REGOLAMENTO UFFICIALE ENAC, INDISPENSABILE PER LA PROGETTAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE AEROPORTUALI , Dispense di Infrastrutture Viarie. Politecnico di Milano
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REGOLAMENTO UFFICIALE ENAC, INDISPENSABILE PER LA PROGETTAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE AEROPORTUALI , Dispense di Infrastrutture Viarie. Politecnico di Milano

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regolamento enac infrastrutture aeroportuali
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REGOLAMENTO PER LA COSTRUZIONE

E

L’ESERCIZIO DEGLI AEROPORTI

Edizione 2 del 21 ottobre 2003

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Indice - 1

INDICE

ELENCO PAGINE VALIDE

INTRODUZIONE

GLOSSARIO DEI TERMINI 1 Numero totale pagine Glossario: 6

CAPITOLO 1 – LA CERTIFICAZIONE DELL’AEROPORTO

1. APPLICABILITA’ 1 2. RILASCIO DEL CERTIFICATO DELL’AEROPORTO 1 3. DISPOSIZIONI GENERALI 2 4. ORGANIZZAZIONE DEL GESTORE 3 5. SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA 4 6. CONDIZIONI PER L’ESERCIZIO DI UN AEROPORTO CERTIFICATO 5 7. VALIDITA’ DEL CERTIFICATO DELL’AEROPORTO 5

8. VARIAZIONI DEL CERTIFICATO 6

9. TITOLARE DEL CERTIFICATO DELL’AEROPORTO 6 Numero totale pagine Capitolo 1: 6

CAPITOLO 2 Il MANUALE DELL’AEROPORTO

1. GENERALITA’ 1 2. SCOPO E AMBITO DEL MANUALE 1 3. TITOLARITA’ DEL MANUALE DELL’AEROPORTO 2 4. GESTIONE DEL MANUALE 2 5. FORMA E SIGNIFICATO DEL MANUALE 2 6. CONTENUTI DEL MANUALE 2 Numero totale pagine Capitolo 2: 5

CAPITOLO 3 CARATTERISTICHE FISICHE DEGLI AEROPORTI

1. GENERALITA’ 1 2. CLASSIFICAZIONE DELL’AEROPORTO IN BASE ALLE CARATTERISTICHE 1

DI PISTA (Aerodrome Reference Code)

3. PISTE (RUNWAYS) 2 4. STRISCIA DI SICUREZZA DELLA PISTA (RUNWAY STRIP) 5 5. AREA DI SICUREZZA DI FINE PISTA (RESA) 9 6. IL POSIZIONAMENTO DEGLI AIUTI ALLA NAVIGAZIONE ALL’INTERNO 10

DELLA STRISCIA DI SICUREZZA DELLA PISTA

7. VIE DI RULLAGGIO (TAXIWAYS) 11 8. ZONA DI ARRESTO (STOPWAY) 24 9. CLEARWAY 25 10. PIAZZALE (APRON) E PIAZZOLA DI SOSTA (STAND) 25 11. CONDIZIONI SUPERFICIALI DELLE AREE AEROPORTUALI 27

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Indice - 2

12. PORTANZA DELL’AREA DI MOVIMENTO 30 13. DISTANZE DICHIARATE 33 14. COLLOCAZIONE DELLA SOGLIA DI PISTA 37 15. ORIENTAMENTO E NUMERO DELLE PISTE 37 16. DATI AERONAUTICI 38 APPENDICE 1 AL CAPITOLO 3 – REQUISITI DI QUALITA’ DEI

DATI AERONAUTICI 40 Numero totale pagine Capitolo 3: 43

CAPITOLO 4 – VALUTAZIONE E LIMITAZIONI OSTACOLI

1. INTRODUZIONE 1 2. SUPERFICIE DI SALITA AL DECOLLO (Take Off Climb Surface -TOCS) 2 3. SUPERFICIE DI AVVICINAMENTO (Approach Surface - AS) 7 4. SUPERFICIE DI TRANSIZIONE (Transitional Surface - TS) 7 5. SUPERFICIE ORIZZONTALE INTERNA (Inner Horizontal Surface - IHS) 11 6. SUPERFICIE CONICA (Conical Surface - CS) 12 7. SUPERFICIE ORIZZONTALE ESTERNA (Outer Horizontal Surface - OHS) 12 8. ZONA LIBERA DA OSTACOLI (Obstacle Free Zone - OFZ) 12 9. LIMITAZIONE E RIMOZIONE OSTACOLI 14 10. OSTACOLI IN OMBRA 18 11. SEGNALAZIONE ED ILLUMINAZIONE DEGLI OSTACOLI E DELLE AREE

NON PRATICABILI 20

12. PERICOLI PER LA NAVIGAZIONE AEREA 29 Numero totale pagine Capitolo 4: 30

CAPITOLO 5 – RISCHIO DA IMPATTO CON VOLATILIE ALTRA FAUNA 1 Numero totale pagine Capitolo 5: 2

CAPITOLO 6 - AIUTI VISIVI LUMINOSI

1. REQUISITI BASE 1 2. FARI AERONAUTICI 4 3. SENTIERI LUMINOSI DI AVVICINAMENTO 5 4. INDICATORI OTTICI DELLA SEQUENZA DI AVVICINAMENTO - IOPA 19 5. LUCI DI PISTA 32 6. LUCI DELLE TAXIWAY 39 7. ILLUMINAZIONE PIAZZALI E SISTEMI VISIVI D’ACCOSTO ALLE PIAZZOLE 48 8. ILLUMINAZIONE DEGLI OSTACOLI 50 9. CONTROLLO INTENSITÀ LUMINOSA DEI SISTEMI AVL 50 10. ALIMENTAZIONE ELETTRICA AUSILIARIA DEI SISTEMI AVL 52 11. COMANDO E MONITORAGGIO DEI SISTEMI AVL 53 12. MANUTENZIONE DEI SISTEMI AVL 55 13. INSTALLAZIONE DEI SISTEMI AVL 59 Numero totale pagine Capitolo 6: 63

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Indice - 3

CAPITOLO 7 - DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE, SEGNALETICA ORIZZONTALE E

VERTICALE

1. INTRODUZIONE 1 2. DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE 1 3. SEGNALETICA VERTICALE 6 4. SEGNALETICA ORIZZONTALE – “MARKINGS” 20 5. SEGNALATORI 44 6. SEGNALETICA STRADALE 46 Numero totale pagine Capitolo 7: 47

CAPITOLO 8 - INFORMAZIONI AERONAUTICHE

1. INFORMAZIONI DA RENDERE DISPONIBILI 1 2. AZIONI IN CASO DI EVENTI SIGNIFICATIVI 2 Numero totale pagine Capitolo 8: 3

CAPITOLO 9 - PREVENZIONE E GESTIONE DEI RISCHI

1. GENERALITA’ 1 2. PIANO DI EMERGENZA DELL’AEROPORTO 1 3. GESTIONE DELLE EMERGENZE 2 4. ESERCITAZIONI 3 5. SOCCORSO E LOTTA ANTINCENDIO 3 6. PIANI DI RISCHIO 6 Numero totale pagine Capitolo 9: 10

CAPITOLO 10 – OPERAZIONI NELL’AREA DI MOVIMENTO

1. REQUISITI GENERALI 1 2. TRAFFICO VEICOLARE NELL’AREA DI MOVIMENTO 2 3. OPERAZIONI IN BASSA VISIBILITA’ 3 4. CONDIZIONI DI VISIBILITA’ E AZIONI CONNESSE 4 5. INCURSIONI DI PISTA 5 6. RIFORNIMENTO DEGLI AEROMOBILI 5 Numero totale pagine Capitolo 10: 9

CAPITOLO 11 – IDONEITA’ ALLE OPERAZIONI IN VFR NOTTURNO

1. AMBITO DI APPLICAZIONE 1 2. CIRCUITI DI TRAFFICO 1 3. AIUTI VISIVI LUMINOSI 1 4. ALTRE DOTAZIONI NECESSARIE PER L’ATTIVITA’ DI

