Riassunto L. Bagnoli, “Manuale di geografia del turismo. Dal Grand Tour ai Sistemi turistici”, Sintesi di Geografia Del Turismo. Università degli Studi di Milano-Bicocca
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Riassunto L. Bagnoli, “Manuale di geografia del turismo. Dal Grand Tour ai Sistemi turistici”, Sintesi di Geografia Del Turismo. Università degli Studi di Milano-Bicocca

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Riassunto da capitolo 1 a 6. Riassunto delle parti più essenziali
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GEOGRAFIA DEL TURISMO

CAP. 1.2

ANNI 30

• I geografi italiani si occupano di turismo

• Economisti notano i benefici delle transazioni finanziare

• I sociologi si occupano di inquinamento sociale

Prime pubblicazioni di geografi:

• Monografia di Toschi su Taormina (1936)

• Cattolica di Mori (1942)

Dopo la WWII i geografi italiani iniziano a formulare schemi interpretativi generali, sulle cose comuni.

Toschi fu il primo autore ad affrontare il fenomeno turistico a livello metodologico nel 1947. Elaborò delle considerazioni tenendo conto degli aspetti umani: fisici, biologici, psicologici, culturali, ecc. e delle conseguenze ambientali e sociali.

Toschi diede un impostazione alla geografia del turismo che sottolineava che il fenomeno turistico vedeva come oggetti di indagine:

• Regione outgoing: quella di partenza

• Regione di transito

• Regione incoming: quella di destinazione

Nel 1957 al XVII congresso geografico italiano svoltosi a Bari, Toschi presenta una relazione generale sulla geografia del turismo e quest’ultima entra a far parte degli studi geografici.

Le cinque principali branchie che si sono occupate di turismo sono:

1. Geografica economica:

• Nice: aspetto economico del turismo collegato alle caratteristiche industriali

• Merlini: studio del trasferimento del denaro che il turismo induce da una regione all’altra

• Muscarà: domanda e offerta nei servizi turistici

• Valussi: studio sugli effetti che il turismo può avere sullo sviluppo economico di una regione

2. Geografia politica: (Pollice – Dell’Agnese – Ruspini – Borghi) si analizzano le politiche del turismo, gender e post-colonial

3. Geografia umana:

3.a.Nice: diffusione del benessere e della scolarizzazione, degrado sociale e ambientale

3.b.Innocenti: impatto del turismo sulle comunità locali

3.c.Balestrino: Spiegò come lo spazio turistico sia una creazione umana in presenza di opportunità ambientali

4. Geografia ambientale:

3.d.Ferro: pianificazione paesistica nelle regioni turistiche

3.e.Muscarà: difesa del paesaggio dall’aggressione del turismo

3.f. Schimdt – Scanio: studi sul turismo sostenibile

5. Geografia Percettiva:

3.g.Corna Pellegrini: importanza dell’immagine turistica nella società post industriale – considera la realtà geografica non come oggettiva, ma nell’immagine soggettiva di chi la percepisce e di chi la presenta.

3.h.Brusa: uno studio sulla geografia della percezione turistica del Varesotto

3.i. Minca: che propone lo spazio turistico come spazio effimero

3.j. Agnese: concentra la sua attenzione critica sul post turismo

1.3

Ruocco definisce nel 1968 il termine GEOGRAFIA:

Studia la diversa distribuzione e combinazione sulla superfice terrestre dei fenomeni che ne modificano i caratteri fisionomici e influiscono nel contempo sulla vita operosa dell’uomo.

Zanetto definisce nel 1996 il termine TURISMO:

Laddove un consumatore si reca per tornare sui suoi passi dopo un certo periodo, breve abbastanza per non costringerlo a prendere una casa, ma lungo abbastanza per richiedere i servizi fondamentali.

È quindi uno spostamento dal carattere non permanente ma ha una ricorrenza e periodicità che richiede strutture permanenti. Uno spostamento fuori casa senza scopo di lucro per almeno 24h per tempo libero o ricreazione.

Corna Pellegrini definisce nel 1968 il termine REGIONE TURISTICA:

Una regione turistica (passiva) è un lembo di territorio capace di attirare flussi costanti o periodici e cosmopoliti di persone che vi trascorrono parte del loto tempo libero spendendo soldi percepiti altrove. I servizi risultano qualitativamente diversi e quantitativamente superiori da quelli richiesti dai cittadini locali.

Una regione passiva ha una presenza di elementi unici, ha dei flussi di denaro e ha uno sviluppo di attività economiche turistiche e nell’indotto.

Ruocco definisce nel 1976 la GEOGRAFIA DEL TURISMO:

La geografia considera il turismo come espressione e misura della capacità degli uomini di organizzare lo spazio, rispettando la natura; lo considera come fattore di sviluppo regionale e per tanto analizza le regioni turistiche per valutarne le prospettive.

1.4

La geografia più moderna si sofferma su come viene percepita soggettivamente dagli individui delle diverse società.

Il concetto di base della geografia del turismo post moderna è il luogo definito come: categoria interpretativa fondamentale, costruita e ricostruita per dare significato allo spazio in cui si agisce – il contesto simbolico che noi elaboriamo per agire nel mondo.

Villamira e Manzotti nel 2003 definiscono il concetto di PAESAGIO PSICOLOGICO:

Costituisce il nostro contesto e senza contesto non può esistere un soggetto: è una parte fondamentale di noi stessi, senza di esso non potremmo esistere.

Il luogo è un concetto soggettivamente complesso ed è costruzione mentale di chi entra in contatto con un territorio e interagisce con esso.

Una stessa porzione di territorio viene percepita in maniera diversa quanti sono i significati che si vogliono attribuirle in tempi e modi diversi.

Una località turistica deve essere percepita come luogo turistico cioè meritevole di essere visitato imponendosi sul mercato tramite un messaggio pubblicitario.

Bisogna quindi portare a conoscenza delle persone il luogo dapprima sconosciuto, che successivamente diventa luogo e infine luogo turistico.

Le regioni turistiche “non esistono più” mentre nell’era modera avevamo regioni attive e passive turisticamente parlando, ora nel post moderno, esistono tanti luoghi turistici quanti sono i soggetti che percepiscono turisticamente la stessa località.

TURISMO ATTIVO

Nel 1968 Defert teorizza 4 tipi di relazione tra bacini di domanda e bacini di destinazione:

1. Offerta e domanda concentrata in due poli

2. Domanda concentrata e offerta dispersa

3. Domanda dispersa e offerta concentrata

4. Offerta e domanda dispersa

Durante il boom del turismo tutti volevano la stessa cosa, oggi invece la domanda turistica è ampiamente diversificata.

Esempio 1:

Negli anni 60/70 lo sviluppo turistico della Liguria era facilitato dalla vicinanza alle aree industriali di Torino e Milano ed era quindi uno status andare in Liguria, cioè al mare.

Oggi, oltre al fatto che Milano e Torino sono diventate sia regioni outgoing che incoming, la Liguria è soggetta a turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Esempio 2:

St Moritz era una meta tradizionale per i VIP europei e americani. Oggi è invece meta di nozze per Indiani di ceti ricchi in quanto è tradizione e di buon auspicio. Non prediligono le montagne indiane in quanto sono pericolose.

