Quando il cinema è donna
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Tesina sulla storia delle donne nel cinema mondiale
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Tesina donne e cinema

QUANDO IL CINEMA E’ DONNA

La settima arte riflette i cambiamenti legati alla figura femminile

I.I.S. PIERO MARTINETTI ESAME DI STATO 2017

CLASSE VG Indirizzo Linguistico Beatrice Vargiu

“Avete idea di quanti libri si scrivono sulle donne in un anno? Avete idea di quanti sono scritti da uomini? Sapete di essere l'animale forse più discusso dell'universo?” Virginia Woolf non mente quando parla della donna come di un animale, probabilmente come uno di quegli insetti che viene attaccato ad un vetrino ed analizzato per ore ed ore. Inoltre è logico anche il fatto che nella sua analisi venga citata come punto di riferimento la letteratura, ma se oggi dovessimo parlare del ruolo della donna cosa bisognerebbe analizzare? Il cinema ovviamente, ebbene questo, secondo Louis-Jean Lumière, non è altro che “Un'invenzione senza futuro”. Devo ammettere di aver sempre avuto un debole per tutto quello che dalla società viene considerato sbagliato o scomodo, per questo motivo ho deciso di approfondire le mie conoscenze in ambito cinematografico e femminile, parlando per l'appunto del cambiamento della figura della donna nel cinema e nei media. Il mio percorso parte quindi dalle tre semplici domande del tanto discusso Test di Bechdel, che mira a misurare, per così dire, il livello di sessismo nei film ed il ruolo che la donna ricopre sul grande schermo; test che trova molte analogie nei pensieri espressi da Virginia Woolf in "A Room of one's own". Inoltre, se ci soffermiamo a parlare di ruoli e personaggi, non possiamo non approfondire due cronologie cinematografiche, una spagnola e l'altra italiana, proprio con l'intento di mostrare come questa figura ricca di contraddizioni sia spesso lo specchio di una società in continuo mutamento. Vengono così presentati due prototipi di donna, voluti e disegnati su misura per il cinema di due regimi dittatoriali, fino ad arrivare da una parte alla movida di Pedro Almodóvar e dall'altra all'urlo di Anna Magnani in "Roma città aperta". Successivamente mi sono chiesta secondo che presupposto le attrici diventano l'emblema di intere generazioni, a volte persino del cinema stesso; perciò ho svolto una ricerca sul divismo, dalla sua etimologia alla sua rappresentazione nell'arte, con un excursus artistico femminile che va dalla “Madre di Dio di Vladimir” fino alla “Judith” di Klimt, per poi passare, nel ‘900, al divismo cinematografico e i mass media. Dopo una breve parentesi su quello che è il lato oscuro del cinema, ovvero la commercializzazione della figura dell'attrice ed il consumismo portato dai mass media, come ci mostra nell'arte Warhol con le sue “Marilyn”, concludo così come ho iniziato, con un'altra grande scrittrice femminista: Simone De Beauvoir. É proprio lei, la grande esponente del femminismo di seconda ondata, a parlare e difendere uno dei volti più amati e discussi del cinema mondiale, la francese Brigitte Bardot: un'attrice, un'icona, che non solo è riuscita a dare un volto nuovo al cinema, ma che è riuscita a modificare l'immagine stessa della Diva. In conclusione, in effetti femminismo e cinema non sono altro che due anime “rotte”, inizialmente disprezzate, che si sono incontrate al momento della nascita e che mai più si sono allontanate; si sono sopportate, amate e odiate dall'inizio del ‘900 fino ad oggi offrendo al pubblico la visione reale di quello che è il cambiamento cinematografico e femminile nel mondo.

1. 2. “

3.