ADDESTRAMENTO AL VFR/N 2 Numero totale pagine Capitolo 11: 2

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Elenco pagine valide - 1

REGOLAMENTO PER LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO

DEGLI AEROPORTI

EDIZIONE 2 – EMENDAMENTO 9

ELENCO PAGINE VALIDE

Capitoli Pagine Emendamento Data

INDICE 1-3 Em. 9 23.10.2014

INTRODUZIONE 1 Em. 4 30.01.2008

GLOSSARIO DEI TERMINI 1-6 Em. 9 23.10.2014

CAPITOLO 1 1-6 Em. 4 30.01.2008

CAPITOLO 2 1-3 Ed. 2 21.10.2003

4-5 Em. 9 23.10.2014

CAPITOLO 3 1-5 Ed. 2 21.10.2003

6 Em. 3 18.05.2005

7-10 Ed. 2 21.10.2003

11 Em. 3 18.05.2005

12-13 Ed. 2 21.10.2003

14-16 Em. 3 18.05.2005

17-20 Ed. 2 21.10.2003

21 Em. 3 18.05.2005

22-24 Ed. 2 21.10.2003

25 Em. 3 18.05.2005

26 Em. 4 30.01.2008

27-29 Em. 9 23.10.2014

30-33 Em. 4 30.01.2008 34 Em. 3 18.05.2005

35-37 Ed. 2 21.10.2003

38-43 Em. 4 30.01.2008

CAPITOLO 4 1-2 Em. 4 30.01.2008

3-7 Ed. 2 21.10.2003

8 Em. 3 18.05.2005

9-10 Ed. 2 21.10.2003

11-14 Em. 3 18.05.2005

15-23 Ed. 2 21.10.2003

24 Em. 4 30.01.2008

25-28 Ed. 2 21.10.2003

29-30 Em. 8 21.12.2011

CAPITOLO 5 1-2 Em. 8 21.12.2011

CAPITOLO 6 1 Em. 3 18.05.2005

2-3 Ed. 2 21.10.2003

4 Em. 3 18.05.2005

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Elenco pagine valide - 2

5-8 Ed. 2 21.10.2003

9 Em. 4 30.01.2008

10-14 Ed. 2 21.10.2003

15 Em. 3 18.05.2005

16-18 Ed. 2 21.10.2003

19 Em. 4 30.01.2008

20-26 Ed. 2 21.10.2003

27-28 Em. 4 30.01.2008

29-32 Ed. 2 21.10.2003

33 Em. 4 30.01.2008

34 Em. 3 18.05.2005

35 Ed. 2 21.10.2003

36 Em. 4 30.01.2008

37 Ed. 2 21.10.2003

38 Em. 5 23.09.2008

39-47 Em. 4 30.01.2008

48-63 Em. 5 23.09.2008

CAPITOLO 7 1 Ed. 2 21.10.2003

2 Em. 3 18.05.2005

3-5 Ed. 2 21.10.2003

6-7 Em. 3 18.05.2005

8 Ed. 2 21.10.2003

9 Em. 4 30.01.2008

10-12 Ed. 2 21.10.2003

13-14 Em. 4 30.01.2008

15 Em. 3 18.05.2005

16-19 Ed. 2 21.10.2003

20 Em. 4 30.01.2008

21 Ed. 2 21.10.2003

22 Em. 4 30.01.2008

23 Ed. 2 21.10.2003

24-26 Em. 3 18.05.2005

27 Ed. 2 21.10.2003

28-47 Em. 4 30.01.2008

CAPITOLO 8 1-3 Em. 9 23.10.2014

CAPITOLO 9 1 Em. 4 30.01.2008

2 Ed. 2 21.10.2003

3-4 Em. 4 30.01.2008

5 Em. 6 18.07.2011

6 Em. 4 30.01.2008

7-10 Em. 7 20.10.2011

CAPITOLO 10 1 Em. 4 30.01.2008

2-4 Em. 3 18.05.2005

5-9 Em. 6 18.07.2011

CAPITOLO 11 1-2 Em. 4 30.01.2008

____________________________________________________

Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 Introduzione - 1

Introduzione 1. Il presente Regolamento prescrive i requisiti, in materia di sicurezza delle operazioni, per l’emissione ed il mantenimento della certificazione degli aeroporti. Esso richiede la certificazione degli aeroporti utilizzati per attività di trasporto pubblico con velivoli di massa massima al decollo superiore a 5700 Kg o con 10 o più posti passeggeri. 2. L’ENAC, con la precedente edizione del Regolamento, adottata in virtù delle attribuzioni conferite dal decreto legislativo 250/97 e secondo le previsioni di cui all’articolo 26 della legge 166/2002, ha provveduto a dare attuazione all’Annesso 14 ICAO relativo alla sicurezza delle operazioni aeroportuali. Nello sviluppo dei requisiti regolamentari l’ENAC ha considerato la realtà aeroportuale nazionale ed ha avviato una prima fase di adeguamento alla normativa internazionale che tenesse conto delle infrastrutture esistenti e dei tempi necessari per il loro ammodernamento, con riserva di procedere ad ulteriori adeguamenti in tempi successivi. Il testo regolamentare inizialmente pubblicato è stato quindi oggetto di modifiche riguardanti tutti i capitoli. Il processo di revisione si è concretizzato in 2 emendamenti:

- Emendamento 1 del 7.8.2003 riguardante i capitoli 1, 2, 3, 5 e 9; - Emendamento 2 del 21.10.2003 riguardante i capitoli 4, 6, 7 e 8 (ex 10) ed il paragrafo 1 del

Capitolo 1. Il processo di revisione ha quindi comportato la riedizione del Regolamento, edizione 2, destinata a sostituire integralmente la precedente edizione 1 del 30.9.2002. 3. Il Regolamento è stato elaborato sulla base degli standard e raccomandazioni di cui all’emendamento n. 4 dell’Annesso 14 ICAO, vol. 1 3a edizione. Tale emendamento ha introdotto la “certificazione dell’aeroporto” e il “sistema di gestione della sicurezza” (Safety Management System - SMS) 4. Il Regolamento contiene alcune differenze rispetto agli standard e raccomandazioni dell’annesso 14 ICAO. Tali differenze, di portata limitata, sono state introdotte per tener conto della realtà nazionale e della tempistica necessaria per l’adeguamento ai nuovi requisiti.Le differenze sono oggetto di separata comunicazione all’ICAO ai sensi dell’art. 38 della Convenzione di Chicago. 5. Il Regolamento determina le condizioni di applicabilità, attuazione e regolarità dei servizi di soccorso ed antincendio rimandando alla regolamentazione del Ministro dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco del soccorso Pubblico e della Difesa Civile - i requisiti tecnici per l’istituzione del servizio di soccorso e lotta antincendio in accordo alle prescrizioni di legge. Nel testo sono fornite le indicazioni per armonizzare le procedure di emergenza dell’aeroporto con le operazioni di soccorso e antincendio. Analogamente sono fornite indicazioni procedurali per armonizzare le funzioni del gestore con la fornitura dei servizi di assistenza al volo. 6. Nel compiere le valutazioni finalizzate al rilascio di un certificato o al suo mantenimento l’ENAC adotta un approccio flessibile coerente con il raggiungimento e mantenimento di un soddisfacente livello di sicurezza; ove esistano delle difficoltà oggettive per il soddisfacimento dei requisiti da parte di aeroporti già aperti al traffico commerciale alla data di entrata in vigore del presente regolamento, l’ENAC può accettare mezzi alternativi di rispondenza purché sia mantenuto un accettabile livello di sicurezza. Quando previste dal regolamento, le valutazioni di accettabilità delle proposte sono effettuate dall’ENAC sulla base delle disposizioni nazionali applicabili avendo a riferimento quanto contenuto nelle pubblicazioni ICAO. 7. Un aeroporto certificato secondo il presente regolamento è normalmente adatto per essere utilizzato dagli elicotteri. 8. L’ENAC integra il presente regolamento secondo necessità ed in accordo alle norme e procedure correnti.

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Glossario - 1

GLOSSARIO DEI TERMINI

Aderenza (Friction) E‟ il fenomeno che permette il trasferimento di forze da un pneumatico,

durante il suo rotolamento, ad una superficie pavimentata. L‟aderenza si distingue in aderenza

longitudinale e aderenza trasversale; l‟aderenza è quella condizione in cui la ruota, soggetta alle

forze suddette, rotola senza slittare. Una misura quantitativa del fenomeno dell‟aderenza è data dal

c.d. “coefficiente di aderenza” (µ) definito come rapporto tra la forza tangenziale necessaria per

mantenere il moto relativo uniforme tra due superfici in contatto (pneumatico e pavimentazione) e

la forza, normale alle superfici, che ne determina il contatto. La misura del coefficiente di aderenza

costituisce un metodo pratico per valutare la scivolosità relativa della pavimentazione.

Aderenza Stimata della Superficie (Estimated Surface Friction) E‟ da intendersi come verifica

globale della “scivolosità” della superficie di una pista - dovuta alla presenza di contaminanti e di

particolari condizioni meteo - effettuata dal Gestore, ai fini dell‟emissione delle informazioni

aeronautiche, sulla base dell‟insieme delle informazioni disponibili.