Esempio 3:

Marabella, nella quale inizialmente si è avuto il fenomeno chiamato poi “Marbellizzazione” ovvero la proliferazione dell’edificato. Successivamente venne considerata come meta destinata a decadere ma ebbe una ripresa grazie al turismo russo.

Nel 1976 il sociologo MacCannel afferma “Rendiamocene conto, siamo tutti turisti”, da questa affermazione possiamo dedurre che tutto il mondo è una regione outgoing e oltretutto si può dire che tutto il mondo è una regione incoming perché non c’è lembo di terra dove un turista non sia arrivato e non si sia trovato a suo agio.

Questo porta ad una concorrenza fra destinazioni turistiche che viene combattuta utilizzando strumenti di: pubblicità, marketing e immagine. Ed infatti questa fu l’intuizione di Miossec che affermò che lo spazio turistico è soprattutto immagine. Immagine che si fanno i turisti e che danno gli organizzatori di vacanze.

Da questo si crea un dialogo tra regione outgoing e incoming soprattutto nei termini di immagine turistica.

E quindi l’immagine di un luogo, creata dalla cultura turistica dominante in un determinato momento storico, si pone come intermediario necessario fra turisti e operatori turistici e, rendendola reale per il turista, diventa nella riflessione post moderna oggetto principale di indagine della geografia turistica.

EVOLUZIONE DI CONCETTO DI REGONE

Realtà westfaliana = fenomeni culturali, politici e economici sono considerati discreti e possono essere separati con confini che distinguono spazi omogenei

Territorio (rete) = ambito risultante dalla continua composizione- scomposizione – ricomposizione di relazioni reticolari e di rappresentazioni sociali, culturali e economiche.

1.5 CENNI DI STORIA DEL TURISMO

EGIZI

Pellegrini si recano in località sacre nel mediterraneo in certi periodi dell’anno

GRECIA

La partecipazione ai giochi olimpici o le cure termali sono esempi di spostamenti periodici di persone con fini non commerciali o militari. Secondo la cultura greca l’ospite è sacro perché le sue

sembianze potevano nascondere una divinità.

ROMA ANTICA

Turismo termale e ludico. Il turismo viene favorito dallo sviluppo della viabilità, dalla diffusione del latino e dal periodo di pace (la Pax Romana). L’ospite ha una particolare tutela legale.

ALTO MEDIOEVO

• Pellegrinaggi

■ Cristiani: Roma, Santiago, Gerusalemme

■ Musulmani: La Mecca

• Clerici Vagantes = studenti universitari

ETA’ MODERNA

• Il rinascimento influenza i viaggi orientati alla conoscenza

• Progresso dei mezzi di trasporto sia terresti sia marittimi

GRAND TOUR (1600 – 1700)

La riscoperta della cultura classica porta molti studiosi, intellettuali, scienziati e semplicemente curiosi, nelle località dove essa è nata, lanciando così una moda turistica sfociata nel GRAND TOUR.

Il Grand Tour è un viaggio fatto dai rampolli dell’aristocrazia e alta borghesia inglese tra i 16 e 22 anni accompagnato da un precettore.

Il viaggio aveva una durata di 3 anni e toccava le principali città fulcro della cultura classica: Milano, Parigi, Genova, Venezia, Firenze, Roma, Germania, Paesi bassi.

Questo viaggio serviva a formare umanamente il ragazzo che poi sarebbe diventato uomo.

TURISMO ROMANTICO (1800)

Va alla ricerca dell’orrido e del sublime. E’ anche il momento del turismo marittimo invernale e estivo da Giugno a Settembre per sfuggire all’afa.

Fino al 1920- 1930 il turismo è elitario

TURISMO DI MASSA (DAL 1930)

Condizioni che causano il passaggio dal turismo d’élite a quello di massa:

• Il riconoscimento di ferie retribuite a lavoratori

• Il diffuso interesse economico

• La motorizzazione di massa

• Lo sviluppo dei trasporti intercontinentali

INTERNAZIONALIZZAZIONE DEI FLUSSI TURISTICI

In usa negli anni 50 - in Europa negli anni 60 – in Italia nel 80-90 a causa della vasta varietà di mete turistiche, il cambio di valuta sfavorevole e la moda.

EPOCA POST MODERNA: NUOVI TURISTI E POST TURISTI

Il nuovo turista: è un turista esigente nei confronti della qualità del servizio e dell’offerta culturale proposta e vuole essere protagonista e non solo consumatore (PROSUMER = protagonista + consumer) dell’esperienza turistica. Egli è il target principale del marketing turistico della nostra epoca perché offre potenzialità promettenti.

Il post-turista: è quel “tossicomane del divertimento” delineato da Messner (2002) che è conscio di vivere in un mondo che è diventato, perlomeno nella sua coscienza, tutto un unico parco divertimento.

Il turista tout court è il viaggiatore più comune oggi.

2.1 TURISMO E GEO ECONOMICA

Turismo dei grandi eventi: polarizzazione dell’attenzione del mondo su una o poche località per un periodo breve. Apporta benefici economici e politici, rilancio della città sul mercato, circolazione capitali, posti di lavoro, servizi, merci che aumentano l’attività turistica. Esempi (expo 2015 Milano – G8 Genova – Rio de Janeiro Mondiali di calcio).

Il turismo, come tutti i beni economici è caratterizzato da una domanda, da un’offerta e mercato. Tuttavia una peculiarità del turismo è che a differenza degli altri beni di consumo, l’offerta turistica non può spostarsi: essa deve essere apprezzata sul luogo. L’economia si spiega con il valore d’uso del sito geografico.

2.2 DOMANDA E OFFERTA TURISTICA

Caratteristiche di regioni/località turistiche:

1. Motivazioni turistiche: monofunzionali – polifunzionali

2. Distribuzione temporale: monostagionali – bistagionali – nonstagionali

3. Strutture ricettive: centri alberghieri – extra e para alberghieri – turismo residenziale

4. Capacità ricettiva: macrostazioni, stazioni intermedie, microstazioni

5. Tempo di permanenza: soggiorno – rapido scambio

6. Interesse

7. Area di attrattività: locale – regionale – nazionale – continentale

DOMANDA TURISTICA

Essa è principalmente funzione di alcune variabili fra le quali sono fondamentali: il reddito, la disponibilità di tempo libero, il livello culturale, la capacità di movimento, la moda, la sicurezza, il corso dei cambi di valuta.

Nella regione di incoming:

• In termini fisici.

• In termini di tasso di attività turistica, come rapporti tra numero di turisti e numero di abitanti.

• In termini di valore, attraverso l’ammontare della spesa turistica

Tempo medio di permanenza = Presenze / arrivi

Gli escursionisti sono coloro che non pernottano.

Questi turisti quindi non sono calcolabili in quanto non sono registrati, dunque si ricorre a dati stimati.

