ORDINAMENTO E DEONTOLOGIA FORENSE, Dispense di Ordinamento E Deontologia Forense
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ORDINAMENTO E DEONTOLOGIA FORENSE, Dispense di Ordinamento E Deontologia Forense

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DISPENSA COMPLETA TRATTA DAL SIMONE EDIZIONE XXV 2019 PER LA PREPARAZIONE DI ESAMI UNIVERSITARI E ABILITAZIONE FORENSE
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I) ORDINAMENTO FORENSE

PROFESSIONI INTELLETTUALI

Artt. 2229 ss. c.c.

Contratto d’opera intellettuale natura professionale della prestazione

carattere non intrinsecamente

patrimoniale dell’attività

Può svolgersi sia come lavoro autonomo che come lavoro subordinato.

Ar. 2229 c.c. c.1 la legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in albi o elenchi professioni regolamentate o protette

Superamento esame = iscrizione all’albo

ORDINE PROFESSIONALE

Legge di Riforma Forense (l.r.f.). 247/2012 reca la nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense

Ogni ordine è una persona giuridica di diritto pubblico che raggruppa gli iscritti residenti nella provincia in cui è istituito, e si colloca in una posizione sovraordinata rispetto al singolo professionista. Ha prevalentemente poteri disciplinari sugli iscritti e di ammissione ed esclusione degli stessi dall’ordine professionale.

Gli iscritti negli albi degli avvocati costituiscono l’ORDINE FORENSE.

Esso si articola in:

- ORDINI CIRCONDARIALI costituiti presso ogni Tribunale;

- CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE costituito presso il Ministero della Giustizia.

Si tratta di enti pubblici non economici a carattere associativo, sono dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria, finanziati solo con i contributi degli iscritti, dotati di autoregolamentazione interna.

Ordine circondariale forense= Sono iscritti tutti gli avvocati aventi il principale domicilio nel circondario.

Gli organi dell’ordine forense sono:

-Assemblea degli iscritti avvocati iscritti all’albo (convocata almeno 1 volta l’anno)

• Elegge il consiglio

• Approva il bilancio preventivo e consuntivo

• Esprime pareri su argomenti sottopostogli dal Consiglio

-Consiglio dell’ordine organo direttivo con funzioni istituzionali.

Il numero dei consiglieri dipende da quello degli iscritti e durano in carica 4 anni. Ha sede presso il Tribunale. I consiglieri non possono essere letti per più di due mandati consecutivi. Sono eletti dagli iscritti con voto segreto. Presso il COA viene istituito lo sportello per il cittadino con funzioni di informazione ed orientamento per la fruizione delle prestazioni professionali degli avvocati e per l’accesso alla giustizia.

Il COA è sciolto (con conseguente nomina del commissario straordinario) con decreto del Ministro di Giustizia, su proposta del Cnf, previa diffida:

• se non può funzionare regolarmente;

• se infrange gli obblighi di legge;

• per gravi motivi di interesse pubblico.

Compiti:

• cura la tenuta degli albi, degli elenchi e dei registri;

• vigila sulla condotta degli iscritti;

• approva i regolamenti interni;

• sovraintende al corretto esercizio del tirocinio forense e rilascia il certificato di compiuta pratica;

• gestisce l’attività di aggiornamento per la formazione continua degli avvocati;

• dà pareri sulla liquidazione dei compensi spettanti agli iscritti;

• interviene nelle contestazioni tra iscritti o tra costoro ed i clienti, al fine di comporle;

• segnala agli organi competenti violazioni ed incompatibilità.

-Presidente

-Segretario

-Tesoriere

-Collegio dei revisori dei conti

CASO DI MANCATO ACCORDO TRA AVV. E CLIENTE Ciascuno si può rivolgere al Consiglio dell’ordine affinché esperisca un tentativo di conciliazione (c.d. potere di opinamento delle parcelle). Se ha esito negativo, il Consiglio, su richiesta dell’avvocato, può comunque rilasciare un parere sulla congruità della pretesa in relazione all’opera prestata.

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

■ Ha sede presso il Ministero della Giustizia a Roma e dura in carica 4 anni.

■ È composto da avvocati iscritti all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, non eleggibili più di 2 volte;

Ciascun distretto di Corte d’appello con n. di iscritti agli albi < a 10.000 elegge 1 componente; con n. = o > a 10.000 elegge 2 componenti.

■ Il CNF elegge:

• Presidente • Due vicepresidenti • Segretario • Tesoriere

■ Funzioni: - cura la tenuta dell’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori; - redige l’elenco nazionale degli avvocati; - emana (ed aggiorna periodicamente) il codice deontologico; - ha la rappresentanza istituzionale dell’avvocatura a livello nazionale F 0 E 0F 0 2 0in via esclusiva; - propone al Ministro della Giustizia i parametri per la liquidazione dei compensi; - esercita la funzione giurisdizionale; - istituisce e disciplina l’osservatorio permanente sull’esercizio della giurisdizione che il compito di garantire una più efficiente amministrazione delle funzioni giurisdizionali.

