Riassunti sul Franchismo - storia della Spagna, Schemi riassuntivi di Storia Spagnola. Universita degli Studi Roma Tre
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Riassunti sul Franchismo - storia della Spagna, Schemi riassuntivi di Storia Spagnola. Universita degli Studi Roma Tre

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Riassunti schematici del libro Il Franchismo (Giuliana di Febo, Santos Juliá)
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IL FRANCHISMO Giuliana Di Febo e Santos Julià

IL NUOVO STATO (1936-1945)

ORGANIZZAZIONE INTERNA

Nel settembre 1936 la Giunta di Difesa Nazionale, giunta militare costituita da sei generali e due colonnelli, proclama Francisco Franco come “Generalissimo di tutte le forze armate e capo del governo e dello stato spagnolo”, nomina che sarebbe degenerata in un potere dittatoriale. Di fatto nasce il regime franchista in opposizione a quello repubblicano. La sua investitura viene celebrata il 1 ottobre del 1936 a Burgos (sede del governo franchista), con un cerimoniale arcaico e solenne, dove Franco guadagna il nome di “Caudillo”, al pari del Duce italiano o Fuhrer tedesco.

Quello di Franco e del suo partito è definibile come un "Nazional-Cattolicesimo": al cruento scenario di guerra si sovrappongono atti di riparazione per le chiese, messe, processioni, trascinando in questo le masse, unite dal collante del cattolicesimo tradizionalista (diversamente da quanto avvenne in Italia e Germania).

Il “cognatissimo” di Franco (cognato della moglie del Caudillo), Serrano Su erń , lo spinge ad attuare il decreto di unificazione dei partiti: la “falange spagnola” (fascista) si fonde con la “Comunione Tradizionalista” (monarchico e cattolico). Il decreto prevede, inoltre, la soppressione di tutti gli altri partiti esistenti. Nasce così un’organizzazione totalitaria simile a quelle di altri Paesi, ma con la differenza di essere stata creata dall’alto, da un capo già insediato al governo.

Istituiti due organi:

a. Consiglio Nazionale: organo supremo del partito unico i cui membri sono scelti da Franco.

b. Giunta politica: compiti di assistenza e collaborazione.

La gerarchia ecclesiastica aderisce ufficialmente al colpo di stato militare nel luglio del 1937 con la “carta collettiva dell’episcopato spagnolo” redatta dal cardinale Gomà: la battaglia si trasforma ora in crociata. Durante la guerra civile, il mancato rispetto delle regole e il caos avevano condotto ad un diffuso anticlericalismo che aveva portato alla morte di circa settemila religiosi. Ora vengono reintrodotte forme di relazione tra il sacro e il politico attraverso una nuova ritualità: esercito, falange e gerarchia ecclesiastica rappresentano l’unità del potere politico, militare e religioso. Franco diviene “caudillo” per la grazia di Dio, ne viene sacralizzato il carisma.

La crescente influenza del fascismo italiano trova conferma nell’approvazione, nel marzo 1938, del “Fuero del Trabajo”, ispirata alla carta del lavoro di Mussolini:

a. proibito lo sciopero, considerato delitto di lesa patria. b. istaurato il sindacato verticale e unico. c. emarginazione femminile dal lavoro.

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La guerra si conclude il 1° Aprile 1939” con l’entrata a Madrid delle truppe franchiste. Un mese dopo si tiene una parata militare per celebrare la vittoria di Franco. Inizia un periodo di esaltazione dei luoghi e delle più importanti vittorie dell’esercito franchista, che vengono trasformati in santuari di patriottismo. Vengono introdotte nuove ricorrenze e feste nazionali (1° ottobre: “festa del caudillo”).

Franco procede subito anche agli aspetti repressivi. I tribunali sono composti da militari e membri della falange, mossi da forte spirito di rivalsa e procedono ad una dura repressione. In particolare:

a. Legge sulle responsabilità politiche (1939): effetto retroattivo a partire dal 1934  condannati politici repubblicani, oppositori al colpo di stato.

b. Legge speciale sulla repressione (1940): effetto retroattivo fino al 1936  condannati massoni e comunisti.

L’istruzione viene affidata al mondo cattolico, e gli insegnati devono aderire al regime. C’è un inquadramento dei giovani :

a. maschi: organizzazioni falangiste. b. donne: formazione della futura madre di famiglia, con rilascio di attestato.