Nella regione di outgoing: (2 indicatori statistici)

Propensione netta: persone che hanno compiuto un viaggio in rapporto alla popolazione totale

Propensione lorda: numero di viaggi compiuti in rapporto alla popolazione totale

Nella regione di transito: dati dai valichi, caselli autostradali, porti, gate, funivie.

OFFERTA TURISTICA

L’offerta turistica viene espressa attraverso la misurazione quantitativa di posti letto negli alberghi, coperti nei ristoranti, ecc.

Essa è soprattutto in funzione del costo e oggetto soprattutto della qualità della manodopera. In funzione della disponibilità e del costo dell’area dove si vuole localizzare l’attività turistica, dall’accessibilità delle altre regioni, dell’attività promozionale e pubblicitaria.

Capacità ricettiva totale = numeri posti letto

EVOLUZIONE DOMANDA OFFERTA

Nella società industriale:

• Elevata stagionalità (agosto)

• Alta elasticità della domanda (se una famiglia ha pochi soldi evita il turismo)

• Alta elasticità dell’offerta (gestioni famigliari)

Nelle società post-industriale

• Stagionalità sempre minore

• Bassa elasticità della domanda (si tagliano altre spese)

• Bassa elasticità dell’offerta (grandi strutture ma rigide)

2.3 COMMERCIO

Flusso di merci generato dal turismo.

• Approvvigionamenti: maggiori rispetto alle necessità di una comunità locale normale – diversi dal punto di vista qualitativo rispetto ai gusti e le abitudini locali. Ci sono prodotti

importati che i turisti credono essere autentici e ideologicamente lo sono (es. carne di camoscio, se il prodotto fosse a km 0 si estinguerebbero in valle d’Aosta e alpi)

• Shopping: souvenir acquisti eccezionali o articoli di consumo

Nel 1992 Butler distingue tra:

• Tourism shopping: non hanno come scopo principale lo shopping

• Shopping tourism: finalità shopping

Rabbiosi ha analizzato il shopping tourism soffermandosi sul mondo dell’outlet village:

Si ha un’esperienza de territorializzata, viaggi con destinazione outlet. Questi viaggi non sono positivi per lo sviluppo locale in quanto i turisti rimangono all’interno dell’outlet e non visitano la città.

2.4 CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI

Transazioni finanziarie: i turisti spendono in luogo redditi percepiti altrove

• Turismo in uscita: turismo effettuato all’estero dai residenti di un paese (denaro in uscita)

• Turismo in entrata: turismo effettuato all’interno di un paese dai non residenti (denaro in entrata)

• Turismo domestico: turismo effettuato all’interno di un paese dagli stessi residenti (flussi di denaro interni – redistribuzione dei redditi)

Squilibri economici: c’è chi ha sfruttato il momento mentre altri hanno usufruito solo indirettamente. Per un equilibrio bisogna puntare all’occupazione.

2.5 MIGRAZIONI, OCCUPAZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Il turismo possiede la capacità di ottenere i flussi migratori di una regione qualunque si verifichi una crisi economica dovuta all’esaurirsi delle risorse economiche del territorio. Il turismo rivoluziona anche la distribuzione della popolazione attiva nei settori economici all’interno della stessa area.

Necessità di formazione di capitale umano idoneo al mercato turistico:

• Scuole formazione professionale

• Conoscenza 4 p del marketing (prodotto prezzo pubblicità place)

• Conoscenza delle regole del potere politico per i finanziamenti e conoscenze delle regole delle pubbliche relazioni

2.6 DISTANZE, TRASPORTI E VIE DI COMUNICAZIONI

Fra i principali fattori che determinano la “fortuna” di una stazione turistica vi è senz’altro la “distanza” che intercorre fra la località che si vuole di turismo passivo e le località di turismo attivo cui essa si rivolge.

Spazio / spazio-tempo / spazio-costo

3.1 TURISMO E GEOGRAFIA POLITICA

Scelte politiche che contribuiscono allo sviluppo turistico del paese.

Grandi eventi: inventano e reinventano luoghi.

1933 ascesa al potere di Hitler – 1936 olimpiadi a Berlino: diventa un evento di propaganda del Nazismo

1980: Olimpiadi a Mosca

1984: Olimpiadi a Los Angeles

2008: Olimpiadi a pechino – Inizialmente nel 1990 non le venne permesso per via del regime politico

3.2

Geografia politica: indaga sul binomio territorio-popolazione, studia caratteri e modalità, motivazioni per agire a livello politico territoriale.

Geopolitica:

Kjellen: Lo studio dello stato in quanto considerato come un organismo geografico come si manifesta nello spazio.

Toal: Geopolitica critica come approccio intellettuale

Delby: geopolitica come un processo di esclusione spaziale. Divisione spazio NOSTRO(uguali)/ LORO(diversi)

GOVERNO TERRITORIO – POPOLAZIONE

Governo si intende il potere politico legittimo di uno stato alle diverse scale e anche tutti quei soggetti di governance che assumono una funzione di direzione, orientamento e controllo dell’opinione pubblica.

Oggi è frequente il processo di empowerment attraverso il quale la società politica tende a riappropriarsi del potere decisionale originariamente delegato agli organismi istituzionali.

Una volta definito l’oggetto di studio, l’indagine grografico-politica studia tale aspetto sotto diverse prospettive:

• Nei suoi caratteri, cioè in cosa consiste un’azione politica di interesse geografico

• Nelle sue modalità, in che modo viene realizzata

• Nelle sue motivazioni, per quali cause o fini

• Nei suoi risultati, quali sono i vantaggi/svantaggi ottenuti.

L’azione di governo avrà come risultato un’organizzazione dello spazio diversa rispetto a quella che esso avrebbe assunto se non si fosse esercitata tale forza politica.

Un fattore geopolitico che ha conseguenze notevoli sul turismo è il sistema politico economico. Per esempio Paesi dell’est divisi dalla cortina di ferro, poi abbattuta ha fatto sì che oggi siano mete turistiche affermate. Alleanze o tensioni influiscono sul turismo.

Un altro fattore geopolitico è il sistema politico amministrativo:

Guerra fredda

Le aree militari sono incompatibili con il turismo mentre è contrario per il gioco d’azzardo. In oltre la valuta favorevole è un ottimo generatore di flussi turistici.

Per discorso geopolitico si intende l’insieme delle pratiche sociali attraverso le quali il mondo è dotato di significato – insieme di categorie, concetti e pratiche.

3.3 TURISMO SOCIALE

Il turismo sociale è un insieme di relazioni e di fenomeni che scaturiscono dalla partecipazione al movimento turistico del strati della popolazione aventi reddito modesto ai quali la partecipazione è resa possibile, agevolata da provvedimenti di carattere sociale. E’ quindi un turismo agevolato.

• Soggetti organizzatori: sindacato, sacerdoti etc…

• Principio di equità sociale/ economicità con modalità di uso del tempo libero

• Possibilità di godere del diritto sociale cioè il turismo

• Tutti possono essere turisti

• Riattivazione di alcune strutture in crisi

• Glociale: cioè globale e sociale. Il turismo è essenziale, etico e equo

3.4 SISTEMI TURISTICI LOCALI

Sono stati introdotti nel 2001 nella riforma del turismo. Il turismo è disciplinato sotto due principali dimensioni:

• Sistema: costituito da un set di elementi che formano una unità-base con 2 relazioni, una tra gli elementi stessi e una tra gli elementi e l’ambiente di cui essi sono parte.

