Riassunto Cinquanta sfumature e Millenium: modelli di donne tra letteratura e media, Capalbi A. (2015), Torino, Meti, Sintesi di Antropologia Culturale. Università di Torino
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QUATTROLBAI21 novembre 2016

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Riassunto Cinquanta sfumature e Millenium: modelli di donne tra letteratura e media, Capalbi A. (2015), Torino, Meti, Sintesi di Antropologia Culturale. Università di Torino

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Riassunto del libro Cinquanta sfumature e Millenium: modelli di donne tra letteratura e media, trattato per l'esame di antropologia culturale
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CINQUANTA SFUMATURE E MILLENNIUM

ANTROPOLOGIA e SCRITTURA Se l'antropologia è scrittura, come si vede dalla necessità di prendere informazioni e salvarle sotto forma di appunti per poi pubblicare delle tesi scritte, anche la scrittura può diventare oggetto di studio. Questa affermazione è però molto recente, poichè per diverso tempo si è pensato che non bastasse l'analisi di uno scritto per poter effettuare una ricerca antropologica, pensiero nato in particolare dall'oggettività non confermata da parte dell'antropologo nella stesura di un testo. In questo caso verranno analizzate due trilogie molto apprezzate dalla società per dimostrare che sia una monografia prodotta dopo una ricerca sul campo, sia un prodotto letterario, sono espressione della società e della cultura in cui sono stati elaborati. Per confermare ulteriormente questo filone di pensiero sono stati utilizzati due esempi in cui questa tipologia di studio è stata applicata ai fini della ricerca antropologica:

– Il primo, su Giacomo Leopardi, riguarda le sue idee sulla poesia. Egli pensava infatti che il mito non fosse altro che un'imitazione della natura, cioè il frutto dell'osservazione del mondo non ancora del tutto scientifica e razionale da parte dell'uomo, dimostrata anche nell'attribuzione di sembianze antropomorfe a quelli che erano gli avvenimenti su cui non aveva alcun controllo, come ad esempio i fenomeni atmosferici. Proprio secondo questi ragionamenti egli sosteneva che la poetica romantica fosse un mezzo per risvegliare nel lettore un senso di meraviglia perso nel tempo; Leopardi aveva utilizzato dei metodi di ricerca simili a quelli sfruttati da Durkheim molto tempo dopo, facendo quindi una ricerca antropologica e non solo letteraria

– Il secondo, sulle vergini giurate, riguarda proprio questa scelta di vita. Queste donne scelgono infatti, secondo fattori culturali espressi dall'antico codice consuetudinario albanese Kanun, di proseguire la loro vita con le sembianze e gli atteggiamenti di un uomo, a volte per motivi ereditari ed altre per il rifiuto volontario di un matrimonio combinato. In particolare si fa riferimento a un testo della scrittrice albanese Elvira Dones, che racconta di una donna che fugge dall'Albania alla volta degli Stati Uniti per ritornare ad avere atteggiamenti ed estetica femminili, un percorso molto complicato e che non si basa semplicemente sul cambio di abiti, ma di un vero e proprio cambio di genere.

SOCIETA' E PRODUZIONE LETTERARIA Eco negli anni '60 iniziò a studiare la standardizzazione di massa portandola agli occhi del pubblico, ma questo comportamento non venne apprezzato dalle testate giornalistiche. Successivamente furono Horkheimer e Adorno a sottolineare come l'industria culturale della società di massa viaggiasse nella direzione della standardizzazione, che portava sia a un aumento dell'apprezzamento da parte della massa ma anche ad un sacrificio di originalità. Il loro ragionamento andava però in contrasto con quello

