riassunti embriologia per esame di anatomia comparata, Sintesi di Embriologia
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piccole sintesi di ogni processo dalla segmentazione alla neurulazione
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embriologia comparata

lunedì 4 settembre 2017

Embriologia

Primi stadi di sviluppo dei vertebrati - Il differenziamento rappresenta i reali cambiamenti biochimici, morfologici e funzionali

che portano ai diversi tipi cellulari di un organismo.

- La morfogenesi è un processo che conduce al modellamento della forma dell’organismo e dei suoi organi—> movimenti cellulari

- L’evoluzione della diversità è direttamente collegata all’evoluzione dei meccanismi regolatori che presiedono allo sviluppo.

- Se mutano le interazioni tra geni e prodotti genici, si possono generare nuovi fenotipi cellulari o nuovi organismi

- Vie evolutive dei diversi Bauplan del derivano da mutazione avvenute nelle precoci fasi dello sviluppo: cambiamento di sede di determinanti citoplasmatici, variazione del ritmo di divisione di una cellula/un gruppo di cellule, mutamento delle posizioni delle cellule quando si dividono, rimodernamento delle strutture durante le fasi larvali.

- Specificazione autonoma—> la via di specificazione della cellula e dei suoi discenti dipende solo da determinanti che possiede, si sviluppa in modo autonomo, indipendentemente dall’ambiente circostante. Sviluppo a mosaico, perdita non compensata.

- Specificazione condizionata—> la distribuzione differenziale dei determinanti citoplasmatici dell’uovo può influenzare l’espressione dei geni delle cellule figlie e dar luogo alla comparsa di cellule con proprietà differenti, che a loro volta possono influenzare il destino delle cellule vicine. Sviluppo regolativo.

Spermatogenesi - rima ondata di spermatogenesi—> le cellule germinali primordiali da una condizione di

quiescenza riprendono a svilupparsi,dividendosi per mitosi diverse volte, fino a differenziarsi in spermatogoni. Da questo momento fino alla fine del processo le cellule manterranno stretti contatti con le cellule del sertoli per il nutrimento.

- gli spermatogoni continuano a dividersi per mitosi, e mentre una parte di essi permane sotto forma di cellule staminali (spermatogoni indiff. di tipo A) un’altra parte si divide per mitosi dando origine a spermatozoi che si diff. in cellule staminali determinate: gli spermatogoni intermedi, che dividendosi per mitosi dando origine agli spermatogoni di tipo B, e agli spermatoci primari, ossia le cellule che entrano in meiosi.

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lunedì 4 settembre 2017

Oogenesi - Maturazione—>

Tipi di uova - Gli oociti dei vertebrati hanno dimensioni variabili, in rapporto alla quantità di vitello in

esse contenuto.

- Il ritardo nel completamento della meiosi consente all’oocito di avere a disposizione il doppio dei cromosomi (cioè è tetraploide) e, quindi, di avere una maggiore quantità di DNA per la sintesi di macromolecole.

- Alcuni oociti, come quelli degli anfibi, producono copie soprannumerarie dei geni deputati alla sintesi di RNA ribosomiale attraverso un meccanismo di amplificazione genica nucleolare.

- Nei mammiferi le cellule epiteliali follicolari primordiali, provenienti dalla linea somatica, formano un epitelio attorno all’oocito in sviluppo e, attraverso gunzioni gap, gli forniscono molecole a supporto del processo di maturazione (un epitelio follicolare che supporta gli oociti si forma in tutti i vertebrati).

- uova microlecitiche o oligolecitiche—> ascidie e anfiosso; poco vitello, si sviluppano presto, dando luogo a una larva che metamorfosa rapidamente.

- uova alecitiche—> mammiferi marsupiali e euteri; già nelle primissime frasi dello sviluppo prendono connessione con le pareti dell’utero materno, attraverso i quali avviene il nutrimento dell’embrione/feto.

- uova mesolecitiche—> pesci attinopterigi non teleostei, i pesci polmonati e gli anfibi; quantità moderata di vitello da cui schiudono larve che hanno consumato il vitello e che conducono per un certo periodo una vita indipendente, per poi metamorfare.

