Organizzazione reti di impresa, Tesi di laurea di Economia Aziendale. Università di Padova
Silvia.aaa
Silvia.aaa31 maggio 2017

Organizzazione reti di impresa, Tesi di laurea di Economia Aziendale. Università di Padova

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Le reti di imprese sono forme di aggregazione di imprenditori attorno ad un progetto condiviso. Con il contratto di rete due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei...
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA

DIPARTIMENTO DI ECONOMIA AZIENDALE

Corso di Laurea in Economia Aziendale

L’organizzazione della Rete d’Impresa

Anno Accademico 2012/13

Indice

1 Introduzione ........................................................................................ 5

2 CAPITOLO 1:INTRODUZIONE ALLA RETE D’ IMPRESA ......... 9

2.1 1.1 La situazione delle piccole-medie imprese italiane ...................... 9

2.2 1.2 I possibili vantaggi della collaborazione ...................................... 11

2.3 1.3 Il Contratto di Rete ....................................................................... 13

2.4 1.4 Due concetti fondamentali ............................................................ 15

2.5 1.5 Alcuni dati .................................................................................... 16

3 CAPITOLO 2: IL QUADRO NORMATIVO E FISCALE ................ 20

3.1 2.1 Soggetti che possono stipulare il Contratto di Rete ...................... 21

3.2 2.2 La forma del contratto e gli adempimenti pubblicitari ................. 22

3.3 2.3 I contenuti del Contratto di Rete .................................................. 24

3.4 2.4 Il fondo patrimoniale comune ...................................................... 27

3.5 2.5 L’organo comune .......................................................................... 28

3.6 2.6 Reti Contratto, Reti Soggetto e normativa fiscale ........................ 30

3.7 2.7 Conclusioni ................................................................................... 33

4 CAPITOLO 3: ORGANIZZAZIONE ED EVOLUZIONE DELLA RETE

D’IMPRESA .............................................................................................. 36

4.1 3.1 Diverse finalità per le Reti d’Impresa .......................................... 36

4.2 3.2 La classificazione delle Reti d’Impresa ........................................ 37

4.3 3.3 Il percorso evolutivo della rete ..................................................... 42

4.3.1 Start up .................................................................................... 42

4.3.2 Challenge ................................................................................. 44

4.3.3 Evolution ................................................................................. 45

4.4 3.4 La gestione delle risorse umane all’interno della Rete ................. 47

5 CAPITOLO 4: Le Reti d’Impresa nel Veneto: alcuni esempi ............ 49

5.1 4.1 La Rete d’Impresa in Veneto ........................................................ 49

5.1.1 Distribuzione Contratti di Rete uniregionali in Italia............... 50

5.2 4.2 Esempi di Rete d’Impresa ............................................................ 53

6 Conclusione ........................................................................................ 63

7 Bibliografia ......................................................................................... 66

8 Sitografia ............................................................................................ 68

Introduzione

Questo lavoro ha come obiettivo la presentazione, soprattutto dal punto

organizzativo, di questo nuovo strumento di aggregazione messo a disposizione

delle imprese italiane che è la Rete d’Impresa e l’illustrazione di un caso concreto

che lo studente ha avuto la possibilità di seguire in prima persona: la costituzione

della rete dell’impresa Silvana Morini.

Le aziende italiane, soprattutto di dimensione medio-piccola, si trovano ad

affrontare un periodo particolarmente difficile ed è necessario trovare una

qualche soluzione che le aiuti a rialzarsi. In questo elaborato colui che scrive

sostiene un opinione molto diffusa in letteratura, ossia che le piccole e medie

imprese possono sopravvivere e crescere solamente collaborando; come sostiene

Richard L. Daft : “Superando le barriere ed entrando in partnership con un

approccio volto all’equità nel rapporto e alla creazione di valore per entrambe le

parti, le aziende attuali stanno cambiando la concezione stessa di

organizzazione”1.