Aeroporto (Aerodrome) Un‟area delimitata su terra o acqua (comprendente edifici, le

installazioni, gli impianti e gli apparati) destinata, in tutto o in parte, all‟arrivo, alla partenza ed al

movimento al suolo di aeromobili.

Aeroporto esistente Un aeroporto che alla data di entrata in vigore del presente regolamento sia già

aperto al traffico aereo commerciale.

Aiuti Visivi Luminosi (AVL) (Aeronautical Ground Light AGL) Qualsiasi luce specificamente

adibita quale aiuto alla navigazione aerea. Sono escluse le luci poste sugli aeromobili.

Nota: la definizione include le luci e i segnali luminosi aeroportuali di aiuto per il movimento e il controllo degli

aeromobili e dei veicoli che operano sull‟area di movimento.

Approvazione Provvedimento con il quale l‟ENAC, effettuate le pertinenti valutazioni, esprime

formalmente il proprio giudizio favorevole riguardo documenti o proposte del richiedente.

Area Critica (Critical Area) Un‟area di dimensioni definite che si estende nell‟intorno delle

antenne di un impianto di avvicinamento strumentale di precisione, all‟interno della quale la

presenza di veicoli o aeromobili determina un disturbo tale da pregiudicare l‟attendibilità dei

segnali di radioguida.

Area di manovra (Manoeuvring Area) La parte di un aeroporto adibita al decollo, all‟atterraggio

ed al movimento al suolo degli aeromobili, con esclusione dei piazzali (APRONS).

Area di movimento (Movement Area) La parte di un aeroporto adibita al decollo, all‟atterraggio

ed al movimento al suolo degli aeromobili comprendente l‟area di manovra e i piazzali.

Area di sicurezza di fine pista (Runway End Safety Area - RESA) Un‟area simmetrica rispetto

al prolungamento dell‟asse pista e adiacente alla fine della striscia di sicurezza, destinata

primariamente a ridurre il rischio di danni agli aeromobili che dovessero atterrare troppo corti o

uscire oltre la fine pista in decollo o in atterraggio.

Area livellata e priva di ostacoli (Cleared and Graded Area - CGA) Quella parte della striscia di

sicurezza (runway strip) livellata e priva di ostacoli, ad eccezione di oggetti non rilevanti

debitamente specificati, destinata a ridurre il rischio di danni agli aeromobili in caso di uscita di

pista.

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Glossario - 2

Area Sensibile (Sensitive Area) Un‟area, che si estende oltre l‟Area Critica, dove il parcheggio o il

movimento degli aeromobili o veicoli può disturbare il segnale di radioguida degli aeromobili fino

al punto da renderlo inattendibile.

Atterraggio interrotto (Balked Landing) Una manovra di atterraggio che viene interrotta per

improvviso impedimento.

Banchina (Shoulder) Un‟area adiacente al bordo di una superficie pavimentata predisposta per

costituire una transizione tra la pavimentazione e la superficie adiacente.

Barretta (Barrette) Tre o più luci aeronautiche al suolo, poste a distanza ravvicinata lungo una

linea trasversale così da apparire, da una certa distanza, come un‟unica barra luminosa corta.

Braking Action (azione frenante) Rappresenta una stima (non una misura) da parte di un pilota

delle condizioni di aderenza e del controllo direzionale riscontrate a seguito di un atterraggio su

pista contaminata.

Ceiling L‟altezza al di sopra del suolo o dell‟acqua della base dello strato più basso di nuvole al di

sotto di 6000 metri (20000 piedi) che copre più della metà del cielo.

Condizione di Visibilità 1 Visibilità sufficiente:

 al pilota per rullare a vista evitando collisioni con altro traffico sulle taxiway ed in corrispondenza delle intersezioni con le altre taxiway;

 al personale ATC di esercitare a vista il controllo su tutto il traffico.

Condizione di Visibilità 2 Visibilità sufficiente al il pilota per rullare a vista evitando collisioni con

altro traffico sulle taxiway ed in corrispondenza delle intersezioni con le altre taxiway, ma

insufficiente al personale ATC per esercitare a vista il controllo su tutto il traffico.

Condizione di Visibilità 3 Visibilità inferiore a 400 metri RVR.

Decollo in bassa visibilità(Low Visibility Take-off – LVTO) Operazioni di decollo da una pista

con RVR inferiore a 400 metri.

Operazioni in bassa visibilità Operazioni di decollo in bassa visibilità (LVTO) nonché

avvicinamenti ed atterraggi in CAT II e in CAT III.

Densità di traffico aeroportuale (Aerodrome Traffic Density)

(a) Leggero (Light) dove il numero di movimenti nell‟ora di maggior traffico non è superiore a 15 per ogni pista, o in totale per l‟aeroporto è inferiore a 20;

(b) Medio (Medium) dove il numero di movimenti nell‟ora di maggior traffico è compreso tra 16 e 25 per ogni pista, o in totale per l‟aeroporto tra 20 e 35;

(c) Intenso (Heavy) dove il numero di movimenti nell‟ora di maggior traffico è uguale o superiore a 26 per ogni pista, o in totale per l‟aeroporto è superiore a 35.

Distanze dichiarate (Declared Distances) Distanze approvate dall‟ENAC per ogni pista di un

aeroporto; esse sono le seguenti TORA, TODA, ASDA, LDA.

1. Pista (corsa) disponibile per il decollo (Take-Off Run Available -TORA) La lunghezza di

pista dichiarata disponibile e idonea per la corsa al suolo di un velivolo in decollo.

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Glossario - 3

2. Distanza disponibile per il decollo (Take-Off Distance Available - TODA) La distanza minore

tra:

 1,5 volte la TORA;

 la somma della TORA e della lunghezza della clearway, ove esistente.

3. Distanza Disponibile di Accelerazione e Arresto (Accelerate-Stop Distance Available -

ASDA) E‟ la somma della TORA e la lunghezza della Stopway, ove esistente.

4. Distanza di atterraggio Disponibile (Landing Distance Available - LDA) La lunghezza della

pista dichiarata disponibile ed idonea per la corsa al suolo di un velivolo in atterraggio.

Elevazione dell’Aeroporto (Aerodrome Elevation) L‟elevazione del punto più alto dell‟area di

atterraggio.

Faro Aeronautico (Aeronautical Beacon) Una luce aeronautica al suolo, visibile da tutti gli

azimut, continua o intermittente, che segnala uno specifico punto della superficie terrestre.

Faro d’aeroporto (Aerodrome Beacon) Un faro aeronautico utilizzato per segnalare agli

aeromobili in volo la posizione di un aeroporto.

Gestore Il soggetto cui è affidato, insieme ad altre attività o in via esclusiva, il compito di

amministrare e di gestire le infrastrutture aeroportuali e di coordinare e controllare le attività dei

vari operatori presenti nell‟aeroporto considerato. Il gestore è titolare di concessione per la

progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, l‟adeguamento, la gestione, la manutenzione e l‟uso

degli impianti e delle infrastrutture aeroportuali, comprensivi dei beni demaniali datigli in

affidamento dell‟aeroporto e ne assume le relative responsabilità.

Incursioni di pista (runway incursions) Qualsiasi evento che si possa verificare su di una

superficie aeroportuale che coinvolge la erronea presenza di aeromobile, veicolo o persona nell‟area

protetta della superficie destinata per l‟atterraggio e per il decollo dell‟aereo.

Lunghezza di Pista di Riferimento del Velivolo (Aeroplane Reference Field Length) La

lunghezza minima di pista richiesta per il decollo di un aeromobile al peso massimo, calcolata al

livello medio del mare (MSL), in condizioni atmosferiche standard e in assenza di vento e con

pendenza della pista nulla. Tale lunghezza, è ricavabile dal Manuale di Volo o da documentazione

equivalente fornita dal costruttore del velivolo.

Oggetto frangibile (Frangible Object) Un oggetto di massa ridotta progettato in maniera tale che

se soggetto a impatto si rompe, si deforma o cede in modo da rendere minimo il rischio per

l‟aeromobile.

Ostacolo (Obstacle) Tutti gli oggetti fissi (temporanei o permanenti) e mobili, o loro parti, che

sono situati su di un‟area destinata al movimento in superficie degli aeromobili o che si estendono

al di sopra di (forano) una superficie definita a protezione degli aeromobili in volo.

Pericolo Condizione, oggetto o attività che può potenzialmente nuocere alla navigazione aerea o

provocare danni a persone e mezzi.

Piazzale (Apron) Un‟area specifica nell‟aeroporto adibita alla sosta degli aeromobili, per l‟imbarco

e lo sbarco di passeggeri, il carico e lo scarico delle merci e della posta, il rifornimento dei

combustibili, il parcheggio e la manutenzione.