• Locale: permette le interazioni face to face con l’ambiente.

Dati i mutamenti sociali e economici si preferisce una politica gestionale “bottom up” ovvero dal basso, dagli operatori, dagli attori stessi del turismo che si uniscono per progettare e mantenere tutto l’apparato turistico. Questo è stato formalizzato con l’art 5 della legge 135 sugli STL.

Gli elementi essenziali degli STL sono:

• Il territorio nella sua globalità che è esso stesso il prodotto turistico

• La comunità locale, costituita da imprenditori, istituzioni, enti e associazioni pubbliche, private o non profit che vengono chiamati in causa in quanto attori di sviluppo locale.

• Il progetto di sviluppo gestione condivisa delle finalità progettuali sulle quali è fondato.

La competenza principale degli STL è la realizzazione di progetti di sviluppo. La promozione dell’offerta turistica e la commercializzazione del prodotto turistico costituiscono l’attività accessoria dei STL.

3.5 SGUARDO DIVERSO: GENDER E POST COLONIAL STUDIES

Anche in geografia del turismo si sono affermati studi che si rifanno a teorie gender, post colonial, critical, animal, behavioral, popular, youth, etc.. che hanno ricoperto un importante ruolo in quanto

sono risultati utili al fine di rovesciare lo sguardo positioned che fino ad allora aveva caratterizzato gli studi geografici.

Questi studi hanno permesso la riscoperta degli aspetti soggettivi.

• Minca e Oakes hanno sottolineato la condizione paradossale vissuta dal turista in bilico tra: mondo reale e rapperentato, vissuto e visitato, oggettivo e soggettivo.

• Edensor e Minca: studio della performance del turista e comportamento in base ai luoghi,

• Hall: studio distribuzione reddito tra persone coniando pro-poor turism.

• Knudsen e Greer: studio sui significati, le immagini e narrative costruite sui luoghi.

• Corna Pellegrini: studio del sentimento di meraviglia provato dal turista.

• Borghi e Celata: studio del turismo normale o alternativo

• Schmidt di Friedberg e Borghi: studio dello spazio come costruzione sociale.

• Turco: studio del turismo come opportunità di cooperazione internazionale allo sviluppo.

TEORIA DEL GENDER

Anni 70: insieme degli attributi, caratteristiche psicoattitudinali e comportamenti che si ritengono adeguati per un uomo o donna come esseri sociali

Studi femministi: nasce dall’esclusione della donna negli ambiti sociali, politici e professionali (liberal feminism). Visione oggettivamente femminile (Radical femminism). Studi oltre alla dicotomia uomo/donna (queer theory)

Analisi dello spazio eteronormato: costruito intorno al comportamento sessuale appropriato.

Nel 2005 viene pubblicato il primo libro su turismo e genere (Dell’Agnese e Ruspini): vengono trattati temi di genere, differenza di percezione del paesaggio tra turista uomo e turista donna, costruzione di paesaggi femminili e maschili.

Inizialmente l’attività di viaggio era spesso attribuita al genere maschile, per formarli, mentre alle donne dovevano bastare gli spazi domestici.

Le prime donne a viaggiare che si ricordano ancora sono: la pellegrina Egeria e le alpiniste Marie Paradis e Lucy Walter.

Quando anche le donne incominciano a viaggiare, l’identità del turista maschio viene costruita attraverso viaggi più avventurosi, paesaggi aggressivi e forti mentre per le donne paesaggi rilassanti e tranquilli.

Iniziano poi anche le rappresentazioni di famiglie in vacanza dove ogni membro assume un ruolo sociale di genere ben determinato. (Padre accende il fuoco, madre riassetta la tenda)

Si iniziano poi ad avere distinzioni anche nei ruoli professionali: le donne hanno sempre ruoli marginali, mentre chef e direttori sono sempre uomini.

TEORIE POST COLONIALI (1800 – 1900)

Con il processo di decolonizzazione, si è passati da un colonialismo politico a uno economico. Se per “post” vogliamo attribuire il significato di “successivo”, postcoloniale significa relativo a tutto quel periodo temporale che segue il colonialismo dato per concluso; mentre se gli

attribuiamo il significato “oltre”, lo stesso termine appare relativo a tutto quanto il colonialismo ha lasciato sia in termini di eredità che di permanenza.

Per quanto riguarda l’impatto del colonialismo negli ambiti sociali, economici e ambientali si ha la gestione del turismo fatto da società europee in territori non europee. Gli stati in via di sviluppo sono ancora succubi delle società multinazionali occidentali ricordando così l’idea e la relazione del colonialismo.

Per quanto riguarda invece la permanenza di rappresentazioni turistiche degli spazi extra europei che si rifanno a modelli coloniali, si possono ricondurre a tre tipi principali di “miti globali”:

• Il mito delle terre senza tempo (cina di marco polo)

• Il mito degli abitanti sfrenati (carnevale di Rio)

• Il mito delle relazioni asimmetriche tra mondo sviluppato e in via di sviluppo (l’africa nera)

3.6 IL TURISMO DEL VOLONTARIATO

Definito anche come “volonturismo”. Sono persone che durante la loro vacanza fanno attività di volontariato organizzato per aiutare persone in condizioni di necessità, per tutelare o valorizzare l’ambiente.

Si distinguono in:

• Gap Year: un anno per giovani

• Career Break: pochi giorni per adulti.

Lo scopo iniziale di questo turismo è sociale, educativo e utile ma spesso è dannoso ed inutile perché c’è il rischio che diventi un business con organizzazioni a scopro di lucro affiancate a ONLUS

Per turismo politico intendiamo il turista allettato dalla lotta, ribellione, ideale di rivoluzione che non può vivere nel suo paese e che vuole evadere dal quotidiano. Politico perché sostiene ideali e cause dei popoli. Il turista si reca in zone calde e si schiera dal lato degli HOST o GUEST.

4.1 TURISMO E GEOGRAFIA UMANA

Nel 1856 Aquarone dovette tradurre la parola “tourist”, un tempo ancora non conosciuta, decise di tradurla per renderla comprensibile a tutti i lettori, in “elegante giramondo”. Dapprima l’italiano conosceva, tradotto dal francese touriste, solo il termine “torista”, diventato poi turista nel 1877.

L’ONU definisce TURISTA la persona che viaggia per ragioni diverse e che soggiorna per minimo 24 ore in una nazione o regione diversa dalla residenza.

Questa definizione distingue il turista da altri tipi di viaggiatori:

• Migranti: per problemi economici

• Profughi: per violazione dei diritti umani

• Escursionisti: Viaggiano in giornata e ritornano a casa la sera

Nel 2013 Rocca distingue il prototurismo come quel turismo di pellegrinaggi medievali o dei viaggi mitici degli eroi greci, dal turismo cioè nel senso più moderno del termine.