- uova macrolecitiche—> uova della maggior parte dei teleostei, con vitello in proporzione molto elevata, molto piccole; nei condroitti, celacanti, rettili, uccelli e mammiferi monotremi sono macrolecitiche ma più grandi (telolecitiche) e il citoplasma formativo è relegato al polo animale costituito da un piccolo disco che galleggia sulla massa del vitello sottostante. Questo disco germinativo contiene il nucleo della cellula uovo. Emrbioni adulti in miniatura dopo la schiusa.

Vitellogenesi - ascidie—> le sostanze di riserva si distribuiscono in modo uniforme nel citoplasma

dell’oocito, uovo oligolecitico di taglia piccola.

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lunedì 4 settembre 2017 - zebrafish—> vitello abbondante e uovo macrolecitico ma distribuito in modo uniforme - anfibi—> il processo di vitellogenesi può avere una durata variabile, mesi o anni,

quando l’oocito raggiunge lo stadio di diplotene della profase meiotica. Il vitello è costituito da numerosi elementi quali polisaccaridi, proteine, lipidi, e soprattutto vitellogenina, una proteina che nella rana non è prodotta dall’oocito ma è sintetizzata dal fegato e trasportata nell’ovario dal flusso sanguigno. Questa grande proteina viene incorporata dall’oocito mediante micropinocitosi e inglobata in vescicole legate alla membrana alla base dei microvilli. Nell’oocito maturo la proteina viene depositata in placchette vitelline secondo un gradiente di concentrazione dal polo animale verso il polo vegetativo.

- uccelli—> il vitello viene depositato concentricamente e giornalmente (proteine idratate, o vitello bianco, e grassi e pigmenti, o vitello giallo);

Membrane ovulari - primarie—> sintetizzate dalla cellula uovo - secondarie—> sintetizzate dalle cellule follicolari - terziarie—> sintetizzate dalle vie genitali durante il passaggio dell’uovo - membrana vitellina—> circonda il plasmalemma prima che l’oocito sia espulso dal

follicolo ovarico e quindi è definita membrana primaria

- attorno all’uovo possono esserci anche membrane secondarie che vengono apposte attorno alla membrana vitellina dopo che l’uovo è stato espulso dall’ovario

- uovo dei pesci—> circondato anche da un corion, una sorta di guscio che presenta un canalicolo, il micropilo, attraverso il quale entra lo spermatozoo e che si oblitera (legame specie specifico).

- uovo degli anfibi—> circondato dalla membrana vitellina accollata alla membrana plasmatica e più esternamente dalla capsula gelatinosa, i cui costituenti vengono deposti lungo il transito dell’ovidotto prima dell’espulsione dall’organismo materno e della fecondazione.

- uovo degli uccelli—> le membrane circondano l’uovo, indipendentemente dal fatto che venga fecondato o meno, mentre attraversa il tratto riproduttivo femminile per essere espulso dall’ovidutto all’esterno. Prima della deposizione subisce una rotazione che determina lo spostamento del blastoderma nel senso della rotazione. La gravità definisce l’asse anterioposteriore dell’embrione. Le membrane terziarie che avvolgono l’uovo sono: l’albume, ricchissimo di acqua, che ai due lati opposti del vitello forma le calaze; la membrana testacea, situata tra albume e guscio, formata da una membrana

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lunedì 4 settembre 2017 esterna e una interna contigue ma che al polo opposto dell’uovo si separano formando la camera d’aria; il guscio calcareo, che presenta numerosi pori in modo da permettere un limitato ma efficiente scambio gassoso.

- rettili—> no mineralizzazione - condroitti—> fecondazione interna, uova circondate da gusciom - nella uova degli anamni (PESCI e ANFIBI) c’è uno scambio diretto fra l’uovo e

l’ambiente acquatico esterno, mentre negli amnioti (RETTILI, UCCELLI, MAMMIFERI) il guscio che protegge le uova non consente uno scambio di gas libero. Soluzione al problema: camera d’aria.

