Esame metodi e didattiche dell'attività sportive unisob.na - Controllo Motorio - , Esami di Scienze Motorie. Università Suor Orsola Benincasa-Napoli
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adina9326 agosto 2013
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Esame metodi e didattiche dell'attività sportive unisob.na - Controllo Motorio - , Esami di Scienze Motorie. Università Suor Orsola Benincasa-Napoli

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Riassunto per l'esame di metodi e didattiche dell'attività sportive dell'Università Suor Orsola Benincasa Napoli più appunti personali. Libro del corso: "CONTROLLO MOTORIO" .
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Il controllo motorio

Per controllo motorio si intende quell’area che studia l’ insieme delle funzioni fisiologiche e psicologiche che la mente ed il corpo svolgono per governare la postura e il movimento.( vedo il movimento corretto attraverso la postura.) quindi quell’area che studia i meccanismi attraverso i quali il movimento viene controllato ,

Il controllo motorio può essere suddiviso in 3 sistemi organizzati gerarchicamente: 1 – SISTEMA SPINALE il midollo spinale è contenuto nel canale midollare della colonna vertebrale e si collega alla periferia tramite:

 i nervi motori che trasmettono impulsi ai muscoli  nervi sensoriali che trasmettono informazioni sensoriali al midollo.

È sede dei circuiti nervosi responsabili delle risposte motorie più automatizzate e stereotipate.

1. 2- SISTEMA TRONCOENCEFALICO il tronco dell’encefalo è sede dei circuiti neuromali deputati al controllo dei movimenti oculari, dell’equilibrio e di molti altri semplici movimenti. Esso è sede quindi delle attività motorie riflesse.

I più importanti centri motori tronco-encefalici sono 3: 2. nucleo rosso 3. nucleo vestibolare laterale 4. alcuni settori della formazione reticolare

3- SISTEMA CORTICALE La corteccia cerebrale rappresenta il livello gerarchicamente più elevato dei sistemi di controllo motorio ,essa è addetta al controllo dei movimenti VOLONTARI. Le aree della corteccia cerebrale interessate al movimento sono l’AREA 4 DI BRODMANN deputata all’esecuzione dei movimenti e l’AREA 6 di BRODMANN finalizzata alla progettazione del movimento ,(in alcuni esperimenti sulle scimmie si è notato che la lesione dell’area 4 provoca la paralisi dei muscoli che vi sono rappresentati , l’animale può solo effettuare grossolani movimenti di posizionamento dell’arto ma è incapace di eseguire movimenti fini e volontari ) Queste due aree comunicano tra loro grazie ai GANGLI DELLA BASE. Questi svolgono un ruolo importante per il controllo motorio, infatti lesioni a questi centri, causeranno sindromi motorie come il morbo di Parkinson.

CAPITOLO 2 – CATEGORIE DI MOVIMENTO Tra le categorie di movimento abbiamo :

 i MOVIMENTI DISCRETI cioè veloci, dove si individua inizio e fine ad esempio calciare, portare un oggetto alla bocca.

 I MOVIMENTI CONTINUI che sono più lunghi e senza inizio e fine come la corsa e il nuoto. MOVIMENTI SERIALI che sono la somma di più movimenti discreti legati tra loro ad esempio preparare il caffè, svitare la macchinetta, togliere il filtro, versare l’acqua nel serbatoio, riempire il filtro ecc…) MOVIMENTI APERTI e CHIUSI che fanno parte delle abilità motorie.

 Si fanno movimenti APERTI quando il contesto è variabile e perciò non prevedibile ad esempio quando si è in presenza di un avversario ciò implica l’impiego di fattori cognitivi.

 In quelli CHIUSI il contesto è controllabile , e anche le varianti sono costanti come il bowling.

I METODI DI MISURAZIONE del movimento si dividono in due gruppi: quantitativi e qualitativi.

1) quelli QUANTITATIVI sono tesi alla descrizione delle caratteristiche intrinseche del movimento e derivano dalla cinematica , la parte della meccanica che studia le proprietà del movimento senza considerare le cause che lo producono. Questi metodi si possono avvalere della: REGISTRAZIONE CINEMATICA che permette di ricostruire la traiettoria seguita dai vari segmenti del corpo. L’IMPIEGO DI LEDS , in questa tecnica vengono applicati leds sul corpo, durante il movimento il segnale luminoso emesso dai leds viene captato dai sensori collegati ad un computer che ricostruisce la traiettoria percorsa durante il movimento. REGISTRAZIONE ELETTROMIOGRAFICA vengono inseriti elettrodi sulla cute e si individuano i muscoli impiegati nel movimento, la forza che il muscolo ha prodotto e l’inizio del movimento. 2) metodi QUALITATIVI che misurano l’effetto che il movimento produce

Per misurare l’esecuzione del movimento ( ABILITA’ E DESTREZZA ) si fa riferimento a tre parametri : AMPIEZZA, TEMPO, E ERRORE.

