscere bene la lingua inglese (possibilmente, anche il lessico più “tecnico” che serve per comunicare con gli addetti ai lavori). Ma da questo punto di vista le giovani generazioni, che grazie a internet e ai voli low-cost hanno sempre più contatti con l’estero, stanno colmando quasi da soli uno dei limiti storici del mondo del lavoro italiano.

1471   30/05/2018

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