(BECHDEL, Alison, Dykes to watch out for, Rizzoli, USA, 1985)

q Alison Bechdel is an American cartoonist who wrote “Dykes to watch out for” (1985), the story of some independent, emancipated, lesbian women.

q The Test is a new way to measure the sexism in any movie and has three rules based upon “A Room of one’s own” by Virginia Woolf:

1) The movie has to have at least two women in it

“Are there no men present? […] We are all woman you assure me?[...] Then I may tell you that the very next words I read were these -'Chloe liked Olivia...'[...] Let us admit in the privacy of our own society that these things sometimes happen. Sometimes women do like women.”

(It's ok to have 2-3 female characters and it's not shocking that these women could like women.)

2) who talk to each other

“All these relationships between women, I thought, rapidly recalling the splendid gallery of fictitious women, are too simple. So much has been left out, unattempted. And I tried to remember any case in the course of my reading where two women are represented as friends.”

(The relationships of women in literature are not thoroughly elaborated.)

3) about something besides a man.

“It was strange to think that all the great women of fiction were, until Jane Austen's day, not only seen by the other sex, but seen only in relation to the other sex.”

(It's incredible that these women are just seen in relation with men.)

q Bechdel test shows the influence that Virginia Woolf has not just on literature, but on all modern art forms.

q A woman that wants to write must have a room that could be locked.

be economically independent.

q But that is not always possible, for example the money that they inherited would be their husband's property.

q The real problem is not given by the woman herself, but it’s because of the men and the fact that they are afraid of the power women can get.

q Art is free and literature is not on sale.

“No existia más un cine nacional, sino una industria básica para la economía nacional”

Medio político

Enseñar y adoctrinar

El régimen financia el cine

El NO-DO: noticiarios y documentales (propaganda)

1938: Comisión de la Censura Cinematográfica, “Limpieza de imagen”

AÑOS 40

Tipos de películas........................................... Adaptaciones. Temas.................................................... .Amor y aventuras. Actrices......................................................Buenas y malas. Personajes..........................Las “Topolino” y las“Españoladas”. Moral.................................... Cómo comportarse y el castigo. Intimidad entre las parejas....................................Solo besos. Prostitución..............................................Mujeres sin futuro. Matrimonio.......................Muy aburridos y poco comunicativos.

AÑOS 60 Tipos de películas........................................nuevo cine nacional, “de jóvenes”.

Temas..............Desaparecen casi por completo los rasgos sociales y nacionales.

Actrices.....................................Muchas chicas se “convierten” a la televisión.

Trabajo............. Solo 11 películas muestran mujeres que trabajan (fuerte crisis).

Cuerpo femenino….....................................muy provocativas, llevan pantalones y aparece el bikini.

AÑOS 50

Tipos de películas.................................. Históricas, románticas, dramas.

Temas.............................................Pobreza, emigración campo-ciudad.

Actrices......................................................... Perfectas e Imperfectas.

Personajes................................Las “Españoladas” y las “Desencantadas”

Moral....................................... El modelo del “no debe comportarse así”.

Amor.............Las mujeres luchan para consolidar la relación de noviazgo.

Adulterio...............Imposible para las mujeres, necesario para los hombres.

Cuerpo femenino......................Mujeres provocativas y alegres en el vestir.

q Después de la dictadura Franquista, hay nuevas oportunidades y libertades.

q Pedro Almodóvar es el padre del cine español de la Movida.

q No hay nada de político en la Movida, es la moda que se une al design.

q Importantísimas en su cine son las mujeres, todas diferentes y todas fuertes, peculiares, independentes, inolvidables.

ENTRE TINIEBLAS (1983)

o Yolanda es una cantante de Night Club que escapa y se refugia en el Convento de las redentoras humilladas.

o Muy importante es el concepto de espacio, el convento no es el microcosmo de redención de las mujeres, al revés: allí ellas son aún

o más atrevidas y creativas. o Temas fundamentales:

muerte, sacralidad, profano, sensualidad y misticismo.