■ Quanto alla competenza giurisdizionale: a) pronuncia sui reclami vs. provv. disciplinari; b) esercita la funzione disciplinare nei cfr. dei propri componenti; c) pronuncia sui ricorsi relativi alle elezioni dei Consigli dell’ordin; d) risolve conflitti di competenza sorti tra ordini circondariali.

♦ Le udienze presso il cnf sono pubbliche. Ad esse partecipa un magistrato con funzioni di P.M. e un magistrato.

♦ Le sue decisione hanno natura di sentenza. ♦ Contro i suoi provv. è ammesso ricorso per cass. per incompetenza

LA PROFESSIONE DI AVVOCATO

PERSONALITA’ della prestazione art. 2232 c.c. elemento indispensabile delle professioni intellettuali che identifica nel professionista l’elemento essenziale del contratto.

Personalità = Infungibilità della prestazione d’opera, poiché il professionista deve possedere i requisiti di conoscenza ed esperienza richiesti per lo svolgimento dell’attività. Tuttavia, ci si può avvalere di collaboratori ma la responsabilità deve rimanere in capo al professionista, unico legittimato a chiedere il compenso.

Funzione del difensore

rappresentanza: agisce in nome e per conto della parte.

Art. 84 cpc il difensore può compiere e ricevere, nell’interesse della parte, tutti gli atti del processo non espressamente riservati dalla legge alla parte stessa. I difensore è titolare dello ius postulandi, ossia facoltà di difendere e assistere in giudizio il cliente. (Legittimazione processuale della parte= potere dicompiere gli atti del processo che la parte conferisce al difensore non potendo agire personalmente).

Non può compiere atti dispositivi del diritto in contesa, come conciliazioni e composizione amichevole della lite o rinuncia all’azione o delazione, confessione -> se non ne ha ricevuto espressamente il potere.

assistenza: opera consultiva e difesa a favore della parte. Non opera in nome della parte, ma opera in nome proprio a favore della parte.

Consulenza legale e assistenza legale stragiudiziale connessa all’attività giurisdizionale.

La presenza del difensore è:

-Necessaria: nei giudizi davanti alla Corte di Cass; alla Corte di App.; ai Tribunali.

-Non necessaria: nei giudizi davanti al GDP per le cause il cui valore non eccede i 1100 euro e in quelle di valore superiore qualora sia il giudice ad autorizzarlo; nelle cause di lavoro per valori non superiore a 129,11 euro.

Caratteristiche dell’attività di avvocato

Autonomia e indipendenza dell'azione professionale

Obbligatorietà della difesa d’ufficio

Lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza

Osservanza dei principi deontologici

Doveri

✓ Per poter esercitare la professione l’avvocato deve assumere davanti al COA in pubblica seduta l’impegno a osservare i relativi doveri secondo la formula di legge.

✓ L’avvocato deve regolarmente e tempestivamente provvedere agli adempimento dovuti agli organi forensi, nonché previdenziali e fiscali (contributi previdenziali soggetti a prescrizione decennale anziché quinquennale).

✓ Il difensore deve informare il cliente della possibilità di ricorrere a mezzi alternativi alla giurisdizione (mediazione, negoziazione assistita).

Obblighi

Segreto professionale su fatti e circostanze apprese nell’attività svolta.

Massimo riserbo Valevoli anche per i collaboratori, dipendenti e

tirocinanti.

Violazione illecito disciplinare (avvocato) illecito penale

giusta causa di licenziamento (dipendente) art. 622

Avvocato, collaboratori e dipendenti non possono essere chiamati a deporre nei procedimenti e giudizi su ciò di cui sono venuti a conoscenza nell’esercizio della professione o attività

ELEZIONE DI DOMICILIO: l’avv. Deve eleggere domicilio nell’ambito della circoscrizione territoriale del giudice del giudizio; in mancanza, l’avv. Si intende domiciliato presso la cancelleria. Quando esercita il proprio ufficio in un giudizio esterno alla circoscrizione di assegnazione, deve eleggere domicilio nel luogo sede dell’Autorità giudiz. all’atto di costituzione.

SOSTITUZIONI: gli avvocati possono farsi sostituire da un altro avvocato, con incarico anche verbale, o da un praticante abilitato (eccetto la difesa d’ufficio), con delega scritta. L’art. 102 cpp prevede espressamente tale facoltà, il sostituto esercita i diritti e assume i doveri del difensore. Il dominus della causa resta ugualmente responsabile verso i clienti.

PROCURA ALLE LITI

Quando la parte partecipa al giudizio con il ministero di un difensore, questo deve essere munito di PROCURA ALLE LITI (o deve essere nominato difensore d’ufficio nel processo penale), che conferisce al difensore il potere di agire in giudizio a tutela dei diritti della parte.

La procura alle liti può essere generale (si riferisce a una serie indefinita di liti) o speciale (si riferisce a una specifica lite), e deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata.