- uova dei mammiferi—> alcuni costituenti glicoproteici formano una zona pellucida, struttura addossata alla membrana dell’uovo, che svolge un ruolo importante nel processo di riconoscimento specie-specifico dello spermatozoo; la zona pellucida è a sua volta ricoperta da uno strato di cellule follicolari, la corona radiata, in continuità con la zona granulosa del cumulo ooforo. Complesso CUMULO-OCITO.

Fecondazione

- l’embrione dei mammiferi si sviluppa all’interno di una camera detta amnios, piena di liquido amniotico, che riproduce artificialmente l’ambiente acquatico necessario a impedire la disidratazione (no fase di girino)

Segmentazione - Evento abbastanza rapido dopo la formazione dello zigote, consiste in una

successione di divisioni o segmentazioni cellulari da cui originano i blastomeri.

- Non richiede un accrescimento citoplasmatico =/ mitosi, mancano quindi le fasi di accrescimento G1 e G2.

- Secondo il grado di omogeneità del citoplasma, i blastomeri sono più o meno simili tra loro, ma durante il corso dello sviluppo daranno origine ai diversi tipi cellulari.

- Al susseguirsi della segmentazione il rapporto fra nucleo e citoplasma, molto basso nell’oocito, si avvicinerà ai valori delle cellule somatiche dell’adulto.

- l’embrione pluricellulare così formato presenta una cavità più o meno ampia, il blastocele

- segmentazione oloblastica—> uova alecitiche dei mammiferi marsupiali ed euteri, oligolecitiche dei protocordati, mesolecitiche degli anfibi;

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lunedì 4 settembre 2017 - uovo oligolecitico di tunicato—> compie la tipica segmentazione oloblastica

subeguale: determinanti morfogenetici si segranano in aree specifiche dopo la fecondazione determinando la polarità anteroposteriore e dorsoventrale dell’embrione. I determinanti citoplasmatici sono indipendenti dal punto di ingresso dello spermatozoo e sono determinati dalle contrazioni dei microfilamenti corticali. Il mioplasma dà inizio alla formazione della futura coda del tunicato. 1° solco di segmentazione va dal polo animale al polo vegetativo dividendo lo zigote in due blastomeri uguali sul piano di simmetria bilaterale; il secondo è anch’esso longitudinale, ad angolo retto rispetto al primo, e produce la formazione di due blastomeri; il terzo è equatoriale; alternanza di divisioni longitudinali e equatoriali con disposizione simmetrica dei blastomeri (segmentazione bilaterale). Micromeri al polo animale e macromeri al polo vegetativo. Appiattimento al polo vegetativo e no blastocele.

- uovo di anfiosso (cefalocordato)—> già allo stadio di 16 blastomeri la massa comincia a cavitarsi per l’accumulo di materali semifluido che spinge i blastomeri verso l’esterno (blastocele) La segmentazione prosegue con l’alternarsi di piani longitudinali e equatoriali che tendono a rimanere in superifice dove avvengono gli scambi di gas con l’ambiente. Embrione sferetta cava determinata da un monostrato cellulare.

- uovo di anfibio—> uovo mesolecitico con abbondante vitello, segmentazione totale di tipo radiale e ineguale. Primi due blastomeri formati sono identici, la terza divisione è spostata verso il polo animale a causa della quantità di vitello, si formano 4 micromeri e 4 macromeri; la cavità del blastocele si forma per secrezione di acqua, contenente proteine, da parte dei blastomeri ed è spostata in posizione eccentrica al polo animale. Blastula pluristratificata.

- segmentazione meroblastica—> uova macrolecitiche o telolecitiche dei pesci, mammiferi monotremi e sauropsidi.