1 Organizzazione Aziendale, Daft R., Apogeo, 2010, Lavis (TN)

Per la stesura di questo lavoro sono state consultate diverse fonti cartacee

sull’argomento soprattutto con un taglio giuridico, è stato inoltre molto utile

l’accesso a documenti pubblicati da Retimpresa i quali descrivono gli aspetti più

tecnici e operativi delle reti considerata anche la loro destinazione diretta per gli

imprenditori. Anche Internet si è rivelato un ottimo e importante strumento

soprattutto per la consultazione di portali dedicati alle Reti d’Impresa e di siti

aziendali o di Reti stesse.

Per ciò che riguarda la parte pratica, ossia l’analisi del caso Silvana Morini, lo

studente ha avuto la possibilità di svolgere un periodo di stage di 5 mesi. Durante

questo periodo ha potuto partecipare a diverse attività coinvolte nella costruzione

della rete apprendendo molto su tale strumento; inoltre l’affiancamento di

persone competenti in materia ha facilitato l’apprendimento e favorito un costante

aggiornamento di questa tematica ancora in evoluzione. Lo studente ha anche

partecipato a un congresso tenuto da Confindustria Verona il 6 Giugno 2013 per

conto dell’azienda e tale esperienza ha dato altro materiale e altri interessanti

spunti su cui soffermarsi. Assumere una prospettiva interna e non solo esterna ha

dato al lavoro un’ottica un po’ più concreta, o almeno questa è la speranza di chi

scrive.

L’elaborato è strutturato in modo tale da descrivere prima la Rete d’Impresa sotto

diversi aspetti tecnici, da quello normativo e fiscale a quello organizzativo;

l’analisi poi si concentra sull’impatto che le Reti hanno avuto nel Veneto, ossia lo

scenario in cui è presente Silvana Morini, per poi, infine, analizzare il caso

concreto delle Reti d’Impresa dell’azienda.

Con il Capitolo 1 viene introdotto il tema della Rete d’Impresa: è illustrata

brevemente la crisi che stanno affrontando le PMI, le quali vedono una continua

uscita dal mercato per diversi motivi, e viene proposto il Contratto di Rete come

una possibile soluzione per invertire tale tendenza. Viene poi spiegato il concetto

di Rete e di Contratto di Rete e, con il supporto di dati, si mostra il successo che

sta ottenendo tale strumento.

Il capitolo 2 cerca di dare al lettore un’idea del quadro giuridico e fiscale in cui si

colloca la Rete d’Impresa. Lo strumento che disciplina la Rete d’Impresa è il

Contratto di Rete e in questa parte ne vengono descritti i caratteri e punti

fondamentali con una particolare attenzione ai riflessi organizzativi che derivano

da ogni scelta contrattuale. Viene inoltre illustrato il quadro fiscale a cui è

sottoposta la Rete e i vantaggi che si possono trarre dalla costituzione della stessa.

Infine lo strumento della Rete viene comparato con altre forme di aggregazione

per evidenziarne alcune differenze.

L’aspetto organizzativo delle Reti d’Impresa viene discusso nel Capitolo 3. In

questa parte viene illustrata l’estrema duttilità delle Reti d’Impresa, tutte le

finalità che esse possono perseguire e viene proposta una classificazione in base

a diversi criteri. Successivamente si descrive la rete come un organismo vitale il

quale ha il proprio ciclo di vita che la porta ad evolversi e mutare nel tempo.

Infine è sembrato opportuno fare il punto anche su un altro importante argomento

che riguarda la rete, ossia il ruolo delle risorse umane che la compongono.

Nel capitolo 4 l’elaborato, dopo i cenni prettamente teorici sulla Rete d’Impresa,

cerca di dare una forma a ciò di cui si parla. Lo studente ha voluto dare una

dimensione al fenomeno delle Reti d’Impresa nel Veneto e presentare alcuni

esempi a suo parere significativi in termini di scopo e struttura organizzativa.

A conclusione del lavoro viene presentato, con il Capitolo 5, il caso aziendale di

Silvana Morini. Viene introdotta l’azienda con tutte le sue caratteristiche e viene

illustrato il problema per cui essa sceglie la strada della Rete d’Impresa. Silvana

Morini ha intenzione di sviluppare due Reti d’Impresa: in questo capitolo

vengono illustrate le motivazioni, gli obiettivi, le modalità di esecuzione e infine

la forma del Contratto di Rete. Come spiegato precedentemente, lo studente, per

la stesura di questo capitolo in particolare, si avvale della sua esperienza come

stagista che lo ha coinvolto direttamente nelle operazioni.