La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, e in genere di ogni altro atto introduttivo; in tal caso l’autografia della sottoscrizione viene autenticata dal difensore. Si presume conferita per un unico grado del processo se non è espressa diversa volontà.

Il difensore può sempre rinunciare alla procura alle liti e questa può essere sempre revocata dalla parte. Tuttavia, rinuncia e revoca hanno effetto nei cfr. dell’altra parte solo a partire dal momento in cui è avvenuta la sostituzione del difensore.

Mancanza della procura: sanabile e rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio;

Inesistenza della procura: può fondare la responsabilità del difensore, condannabile alle spese.

Procura rilasciata a più difensori -> il conferimento si presume disgiunto.

Procura rilasciata da più parti allo stesso difensore -> salvo conflitto d’interessi tra i conferenti.

COMPENSO

Diritto al compenso Il COMPENSO dell’avvocato è di regola pattuito per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico.

PRINCIPIO DI LIBERTÀ- AUTONOMIA NEGOZIALE DELLE PARTI La pattuizione dei compensi è libera (sono ammessi vari modi: pattuizione a tempo, in misura forfettaria, per convenzione avente ad oggetto uno/più affari, a % sul valore dell’affare). In mancanza la determinazione è rimessa al giudice. DIVIETO DI “PATTO DI QUOTA LITE”: patto con cui l’avvocato percepisce come compenso (in tutto o in parte) una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa. -> Pena nullità dei patti.

PRINCIPIO DI TRASPARENZA

✓ L’avvocato è sempre tenuto a rendere noto al cliente il livello della complessità dell’incarico.

✓ Invece, solo su richiesta del cliente è tenuto a comunicare in forma scritta la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo tra oneri, spese e compenso professionale (c.d. “preventivo”).

In caso di mancata pattuizione scritta o determinazione consensuale, è prevista la possibilità di applicare per la determinazione del compenso i parametri stabiliti ogni due anni dal Ministro della Giustizia.

✓ In ogni caso, all’avvocato è dovuto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e di tutti gli oneri e contributi anticipati nell’interesse del cliente, + rimborso delle spese forfetarie fissato nella misura del 15% del compenso totale per la prestazione.

✓ Sono nulle le clausole vessatorie, cioè quelle clausole che comportano un significativo squilibrio contrattuale a carico dell’avvocato.

Quando richiede il compenso, l’avv. predispone la PARCELLA = richiesta di pagamento nei cfr. del cliente.

PRESCRIZIONE L’art. 2956 c.c. stabilisce che il diritto dei professionisti per il compenso dell’opera prestata e delle spese correlative si prescrive in 3 anni. È questa una prescrizione presuntiva: decorsi 3 anni senza che il professionista abbia sollecitato il pagamento, la legge presume che il debito sia stato effettivamente pagato o sia comunque estinto per altra causa. La prescrizione presuntiva differisce dalla prescrizione ordinaria per il fatto di non essere assoluta, ammettendo prova contraria: il creditore può vincere la prescrizione presuntiva o deferendo alla controparte il giuramento decisorio o ottenendone una confessione. L’avvocato avrà dunque due strade per evitare la prescrizione presuntiva: sollecitare il pagamento entro 3 anni o, se questi sono passati, farsi riconoscere dal cliente con uno dei mezzi di prova citati l’esistenza del credito. In questi casi subentrerà l’applicazione dell’ordinario termine di prescrizione decennale.

OTTENIMENTO DEL COMPENSO NON AVVENUTO SPONTANEAMENTE

Procedimento speciale (rito sommario di cognizione artt. 702 bis cpc e ss.)

La competenza spetta al giudice di merito adito per il processo in cui l’avv. ha prestato la propria opera (competenza funzionale ed inderogabile).

L’ordinanza che definisce il giudizio è inappellabile (solo ricorribile per Cassazione).

Ricorso per ingiunzione, quando si tratta di prestazioni in mat. civile, in caso di opposizione a d.i., giudizio prosegue nelle forme del rito sommario di cognizione.

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

Possono richiedere il GRATUITO PATROCINIO A SPESE DELLO STATO cittadini italiani, apolidi, stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale NON ABBIENTI (anche chi è soggetto a mandato di arresto europeo -2019-).

ISTANZA proponibile in ogni stato e grado del processo ( in materia penale anche dalle parti diverse dall’imputato) personalmente dall’interessato o dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Viene proposta al COA che ne valuta la fondatezza al fine dell’accoglimento, se la rigetta è riproponibile al Giudice competente per il giudizio. Nel processo penale il giudice entro 10 gg dalla presentazione verifica la sua ammissibilità e può dichiararla inammissibile, accoglierla o respingerla con decreto motivato (IMPUGNAZIONE: ricorribile al presidente del Tribunale o Corte di App. entro 20 gg dall’apprensione; l’ordinanza pronunciata dopo il ricorso è ricorribile in Cass. L’impugnazione dichiarata inammissibile implica che nessuna liquidazione e prevista per il difensore, lo scopo della Decreto Sicurezza 2018 è quello di scoraggiare impugnazioni con in tenti dilatori e superflue).