- uovo di ciclostomi—> mesolecitico (piccolo) simile agli anuri - uovo dei dipnoi—> come sopra ma più lenta - uovo condroitti e teleostei—> uova telolecitiche, esempio zebrafish: la segmentazione

interessa solo il disco germinale (blastodisco); a 16 blastomeri solo alcuni rimangono in contatto col polo vegetativo tramite il sincizio vitellino, so crea così uno strato di rivestimento del blastoderma e uno strato di blastomeri profondi. Da qui in poi le divisioni non sono più sincrone e si forma una cupola al polo animale; il sincizio vitellino (periblasto) si divide in uno strato interno e uno esterno. Tra strato sinciziale e strato di rivestimento del vitello si trovano le cellule che daranno origine all’embrione. Blastula priva di blastocele—> steroblastula

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lunedì 4 settembre 2017 - uovo di pollo—> come per i teleostei, la segmentazione parziale discoidale porta alla

formazione di una discoblastula. Oociti primari si accrescono, accumulano vitello bianco o giallo, il nucleo si sposta verso il polo animale della cellula, determinando la formazione del disco germinativo (cicatricula) che si pone su un’area bianca di vitello denominato nucleo di pander, che comunica con la laterba situata al centro della cellula. Segmentazione completa quando l’uovo viene deposto; a causa dell’enorme vitello la seg meroblastica discoidale interessa solo il piccolo disco germinativo, le cellule restano in continuità tra loro e con il vitello, si forma così un blastoderma monostratificato. Solo i blastomeri centrali si cellularizzano e restano circondati da blastomeri sinciziali; successivamente si forma un blastoderma pluristratificato che sovrasta nella parte centrale, una cavità subgerminale, o blastocele primario. Il disco germinativo visto dall’altro assume un aspetto traslucido—> area pellucida, mentre rimane opaca la zona dei blastomeri sinciziali. Quando l’uovo viene deposto la maggior parte di cellule dell’area pellucida forma l’epiblasto, mentre altre cellule migrano e vanno a formare l’ipoblasto—> embrione bistratificato—> blastula secondaria.

- uovo di mammiferi monotremi—> segmentazione meroblastica discoidale, telolecitiche

- uovo di marsupiali—> piccole, macrolecitiche, no telocitiche, materiale confinato in una massa amorfa e procede come uovo oligolecitico

- segmentazione oloblastica rotazionale—> - uovo mammiferi euteri—> alecitico, necessita dell’apporto di metaboliti v lo sviluppo

(tramite la placenta), segmentazione oloblastica, asincrona, rotazionale, ineguale in certe specie. Dopo la fecondazione (ampolla tuba uterina), si ha la segmentazione, che procede in modo asincrono per ogni blastomero. Dopo lo stadio di 8 blastomeri avviene il fenomeno della compattazione in cui le proteine di adesione rendono l’embrione una sfera compatta; blastomeri non più totipotenti. Stadio di morula all’interno di cui si inizia a formare la cavità blastocistica per confluenza degli spazi intercellulari. A 32 blastomeri la blastocisti presenta il trofoblasto con cellule a disposizione epiteliale (corion e parte embrionale placenta), e una massa cellulare interna (ICM) in cui si formerà l’amnios, dividendosi in epitelio amniotico e disco embrionale. Quest’ultimo risulta composto da due territori: l’epiblasto, a contatto con la cavità amniotica, e l’ipoblasto sopra il blastocele.

Gastrulazione - Riorganizzazione delle cellule embrionali che attraverso movimenti di migrazione

vengono ad assumere nuove posizioni, formando i tre foglietti embrionali: ectoderma (tubo neurale, cellule cresta neurale, placoidi neurali, epidermide) mesoderma

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lunedì 4 settembre 2017 (notocorda, somiti, nefrotomo, somatopleura e splancopleura) e endoderma (archenteron che si apre nel blastoporo, all’estremità opposta della bocca)

- per epibolia—> espansione e stiramento di uno strato epiteliale sopra una superficie da racchiudere

- per delaminazione—> un foglietto si sfoglia in due foglietti paralleli giustapposti - per migrazione—> cellule migrano all’interno dell’embrione - embolia—> un foglietto si invagina senza espandersi - gastrulazione di tunicati e cefalocordati—> invaginazione e migrazione in direzione

anteriore, al disotto dell’ecotderma. Mesoderma formato dalle cellule laterali al blastoporo, che penetreranno all’interno dell’embrione per formare in direzione anteroposteriore, la notocorda, il mesenchima e i muscoli della coda della futura larva. La gastrulazione termina con un movimento di epibolia delle cellule dell’ectoderma che si appiattiscono e si espandono a ricoprire l’embrione.