AMPIEZZA è il parametro più generale del movimento ,il miglioramento dell’ampiezza non è dato dall’aumento della potenza muscolare ma da meccanismi tipicamente cognitivi Nella SCALA DI BACHMAN si è dimostrato che i soggetti che dovevano salire i gradini della scala non appoggiati al muro e tra l’altro sfasati tra loro, che facevano leva sui muscoli tendevano a sbagliare e a cadere mentre chi si concentrava sulla coordinazione e l’equilibrio riusciva a salire. Oltre all’ampiezza un altro modo per misurare la destrezza nell’esecuzione di un movimento è il TEMPODI MOVIMENTO cioè il tempo impiegato per eseguirlo e il TEMPO DI REAZIONE che è il tempo che intercorre tra la presentazione dello stimolo sensoriale(l’imput) e la prima reazione osservabile del movimento(output). Per i movimentiAMPI la distanza tra il punto di partenza e quella di arrivo è considerevole, richiedono alta precisione e quindi non possono essere programmati in anticipo, la correttezza dell’esecuzione è garantita dal feedback visivo che permette continui aggiustamenti durante il movimento. per i movimenti VELOCI devono essere programmati in anticipo e possono causare un aumento dei tempi di reazione i movimenti LENTI non è necessaria la preparazione di un programma motorio quindi i tempi di reazione saranno più brevi. E infine, quando il movimento non raggiunge lo scopo previsto si ha l’ERRORE. I principali metodi per misurare l’errore sono:

METODO DELL’ERRORE COSTANTE che misura l’errore che viene commesso durante più esecuzioni.

ERRORE VARIABILE che misura la variabilità delle prove

VARIABILITA’ TOTALE si ottiene dalla somma dei due aspetti dell’errore variabile e costante, e infine ERRORE ASSOLUTO dove i risultati sono molto simili a quelli ottenuti attraverso la variabilità totale.

CAPITOLO 3 – TEORIA DEL CONTROLLO MOTORIO A CIRCUITO CHIUSO E APERTO Sono dei modelli di funzionamenti che spiegano come il sistema nervoso centrale organizza, produce e controlla il movimento. LA TEORIA DEL CONTROLLO A CIRCUITO CHIUSO Secondo questo modello il controllo dei movimenti avviene grazie al feedback ,che possiamo definire come un’informazione sensoriale relativa al risultato dell’atto motorio. Questa informazione che dalla periferia viene inviata al centro fornisce dell’indicazioni sull’andamento dell’esecuzione del movimento, che permettono all’organismo di rilevare gli errori commessi e correggerli. Il circuito che si viene a formare tra:

 azione da compiere,  rilevamento del primo movimento effettuato,  relativo feedback retroattivo,  confronto tra movimento pianificato e movimento eseguito,  conseguente modificazione dell’azione, da luogo al circuito chiuso.  Per per ottenere tale feedback è necessario l’intervento dei RECETTORi PROPRIOCETTIVI che inviano al cervello la posizione del corpo nello spazio, ed

ESTEROCETTRICI che forniscono informazioni su ciò che si trova vicino al corpo attraverso i recettori della pelle, gustativi, dell’occhio, orecchio e del naso. Questo tipo di controllo è utile solo per quelle attività motorie che richiedono un tempo di esecuzione sufficientemente lungo da permettere al feedback di raggiungere il sistema nervoso centrale prima che il movimento sia portato a termine. Un buon esempio può essere la guida dell’auto, perché se il nostro scopo è quello di tenere l’auto al centro della careggiata, se appare una curva, il pilota grazie al feedback esterocettivo “vista” riuscirà ad individuare la curva permettendo al sistema centrale di modificare in questo caso la posizione dello sterzo.

LA TEORIA DI ADAMS: una delle teoria più importanti del controllo motorio a circuito chiuso è la TEORIA DI ADAMS anch’essa basata sulla RILEVAZIONE E CORREZIONE DELL’ERRORE, essa nasce in contrapposizione al COMPORTAMENTISMO , corrente che riduceva l’individuo ad un’entità passiva e il cui comportamento era il semplice frutto di stimolo e risposta. il soggetto pensato da ADAMS si caratterizzava invece come un soggetto pienamente attivo di suoi movimenti , tanto da essere in grado di rilevare gli errori e correggerli durante la sua esecuzione. Nella sua teoria Adams,sosteneva l’esistenza nel soggetto di una traccia percettiva , intesa come l’immagine del movimento,essa veniva messa continuamente a confronto con i feedback provenienti dalla periferia durante l’esecuzione dell’atto motorio. Se la traccia percettiva e il feedback coincidevano,non vi erano errori; se – invece- questi due elementi non coincidevano il sistema correggeva il movimento fino a farlo coincidere con la traccia percettiva. Quindi la traccia percettiva era considerata come un magazzino che conservava le conseguenze sensoriali che il movimento doveva aver ottenuto per essere corretto e quindi ne valuta la correttezza rispetto al movimento voluto.

