riassunto di igiene , Appunti di Medicina Preventiva. Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli
elena_traversa
elena_traversa13 agosto 2017

riassunto di igiene , Appunti di Medicina Preventiva. Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

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riassunto esame di igiene (non ci sono le malattie)
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EPIDEMIOLOGIA L'epidemiologia studia la distribuzione di malattie ed altri eventi rilevanti per la salute, e le cause che possono determinare le malattie. Essa può essere di tre tipi: 1. epidemiologia descrittiva: comprende gli strumenti necessari a descrivere correttamente eventi sanitari significativi: malattie, cause di morte, .. 2. epidemiologia analitica: risponde alle domande: chi? dove? quando? perché? indaga quindi le cause e i fattori che determinano l'insorgere di una malattia; quindi indaga sulla relazione causa-effetto tra fattori a rischio e patologie. Relazione causa-effetto: serve a valutare il rischio in epidemiologia; per valutarlo bisogna chiedersi che gli individui di una popolazione siano tutti uguali. Cosa si intende quindi per fattore a rischio? E' un fattore al quale aumenta la probabilità di contratte una determinata malattia. Può essere rappresentato da una condizione geneticamente determinata, da un'abitudine personale, da un particolare stile di vita. 3. epidemiologia sperimentale: rende possibile valutare l'efficacia di interventi sanitari preventivi e terapeutici. Quando si parla di epidemiologia è bene far riferimento alla demografia e alla statistica: la demografia studia la struttura e le dinamiche evolutive di una popolazione con riferimento alla densità abitativa, la distruzione in età e sesso, la frequenza di nascite e di morti; la statistica studia la rappresentazione e l'elaborazione di dati relativi ad una popolazione. In epidemiologia il tipo di studio cambia a seconda degli obiettivi: possiamo distinguere tra studi osservazionali e sperimentali. Tra gli studi osservazionali troviamo: 1. case report: descrizione di casi non sistematica e poco attendibile. 2. studi ecologici: studi che si basano su dati raccolti in maniera abituale e sono utili per una visione dei fenomeni sanitari. 3. studi trasversali: fotografano la situazione in un breve intervallo di tempo e sono utili per lo studio di patologie cronico- degenerative, ma sono poco utili per patologie rare. 4. studi a coorte: studia una coorte, ovvero un gruppo che sperimenta un dato evento, in un periodo di tempo selezionato, e lo studia ad intervalli di tempo e permette quindi di rilevare i possibili fattori di rischio di una popolazione. 5. studi caso controllo: è utilizzato per identificare i fattori che possono contribuire ad una condizione medica. Si confronta un gruppo di soggetti con una certa malattia con un gruppo simile ma privo della malattia e si valuta se ci sono state esposizioni o fattori di rischio. Tra gli studi sperimentali troviamo: 1. trial clinico randommizzato nel quale i pazienti sono assegnati in modo casuale per ricevere un intervento clinico. 2. trial preventivo: ha la particolarità di definire e risolvere eventuali problemi etici, i pazienti devono poter scegliere eventuali alternative terapeutiche e questi studi sono molto costosi. E' importante il consenso informativo. Il metodo di scelta del campione per questi studi è randommizzato. I trial terapeutici si focalizzano sulla guarigione e sulla riduzione dei sintomi della malattia; i trial preventivi si focalizzano sulla riduzione dell'incidenza della malattia.

PREVENZIONE Quando si parla di prevenzione è bene distingue tra: 1. prevenzione primaria: ha l'obiettivo di mantenere lo stato di salute evitando che il fattore di rischio (agente eziologico) della malattia incontri la persona. Il target in questo caso è la popolazione SANA e gli strumenti utilizzati sono: i vaccini, l'educazione sanitaria e sessuale, l'igiene edilizia. 2. prevenzione secondaria: ha l'obiettivo di limitare il danno delle patologia già insorte, ma clinicamente non manifeste. Il target in questo caso è la popolazione A RISCHIO e gli strumenti utilizzati sono: screening oncologico, prevenzione dell'obesità. 3. prevenzione terziaria: ha l'obiettivo di limitare i danni legati al susseguirsi delle malattie. Il target in questo caso sono soggetti MALATI e gli strumenti utilizzati sono: riabilitazione motoria sport-terapia e prevenzione delle complicanze di malattia.