- gastrulazione di anfiosso—> la massa di micromeri penetra dentro il blastocele per invaginazione che si oblitera e viene sostituito dall’archenteron; macromeri all’interno (endoderma+mesoderma) e micromeri all’esterno (ectoderma), gruppi di cellule dell’archenteron iniziano a staccarsi, quelle provenienti dal labbro dorsale del blastoporo formeranno la coda dorsale e le laterali formeranno il mesoderma laterale

- gastrulazione pesce zebra—> teleosteo; a partire dallo stato di cupola iniziano i movimenti per epibolia che portano il blastodisco guidato dal cercine marginale a espandersi sopra il vitello, trascinato dall’espansione del periblasto, lo strato sinciziale su cui poggia. Il cercine marginale è la zona del blastoderma lungo la quale le cellule si approfondano collocandosi tra il periblasto (profondo) e le zone superficiali del blastoderma, mentre quest’ultimo produce nuove cellule. Movimenti di involuzione dei blastomeri periferici. Epiblasto ectoderma, ipoblasto endoderma e mesoderma. Gastrula solida priva di archenteron; formazione del cordomesoderma e cellule adiacenti ad esso precursori dei somiti per movimenti di estensione e convergenza; Analoghi movimenti dell’epiblasto portano i precursori delle cellule neurali e della linea mediana dorsale, sopra il mesoderma assiale e parassiale. Gastrulazione conclusa quando blastoderma ricopre totalmente in vitello, stadio di bottone caudale.

- gastrulazione dei selaci—> i blastomeri sono stratificati e separati dal vitello da un periblasto sinciziale, ma, a differenza dei teleostei, presentano un blastocele piuttosto ampio tra il blastodisco e il periblasto. Anche il blastoderma dei pesci cartilaginei tende a ricoprire la massa di vitello come nei pesci ossei. Invaginazione profonda a fondo cieco (archenteron) si modella nella parte più sottile del blastodisco e al proseguire dell’invaginazione le cellule profonde del blastoderma si delaminano formando uno

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lunedì 4 settembre 2017 strato di endoderma extraembrionale; mesoderma si forma dal tetto dell’archenteron. che separandosi dalle pareti lateroventrali costituirà la notocorda.

- gastrulazione di anfibio—> per invaginazione dell’emisfero vegetativo, come per i tunicati, ma prende inizio dal futuro lato dorsale dell’embrione, nella zona marginale al confine tra semiluna grigia e regione vitellina, dove i macromeri sono meno ricchi di vitello; qui le cellule a bottiglia (cellule endodermiche della zona marginale) migrano all’interno con un movimento di embolia attraverso il labbro dorsale del blastoporo e si spostano al di sotto delle cellule dell’emisfero animale. Il movimento cellulare crea un’introflessione dei macromeri vegeatitivi e un’intercalazione delle cellule del polo animale tra le cellule superficiali e i macromeri vegetativi. L’archenteron si espande a spese del blastocele; uno strato di cellule superficiali che non si invaginano ricopre tutto l’embrione e forma il foglietto ectodermico, la massa dei macromeri penetrati in profondità forma il foglietto endodermico, uno strato di micromeri che invaginandosi si posiziona tra ectoderma e endoderma forma il foglietto mesodermico.

- gastrulazione rettili (chelone)—> meroblasti amnioti a segmentazione discoidale; all’inizio il disco germinativo è composto da un epiblasto superficiale e un ipoblasto profondo; porzione più centrale del disco germinativo costituisce lo scudo embrionale e sulla superficie si forma la placca primitiva per convergenza delle cellule provenienti dall’epiblasto. Al centro della placca compare una fossetta che costituirà il canale blastoporale, a fondo cieco, sotto l’epiblasto, che diventerà la placca precordale e la notocorda, mentre ventralmente in continuità con l’ipoblasto diventerà l’endoderma. Lo scudo dorsale forma la placca cordale e la notocorda, analogalmente al labbro dorsale del blastoporo di anfibio. i precursori di queste regioni inducono l’ecotderma a divenire ectoderma neurale.