CAPITOLO 1:INTRODUZIONE ALLA RETE D’ IMPRESA

1.1 La situazione delle piccole-medie imprese italiane Complice la crescente globalizzazione e la crisi economica, il tessuto economico

italiano subisce sempre di più le conseguenze di un assetto prevalentemente

costituito da piccole-medie imprese (le PMI costituiscono il 99,9% delle imprese

italiane, il 68.3% del valore economico aggiunto e l’80,3% dell’occupazione del

settore privato non finanziario2),le quali spesso non hanno gli strumenti e le

conoscenze per competere nel nuovo scenario di mercato globale.

Un’analisi condotta dal Cerved Group3 mostra come sia in aumento il numero di

aziende italiane che escono dal mercato:

Dal 2008 al 2012 si è passato da 47000 aziende a 55000 con un aumento

percentuale del 17%.

2 Dati del dipartimento delle politiche europee.

http://www.politicheeuropee.it/newsletter/18320/relazione-2012-sulla- performance-delle-pmi 3 Cerved Group, Osservatorio su fallimenti procedure e chiusure di imprese, http://www.cervedgroup.com/documents/10156/105548/ Osservatorio_fallimenti_procedure_chiusure.

pdf

Le forme di uscita dal mercato sono diverse:

• 9000 per fallimento

• 1000 per procedure concorsuali non fallimentari

• 45000 per liquidazione

Ma un dato da tenere in particolare considerazione è il forte aumento delle

liquidazioni anche di società non rischiose dal punto di vista del bilancio, con

buoni fondamentali, che non vedono però prospettive di profitto nel mercato.

Parallelamente a questa situazione un’indagine di MedioBanca su 2035 medie e

grandi società italiane4 ha evidenziato come il lieve aumento del fatturato dal

2011 al 2012 (+1,1%) sia prevalentemente sostenuto dalle esportazioni aumentate

del 4,9% rispetto al 2011 e del 13,6% rispetto al 2008.

Al contrario la BCE ha sostenuto che “le piccole e medie imprese hanno visto un

aumento delle necessità di finanziamento accoppiato a un peggioramento della

disponibilità di prestiti bancari5” considerato un peggioramento del fatturato.

Ciò che si può dedurre da queste considerazioni è che:

• Non si può più prescindere dal mercato internazionale, quello che si sta

delineando è un mercato sempre più sfumato e senza confini di

conseguenza le aziende devono saper cogliere ogni opportunità se

vogliono sopravvivere e crescere

4 FirstOnline, Mediobanca, dati di 2.035 società italiane medie e grandi:

cresce fatturato, ma solo grazie a export, http://finanza.it.msn.com 5 Corriere della sera, Utili in forte calo per le piccole e medie imprese. La Bce: aumenta la necessità di prestiti bancari.

http://www.corriere.it/economia/13_aprile_26/bce-utili-imoprese-calo- record_087f5948-ae49-11e2-b304d44855913916.shtml

• E’ necessario un rinnovamento nel concetto di piccole e medie imprese, un

rinnovamento che implichi un maggior peso specifico e al tempo stesso

una maggior flessibilità. Questo obiettivo può essere raggiunto se si arriva

a capire che la collaborazione è diventata una necessità per la

sopravvivenza.

Bisogna quindi sviluppare delle nuove strategie produttive tenendo come perno

centrale il concetto di relazione, che dovrà comunque farsi più stretta e integrata.

Questa esigenza trova risposta nella Rete d’impresa, uno strumento che si

propone come uno dei rimedi alle difficoltà che possono incontrare le

piccolemedie imprese nell’ affrontare le sfide del nuovo mercato senza sacrificare

l’autonomia e la grande creatività dei piccoli e piccolissimi imprenditori.

