Riassunto di "L'intersoggettività nella famiglia. Procedure multimetodo per l'osservazione e la valutazione delle relazioni familiari" di Mazzoni e Tafà, Sintesi di Psicologia Clinica. Università di Torino
giulia.marzola
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Riassunto di "L'intersoggettività nella famiglia. Procedure multimetodo per l'osservazione e la valutazione delle relazioni familiari" di Mazzoni e Tafà, Sintesi di Psicologia Clinica. Università di Torino

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Il testo analizza i problemi relativi allo studio del contesto familiare, i metodi utilizzati per l'osservazione della famiglia, il colloquio clinico in un'ottica sistemico-relazionale e i diversi strumenti di rappresent...
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L'INTERSOGGETTIVITÀ NELLA FAMIGLIA Procedure multimetodo per l'osservazione e la valutazione delle relazioni familiari

MAZZONI, TAFÀ

PARTE PRIMA – COME OSSERVARE LA FAMIGLIA: PROBLEMI DI METODO LA COMPLESSITÀ NELLO STUDIO DELLE RELAZIONI FAMILIARI La ricerca, da una parte, richiede di focalizzare e ridurre la complessità delle storie, dall'altra consente di renderle oggettive e leggibili, passo necessario per organizzare adeguati spazi di intervento, riconoscibili e condivisibili. Developmental psychopatology: disciplina recente che sottolinea la necessità di studiare la psicopatologia in relazione ai fattori di rischio ambientali e ai cambiamenti significativi che avvengono nel corso del ciclo vitale. Principio dell'equifinalità→ percorsi diversi conducono a stessi risultati evolutivi; è la natura del processo, e non le condizioni iniziali, che determina l'esito dello sviluppo individuale. L'orientamento sistemico si caratterizza per il cercare di individuare i processi di interdipendenza nel corso delle interazioni tra più individui→ modello causale circolare A↔B. Nella prassi osservativa, per rispettare tale proprietà e per arrivare a cogliere un modello interattivo, è necessario effettuare delle interpunizioni arbitrarie→ partire arbitrariamente da A per spiegare il comportamento di B, e quindi da B per spiegare il successivo comportamento di A. Per studiare le famiglie si tiene conto anche del costrutto di intersoggettività, considerando quindi anche il modo in cui gli esseri umani possono regolarsi reciprocamente e condividere i significati dell'interazione. Durante un'interazione ciascuno attribuisce significati alle intenzioni, motivazioni e sentimenti propri e dell'altro, attivando un processo di co- costruzione di significati condivisi e quella sintonizzazione che caratterizza le relazioni intime. Modello transazionale di Sameroff→ una comprensione del processo evolutivo richiede una valutazione delle transazioni tra 2 o più individui, il loro funzionamento biologico interno ed il loro funzionamento sociale esterno. Le continuità e le discontinuità sono funzione congiunta di 3 sistemi: 1. genotipo: sistema della regolazione e organizzazione biologica, 2. fenotipo: effetto delle transizioni tra genotipo ed ecotipo a livello dell'individuo, 3. ecotipo: codice familiare e culturale che regola le opportunità evolutive dell'individuo. Modello ecologico dello sviluppo di Bronfenbrenner. Siccome non sempre è possibile che un disegno di ricerca preveda procedure di osservazione a tutti i livelli dell'ecosistema, è importante che, qualora venga limitato il campo di indagine, si relativizzino i risultati e si sia consapevoli delle diverse influenze possibili nel processo evolutivo. Aber invita inoltre a definire con chiarezza come il contesto viene concettualizzato (ad un livello di analisi situazionale o interpersonale). Per definire con chiarezza categorie di analisi e sistemi di codifica adeguati, l'osservatore deve tenere a mente due aspetti. 1. I livelli funzionali nelle relazioni familiari

Sono gli aspetti dinamici che influiscono sui modelli di regolazione delle relazioni, rendendole funzionali allo sviluppo del gruppo come insieme, delle relazioni diadiche e dei singoli componenti della famiglia. Wynne formula il concetto di epigenesi→ gli interscambi o le transazioni si basano su quelle precedenti. In ogni fase dello sviluppo le influenze costituzionali ed esperienziali si ricombinano per creare nuove potenzialità biologiche e comportamentali che poi contribuiscono a determinare lo stadio successivo. “È necessario che il contesto familiare fornisca certi tipi di influenze in ogni fase del processo di maturazione dell'individuo. Ciò che è adeguato e ciò che può avere conseguenze psicopatologiche varia nel tempo e deve essere considerato in questo contesto evolutivo”. Cambiamento strutturale ed evoluzione relazionale spesso non sono sincronici. Nei processi transazionali gli individui subiscono un cambiamento interno nel corso degli scambi reciproci. Tutte le parti di un campo transazionale sono interdipendenti, ciascuna modifica il resto attraverso feedback recursivi (circolari). Il modello evolutivo epigenetico di Wynne descrive lo sviluppo progressivo nel gruppo familiare di 5 processi relazionali (attaccamento, comunicazione, soluzione congiunta dei problemi, mutualità) fino al raggiungimento dell'intimità. L'espressione della funzionalità in un processo è una risorsa per la funzionalità del processo successivo, aumentando così la solidità del gruppo rispetto alle sfide da affrontare. L'attaccamento di cui si parla è molto vicino al concetto di copione dell'attaccamento nella famiglia di Byng-Hall. Solo a partire da questo livello i componenti della famiglia possono condividere un focus di attenzione che garantisce la condivisione dei significati e di una modalità comunicativa funzionale. È fondamentale il raggiungimento di una consapevolezza interazionale, che faccia riconoscere il momento in cui è necessario apportare cambiamenti agli abituali modelli di regolazione delle relazioni (mutualità). Solo così si può raggiungere un livello ottimale di intimità, di condivisione affettiva e sintonizzazione derivata dalla conoscenza e dal riconoscimento reciproco. Una relazione è intima quando si sperimenta la fiducia di potersi aprire all'altro con l'aspettativa di ricevere una risposta empatica. Il gruppo di Losanna individua 4 livelli funzionali in base ai quali si può valutare il funzionamento della famiglia come insieme: partecipazione, organizzazione, attenzione focale e contatto affettivo.

Entrambi i modelli individuano come esito dell'evoluzione di un gruppo familiare il processo relazionale dell'intimità. Nella famiglia di declinano 2 tendenze primarie necessarie al raggiungimento di 2 obiettivi evolutivi: entrare in relazione con gli altri (coesione) e sviluppare un'identità personale (differenziazione). Sono 2 elementi rilevanti per definire il grado di funzionalità di una famiglia. Le aree prese in considerazione dai ricercatori per descrivere la funzionalità di una famiglia sono: affettività, comunicazione, negoziazione dei conflitti, struttura organizzativa, costruzione di storie, copioni e miti familiari.

2. Le configurazioni relazionali della famiglia Minuchin sostiene la necessità di considerare il sistema familiare come una struttura caratterizzata da una gerarchia generazionale, in cui i sottosistemi sono differenziati da precisi confini. Queste configurazioni relazionali sono: le relazioni intergenerazionali, attraverso cui vengono trasmessi modelli funzionali o disfunzionali che regolano il Sé nella costruzione del rapporto con l'altro; la relazione tra partner; la relazione genitori-figli, che prevede a sua volta diverse relazioni primarie significative. Il ruolo del terzo viene considerato come fattore determinante nell'osservazione e nella valutazione della qualità delle relazioni diadiche nella famiglia. Sia in ambito clinico che in ambito di ricerca è necessario scegliere a priori la configurazione che si vuole prendere in esame.