La prassi turistica è tipica delle società capitaliste perché producono e hanno reddito. Si crea l’esigenza di evadere dalla routine del lavoro.

Esistono diversi tipi di turisti con diverse esigenze e di conseguenza si sono creati diversi tipi di turismi:

4.2 TURISMO NATURALISTICO

Il turismo naturalistico nasce per un esigenza dell’uomo di tutelare l’ambiente minacciato dall’industrializzazione.

Il turista naturalista ricerca un habitat naturale, immerso nella natura selvaggia (wilderness): con il passare del tempo si è affermato il mito dell’integrità naturale dei luoghi visitati dai turisti e ricercati come territori vergini ed intatti, il turista va alla ricerca di un luogo non inquinato, dove l’uomo non ha lasciato tracce. Questo però è praticamente impossibile in quanto qualsiasi luogo è stato inquinato dall’uomo poiché basta anche solo il suo passaggio una sola volta.

Il turista cerca il contatto, dialogo con la natura ma è importante che il turista sia educato in modo da non distruggere e rispettare l’ambiente.

Tuttavia, il turismo praticato in maniera corretta, da turisti educati in alcuni casi può essere utile per il mantenimento di fauna e flora e per il recupero paesaggistico.

4.3 TURISMO ETNOLOGICO

Questo tipo di turista è alla ricerca del contatto con culture totalmente pure, autentiche, genuine, diverse dalla propria. Tuttavia però anche in questo caso è impossibile che vi siano culture intatte perché qualsiasi cultura è influenzata da altre o da fattori esterni come: flussi migratori, mezzi di comunicazione, mass media, programmi di sviluppo di governi.

Considerato che non esiste una cultura intatta, per autentico si individua un periodo storico di una paese con il quale il turista si crea una precisa immagine, o per esempio il turista vuole entrare in contatto con gli stereotipi dettati dall’industria dell’informazione, per cui il beduino è autentico se dorme in tenda e l’inuit è autentico se dorme nell’igloo, così come l’italiano deve suonare il mandolino cantando e mangiando pizza.

Si ha quindi una museificazione delle culture, un viaggio immaginario creato ad hoc dall’industria dell’informazione, per esempio il ballo tradizionale greco, il sirtaki, è stato inventato nel 1964 per il film Zorba il greco.

In oltre si ha una mercificazione della cultura, vengono venduti i souvenir, un ricordo originario del luogo come espressione della cultura, che spesso e volentieri è MADE IN CHINA.

4.4 TURISMO BALNEARE

Lozato-Giotart nel 1993 ha coniato il termine “turismo eliotropico e balneotropico” ovvero un turismo dove c’è il sole e dove si possono fare i bagni.

Inizialmente la pelle chiara era uno status symbol delle classi privilegiate poiché l’abbronzatura era tipica dei lavoratori e dei malati ti TBC. Anche i bagni in mare inizialmente venivano effettuati solo per scopi terapeutici. Solamente dopo la WWII diventa di moda essere abbronzati.

Si crea qui la teoria delle “S”

Inizialmente solo tre: sea, sun, sand. Successivamente si sono aggiunte sex e spirit e infine sport. Tutte assieme formano le caratteristiche che un luogo turistico deve avere.

4.5 TURISMO RURALE

Questo tipo di turismo si presenta sin dall’inizio come evasione dalla città calda e caotica dell’estate che non permette riposo adeguato. Così fin dai tempi dei romani esisteva la villeggiatura in campagna oppure ancora il Papa in vacanza a Castelgandolfo.

Si diffuse molto tra gli imprenditori nel periodo dell’industrializzazione, poiché tutti i cittadini dalle campagne si spostavano nei centri urbani per lavorare.

Tra gli anni 50 e 60 questo fenomeno si diffuse molto e si appiattì tra gli anni 70 e 80.

Nell’ultimo periodo il turismo si è avuta una riscoperta del turismo rurale sotto forma di agriturismo.

L’agriturismo nasce in ambito agricolo per rivitalizzare le aziende agricole con particolare regime fiscale. Diventano aziende turistiche di turismo alternativo di massa.

I turisti vengono distinti da Plog nel 1973 in:

• Turisti allocentrici: che preferiscono le aree non turistiche, cambiano luogo, minimo comfort, incontro con popoli e culture

• Turisti psicocentrici: destinazioni famose, attività rilassanti

Successivamente nel 2004 vengono riformulate queste categorie da dell’Agnese:

• Turistofobi: i viaggiatori in aree non turistiche, nuovi luoghi, alla ricerca dell’avventura

• Turistofili: non si pongono problemi, località di tendeza, non escono dalla loro evironmental bubble.

Alla luce di queste divisioni i luoghi turistici vengono creati anche in base a queste categorie.

4.6 TURISMO RELIGIOSO

Il turismo religioso è una prassi di tutte le fedi, infatti le destinazioni sono le città sante, i santuari, le tombe o i siti naturali.

I pellegrinaggi sono rivolti ai fedeli che vogliono avere un incontro con dio e con se stessi avendo un’esperienza che arricchisce spiritualmente e culturalmente.

Negli itinerari turistici oggi si sono aggiunti nei cataloghi delle diverse Opere Diocesane Pellegrinaggi anche itinerari classici (5 terre), destinazioni rivisitate (come l’argentina di papa Francesco) o esperienze come la giornata mondiale della gioventù.

Ogni religione attribuisce un significato particolare ad ogni luogo e l’esperienza solitamente comporta sforzo fisico e ricerca interiore. A volte è necessario che i luoghi di culto vengano sostituiti con degli altri luoghi di culto in quanto magari non è possibile raggiungerli perché si trovano in luoghi pericolosi. Questo avviene così che il fedele possa comunque avere un luogo di pellegrinaggio. Ed è per questo che si può considerare turismo virtuale.

SI può definire turismo virtuale religioso grazie anche alle ricostruzioni degli avvenimenti e dei luoghi come il presepe o la via crucis. Sono riproduzioni in stili e forme diverse ed estranee all’ambiente ma che richiamano la religione.

Talvolta il turismo virtuale, che riproduce un luogo in un altro, ricostruisce un sito che può causare concorrenza a quello originale poiché può essere molto efficace da soddisfare l’esigenza del turismo.

Oltretutto con internet si possono fare dei tour anche nei monumenti vendendo particolari che nella realtà non si potrebbero vedere o notare a causa di limitazioni dovute alla sicurezza.

4.7 TURISMO TERAPEUTICO E CULTURALE

Già Napoleone III trascorreva diversi periodi in località termali francesi, grazie alla sua presenza divennero poi mete ambite dall’aristocrazia e borghesia europea del XIX secolo.

Inizialmente era solo una soluzione terapeutica ma successivamente divenne una moda per distinguersi socialmente. Questa moda non si concentrava solo sulle località termali ma anche sulle località climatiche, iniziarono così a nascere gli stabilimenti elioterapici al mare e le colonie per l’infanzia in montagna.