Il Partito è dotato di: a. apparati di propaganda (giornali e documentari) b. strumenti di repressione c. rigida censura (addirittura doppia, prima e dopo la pubblicazione)

Durante la dittatura di Primo de Rivera il monarca era pur sempre il capo dello Stato; Franco incarna invece tutti i poteri dello Stato, in una sorta di dittatura cesarista, sovrana, senza limiti di tempo. Il progetto di governo fascista, promosso dal cognatissimo Serrano, viene criticato su due punti:

a. eccessivo potere del partito sul governo b. scarsa identità cattolica

Franco non vuole infatti rendere il governo spagnolo totalitario, ma voleva solo limitare il potere dell’organo legislativo:

a. Legge istitutiva delle Cortes (1942): costituite le Cortes come una rappresentanza dello Stato.

b. Legge sul referendum nazionale (1945): possono partecipare i cittadini ventunenni.

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POLITICA ESTERA

Periodo di isolamento politico e culturale della Spagna, aggravato dal vuoto intellettuale determinato dall’esilio di migliaia di studiosi ed esperti. Si reintroduce il concetto di “Hispanidad”: America latina vista come continente privilegiato nelle relazioni internazionali, solo per far passare in secondo piano l’isolamento del Regime in Europa.

Nonostante questo, Franco firma un aderisce al “patto anticomintern”, al fianco di Italia e Germania, e si ritira dalla società delle nazioni. Il governo dichiara inoltre la propria neutralità il 4 settembre 1939: Franco voleva vendere a caro prezzo una sua eventuale partecipazione al conflitto. Durante l’invasione dell’Unione Sovietica, il governo spagnolo decide comunque di inviare un corpo di volontari, la “division Azul, a combattere sul fronte orientale (ma solo perché il regime è fortemente contrario al comunismo).

Durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale il “Caudillo rimane colpito dalla determinazione degli Usa e dal declino dell’Asse”, così destituisce Serrano da tutti gli incarichi, e il settore totalitario della Falange viene emarginato. La politica estera spagnola è ora diretta ad avere rapporti con gli Stati Uniti: viene firmato un accordo con gli USA volto a “ridurre al minimo gli scambi commerciali con la Germania”. Franco si affretta inoltre a dire che il suo regime non è nè nazista nè fascista, ma spagnolo: viene esaltato il proprio cattolicesimo e il carattere anticomunista della Spagna.

ECONOMIA

Tutte le forze produttive sono integrate in sindacati verticali diretti da elementi provenienti dalla falange: l’ obbiettivo finale è quello di organizzare l’economia come un gigantesco sindacato di produttori. Il governo, nominato l’8 agosto del 1939, annulla la riforma agraria della Repubblica e stabilisce “l’interventismo statale in ogni attività economica” (tipico degli autoritarismi).

Nel 1939 viene creato il “Commissariato generale per gli approvvigionamenti” con il compito di rifornire la popolazione: i prezzi fissati per la vendita sono bassi e gli agricoltori cominciano a lavorare meno la terra, a nascondere raccolti. Si diffonde così il mercato nero, e si determina un calo netto dei salari agricoli. Negli anni quaranta ci sono carestie dovute a cattivi raccolti, e i prodotti per le esportazioni subiscono un duro calo. Tutta la colpa viene scaricata alla passata guerra civile. A partire dal 1940 lo stato lancia quindi l’autarchia, che però ha un esito fallimentare: rilevante caduta del secolare processo d’industrializzazione.

Nel 1941 viene creato l’”Istituto Nazionale dell’Industria”, diretto da militari, e che trasforma lo Stato in un grande imprenditore industriale. Gli industriali, protetti dallo Stato, riducono i salari, comportando un minore consumo dei prodotti da parte della popolazione ed una decrescita industriale. Il livello di produzione industriale del 1930 si raggiunge sono nel 1950, motivo per cui la Spagna rimane molto indietro rispetto agli altri paesi europei.

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L’EGEMONIA CATTOLICA (1945-1957)

Democrazia Organica: nel 1945 l’incarico di ministro degli esteri viene affidato a Alberto Martìn Artajo, “presidente dell’azione cattolica” e dirigente dell’ACNP(Associazione Nazionale Cattolica di Propaganda). La nomina rientra in una strategia di cambiamento d’immagine del regime a seguito della nuova situazione internazionale:

a. sconfitta delle potenze dell’Asse (e conseguente svalutazione della Falange) b. affermarsi degli USA

Avviene l’ascesa dei cattolici al potere e misure di “defascistizzazione” del regime: Franco si dichiara estraneo al regime fascista e la carta del lavoro, la legge sul referendum e la legge di successione vengono rappresentate come realizzazioni della democrazia organica. L'intento è quello di “offuscare l'immagine di una Spagna alleata all'Asse, pur continuando in direzione contraria alla democrazia” parlamentare e al liberalismo: una trasformazione di facciata per la quale si parla di "camuflaje" del regime.