ATTIVITA’ STRAGIUDIZIALE normalmente non ammissibile al patrocinio gratuito, eccetto i casi in cui sia svolta in vista di una successiva azione giudiziaria.

REQUISITI la pretesa non deve risultare manifestamente infondata;

titolarità di un reddito annuo imponibile risultante

dall’ultima dichiarazione.

ORGANIZZAZIONI TRA AVVOCATI

1) ASSOCIAZIONI TRA AVVOCATI

La professione forense può essere esercitata individualmente o con la partecipazione ad associazioni tra avvocati. iscritte in un apposito elenco tenuto presso il rispettivo Consiglio dell’ordine; l’incarico professionale è sempre conferito all’avvocato in via personale (è possibile fatturare le prestazioni direttamente allo studio). gli avvocati hanno domicilio professionale nella sede dell’associazione.

2) SOCIETÀ TRA AVVOCATI

È iscritta in una sezione speciale dell’albo (ed anche nel registro delle imprese in una sezione speciale relativa alle società tra professionisti).

✓ Può essere costituita soltanto da avvocati ed ha per oggetto esclusivo l’esercizio in comune della professione dei propri soci.

✓ è consentita alla società di persone, società di capitali o a società cooperative; è vietata alle società fiduciarie, trust o per interposta persona.

✓ Nei rapporti contrattuali con il cliente, società deve comunicargli che l’incarico professionale potrà essere eseguito da ciascun socio in possesso dei requisiti per l’esercizio dell’attività richiesta;

MA cliente ha diritto di chiedere che l’esecuzione dell’incarico sia affidata ad un socio da lui scelto.

✓ Il socio incaricato è personalmente ed illimitatamente responsabile per l’attività professionale svolta. Tutti i soci sono personalmente e solidalmente responsabili per le obbligazioni sociali non derivanti dall’attività professionale.

✓ Per quanto riguarda la responsabilità disciplinare occorre distinguere: - se la violazione deontologica deriva da direttive impartite dalla società, la responsabilità disciplinare del socio concorre con quella della società; - se la violazione deontologica non deriva da direttive della società, quest’ultima non risponde.

✓ La società non è soggetta a fallimento o a procedure concorsuali. ✓ In ogni caso l’incarico deve essere sempre conferito all’avvocato in via personale. La

società, tuttavia, pur rimanendo estranea la contratto d’opera, rimane destinataria dei

risultati economici dell’attività professionale Cassa comune.

ISCRIZIONE ALL’ALBO

L’ISCRIZIONE ALL’ALBO circondariale (albo tenuto dal COA presso il Trib. di appartenenza) è condizione necessaria per l’esercizio della professione di avvocato.

L’albo, gli elenchi e i registri sono a disposizione del pubblico e sono pubblicati sul sito internet dell’ordine. Entro il mese di marzo di ogni anno il COA trasmette telematicamente al Cnf gli albi ed elenchi di cui è custode. Entro il mese di giugno di ogni anno il COA redige l’elenco nazionale degli avvocati.

REQUISITI DI ISCRIZIONE (cittadino italiano o Stato UE)

• possesso del diploma di laurea in giurisprudenza;

• superamento dell’Esame di Stato di abilitazione;

• domicilio professionale nel circondario del Tribunale ove ha sede il consiglio dell’ordine (ogni variazione deve essere tempestivamente comunicata al coa; se gli uffici sono stabiliti al di fuori del circondario deve darsene comunicazione a ambedue i coa);

• non trovarsi in una condizione di incompatibilità;

• godere del pieno esercizio dei diritti civili;

• non avere riportato condanne per det. reati (falsa testimonianza, frode processuale, intralcio alla giustizia, patrocinio o consulenza infedele, etc.);

• non essere sottoposto ad esecuzione di pene detentive o misure cautelari personali;

• essere di condotta irreprensibile secondo i canoni previsti dal Codice deontologico (assenza di sanzioni disciplinari etc).

Per gli stranieri privi di cittadinanza italiana o di quella di altro Stato possono iscriversi all’albo:

• Allo straniero che ha conseguito la laurea in giurisprudenza in Italia ed ha superato l’esame di Stato, o che ha conseguito il titolo in uno Stato europeo;

• Allo straniero regolarmente soggiornante in possesso di titolo conseguito in uno Stato UE, previo riconoscimento del titolo.

Esercizio effettivo della professione svolta, cioè, in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, salvo le eccezioni relative ai primi anni di esercizio professionale dunque essere titolari di partita IVA, di appositi locali e di almeno un’utenza telefonica; aver trattato almeno 5 affari per ciascun anno (poiché ogni 3 anni il COA compie delle verifiche); titolarità di indirizzo PEC; polizza assicurativa; aggiornamento professionale (tali requisiti non vengono richiesti alle donne in maternità, in caso di grave malattia; in caso di carica presso Parlamento UE o altri organi con funz legisl).

ACCERTAMENTO DEI REQUISITI È compiuto dal Consiglio dell’ordine: accertata la sussistenza dei requisiti, delibera l’iscrizione entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.