IL CICLO VITALE DELLA FAMIGLIA: UN COSTRUTTO UTILE PER LA LETTURA DEL FUNZIONAMENTO FAMILIARE Hill e Duvall introducono il concetto di ciclo di vita→ successione di eventi nodali (con specifici compiti di sviluppo) che scandiscono l'evoluzione del sistema familiare fin dalla sua formazione. Ogni fase trova la sua comprensione nell'arco di almeno 3 generazioni. Il modello del ciclo di vita familiare e il modello ecologico di Bronfenbrenner concordano sull'importanza attribuita alle transazioni evolutive che comportano un cambiamento di ruolo, dovute al fatto che si viene esclusi da un sistema e si può accedere ad un altro sistema. Questo rende necessario comprendere continuamente quali siano le aspettative dell'ambiente rispetto al proprio ruolo e svolgere con successo compiti di sviluppo necessari a completare in modo adattivo il cambiamento. L'evoluzione psicologica va collocata all'interno del ciclo di vita dell'individuo e della sua famiglia, e acquista significato nell'ambito delle specifiche relazioni familiari e intergenerazionali. Il ciclo di vita considera i sintomi e le disfunzioni familiari ponendoli in relazione al normale funzionamento della famiglia nel tempo. Gli script familiari (copioni) sono modelli interattivi condivisi tra i membri, che, caratterizzandone i membri stessi, vengono evocati in particolari contesti. Secondo Haley lo stress familiare diviene più intenso ai punti di transizione da uno stadio all'altro del processo evolutivo della famiglia, i cui sintomi patologici compaiono più facilmente in occasione di interruzioni o disorganizzazioni nell'evoluzione del suo ciclo di vita. Bowen→ onda d'urto emotiva: serie di contraccolpi sotterranei a eventi vitali gravi che si possono produrre nel sistema familiare trigenerazionale anche nei mesi e negli anni successivi all'evento. Il modello di McGoldrick e Carter

PROBLEMI METODOLOGICI NELLO STUDIO DELLE RELAZIONI FAMILIARI 1. Modificazione dell'unità di analisi da osservare→ bisogna considerare la partecipazione di almeno 2 membri dello

stesso nucleo. I livelli di indagine nella famiglia sono: individuale, diadico, triadico, familiare, intergenerazionale. Le relazioni diadiche sono diverse a seconda che avvengano in presenza o meno di altre persone.

2. La presenza di una storia passata che lega i diversi membri rimanda alla possibilità di formulare ipotesi e studiare l'intersoggettività della famiglia, ossia la capacità dei suoi componenti di comunicare e comprendere le intenzioni, le motivazioni e i significati dell'altro. Stern dice che lo sviluppo mentale di ogni individuo consiste proprio nella capacità di conoscere i significati della mente altrui all'interno di una matrice intersoggettiva co-costruita.

3. Non-indipendenza dei dati familiari. Questa caratteristica, a livello di metodologia della ricerca, riguarda l'assegnazione dei soggetti ai gruppi, che, nel caso della famiglia, non può avvenire casualmente.

La ricerca multimetodo Lewis e coll., ad esempio, combinano il punto di vista soggettivo, fornito da strumenti self-report, con il punto di vista oggettivo, fornito dall'osservazione diretta. Olson sottolinea però la discrepanza tra i dati forniti dai metodi self-report e quelli osservativi rispetto alla stessa famiglia, in quanto sono due prospettive differenti. Lo strumentario metodologico deve comprendere: metodologie osservative (focus sull'interazione tra le persone), metodologie basate su autovalutazioni (self-report o narrative→ prospettiva fenomenologica del soggetto), metodologie grafiche (integrazione di memorie di esperienze relazionali e immagini derivanti da fantasie inconsce). Reiss distingue tra represented family e practising family. Nel primo caso si pone maggiore importanza al modo in cui ciascun individuo, attraverso le interazioni, costruisce un sistema di rappresentazione di sé con gli altri. Nel secondo caso invece si pone l'attenzione sui modelli interattivi derivati dai comportamenti dei diversi componenti familiari. Reiss propone di integrare i due modelli, spiegando che i due livelli sono sempre contemporaneamente attivi nelle

relazioni familiari. Famiglia oggetto di studio come: - famiglia osservata→ descrizione delle pratiche coordinate della famiglia sulla base dell'osservazione diretta dei modelli interattivi. Sono descritti i modelli di regolazione comportamentali e affettivi ridondanti su cui appare basarsi la stabilità del sistema familiare sia a livello funzionale che disfunzionale. - famiglia narrata→ descrizione delle rappresentazioni della famiglia attraverso narrazione individuale o congiunta, questionari self-report, interviste cliniche o strutturate, test. La distinzione tra strumenti narrativi e self-report e strumenti osservativi va fatta anche in base al tipo di relazione che si stabilisce tra ricercatore e famiglia. Nel self-report, inoltre, è il soggetto a offrire informazioni sulla propria famiglia al ricercatore, mentre nell'osservazione è il ricercatore che codifica quanto osserva. L'individuazione del campione nella ricerca sulle famiglie Difficoltà nel reperire campioni rappresentati da gruppi familiari. La ricerca in generale ha trascurato quella che può essere la motivazione di una famiglia a partecipare a uno studio sulle relazioni familiari. Il ricercatore non può trascurare nell'interpretazione dei dati e nella possibilità di generalizzare i risultati della sua ricerca, la scelta di farsi coinvolgere da parte di certe famiglie e non di altre. Metodi di analisi dei dati Le metodiche statistiche in ambito di ricerca familiare sono varie: analisi della varianza, modelli log-lineari, regressione multivariata, modelli di equazioni strutturali.

In definitiva, si deve tener conto dell'unità di analisi prescelta, della metodologia e del tipo di approccio utilizzato, delle tecniche di analisi e dell'interpretazione dei dati, alla luce della teoria di riferimento assunta.

PARTE SECONDA - L'OSSERVAZIONE DIRETTA DELLA FAMIGLIA Lousanne Trilogue Play prenatale→ metodo di osservazione diretta usato per cogliere le basi della relazione co- genitoriale e le premesse di quella che sarà la coordinazione del triangolo primario. L'interesse verso le procedure basate sull'osservazione diretta è stimolato anche dalla necessità di ridurre la distanza tra ambito clinico e ricerca di base. Bisogna lavorare per la definizione di metodi di osservazione diretta attendibili e validi proprio perché essi si integrano meglio nella pratica clinica. L'osservazione diretta delle relazioni familiari permette di dar voce anche a bambini molto piccoli e di rilevare caratteristiche del funzionamento della famiglia come insieme. È volta quindi a cogliere una forma di intersoggettività implicita e preverbale (per quanto riguarda i bambini piccoli) che si esprime sia a livello dell'autoregolazione degli individui sia a quello della regolazione reciproca del gruppo familiare. Ha il vantaggio di poter osservare soprattutto la comunicazione non verbale. A proposito della validità delle osservazioni, se i compiti sono scelti in modo da garantire la validità ecologica, l'osservazione in laboratorio può essere più utile di quella effettuata in ambiente naturale, dove l'imprevedibilità rende difficile la definizione dei sistemi di codifica. I livelli di analisi Prima cosa da fare è decidere il livello di inferenza teorica che caratterizzerà le diverse categorie di analisi prese in considerazione nel sistema di codifica. Si ha alta inferenza teorica quando è l'osservatore ad operare un giudizio globale su una serie di comportamenti osservati. I livelli di analisi possono essere: microanalitici, macroanalitici e mesoanalitici. Nella pratica clinica e di ricerca di solito si effettua sempre una visione del materiale per tutta la durata della prova. I sistemi microanalitici vengono privilegiati quando si vogliono studiare specifici modelli sequenziali di interazione (le sequenze vengono osservate minuto per minuto); sono inoltre meno suscettibili al giudizio dell'osservatore. L'analisi macroanalitica si basa sull'applicazione di un giudizio globale sui modelli interattivi osservati. La codifica a un macrolivello è in grado di tenere conto del contesto più ampio entro il quale ha luogo un comportamento e di considerare l'interdipendenza dei comportamenti e la circolarità delle diverse relazioni. Questi sistemi sono scelti quando i quesiti della ricerca riguardano i processi interattivi, i costrutti relazionali o le dinamiche del livello familiare. Esempi di ricerche basate su livelli di analisi macroanalitici: osservazione della coordinazione triadica di Westerman e Lausanne Trilogue Play clinico del Gruppo di Roma. Il livello di analisi mesoanalitico combina i sistemi micro a macroanalitico. Consentono all'osservatore di analizzare i cambiamenti del comportamento nel corso del tempo, anche se non a livello degli accadimenti sequenziali. Esempio: Family Coding System di Gordis e Margolin. Le procedure per l'osservazione diretta della famiglia Videoregistrazione (tecnica del video-replay), procedure narrative, metodi grafici. È molto efficace il metodo direttivo basato su diverse consegne attraverso le quali si chiede ai componenti della famiglia di mettere in atto i loro abituali pattern di regolazione delle relazioni. Quanto più il compito è strutturato e la famiglia ha scarse possibilità di scegliere da sola gli stimoli a cui rispondere, tanto più le diversità riscontrate tra le famiglie osservate potranno essere inferite ai modelli specifici che caratterizzano ciascuna famiglia.