Famosa è la lettera pastorale del 1945 in cui il cardinal primate Pla y Deniel (succeduto a Gomà) “condanna la guerra, sottolinea la neutralità spagnola nel secondo conflitto mondiale”, presenta la Spagna come la nazione che aveva influenzato la storia civilizzando il mondo.

“Gli sviluppi della guerra fredda e il timore di un’espansione del comunismo accelerano il processo di ricollocamento della Spagna negli organismi internazionali”: sono questi gli anni di maggiore coinvolgimento della Chiesa con il regime. Un riconoscimento ufficiale al nazional-cattolicesimo arriva dalla firma del Concordato tra Santa Sede e Spagna (1953), che “accredita sul piano internazionale l’immagine confessionale del regime”.

a. Introdotto l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica nelle scuole e università; la Chiesa gode inoltre di esenzioni da tributi e sovvenzioni.

b. Pio XII concede a Franco il titolo di “cavaliere dell’Ordine supremo di Cristo”, massima onorificenza del Vaticano. L’anno seguente, a Franco venne conferita la laurea in diritto canonico.

Simbolo della liberalizzazione attuata da Artajo è la Legge di Successione (1947) alla carica di capo dello Stato:

a. Franco può designare la persona destinata a occupare il trono e può revocarne la nomina.

b. Persona di stirpe reale maschio, spagnolo e cattolico, con almeno trent’anni e fedele al partito.

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Un sondaggio promosso dalla rivista “ecclesia” metteva in luce la scarsa devozione dei lavoratori e l’ignoranza in materia religiosa: questa situazione era oggetto di crescente critica da parte dell’HOAC (“Hermandad Obrera de Acciòn Catolica”) e della JOC (Juventud Obrera Catòlica), organizzazioni create dall’azione cattolica e preposte al recupero del mondo del lavoro. Tuttavia la Chiesa spagnola era ancora lontana dal porre la questione della riconciliazione nazionale.

L’emarginazione delle donne viene regolamentata mediante leggi e, sul piano simbolico-culturale, esemplificata attraverso la tradizione cattolica: modelli di santità sono Teresa d’Avila e Isabella di Castiglia. Il lavoro femminile viene regolamentato da “misure protettive”, tese a garantire la maternità, l’esclusione da compiti pericolosi e insalubri e dal lavoro notturno. Inoltre, diventa necessaria l’autorizzazione di un marito per firmare un contratto di lavoro, per testimoniare in un processo o per ereditare. Solo nel 1976, con l’approvazione della legge sui rapporti di lavoro, vengono riconosciuti pienamente i diritti delle lavoratrici.

POLITICA ESTERA

Durante la conferenza di Potsdam, tra un Churchill contrario alla destituzione di Franco e un URSS che preme per l'installazione in Spagna di forze democratiche, si decide di non permettere l'entrata della Spagna nell'ONU, pur non operando misure che avessero determinato la caduta del dittatore.

Solo nel 1948 c’è un allentamento dell’isolamento e la ripresa di normali relazioni commerciali con il regime di Franco, e già un anno dopo arrivano i primi crediti dalle banche americane. La guerra in Corea del 1950, infine, spinge Washington a rinegoziare i rapporti con la Spagna, e a re-inviare gli ambasciatori in terra iberica (questo causa ulteriore distacco USA-URSS). Ultimo atto di questo riavvicinamento è l’accordo che permette agli Usa di disporre in Spagna di basi aeree e navali e di installazioni militari, accordo cui si somma il Concordato firmato con la Santa Sede. Con questi due accordi la Spagna esce definitivamente dall’isolamento, venendo infatti ammesso all’Onu due anni dopo. Si parla di "Protocollo dell'impotenza", per il qualela Spagna cede una parte della propria sovranità in cambio dell'appoggio politico, economico e militare del potente alleato, uscendo dall'isolamento”.

Intanto ci sono dei tentativi di far cessare il Franchismo:

a. INTERNO: si crea l’Alleanza Nazionale delle forze democratiche (1944), primo organismo unitario di opposizione a Franco. Il progetto dell'Alleanza si realizza in lettere e comunicati rivolti a Franco per convincerlo a lasciare la carica. L’erede designato è, nei progetti dei monarchici, il figlio di Alfonso XIII, Don Juan di Borbone.

b. ESTERNO: l'opposizione esiliata, divisa in Portogallo e Francia tra soluzione repubblicana o monarchica, intende trovare un fronte unico per far cadere Franco: si vuole creare un governo esiliato. C’è uno scontro con l'ONU, che non riconosce il governo esterno, tra l'altro aperto alle forze comuniste. Il legame tra USA e regime franchista sempre più stretto.