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Glossario - 4

Piazzola d’attesa (Holding Bay) Un‟area definita dove un aeromobile può rimanere in attesa o

essere superato per agevolare la movimentazione al suolo degli aeromobili.

Piazzola per Aeromobile o Piazzola (Aircraft Stand o Stand) Una specifica area di un piazzale

adibita al parcheggio di un aeromobile.

Pista (Runway) Un„area rettangolare definita su un aeroporto predisposta per l‟atterraggio e il

decollo degli aeromobili.

Pista asciutta (dry runway) Pista priva di contaminanti ed umidità visibile entro la lunghezza e la

larghezza disponibili.

Pista bagnata (wet) Pista non classificabile né come asciutta, né come contaminata (pista la cui

superficie è coperta da uno strato d‟acqua non superiore a 3 mm o sulla quale vi sia umidità

sufficiente a renderla riflettente, senza tuttavia aree significative di acqua stagnante).

Pista Bilanciata (Balanced field) Una pista nella quale l‟ASDA è uguale alla TODA.

Pista contaminata (contaminated runway) Quando oltre il 25% della superficie (anche

sommando più aree) entro la lunghezza e la larghezza disponibili è coperta da:

 uno strato d‟acqua di spessore superiore a 3 mm (c.d. standing water) o slush o neve non compattata equivalenti a più di 3 mm d‟acqua,

 neve compressa o compattata fino a diventare una massa solida resistente ad ulteriori compressioni che si mantiene compatta o si rompe in frammenti se raccolta (compacted

snow),

 ghiaccio (incluso wet ice).

Pista non-strumentale (Non-Instrument Runway) Una pista destinata alle operazioni degli

aeromobili con l‟utilizzo di procedure di avvicinamento a vista.

Pista strumentale (Instrument Runway) Una pista destinata alle operazioni degli aeromobili con

l‟utilizzo di procedure di avvicinamento strumentale:

1. Pista per avvicinamento non di precisione (Non Precision Approach Runway) Una pista

strumentale dotata di aiuti visivi e non visivi che forniscano perlomeno guida direzionale idonei

all‟avvicinamento diretto.

2a Pista per avvicinamento di precisione di categoria I (Precision Approach Runway, Cat I)

Una pista strumentale dotata di ILS e/o MLS e di aiuti visivi, destinata ad operazioni con altezza

di decisione (DH) non inferiore a 60 m (200 ft) e con una RVR non inferiore a 550 m.

2b Pista per avvicinamento di precisione, categoria II (Precision Approach Runway, Cat II)

Una pista strumentale dotata di ILS e/o MLS edi aiuti visivi, destinata ad operazioni con altezza

di decisione (DH) inferiore a 60 m (200 ft) ma non inferiore a 30 m (100 ft) e una RVR non

inferiore a 300 m.

2c Pista per avvicinamento di precisione, categoria III (Precision Approach Runway, Cat III) Una pista strumentale dotata di ILS e/o MLS che copra anche tutta la sua lunghezza della pista

in uso e destinata a:

(i) (Cat III A) operazioni con altezza di decisione (DH) inferiore a 30 m (100 ft), o nessuna DH e RVR non inferiore a 200 m.

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Glossario - 5

(ii) (Cat III B) operazioni con DH inferiore a 15 m (50 ft), o nessuna DH e RVR inferiore a 200 m, ma non inferiore a 50 m.

(iii) (Cat III C) operazioni con nessuna DH e nessuna limitazione di RVR.

Pista umida (damp runway) Una pista è considerata tale quando la sua superficie non è asciutta,

ma l‟umidità non è tale da conferirle un aspetto lucido.

Posizione attesa pista (Runway Holding Position) Posizione definita intesa a proteggere una

pista, una superficie limitazione ostacoli, o un‟area critica/sensibile dell‟ILS/MLS presso la quale

gli aeromobili in rullaggio ed i veicoli devono fermarsi ed attendere, se non diversamente

autorizzati dalla torre di controllo dell‟aeroporto.

Posizione d’attesa intermedia (Intermediate Holding Position) Posizione definita ai fini del

controllo del traffico al suolo presso la quale gli aeromobili in rullaggio ed i veicoli devono

fermarsi ed attendere l‟autorizzazione a proseguire, quando così istruiti dalla torre di controllo

dell‟aeroporto.

Punto di riferimento dell’aeroporto (Aerodrome Reference Point - ARP) E‟ il punto le cui

coordinate geografiche determinano l‟ubicazione dell‟aeroporto.

Rischio La possibilità che un evento possa accadere e la relativa conseguenza ovvero la possibilità

di una perdita o danno, misurate in termine di severità e probabilità.

Segnale di identificazione dell’aeroporto (Aerodrome Identification Sign) Un segnale ubicato

sull‟aeroporto allo scopo di facilitarne l‟identificazione da un aeromobile in volo.

Soglia della pista (Runway Threshold) L‟inizio della parte di pista utilizzabile per l‟atterraggio.

Soglia spostata (Displaced Threshold) Una soglia non ubicata all‟estremità fisica della pista.

Sorveglianza Insieme delle attività messe in atto dall‟ENAC per verificare il soddisfacimento dei

requisiti applicabili per il mantenimento di una certificazione nonché la capacità

dell‟organizzazione certificata di mantenere con continuità la rispondenza a tali requisiti.

Zona libera da ostacoli (Obstacle Free Zone - OFZ) Lospazio aereo che si estende al di sopra

della superficie interna di avvicinamento, delle superfici interne di transizione, della superficie di

atterraggio interrotto e di parte della striscia di sicurezza limitato da tali superfici, che non è

penetrato da alcun ostacolo fisso, ad esclusione di quelli di massa ridotta installati su supporti

frangibili, necessari per scopi aeronautici.

Striscia di sicurezza della pista (Runway Strip) Un‟area di dimensioni definite che comprende la

pista e la stopway, se presente, realizzata allo scopo di ridurre il rischio di danni agli aeromobili in

caso di uscita di pista ed a protezione degli aeromobili che la sorvolano in decollo o in atterraggio.

Striscia di sicurezza della via di rullaggio (Taxiway Strip) Un‟area che comprende una via di

rullaggio, predisposta allo scopo di proteggere gli aeromobili che operano sulla via di rullaggio e di

ridurre il rischio di danni agli aeromobili in caso di uscita dalla stessa.

Trasporto aereo commerciale Traffico effettuato per trasportare persone o cose dietro

remunerazione. Esso comprende quindi il trasporto aereo di linea, charter e aerotaxi.

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Glossario - 6

Trasporto aereo non commerciale o di aviazione generale Traffico diverso dal trasporto aereo

commerciale; esso comprende sostanzialmente l‟attività degli aeroclub, delle scuole di volo, dei

piccoli aerei privati ed i servizi di lavoro aereo.

Via di rullaggio (Taxiway) Un percorso definito destinato al rullaggio degli aeromobili, avente lo

scopo di collegare differenti aree dell‟aeroporto; esso include:

1. Via/raccordo di accesso alle piazzole (Aircraft Stand Taxilane) Parte del piazzale destinata a via di rullaggio ed avente la funzione di fornire accesso unicamente alle piazzole di sosta

aeromobili.

2. Via di rullaggio sul piazzale (Apron Taxiway) Parte di un sistema di vie di rullaggio situato su un piazzale ed avente la funzione di permettere il rullaggio attraverso il piazzale stesso.

3. Raccordo/Taxiway di uscita rapida/(Rapid Exit Taxiway) Via di rullaggio collegata, ad angolo acuto, ad una pista e avente lo scopo di permettere ai velivoli in atterraggio di liberare la

pista a velocità maggiore di quella consentita sugli altri raccordi di uscita, minimizzando di

conseguenza i tempi di occupazione della pista stessa.

Visibilità di pista (Runway Visual Range - RVR) La distanza massima alla quale il pilota di un

aeromobile, posto sull‟asse pista, può distinguere la segnaletica orizzontale o le luci di pista che ne

delimitano i bordi o ne tracciano l‟asse.

Zona di arresto (Stopway) Un‟area rettangolare definita, oltre la fine della TORA, adeguatamente

preparata quale area idonea nella quale un aeromobile può essere arrestato in sicurezza nel caso di

decollo interrotto.

Clearway Un‟area rettangolare, su terra o su acqua, oltre la fine della TORA, e sotto il controllo del

gestore, scelta o preparata come area idonea al di sopra della quale un velivolo può eseguire parte

della sua salita iniziale fino ad una altezza specificata.

Zona di traffico di aeroporto (Aerodrome Traffic Zone - ATZ) Lo spazio aereo di dimensioni

definite istituito intorno ad un aeroporto per la protezione del traffico aereo di aeroporto.

Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 Capitolo 1 - 1

CAPITOLO 1 – LA CERTIFICAZIONE DELL’AEROPORTO 1. APPLICABILITA’ 1.1 Il presente regolamento si applica agli aeroporti sui quali si svolge trasporto aereo commerciale con velivoli di massa al decollo superiore a 5.700 kg o con 10 o più posti passeggeri. 1.2 La presente Edizione 2 del regolamento entra in vigore il 21 ottobre 2003 ed abroga e sostituisce la precedente Edizione 1 entrata in vigore il 27 novembre 2002. Il Regolamento prescrive i requisiti per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti aperti al traffico aereo commerciale di cui al paragrafo 1.1. 1.3 Successivamente alla data di entrata in vigore di cui al paragrafo 1.2, per l’apertura al traffico aereo commerciale è obbligatorio il possesso, da parte del gestore, del certificato dell’aeroporto di cui al paragrafo 2.

1.4 Per la costruzione di nuovi aeroporti o di nuove realizzazioni in aeroporti aperti al traffico commerciale si applicano i requisiti contenuti nel presente Regolamento nella versione in vigore alla data di approvazione del progetto definitivo dell’opera da realizzare. E’ facoltà dell’ENAC richiedere l’applicazione di requisiti pubblicati dopo tale data, qualora ritenuti essenziali per la sicurezza delle operazioni. 1.5 Fatto salvo quanto previsto al paragrafo 1.6, per gli aeroporti già aperti al traffico aereo commerciale alla data di entrata in vigore di cui al paragrafo 1.2, la conformità ai requisiti del presente regolamento, ove non sia diversamente disposto nei singoli paragrafi, ed il possesso da parte del gestore del Certificato dell’aeroporto sono obbligatori a decorrere dal 30 maggio 2005. 1.6 Per gli aeroporti sui quali si svolge un traffico inferiore a 5.000 movimenti aerei commerciali annui, la conformità ai requisiti del presente regolamento, ove non sia diversamente disposto nei singoli paragrafi, ed il possesso da parte del gestore del Certificato dell’aeroporto sono obbligatori a decorrere dal 30 novembre 2006. 1.7 Il presente regolamento si applica altresì agli aeroporti sui quali si svolge trasporto aereo non commerciale o di aviazione generale ove specificamente previsto nei singoli capitoli o paragrafi. Sono comunque applicabili i requisiti attinenti alle infrastrutture ed impianti per le nuove opere o modifiche delle opere esistenti. Su tali aeroporti è consentita l’effettuazione di servizi aerotaxi. 2. RILASCIO DEL CERTIFICATO DELL’AEROPORTO 2.1 Il certificato dell’aeroporto attesta la conformità di un aeroporto ai requisiti del presente regolamento; in particolare attesta che: (a) l’organizzazione aziendale, i mezzi, il personale, le procedure di gestione e gli altri elementi

necessari per la corretta gestione e per la sicurezza dell’aeroporto sono idonei per le operazioni degli aeromobili;

(b) le caratteristiche fisiche dell’aeroporto, le infrastrutture, gli impianti e i sistemi, e delle aree ad esso limitrofe consentono un uso sicuro da parte degli aeromobili secondo quanto previsto dal presente regolamento; e

(c) il Manuale dell’aeroporto è conforme alle prescrizioni di cui al capitolo 2.

Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 Capitolo 1 - 2

2.2 Il certificato dell’aeroporto viene rilasciato dall’ENAC, sulla base dell’esito favorevole dei propri accertamenti, al gestore quando questo ha dimostrato, per le parti di propria competenza, la rispondenza ai requisiti contenuti nel presente regolamento. 2.3 La domanda per l’ottenimento del Certificato dell’Aeroporto deve essere inoltrata all’ENAC dal gestore, unitamente ad una mappa che mostri l’ubicazione ed i confini dell’aeroporto e una copia del Manuale dell’aeroporto, di cui al successivo Capitolo 2. Su richiesta dell’ENAC il gestore deve inoltre fornire tutti i dati sulle rilevazioni, tabelle, profili, sezioni, prove della portanza delle infrastrutture di volo e delle aree più significative ad esse circostanti. 2.4 La domanda deve essere presentata con debito anticipo rispetto alla data prevista per la certificazione al fine di consentire la conclusione del processo di certificazione per tempo. 2.5 L’ENAC ha comunque la facoltà di avviare d’ufficio le procedure di accertamento per la certificazione dell’aeroporto anche in assenza dell’istanza di parte. 3. DISPOSIZIONI GENERALI 3.1 Il gestore deve consentire in ogni momento al personale ENAC autorizzato l’accesso alle infrastrutture, agli impianti, ai servizi, ai documenti ed al personale, per condurre gli accertamenti relativi al rispetto dei requisiti di questo regolamento e di ogni altro requisito applicabile ai fini del rilascio del certificato nonché alla permanenza nel tempo o alla variazione dello stesso. Il personale autorizzato dell’ENAC visiterà l’aeroporto in occasione degli accertamenti relativi a richieste di rilascio rinnovo o variazione del certificato o altre richieste specifiche da parte del gestore, o per l’effettuazione di attività di sorveglianza di iniziativa dell’Ente nell’ambito delle proprie competenze. 3.2 Per quanto non previsto dal presente regolamento, provvede l’ENAC con propria disposizione.

3.3 L’ENAC ha la facoltà di sospendere per motivi tecnici l'applicazione di determinati requisiti del presente regolamento. Entro 90 giorni dalla data di adozione del provvedimento, l’ENAC ripristina l'applicazione della norma sospesa o adotta una disposizione provvisoria, efficace per la durata di sei mesi. Entro tale termine, l’ENAC revoca la disposizione provvisoria o promuove il procedimento di approvazione di questa. 3.4 In casi eccezionali e su motivata richiesta l’ENAC può esentare specifici aeroporti dal rispetto di singoli requisiti del presente Regolamento. Il provvedimento di esenzione precisa le limitazioni e condizioni supplementari ritenute necessarie per assicurare adeguati livelli di sicurezza ed è valido per il periodo di tempo in esso stabilito. 3.5 Il gestore è responsabile della conformità dell’aeroporto ai requisiti contenuti nelle parti di propria competenza del presente regolamento e del mantenimento nel tempo di detta conformità. Non deve inoltre contravvenire a qualunque condizione del Certificato. 3.6 La non conformità ai requisiti del presente regolamento da parte del gestore comporta l’applicazione di quanto previsto al paragrafo 7.3. 3.7 Il certificato dell’aeroporto non esenta il titolare dall’ottemperare a ogni altra prescrizione di legge.

Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 Capitolo 1 - 3

4. ORGANIZZAZIONE DEL GESTORE 4.1 Il gestore deve dimostrare all’ENAC che la propria organizzazione aziendale e le procedure di gestione sono idonee e appropriate per il tipo di operazioni approvate per l’aeroporto e per la gestione dell’aeroporto in continuità, efficienza e trasparenza. Il gestore deve altresì dotarsi di idonei sistemi per il controllo direzionale e strategico sufficienti a garantire le operazioni in sicurezza. 4.2 Il gestore deve nominare un dirigente responsabile della certificazione dell’aeroporto (Accountable Manager), ritenuto accettabile dall’ENAC, che abbia l’autorità e l’autonomia necessaria per assicurare che tutte le attività siano condotte secondo le previsioni del presente regolamento e secondo qualsiasi altra condizione definita dal gestore stesso. 4.3 Per potere garantire un sicuro svolgimento delle operazioni aeroportuali, il gestore deve avere una struttura di esercizio efficace per la gestione e supervisione delle seguenti aree, cui sono preposti dirigenti responsabili (Post holders): • area di movimento, • terminal • progettazione infrastrutture e sistemi, • manutenzione infrastrutture e sistemi. I dirigenti responsabili delle aree devono essere ritenuti accettabili dall’ENAC .