Ai giorni d’oggi questo turismo ha subito una rimodernizzazione anche per ciò che concerne le località termali, che si sono reinventate come turismo del fitness. Infatti più che per curare malanni del corpo, oggi vengono utilizzate per rilassare la mente e rilassarsi psicologicamente. L’importante ora diventa liberarsi dello stress e tornare dalle vacanze riposati potendo raccontare di aver fatto pratiche alternative e rilassanti.

Così come il turismo culturale serve per accrescere la cultura, ma oggi è piuttosto una scusa per fare del turismo di svago e riposo.

Anche il turismo congressuale, si usa la scusa di invitare le persone ai congressi ma il fine è un altro, per esempio a Fidenza Village vengono fatti spesso dei congressi a nome libero che hanno la finalità, una volta terminati, di far girare l’outlet a chi vi ha partecipato. E anche le gite scolastiche ormai non hanno più un carattere puramente culturale, ma piuttosto sono create per divertirsi.

4.8 TURISMO DELLA MEMORIA

Il turismo della memoria è un turismo con il quale il viaggiatore cerca di tornare nel passato per rivivere un evento storico per diversi motivi. Vuole rifugiarsi nel passato per nostalgia e cerca di idealizzarlo. Vuole rivivere episodi storici, conoscere lo stile di vita o conoscere delle attività del passato.

Per esempio nel Giugni del 1859, durante la battaglia di Solferino, Henri Dunant assiste e rimane colpito dall’ingente numero di feriti, per ciò organizza squadre di soccorso che lo porteranno alla fondazione della croce rossa. Oggi ci sono monumeti e sacrati e il museo della croce rossa.

Tuttavia si tende a ricostruire una situazione artificiale e a senso unico che abbia una autenticità presunta. Si crea un’immagine stereotipata dei luoghi e delle epoche che si intende riproporre oggi.

Questo stereotipo è omnicomprensivo, ovvero senza spazi e tempi ed è tutto uniforme senza sfumature, differenze o particolarità, ma tutto è uniforme come per esempio in Italia si mangia pizza pasta e si suona il mandolino e c’è la mafia. E’ quindi così in Italia e sarà così per sempre.

Lo stereotipo proposto nel messaggio pubblicitario e rivolto sia alla regione outgoing che alla regione incoming.

4.9 TURISMO ENOGASTRONOMICO Il turismo enogastronomico tratta di degustazione di cibi e bevande di pregio o diversi dai propri. Dapprima nel medioevo il “frequentatore di sagre” e poi oggi foodtrotter e gastronauta.

Il cibo è un elemento di cultura materiale di una regione, secondo Paolini (2000) è un grande faro in grado di attirare viaggiatore e media.

In un mondo ormai globalizzato “mcdonaldizzato” la dimensione locale della cucina tipica regionale è un aspetto molto importante per sottolineare la sua unicità e diversità. Anche in questo tipo di turismo ci sono stereotipi gastronomici, ovvero il turista ha un’immagine precisa anche di ciò che è la cucina degli altri paesi, per esempio in Italia si pensa che l’unico piatto sia la Pizza, ma in realtà nessuno conosce la vastità della cucina italiana.

Secondo Brilli (2003) accettare un’altra cultura significa ridefinirsi.

Talvolta nelle regioni di incoming si assiste alla creazione di quello che Choen definisce environmental bubble, cioè una bolla culturale creata per far sentire a casa il viaggiatore che quindi non esce dalla sua cultura e non si confronta con la cultura differente. Per quanto riguarda il turismo enogastronomico si ha l’environmental bubble alimentare, cioè la nascità di ristoranti tipici italiani in luoghi stranieri perché frequentati da italiani. Un esempio sono le crociere, quando il turista scende dalla nave esce dalla bolla.

4.10 TURISMO DI ESPERIENZA (Dépaysement)

Il turista oggi ha poco tempo e cerca la massima evasione e esperienza alternativa. Lo fa per differenziarsi dalle altre persone che praticano turismo e sia per evadere dalla routine, anche se solo per pochi giorni o per un weekend.

Oggi avviene che accanto al turismo tradizionale di ogni regione, sorgono, per effetto del ringiovanimento delle località turistiche passive, nuovi servizi sottoforma di esperienze talvolta poco accettabili dal punto di vista etico o al limite della legalità.

Per esempio: settimane di sopravvivenza, giochi d’azzardo, black tourism (prendere parte a un conflitto a fuoco), sostanze stupefacenti, turismo sessuale.

Tutte queste esperienze sono forme di dépaysement sociale.

5.1 TURISMO E GEOGRAFIA AMBIENTALE

Domenico Ruocco nel 1999 ha sintetizzato l’evolversi della scienza geografica in fasi successive caratterizzate dal diverso porsi dell’essere umano nei confronti del mondo naturale:

Nello studio dei rapporti tra uomo e la natura, la scienza e la geo hanno adottato o originato movimenti di pensiero che sono passati da una concezione di dipendenza assoluta a comportamento autonomo e dominante sulle forze fisiche e biologiche fino ad arrivare all’idea di sviluppo compatibile.

1° fase: DETERMINISMO

XIX secolo fino alla WW I

L’essere umano e le sue azioni sono sottoposte a leggi naturali rigide e incontrovertibili. La natura determina le scelte umane quindi il viaggiatore è incaricato dalla natura in una missione civilizzatrice.

2° fase: POSSIBILISMO

Fine 1800 e fino alla WW II Nasce in Francia e si pone l’ambiente e la società su un piano paritetico dove essi si influenzano a

vicenda. Ha inizio il processo di urbanizzazione dei luoghi turistici con la creazione di environmental bubble.

3° fase: VOLONTARISMO

Tra WW I e WW II La società domina sull’ambiente. Negli anni 60 e 70 si ha una fase di sviluppo del turismo di massa con proliferare dell’edificato.

Nel 1976 con la Nube di diossina a Seveso si ha uno stop dello sviluppo dell’edificato e l’abbandono del paradigma volontarista.

4° Fase TECNOCENTRISMO SOSTITUITO DAL ECOCENTRISMO

Rapporto di rispetto dell’uomo verso la natura, sviluppo sostenibile, turismo sostenibile basato sulle dimensioni, ambientali, economiche e sociali. Quindi si ha un turismo con un criterio di sostenibilità, ecologicamente sostenibile, economicamente conveniente e socialmente equo.

Si distinguono quindi:

• Turismo responsabile: che rispetta la cultura e le scelte della comunità locale

• Turismo compatibile: che conserva le risorse per evitarne il consumo

Ruocco nel 1999 definisce il termine ecocentrico, ovvero troppo naturalista, che esclude la cultura. L’essere umano va considerato come responsabile di degrado ma anche di modificatore in meglio delle condizioni.

Secondo il rapporto di Brundtland solo il turismo di piccoli numeri è un turismo sostenibile.

Paradigma della sostenibilità: noi creiamo l’ambiente perché per noi è il quadro di vita. Possiamo creare un mondo migliore esercitando la nostra umanità

5.2

SPAZIO VISITATO= se l’impatto ambientale del fenomeno turistico non ha modificato l’ambiente originario. (oggi impossibile)

SPAZIO ORGANIZZATO= coinvolge la volontà della comunità e degli imprenditori turistici esterni di costruire uno spazio turistico. Le infrastrutture diventano risorse.