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ECONOMIA

Il 1951 segna una tappa importante nella politica economica del franchismo: alcuni ministeri avviano una politica economica il cui principale obbiettivo consiste in una rapida crescita industriale sulla base di una liberalizzazione del commercio internazionale che permetta alle industrie spagnole di rifornirsi di materie prime e macchinari.

Attuati piani di colonizzazione e di rimboscamento, ampliamento dei sistemi d’irrigazione e la concentrazione delle piccole proprietà. Lentamente l’industria cresce, ma dipende anche dall’andamento della domanda interna: “il livello dei consumi è basso, si alzano i salari ma questo comporta un’inflazione” (1956).

STATO AUTORITARIO E CAMBIAMENTO SOCIALE (1957-1969)

Con l’ingresso della Spagna negli organismi internazionali, il tempo comincia a lavorare in favore del Caudillo: Franco si muove con l’esasperante lentezza caratterizzante della sua azione politica. Nel frattempo arriva al potere una nuova élite di alti burocrati con il proposito di razionalizzare l’amministrazione dello Stato e liberalizzare l’economia.

I responsabili dell’amministrazione dello Stato, chiamati “tecnocrati” (tecnici dell’ opus dei, estranei a influenze politiche), attuano questo piano:

a. incrementano gli investimenti nelle infrastrutture. b. generalizzano l’istruzione primaria e l’assistenza sanitaria. c. riducono gli spazi di potere delle forze che avevano fondato il regime.

I ministri dell’opus, nel 1967, redigono la “legge organica dello stato”:

a. elimina il lessico fascista e cattolico dalle leggi fondamentali. b. regola i rapporti tra i diversi organi dello Stato. c. partiti politici vietati, gli scioperi illegali, le libertà molto limitate.

Nel 1969 viene designato Juan Carlos di Borbone come successore di Franco con il titolo di re, suscitando l’indignazione di Juan di Borbone. Si conclude così la lunga battaglia per garantire l’instaurazione di una monarchia autoritaria. Ideata dai politici dell’opus dei per garantire la continuità delle istituzioni consacrate dalla legge organica dello stato: una “monarchia erede della dittatura, al riparo da qualsiasi eventualità di poter essere trasformata in una democrazia liberale e parlamentare”.

L’altra parte del programma dei tecnocrati è quella di realizzare un rapido sviluppo economico: siamo nel momento della firma del trattato di Roma (CEE), e la Spagna aderisce anche all’OCSE e la BCE. Nel 1959 c’è il Piano di stabilizzazione:

a. incrementare le entrate attraverso nuove imposte dirette b. ridotte le emissioni di debito pubblico. c. liberalizzazione economica: soppressi i commissariati per le risorse e contratti

collettivi

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Le misure prese “allineano l’economia spagnola a quella dei paesi del mondo occidentale” e la liberano dai controlli ereditati dal passato:

a. limite massimo alla spesa pubblica b. cambio ragionevole tra peseta e dollaro c. limitare le importazioni d. aumenti salariali assieme ad aumenti di produttività

La politica autarchica è conclusa: sviluppo sinonimo di industrializzazione. Le esportazioni crescono, ma l’economia spagnola è ancora ancorata a quella mondiale: presenza di capitale straniero in Spagna, interi settori controllati dal capitale estero. Grazie a questo processo, c’è un fenomeno di emigrazione di massa: migliaia di spagnoli abbandonano il luogo di nascita per dirigersi verso le grandi città, le zone industriali e all’estero. L’agricoltura negli anni 1940 aveva registrato un eccesso di offerta di manodopera che in genere cercava uno sbocco nell’emigrazione. Quando l’offerta di manodopera agricola si fa più scarsa, bisogna migliorare le tecnologie agricole: forte domanda di prodotti industriali e si avvia una meccanizzazione impressionante dell’agricoltura.

Il primo grande flusso migratorio si dirige all’estero, ma davvero importante è stata la migrazione interna, che rafforza il peso demografico del “triangolo Madrid-Barcellona- Bilbao”. Si viene a creare una nuova classe media si imponeva come protagonista di un cambiamento profondo nella morale e nei costumi, furono questi gli anni di mobilità sociale ascendente. Le città si popolano, nelle zone periferiche, di quartieri abitati da questa nuova classe operaia.