MUJERES AL BORDE DE UN ATAQUE DE NERVIOS (1988)

o Pepa cuenta su triste historia de amor.

o Hay una sutil emancipación y frustración.

o El “mal gusto” (kitsch) de los 80. o Un collage de fotografías

femeninas de los años 70 y 80, con todos los estereotipos de las mujeres.

o Liberación femenina practicada más que predicada.

VOLVER (2006)

o Vuelta de unas mujeres al pueblo de origen.

o Protagonista lleva el papel de la mujer fuerte, típica neorrealista italiana.

o Sutil ironía visiva. o Círculo de violencia que

se repite así como los sentimientos de estas mujeres, las llamadas “Chicas Almodóvar”.

I temi prediletti esaltano i valori tradizionali:

q Famiglia: Nel cinema è spesso la donna a farsi carico della famiglia, ma quella che incorna la modernità viene ridicolizzata, resa antipatica, scomoda e dispotica (va contro i principi del regime).

q Matrimonio e divorzio: Le scene sono ambientate all'estero, in Italia non può essere contemplata una situazione del genere. Sono sempre le donne la causa del divorzio.

q Scuola ed istruzione: Collegi pieni di belle ragazze, interessate soprattutto al divertimento e alla ricerca dell'uomo dei sogni.

v Da1936 al 1943. v Abiti sontuosi, uomini in smoking, appartamenti di lusso, feste, seta, servitù, automobili e telefoni.

v I personaggi sono artificiosi e le battute superficiali v Perché Telefoni Bianchi? Lo status symbolo in un'alta-borghesia materialista e frivola che lacca di bianco i

telefoni (poco comuni all'epoca) proprio per ostentare la sua posizione ed il suo potere. v Hollywood il vero pioniere: “Sophisticated society”.

I ruoli interpretati dalle donne rispecchiano i vari volti della società dell’epoca:

q Le tradizionaliste. q La donna di imitazione

americana e moderna. q Le donne di grande stupidità

sono spesso o bionde o straniere, una donna dai canoni mediterranei o più precisamente italiana non è mai rappresentata come poco intelligente.

v Il neorealismo diventa una bandiera, una nuova “coscienza di cinema”.

v Incarna le contraddizioni vitali, i dubbi e le scoperte di una specie di cinema destinata a non esaurirsi.

v “Ossessione” di Luchino Visconti si fa cerniera tra il vecchio e il nuovo: passaggio dai Telefoni Bianchi ( film di “cartapesta” con attori marionette), al Neorealismo con la sua nuda autenticità dei luoghi e

personaggi vivi.

”ROMA CITTÁ APERTA” E LA PROTAGONISTA FEMMINILE q É proprio una donna, in questo film di

Roberto Rossellini, incaricata di impersonare il dramma della guerra ed il pathos della lotta partigiana, quotidiana ed eroica: Pina (Anna Magnani)

q L'urlo di Pina si presenta come “un grido di protesta e di ribellione”: apre una nuova soggettività femminile, una femminilità tragica ed epica dove la donna entra nella storia e la subisce come un uomo.

q Le ragazze del cinema del dopoguerra si fanno ambasciatrici di una versione espansiva del paese.

DONNE E ATTRICI NEOREALISTE

q Mobilitazione femminile che si attiva dopo anni di forzata immobilità.

q Forza delle nuove generazioni: “Maggiorate”, forza espansiva del corpo femminile legato alla natura e alla fertilità della terra italiana.

q Attrici che aderiscono bene allo sfondo.

q Nel dopoguerra un'altra donna regge il confronto con Anna Magnani ed è Silvana Mangano.

q La Magnani e la Mangano portano le “stigmate” di un nuovo divismo, segna una nuova impronta generazionale.

v Il divismo, considerato un fenomeno prettamente legato al cinema e quindi del XX secolo, in realtà si affermò già a partire dall'antichità; etimologicamente infatti il “divo” è colui che si presenta come icona di culto.