1.2 I possibili vantaggi della collaborazione I principali fattori che impediscono lo sviluppo delle PMI possono essere

individuati in:

• Limitata capacità di finanziamento

• Scarsa capacità competitiva

• Difficoltà di circolazione e sviluppo delle conoscenze

• Scarsa internazionalizzazione

La limitata capacità di finanziamento è un importante problema che le imprese si

trovano a fronteggiare; questo non dà la possibilità alle stesse di crescere nella

maniera corretta e di sfruttare a pieno tutte le opportunità che si presentano.

Va inoltre considerato che le PMI difficilmente assumono grossi rischi, cercando

di contenere il ricorso all’indebitamento più di quanto necessario. D’altra parte le

aziende di credito non si fidano molto di imprese di piccole dimensioni che

possono presentare garanzie limitate. Proprio per questo l’integrazione in una rete

può porre rimedio a questo problema. L’interdipendenza delle varie imprese che

fanno parte della rete fa sì che gli interessi di tutti i retisti facciano da garanzia

per il rischio di credito. In questo modo il merito creditizio del singolo soggetto

viene rivalutato considerata la rete di cui fa parte e la rete stessa diventa soggetto

passibile di un rating che potrà essere anche superiore della somma dei rating

delle varie imprese che la compongono.

In termini di competitività, la Rete può aiutare la singola impresa in vari modi:

• Possono essere conseguite importanti economie di scala sia sul fronte dell’

approvvigionamento che sul fronte operativo

• Si può ottenere una maggiore efficienza attraverso una divisione e

specializzazione del lavoro

• Può avvenire un sensibile decremento dei costi di transazione e del potere

di mercato e contrattuale

I vantaggi che la rete può concedere ai singoli retisti possono essere sia materiali

e tangibili che immateriali: parliamo in questo caso della capacità innovativa. E’

fondamentale infatti per un’impresa la dimensione della conoscenza che si può

declinare nel possesso di marchi, brevetti e soprattutto nel knowhow aziendale. Il

problema di queste risorse è il fatto che esse siano di difficile reperimento

considerati i costi e rischi annessi.

Con la rete, più aziende (soprattutto operanti in settori simili) possono sostenere

insieme i costi per la ricerca di nuove conoscenze, che siano tecnologiche o

semplicemente di mercato, e condividere e sviluppare quelle precedentemente

detenute instaurando un rapporto di cooperazione.

Come già sottolineato è ormai necessario che le PMI inizino ad affacciarsi in

mercati extradomestici per individuare nuove opportunità di profitto. Ma entrare

in un nuovo mercato, soprattutto se straniero, può comportare non poche

difficoltà. Ci possono essere barriere all’entrata, vincoli legali, e in ogni caso ci

sono costi di informazione relativamente ampi. Le reti composte da varie imprese

che perseguono il medesimo obiettivo di internazionalizzazione possono

scavalcare tali ostacoli con più facilità organizzandosi in assetti che mirano a

un’espansione del mercato, evitando l’integrazione proprietaria. In questo modo

possono anche porsi come concreta risposta alle multinazionali.

1.3 Il Contratto di Rete Il concetto di Rete d’Impresa è stato con il tempo riconosciuto anche dall’

ordinamento giuridico italiano che ha introdotto il Contratto di Rete,strumento

con il quale le imprese danno una struttura alla propria alleanza, si danno uno

statuto, individuano organi e si registrano alla Camera di Commercio.

Una delle caratteristiche tipiche dei rapporti tra imprese è che generalmente, a

causa della molteplicità di variabili coinvolte nonché della complessità e del

protrarsi di questo nel tempo, risulta impossibile prevedere con precisione quali

saranno gli interessi delle parti nel futuro.

Pertanto, una delle esigenze cui deve rispondere lo strumento contrattuale nei

rapporti tra imprese, è quello di lasciare un certo margine di incompletezza ed

indeterminatezza da riempire in sede di esecuzione del contratto, al fine di

permettere a questo di adattarsi alle sopravvenienze. Proprio per questo motivo il

legislatore ha concepito il contratto di rete come uno strumento dalla spiccata

flessibilità, in modo da dare la possibilità alle parti di modellarlo in base alle loro

più concrete esigenze.