4.4 I dirigenti responsabili devono avere competenza manageriale ed idonee qualificazioni nel settore aeroportuale. Previa valutazione dell’ENAC un dirigente responsabile può ricoprire più di un incarico nello stesso aeroporto. 4.5 Un dirigente responsabile di un gestore non può ricoprire incarichi analoghi in altri aeroporti a meno di specifica autorizzazione dell’ENAC. 4.6 Il Manuale dell’aeroporto deve contenere una descrizione delle attribuzioni e delle responsabilità dei dirigenti. Devono inoltre essere stabilite apposite procedure per garantire la continuità della gestione in assenza dei dirigenti responsabili. 4.7 Il gestore deve garantire che ciascun settore della propria organizzazione sia dotato di personale in numero adeguato alla entità e complessità delle operazioni e qualificato per il tipo di funzione. 4.8 Il gestore deve predisporre strutture idonee per garantire una gestione in sicurezza delle proprie operazioni e condizioni adeguate per i fruitori dei suoi servizi. 4.9 Il gestore deve informare preventivamente l’ENAC di tutte le variazioni significative che interessano la struttura organizzativa, inclusi i cambiamenti relativi ai dirigenti responsabili. 4.10 Durante le operazioni aeroportuali il gestore deve essere a conoscenza delle attività svolte in aeroporto al fine di fornire il proprio supporto all’insorgere di eventuali situazioni anormali e di emergenza. Deve inoltre segnalare all’ENAC le evenienze che possano avere impatto sulla operatività e sull’efficienza delle operazioni. 4.11 I servizi forniti al gestore da soggetti esterni ricadono sotto la responsabilità dello stesso.

Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 Capitolo 1 - 4

4.12 Il gestore deve sviluppare un Manuale dell’aeroporto conformemente alle indicazioni contenute nel Capitolo 2. Il Manuale dell’aeroporto è approvato dall’ENAC. 4.13 Il gestore deve operare conformemente con le previsioni del Manuale dell’aeroporto. 4.14 Per gli aeroporti di cui al punto 1.6 non si applica la disposizione di cui al punto 4.3 del presente paragrafo. 4.15 Per gli aeroporti di cui al punto 1.6, al fine di garantire un sicuro svolgimento delle operazioni aeroportuali, il gestore deve avere una struttura minima di esercizio efficace per la gestione e supervisione dell’area di movimento, del terminal, della progettazione e manutenzione di infrastrutture e sistemi. Tale struttura deve essere diretta almeno da un dirigente responsabile, ritenuto accettabile dall’ENAC. 5. SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA 5.1 Fatti salvi gli aeroporti di cui al punto 1.6, a far data dal 24 novembre 2006 il gestore deve dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza (Safety Management System – SMS) che descriva la struttura dell’organizzazione, nonché i compiti, poteri e responsabilità del personale, ed assicuri che le attività siano condotte in un modo documentato e controllato. Il sistema di gestione SMS include: • la determinazione delle politiche di sicurezza del gestore; • l’assegnazione delle responsabilità e dei compiti e l’emissione di direttive per il personale,

sufficienti per l’implementazione delle politiche aziendali e degli standard di sicurezza; • il monitoraggio continuo degli standard di sicurezza; • la registrazione e analisi delle deviazioni dagli standard applicabili; • la definizione ed applicazione delle misure correttive; • la valutazione della adeguatezza e della efficacia delle procedure applicate dalla organizzazione. 5.2 Il gestore deve predisporre verifiche periodiche e sistematiche del sistema di gestione della sicurezza, incluse le modalità di assolvimento delle proprie funzioni, tenuto anche conto dell’impatto delle attività svolte da altri soggetti in ambito aeroportuale. 5.3 Il gestore deve assicurare che le verifiche siano svolte da personale esperto ed adeguatamente qualificato in accordo ad un programma di verifica approvato dall’ENAC. 5.4 La documentazione relativa alle verifiche è conservata dal gestore per almeno 5 anni. L’ENAC può richiedere copia dei rapporti per condurre propri accertamenti. 5.5 Gli operatori aerei, i fornitori di servizi e ogni altra organizzazione che conduca attività in maniera autonoma nell’aeroporto, devono ottemperare ai requisiti relativi alla sicurezza dell’aeroporto. Il gestore attiva idonee procedure per verificare il rispetto dei requisiti. 5.6 Gli operatori aerei, i fornitori di servizi e ogni altra organizzazione che conduca attività in maniera autonoma nell’aeroporto, sono tenuti a collaborare con i programmi di sicurezza dell’aeroporto, riportando immediatamente qualsiasi incidente o inconveniente che possa avere un impatto sulla sicurezza. 5.7 Il gestore aeroportuale mette in atto un sistema per la raccolta e la gestione dei dati (reporting system) relativo agli eventi aeronautici occorsi nelle operazioni aeroportuali.

Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 Capitolo 1 - 5

Tale sistema è altresì utilizzato per la segnalazione obbligatoria degli eventi di cui al decreto legislativo del 2 maggio 2006 n. 213. Esso comprende le segnalazioni dei soggetti di cui al precedente punto 5.6 e può contenere anche le segnalazioni volontarie previste dal citato decreto legislativo. 6. CONDIZIONI PER L’ESERCIZIO DI UN AEROPORTO CERTIFICATO 6.1 Le condizioni per l’esercizio di un aeroporto certificato sono di seguito riportate. 6.1.1 L’aeroporto deve essere disponibile a tutti, alle medesime condizioni, negli orari di normale disponibilità per il decollo o l’atterraggio degli aeromobili. 6.1.2 Le operazioni di volo sull’aeroporto non possono essere effettuate in mancanza dei servizi antincendio e di soccorso richiesti dalle normative vigenti. 6.1.3 Le modifiche delle caratteristiche fisiche dell’aeroporto, ivi inclusa la costruzione di nuovi edifici o le modifiche di quelli esistenti o degli aiuti visivi potranno avere luogo solo dopo l’approvazione preventiva dell’ENAC. 6.1.4 Ogni area di passaggio aperta al pubblico che attraversi o costeggi o circondi l’area aeroportuale, sita all’interno o all’esterno dell’aeroporto, deve essere adeguatamente segnalata tramite cartelli che avvisano il pubblico dei pericoli connessi con la presenza degli aeromobili. 6.1.5 E’ obbligo del gestore, nell’ambito delle proprie competenze, notificare con immediatezza all’ENAC qualsiasi evento che abbia impatto sulle infrastrutture di volo e relativi impianti, o sulle caratteristiche operative relative all’avvicinamento, al decollo o alla circuitazione degli aeromobili che metta in pericolo, oppure che, se non corretto, rischi di mettere in pericolo un aeromobile impiegato in attività dell’aviazione civile, i suoi occupanti o qualsiasi altra persona. 6.2 Ulteriori condizioni, che consentano l’esercizio dell’aeroporto in sicurezza, possono essere stabilite dall’ENAC in considerazione di circostanze e situazioni dello specifico aeroporto. 6.3 Il gestore deve informare l’ENAC dei cambiamenti dei dati di propria competenza relativi all’aeroporto contenuti nell’AIP – Italia. 7. VALIDITA’ DEL CERTIFICATO DELL’AEROPORTO 7.1 Il certificato ha una validità di tre anni dalla data di rilascio o di rinnovo. 7.2 Il certificato è rinnovato a seguito di domanda del gestore, sulla base dell’esito favorevole della sorveglianza eseguita dall’ENAC durante il periodo di validità e degli accertamenti per il rinnovo. L’ENAC ha comunque la facoltà di avviare d’ufficio le procedure di accertamento per il rinnovo della certificazione dell’aeroporto anche in assenza dell’istanza di parte. 7.3 L’ENAC può limitare, sospendere, o revocare il certificato dell’aeroporto qualora il gestore non sia in grado di dimostrare o l’ENAC rilevi che non sia assicurata la rispondenza ai requisiti del presente regolamento o sia pregiudicata la sicurezza delle operazioni 7.4 Il certificato può essere altresì sospeso o revocato qualora non sia consentito all’ENAC, senza giustificato motivo, l’effettuazione degli accertamenti di competenza ordinari o straordinari.