IL COLLOQUIO CLINICO NELL'OTTICA SISTEMICO-RELAZIONALE Le informazioni ricavate convocando la famiglia in seduta congiunta sono più adeguate a definire il contesto in cui si esprimono i comportamenti individuali, soprattutto in situazioni patologiche. In ambito clinico, l'utilità del modello sistemico consiste nella possibilità di correlare diversi livelli della situazione sintomatologica del paziente: l'individuo, il suo nucleo familiare e l'ambiente. Caratteristiche dell'intervento di valutazione: considerazioni metodologiche nella fase preliminare Il processo di conoscenza di un sistema è già di per sé un cambiamento di ciò che si sta cercando di cogliere. La valutazione diventa parte imprescindibile della cura. Anche la diagnosi è strettamente collegata ai feedback che si ottengono dall'incontro relazionale con la famiglia. Valutazione, diagnosi e intervento non sono tappe separate e ben scandite, ma fanno parte di un processo che prende avvio dall'incontro e dalla relazione con quella particolare famiglia. Le rappresentazioni preliminari del clinico, anche quelle che precedono l'incontro effettivo con la famiglia, contano nell'influenzare la prima fase di valutazione fino alle successive in cui verrà effettuato il contatto terapeutico. Anche l'osservatore è inserito nel campo della propria osservazione. Le ipotesi devono sempre essere supportate da un principio di circolarità, devono essere sistemiche. Anche tempi e luoghi sono importanti per la domanda e vanno a definire la relazione terapeutica. L'intervento non può essere né precostruito né standardizzato. Anche la scelta di chi convocare è già un intervento clinico di per sé. La considerazione di chi verrà e non verrà rispetto alla convocazione familiare effettuata, sarà per il clinico un feedback importante da includere nella sua valutazione del contesto clinico. Il momento valutativo processuale può diventare un intervento che amplifica le possibilità terapeutiche successive. Fasi della valutazione (Haley) 1. Fase sociale→ obiettivo di mettere a proprio agio la famiglia; attenzione rivolta alle definizioni che ogni membro

fornisce di sé, alla collocazione all'interno dell'organizzazione familiare, alla comunicazione non verbale; rispettare la gerarchia che caratterizza ogni famiglia.

2. Definizione del problema→ racconto del sintomo e della persona/relazione che presenta la difficoltà; comprendere come ogni familiare vede il problema; prestare attenzione allo stile di comunicazione, alle modalità con cui la famiglia affronta i problemi e i compiti di sviluppo, alla distribuzione delle funzioni, ai modi di affrontare il conflitto, alle credenze, all'atteggiamento verso l'estraneo. Minuchin sostiene come l'importanza della valutazione dei confini (chiari, diffusi, rigidi) rappresenti un indicatore fondamentale per la valutazione del funzionamento di una famiglia. È utile indagare se ci sono stati precedenti tentativi di richiesta di aiuto. Tenere presente due livelli in interazione tra di loro: un piano sincronico di modelli interattivi e comunicativi si incrocia con un piano diacronico, fatto di storie individuali e collettive, di significati condivisi. La valutazione quindi deve indagare due livelli: uno riguarda la storia del comportamento sintomatico e l'altro che concerne la storia della famiglia nucleare e allargata (storia trigenerazionale). Considerare ancora la fase del ciclo di vita che sta attraversando la famiglia e come vengono affrontati gli eventi normativi/paranormativi e i compiti di sviluppo. Quando si tratta di una famiglia allargata la questione diventa più complessa. L'attenzione si sposta dal singolo e dal sintomo alla sua rete di relazioni.

3. Osservazione dell'interazione tra i familiari. 4. Costruzione per e con la famiglia di una ridefinizione di ciò che è emerso: lettura comprensiva delle informazioni

raccolte, delle percezioni individuali del problema, delle difficoltà emotive profonde di cui ogni membro è espressione→ visione del sintomo contestualizzato nella rete di relazioni che l'ha generato e mantenuto nel tempo (definizione del contesto relazionale del problema). Valutazione delle risorse del sistema e non solo dei suoi punti di vulnerabilità. Si cerca di restituire comprensibilità a ciò che prima appariva inspiegabile.

Le tecniche osservative nell'ambito del colloquio clinico con la famiglia Narrazione familiare→ genogramma familiare, Faces, Pacs, disegni (soprattutto per bambini piccoli). Osservazione→ triangolo primario. A seconda della sua scelta, la valutazione del clinico può essere il risultato della comprensione dei livelli di coesione, adattabilità o della qualità degli scambi comunicativi del sistema, oppure dell'alleanza familiare che caratterizza i membri. È all'interno della relazione del clinico con la famiglia che si decide la scelta terapeutica successiva da intraprendere in relazione alla diagnosi effettuata.

DALLA COPPIA ALLA FAMIGLIA: L'ALLEANZA PRENATALE ANNUNCIA L'EVOLUZIONE DELLA FAMIGLIA Nella prospettiva familiare, la gravidanza è il periodo in cui si costituisce l'alleanza familiare nel triangolo primario tra padre, madre e neonato. Le rappresentazioni triangolari dei genitori, durante la gravidanza, predicono lo spazio che essi daranno al bambino nell'interazione a 3 e 4 mesi dalla nascita. Co-genitorialità: qualità della coordinazione tra adulti nel loro ruolo di genitori. Il paradigma del Lausanne Trilogue Play (Ltp) Permette di osservare come i genitori e il bambino giocano insieme, all'interno di un sistema triangolare costituito da 4

configurazioni: un “tre insieme” e tre “2+1”. Il grado di coordinazione che i genitori raggiungono durante il gioco insieme definisce l'alleanza familiare, che può essere funzionale o problematica. Il tipo di alleanza triadica a 3 mesi è relativamente stabile nel primo anno di vita e costituisce un contesto più o meno favorevole allo sviluppo socio- affettivo del bambino. Il contesto della ricerca Studio longitudinale: dalla nascita ai 18 mesi. Incontri: 6° mese di gravidanza, 3, 4, 9 e 18 mesi. Campione di 20 famiglie. Dopo aver descritto la loro situazione attuale e le loro storie familiari, i futuri genitori sono intervistati sulle rappresentazioni del loro futuro bambino. Vedi Ltp prenatale a pag 96. Nel Ltp prenatale si tratta, per i futuri genitori, di mettere in atto le loro rappresentazioni di essere in 3. Questa capacità è influenzata dalla loro storia personale, dalla qualità della relazione coniugale, dalla loro rappresentazione del bambino e dalla relazione reale con il feto. La griglia di valutazione comprende 6 categorie: spazio transizionale (impressione generale dell'osservatore sull'impegno dei genitori nel gioco), cooperazione con i ricercatori (qualità dell'alleanza con la consulente), struttura del gioco (analisi dei principali passaggi dello svolgimento del gioco), comportamenti genitoriali intuitivi (valutati separatamente per ottenere poi un punteggio della coppia), cooperazione nella coppia (azioni e comportamenti dei 2 partner), clima affettivo familiare (manifestazione di affetto e tenerezza nella coppia e verso il bambino). Per ogni misura della griglia i codificatori visionano il gioco in tempo reale, o al rallentatore, annotando via via le loro codifiche su un foglio ad hoc. Le famiglie vengono suddivise in 2 gruppi: alleanze genitoriali funzionali e alleanze genitoriali problematiche. Relazioni con le alleanze postnatali A 3 mesi dalla nascita del bambino, sempre 4 parti di gioco. I risultati dimostrano una continuità tra l'alleanza familiare prenatale e l'alleanza a 3 mesi, mentre studi precedenti avevano già dimostrato una continuità dell'alleanza familiare fra i 3, i 6 ed i 9 mesi. Viene evidenziato un abbassamento generale del grado di coordinazione tra i genitori e il bambino a 3 mesi, a testimonianza della crisi provocata dalla nascita del bambino (periodo a rischio per le coppie).