di Bourdieu, secondo cui non era l'industria a plasmare ciò che il popolo voleva, ma bensì che fosse il contrario e che quindi la società scegliesse ciò che voleva avere. Douglas sostenne in seguito che dietro il consumo di un bene si potesse “leggere” la scelta di appartenenza a determinati valori, dando quindi al bene stesso un uso sociale capace di creare barriere o ponti tra i gruppi, e la sua teoria è stata poi confermata da molte ricerche etnografiche condotte da Dei secondo cui il consumo di un bene è volontario a tal punto da attribuirgli un significato. In proposito si fece addirittura una ricerca sull'acquisto da parte delle donne nei supermercati, condotta da Miller, che portò alla conclusione che pur essendo un'attività monotona e priva di coinvolgimento viene effettuata come un atto d'amore verso i propri familiari. Un altro esempio studiato da Eco è quello dei fumetti, all'interno dei quali vengono espressi dei concetti riguardanti la società in cui sono stati ideati, uno spunto da cui prende inizio per passare in rassegna anche prodotti televisivi, radiofonici e musicali. Il punto d'incontro dei vari studi è che il fruitore dei prodotti non è passivo, ma opera delle scelte, ed è quindi importante capire quali messaggi vengono veicolati da alcuni beni di massa e perchè vengono scelti proprio questi; è quindi ovvio poter pensare che all'interno delle trilogie prese in esame possano essere contenuti dei messaggi recepiti da una gran parte della società, che dimostrerebbero i grandi numeri raggiunti nelle vendite da queste due opere e di cui vengono messi a confronto i modelli di donna proposti, il rapporto tra i sessi e il tema della violenza.

CINQUANTA SFUMATURE AUTORE: Erika Leonard James è una produttrice televisiva e madre di famiglia che ha finalmente realizzato il sogno di produrre un romanzo apprezzato dal pubblico. Seguendo le sue grandi conoscenze delle tendenze di massa ha prodotto un'opera probabilmente con un successo preannunciato, mescolando più stili di scritti. TRAMA: Anastasia Steel, studentessa di letteratura e appassionata di libri, deve intervistare un potente colosso dell'economia per sostituire la sua amica ammalata Katherine Karavan. Grey, figlio di un'eroinomane, viene adottato dalla sua nuova famiglia, ma non è mai riuscito a liberarsi delle sue sfumature tenebrose e l'unica forma di affettività che riesce a dimostrare è quella del possesso tramite pratiche erotiche violente. Queste scene vengono però utilizzate come contorno alla storia d'amore tra i due protagonisti, ed un tocco ulteriore viene aggiunto dall'inserimento di situazioni thriller, come quelle in cui un'ex sottomessa di Grey minaccia la vita della sua amata Anastasia; si può dire che il testo sia un po' romanzo erotico, un po' romanzo rosa e fiaba Disney ed un po' thriller, per capire e carpire i gusti del lettore. PERSONAGGI: Anastasia rappresenta quelle che la società ritiene siano le caratteristiche femminili: è schiva, imbarazzata, timida e spesso confusa, in completo contrasto con il suo amato Mr Grey, al punto da raggiungere tratti di irrealtà come nella situazione in cui, pur trovandosi una pistola puntata addosso da un'ex sottomessa del ricco fidanzato, è più in preda alla gelosia che alla paura della morte. Nonostante le attività praticate nel libro, Anastasia viene vista comunque come una donna fragile e pura, punto di spicco per la conversione di Grey a marito fedele, ed è un modo per attirare il lettore tramite la trasgressione concludendo poi con il più semplice degli epiloghi letterati e verso la morale più rassicurante dettata da una

famiglia unita. Ana viene modellata da Grey secondo i suoi gusti, a partire proprio dall'abbigliamento e a seguire tramite l'aiuto di un personal trainer per le modifiche al suo fisico (come visto con le vergini giurate gli abiti sono il primo cambiamento per sentirsi donna e vedersi allo specchio è un fattore crea dei disturbi mentali dettati dal cambiamento d'immagine) ed in pochissimo tempo raggiunge le caratteristiche richieste dal suo amato. Questo suo modellarsi la porta ad essere un personaggio secondario, lasciando a Mr Grey le attenzioni maggiori da parte del pubblico, dettate dal suo minor numero di cambiamenti, nonostante si sia adeguato alle pratiche amorose più comuni a livello affettivo, pur restando fedele a quelle sessuali praticate precedentemente.