MA

Il Consiglio dell’ordine può procedere in ogni tempo al riesame della posizione degli iscritti:

-Quando accerta fatti ostativi, prima non conosciuti, risalenti al momento dell’iscrizione => revoca o annullamento della delibera di iscrizione

-Quando accerta fatti ostativi successivi al momento dell’iscrizione => cancellazione dall’albo

Nel caso di domanda di reiscrizione, il Consiglio deve accertare di nuovo la sussistenza dei requisiti richiesti (da valutare ex novo).

LE ISCRIZIONI DI DIRITTO

Per alcuni soggetti è prevista iscrizione di diritto all’albo, pur senza aver sostenuto l’Esame di Stato, in virtù della loro pregressa esperienza professionale.

■ coloro che hanno svolto la funzione di magistrato (ordinario, amministrativo, contabile) o di avvocato dello Stato, e che hanno cessato la propria funzione (senza essere incorsi in provvedimenti disciplinari).

n.b. nel secondo caso è prevista particolare cautela: nei primi 2 anni di iscrizione, non può esercitare nei circondari in cui ha svolto le proprie funzioni negli ultimi 4 anni antecedenti alla cessazione;

professori universitari di ruolo, dopo 5 anni di insegnamento nelle materie giuridiche.

ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE IN MANCANZA DI ISCRIZIONE

✓ Integra il reato di esercizio abusivo della professione art. 438 c.p.

✓ Non è possibile agire per ottenere il pagamento del compenso relativo alla prestazione abusivamente svolta.

CANCELLAZIONE DALL’ALBO

✓ È pronunciata dal Consiglio dell’ordine a richiesta dell’iscritto, in caso di rinuncia all’iscrizione;

✓ d’ufficio o su richiesta del Procuratore Generale, quando:

A. l’iscritto, senza giustificato motivo, non ha prestato l’impegno solenne

entro 60 gg. dalla notifica del provvedimento di iscrizione;

B. è accertato il venir meno di uno dei requisiti necessari per l’iscrizione;

C. è accertata la mancanza del requisito dell’esercizio effettivo, continuativo,

abituale e prevalente della professione.

In B. e C. il Consiglio, prima di deliberare la cancellazione, invita l’iscritto a presentare eventuali osservazioni.

>>> Entro 60 gg. dalla notifica della delibera di cancellazione del Consiglio, l’interessato può presentare ricorso al CNF (ricorso ha effetto sospensivo).

>>> Entro 30 giorni dalla notifica della decisione del CNF, l’interessato può presentare ricorso per Cassazione.

INCOMPATIBILITÀ DEGLI AVVOCATI

La professione di avvocato è incompatibile con:

qualsiasi attività di lavoro subordinato

eccezione: si pox. instaurare rapporti di lavoro subordinato aventi ad oggetto la

consulenza e l’assistenza legale stragiudiziale nell’esclusivo interesse del datore di lavoro in favore del quale l’opera è prestata.

qualsiasi attività di lavoro autonomo svolta continuativam. o professionalm. (escluse quelle di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale);

qualsiasi attività di impresa commerciale;

qualità di: - socio illimitatamente responsabile o amministratore di società

di persone che esercitano attività commerciale;

- amministratore unico, consigliere delegato di società

di capitali;

novità: tali qualità pox. essere assunte se l’oggetto dell’attività è limitato

esclusivamente all’amministrazione di beni personali o familiari.

Giudice onorario: non possono svolgere la professione negli uffici giudiz. nel quale svolgono le funzioni di GOT;

GdP: non possono svolgere funzioni di GdP nel circondario in cui svolgono la professione forense (anche i propri associati di studio, coniuge, convivente e parenti fino al 2°) e non possono svolgere la professione presso l’uff del GdP al quale appartengono.

Eccezioni

La professione di avvocato è compatibile con:

- insegnamento o ricerca in mat. giuridiche nelle università e nelle scuole secondarie;

- avvocati che esercitano attività legale per conto di enti pubblici possono iscriversi nell’elenco speciale annesso all’albo ordinario (limitatamente alla trattazione degli affari legali dell’ente).

Accertamento incompatibilità Cancellazione dall’albo

TIPOLOGIE DI ALBO Albo ordinario = consente di esercitare attività di difesa davanti

a tutti gli organi giurisdizionali

della Repubblica.

Albo speciale =

✓ per esercitare attività di difesa davanti

alle giurisdizioni superiori (Corte Cost., Corte di Cass.),

è necessaria l’iscrizione all’ALBO SPECIALE; Quest’ultimo è previsto per chi sia iscritto da almeno 5 anni a un albo ordinario con superamento del relativo esame.

L’iscrizione all’albo speciale, in possesso dei requisiti richiesti, può essere avanzata al Cnf .

✓ Per gli avvocati di enti pubblici

FORMAZIONE E SPECIALIZZAZIONE

AVVOCATI SPECIALISTI:

Il titolo di specialista può ottenersi secondo due modalità:

• all'esito positivo di percorsi formativi biennali (i percorsi formativi sono organizzati presso le Facoltà di Giurisprudenza)

• per comprovata esperienza professionale nel settore di specializzazione

Il titolo può essere attribuito e revocato esclusivamente dal CNF.