PARTE TERZA – LA FAMIGLIA RAPPRESENTATA: STUDIO DELLE RELAZIONI FAMILIARI ATTRAVERSO LE SCALE DI MISURAZIONE E ATTRAVERSO LE NARRAZIONI L'osservazione diretta dei modelli interattivi può favorire lo studio di forme implicite di intersoggettività, in quanto riesce a cogliere la comunicazione non verbale e a codificare la regolazione reciproca che si verifica tra i componenti della famiglia. La forma esplicita di intersoggettività invece si rileva attraverso la comunicazione verbale e le narrative. Attraverso i metodi basati su questionari self-report gli individui propongono la loro percezione/valutazione delle dimensioni relazionali considerate dallo strumento. Attraverso i metodi narrativi gli individui o le famiglie propongono liberamente le loro memorie autobiografiche, oppure descrivono specifici processi interattivi riferendosi all'attualità. Narrative: tendenza umana a organizzare in modo coerente l'esperienza arrivando a poterla rappresentare o riferire in forma verbale. Oppenheim→ gli studi basati sulle narrative rappresentano una strada maestra per accedere ai processi di attribuzione affettiva dei significati e per conoscere il loro sviluppo sia nei bambini che nella relazione genitori-figli. Ovviamente questi processi di attribuzione affettiva di significati non si attuano in solitudine. Si ipotizza che tali processi, attraverso le narrative condivise tra bambino e caregiver, possano promuovere la crescita e rappresentare una risorsa o un fattore di rischio. Le narrative costruite individualmente sono impregnate della presenza dell'altro e le narrative co-costruite sono impregnate della storia di ciascun partner. Lo studio delle relazioni familiari attraverso le scale di misurazione Basandosi sul modello circonflesso di Olson sono nati 2 strumenti self-report utilizzati per la misurazione di coesione, adattabilità e comunicazione: il Faces III (misurazione del funzionamento della famiglia in generale) e la Parent Adolescent Communication Scale (aspetto comunicativo della relazione genitore/figlio). Un vantaggio delle scale è quello di offrire ai soggetti la possibilità di esprimersi direttamente rispetto al proprio stato mentale. Permettono così di considerare l'esigenza di individualità dei membri familiari e quindi il significato attribuito da ciascun partecipante alla relazione stessa, ma anche di combinare le diverse informazioni circa i vissuti esistenti, per conoscere il grado di accordo o disaccordo esistente tra i membri e quindi ottenere una “fotografia” familiare. È significativa l'utilità di poter connettere, in termini causali statistici, le variabili del sistema familiare ad altre riguardanti la personalità dei soggetti. L'utilizzo delle scale familiari è principalmente legato a una ricerca quantitativa→ elevata mortalità nei contesti sperimentali, problema della generalizzabilità dei risultati; facilità di somministrazione, trattamento dei dati complesso; problema della desiderabilità sociale. Sarebbe auspicabile affiancare alle tecniche quantitative anche delle tecniche qualitative, in quanto le quantitative sono riferibili solo a percezioni, ma non a comportamenti. Le interviste per la rilevazione delle narrazioni Le narrative familiari sono diventate il focus centrale per la valutazione e l'organizzazione dell'intervento nel

costruzionismo sociale. Bowen sottolineava l'importanza di “lavorare per storie” quando si vuole valutare il livello di differenziazione di un individuo. Utilizzava il genogramma come mappa strutturale della famiglia nella quale proiettare i particolari del racconto. Negli anni '20 si è cercato di valutare la narrazione come porta di entrata sui processi cognitivi non solo dell'individuo, ma anche della famiglia come insieme. Notevoli sono le difficoltà di effettuare una codifica del materiale narrativo. Esempio: Adult Attachment Interview di Mary Main. Negli ultimi anni è stato creato il Family Narrative Consortium allo scopo di costruire un sistema di codifica delle narrative familiari per il quale fosse possibile soddisfare i criteri di attendibilità e validità. Gli autori propongono di analizzare la struttura delle narrazioni (coerenza narrativa, interazione narrativa, credenze relazionali) osservando anche il modo in cui più narratori forniscono insieme il loro racconto. Obiettivo di prendere in considerazione come i membri della famiglia si coordinano nel processo di costruzione del significato condiviso. Oppenheim→ analisi delle narrative secondo 3 prospettive: coerenza (aspetto sintattico), temi e rappresentazioni dominanti a livello emotivo (aspetto semantico), comportamenti e interazione di narratore/i (aspetto pragmatico). Esempio di metodo narrativo: Five Minute Speech Sample. Le tecniche narrative si possono applicare facilmente ai contesti clinici senza che il setting venga ad assumere connotazioni troppo diverse rispetto all'obiettivo. Lo studio delle narrative si rivela molto utile e interessante soprattutto nel campo della ricerca della psicopatologia evolutiva e nella configurazione triadica.

L'INTERVISTA SULLA STORIA FAMILIARE BASATA SUL GENOGRAMMA E L'ECOMAPPA Bowen, attraverso lo studio dei genogrammi di diverse famiglie, ha evidenziato la ridondanza di certi processi, individuando una trasmissione di caratteristiche familiari (modelli di base generalizzabili) che si trasmettono da una generazione all'altra. La Wachtel utilizza il genogramma anche come tecnica proiettiva. L'ecomappa è basata sulla teoria di Bronfenbrenner. Sono entrambi strumenti che si costruiscono con la collaborazione dell'intervistato. L'ecomappa si riferisce all'attualità, mentre il genogramma dà spazio al tempo. In una prospettiva ecologica, qualsiasi valutazione delle relazioni familiari in ambito clinico dovrebbe essere fatta dopo un'intervista sulla storia familiare e il disegno del genogramma e dell'ecomappa. L'intervista sulla storia familiare basata sul genogramma Ciò che interessa durante l'intervista è la “famiglia rappresentata” e gli affetti ad essa connessi. L'immagine della storia familiare che viene presentata è al tempo stesso attuale, storica ed evolutiva. I prodotti dell'ora e mezza di intervista sono il disegno del genogramma e la storia della famiglia. L'asse del tempo familiare consente di avere una sintesi del percorso evolutivo della famiglia allargata, e si incrocia con l'asse del tempo generazionale, che fornisce uno spaccato degli eventi che riguardano gli individui di una stessa generazione. 1. La consegna. Quando viene rivolta a una coppia o famiglia, ciò che verrà indagato sono le memorie congiunte . 2. La procedura.

A) il disegno del genogramma→ si parte dal rappresentare l'intervistato e i suoi genitori. Si indica nome, età e professione dei singoli membri. Vengono inserite anche le date dei matrimoni o delle separazioni. La complessità del disegno dipende dalle informazioni che il soggetto è in grado di fornire. Per i simboli, si fa riferimento a quelli indicati da McGoldrick e coll. Un modello interattivo molto importante nei rapporti familiari è la triangolazione. B) la narrazione. Obiettivo di concentrarsi sui fatti connessi con il mutare delle tensioni emotive nella famiglia. Aree di indagine nell'intervista sulla storia familiare: campi emotivi della famiglia nucleare (eventi critici dopo il matrimonio, passaggio dalla diade alla triade alla nascita del 1° figlio, funzionamento della famiglia in ogni fase rispetto alla possibilità di evidenziare conflitti o disfunzioni) e delle due famiglie di origine. Occorre poi dare una restituzione di ciò che è emerso. È importante curare il contesto, usare in modo adeguato il tempo a disposizione durante il colloquio.

3. La codifica delle narrazioni→ da affidare ad un terapeuta esperto e strettamente connessa con la sua cornice teorica di riferimento. I copioni familiari sono aspettative condivise della famiglia di come i ruoli familiari devono essere rispettati all'interno di contesti differenti. Byng-Hall classifica i copioni in base alla loro funzione, alla trama ed in base alle relazioni implicate. Il mito familiare è una serie di credenze, abbastanza ben integrate e condivise da tutti i membri della famiglia, riguardanti ciascuno di essi e le loro posizioni reciproche all'interno della vita familiare. Tali credenze non vengono contestate da alcuna delle persone interessate. Il mito trova sempre la sua sorgente nella cultura in cui la famiglia si è sviluppata. Le funzioni che assolve il mito attraverso l'agito familiare danno forma a diverse costellazioni familiari: famiglie che aspirano all'armonia, alla redenzione delle proprie colpe, alla salvazione. Le storie familiari sono storie che le famiglie raccontano più volte di se stesse e che spiegano le azioni passate sotto forma di parabola o storia morale. La loro funzione è quella di rendere esplicite le regole di condotta da adottare. Lo stile narrativo→ da quale generazione inizia il discorso, su quale parte della famiglia si sofferma di più il

racconto, se è conciso o esteso, ricco di particolari ed emotivamente coinvolgente o distaccato. La tabella degli eventi critici e le corrispondenze con le dinamiche familiari→ per analizzare meglio gli accadimenti critici che sono stati attraversati dalla famiglia, si può costruire una tabella in cui si inseriscono l'anno, l'evento critico, l'emergenza problematica o i conflitti, le alleanze e le triangolazioni.