MILLENNIUM AUTORE: Stieg Larsson è stato un giornalista molto attivo su inchieste legate alla violenza sulle donne e aveva deciso di portare tra le pagine di un romanzo delle storie realistiche, a cui aggiungeva inoltre delle vere e proprie statistiche riguardanti questa argomentazione. TRAMA: Mikael Blomkvist, giornalista d'inchiesta, è incaricato alla risoluzione di un'indagine da parte del ricco e anziano Henrik Vanger, personaggio con grandi intrighi familiari irrisolti e la cui nipote è scomparsa. Ad affiancare l'investigatore c'è una ragazza considerata mentalmente incapace, Lisbeth Salander, che è in realtà un'hacker ed un'investigratrice dalle grandissime doti che aiuta nella soluzione della sparizione avvenuta nell'isola di Uppsala. Lisbeth in realtà è figlia di un criminale russo di fama internazionale, Zalachenko, a cui durante la Guerra Fredda venne dato asilo politico in Svezia, a cui lei però non voleva essere legata e doveva quindi essere messa a tacere. PERSONAGGI: Le doti di Lisbeth (forse dettate da una sindrome di Asperger), sono in completo contrasto con il suo aspetto fisico fragile ed allo stesso tempo minaccioso e stravagante. La ragazza affronta la vita basandosi sull'analisi delle conseguenze insegnatagli da una delle poche persone in cui ha fiducia, il suo anziano capo Palmgren, e lo dimostra addirittura nel momento in cui viene abusata sessualmente dal sostituto del suo capo, a cui permette qualunque cosa dimostrando quasi un'assenza di emozionalità, a cui poi seguirà una vendetta basata sul filmato dell'accaduto in modo da non dover più avere a che fare con l'uomo in questione. La mancanza di affettività viene però riscontrata come un difetto nel momento in cui si accorge di provare qualcosa per il suo collega Mikael, che alla fine della trilogia viene però visto da Lisbeth a passeggio con la sua amante e che quindi non viene avvicinato in alcun modo. Lisbeth è solida, forte ed analitica, aspetti presentati già dal modo di vestire e da quelle borchie che successivamente si riveleranno secondo Mikael uno strumento di difesa praticato dalla ragazza, in grado di intimorire e di tenere alla larga le persone, caratteristiche ulteriormente sottolineate alla fine della trilogia quando la donna viene imputata e si presenta al processo con abiti calcati ed eccessivi. Durante lo svolgimento Lisbeth parte in sordina per poi raggiungere il centro della scena, in parte nascosto, nel secondo libro, dall'allontanamento “dai riflettori” della ragazza

dopo essersi accorta di provare qualcosa per il suo collega, atteggiamento che la porta a nascondere la sua affettività e quindi un connotato solitamente assegnato al mondo femminile.