Edizione 2 – Emendamento 4 del 30.1.2008 Capitolo 1 - 6

7.5 In relazione alla rilevanza della non conformità riscontrata, l’ENAC comunica al gestore l’intenzione di adottare un provvedimento di sospensione o revoca e le relative motivazioni fissando i tempi entro i quali il gestore può fornire le proprie considerazioni. Trascorso tale tempo ed in caso di inadeguatezza o assenza di dette considerazioni l’ENAC adotta il provvedimento e lo notifica al gestore. 7.6 Qualora siano riscontrate non conformità che, a giudizio dell’ENAC, comportano grave pregiudizio alla sicurezza delle operazioni, l’ENAC adotta in via di urgenza e con effetto immediato il relativo provvedimento di limitazione o sospensione. 8. VARIAZIONI DEL CERTIFICATO 8.1 La portata della certificazione specificata nel certificato dell’aeroporto è estesa dall’ENAC su richiesta del gestore, a seguito di esito favorevole dei propri accertamenti. Ai fini dell’estensione, il gestore deve dimostrare la rispondenza ai requisiti applicabili del presente regolamento. 8.2 E’ obbligo del gestore comunicare all’ENAC le evenienze che determinano riduzioni della portata della certificazione. 8.3 Le domande di variazione di un certificato devono essere sottoposte in forma scritta ed essere accompagnate dalle relative rilevazioni e da ogni altra informazione che riguardi le modifiche delle caratteristiche dell’aeroporto. 9. TITOLARE DEL CERTIFICATO DELL’AEROPORTO 9.1 Il Certificato dell’aeroporto è rilasciato al gestore o ad una società che ha richiesto la concessione di gestione dell’aeroporto che assume le attribuzioni e gli obblighi relativi al mantenimento del Certificato stesso. Il Certificato dell’aeroporto non è trasferibile e non può essere ceduto. 9.2 Qualora dovessero ricorrere casi di trasferimento o di cessione della gestione dell’aeroporto gli stessi devono essere autorizzati dall’ENAC che procederà agli accertamenti per il rilascio di un nuovo certificato al gestore subentrante. In tali casi, ove fosse richiesto il mantenimento delle operazioni dell’aeroporto, il gestore uscente continuerà a garantire le condizioni di sicurezza di cui al presente Regolamento. ----------------------------

Edizione 2 del 21.10.2003 Capitolo 2 - 1

CAPITOLO 2 - IL MANUALE DELL’AEROPORTO 1. GENERALITA’1.1 Il Manuale dell’aeroporto previsto nel Capitolo 1, è approvato dall’ENAC e contiene tutte le informazione e istruzioni necessarie per consentire al personale dell’aeroporto di svolgere le proprie mansioni. In particolare esso deve contenere le informazioni e le istruzioni relative ai punti specificati nel successivo paragrafo 6. 1.2 Il gestore deve rendere disponibile al proprio personale operativo ed agli operatori aeroportuali interessati una copia del Manuale dell’aeroporto, o una copia di ciascuna parte del Manuale relativa alle specifiche competenze e assicurarsi che tali copie siano sempre aggiornate. Il gestore assume ogni ragionevole misura per assicurarsi che il proprio personale operativo:

(i) sia a conoscenza dei contenuti di ciascuna parte del Manuale dell’aeroporto relativa alle sue mansioni; (ii) svolga le sue mansioni in conformità con le relative disposizioni del Manuale.

1.3 Ai sensi del presente regolamento per ‘personale operativo’ si intende l’insieme di persone che appartengano o meno alla organizzazione del gestore, le cui mansioni siano connesse con il mantenimento delle condizioni operative di sicurezza dell’aeroporto, ovvero i cui compiti richiedano loro di avere accesso all’area di manovra o al piazzale. 2. SCOPO E AMBITO DEL MANUALE 2.1 L’obiettivo principale del Manuale dell’aeroporto è quello di definire come il gestore adempie ai propri compiti al fine di garantire le condizioni di corretta gestione dell’aeroporto e di sicurezza delle operazioni. Il Manuale definisce le politiche e gli standard di prestazione adottati dal gestore nonché le procedure tramite le quali raggiungerli. 2.2 Il manuale deve contenere tutte le informazioni pertinenti per descrivere la struttura organizzativa del gestore. Il manuale deve chiaramente indicare, per ciascun compito descritto le figure responsabili con le relative attribuzioni. E’ lo strumento attraverso il quale tutto il personale operativo dell’aeroporto viene debitamente informato sulle mansioni e responsabilità. Esso deve descrivere i servizi e le strutture dell’aeroporto e contenere tutte le procedure operative necessarie. 2.3 Con l’introduzione dei requisiti relativi al sistema di gestione della sicurezza (Safety Management System - SMS), previsti nel Capitolo 1 paragrafo 5, il Manuale deve essere ampliato per descrivere chiaramente come tale sistema si integra nella organizzazione certificata del gestore ai fini della sicurezza delle operazioni 2.4 Il Manuale è il documento di riferimento per verificare l’adeguatezza del gestore e della sua organizzazione ai fini dell’ottenimento e del mantenimento della certificazione dell’aeroporto.

Edizione 2 del 21.10.2003 Capitolo 2 - 2

3. TITOLARITA’ DEL MANUALE DELL’AEROPORTO 3.1 Il gestore è responsabile della preparazione del Manuale dell’aeroporto e della sua conformità ai requisiti ed alle indicazioni contenuti nei regolamenti e negli altri documenti dell’ENAC. 3.2 Il gestore deve aggiornare il Manuale secondo necessità, in caso di variazioni dell’organizzazione e dei requisiti applicabili. 3.3 Il gestore deve stabilire e riportare nella prefazione del Manuale l’obbligo di utilizzo del manuale da parte del proprio personale. 3.4 Il Manuale è firmato dal dirigente responsabile dell’organizzazione (Accountable Manager). 4. GESTIONE DEL MANUALE 4.1 Devono essere chiaramente individuati i responsabili incaricati di fare in modo che il Manuale rifletta accuratamente la realtà delle operazioni. 4.2 Ciascuna copia del Manuale deve essere numerata, e deve essere tenuta una lista delle persone che ne hanno una copia. 4.3 Le modifiche del manuale devono essere sempre riportate in apposite pagine, aggiuntive o sostitutive, nelle quali siano rese evidenti le parti sottoposte a modifica. 4.4 Il gestore deve trasmettere all’ENAC, non appena se ne presenti la necessità, le proposte di variante o aggiornamento del manuale dell’aeroporto. Le modifiche del Manuale diventano effettive a seguito di approvazione da parte dell’ENAC. 5. FORMA E SIGNIFICATO DEL MANUALE 5.1 Il Manuale è la fonte documentale che descrive come devono essere condotte le procedure operative e la loro gestione in sicurezza. Consente di valutare l’ottemperanza dell’organizzazione e delle procedure del gestore al presente regolamento. Il Manuale dell’aeroporto oltre a soddisfare i requisiti del presente Regolamento, è un mezzo di diffusione di tutte le procedure e informazioni relative ad una sicura gestione dell’aeroporto. Il manuale deve fornire un’idea chiara e priva di ambiguità, di come si sviluppi, sia mantenuta e sia gestita la sicurezza all’interno dell’aeroporto. 5.2 In relazione alla portata e complessità delle operazioni e delle relative procedure, è consentito che il gestore includa nel Manuale dei riferimenti a procedure esistenti in altre pubblicazioni di contenuto approvato. A tal fine è essenziale che qualsiasi riferimento ad informazioni, documenti e procedure segua esattamente lo stesso sistema di consultazione e diffusione adottato per il manuale stesso. 6. CONTENUTI DEL MANUALE 6.1 I seguenti paragrafi individuano gli elementi che sono di norma inclusi nel Manuale, in relazione alla natura e portata delle operazioni che hanno luogo nei vari aeroporti. Non è necessario che tutte le procedure operative siano incluse nel Manuale tuttavia, qualora queste fossero rilevanti

Edizione 2 del 21.10.2003 Capitolo 2 - 3

per la conformità ai requisiti di sicurezza, la loro collocazione deve essere chiaramente indicata all’interno del Manuale. 6.2 Il Manuale deve contenere le informazioni e le procedure che riguardano l’attività di competenza del gestore, fornendo anche le indicazioni in merito agli aspetti di coordinamento con i soggetti non controllati per le attività e servizi attinenti la sicurezza delle operazioni da essi garantiti. 6.3 Introduzione

(a) Scopo del manuale. (b) Distribuzione del manuale. (c) Procedure per l’emissione, distribuzione e modifica del Manuale; (d) Indice delle pagine (e) Prefazione del gestore (f) Glossario dei Termini (diversi da quelli inclusi in questo regolamento)

NOTA: Questa sezione contiene una breve spiegazione della terminologia impiegata nel Manuale, ivi incluse le qualifiche e gli acronimi. 6.4 Amministrazione Tecnica (a) Nome e indirizzo dell’aeroporto (b) Nome e indirizzo del gestore (c) Politiche per la gestione della sicurezza operativa (d) Un organigramma che indica le responsabilità gerarchiche, l’attribuzione dei compiti e dei

poteri, le allocazioni di responsabilità e le risorse strumentali assegnate. In particolaredevono essere indicati il dirigente responsabile (Accountable manager) e gli altri dirigenti responsabili (Post holders).

(e) Le procedure utilizzate per assicurare una supervisone continua in assenza dei responsabili titolari.

(f) Comitati aeroportuali. 6.5 Caratteristiche dell’aeroporto (a) Dettagli dei seguenti elementi: Latitudine e longitudine dell’Airport Reference Point in formato WGS 84; Elevazione dell’aeroporto e delle piazzole di sosta aeromobile.