L'ecomappa e il sistema ecologico Strumento carta e matita in cui si rappresenta graficamente la mappa delle risorse relazionali a disposizione delle persone. In particolare si cerca di rappresentare il flusso di risorse, cioè il tipo di risorsa che il soggetto trae dalla relazione che sta indicando o il tipo di risorsa che lui stesso fornisce ad altri. L'ecomappa permette di individuare subito le risorse disponibili su cui contare, quelle inesistenti che potrebbero essere attivate e quelle conflittuali. 1. Consegna e procedura. All'intervistato viene consegnato un foglio A4 su cui sono già rappresentati dei cerchi vuoti,

nei quali possono essere indicati diversi sistemi relazionali di riferimento. Verranno poi indicati i tipi di legami (intensi, intensi stressanti, deboli, deboli stressanti) che connettono i vari sistemi. Si possono utilizzare delle frecce per indicare la direzione delle risorse. Va indicato il tipo di risorsa: emotiva, sociale, per la salute e il sostegno.

2. Trattamento dei dati. Il risultato ottenuto può essere utilizzato per l'esame del caso singolo o per l'esame di un campione di soggetti. In quest'ultimo caso si tratta di fare un calcolo delle frequenze per ognuna delle dimensioni affrontate.

Un limite di questi due strumenti è che non è ancora stata individuata in modo omogeneo una corrispondenza tra le caratteristiche delle narrazioni e quelle di diversi stili relazionali della famiglia, ricostruibili attraverso le rappresentazioni dei soggetti intervistati.

IL FIVE MINUTE SPEECH SAMPLE In 5 minuti l'intervistato deve descrivere una persona con cui ha un legame intimo. Il Fmss viene solitamente utilizzato nell'ambito di una procedura multimetodo o di una valutazione clinica. Il Five Minute Specch Sample come metodo per valutare l'emotività espressa: presupposti teorici L'emotività espressa (EE) è un concetto proposto da Brown e rappresenta uno degli indicatori dell'affettività intrafamiliare. Può essere misurata attraverso un'intervista semistrutturata denominata Camberwell Family Interview che valuta gli atteggiamenti critici, l'ipercoinvolgimento emotivo e l'ostilità. È quindi uno strumento che permette di misurare il livello di emotività espressa di un soggetto e di valutare la presenza (alta EE) o assenza (bassa EE) di atteggiamenti di eccessiva critica e/o ipercoinvolgimento emotivo verso un bambino o un adulto che presentino una patologia psichiatrica. Le famiglie con un alto livello di EE manifestano: atteggiamenti conflittuali frequenti, atteggiamenti disfunzionali nelle cure materne e difficoltà nella relazione di coppia e nelle cure genitoriali. Il Fmss è una soluzione più agevole e veloce per valutare il livello di EE in un soggetto rispetto al Cfi. Permette di valutare la qualità dell'emotività espressa di un soggetto a proposito di un suo familiare. 1. Modalità di somministrazione dello strumento→ attenzione al setting, audioregistratore, cronometro. Il Fmss

dovrebbe essere somministrato prima di procedere al colloquio clinico ma dopo una fase iniziale di conoscenza e adattamento reciproco tra famiglia e terapeuta.

2. Linee guida per la codifica dell'EE. Il racconto è codificato direttamente dalla registrazione audio e può essere successivamente trascritto verbatim. Categorie previste dal sistema di codifica di Magaña e Amato: affermazioni iniziali (positive, neutre, negative), relazione (positiva, neutra, negativa), atteggiamenti critici/criticismo, insoddisfazione, ipercoinvolgimento emotivo (comportamenti di autosacrificio e di iperprotettività; reazioni emotive; eccessivi dettagli o riferimenti al passato; osservazioni positive ed elogi; affermazioni che esprimono sentimenti di affetto, amore e benevolenza).

3. Calcolo del punteggio globale. Per ogni categoria è stata stabilita una scala normativa per l'attribuzione dei punteggi e sono previsti dei valori soglia che portano a identificare il livello di EE.

Il Fmss per la rilevazione dello stile di attaccamento: presupposti teorici e sistema di codifica Doane e Diamond propongono di utilizzare il Fmss per cogliere temi connessi ai legami genitoriali, alla vicinanza o alla distanza tra i membri di una famiglia e allo stile di attaccamento. Hanno elaborato un sistema di codifica per la misurazione dell'attaccamento per distinguere i genitori che mostrano un attaccamento positivo e sicuro da quelli che dimostrano sentimenti e atteggiamenti di ambivalenza, indifferenza o ipercoinvolgimento. Le sei categorie di codifica sono: attaccamento positivo, negativo e neutro, ipercoinvolgimento, parentificazione e triangolazione. Le autrici hanno adottato, in associazione al Fmss, un altro strumento (il compito familiare di problemi solving) per codificare lo stile affettivo della famiglia (AS), con cui misurano l'ipercriticismo, l'intrusività e l'ostilità.

IL FACES III Modello circonflesso dei sistemi coniugale e familiare di Olson. Il Faces III (Family Adaptability and Cohesion Evaluation Scale), scala di valutazione del funzionamento familiare, sintetizza le variabili di coesione e di adattabilità del modello. Descrizione dello strumento

Strumento self-report. Il Faces III, rispetto alle versioni precedenti, introduce una versione di coppia ed una ideale dello strumento. È interessante poiché la definizione di normalità non è semplicemente ancorata ad un criterio definito dal ricercatore, ma è anche il risultato di un grado soggettivo di soddisfazione del soggetto analizzato, il suo vissuto rispetto alla famiglia, misurabile in termini di discrepanza tra livello reale e livello ideale. Scala Likert di 20 item monodirezionali a 5 punti: 10 misurano la coesione e 10 l'adattabilità. Per la coesione ci sono 2 item per ogni sottoarea: legame emotivo, sostegno reciproco, cooperazione, confini familiari, interessi comuni e amicizie. Per quanto riguarda l'adattabilità, ci sono 2 item per le aree di controllo, di potere e di disciplina e 4 item ciascuno per l'area dei ruoli e per quella delle regole. Lo strumento viene presentato al soggetto (età≥12) intervistato sia nella forma reale che in quella ideale. La somma dei punteggi grezzi espressi su ciascun item fornisce un punteggio finale di coesione e uno di adattabilità. Viene poi determinata la collocazione in uno dei 16 tipi familiari individuati da Olson. Sono i valori estremi delle due dimensioni che indicherebbero un funzionamento problematico. Secondo Olson la differenza tra normalità e patologia è connessa alla durata della modalità di funzionamento scelta, alla sua flessibilità o stabilità nel tempo: è la rigidità nel mantenimento di una certa modalità a marcare le situazioni patologiche con il conseguente depauperamento del repertorio di schemi di relazione disponibili. Uso clinico del Faces L'intervento sulla coesione può avere un'influenza anche sulla dimensione dell'adattabilità. Un obiettivo del clinico può essere intervenire sulla comunicazione. Per ogni individuo si ottiene un punteggio finale di coesione e di adattabilità, e un indice di discrepanza per entrambe le dimensioni (media delle 2 discrepanze)→ livello di soddisfazione/insoddisfazione circa la propria famiglia.

LA PARENT ADOLESCENT COMMUNICATION SCALE, PACS Ideata da Barnes e Olson, descrive la comunicazione tra genitori e figli. Secondo gli autori, buone capacità di comunicazione consentono alle coppie/famiglia bilanciate di cambiare i propri livelli di coesione e adattabilità più facilmente di quelle estreme. Inoltre, la comunicazione positiva faciliterebbe la capacità del sistema di spostarsi verso livelli più soddisfacenti di coesione e di adattabilità. Per quanto riguarda le famiglie con adolescenti, le percezioni di entrambi i genitori tendono a essere significativamente più positive di quelle espresse dai figli, mentre questi ultimi mostrano una maggiore severità circa la percezione del dialogo con gli adulti. Descrizione dello strumento È uno strumento self-report, scala Likert di 20 item a 5 punti. La forma per gli adolescenti è predisposta in 2 versioni: una relativa alla comunicazione che il ragazzo percepisce di avere con la madre e una con il padre. I genitori rispondono separatamente alla percezione che hanno della comunicazione con il figlio. Quest'organizzazione consente di cogliere gli elementi di reciprocità o di discrepanza all'interno delle diadi familiari. Permette inoltre di ottenere dei punteggi relazionali oltre che delle percezioni individuali. 2 subscale di 10 item ognuna: apertura della comunicazione (empatia, comprensione, soddisfazione relazionale) e problematicità della comunicazione (assenza di condivisione, negatività della relazione, selettività degli argomenti trattati). Stesse indicazioni del Faces III. Naturalmente vengono ottenuti 4 punteggi per ogni nucleo familiare.