- gastrulazione uccelli (pollo)—> sull’area pellucida del blastodisco embrionale, a causa della convergente migrazione di alcune cellule delle regioni laterali dell’epiblasto verso la parte posteriore del disco embrionale, compare la stria primitiva, al cui centro si forma la doccia primitiva, punto di passaggio delle cellule che muovo verso l’interno. Cellule a forma di fiasco si approfondano e colonizzano l’ipoblasto a formare l’endoderma embrionale, mentre le altre si dispongono tra ectoderma e endoderma a formare il mesoderma embrionale. All’apice della doccia si apre il nodo primitivo (labbro dorsale del blastoporo) dove lo spostamento delle cellule verso l’interno è più attivo. Si forma il prolungamento encefalico con abbozzo di notocorda. In sintesi, l’embrione di uccello si sviluppa dall’epiblasto della blastula secondaria, mentre dall’ipoblasto si forma il sacco vitellino.

- gastrulazione dei mammiferi monotremi—> simile ai rettili - gastrulazione dei mammiferi marsupiali e euteri—> terza settimana di sviluppo,

dall’ICM bilaminare, già completamente penetrato nello stroma dell’endometrio.

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lunedì 4 settembre 2017 Compare la linea primitiva, che si estende in posizione mediana, a partire dalla futura regione posteriore dell’embrione, per circa metà della lunghezza del blastodisco; all’estremità anteriore si forma il nodo primitivo. Le cellule dell’epiblasto proliferano, migrano all’interno del nodo primitivo, inserendosi tra epiblasto e ipoblasto. Si forma l’endoderma, più profondo sopra all’ipoblasto, e il mesoderma sopra endoderma e sotto epiblasto, di cui cellule che non migrano vanno a costituire l’ectoderma. è dunque dall’epiblasto che si formano tutti e 3 i foglietti germinativi (embrione tridermico). Le cellule che penetrano attraverso il nodo primitivo si muovo in linea retta creando il processo cefalico, all’interno del foglietto mesodermico, e la fossetta primitiva (una depressione dal lato ectodermico). Questa fossetta si prolunga all’interno del processo cefalico trasformandolo nel canale cordale che arriva fino al sacco vitellino e mette in comunicazione quest’ultimo con la sacca amniotica (canale neurenterico). Inoltre dal sacco vitellino parte un’estroflessione, in direzione del peduncolo di connessione: l’allantoide. A questo punto dello sviluppo, la placca cordale si ripiega formando un cordone pieno, la notocorda, mentre le cellule ectodermiche diventano la placca neurale.

- Generalità—> modello ancestrale di vertebrato è quello dell’anfiosso, in cui una blastula monostratificata avvolge una cavità blastocelica e per un meccanismo di invaginazione viene via via sostituita da un archenteron circondato da cellule endodermiche, nella cui volta si forma la coda dorsale e il mesoderma laterale.

Formazione e destino dei foglietti embrionali - ectoderma—> dopo la formazione del cordomesoderma, mediante segnali induttivi,

l’ectomesoderma posto al di sopra della corda si ispessisce e si appiattisce per formare la placca neurale, posta dorsalmente e medialmente e le cellule passano a una forma a palizzata; quindi i margini della placca si alzano in due pieghe neurali (eslcuso nei pesci) tra le quali si forma la doccia neurale; infine le pieghe neurali si incontrano dorsalmente per formare il tubo neurale e la doccia neurale diventa il lume del tubo; l'epitelio affacciato sul canale neurale (doccia del tubo neurale) prende il nome di epitelio ependimale e le sue cellule presentano ciglia che sporgono sul lume del canale. Il seguito il tubo neurale si distacca dall’ectoderma sovrastante che forma l’epidermide. Il destino delle cellule neurali che si staccano dalla cresta neurale formano neuroni, cellule gliali del sist. nervoso sensitivo, simpatico e parasimpatico, le cellule della midollare della ghiandola surrenale (adrenalina), i melanociti epidermici, i vari componenti scheletrici e connettivali encefalici; lateralmente al tubo neurale si formano i placoidi neurali, che danno origine a cellule sensitive e nervi specializzati; La cresta neurale e i placoidi neurali sono una tra le sinapomorfie più interessanti dei cranioti.