CONFRONTO TRA LE TRILOGIE In entrambe le trilogie si presenta una tipologia di violenza che, seppur differente, può essere paragonabile; ed essendo essa una caratteristica umana segue delle regole e degli schemi dettati dalla cultura. Nei casi di violenza sulle donne è frequente che venga somatizzato l'atto di violenza trasformandolo in un senso di colpa, che porta la donna a sentirsi colpevole di un qualcosa che la macchia e la segna pubblicamente. Questo atteggiamento è presente anche nel comportamento di Lisbeth, che non si basa solo sulla mancanza di emozioni, ma anche su dei fattori culturali. Molti casi di violenza iniziano però con un rapporto sbilanciato tra i due sessi nella coppia, presente quando uno dei due impone il suo controllo sull'altro. Secondo recenti studi effettuati dal messicano Villareal, questi atteggiamenti sono l'incipit che porta poi a violenze più grandi, come lo dimostra il fatto che anche Larsson nei suoi articoli di violenza sulle donne parta proprio nel parlare di essi. Questo tipo di controllo parte infatti con l'imposizione da parte dell'uomo che la donna non lavori, vincolandola economicamente, ed è un aspetto che si ripresenta più volte in Cinquanta Sfumature, in cui Grey è innervosito dal fatto che Anastasia voglia per forza lavorare ed aspirare ad una carriera lavorativa che la porti sempre più in alto. Ciò viene visto dal lettore, ma avvallato poiché c'è sempre un motivo per cui la James distolga la priorità da questo abuso grazie alla presenza di un “cattivo” che minaccia la salute della ragazza, che invece di ribellarsi e mantenere la sua posizione tende a dar corda al suo amato considerandolo debole psicologicamente e quindi da assecondare. Gli abusi di cui si parla in Millennium spaziano da stalking e mobbing fino a veri e propri abusi sessuali. Nell'isola di Uppsala viene scoperto il responsabile di diversi abusi che viene identificato in Marting Vanger, che insieme a suo padre Gotfried aveva abusato sessualmente di molte donne, tra cui anche di sua sorella Harriet. La scoperta viene effettuata da Mikael, che viene però imprigionato dal colpevole che gli spiega i motivi e il funzionamento delle sue azioni. Martin sottolinea il senso di godimento dato dall'avere in pugno la vita altrui e dal senso di piacere nel dar loro l'illusione di poter poi essere salve, che porta le vittime ad eseguire gli ordini ed assecondare in tutto il loro probabile assassino, aumentando ancor di più il senso di potere. Nel sentimento di possesso dei deliri di Martin si trovano delle assonanze con il desiderio di controllo di Grey, che più volte durante la trilogia specifica il fatto che Anastasia sia solamente “sua”. Anche Anastasia specifica più volte questo aspetto nei confronti dell'uomo, si crea quindi questo continuo ribadire di appartenenza che a lungo termine può portare a situazioni sgradevoli come la famosa frase “non era più mia e non doveva essere di nessun altro”. Il controllo esercitato su Anastasia è tale da imporle di chiedere il permesso addirittura per uscire con la sua migliore amica Kate, ed è presente anche nel controllo delle sue espressioni facciali, visto l'impedimento di

alzare gli occhi al cielo come imposto da Grey. Lo stesso Grey è anche colui che la obbliga a mangiare e bere quando dice lui, poiché essendo nato in povertà ha una vera e propria ossessione per la mancanza di cibo, che ovviamente ripercuote sulla sua amata. Questi obblighi e queste imposizioni creano in Ana il solo e unico sentimento della paura, dimostrato dal terrore provato dalla ragazza nell'episodio in cui la donna, per errore, rimane a seni scoperti in spiaggia e le viene imposto di coprirsi e ritornare a casa, mandando su tutte le furie l'imprenditore. Il fatto che un testo con simili aspetti non venga percepito come portatore di aspetti negativi dovrebbe spaventare, la camera dei giochi sadomaso di Mr Grey in Cinquanta Sfumature rappresenta simbolicamente l'anticamera della camera delle torture di Martin in Millennium, perchè accettare comportamenti come quelli del primo potrebbe portare ad avvallare quelli del secondo. Un esempio molto significativo viene dato quando si parla del film “Ti do i miei occhi” dell'attrice e regista spagnola Bollain. Il film parla di Pilar, moglie di un uomo violento di nome Antonio. Il loro rapporto è basato su tutti gli elementi espressi precedentemente: mancanza di autocontrollo, assenza di lavoro della protagonista, promesse di cambiamento da parte dell'uomo, sentimento di possesso ed esigenza di controllo, tutti aspetti che differenziano una fiducia cieca da un abbandonarsi totalmente all'altro. Antonio si affida ad uno sportello di aiuto per uomini con scatti d'ira, nel vederlo impegnarsi si pensa che la donna non verrà più maltrattata e si prova nei suoi confronti una forma di fiducia. Questo cambiamento crea delle speranze sia in Pilar, sia nel pubblico, speranze che però vengono a mancare nel momento in cui, accecato dalla gelosia nel vedere sua moglie che lavora in un museo e viene guardata da molte persone, Antonio decide di rinchiuderla nuda sul balcone di casa, agli occhi di tutti. Proprio dopo questo episodio Pilar, ormai esausta, prende la decisione di abbandonare il marito. Il titolo del film prende spunto da un gioco effettuato dai due protagonisti, che consiste nel donarsi simbolicamente delle parti del corpo. Poco alla volta Antonio chiede però alla donna ogni sua parte, per arrivare fino agli occhi, che rappresentano la visione del mondo da parte dell'individuo. Questi aspetti di controllo sono, come espresso da alcune ricerche, l'inizio delle violenze domestiche, che potrebbero poi sfociare addirittura in un omicidio. Come visto in Cinquanta Sfumature, Mr Grey effettua richieste ossessive e di controllo, ma anche Anastasia ribadisce più volte il suo possesso nei confronti dell'imprenditore, comportamento presente anche in “Ti do i miei occhi” poiché Pilar prende simbolicamente le mani di Antonio per sé.