Tanto più specifico e dettagliato sarà il contratto, tanto più limitata sarà

l’elasticità dello stesso nonché la sua capacità di adattarsi alle sopravvenienze; la

consapevole omissione di alcuni punti, d’altra parte, potrà favorire l’adattabilità

del rapporto di rete.

La prima definizione normativa del contratto di rete si trova nella legge 9 aprile

2009, n. 33, art 3, comma 4-ter:

“Con il contratto di rete due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune

una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di

accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato”.

Successivamente la legge 30 luglio 2010 n. 122 con la quale si e convertito con

modificazioni, il DL 31 Maggio 2010, n. 78, ha delineato definitivamente il

connotati del Contratto di rete attraverso un ulteriore variazione del comma 4-ter

del precedente art. 3 definendo così il nuovo enunciato:

“Con il contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere,

individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria

competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma

comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti

all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni

di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad

esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria

impresa.”

Come si può notare la modifica sostanziale che è stata effettuata riguarda quelle

che sono le attività che contraddistinguono il contratto di rete.

La rete infatti è un organismo che prevede la cooperazione e l’interdipendenza fra

diverse imprese che stabiliscono una relazione di lungo termine in cui si pongono

un obiettivo comune che andrà realizzato attraverso un programma.

Questo programma dovrà basarsi su una serie di attività concrete le quali possono

essere:

• La collaborazione in ambiti predeterminati attinenti all’ esercizio delle

proprie imprese: lo sviluppo di logiche di rete ha spesso come principale

fine quello di consentire ai soggetti di finalizzare la propria attività sulla

base di quelle che sono le proprie competenze chiave operando una

divisione del lavoro che consente di ottenere non solo un elevato grado di

flessibilità ma anche un miglioramento di efficienza operativa.

• Lo scambio di informazioni: le imprese che si uniscono in una rete

sviluppano un rapporto che va aldilà della semplice collaborazione.

Devono iniziare a ragionare come un organismo unico e affinché si possa

operare al meglio è fondamentale che vi sia un rapporto di fiducia alla

base che si concretizzi in un consistente scambio di informazioni. Questo

rende possibile una crescita sinergica delle varie parti, sia dal punto di

vista strettamente operativo e tecnico, che sotto il profilo della

comunicazione con i vari stakeholder esterni all’ impresa.

• L’ esercizio in comune di una o più attività: la rete nasce essenzialmente

per permettere a un’impresa (tendenzialmente medio piccola) di crescere

e svilupparsi più velocemente. Spesso la carenza di importanti basi

economiche e i rischi eccessivi che possono presentarsi nella realizzazione

di un investimento non danno la possibilità a un’attività di crescere nel

migliore dei modi. Con una rete l’ impresa può intraprendere progetti che

altrimenti sarebbero proibitivi sia sotto il profilo del finanziamento che

sotto quello del rischio potendo così avviare un processo di continua

crescita.

1.4 Due concetti fondamentali Due fondamentali concetti che contraddistinguono le reti di imprese da altre

forme di aggregazione sono l’autonomia e la fiducia.

Autonomia. Caratteristica fondamentale della rete è che il singolo imprenditore

non perde la sua individualità e la sua autonomia, piuttosto è attivo interprete

della gestione del nuovo organismo che si viene a creare delegando potere

decisionale solo con riguardo ad alcune specifiche ancorché strategiche funzioni

d’impresa che mirano al conseguimento dell’obiettivo comune. Come verrà

spiegato più dettagliatamente avanti infatti il governo della rete può essere

delegato a un organo comune o un manager di rete interno o esterno alla stessa.

Fiducia. La fiducia è il perno su cui si basa la rete. Il concetto di fiducia è già

stato visto nella spiegazione degli scambi di informazioni che possono avvenire

fra le imprese presenti nella rete ma riguarda qualcosa di più ampio. La fiducia è

intesa come onestà nei confronti dei propri “compagni”, come tendenza a evitare

comportamenti opportunistici che possano favorire il singolo a discapito della

rete. Non sono pochi gli esempi di Reti d’Impresa fallite per il verificarsi di tali

comportamenti opportunistici, per cui a volte può essere necessario “aiutare” la

fiducia con l’ausilio di patti di non concorrenza o patti di riservatezza che

rendano le imprese partecipanti più sicure piuttosto che procedere in un clima di

sospetto reciproco.