LA DYADIC ADJUSTMENT SCALE, DAS Perché una diade possa essere considerata coppia deve poter condividere 3 importanti processi relazionali: sessuale, emotivo e sociale. Questi processi risultano legati da un rapporto di causalità circolare→ un adeguato/non adeguato funzionamento di uno dei tre si ripercuote sugli altri. Una relazione per essere considerata funzionale deve contenere due aspetti fondamentali: l'affiliazione/attaccamento e l'individuazione. Un concetto ricorrente nello studio delle relazioni intime tra partner è quello di marital quality che si riferisce a una valutazione soggettiva della relazione di coppia: è necessariamente connesso al funzionamento della coppia nel corso della sua esistenza ed è omnicomprensivo di costrutti quali l'adattamento, la felicità e la soddisfazione coniugale. L'adattamento coniugale rimanda all'equilibrio inteso in termini di flessibilità e cambiamento che ogni relazione di coppia dovrebbe possedere per far fronte ai cambiamenti imposti dal ciclo di vita familiare. Il costrutto dell'adattamento si riferisce fondamentalmente a quei processi indispensabili affinché una relazione sia funzionale e armoniosa e si esprime attraverso fattori interagenti tra di loro (consenso diadico, coesione diadica, espressione affettiva, soddisfazione diadica). La soddisfazione coniugale è da considerarsi una dimensione fondamentale del costrutto di adattamento. Andamento ad U della soddisfazione coniugale. Ciò che differenzia le coppie funzionali da quelle disfunzionali è la capacità di affrontare la conflittualità in maniera costruttiva e non distruttiva. Bowen→ contratto emotivo fraudolento: primo contratto che caratterizza l'inizio del matrimonio in cui ognuno dei due partner si preoccupa della felicità e del benessere dell'altro. Possiamo distinguere due legami che una persona può intrattenere con un'altra: legami funzionali (legami tra due persone che interagiscono e che, in caso di sostituzione di uno dei due partner, non implicano un blocco

dell'interazione in quanto il sostituto può assolvere alle funzioni del membro mancante) e legami ontici (basati sulla dipendenza dal legame con l'altro, che diventa controparte essenziale del proprio sé, al di là di qualsiasi interazione possibile). Descrizione dello strumento Strumento self-report che misura l'adattamento generale di ciascun partner alla relazione di coppia e la percezione soggettiva della qualità del rapporto. 32 item. I risultati totali (adattamento diadico) vengono suddivisi in 4 sottoscale: consenso diadico, soddisfazione diadica, espressione affettiva, coesione diadica. Poiché ciascun item appartiene a diverse sottoscale, solo dalla sommatoria del punteggio delle sottoscale si ricava un punteggio totale che misura l'adattamento di coppia. L'adattamento può essere inteso come processo (dimensione temporale) o come valutazione qualitativa dello stato della relazione. Lo strumento si rivela utile per la diagnosi, la prognosi e la terapia della patologia delle relazioni intime. Un ambito di applicazione è rappresentato dallo studio dell'adattamento diadico in relazione alla sessualità, alla disfunzione della relazione maritale connessa alla personalità dei partner, all'intelligenza emotiva, o in relazione a patologie della prole, o in associazione allo stile di attaccamento. Qualora si utilizzi lo strumento in ambito di ricerca, oltre a garantire l'anonimato ai partecipanti, è spesso utile che i soggetti non siano a conoscenza dell'obiettivo della ricerca per evitare fenomeni come quello della desiderabilità sociale. Per il trattamento dei dati si possono seguire due linee: le norme proposte da Spanier o quelle del gruppo di ricerca di Gentili & co. Nel primo caso si trasformano i punteggi grezzi in punteggi standardizzati. Nel secondo, è sufficiente effettuare un confronto tra le medie e le ds di un dato campione di ricerca con le medie e le ds proposte dal gruppo di ricerca. La Das non offre degli specifici profili in cui classificare i soggetti. Si parla solo di adattamento alto/medio/basso.

IL COMMUNICATION PATTERNS QUESTIONNAIRE, CPQ La comunicazione è considerata predittiva della qualità della relazione. Andrew Christensen→ pattern demand/withdraw: un partner fa pressione sull'altro con richieste, soprattutto emozionali, con lamentele e critiche continue (ruolo assunto prevalentemente dalle mogli in coppie disfunzionali), mentre l'altro sembra difendersi attraverso il ritiro, l'allontanamento, l'inattività passiva (ruolo tipico nei mariti). Chi è nel ruolo di demanding generalmente richiede maggior vicinanza; colui che è nel ruolo di withdrawing esprime il desiderio di maggior separatezza e autonomia nella relazione. Il comportamento di demand è disfunzionale, in quanto ha come effetto l'allontanamento e la distanza del partner. Jacobson e Gottman correlano il costrutto dell'intimità a quello del potere. Wynne considera l'intimità come un'esperienza relazionale soggettiva che può essere asimmetrica e complementare con una persona che si apre più dell'altra. Alta correlazione tra il pattern descritto e l'insoddisfazione di coppia. Le coppie caratterizzate da questo schema interattivo sono coppie con alto livello di stereotipizzazione dei ruoli legata al genere e con un alto rischio di deterioramento del livello di soddisfazione, perché le gestione del conflitto si polarizza e si irrigidisce nel tempo rendendo difficoltosa una sua gestione e la successiva risoluzione. Questo schema di comunicazione potrebbe aiutare a comprende le dinamiche delle relazioni di coppia caratterizzate da legami violenti. Bowlby→ nelle scene di violenza domestica, ciascun partner è profondamente e angosciosamente attaccato all'altro e ha sviluppato una strategia coercitiva per tenere l'altro sotto controllo e impedirgli di andarsene. Ogni partner è incline a sottolineare quanto l'altro abbia bisogno di lui/lei, negando al contempo il proprio bisogno del partner. Descrizione dello strumento Strumento self-report di 35 item che valuta le coppie in base all'uso di diverse strategie di interazione durante una situazione caratterizzata dalla gestione di un conflitto. Si valutano gli schemi di interazioni durante 3 fasi: quando sorge un problema nella relazione (4 item), durante una discussione su un problema che riguarda la relazione (18 item), dopo una discussione di un problema che riguarda la relazione (13 item). Scala Likert a 9 punti. Alcuni item indagano modalità di interazione simmetrica e paritaria, altri si riferiscono a modalità complementari. Si pone l'attenzione in particolare su 3 modalità di interazione: lo schema di interazione demand/withdraw, la comunicazione costruttiva reciproca (confronto, accettazione e comprensione dei punti di vista dell'altro, impegno per la cooperazione), l'evitamento della discussione (ruolo attivo nel ritirarsi). Queste ultime due costituiscono anche 2 delle sottoscale del Cpq; le altre 3 sottoscale sono: sottoscala della quantità totale di comunicazione demand/withdraw, sottoscala uomo demand/donna withdraw, sottoscala donna demand/uomo withdraw. Viene considerato un buon strumento diagnostico. Esiste una forma abbreviata del Cpq costituita da 8 item. Nel contesto della ricerca viene impiegato nell'individuazione della consistenza cross-culturale di determinati pattern di interazione in culture molto diverse tra loro. Viene utilizzato come strumento in grado di evidenziare gli effetti che l'appartenenza a un genere, i diversi livelli di adattamento della coppia, il fatto di essere una coppia in via di separazione o meno o l'essere una coppia in cui agiscono dinamiche di violenza agita possono avere sulla gestione di un conflitto nella coppia. La somministrazione dello strumento può coinvolgere anche solo un membro della coppia.

Ciascun soggetto ottiene 6 punteggi, uno per sottoscala.