MALATTIE INFETTIVE Per MALATTIE INFETTIVE si intende una malattia determinata dall'azione di un microrganismo. La classificazione delle malattie infettive è composta da: malattie batteriche, malattie virali, malattie fungine. BATTERI: sono cellule procariotiche che presentano una capsula, una parete batterica e una membrana citoplasmatica (non hanno il nucleo!). Tra i batteri troviamo: - le SPORE: alcuni batteri in condizione di carenze nutritive o difficoltà ambientali, formano le spore. Essa rappresenta una forma di resistenza del batterio. - i batteri SPORIGENI (per esempio il tetano) e batteri tussigeni (per esempio il botulino). - i virus (strutture subcellulari formate da capside e DNA o RNA). - i parassiti (appartengono al regno animale); N.B. non sempre dall'incontro tra ospite e parassita si genera una malattia. I fattori che determinano la diffusione delle malattie infettive sono: agente ( carica infettante), ambiente (incontro tra ospite e parassita) e ospite ( difese aspecifiche immunità). Per patogenicità si intende la capacità di un microrganismo di determinare una malattia invasiva e quindi con la capacità di diffondersi nei tessuti e negli organi o una malattia capace di produrre tossine. Il differente grado di patogenicità si chiama virulenza. Non tutte le specie microbiche sono patogene: i saprofiti sono specie non patogene che hanno come habitat naturale l'ambiente esterno e i commensali sono specie non patogene che hanno come habitat abituale cute e mucose.

Il SISTEMA IMMUNITARIO garantisce nel nostro organismo la distinzione tra il self e il non self. Appartengono al secondo gruppo i virus, i batteri le sostanze chimiche e le cellule tumorali. Self significa riconosciuto dall'organismo come proprio, non self non riconosciuto come proprio e quindi l'organismo produce anticorpi per difendersi da qualcosa che percepisce come estraneo. Il corso naturale delle malattie infettive è così composto: incubazione --> stadio clinico --> convalescenza --> guarigione

NON tutte le malattie infettive sono contagiose. La fonte dell'infezione può essere sia un soggetto malato che un portatore (= un soggetto non malato che alberga nel proprio organismo microrganismi patogeni ed è quindi in grado di contagiare). Il portatore può essere: sano, in incubazione, convalescente o cronico. La trasmissione può avvenire in maniera DIRETTA (sessualmente, per via aerea, per via parentale) o INDIRETTA (attraverso veicoli come oggetti, vettori come animali o persone). La prevenzione generale delle malattie infettive avviene attraverso la sorveglianza epidemiologica, l'indagine epidemiologica, l'isolamento e la contumacia, la disinfezione e la sterilizzazione. SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA: è l'osservazione continua della distruzione e dell'andamento dell'incidenza di una malattia in una popolazione, attraverso la raccolta sistematica, la valutazione dei dati e la divulgazione delle informazioni. A tal proposito con il Decreto Ministeriale del 15 dicembre 1990, permane l'obbligo di notifica da parte del medico, di tutti i casi di malattie diffusive pericolose per la salute pubblica. Ci sono 5 classi distinte in base alla segnalazione da effettuare: ° classe 1: segnalazione alla ASL entro 12 ore anche dal solo sospetto (x esempio: peste, colera, poliomielite) ° classe 2: segnalazione alla ASL entro 2 giorni dall'osservazione del caso (x esempio: epatite, morbillo) ° classe 3: malattie per le quali sono richieste particolari documentazioni (x esempio: AIDS, tubercolosi) ° classe 4: malattie per le quali avviene una segnalazione da parte del medico alla ASL entro 24 ore (intossicazione alimentare) ° classe 5: malattie infettive non comprese nelle classi precedenti e per queste le ASL compilano un riepilogo a fine anno ISOLAMENTO: consiste in una separazione di un soggetto affetto da una patologia infettiva contagiosa da tutte le altre persone; l'isolamento deve essere mantenuto per il periodo di effettiva contagiosità del malato. In caso di infezioni meno virulente si mette in pratica l'isolamento da contatto (utilizzo di guanti, maschere e stanze separate). CONTUMACIA: consiste nell'obbligo di permanere in un determinato luogo per un periodo prescritto e deve essere applicata anche a soggetti sani. E' obbligatoria nei casi di epatite A, salmonellosi, tubercolosi, ebola. Esempio di contumacia: gastroenterite acuta---> 1/2 giorni di incubazione, contumacia fino a quando non si ottengono 2 o 3 consecutive copro-colture negative.