(b) Cartine, adeguatamente dettagliate, indicanti la posizione dell’Airport Reference Point, il layout delle piste, delle vie di rullaggio e del piazzale (APRON); la segnaletica aeroportuale verticale ed orizzontale, gli aiuti visivi, gli ostacoli illuminati, la collocazione degli aiuti alla navigazione all’interno della strip di pista. Non è necessario che queste cartine o le informazioni di cui ai sotto paragrafi seguenti (c) fino a (g) vengano accluse in tutte le copie del Manuale;esse devono essere accluse alla copia originale del gestore nonché a quella consegnata all’ENAC. Nel caso di copie o estratti forniti o resi disponibili al personale operativo, devono essere incluse delle cartine su scala idonea per le mansioni che essi svolgono.

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Capitolo 2 - 4

(c) La descrizione, l’altezza e la collocazione degli ostacoli che forano le superfici standard di

protezione e riferimenti in merito al fatto che siano o meno illuminati.

(d) Metodi e procedure usati per mantenere aggiornati i dati di cui ai punti (a), (b) e (c).

(e) Il calcolo delle “distanze dichiarate” e delle elevazioni all’inizio e alla fine di ciascuna “distanza

dichiarata”.

(f) Il calcolo delle “distanze dichiarate ridotte”, qualora vi siano ostacoli temporanei sulla strip di

pista o che forino le superfici di avvicinamento o di decollo.

(g) Informazioni dettagliate sulle superfici, dimensioni, classificazione e portanza delle piste, vie di

rullaggio, piazzali, striscia di sicurezza e RESA.

6.6 Procedure operative

Il gestore nel predisporre le procedure operative del Manuale dell’Aeroporto tiene conto di quanto

enunciato al paragrafo 6.2 e delle specifiche esigenze dell’aeroporto.

Sono di seguito evidenziate le procedure operative di norma contenute nel Manuale dell’aeroporto:

(a) Sistema che il gestore usa per fornire le informazioni da inserire nella Pubblicazione delle Informazioni Aeronautiche;

(b) Le ispezioni di routine dell’aeroporto, incluse quelle relative agli Aiuti Visivi Luminosi (AVL) ove applicabile, la gestione dei rapporti, il tipo e la frequenza delle ispezioni;

(c) Ispezioni del piazzale, delle piste e delle vie di rullaggio a seguito di presenza segnalata di detriti nell’Area di movimento, a seguito di decollo abortito per via di guasti al motore, ai

pneumatici o alle ruote, o a seguito di qualsiasi altro incidente che possa avere lasciato detriti

che costituiscano potenziale pericolo;

(d) Valutazione dello stato delle piste, delle vie di rullaggio e dei piazzali; (e) Pulizia delle piste, delle vie di rullaggio e dei piazzali; (f) Protezione delle piste durante le procedure per bassa visibilità (LVPs), ove previste; (g) Rilevazione delle condizioni superficiali delle piste quando bagnate (pista wet) o contaminate

(tipo, diffusione e spessore dei contaminanti quali acqua, neve, ghiaccio, slush e condizioni di

aderenza - estimated surface friction) e trasmissione all’Ente ATS delle relative informazioni,

incluso il caso di pista “slippery”;

(h) Rilevazione e diffusione delle informazioni relative alla presenza di contaminanti sulle vie di rullaggio e sui piazzali;

(i) Diffusione delle informazioni sulla operatività dell’aeroporto, chiusura temporanea di alcune strutture, chiusure delle piste, etc.;

(j) Registrazioni relative al movimento degli aeromobili; (k) Controllo dei lavori, inclusi gli scavi e le attività agricole che possano avere un impatto sulla

sicurezza delle operazioni degli aeromobili;

(l) Modalità di accesso all’aeroporto e alle sue aree operative, incluso l’accesso di veicoli; (m) Gestione del piazzale e dei parcheggi; (n) Disponibilità di combustibile per aviazione e suo stoccaggio; (o) Segnalazione degli incidenti e inconvenienti in ottemperanza alla regolamentazione relativa al

sistema di segnalazione obbligatoria;

(p) Rimozione degli aeromobili incidentati;

Edizione 2 – Emendamento 9 del 23.10.2014 Capitolo 2 - 5

(q) Piano rimozione neve; (r) Piano per la riduzione del rischio da impatto con uccelli e animali selvatici; (s) Rifornimento degli aeromobili.

6.7 Aiuti visivi

Relativamente alle competenze del gestore nei confronti degli AVL il Manuale riporta:

(a) Le competenze con riguardo al sistema aeroportuale di aiuti visivi; (b) Una descrizione completa della configurazione di tutti gli aiuti visivi disponibili; questa

comprende gli AVL, la segnaletica verticale ed orizzontale;

(c) Procedure per l’impiego operativo e la regolazione dell’intensità luminosa del sistema AVL; (d) Gestione del sistema per l’alimentazione d’emergenza ed in continuità, incluse le procedure

operative in mancanza di alimentazione di rete;

(e) Procedure per ispezioni periodiche delle luci del sentiero di avvicinamento, delle luci di pista e indicatori ottici di pendenza di avvicinamento;

(f) Le procedure per la registrazione delle ispezioni e della manutenzione degli aiuti visivi; (g) L’ubicazione degli ostacoli e le procedure relative all’illuminazione degli stessi; (h) Procedure per la gestione delle azioni correttive da prendere nel caso di guasti e difformità

rilevati.

6.8 I Servizi di soccorso e antincendio

Relativamente alle competenze del gestore nei confronti dei Servizi di soccorso e antincendio il

Manuale riporta:

(a) Procedure di gestione dei servizi di soccorso e antincendio qualora essi siano resi sotto la

responsabilità del gestore.

(b) Procedure per la fornitura ed il mantenimento in stato di efficienza delle comunicazioni tra i

soggetti preposti all’allarme, il fornitore del servizio ed il gestore.

(c) Procedure di informazione/comunicazione da attuare in caso di rifornimento di carburante agli

aeromobili con passeggeri a bordo o in imbarco/sbarco.

6.9 Pianificazione d’Emergenza Integrata

Questa sezione del Manuale contiene le procedure sviluppate dal gestore riguardo il

soddisfacimento ai requisiti di cui al Capitolo 9.

Edizione 2 del 21.10.2003 Capitolo 3 - 1

CAPITOLO 3 -CARATTERISTICHE FISICHE DEGLI AEROPORTI 1. GENERALITA’ 1.1 Il presente capitolo tratta le caratteristiche fisiche dell’aeroporto da considerare per la sua certificazione. 1.2 Le specifiche relative ai singoli requisiti di una pista sono correlate ad un codice alfanumerico, come descritto al paragrafo 2.1. Tale classificazione è distinta da quella connessa al tipo di operazioni consentite dalla presenza di aiuti alla navigazione aerea (strumentale o a vista). 1.3 Il progetto di nuove infrastrutture o di rifacimenti di quelle esistenti deve soddisfare in maniera integrata i requisiti del presente regolamento e le esigenze derivanti dall’implementazione delle misure di security. 2. CLASSIFICAZIONE DELL’AEROPORTO IN BASE ALLE CARATTERISTICHE DI PISTA (Aerodrome Reference Code). 2.1 E’ definito un Codice di Riferimento dell’Aeroporto (Aerodrome Reference Code), in base al quale sono stabilite le caratteristiche delle superfici, delle aree di protezione e dei piani di riferimento laterali e longitudinali che devono essere tenuti liberi da ostacoli. Tale codice alfanumerico (vedasi Tabella 3.1) è costituito da: − un numero individuato dal valore della Lunghezza di Pista di Riferimento dell’Aeromobile”

riferita all’aeromobile in uso sull’aeroporto che necessita di maggior corsa al decollo; − una lettera individuata dalla apertura alare o larghezza massima del carrello principale

dell’aeromobile più grande che si prevede possa operare nell’aeroporto, a seconda di quale dei due parametri richieda caratteristiche di pista superiori.

2.2 Il codice di riferimento è determinato per ogni pista allo scopo di identificarne le caratteristiche delle superfici associate. Tale Codice di riferimento non è correlato alla resistenza della pavimentazione.

Tabella 3.1 - Codice di riferimento dell’Aeroporto

Primo elemento del codice Secondo elemento del codice

Numero di codice

Valore della Lunghezza di Pista di Riferimento

dell’Aeromobile

Lettera di codice Apertura alare

Larghezza massima carrello principale

1 <800 m A <15 m <4,5 m 2 ≥800 m e <1200 m B ≥15 m e <24 m ≥4,5m e <6 m 3 ≥1200 m e <1800 m C ≥24 m e <36 m ≥6 m e <9 m 4 ≥1800 m D ≥36 m e <52 m ≥9 m e <14 m E ≥52 m e <65 m ≥9 m e <14 m F ≥65 m ≥14 m e <16 m

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