Un altro concetto di fondamentale importanza nella teoria di Adams era quello della traccia mnestica, in cui era contenuta la rappresentazione del movimento che si voleva eseguire, il suo livello di dettaglio migliorava con la pratica cioè con la ripetizione del movimento. Il ruolo della traccia mnestica era quello di selezionare, rappresentare, e dare avvio al movimento che poi veniva controllato e corretto dalla traccia percettiva. Si può affermare che il sistema di controllo a circuito chiuso si basa su due elementi: 1) la presenza di un sistema periferico in grado di rilevare l’esecuzione del movimento e trasmettere i feedback a quello centrale; 2) un tipo di rappresentazione interna del movimento in modo da confrontare le informazioni provenienti dalla periferia con quelle presenti nel programma motorio e correggere eventuali errori. CRITICHE DELLA TEORIA DI ADAMS: Alcuni studiosi misero in discussione alcuni aspetti fondamentali della teoria di Adams: SHMIDT mise in discussione il concetto di traccia mnestica . Un’altra critica fu fatta da STELMACK e riguardava i movimenti nuovi. Secondo Adams per eseguire un movimento si parte necessariamente dalla traccia mnestica, ciò non spiega come possa verificarsi la prima esecuzione del movimento dato che la traccia mnestica che si forma da precedenti ripetizioni del movimento.

CONTROLLO MOTORIO A CIRCUITO APERTO: Secondo questa teoria il controllo motorio avviene in totale assenza di feedback, o in presenza di feedback ma che non svolge alcuna funzione durante l’esecuzione del movimento. Un primo modello di controllo motorio a circuito aperto in cui il feedback è presente ma non svolge nessuna funzione correttiva è quello ipotizzato da James, definito “ipotesi delle risposte a catena” e prevede che il feedback sia in grado di dare il via al successivo movimento, fino a che non si giunge alla completa esecuzione dell’azione, attraverso la contrazione dei muscoli che da vita ad un informazione sensoriale che i recettori muscolari trasformano in feedback che fa da stimolo per un nuovo movimento, la nuova contrazione genera un nuovo feedback che a sua volta genera un movimento successivo e così via, come ad esempio allacciarsi le scarpe, dove ogni movimento dipende da quello che lo precede. Quindi se nel controllo motorio a circuito chiuso il feedback permette di paragonare il movimento che si sta eseguendo con quello richiesto correggendo la prestazione, nell’ipotesi delle risposte a catena il feedback esercita una funzione diversa: esso non viene impiegato come correttore del movimento in atto, ma come avviatore del movimento successivo.

PROGRAMMA MOTORIO: Per confermare le ipotesi legate al sistema di controllo a circuito aperto sono stati condotti una serie di studi (sia sugli animali che sugli uomini) che hanno favorito l’ipotesi della presenza di un programma motorio, cioè una rappresentazione astratta della sequenza di un azione, il movimento è programmato e rappresentato nei livelli più alti del sistema nervoso centrale, e una volta attivato, è in grado di compiersi senza alcun feedback e per eseguire un movimento senza feedback occorre crearsi una rappresentazione mentale del movimento. Un esperimento molto importante è stato quello in cui si analizza il GROOMING DEL GATTO cioè i movimenti di pulizia del gatto. È stato osservato che il gatto a cui viene amputata una zampa non cambia la sequenza dei movimenti di pulizia. Quindi il gatto si lava correttamente anche in totale assenza di feedback provenienti dalla zampa. Questo

perché i movimenti del collo, della lingua, dell’orecchio e della bocca, in questo caso collo e lingua che usa il gatto per lavarsi, si trovano ai livelli più alti del sistema nervoso centrale, quindi questa è una conferma del programma motorio. Una volta formato il programma motorio, il movimento può essere eseguito anche in assenza di feedback. Per quanto riguarda gli studi condotti sugli uomini, un primo lavoro è stato quello di Lashley: ad un paziente (colpito da un arma da fuoco) che aveva subito l’interruzione delle vie sensoriali afferenti agli arti inferiori, Lashley chiese di muovere le gambe fino ad assumere determinate posizioni del ginocchio. Nella prova veniva escluso anche il feedback esterocettivo, ossia il controllo visivo della posizione delle gambe; e i risultati dimostrarono che il paziente era capace di eseguire il movimento in modo corretto, al pari di un soggetto di controllo. La conclusione alla quale si giunse è stata quella che il feedback propriocettivo dell’arto impegnato nel movimento non è necessario per l’esecuzione dell’atto motorio.