Faraone Imperatore del Giappone

v Il divismo è stato nel passato sinonimo di potere nonché un fenomeno prettamente maschile. v È poi con l'arte che la figura femminile viene esaltata e diventa un'icona soggetta a numerose

rappresentazioni e interpretazioni.

“Madre di Dio di Vladimir” (metà del XII secolo, tempera su tavola, Mosca, Galleria Tret'jakov)

q Un esempio celebre e paradigmatico di icona tradizionale.

q Emblematica nel suo genere poiché la posizione e l'atteggiamento dei due personaggi sono diventati di riferimento per la costruzione dell'iconografia classica della vergine.

“La Gioconda”

(Leonardo da Vinci, dal 1452/1519, olio su tavola, 77x53 cm, Parigi, Musée du Louvre.

q Le ombre agli angoli della bocca e degli occhi della donna creano sul suo volto un'espressione mutevole che fa sembrare la figura seria e leggermente sorridente allo stesso tempo.

q La tecnica sfumata utilizzata da Leonardo permette al soggetto di fondersi armoniosamente col paesaggio dietro di lei.

q “La Gioconda” è stata amata, idolatrata, ma anche derisa o aggredita. (Duchamp ne creò una versione dissacrante aggiungendole dei baffi)

“Paolina Borghese” (Antonio Canova, dal 1505/08, marmo, h160 cm, Roma, Galleria Borghese)

q La donna viene qua vista come la Dea Venere vincitrice con la mela in mano, viene così riflessa sul soggetto la bellezza della divinità.

q I drappeggi tipici dello stile impero e la verosimiglianza della pelle conferiscono all'opera un aspetto elegante e classico.

“Judith” (Gustav Klimt, 1901, olio su tela, 84x42 cm, Vienna, Österreichische Galerie Belvedere)

q Una “femme fatale”, seduce chi guarda e intanto lo sfida con sicurezza, accarezzando la testa tagliata di Oloferne.

q Il suo collo è fasciato da monili dell'Art nouveau ed il volto è di Adele Bloch- Bauer.

q L'opera è contraddistinta da un linguaggio di forte astrazione simbolica e dall'uso massiccio dell'oro.

v Il divismo cinematografico femminile vede nelle sue interpreti tutte quelle qualità precedentemente individuate nell'arte e nei suoi soggetti.

v Partendo da Sarah Bernhardt e Eleonora Duse, questo fenomeno di costume si sviluppa man mano insieme alle innovazioni tecnologiche legate al cinema.

v Da anime vuote, interessate solo alla bellezza fisica, le dive modificano col tempo il loro carattere diventando sfuggenti, aggressive, selvagge: nasce così la Vamp.

v Con la Vamp nasce di conseguenza lo star system, negli anni '20-'30: promozione dei film.

“Marilyn sparata in arancione” (Andy Warhol, 1964, serigrafia su tela, 101,5x101,5 cm, New York, Andy Warhol Foundation)

q Consapevole del successo dato dallo star system a Marilyn, l’artista accentua particolarmente l'aspetto consumistico dell'immagine della diva.

q Il volto di Marilyn diventa emblema di una società vuota e materialista e si stimola una riflessione sulla ripetizione di un volto da parte dei mass media.

q B.B. C'est le sujet d’un mythe : icône d'un changement de mœurs, un symbole de protestation des jeunes des années soixante.

q Il est juste en 1960 au fait, que la « deuxième vague du féminisme » est née, avec la nécessité d'un double déploiement : politique (la femme présente dans tous les domaines sociaux) et théorique : on commence à analyser chaque secteur culturel et artistique, y compris le cinéma.

q La plus grande exposante de ce nouveau « courant » est Simone De Beauvoir, écrivaine française et féministe, qui analyse aussi le « phénomène Bardot » lui dédiant un bref texte.

q Mais qu'est-ce que ces deux femmes si différentes ont-elles en commun ?

• L’Une combat « armée de son stylo » pour faire ressortir le rôle de la femme de l'environnement familial où elle est renfermée.