1.5 Alcuni dati Per favorire la diffusione di questo nuovo strumento nella realtà economica

italiana è stata creata presso Confindustria un’agenzia specialmente dedicata

nominata Retimpresa6 con l’obiettivo di spingere le imprese verso questa nuova

forma di aggregazione che consente loro di accedere ad un sensibile aumento

delle facilitazioni ed agevolazioni.

6 http://www.retimpresa.it/

Anche grazie a questo in pochi anni si è registrata una forte diffusione del

contratto di rete e secondo il Terzo Osservatorio Retimpresa Intesa San Paolo7 al

28 Giugno 2013, 4091 imprese si sono unite in 792 reti.

Dall’ indagine di Retimpresa emergono inoltre i caratteri fondamentali delle reti

che si sono venute a formare:

• La maggior parte delle reti si è sviluppata al centro-nord, le regioni più

attive sono Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana.

• Il 76% dei contratti è uniregionale il restante 24% presenta delle reti

sviluppate in più regioni.

• Per quanto riguarda il numero di imprese presenti all’ interno di una rete il

48% delle reti è composta da un numero compreso fra 4 e 9, il 41% da 2-3

imprese e solo l’ 11% da 10 o più.

• In netta maggioranza le reti composte nel settore manifatturiero che

rappresentano il 40% delle reti totali. In particolare in questo settore si

distinguono le imprese nel settore metallurgico, le industrie alimentari e la

fabbricazione di macchinari ed apparecchiature.

7 Terzo Osservatorio Retimpresa Intesa San Paolo: 94 contratti nei primi mesi del 2013.

http://www.confareti.it

Tale sviluppo delle reti è ovviamente giustificato da un effettivo riscontro da parte

delle aziende in termini numerici.Infatti Retimpresa mette a confronto la crescita

delle imprese all’interno di una rete con quella delle imprese non in rete

presentando i seguenti dati raccolti fra il 2011 e il 2012:

Aziende in rete Aziende non in rete

Aumento del fatturato

+10%

+4,6%

Attività di export

50%

31%

Certificati di qualità

26,7%

17,2%

Marchi registrati a livello internazionale

16,4%

8,5%

Richieste brevetti

16,3%

7,3%

Certificazioni

8,2%

3,4%

ambientali Partecipate estere

17,8%

7,5%

Presenza in gruppi economici

50%

35%

CAPITOLO 2: IL QUADRO NORMATIVO E FISCALE

Come specificato nel capitolo precedente,il Contratto di Rete è stato introdotto

recentemente nel nostro ordinamento giuridico ed èdisciplinato dall’art. 3, commi

4-ter, 4-quater, 4-quinquies, della Legge n. 33 del 9 aprile2009 (di conversione

del D.L. n. 5 del 10 febbraio 2009), così come modificata dal D.L. n. 78del 31

maggio 2010, convertito nella Legge n. 122 del 30 luglio 2010.

Esso è un accordo con il quale più imprenditori si impegnano a collaborare al fine

di accrescere,sia individualmente che collettivamente, la propria capacità

innovativa e la propria competitività sul mercato. Non vi sono motivi per ritenere

che tali obiettivi strategicidebbano sussistere congiuntamente ed è quindi

sufficiente che anche uno soltanto di essi siaposto a fondamento del programma

di rete.

La crescita della capacità innovativa viene intesa, in terminigenerali, come la

possibilità che l’impresa possa accedereallo sviluppo delle proprie ovvero a

nuove opportunità tecnologiche, mentre, per quanto concerne la crescita della

competitività questa si intende come volta adincrementare la capacità

concorrenziale dei membri della rete, sia nel mercatonazionale che soprattutto in

ambito internazionale.

Dal punto di vista giuridico il contratto di rete è caratterizzato dalla comunione di

scopotra i contraenti e, laddove sia plurilaterale, il legislatore richiama

espressamente la disciplinadel contratto plurilaterale con comunione di scopo alla

quale si collega il principiogenerale di conservazione dello stesso a salvaguardia

della sua stabilità. Cosicché, nelcaso in cui una delle parti del contratto venga

meno il contratto di rete resterà valido ed efficace per le altre parti. Verranno in

seguito analizzati i punti principali del Contratto di Rete.