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lunedì 4 settembre 2017 - mesoderma—> situato ai lati della notocorda, si differenzia in parti che formeranno i

primordi di molti sistemi; somiti o epimeri ai lati, unità metameriche cave al centro (mesoderma parassiale) e mesoderma delle piastre laterali o ipomeri, tra l’archenteron e l’ectoderma; il mesoderma intermedio che si trova tra i somiti e il mesoderma delle piastre laterali ed è segmentato anteriormente, formando i mesomeri o nefrotomi. Suddivisione dei somiti: dermatomo, miotomo, sclerotomo; suddivisione del mesoderma intermedio: cresta nefrogena (rene e dotti escretori) e cresta genitale (gonadi). Suddivisione del mesoderma della piastra laterale: strato splancnico (t. connettivo, musculatura liscia viscerale, pareti del cuore, sist circolatorio e sangue),strato somatico (strato esterno del mesoderma della piastra laterale, dà il peritoneo parietale e il derma della zona ipoassiale del corpo)

- endoderma—> parte interna dell’embrione, dà il canale alimentare, polmoni, vescicola natatoria, pancreas, fegato

Annessi embrionali - degli anamni—> unico annesso embrionale, il sacco vitellino, per condroitti e teleostei

con uova macrolecitiche;

- degli amnioti—> sacco vitellino, amnios, corion, allantoide - sacco vitellino—> si forma dall’estensione attorno al vitello dell’endoderma e del

mesoderma splancnico; è bilaminare, mentre nei pesci è trilaminare; nei mammiferi è ridotto a una forma vestigiale per mancanza di vitello

- amnios—> la sua formazione può avvenire per sollevamento di pliche, come negli uccelli, o per cavitazione come nei primati: nel primo caso alla periferia del nodo embrionale si formano pliche che si fondono in modo tale che il n.e viene a trovarsi affondato nella blastocisti all’interno della cavità amniotica, ripiena di liquido amniotico; nel secondo caso dalla parte più apicale del nodo embrionale si formano lacune piene di liquido che confluiscono formando la cavità amniotica.

- corion—> più periferico, avvolge amnios e sacco vitellino, presenta il foglietto endodermico all’esterno e la somatopleura all’interno. Tra corion e amnios si frappone una dilatazione della cavità celomatica, il celoma extraembrionale. Nell’uomo rappresenta la parte embrionale della placenta

- allantoide—> evaginazione della parte posteriore dell’archenteron, la sua parete è formata dall’endoderma e dal mesoderma splancnico vascolarizzato; nei sauropsidi cresce riempendo il celome extraembrionale e forma ls membrana corionallantoidea. è riccamente vascolarizzato

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lunedì 4 settembre 2017

Placentazione - Uno stadio intermedio nell’evoluzione della viviparità placentale è rappresentato

dall’embrione dei monotremi, che come in alcune lucertole e serpenti dipende in un primo tempo dal nutrimento dell’uovo e poi da quelli delle secrezioni uterine

- placenta corion vitellina nei marsupiali - nei mammiferi euteri si sviluppa la placenta corion allantoidea, che consente

ancoraggio e scambio. può essere definita come l’organo di connessione maternofetale.

- componente materna della placenta è la tonaca mucosa uterina vascolarizzata e quella fetale è il corion, inizialmente formato da trofoblasto e somatopleura extraembrionale;

- placente adecidue—> non provoca emorragia, placenta epiteliocoriale e connettivocoriale

- placenta decidua—> viceversa, endoteliocoriale e emocoriale

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