ATTIVITA’ FORMATIVA

L’AVVOCATO ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria

competenza professionale.

L’obbligo di aggiornamento è previsto anche per i PRATICANTI AVVOCATI DOPO IL CONSEGUIMENTO DEL CERTIFICATO DI COMPIUTA PRATICA.

Il concetto di “formazione continua” comprende:

attività di aggiornamento ( = adeguamento della formazione iniziale)

attività di formazione ( = acquisizione di nuove competenze o di maggiore specializzazione).

PUBBLICITA’ INFORMATIVA

All’avvocato è consentita l’informazione sulla propria attività:

♦ Realizzabile con qualsiasi mezzo, anche informatico;

♦ Concernente l’attività svolta, le specializzazioni, i titoli posseduti, la struttura dello studio, compensi richiesti per le prestazioni;

♦ Doveri: le pubblicazioni devono essere trasparenti, veritiere e corrette e non devono essere comparative con quelle degli altri professionisti né equivoche, ingannevoli, denigratorie e suggestive;

Violazione illecito disciplinare

ASSICURAZIONE PER LA RESPONSABILITÀ CIVILE E ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI

Secondo quanto previsto dalla Riforma, gli avvocati hanno l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile ed una assicurazione contro gli infortuni.

✓ L’avvocato (l'associazione o la società fra professionisti) deve stipulare polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall'esercizio della professione compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti.

✓ L'avvocato comunica al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa.

✓ L’avvocato (l’associazione o la società tra professionisti) deve stipulare polizza assicurativa a copertura degli infortuni derivanti a sé/ai propri collaboratori/ dipendenti/praticanti in conseguenza dell'attività svolta nell'esercizio della professione anche fuori dei locali dello studio legale, anche in qualità di sostituto o di collaboratore esterno occasionale.

Degli estremi della polizza assicurativa variazione è data comunicazione al cliente e al Consiglio dell'ordine (altrimenti, la violazione costituisce illecito disciplinare).

ISCRIZIONE ALLA CASSA FORENSE

CASSA FORENSE

La Cassa forense è sottoposta alla vigilanza di vari Ministeri (Giustizia, Lavoro, Politiche Sociali, dell’Economia e delle Finanze). Essa:

✓ assicura un trattamento previdenziale agli avvocati che hanno esercitato la professione con carattere di continuità;

✓ eroga assistenza a favore degli iscritti;

✓ gestisce forme di previdenza integrativa.

Oltre alle pensioni, la Cassa eroga prestazioni assistenziali (ex: indennità di maternità) ed offre una serie di servizi agli iscritti (mutui ipotecari a tassi agevolati e convenzioni di vario tipo).

L’iscrizione alla Cassa forense è obbligatoria per tutti gli avvocati e contestuale all’iscrizione all’albo. Essa ha carattere esclusivo: l’iscrizione ad altra forma di previdenza è ammessa solo su base volontaria e non alternativa. Sono obbligati altresì a comunicare la situazione reddituale obbligatoria.

-L’omissione dell’iscrizione alla Cassa comporta una sanzione e una penalità pari alla metà dei contributi arretrati.

-L’omissione delle comunicazioni richieste costituisce illecito disciplinare.

✓ Le entrate della Cassa sono essenzialmente costituite dalle contribuzioni degli iscritti sono destinate a finanziare le prestazioni, ossia l’erogazione delle varie pensioni.

* Sono inoltre dettati minimi contributivi dovuti dai soggetti iscritti senza il raggiungimento dei parametri reddituali, condizioni temporanee di esenzione o diminuzione dei contributi per soggetti in particolari condizioni.

II) ACCESSO ALLA PROFESSIONE FORENSE

TIROCINIO PROFESSIONALE: addestramento teorico-pratico del praticante avvocato finalizzato all’acquisizione delle capacità necessarie per l’esercizio della professione.

L’iscrizione al REGISTRO DEI PRATICANTI (tenuto presso il COA) è condizione per l’esercizio della pratica forense.

♦ Il tirocinio può essere svolto contestualmente a un’attività lavorativa subordinata pubblica e privata, purché con modalità idonee a consentire il praticantato e in assenza di conflitto d’interesse;

♦ Il tirocinio deve essere svolto continuativamente per 18 mesi. L’interruzione oltre 6 mesi senza giustificato motivo comporta la cancellazione dal registro dei praticanti, salva la facoltà di richiedere la reiscrizione;

♦ Il tirocinio può essere svolto presso un avvocato iscritto all’albo da almeno 5 anni ovvero presso l’Avvocatura dello Stato ovvero presso l’ufficio legale di un ente pubblico o presso un ufficio giudiziario per max 12 mesi ovvero per max 6 messi in un Stato UE ovvero nel corso dell’ultimo anno di conseguimento della laure per max 6 mesi;

In tutti questi casi va in ogni caso svolto presso un avvocato per almeno 6 mesi.