• L'autre se bat dans une guerre personnelle à l’aide d’images scandaleuses qui l’ont rendue célèbre.

q Ce sont deux femmes engagées dans la réalisation de la liberté pour les femmes agissant tout simplement de deux manières différentes.

q Selon Simone, B.B. c’est une nouvelle version de «éternel féminin », la nouvelle Lolita: elle affiche un nouveau type d'érotisme, basé non seulement sur le plan physique, mais sur le charme pur et naïf.

q Simone la décrit comme «porteuse» d’une liberté qui n'est pas encore atteinte par la communauté qui juge avec extrême irritabilité, voire intolérance, l'émancipation de Bardot.

q Pour les femmes françaises elle devient l’objet de jalousie et les moralistes, y compris le Vatican-même, la considèrent le « mal », l’incarnation du péché.

q Simone de Beauvoir annule toutes les critiques visant l’actrice : elle la dit fraîche, sensuelle et seuls ceux qui sont menacés par sa présence peuvent la définir négativement.

q Brigitte est une diva/vedette, non conventionnelle : elle est loine d'être divine, elle est vraiment d’ici-bas, et pour ça, dans le cadre de la société de son temps elle est perçue comme vulgaire.

q La France des années '50- '60 et ses films, selon la De Beauvoir, ne sont pas prêts à une vision si nouvelle de la femme. Les Américains, au contraire, prêchent depuis longtemps une vision d’émancipation et de liberté de leurs stéréotypes féminins, c’est peut-être pour ça qu’aux Etats-Unis Brigitte est si appréciée.

Il cinema nel corso della storia ha dato voce a proteste, rivoluzioni, svolte sociali, e dato che per le donne l'esistenza stessa è una continua battaglia contro i luoghi comuni e la discriminazione, allora è probabilmente la settima delle arti quella più adatta a farsi portavoce del cambiamento e della forza di questo sesso per nulla debole.

E se dobbiamo davvero essere un animale, e per lo più oggetto di discussioni, allora è meglio offrire dei motivi validi per farlo, dei motivi validi per farci ricordare.

Noi non siamo le costole di nessuno.

ü WOOLF, Virginia, A room of one's own, penguin books, 1945

ü GIL GASCÓN, Fatima, Españolas en un país de ficción: la mujer en el cine franquista, Comunicación social, 2011

ü MINESSO, Barbara, RIZZONI, Giovanni, Il cinema di Pedro Almodóvar: dal postmoderno al contemporaneo, Marsilio, 2016

ü SANONNI, Elisa, La vita è bella? Finzione e realtà nel cinema fascista dei telefoni bianchi, Albo Versorio, 2015

ü PARIGI, Stefania, Neorealismo: il nuovo cinema del dopoguerra, Marsilio, 2016

ü D'ASDIA, Carlo, Aspetti del divismo: da Gabriele D'Annunzio a Marlon Brando, Graphot Editrice, 2005

ü DE BEAUVOIR, Simone, Brigitte Bardot: dialogo e fotografie, Ghibli, 2015

ü Viridiana, L. Buñuel, Spagna, 1961 ü Entre tinieblas, P. Almodóvar, Spagna, 1983 ü Mujeres al borde de un ataque de nervios, P. Almodóvar, Spagna, 1988 ü Volver, P. Almodóvar, Spagna, 2006 ü Gli uomini che mascalzoni, M. Camerini, Italia, 1932 ü Ossessione, L. Visconti, Italia, 1943 ü Roma città aperta, R. Rossellini, Italia, 1945 ü Riso amaro, G. De Santis, Italia, 1949 ü Et Dieau créa la femme, R. Vadim, Francia, 1956 ü Babette s'en va-t-en guerre, C. Jaque, Francia, 1959

ü http://virginiawoolfblog.com/virginia-woolf-bechdel-test/ ü http://www.treccani.it/enciclopedia/divismo/

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