2.1 Soggetti che possono stipulare il Contratto di Rete La norma precisa che il contratto di rete può essere stipulato da “più

imprenditori”.

Devono quindi essere soddisfatti due requisiti:

• il requisito sostanziale: il soggetto deve trattarsi di un imprenditore ai sensi

dell’ art. 2082 c.c.

• il requisito formale: la qualità di imprenditore deve risultare dal

Registro delle imprese

Considerati questi requisiti, sono inclusi fra i soggetti che possono stipulare un

Contratto di Rete tutti i tipi di imprenditori indipendentemente dalla loro natura:

• le imprese individuali

• le società

• aziende senza scopo di lucro

• le società semplici

• gli imprenditori agricoli

Una breve parentesi merita il trattamento riservato alla pubblica amministrazione,

che, per definizione, imprenditore non è. Ebbene una partecipazione diretta della

pubblica amministrazione al Contratto di Rete potrà ammettersi da parte dei soli

soggetti che, ferma la loro eterogenea natura (cosiddette imprese organo, enti

pubblici economici, società pubbliche), rivestano la qualità di imprenditore; andrà

invece esclusa in ogni altro caso. Non è preclusa la possibilità direalizzare reti

miste in cui siano presenti soggetti con e senza scopo di lucro così come non

sussiste nessun impedimento alla stipula di un contratto di rete tra imprese legate

da rapportipartecipativi o collegate tra loro.

Per quanto concerne la possibilità di adesione al Contratto di Rete da parte di

soggetti comunitari ed extracomunitari non vi sono limitazioni a condizione che

sia soddisfatto il requisito sostanziale. Il requisito formale può essere un ostacolo

per le imprese estere che, non operando in Italia, non sono iscritte al Registro

delle Imprese. Sarebbe necessaria l’apertura di una sede secondaria in Italia per

stipulare un Contratto di Rete con aziende italiane in modo tale di trovare

iscrizione nel Registro delle Imprese.

Tutto ciò però potrebbe rivelarsi assai ostruttivo se non discriminatorio, quindi, in

attesa di un chiarimento legislativo è opportuno che le aziende non italiane non

figurino tra i sottoscrittori originari del contratto, ma vi aderiscano inun secondo

momento; ciò al fine di superare l'ostacolo che deriva dalla seguenteprevisione

normativa: "[…]l'efficacia del contratto inizia a decorrere da quando èstata

eseguita l'ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sonostati

sottoscrittori originari".E’ opportuno segnalare inoltre la possibilità di prevedere,

nel regolamento contrattuale, l'applicazionedella legge italiana.

2.2 La forma del contratto e gli adempimenti pubblicitari

Il Contratto di Rete deve essere stipulato nella forma dell’atto pubblico o della

scritturaprivata autenticata e ciò è previstoai fini degli adempimenti pubblicitari

di cui al comma4-quater.

La pubblicità del contratto è assicurata mediante la sua iscrizione al Registro delle

imprese,nella sezione in cui è iscritta ciascuna impresa contraente.

La norma prevede inoltre che l’efficacia del contratto inizi a decorrere da quando

è stataeseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne

sono stati sottoscrittorioriginari.

L’onere di procedere con scrittura privata autenticata o con atto pubblico, nonché

l’onerepubblicitario di iscrizione al Registro delle imprese si imporranno anche

nei casidi introduzione di:

• modifiche del testo contrattuale originario

• modifica dell’identità dell’organo comune, quale mandatario dei contraenti

• nuove adesioni al contratto di rete

• modifica dei sottoscrittori originari del contratto

In tutti questi casi la modifica dovrà risultare da atto pubblico o scrittura privata

autenticataai fini dell’adempimento degli obblighi pubblicitari.