PARTE QUARTA – I METODI GRAFICI Sono 3 i filoni tradizionali entro cui si possono distinguere gli studi psicologici sul disegno: quello che cerca la corrispondenza tra disegno e stadi di sviluppo del pensiero, quello che guarda al disegno come arte, quello che indaga le relazioni tra disegno e assetto della personalità. Nella prospettiva psicoanalitica il gioco e il disegno di rivelano strumenti d'espressione inconscia al pari delle libere associazioni e dei sogni per l'adulto. Questo rende possibile un percorso terapeutico con soggetti la cui età impedisce il pieno ricorso alla comunicazione verbale. Il disegno e la pittura sono arti rappresentative in grado di favorire il contatto con gli stati profondi della mente. Il disegno è il risultato di 2 processi fondamentali della personalità umana: la dinamica della percezione, inerente il rapporto soggetto/mondo esterno, e la creatività personale, che riguarda il mondo interno. Il disegno come mezzo di espressione simbolica rappresenta il tramite tra la pulsione inconscia, la rappresentazione mentale e l'effettiva realtà. Si può analizzare la proiezione nel disegno attraverso 4 livelli: 1. livello espressivo→ scelta di forme, colori, tratto; 2. livello proiettivo→ stile generale della raffigurazione che riflette una visione d'insieme della personalità; 3. livello narrativo→ analisi del significato manifesto; 4. rapporto tra disegno e inconscio→ analisi sia delle scelte formali sia di quelle contenutistiche. Il disegno come tecnica proiettiva: evoluzione storica dei metodi proiettivi Si è solito datare l'inizio delle tecniche proiettive nel 1904, con l'introduzione, da parte di Jung, nel trattamento psicoanalitico della tecnica delle libere associazioni come rilevatore di problematiche affettive individuali. 1921: test di Rorschach; 1935: Tat... Frank definì la proiezione come il processo con cui il soggetto organizza e struttura un'esperienza proiettando su questa la sua esperienza interiore passata, che è parte della struttura stessa della sua personalità. Metodi proiettivi: fenomeni mentali vaghi e non strutturati che portano il soggetto a collocare all'esterno parti della propria persona. I test proiettivi sono basati sul processo della percezione e della proiezione. 4 tipologie fondamentali di proiezioni: 1. proiezione attributiva→ tendenza dell'individuo a spostare inconsciamente su un altro caratteristiche sue (positive

e negative) di cui il soggetto ha consapevolezza. 2. Proiezione difensiva→ attribuzione all'altro di sentimenti che il soggetto ignora o rifiuta in se stesso. 3. Proiezione razionalizzata→ tendenza dell'individuo a deformare la realtà esterna per giustificare un proprio modo

di essere, un comportamento o stato d'animo. 4. Proiezione autistica→ soddisfazione allucinatoria di certi bisogni, dove il soggetto più che percepire, crea. Le tecniche proiettive Appartengono alla classe dei test di personalità, che sono strumenti finalizzati all'applicazione di un modello diagnostico-interpretativo il cui scopo è valutare ogni persona rispetto a se stessa e al suo punto di partenza, facilitandone la comprensione e formulando delle previsioni individualizzate di comportamento. 1. Tecniche costitutive→ il soggetto attribuisce una struttura, una forma a un materiale non strutturato (Rorschach); 2. tecniche costruttive→ materiale già strutturato che il soggetto deve organizzare in una forma più ampia; 3. tecniche interpretative→ il materiale costituisce una forte qualità affettiva che il soggetto deve interpretare (Tat); 4. tecniche di completamento→ lo stimolo è l'elemento di un insieme che il soggetto deve completare (test di

completamento di frasi); 5. tecniche catartiche→ presupposto: il soggetto nella situazione-stimolo carica di affettività ha la stessa reazione

emotiva che avrebbe nei confronti di una situazione simile sperimentata nella sua vita (psicodramma). 6. tecniche grafiche→ tra le tecniche proiettive vere e proprie e i metodi espressivi (test della famiglia). Per rilevare gli aspetti inconsci e profondi della personalità, i metodi proiettivi devono utilizzare stimoli proiettivi ambigui, non familiari e significativi. L'ambiguità dello stimolo attiva i sistemi motivazionali, cognitivi e i diversi meccanismi di difesa. I criteri per determinare l'ambiguità di uno stimolo sono il suo impoverimento fisico e le differenti decodificazioni. Il motivo per cui lo stimolo dev'essere sconosciuto risiede nel fatto che il trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo disorienta il soggetto e lo espone alla sensazione di un'assenza. Il soggetto, nel tentativo di dare una forma nota a ciò che è sconosciuto, attiva uno stato regressivo, che lo porta a rivivere la relazione strutturatasi con l'oggetto primario. Tenta quindi di risolvere l'ansia suscitata dallo stimolo sconosciuto e di riempire il vuoto che si crea tra sé e lo stimolo, ricorrendo all'evocazione del già vissuto. Per questo le risposte date allo stimolo proiettivo rivelano il mondo interno e inconscio del soggetto e la struttura di base della sua personalità. Ciò permette di valutare la qualità della relazione con gli oggetti interni, la capacità di gestire l'ansia di fronte alla frustrazione, i meccanismi di difesa abitualmente utilizzati, il grado di integrità e forza dell'Io. La consegna è il meno direttiva possibile. I metodi proiettivi non sono test di personalità in senso analitico (come i questionari) ma in senso sincretico, cioè non

hanno il compito di misurare dei tratti, bensì di descrivere una struttura. Criteri generali di somministrazione delle tecniche proiettive 1. Le istruzioni devono essere generali e semplici per non influenzare l'interpretazione dello stimolo. 2. Atteggiamento di neutralità dell'esaminatore. 3. La batteria di test somministrata deve contenere almeno una tecnica strutturale (rileva modi di percezione, stili

cognitivi, struttura di personalità) e una tematica (rileva i contenuti significativi di personalità: desideri, natura dei conflitti...).

4. Effettuare un'inchiesta alla fine dell'esecuzione del test.

IL DISEGNO SIMBOLICO DELLO SPAZIO DI VITA FAMILIARE, DSSVF Danuta Mostwin, anni '70, America. Fondamenti teorici che permettono alla Mostwin di creare questo strumento: Lewin→ teoria di campo; teoria generale dei sistemi→ è il “dover stare insieme” che determina la ristrutturazione del campo; interazionismo simbolico→ simbolo come qualcosa che tiene insieme diverse parti, la famiglia ha in comune un patrimonio simbolico che la tiene legata. Tre elementi importanti dello strumento: prospettiva spazio-temporale, teoria della complessità, teoria della forma e della configurazione. Il disegno simbolico dello spazio di vita familiare è stato revisionato dal centro studi della Cattolica di Milano e l'approccio utilizzato è relazionale-simbolico. La relazione viene osservata sia a livello clinico sia attraverso l'analisi dei legami segnati tra i diversi soggetti disegnati. Il simbolo costituisce la matrice di senso dell'accadere intrapsichico, individuale e familiare. Attraverso i tre livelli interattivo, relazionale e simbolico si costruisce la conoscenza della famiglia e si sviluppa l'intervento con o sull'oggetto familiare. Livello interattivo→ si osserva l'interazione nel qui ed ora. Livello relazionale→ una sorta di matrice di significato universale, qualcosa che ipotizziamo essere costitutivo in modo generalizzato della nostra specificità come persone. Livello simbolico→ dare un contenuto al registro simbolico. 2 categorie: fiducia/speranza, giustizia/lealtà. Pensare alla famiglia come a un'organizzazione di legami che si gioca attorno a un compito di fondo. Descrizione dello strumento È una tecnica grafico-proiettiva, categoria degli strumenti osservativi. La somministrazione può essere individuale, diadica o familiare. La doppia somministrazione permette di valutare i cambiamenti nel tempo dell'organizzazione familiare. Ogni partecipante usa un colore diverso. La consegna prevede di rappresentare dove ci si sente nel qui ed ora, le persone significative, i fatti organizzativi o psicologici importanti, la qualità dei rapporti. L'interpretazione dei dati avviene su due livelli: grafico-simbolico e relazionale (dimensioni verbali e non verbali emerse). La valutazione globale esamina il livello grafico-simbolico nel suo insieme. La valutazione elementistica esamina prima la produzione grafica (ogni singolo elemento) e poi la dimensione relazionale. È necessario leggere il dato grafico senza mai prescindere dal contesto relazionale di riferimento, e quindi dalla storia familiare. Campi applicativi Ambito clinico: sia come risorsa per osservare l'organizzazione della famiglia, sia per rilevare eventuali sue risorse e difficoltà presenti nel qui ed ora. Come strumento diagnostico→ misurazione del livello di coesione della famiglia, accordo sulle diverse percezioni dei membri, comunicazione di ogni membro familiare. Permette di conoscere gerarchie, confini e triangolazioni. Ambito di ricerca: particolarmente utile nell'incontro con famiglie in determinate fasi di transizione del ciclo di vita; studio di particolari configurazioni familiari.