VACCINAZIONE La vaccinazione si propone di creare nell'ospite una immunità attiva specifica verso una determinata malattia. Abbiamo diversi tipi di vaccini:

1. vaccini preparati con microrganismi vivi e attenuati: - batterici (x es. antitubercolare) - virali (x es. antimorbilloso) 2. vaccini preparati con microrganismi uccisi: - batterici (x es. antipertosse) - virali (x es. antiepatite A) 3. vaccini preparati con antigeni purificati: - batterici (x es. antimeningococco) - virali (x es. antiepatite B) 4. vaccini preparati con anatossine (x es. antitetanico) 5. vaccini sintetici (x es. antiHPV) Esistono diverse modalità di somministrazione dei vaccini: via orale, via parentale, intramuscolare, sottocutanea. Varia anche la frequenza di somministrazione: il numero delle dosi da somministrare dipende dalla tipologia di risposta, alcuni vaccini hanno schedule a 2/3/4 dosi ed altri vaccini necessitano di richiami periodici a causa dell'attenuazione della memoria immunitaria. Gli obiettivi di un programma di vaccinazione sono 3: 1. eradicazione ovvero la malattia ed il suo agente eziologico vengono completamente e definitivamente eliminati (esempio di malattia eradicabile: poliomielite) (esempio malattia non/difficilmente eradicabile: epatite B e tetano) 2. eliminazione ovvero la scomparsa della malattia in un'area geografica a seguito della rilevante riduzione della circolazione dell'agente eziologico 3. contenimento ovvero la riduzione della malattia attraverso l'immunizzazione di gruppi a rischio.

INTRODUZIONE OBBLIGO VACCINALE IN ITALIA: Legge sanitaria del 22 dicembre 1888 quando venne introdotto l'obbligo di vaccinazione antivaiolosa per tutti i nuovi nati.

Articolo 32 Costituzione: nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione della legge.

LEGGE 27 MAGGIO 1991: vaccinazione antiepatite B N.B. L'obbligo vaccinale è costituzionalmente legittimo... è legittimo, ma il danno va risarcito!

La legittimità della vaccinazione coatta, anche contro la volontà dei genitori. è sostenuta anche dalla considerazione del rischio derivante dallo stesso minore, dall'omissione della vaccinazione. Legge 210/92: risarcimento dei danneggiati da vaccinazione obbligatori.

DPR 22 dicembre 1967: i direttori delle scuole non possono ammettere alunni che non presentino il certificato di vaccinazione rilasciato ai sensi della legge.