CONFRONTO TRA ANASTASIA e LISBETH La libertà sessuale di Anastasia potrebbe essere presa come esempio del fatto che la società abbia scardinato delle riserve nei confronti della libertà femminile, in questo caso non è così, perchè la sua libertà è interna al rapporto convenzionale con Grey ed è solo frutto delle volontà dell'uomo, a tal punto da poter essere definita un semplice oggetto del desiderio. Questa tesi è alimentata da parte dell'autrice con l'esempio di apprezzamento della trilogia da parte di due donne dello spettacolo (Minetti e Rodriguez) la cui figura si basa proprio sul fattore estetico. Le due donne sono infatti parte integrante del marketing e del suo sfruttamento del corpo femminile. Proprio

per questo utilizzo della figura della donna nel campo pubblicitario è stato ribadito più volte che occorre porre dei limiti a questo utilizzo, perchè il passo dall'oggettivazione alla violenza è molto breve. Nel caso analizzato fino ad ora si è quindi passati dai cartelloni pubblicitari alle pagine di un romanzo. La figura di Lisbeth invece rispecchia quella di una donna che non ha bisogno di uomini (se non per puro piacere sessuale), che sfrutta sembianze ed atteggiamenti maschili per rivendicare la sua libertà, nonostante sia stato dimostrato da più ricerche che vestire i panni di un uomo, eliminando di fatto la sfera di attributi femminile, tenda ad essere proprio un avvallamento dei comportamenti maschili che si vorrebbero superare. Lisbeth è talmente concentrata sul non mostrare debolezze che il sentimento per Mikael non viene esplicitato, creando in lei un senso di emancipazione con molte contraddizioni al suo interno.

PERSONAGGI PRINCIPALI Di fatto, in entrambe le trilogie, sono i due co-protagonisti a diventare fulcro dell'attenzione da parte del lettore. Lisbeth assolve il suo ruolo di donna aggressiva e forte, imponendosi su Mikael, mentre Anastasia viene eclissata dal fascino e dagli intrighi creati da Mr Grey.

CONSIDERAZIONE DELLA DONNA Grazie ad una ricerca effettuata tramite il motore di ricerca Google, si è cercato di capire quali fossero le domande più ricercate riguardanti la donna. Il quadro che ne è uscito fuori è però terrificante, poiché scrivendo la frase “le donne devono” si è giunti alle soluzioni più ricercate come “le donne devono stare a casa”, “le donne devono farsi desiderare”, “le donne devono stare in cucina” e “le donne devono stare sottomesse”. Da questa scoperta è partita una campagna di sensibilizzazione, la cui facciata è stata rappresentata dalle labbra di quattro donne coperte da queste frasi, come a chiuder loro la bocca.

CONCLUSIONE Secondo l'analisi delle due trilogie prese in esempio si è giunti alla conclusione che anche l'analisi letteraria può essere forma di studio antropologico, perchè pur essendo dei testi figli della fantasia di un autore e magari irreali o inverosimili, rappresentano comunque un contesto sociale, storico e politico reale con cui può essere utile confrontarsi.

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