♦ Il tirocinio può essere svolto anche presso 2 avvocati contemporaneamente;

♦ L’avvocato deve assicurare che il tirocinio si svolga in modo proficuo e dignitoso e non può avere più di tre praticanti contemporaneamente;

♦ Al praticante è sempre dovuto il rimborso spese sostenuto per conto dello studio;

♦ Decorsi 6 mesi possono essere riconosciuti al praticante un’indennità o compenso per l’attività svolta per conto dello studio;

♦ Dopo 6 mesi dall’iscrizione all’albo il praticante può esercitare l’attività professionale in sostituzione dell’avvocato presso il quale svolge la pratica davanti al Tribunale e al GdP e in ambito penale per i reati contravvenzionali;

♦ L’abilitazione dura max 5 anni;

♦ Il praticante può richiede al Coa il trasferimento presso altro ordine e per giustificato motivo;

♦ I praticanti seguono gli stessi doveri e norme deontologiche degli avvocati e sono soggetti al potere disciplinare del Coa;

♦ Devono essere seguiti corsi di formazione con frequenza obbligatoria;

♦ Di tali attività deve essere data attestazione nel libretto della pratica, da esibirsi al Consiglio ogni semestre, con annotazione del dominus attestante la veridicità delle indicazioni ivi contenute;

♦ A termine del tirocinio è rilasciato il certificato di compiuta pratica;

♦ Il praticante sostiene l’esame di Stato nella sede di corte di appello nel cui distretto ha svolto il maggior periodo di tirocinio;

♦ Nel 2018 è stata disposta la disciplina dei corsi di formazione per l’accesso alla professione di avvocato, organizzati dai Coa, dalle SSPL o da altri soggetti abilitati dalla legge, necessario per la professione e l’espletamento delle prove d’esame di abilitazione;

♦ I laureati in giurspr possono svolgere stage presso gli uffici giudiziari per una durata di 18 mesi art. 73 D.L. 69/2013 (12 m + 6m) senza diritto di compenso;

ESAME DI STATO

Il requisito del SUPERAMENTO DELL’ESAME DI STATO per l’iscrizione all’albo è sancito a liv. costituzionale: l’art. 33 Cost. stabilisce che è prescritto un Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale.

NOVITÀ PREVISTE DALLA LEGGE DI RIFORMA IN MAT. DI ESAME DI ABILITAZIONE (posticipata al 2020):

o prove scritte:

-si svolgono con il solo ausilio dei testi di legge, senza commenti giurisprudenziali; -commissione deve annotare le osservazioni a margine degli elaborati (costituiscono la motivazione del voto)

o prova orale:

-è incrementato il n. delle materie obbligatorie;

non è più prevista la possibilità di compensare le insufficienze.

PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

È competente il CONSIGLIO DISTRETTUALE DI DISCIPLINA del distretto in cui è iscritto l'avvocato/il praticante oppure del distretto in cui è stato compiuto il fatto oggetto di giudizio disciplinare.

Quando è presentato un esposto o una denuncia al COA o vi è cmq notizia di illecito disciplinare, il COA:

• Ne dà notizia all’iscritto invitandolo a presentare deduzione entro 20 gg;

• Trasmette immediatamente gli atti al CDD.

princ. della prevenzione competenza si radica presso il Consiglio che ha provveduto per 1° all’iscrizione della notizia nell’apposito registro riservato.

Il CONSIGLIO DISTRETTUALE DI DISCIPLINA svolge la propria opera con sezioni giudicanti composte da 5 titolari e 3 supplenti no membri dell’ordine a cui è iscritto il professionista contro cui si procede.

Rispetto al PROCESSO PENALE:

Il PROCEDIMENTO DISCIPLINARE si svolge ed è definito con procedura e con valutazioni

autonome rispetto al PROCESSO PENALE avente per oggetto i medesimi fatti.

Deroghe alla regola generale dell’autonomia dei due giudizi:

procedimento disciplinare può essere sospeso a tempo determinato (2 anni) se, agli effetti della decisione, è indispensabile acquisire atti e notizie appartenenti al processo penale.

procedimento disciplinare conclusosi prima del processo penale con un provvedimento definitivo può essere riaperto se: è stata inflitta una sanzione disciplinare, ma per gli stessi fatti l’A.G. ha emesso sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’incolpato non lo ha

F 0 E 0commesso deve essere pronunciato il proscioglimento anche in sede

disciplinare;

- è stato pronunciato il proscioglimento, ma per gli stessi fatti l’A.G. ha emesso sentenza di condanna fondata su fatti che non sono stati valutati dal Consiglio

F 0 E 0Distrettuale di Disciplina fatti nuovi sono liberamente valutati in sede

disciplinare.

N.B. In entrambi i casi, il riesame dei fatti è affidato ad una sezione diversa del Consiglio

Distrettuale di Disciplina.

I) FASE PRELIMINARE

Inizia con l’acquisizione della notizia dell’illecito e si conclude con il completamento dell’istruttoria procedimentale.