Con il Decreto Sviluppo 2012 (D.L. 83/2012) è stata introdotta la possibilità di

redigere il contratto non più solo per atto pubblico o scrittura privata autenticata,

ma anche per atto firmato digitalmente con mera firma digitale (art.24 CAD) o

con firma elettronica autenticata da notaio o da altro pubblico ufficiale (art. 25

CAD) e trasmesso agli uffici del Registro delle Imprese attraverso un modello

standard tipizzato.

Per ciò che riguarda la natura da riconoscere a tale pubblicità (pubblicità notizia,

pubblicità dichiarativa, pubblicità costitutiva) si registra nella letteratura

un’ampia pluralità di vedute.

Al riguardo la posizione assunta dal Consiglio Nazionale del Notariato nello

Studio n. 1-2011/I e tramite larisposta al Quesito di Impresa n.144/2011/I è la

seguente: "l'efficacia cui tale norma fa riferimento deve essere intesa non già

come idoneità del contratto interaziendale stipulato a produrre effetti fra le parti

ex art. 1372 c.c., bensì come rilevanza del medesimo quale atto costitutivo di una

rete di imprese finalizzato al riconoscimento degli effetti normativamente

ricollegati a tale qualificazione.

Si può, dunque, ipotizzare che l'iscrizione nel Registro delle Imprese abbia una

rilevanza esterna verso terzi e non, invece, un'efficacia costitutiva del rapporto

giuridico".

Considerata quindi anche l’Amministrazione Finanziaria una parte terza rispetto

al contratto, ai fini di godere delle agevolazioni fiscali sarà necessaria l’ iscrizione

al Registro delle Imprese.

Si segnala per completezza espositiva la posizione di Cerato, Cignoli e Bana i

quali affermano “L’attuale contenuto letterale esprime l’efficacia costitutiva

della registrazione del contratto sia tra gli aderenti che nei confronti di terzi: in

altri termini il contratto di rete non registrato deve essere considerato come

inefficace, con ogni conseguenza di Legge anche nei rapporti tra gli aderenti.”8

2.3 I contenuti del Contratto di Rete

Il contratto di rete, così come concepito dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, presenta dei contenuti minimi obbligatori e alcuni altri che possono essere inseriti a discrezione dei contraenti. Lo scopo di tale previsione è da ricondurre al principio sopra richiamato della flessibilità che vuole perseguire questo tipo di contratto che potrà quindi assumere una forma più snella oppure più precisa a seconda del volere delle parti9.

CONTENUTI OBBLIGATORI

CONTENUTI FACOLTATIVI

Nome, ditta, ragione so ciale partecipanti

d e i

Fondo patrimoniale comune

Obiettivi strategici

Organo decisionale comune

Programma di Rete

Cause facoltative di recesso anticipato

8 Reti d’ impresa. Profili aziendali, civilistici, fiscali contabili e finanziari. Milano, IPSOA, 2012, Pag 51. 9 Retimpresa, Bernini E., Bevilacqua G., Bredariol E., Linee guida per i contratti di rete, 2012

Durata del contratto

Modalità di adesione dei partecipanti

Regole per l’assunzione delle decisioni

I contenuti obbligatori:

Nome, ditta, ragione sociale dei partecipanti: è necessaria una precisa identificazione delle parti contraenti in relazione al regime di pubblicità che la

legge prevede attraverso la sua registrazione nel Registro delle Imprese.

Obiettivi strategici: come già accennato più volte obiettivo della Rete è quello di innalzare la competitività e la capacità innovativa delle imprese che la

compongono. Oltre a specificare chiaramente la declinazione concreta di questi

obiettivi, sarà necessario individuare dei metodi per misurare i progressi fatti

dalla Rete in relazione al progetto con lo scopo di attuare una verifica su quella

che è la vera attitudine della rete a creare valore.

Programma di rete: il programma di rete e la sua realizzazione costituiscono

l’oggetto del contratto; in questaprospettiva, le imprese contraenti devono, anche

in via alternativa:

• Collaborare in forme ed ambiti predeterminati attinenti l’esercizio delle

proprie imprese;

• scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale,

tecnica o tecnologica;

• esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria

impresa.

Il programma di rete dovrà dunque indicare:

• i diritti e gli obblighi di ciascun partecipante;

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