In questo periodo c’è consapevolezza che le democrazie occidentali non sarebbero intervenute direttamente per provocare la caduta del regime: gli oppositori di Franco ripensano alle forme di lotta. Nel 1962 “colloqui di Monaco”: repubblicani, socialisti, monarchici, democristiani, stilano un documento in cui chiedevano l’instaurazione di istituzioni democratiche, diritti civili, libertà di riunione, associazione e sciopero e l’integrazione della Spagna in Europa.

La prima mobilitazione di massa si verifica con lo “sciopero di Barcellona” nel 1951(sciopero dei tram), e si affermano le prime strutture autonome:

a. Commissioni operaie, che inaugurano una strategia di lotta con modalità illegali; b. le sedi del sindacato verticale venivano utilizzate per riunioni semiclandestine.

I nazionalisti baschi e catalani si sentono troppo soffocati dal regime franchista:

a. 1952 un gruppo di studenti fonda il gruppo Ekin con l’obbiettivo di recuperare la lingua basca.

b. 1959 fondata l’organizzazione ETA: paese basco e libertà, che predilige la lotta armata.

Negli anni cinquanta, tra gruppi di scrittori dissidenti si afferma la tendenza a utilizzare il teatro, il romanzo, e la letteratura di viaggio come testimonianza e svelamento. I dissensi al regime si fanno più forti: continui scioperi operai, universitari in rivolta, opposizioni delle associazioni femminili, intellettuali indignati, ed ora anche il mondo cattolico prende le distanze dal regime.

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Il Concilio Vaticano II fa da detonatore nei confronti delle tensioni e dei fermenti già esistenti nel cattolicesimo. Chiese e conventi ospitano frequentemente riunioni dei sindacati clandestini, di studenti ed intellettuali.

LA CRISI DEL REGIME (1969-1975)

Nell’ottobre del 1969 Carrero Blanco, vicepresidente del governo, presenta al capo dello stato un lungo memorandum, considerazioni sul procedere a un riassetto ministeriale:

a. licenziare José Solìs, segretario generale della Falange b. destituire il ministro dell’informazione Manuel Fraga c. in disaccordo con il ministro degli esteri Castiella

Il cambiamento proposto da Carrero (che è un tecnocrate) comporta uno dei rimpasti più significativi dopo il 1938, ed è simbolo di un progetto continuista, cioè di garantire la vita del regime anche dopo la morte di Franco.

La nuova compagine viene definita “governo monocolore” (quasi tutti tecnocratici),fa però da preludio alla crisi di regime (al contrario dei suoi obiettivi): la “sostituzione totale del personale politico ai vertici del potere cancella di fatto le basi amministrative del regime”, occupate tradizionalmente dalla coalizione militare-cattolica. Carrero si rende conto dell'errore e ripensa la formazione del governo, inserendovi ministri legati all'Opus Dei, burocrati del Movimento. Il suo progetto continuista fallisce quando viene ucciso in un attentato dell'ETA: il regime è in piena parabola discendente.

Il successore, Arias, spoglia i ministeri dalla presenza dei tecnocratici (dell’Opus Dei), ma senza un preciso progetto politico. Intimidito dalla rivendicazione basca nell'omelia del vescovo di Bilbao, Arias risponde con gli arresti domiciliari e l'espulsione di questo dal paese. Arias viene minacciato di scomunica e Franco, impaurito, fa fare un passo indietro al primo ministro.

Occasione di aperturismo per alcune fazioni di potere (i "bunker") di rivendicare alcuni spazi. Nel frattempo imperversa la crisi economica di un mercato non più efficientemente controllato da tecnocrati e impoverito dalla crisi del sistema monetario internazionale (aumento del costo del petrolio, scarsità delle materie prime) e di gran

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parte delle economie dei Paesi dell'OCSE. Inoltre, nel 1975 lo stato di salute di Franco peggiora, fino a portarlo alla morte.

Lo sgretolamento del regime apriva due strade:

a. aperturismo b. continuismo

L'esigenza del "cambio" era richiesta di molti settori sociali, consapevoli del ritardo della Spagna rispetto alle democrazie liberali europee. Il vasto fronte di dissenso, il metodo terroristico, disorientano il già debole governo Arias. Il regime, con la morte di Franco, è crollato.

Tra il 1976 e il 1977 si susseguono tappe decisive per la transizione alla democrazia, per arrivare nel 1977 alle prime elezioni democratiche:

a. autoscioglimento delle Cortes b. prime elezioni per l'Assemblea costituente c. legalizzazione di tutti i partiti

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