ACQUISIZIONE DELLA NOTIZIA DELL’ILLECITO La notizia dell’illecito può provenire da esposto/denuncia ad un CONSIGLIO DELL'ORDINE o da A.G. (essa deve darne immediata notizia al Consiglio dell’ordine quando è esercitata l'azione penale; sono applicate misure cautelari; sono effettuati perquisizioni o sequestri; sono emesse sentenze che definiscono il grado). Il Consiglio dell'ordine deve darne notizia all'iscritto, invitandolo a presentare sue deduzioni entro 20 gg. Poi deve trasmettere immediatamente gli atti al CCD.

ISCRIZIONE NEL REGISTRO Ricevuti gli atti, il Presidente del CCD provvede senza ritardo a iscrivere in un apposito registro la notizia di illecito disciplinare, indicando il nome dell'iscritto. L'azione disciplinare si prescrive nel termine di 6 anni dal fatto. Il termine della prescrizione è interrotto con la comunicazione all'iscritto della notizia dell'illecito (anche con la notifica della decisione del CCD, con la notifica della sentenza pronunciata dal CNF su ricorso). Da ogni interruzione decorre un nuovo termine della durata di 5 anni.

ISTRUTTORIA PRE-PROCEDIMENTALE Se non ritiene di disporre l'archiviazione, Presidente CCD designa la Commissione giudicante e nomina il consigliere istruttore. Egli è responsabile della fase istruttoria pre-procedimentale: - comunica all'iscritto l'avvio di tale fase, invitandolo a formulare per iscritto le proprie osservazioni; - provvede a ogni accertamento di natura istruttoria nel termine di 6 mesi dalla iscrizione della notizia di illecito disciplinare.

Conclusa la fase istruttoria, il consigliere istruttore propone al CCD RICHIESTA MOTIVATA DI ARCHIVIAZIONE o DI APPROVAZIONE DEL CAPO DI INCOLPAZIONE. CCD delibera senza la presenza del consigliere istruttore, che non può fare parte del collegio giudicante.

FORMULAZIONE DEL CAPO D’INCOLPAZIONE Momento fondamentale, poiché segna l’apertura del procedimento disciplinare. (nel capo si devono indicare generalità dell'incolpato, n° cron., addebito, con indicazione delle norme violate; data della delibera di approvazione del capo) CCD ne dà comunicazione all'incolpato e al P.M. L’incolpato è avvisato che ha facoltà di prendere visione ed estrarre copia del fascicolo, depositare memorie, documenti e di comparire avanti al consigliere istruttore, per essere esporre le proprie difese.

CITAZIONE A GIUDIZIO DELL’INCOLPATO Se ritiene di non proporre l’archiviazione, consigliere istruttore chiede al CCD di disporre la citazione a giudizio dell'incolpato. Essa è notificata almeno 30 gg liberi prima della data di comparizione all'incolpato e al P.M. (che può presenziare all'udienza dibattimentale). La citazione contiene: 1) generalità incolpato; 2) enunciazione in forma chiara e precisa degli addebiti, con indicazione norme violate; 3) data di comparizione avanti il CCD per il dibattimento (avvertimento che in caso di mancata comparizione, non dovuta a legittimo impedimento o assoluta impossibilità a comparire, si procederà in sua assenza); 4) avviso che incolpato ha diritto di produrre documenti e di indicare testimoni, con indicazione delle circostanze su cui deve vertere il loro esame (ciò dovrà essere compiuto entro 7 gg. prima della data del dibattimento); 5) testimoni che il CCD intende ascoltare; 6) data e sottoscrizione del Presidente CCD.

DIBATTIMENTO F 0 7 6F 0 2 0Incolpato ha diritto di produrre documenti, esaminare o far esaminare i testimoni, di rendere dichiarazioni, sottoporsi all'esame del CCD (ha diritto all’ultima parola).

F 0 7 6F 0 2 0Nel corso del dibattimento il CCD acquisisce i documenti dell’incolpato, esamina i testimoni, l’incolpato, procede all'ammissione e acquisizione di ogni eventuale ulteriore prova necessaria o utile per l'accertamento del fatto.

DECISIONE Premessa: tutto ciò che è acquisito nella fase istruttoria e del dibattimento è utilizzabile per la decisione. Conclusa la discussione, CCD delibera il provvedimento a maggioranza, senza la presenza delle parti (in caso di parità, prevale il voto del Presidente). Il dispositivo del provv. è immediatamente letto alle parti; esso contiene anche l'indicazione del termine per l'impugnazione. Tipi di decisione (notificata a tutti gli interessati): a. PROSCIOGLIMENTO, con la formula «non vi è luogo a provvedimento disciplinare»; b. RICHIAMO VERBALE, nei casi di infrazione lieve e scusabile (non ha carattere di sanzione disciplinare); c. SANZIONE DISCIPLINARE: avvertimento, censura, sospensione dall'esercizio della professione da 2 mesi a 5 anni, radiazione.

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