STERILIZZAZIONE, DISINFEZIONE E DISINFESTAZIONE Per antisepsi si intende l'insieme di interventi volti all'eliminazione o alla distruzione dei microrganismi patogeni presenti sui tessuti viventi (cute, mucose) tramite l'utilizzo di composti chimici. Per detersione si intende la procedura volta ad eliminare i residui di sporco e le sostanze organiche presenti su un determinato substrato. Una volta detersi, gli strumenti vanno lavati per asportare il disinfettante e successivamente asciugati accuratamente. DETERGENTI: sapone, acidi, cere. ° disinfestazione: procedura volta al controllo o all'eliminazione dei vettori di malattie infettive, di tutti gli insetti e altri piccoli animali nocivi o fastidiosi. E' integrale quando avviene l'eliminazione di tutti gli organismi viventi presenti in un determinato ambiente. ° derattizzazione: procedura volta alla distruzione dei ratti e dei roditori in genere. ° disinfezione: procedura volta alla distruzione di tutti i microrganismi agenti eziologici di malattie infettive per impedirne la persistenza e la diffusione nell'ambiente. La disinfezione ha 3 livelli: 1. basso: utilizzo di disinfettanti in grado di uccidere la maggior parte dei batteri, ma non le spore. 2. intermedio: utilizzo di disinfettanti efficaci per eliminare virus e funghi, ma non elimina necessariamente le spore. 3. alto: utilizzo di disinfettanti in grado di distruggere tutti i microrganismi ad eccezione di un certo numero di spore batteriche. Le caratteristiche di un disinfettante ideale sono: ampio spettro d'azione, azione rapida e persistente, assenza di tossicità e basso costo. Classificazione dei disinfettanti: natura--> organici e inorganici forma--> solidi, liquidi, gassosi Organici Alcoli: infiammabili e corrosivi. Aldeidi: formaldeide in grado di inattivare le spore; glutaraldeide per 10-30 minuti disinfetta, per 6-10 ore sterilizza. Inorganici Alogeni: cloro (per potabilizzare le acque e disinfettare le piscine) e iodio Mercurio (intacca i metalli ed è tossico per l'uomo) Ossidanti: ozono e H2O2 La disinfezione può essere terminale, ovvero procedura attuata per un ambiente in cui ha soggiornato un soggetto contagioso, che è successivamente guarito o è stato allontanato, e occasionale, ovvero una procedura effettuata in un ambiente che è stato frequentato da un soggetto contagioso che ha determinato la contaminazione dell'ambiente. ° sterilizzazione: procedura che ha lo scopo di distruggere ogni forma vivente, comprese le spore, rendendo l'ambiente privo di microrganismi, quindi rendendolo sterilizzato. Modalità di disinfezione e sterilizzazione: - mezzi fisici: calore - mezzi chimici: alogeni e detergenti sintetici La sterilizzazione con il calore può avvenire: con calore secco, calore umido, a raggi UV o sterilizzazione chimica.

ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SANITARI La classificazione dei sistemi sanitari: 1. sistemi assicurativi: sono garantite le prestazioni sanitarie previste dal premio assicurativo. 2. sistemi finanziati dalla fiscalità generale: ogni cittadino contribuisce alla spesa sanitaria secondo il proprio reddito. 3. sistemi a pagamento diretto: il cittadino paga la quota di servizi utilizzati direttamente agli enti o ai professionisti a cui si rivolge. STRUTTURE CENTRALI: consiglio superiore di sanità e istituto di sanità pubblica. STRUTTURE PROVINCIALI: medico provinciale, veterinario provinciale, consiglio provinciale di sanità. STRUTTURE LOCALI: medico condotto, ufficiale sanitario. ARTICOLO 32: la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'uomo e garantisce cure. LEGGE 833/78: Legge Istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale: il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione. COMPETENZE DELLO STATO: coordinamento del sistema informativo sanitario, controllo sull'utilizzo dei farmaci. COMPETENZE DELLE REGIONI: esercitano l'azione di controllo sulle strutture locali. unità sanitaria locale: strutture alle dipendenze dei comuni; i suoi compiti sono: ospedali, ambulatori, medicina di base. La Legge 502/92 Riordino del SSN: avviene una crescita spropositata della spesa sanitaria. Passaggio dalla USL alla ASL: la USL diventa azienda con personalità giuridica e autonomia amministrativa; 1 ASL per ogni provincia, solo le province più grosse hanno più ASL. ASL: direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo. OSPEDALE: strutture dotate di autonomia gestionale e finanziaria. DISTRETTO: garantisce i servizi sanitari di base: c'è il direttore del distretto, l'ufficio di coordinamento del distretto composto da figure professionali. Le sue funzioni sono: assistenza primaria, secondaria e terziaria.