CAPITOLO 5 – APPRENDIMENTO MOTORIO Molto spesso si fa confusione tra controllo motorio, sviluppo motorio e apprendimento motorio: Per controllo motorio si intende lo studio degli gli aspetti fisiologici, fisici e psicologici del movimento. Per sviluppo motorio si intende lo studio delle abilità motorie del bambino. Per apprendimento motorio si intende lo studio delle modalità di acquisizione di nuove abilità da parte di soggetti adulti e abbiamo 3 fasi : La fase COGNITIVA in cui vengono prese le decisioni che permettono i primi tentativi di esecuzione del movimento. In questa fase è molto importante la pratica, perché è impossibile apprendere il movimento solo con la verbalità, poi si può apprendere un movimento per imitazione che dev’essere capito e memorizzato, e movimento guidato dove il soggetto è passivo e quindi è guidato dall’insegnante. Nella fase ASSOCIATIVA i vari movimenti che compongono la prestazione motoria si associano formando un'unica azione. Nella fase AUTOMATIZZATIVA il movimento diventa automatico. TEORIE DELL’APPRENDIMENTO MOTORIO: TEORIA DI ADAMS E TEORIA DI SCHMIDT Secondo la teoria di Adams l’apprendimento motorio ha due stadi successivi: lo stadio verbale-motorio e lo stadio motorio. Nello STADIO VERBALE MOTORIO avvengono i primi tentativi di apprendimento e c’è un alto numero di errori nell’esecuzione. Nello STADIO MOTORIO con le esecuzioni e l’aumento della pratica il soggetto non ha più bisogno di feedback sensoriali ma solo di quelli cinestetici, ad esempio il tennista riuscirà a valutare l’efficacia del movimento effettuato dalla vibrazione e il suono delle corde della racchetta prima che ancora il feedback visivo gli trasmette la traiettoria della palla. Nello stadio motorio il movimento si consolida e diventa una interna che difficilmente si dimentica, ad esempio chi ha imparato ad andare in bici, difficilmente dimentica. Quindi ogni movimento corrisponde ad una traccia mnestica ed è un rapporto “ UNO AD UNO “ La teoria di SCHMIDT RAPPORTO UNO A MOLTI invece si basa sul concetto di schema cioè una regola generale che rappresenta tutte le relazioni tra le diverse variabili del

movimento. Tale teoria è riuscita a rispondere a due problemi rimasti irrisolti: quello dell’immagazzinamento e quello dell’esecuzione di un nuovo movimento. Un ipotesi che potrebbe fornire una spiegazione all’immagazzinamento di una grande quantità di movimenti è quella che sostiene la presenza di un processo in grado di formare una regola che può essere applicata a tutti i movimenti simili e appartenenti ad una stessa categoria. Secondo Schmidt la teoria dello schema si basa su 4 tipi di informazioni motorie che il soggetto immagazzina durante l’esecuzione del movimento: i parametrispecifici, cioè la durata e la forza del movimento; il risultato che si è ottenuto a seguito del movimento; le conseguenzesensoriali e le condizionidipartenza. Secondo la teoria, dopo che il movimento è stato completato, le varie informazioni relative ai 4 punti descritti vengono registrate e la forza tra i vari elementi che compongono l’azione motoria aumenta ad ogni ripetizione dello stesso movimento o di movimenti simili. In questo modo si forma lo schema, il quale sarà più completo e articolato quanto maggiore è stata la variabilità nella fase di formazione. Dopo che si è formato lo schema, le abilità motorie in esso contenuto possono essere trasferite a movimenti nuovi, favorendo – in questo modo- il processo di apprendimento. IMAGERY MOTORIA E SIMULAZIONE Negli ultimi anni per spiegare l’apprendimento motorio si è sottolineata l’importanza dell’imagery motoria e dei neuroni specchio. L’imagery motoria consiste in una simulazione di riproduzione interna che si crea automaticamente nella memoria senza che ci sia output motorio. Ad esempio immagino di afferrare un bicchiere d’acqua e versare la stessa. Le basi dell’imagery motoria sono da ricercarsi nel sistema dei neuroni specchio il quale scaricano anche quando non si compie l’azione ma la si osserva solamente. Attraverso l’osservazione migliora la performance motoria anche se non c’è stata pratica. Concludendo possiamo affermare che anche l’immaginazione favorisce l’apprendimento motorio.

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