SPAZIO CONSUMATO= spazio distrutto dall’insediamento turistico e non è rinnovabile. Sessa (1986) “ nel suo organizzare lo spazio turistico, la società lo consuma in maniera irreperibile”

SPAZIO GESTITO= Lozart e Giotart (2003)

Il fenomeno turistico è un fatto sociale dato dall’ampiezza delle strutture d’ospitalità e attrezzature turistiche nei paesi industrializzati, urbanizzati con principi liberali. Lo spazio è conservato, gestito e consumato. I flussi turistici hanno modificato molti luoghi di accoglienza anche su scala mondiale. A ogni tipo di turismo corrisponde una visione e un uso dello spazio che varia in funzione delle epoche e delle società.

5.3 IMPATTO AMBIENTALE

I principali effetti (ocse 1980) sono

• Effetti di inquinamento

• Perdita terreni per agricoltura e pastorizia

• Distribuzione della flora e della fauna

• Drgradazione paesaggio e siti

• Effetti di congestione

• Effetti di conglitto tra popoli

• Effetti di concorrenza

L’atteggiamento turistofobico è l’unica causa di danni

Effetti sulle regioni di transito

• Sviluppo su porti, aeroporti, stazioni, strade

• Sono esempio di non luoghi e sono semplicemente attraversati dai turisti – si attrezzano per far sì che i turisti trascorrano tempo e spendano i soldi lì.

Il tempo di trasferimento acquisisce un valore, il mezzo di trasporto diventra un attrazione turistica e richiama il passato, o se è un interesse sportivo usato come strumento per socializzare e riposare.

Effetti sulla regione outgoing

• L’assenza del turista non modifica il territorio

• Quando il turista torna il suo modo di agire è diverso e influisce sulla vita quotidiana. Si è arricchito e cambia esigenze e ha nuovi stimoli

• Il lavoro è concepito in funzione delle vacanze quindi al centro dei valori c’è la vacanze il tempo libero, soggetti a moda.

Il turismo inoltre può creare danni o proteggere l’ambiente nelle regioni di outgoing,incoming e transito.

5.4 CICLO DELLA VITA DELLA REGIONE TURISTICA

Il territorio è una risorsa non rinnovabile, quindi esauribile e quindi è soggetto a ciclo di vita.

Secondo il modello di Plog (1973)

1. la prima fase è caratterizzata dal turista allocentico: interesse esplorativo, sete di esperienza e il territorio ne risente poco.

2. Seconda fase, turista innovatore quasi allocentrico è come il punto 1 ma il turista richiede più sicurezza e il territorio inizia a cambiare e si organizza

3. Turista mid-centrico: è intermedio tra il punto 1 e il punto 2 – nasce la regione turistica

4. Turista tradizionalista psico centrico: la località turistica inizia il declino andando fuori moda

5. Turista psico-centrico: non vorrebbe viaggiare ma lo fa per obbligo sociale o moda – il territorio perde l’attrattiva

Secondo il modello di Miossec (1976 1977)

• FASE 0 = preturistica – il territorio non è visitato ma è solo attraversato, non ci sono vie di comunicazione e insediamenti, non è percepita come località turistica, autorità e comunità locale sono incerti

• FASE 1 = pioniera – turismo si affaccia in una sola località, nuove vie di comunicazioni ma non ci sono attrezzature, inizia la percezione di località turistica, autoctoni divisi in indifferenti, curiosi e scettici

• FASE 2 = imitazione – altre località copiano la pioniera, sviluppo infrastrutture, turisti percepiscono la località turistica, autoctoni collaborano con le autorità per maggior sviluppo

• FASE 3= organizzazione – il territorio diventa stazione specializzata creando concorrenza, costruzione di vere e proprie strutture turistiche, i turisti scelgono tra molte località, autoctoni imitato comportamento del turista per farlo sentire a casa.

• FASE 4 = satura – il territorio è gerarchico e specializzato, strutture tutte uguali, turista stufo e sfugge di nuovo, autoctoni in crisi e devono rifarsi.

Secondo il modello di Butler (1980)

1. Scoperta: gruppo di turisti fanno esperienza in un ambiente incontaminato e povero

2. Iniziale: autoctoni vedono potenzialità economiche e organizzano l’offerta

3. Decollo: operatori perdono il controllo del turismo, affollamento

4. Consolidamento: località è famosa ma necessità incentivi per prolungare la presenza dei turisti

5. Saturazione: massimo numero di turisti, gli operatori vogliono mantenerli e non aumentali, inizio problemi ambientali sociali e economici.

Nel 2005 Costa commenta dicendo che il ciclo di vita è solo una matrice pessimistica dell’intellettuale critico e che ogni regione ha la possibilità di ringiovanire.

Secondo il modello di Costa (2005)

Classificazione delle località turistiche in funzione delle scelte delle comunità locali.

1. TURISMO ALTERNATIVO OCCASIONALE (bassa intensità di flussi e bassa regolazione) Il turista tipo è un avventuriero hippy

2. TURISMO INSOSTENIBILE DI MASSA (alta intensità di flussi e bassa regolazione) Sarebbe il declino ma può ringiovanire

3. TURISMO SOSTENIBILE DI MASSA (alta intensità di flussi e alta regolazione) rinnovamento regione con politiche di tutela ambientale naturale e umano.

4. TURISMO ALTERNATIVO PROGRAMMATO (bassa intensità di flussi e alta regolazione) adozione di strumenti precauzionali per mantenere l’afflusso di turisti costante senza diventare di ma ed essere soggetto a declino e poi ringiovanimento

5.5 INDICI DI MUSRA IMPATTO AMBIENTALE

A causa del rischio di intaccare l’equilibrio antropogeografico è necessario stabilire una soglia di turismo sostenibile massima, quindi un parametro di livello di sopportazione turistica.

VIA= valutazione impatto ambientale = si analizza l’impatto ambientale di tutte le opere umane costruite

VAS= valutazione ambientale strategica = considera ogni singolo intervento

CARRYING CAPACITY= capacità di una regione di accogliere turisti evitando danni

Si distingue in ecological, tourist social, host social a seconda dell’impatto ambientale, della soddisfazione del turista e benessere comunità locale.

Questi tre strumento servono a risolvere i problemi di affollamento.

I tre indici analizzano anche temi sociali, culturali ed economici oltre a quello ambientale.

5.6 STRUMENTI DI TUTELA AMBIENTALE E VALORIZZAZIONE

1. SITI- SFONDO NATURALI O NON MODIFICABILI: aree e parchi naturalisti

2. SITI-SFONDO URBANI: politiche turistiche urbane

3. SITI SCRIGNO: musei aria aperta e ecomusei

4. SITI POSTICCI: marchi di qualità

PARCHI E AREE NATURALISTICHE

Questi siti hanno la capacità di commuovere l’anima, sono siti eccezionali, impatto umano ridotto al minimo.