RIFIUTI Problematiche: igiene e decoro urbano, rischio di incendi, inquinamento, contaminazione ambientale. Alle regioni è attribuito il compito di predisporre, adottare e aggiornare i piani di gestione dei rifiuti con l'obiettivo di ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti. Alla provincia è attribuita l'attività di verifica e controllo della gestione complessiva dei rifiuti. Essa svolge una serie di funzioni amministrative inerenti la programmazione dello smaltimento dei rifiuti. Ai comuni spetta l'organizzazione delle attività di raccolta, recupero e smaltimento dei fiuti urbani e dei rifiuti assimilabili attraverso i modelli gestionali previsti dall'articolo 22 della legge 142/90. Classificazione dei rifiuti: - rifiuti urbani - rifiuti speciali Rifiuti urbani pericolosi: pur avendo origine civile, contengono al loro interno una elevata dose di sostanze pericolose e per questo devono essere gestiti separatamente rispetto ai rifiuti urbani normali (x es. batterie, medicine). Il loro trattamento consiste nella raccolta e nell'allontanamento, nel trattamento e nello smaltimento. Esistono trattamenti ovvero varie tecniche finalizzate ad assicurare che i rifiuti abbiano il minimo impatto sull'ambiente e sulla salute della comunità durante il loro smaltimento: - bioessiccazione: triturazione meccanica blanda. - pirolisi: degradazione termica di materiale carbonioso. - gassificazione: trattamento in cui un combustibile solido viene trasformato in un combustibile gassoso. - discarica controllata: sistemazione di strati di rifiuti su terreno precedentemente preparato al fine di rendere trascurabili gli effetti indesiderati e garantire lo smaltimento di quantità elevate di rifiuti. - termo distruzione: riduzione del rifiuto tramite trattamento termico. - compostaggio: trasformazione biologica controllata e accelerata dei rifiuti.

IGIENE E ALIMENTI La contaminazione degli alimenti può avvenire al momento della produzione, durante la preparazione o dopo la cottura. E' importante la conservazione degli alimenti e l'igiene dei piani di lavoro. MALATTIE CAUSATE DA ALIMENTAZIONE!!!!

PREVENZIONE SOCIALE La prevenzione sociale è un ramo della legislazione sociale che ha come fine la tutela del lavoratore e dei familiari, dai rischi conseguenti alla menomazione o alla perdita della sua capacità lavorativa a causa di eventi naturali o connessi al lavoro svolto. La prevenzione sociale riguarda: invalidità, inabilità, disabilità e handicap.

INVALIDITÀ CIVILE: i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo. Non rientrano tra gli invalidi civili, gli invalidi di guerra, del lavoro e per servizio, i ciechi e i sordomuti. HANDICAP: legge 104/1992 Si definisce persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e che determina un processo di svantaggio sociale. DISABILITÀ: legge 68/1999 Si intende una qualsiasi limitazione o perdita della capacità di compiere un'attività nel modo o nell'ampiezza considerati normali per un essere umano. C'è una differenza tra invalidità civile e handicap: la valutazione dell'invalidità civile si basa sulla riduzione delle capacità lavorative con la conseguente attribuzione di una percentuale. Il riconoscimento dello stato di handicap prende in considerazione le difficoltà di inserimento sociale dovuta alla patologia o menomazione riscontrata. Per l'invalidità civile spetta un assegno mensile, un'indennità di accompagnamento e la pensione di inabilità. Per l'handicap spettano delle agevolazioni fiscali quali: esenzione ticket, permesso retribuito 3 giorni al mese, diritto di congedo per cure. L'accertamento dello stato invalidante viene effettuato tramite visita da parte di un'apposita commissione medica costituita da un presidente, due medici della ASL, specialista in neurologia o psichiatria e medico in rappresentanza dell'INPS. L'accertamento dell'handicap viene effettuato tramite visita da parte di un'apposita commissione medica costituita da un presidente, due medici della ASL, assistente sociale.

ambiente confinato sano: Un ambiente confinato è sano quando è dotato di caratteristiche strutturali e ambientali in grado di tutelare la salute fisica e mentale dei suoi abitanti e promuovere la loro integrazione sociale. E' indispensabile fornire ad ogni individuo che soggiorna in un ambiente confinato un'opportuna quota d'aria e che questa venga rinnovata in misura idonea. I livelli di concentrazione che gli inquinanti raggiungono all'interno degli edifici (INDOOR) sono generalmente uguali o superiori ai livelli di concentrazione presenti nell'ambiente esterno (OUTDOOR). Per passare dal benessere termo igrometrico al benessere ambientale confinato, devono essere considerati: 1. rumore: esistono livelli di emissione di rumore differenti in relazione alla tipologia di ambiente confinato e al periodo della giornata. 2. illuminazione: non è che vero che per vedere bene ci vuole più luce possibile. Esistono dei livelli oltre i quali la visione è difficile. Illuminazione naturale significa portare luce naturale nell'ambiente confinato e anche una riduzione dei consumi dell'energia elettrica.

INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA L'interruzione di gravidanza è la cessazione del processo fisiologico della procreazione prima del termine naturale: 0-180 giorni: aborto 180-260 giorni: parto prematuro 261-275: parto precoce Nel Codice Rocco sono identificati i casi previsti dalla legge di interruzione volontaria punibili: articolo 545 aborto di donna NON consenziente, punito da 7 a 12 anni. articolo 546 aborto di donna CONSENZIENTE, punito con la reclusione da 2 a 5 anni. articolo 547 aborto PROCURATOSI dalla donna, punita da 1 a 4 anni. articolo 550 chiunque somministra a una donna creduta incinta, mezzi diretti a procurarne l'aborto, risponderà delle pene previste dagli articoli 582, 583, 584. Legge 194/1978 norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza. Procedura per ottenere entro 90 giorni l'interruzione: la donna si rivolge ad un consultorio o medico di fiducia, il medico accerta lo stato di gravidanza, possibilmente insieme al padre del concepito e attesta e rilascia un certificato che autorizza la donna ad abortire dopo 7 giorni. L'interruzione dopo i 90 giorni avviene solo se la donna è in pericolo di vita connesso alla prosecuzione della gravidanza o al parto. Per le minorenni invece è necessario il consenso alla procedura entro i 90 giorni, da parte di chi esercita la patria potestà, in caso di mancata presenza, è il giudice tutelare che autorizza l'interruzione.

SICUREZZA SUL LAVORO La sicurezza e la salute dei lavoratori viene tutelata attraverso un approccio basato sulla valutazione e sulla gestione dei rischi; quindi è necessario individuare i pericoli e quantificare il rischio, cosa può provocare i danni o lesioni, se è possibile eliminare i pericoli e quali misure di prevenzione o di protezione sono o devono essere messe in atto per controllare i rischi. I rischi possono essere fisici, chimici o biologici. C'è una catena di responsabilità: 1. datore di lavoro: valuta i rischi, indica il programma delle misure di prevenzione e dota i lavoratori di dispositivi di protezione. 2. lavoratore: utilizza correttamente i macchinari, segnala le condizioni di pericolo, frequenta corsi di formazione. 3. medico competente: effettua accertamenti sanitari. 4. responsabile del servizio di prevenzione e protezione: individua i fattori di rischio e le misure di sicurezza sul lavoro. 5. rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: propone piani di miglioramento per la salute dei lavoratori.

Dispositivi per la protezione: protezione per la testa, per gli occhi, per il viso, per l'udito, per le mani, per i piedi, per le vie respiratorie.

PREVENZIONE Prevenzione primordiale: è orientata sui determinanti di salute e di malattia e non sul livello di esposizione degli individui stessi. Prevenzione primaria: previene la comparsa di specifiche malattie agendo sulla riduzione del rischio; attraverso educazione alla salute e stili di vita e di comportamento e vaccinazioni. Prevenzione secondaria: identifica e tratta malattie in condizioni pre cliniche al fine di evitare o rallentare la malattia; attraverso screening. Prevenzione terziaria: misura volta a ridurre la disabilità nei pazienti già affetti da malattie croniche; attraverso riabilitazione. Prevenzione quaternaria: azioni volte a proteggere i pazienti da trattamenti medici inappropriati.

SCREENING Esame condotto con mezzi clinici, test finalizzati per individuare casi di malattia. Le condizioni per effettuare lo screening sono: 1. patologia intesa come importante problema per la sanità pubblica. 2. deve essere conosciuta l'epidemiologia. 3. bisogna identificare la malattia. 4. attuazione di un trattamento efficace.

Screening di massa: quando tutta la popolazione è esposta al rischio di malattie rare e gradi ad elevata incidenza. Screening selettivo: quando un gruppo è a rischio elevato di una malattia. Screening organizzato: offerto gratuitamente per tutta la popolazione a rischio. Screening oncologico: per ridurre la mortalità a causa di un tumore. Questo tipo di screening riduce la mortalità del 38% .

Il programma generale di screening prevede: I° livello: test di screening II° livello: visita, ecografia, mammografia III° livello: trattamento chirurgico e/o chemio.

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