Pedagogia speciale: verso una educazione inclusiva

Il fulcro di indagine della Pedagogia Speciale è la diversità, che si configura anche come l’anima dell’educazione, perché il rapporto educativo può essere concepito e sussistere solo se ipotizza l’altro da sé e se lo ipotizza come diverso.

La pedagogia speciale parte dalla diversità per progettare il piano educativo.

Pedagogia speciale: prendersi cura degli altri

Il prendersi cura dell’altro, sia in termini professionali che genericamente umani, comporta l’incontro con le diversità, in termini anche problematici. Riflettere su «intercultura» è un’occasione, per la Ped. Spec. e per gli ambienti formativi, per articolare al meglio il concetto di diversità su cui si costituisce, per metterne in risalto le implicazioni educative.

Concetto di intercultura

pedagogia speciale

Il concetto di INTERCULTURA in relazione a Pedagogia Speciale si sviluppa su due prospettive:

  1. Macroscopica, ovvero il livello di incontro e relazioni tra gruppi di individui, che si riconoscono in alcune condizioni/valori culturali e sentono di appartenervi;
  2. Interindividuale, ovvero oltre a questa appartenenza ogni individuo costituisce una identità culturale a sé stante per via delle sintesi uniche e inedite del rapporto tra ambiente e potenzialità.

La diversità sui cui si fonda la Pedagogia Speciale, non è MAI un dato naturale, ma è un fatto culturale, ovvero frutto di un’interpretazione che entra nel circolo della conoscenza e si mantiene aperto al divenire, ovvero che rimanda sempre alla relazione, alla trasformazione di tutti i fattori coinvolti.

Quando nasce il concetto di inclusione?

Si sviluppa in relazione alla rapida trasformazione delle società moderne, alla globalizzazione, all’apertura e alla mobilità del sistema sociale, all’accoglienza del nuovo e del diverso.

pedagogia speciale

L'educazione inclusiva è una educazione per tutti. Integrazione e inclusione corrispondono  a due diversi campi concettuali:

  1. L’obiettivo dell’inserimento come integrazione dei bambini con disabilità è la  normalizzazione-assimilazione;
  2. L’obiettivo dell’inclusione è l’attenzione e il rispetto di tutte le differenze e superare le barriere che impediscono la partecipazione al processo educativo e all’apprendimento.

Secondo la Pedagogia sociale, bisogna creare una scuola  in grado di offrire una cornice in cui gli alunni, a prescindere da differenze di genere, di origine etnica, culturale, evolutiva di  abilità, possono essere ugualmente valorizzati, trattati con rispetto e garantiti nel loro diritto alle pari opportunità.

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Il fine della scuola è quello di coltivare l'umanità, aiutando il soggetto a porsi empaticamente verso l'altro. Ma la vera sfida non è quella di cogliere ed accettare le differenze, ma è quella di creare un ambiente di apprendimento, nella diversità, che sia significativo per tutti.

Leggi pure: L’uso delle fiabe come strumento educativo

 
851   27/06/2018

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