IL TEST DELLA DOPPIA LUNA Concetto di doppia appartenenza→ situazioni in cui l'individuo sente di far parte di due nuclei familiari, tali da farlo sentire parte sia dell'uno che dell'altro. La doppia luna risulta di particolare utilità in tutte quelle complesse situazioni familiari caratterizzate dal tema del doppio: famiglie affidatarie, adottive, nuclei separati o ricomposti, famiglie che hanno subito la perdita di un membro→ situazioni in cui appaiono di interesse clinico i temi dell'appartenenza, dell'assenza e dei confini familiari. Concetto di confine→ dimensioni di tensione e di movimento. Si ricordi la classificazione dei confini di Minuchin. I confini implicano due componenti: quella dei ruoli (confini tra sistemi) e quella della vicinanza (confini interpersonali). Inoltre, parlando di confini, bisogna tenere a mente le componenti cognitiva, affettiva ed etica (debiti di lealtà) di questi. La doppia luna È nato per sopperire a una mancanza del Dssvf→ questo test, utilizzando un solo cerchio, ipotizza una sola famiglia, quindi non è adatto per andare a indagare il conflitto di lealtà-appartenenza che un soggetto sperimenta nei casi in cui sente di far parte di più nuclei simultaneamente. Il materiale del test comprende una lavagna o un foglio con un solo rettangolo disegnato, che rappresenta il mondo della persona/coppia/famiglia; lo spazio esterno al rettangolo è ciò che

sta fuori da questo mondo. Consegne: disegnare se stesso, disegnare le persone importanti, delimitare con un cerchio le persone che fanno parte della stessa famiglia, chiedere dove può essere collocato un elemento mancante, chiedere cosa cambierebbe nel disegno potendo avere una bacchetta magica. Anche qua, due possibili valutazioni: una globale e una elementistica. Greco individua 6 modalità di doppia rappresentazione che forniscono informazioni sulle strategie cognitivo-affettive usate per risolvere eventuali conflitti di lealtà ai nuclei familiari a cui si appartiene: insieme intersezione, raddoppiarsi, unico insieme, schieramento del soggetto, una famiglia per ogni persona, estraneità rispetto a entrambi i poli. Ambiti di applicazione del test Ai bambini in case-famiglia, a famiglie adottive, fase di formazione della coppia, separazione coniugale, famiglie ricostituite, famiglie immigrate, uso clinico del test in un contesto di terapia familiare

IL TEST DEL DISEGNO DELLA FAMIGLIA Il presupposto teorico dello strumento è il modello psicoanalitico, che evidenza sempre di più la matrice relazionale della mente. Controverse sono le ipotesi circa le modalità attraverso cui avviene il processo di interiorizzazione; le varie posizioni sono accomunate però dall'idea che le relazioni oggettuali interne non corrispondono necessariamente alle relazioni reali esperite dal soggetto. Il test in questione è uno strumento proiettivo di osservazione e codifica delle relazioni interiorizzate. La rappresentazione che un soggetto fa di una famiglia è considerata il prodotto di una costruzione, l'espressione di un meccanismo più fluido dei cicli di proiezione e introiezione in cui le rappresentazioni delle relazioni interne di natura fantastica vengono costantemente proiettate sul mondo esterno e le percezioni di figure reali nel mondo esterno si mescolano alle immagini proiettate. Descrizione dello strumento Prevede solo una consegna individuale. L'uso con gli adulti pone all'esaminato la necessità di scegliere tra la famiglia di origine e quella attuale. Facile somministrazione e difficile interpretazione. Quest'ultima comincia durante il colloquio col disegnatore. Codifica dei risultati 1. Livello grafico

Rivela le disposizioni affettive del soggetto. 1. Tratto

1. Ampiezza del tratto→ linee tracciate in maniera ampia: estroversione; linee strette o corte : introversione.

2. Forza del tratto 1. Spessore→ tratto forte: forti pulsioni, audacia, violenza, liberazione istintuale; tratto debole: pulsioni

deboli, dolcezza, timidezza, inibizione degli istinti. 2. Pressione (livello di pulsionalità)→ pressione media e costante: stabile e buon adattamento dell'Io

all'ambiente; pressione discontinua: instabilità emotiva; pressione molto forte: elevata aggressività; pressione debole: possibile depressione.

3. Impronta sulla carta 2. Stereotipie: tratti simmetrici ripetuti ritmicamente, atti a significare che il soggetto inibisce la propria

spontaneità e si sente costretto da regole. 3. Linee→ linee prevalentemente dritte: razionalità, rigidità emotiva; linee arrotondate: flessibilità, sensibilità;

linee verticali: determinazione; linee orizzontali: debolezza; linee graticolate: conflittualità interiore. 4. Ombreggiature: tutte le sfumature che mettono in ombra o in evidenza alcune parti del corpo dei personaggi

denunciano la presenza di una forte angoscia relativamente al personaggio ombreggiato. 2. Livello formale

Si cerca di capire l'immagine della famiglia nella sua globalità. Strutture formali: 1. tempo (totale e di latenza). 2. Collocazione→ foglio come ambiente in cui il soggetto si situa. Parte inferiore del foglio: zona degli istinti

primordiali di conservazione della vita, zona elettiva dei depressi, sentimenti di inadeguatezza. Collocazione nella parte alta del foglio: espansione vitale, fervida immaginazione, tendenza all'idealizzazione e all'infantilismo. Zona di sinistra: passato, indice di regressione e di introversione. Zona di destra: avvenire, indice di progressione, di estroversione. Zona centrale: buon adattamento all'ambiente, realismo, sicurezza.

3. Dimensione→ normalità: 2/3 del foglio 4. Direzione→ di solito posizione frontale. Personaggi di profilo: tendenza all'evasività e difficoltà di

comunicazione interfamiliare. 5. Staticità→ rigidità, forte inibizione, super-Io molto severo. Movimento→ buon adattamento, estroversione,

capacità comunicativa. 6. Stili di esecuzione→ sensoriale (soggetti vitali, spontanei, attenti al clima familiare in termini di calore) o

razionale (difficoltà a entrare in contatto con la propria famiglia interna).

3. Livello di contenuto Interpretazione di Castellazzi→ 2 livelli: analitico, sintetico. Nell'analitico si fa il confronto tra famiglia reale e famiglia rappresentata attraverso diversi indici: numero di personaggi disegnati, personaggi aggiunti, personaggi omessi, famiglia sottocoppia, coppia genitoriale nettamente staccata dai figli, famiglia in cui è dominante la madre o il padre, ordine di esecuzione dei vari personaggi, collocazione dei personaggi, presenza di particolari oggetti, elementi paesaggistici, disegnare i figli di età più piccola rispetto a quella anagrafica. L'interpretazione sintetica consiste invece nella valutazione del disegno nella sua globalità: atmosfera familiare, disegnare la propria famiglia reale, disegnare la famiglia dentro un contenitore, disegnare la famiglia che fa il girotondo, o mentre sta facendo una fotografia, disegnare i personaggi in modo scarsamente differenziato, omissioni di parti del corpo, famiglia composta da animali, famiglia a contenuto fantastico. Interpretazione di Tambelli, Zavattini e Mossi→ valutazione del disegno in base a 9 scale: 4 nominali (scala identificazione, vicinanza, dei soggetti aggiunti, dei soggetti mancanti) e 5 ordinali/a intervallo. Queste ultime hanno la funzione di rendere misurabile in maniera più oggettiva possibile l'affettività delle relazioni tra il soggetto e gli altri componenti del nucleo familiare. Sono: valorizzazione, priorità, grandezza, rilevanza, toni emotivi.

Campi applicativi In campo di ricerca, viene utilizzato come strumento per ottenere informazioni sul modularsi della nozione stessa di famiglia, in relazione all'ambiente culturale e sociale in cui è inserita. È stato utilizzato inoltre per indagare la rappresentazione che i bambini di scuola elementare hanno del rapporto coi loro genitori; per indagare le dinamiche familiari e individuali sottese al periodo di latenza; per indagare l'espressione grafica dell'anoressia attraverso l'analisi dei disegni prodotti da un campione di anoressiche.

ottimo riassunto! complimenti all'autore!
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