Ottica - Uso delle lenti a contatto, Schemi riassuntivi di Ottica. Università degli Studi di Roma La Sapienza
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Ottica - Uso delle lenti a contatto, Schemi riassuntivi di Ottica. Università degli Studi di Roma La Sapienza

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Vademecum sull'uso corretto delle lenti a contatto. Indicazioni generali.
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INDICAZIONI PER L’USO DELLE LENTI A CONTATTO L’uso delle lenti a contatto in confronto, agli occhiali, richiede una gestione più complessa perché: a) è necessario rispettare rigorosamente alcune fasi di manutenzione periodica b) viene richiesta un’adeguata igiene personale al fine di prevenire una

contaminazione chimica e/o microbiologica dell’occhio che può facilmente essere veicolata dalla lente

c) aumenta la necessità di effettuare controlli specialistici periodici, sia perché il rischio di abrasioni corneali è elevato, sia per la ridotta sensibilità corneale indotta dall’uso della lente.

Ciò fa intendere che la lente a contatto non possa essere considerata una semplice alternativa agli occhiali, ma il suo uso va adottato soltanto in presenza di motivate indicazioni che possono essere raggruppate in a) INDICAZIONI ESTETICHE => per migliorare la “performance” psicologica b) INDICAZIONI OTTICO - FUNZIONALI => per migliorare la funzione visiva c) INDICAZIONI PATOLOGICHE => per migliorare la strategia terapeutica  INDICAZIONI

ESTETICHE: L’uso delle lenti a contatto per migliorare l’aspetto estetico d’occhi sfigurati per patologie congenite o acquisite, per effetto di traumi o in presenza d’occhi strabici, è consigliato per sostituire gli occhiali, considerati dagli individui come un elemento che peggiora l’aspetto.

 INDICAZIONI OTTICO FUNZIONALI:

Per migliorare la funzione visiva in diverse condizioni. a) ANISOMETROPIA: causata dal differente potere fra

i due occhi, l’uso delle lenti a contatto è utile per la riduzione dell’aniseconia retinica indotta dalla correzione con lenti da occhiale. Quando invece l’anisometropia è del tipo prevalente assiale, come accade per miopia e ipermetropia, le lenti a contatto hanno un effetto riducente.

b) AMETROPIA ELEVATA: il rimpicciolimento delle immagini retiniche indotte dalle lenti da occhiale viene minimizzato dalle lenti a contatto con le quali si ha un ingrandimento del campo e una riduzione delle aberrazioni ottiche.

c) ASTIGMATISMO CORNEALE IRREGOLARE (CHERATOCONO): la formazione del menisco di lagrime tra la cornea e le lenti a contatto del tipo rigido elimina otticamente le irregolarità di queste ultime.

ALBINISMO: la lente a contatto, trasparente soltanto per una porzione pupillare molto ridotta, ha lo scopo di ridurre drasticamente la quantità di radiazione luminosa che può entrare nell’occhio favorendo il miglioramento del ristagno e dell’acuità visiva.

 INDICAZIONI PATOLOGICHE:

Sono generalmente applicate lenti a contatto morbide. Le principali indicazioni per l’uso di una lente a scopo terapeutico sono: A) PROTEZIONE DELL’EPITELIO CORNEALE: in

caso di trichiosi e di cheratite da paralisi del VII nervo.

B) PER FAVORIRE LA RIEPITELIZZAZIONE CORNEALE NELLE DISTROFIE EPITELIALI: nelle erosioni ricorrenti, nelle ustioni termiche o radiazioni e nella cheratite pintata superficiale di Thygeson.

C) PER INIBIRE IL DOLORE OCULARE: principalmente nella cheratite bulbosa dove la lente evita il contatto diretto tra la palpebra e le terminazioni nervose esposte della cornea.

D) PER RILASCIO DI FARMACI: poiché solo una ridotta percentuale del farmaco instillato riesce ad essere biodisponibile, per mezzo di lenti a contatto di idrogel è possibile rilasciare farmaci come la pilocarpine e antibiotici.

MATERIALI PER LE LENTI A CONTATTO Tutti i materiali utilizzati per costruire queste lenti sono dei polimeri. Possono dividersi in: RIGIDI se non si conformano con la superficie del bulbo oculare. MORBIDI: se si conformano con la superficie del bulbo oculare. La stragrande maggioranza delle lenti a contatto attualmente applicate è del tipo MORBIDO IN IDROGEL: (PHEMA) POLIDROSSIETILMETACRILATO RIGIDO GAS-PERMIABILE: (SEMI-RIGIDO) che permette il passaggio dei gas (PMMA) POLI METILMETACRILATO. Inizialmente furono prodotte solo lenti sclerali, di vetro-plastica che coprivano quasi tutta la superficie dell’occhio e siccome impedivano alle lagrime di scorrere sul globo oculare, si doveva usare una soluzione lacrimale artificiale da cambiare frequentemente. Oggi queste lenti sono usate di rado, salvo in caso di infezioni o ferite. Le lenti corneali, che coprono una superficie molto più ridotta e galleggiano sul liquido lacrimale, furono introdotte alla fine degli anni quaranta. In origine erano

fatte di materiale plastico rigido e dovevano essere tolte e sterilizzate quotidianamente. Negli anni settanta furono introdotte lenti più sottili e morbide, idroassorbenti per maggiore flessibilità e altamente permeabili a gas in modo da consentire l’ossigenazione della cornea. Ciò consentiva di tenere le lenti per lunghi periodi di tempo. La selezione delle lenti sia morbide che rigide avviene attraverso un mappaggio del contorno della cornea con un oftalmometro, uno strumento che misura l’accuratezza dell’immagine riflessa dalla cornea e riporta in grafico con esattezza la configurazione della sua superficie. Le lenti morbide si adattano così bene alla superficie della cornea che non ne possono correggere l’astigmatismo, un difetto legato alla sua geometria. Fortunatamente una nuova classe di lenti morbide dette “toriche” ne può oggi correggere forme lievi e morbide. Esistono prototipi di una nuova lente dura fatta di un polimero a base di silicone che potrà correggere anche forme gravi di astigmatismo, pur consentendo l’ossigenazione e la lunga durata di tenuta.

MANUTENZIONE DELLE LENTI A CONTATTO L’uso delle lenti a contatto naturalmente deve essere necessariamente associato ad un sistema di manutenzione che preveda la pulizia, disinfezione, conservazione, risciacquo e in qualche caso l’umidificazione.

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