Parchi nazionali: aree di difesa del paesaggio, vincoli paesaggistici e aree vincolate da provvedimenti di autorità competenti come la regione. (Grandi dimensioni ecosistemi intatti e parzialmente alterati)

Aree protette: parchi o riserve naturali. (Ridotte dimensioni animali e vegetali rilevanti)

Questi siti sono un vantaggio per la comunità locale sia a livello paesaggistico sia a livello turistico. La presenza della popolazione autoctona ha molta importanza perché gestisce l’ambiente, ed è molto incentivato per lo sviluppo territoriale.

POLITICHE TURISTICHE URBANE

Inizio del turismo urbano: meta sono le città:

• Città d’arte: per bellezze architettoniche, urbanistiche e artistiche

• Eventi cittadini, tradizionali o creati intenzionalmente come raduni o mostre

• Centri storici o borghi

Politiche di contenimento degli effetti negativi:

1. Vaso di mele: distribuzione nel tempo delle diverse categorie di turisti, se una sola area attira tutti i turisti, si creano altre aree circostanti per distribuirli.

2. Dispersione: si distribuiscono i turisti in un area molto ampia

3. Restrizione: si limitano gli ingressi di siti molto importanti con motivazioni scientifiche (cenacolo)

Non si può attuare in una città in quanto non si può creare un biglietto di accesso perché si limiterebbe il principio di libera circolazione della persone, perché è difficile distinguere i turisti dai non turisti, si può tuttavia limitare gli accessi ai veicoli ad uso turistico

4. Accesso a pagamento: per i siti (prezzo alto, pochi turisti)

Problema della commercializzazione della cultura, deve essere accessibile a tutti e non solo ai + abbienti poiché è una opportunità formativa. Il costo ricade solo su chi è interessato.

5. Formazione. Importante formare i turisti, quelli disinformati sono distruttivi

PARCHI LETTERARI

Sito con elevato significato culturale a rischio di erosione culturale per il loro valore letterario perché sono stati il soggetto di un opera.

Sono finanziati da un fondo europeo di sviluppo regionale.

MUSEI ALL’ARIA APERTA - ECOMUSEI

Conservazione e fruizione di ambienti in cui si svolgeva la vita quotidiana del passato

1. Musei all’aria aperta: nati alla fine del 800 in scandinavia, edifici smontati e rimontati all’aria aperta dove si ricostruisce l’atmosfera di un periodo passato

2. Ecomusei: nati in Francia nel 1970: gli edifici e le persone rimangono li e sono oggetto dell’ecomuseo.

MARCHI DI QUALITA’

• Certificazioni di qualità di un luogo così come a fini aziendali per capire l’elevato livello di qualità così anche per i luoghi.

• Le certificazioni sono su scala nazionale, europea e internazionale

• I soggetti che istituiscono o gestiscono i marchi devono essere registrati al ministero dello sviluppo economico

1. Certificazioni internazionali e europe

Dopo aver predisposto un sistema di gestione ambientale, l’ente deve fare domanda a un organismo accreditato per essere sottoposto a una fase istruttoria e poi valutativa. Se l’esito è positivo attraverso la proposta deliberata dal consiglio, l’ente ottiene l’UNI EN ISO 14001 che dura 3 anni in cui ci sono visite di sorveglianza per la proroga

2. Registrazione europea EMAS (ECO MANAGEMENT AND AUDIT SCHEME)

Impegni che devono essere rispettati nelle scadenze e contenuti nei confronti del pubblico, è più impegnativo e più vincolante

3. ISO 14040 e ECOLABEL verificano qualità del prodotto

4. e ECOLABEL verificano qualità del prodotto

Esistono poi delle certificazioni annuali:

5. Bandiera blu: località marine per promuovere lo sviluppo ecosostenibile. Sono assegnata dalla Foundation For Enviromental Education tramite giuria italiana fuormata da funzionari della direzione del turismo, ministero attività produttive, comando carabinieri per tutela del territorio, capitanerie di porto, sindacati balneari, associazioni. I parametri di valutazione si riferiscono allo stato delle acque e allo smaltimento dei rifiuti.

6. Bandiere arancioni: località entroterra. Sono assegnate dal centro studi TCI, i comuni si autocandidano. I parametri sono: presenza di servizi di info e segnaletica, accessibilità, mezzi di trasporto, mobilità. Vale due anni mantenendo i requisiti.

7. Borghi più belli d’italia: Nato nel 2001 ideato dall’associazione nazionale comuni italiani, tutelano piccoli comuni con centri storici per evitare lo spopolamento.

8. Ospitalità italiana: istituito da Unioncamere. E’ una certificazione gratuita, volontaria e rinnovabile ogni anno. Valuta la qualità del servizio, dal 2009 è anche all’estero per valutare le strutture italiane in tutto il mondo. Vengono effettuate visite ispettive, vengono dati dei riconoscimenti con targhe, app, internet. Le valutazioni sono fatte da esterni.

6.1 TURISMO E IMMAGINE

THE REAL DOWNTOWN ABBEY

• Highclere: piccola civil parish entità amministrativa rurale inglese. Contea hampshire confince con berkshire. Territorio coloniale, ampi boschi di querce, fauna selvatica, laghi di origine periglaciale. La popolazione è costituita da 1500 abitanti e il 50% lavora alla tenuta del cartello, il resto lavora in città a newbury

• Bampton: civil parish dell’oxfordshire, è nata su terrazzi di origine fluviale della valle del tamigi. Popolazione di 2500. In passato attività agricole e industria conciaria. Elevato grado di benessere dato dalle costruzioni in pietra di alta qualità e esteticamente belle. Oggi è rimasta l’agricoltura, il poccolo commercio e gli allevamenti e qualche industria e servizi nelle città di Witney e Oxford.

• Turismo: attività di trekking, lunghi periodi di villeggiatura per elite aristocratiche o alto borghesi.

Nel 2009 proposta da parte di società televisive di girare serie televisiva Downtown Abbaey al castello di Highclere e Bampton. Questo portò un flussi di cineturismo elevato.

Le autorità si sono attivate per sfruttare l’immagine della serie per fini turistici. Si ebbe un aumento di turisti dato dall’immagine creata con la fiction.

L’immagine è fondamentale per la promozione turistica quindi viene costruita e sfruttata.

1. Toponomastica: marchio commerciale che evoca l’immagine del luogo

2. VIP: la popolazione imita i comportamenti di classi sociali considerate di moda. Gli operatori pagano i vip per diventare a loro volta famosi o per far conoscere una città li invitano per un soggiorno.

3. Letteratura: scrittori parlano di luoghi, oggi visitati perché fondamentali nell’opera (turismo scenico)

4. Guide turistiche: informazioni totali di un luogo per organizzare il viaggio

5. Massmedia: per promozione turistica: carta stampata, cinema,tv, fiere specializzate. Hanno il potere di veicolare ai turisti una certa meta. Si ha la stampa friendly o hostile.

6. Oggettistica: cartolina postale, manifesti e pieghevoli, souvenir.

7. Cartografia: primo contatto con turista, importante cosa inserire per influenzare le scelte del viaggiatore

8. Etica: turismo etico, venduta come missione umanitaria.

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