Storia del Giornalismo, Gozzini - Appunti di storia contemporanea, Sintesi di Giornalismo radiofonico e televisivo. Università di Milano
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Marks_MH26 gennaio 2014
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Storia del Giornalismo, Gozzini - Appunti di storia contemporanea, Sintesi di Giornalismo radiofonico e televisivo. Università di Milano

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Appunti di storia contemporanea. Schemi delle lezioni sul testo "Storia del giornalismo" di Gozzini.
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1

LA STAMPA

ORIGINI

Nell’antica Roma, Cesare fu il primo a decidere che gli acta diurnadel Senato fossero depositati e

pubblicati, introducendo una sorta di forma di controllo dell’opinione pubblica.

In Cina si è a conoscenza della carta già dal II secolo d.C., ma gli ideogrammi rendono complicata

la diffusione della stampa, esiste comunque intorno al 1000 un Di Bao(“Rapporto di Palazzo”).

STAMPA

Nel 1452 a Magonza, Gutenberg inventa lo scritto artificiale sorpassando l’antica tecnica della

xilografia (realizzata con una matrice di legno) e inventando dei caratteri mobili in ottone, il primo

libro stampato con questa tecnica sarà una Bibbia in latino. Dieci anni più tardi un saccheggio fa

chiudere la tipografia e i suoi artigiani si disperdono in tutta Europa diffondendone i segreti.

Negli anni seguenti nascono tipografie a Colonia, Roma, Venezia, e l’imperatore Massimiliano I

conferisce il primo incarico di stampatore ufficiale di corte. A Venezia Manuzio sostituisce il

carattere gotico con quello latino che può essere stampato anche in corsivo (italico), ne deriva una

standardizzazione della scrittura che facilita la diffusione delle lingue nazionali.

PRIME PUBBLICAZIONI

Intanto la diffusione crescente dei libri porta i letterati a sentirsi parte di una repubblica delle

lettere, così come la Riforma di Lutero si accompagna ad una rapida diffusione dei testi sacri.

Verso la fine del 1400 si iniziano a stampare fogli non periodici dedicati ad argomenti unici (spesso

le guerre contro i turchi) che in Francia prendono il nome di canard (= starnazzare).

La diffusione della stampa si deve alla rinascita dei sistemi postali (famiglia Tassini di Bergamo),

mentre a Venezia si diffondono i broglietti (da “brolo”, lo spazio antistante al Palazzo Ducale)

dove compaiono notizie politiche ed economiche senza titolo.

Nel 1500 a Roma, la censura del papa si abbatte sui fogli scritti dai menanti, da anni infatti in tutta

Europa i sovrani concedevano privilegi territoriali a pochi stampatori/editori fidati. Francesco I di

Valois invece utilizza a suo favore questi fogli facendo redigere il primo libro bianco della storia.

In Inghilterra la regina Elisabetta estende ai reati a mezzo stampa le competenze della Star

Chamber, da questo momento il mestiere di stampatore diventa pericoloso se non svolto sotto la

protezione delle istituzioni; inizia a diffondersi anche la censura preventiva che viene elusa la

diffusione di fogli clandestini manoscritti.

IL SETTIMANALE

Nel 1600, solo in Olanda le figure degli editori/stampatori (come Plantijn e Elzevier) prevalgono

sulla spinta accentratrice delle istituzioni, questo porta anche alla supremazia tecnica olandese

raggiunta grazie all’invenzione dell’impiastro olandese da cui si ricava una carta più leggera ed

economica.

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Il primo periodico prende vita in Svizzera (Rorschacher Monatschrift) e riassume gli eventi del

mese trascorso divisi per paese, a questo seguono numerosi periodici che nascono lungo un’asse

centroeuropea tedesco-svizzero-norditaliano. Si tratta comunque di giornali in livrea (sottomessi al

regime di privilegio).

In Olanda, dove gli scambi fluviali e marittimi sono in costante crescita, si diffondono i corantos

senza alcun visto ufficiale delle autorità, caratterizzati da uno stile impersonale e da ristampe in più

lingue.

INGHILTERRA

In Inghilterra viene recepita la novità e nasce il Aour last weekly news, assume così sempre più

importanza la cultura della notizia e si assiste a primi tentativi di impaginazione e gerarchizzazione

delle notizie. Nello stesso periodo appaiono le prime lettere al direttore e la professione giornalistica

inizia ad assumere un crescente prestigio.

Nel 1640 il Lungo Parlamento porta il re a firmare l’abolizione della Star Chamber, ne consegue

la nascita di numerosi diurnall in cui si propongono resoconti dei discorsi parlamentari e nei quali

l’impaginazione compie un decisivo salto di qualità. Si succedono il Mercurius Aulicus e il

Mercurius Britanicus, ma tre anni più tardi il parlamento introduce un sistema di licenze

indispensabili, contro cui si scaglierà l’Areopagitica di Milton. Nel 1655, su un numero del The

Publick Intelligencer appare la notizia della scoperta del Tè.

Nasce uno stretto rapporto tra commercio e periodici, tramite la pubblicità infatti gli editori possono

ripagarsi il giornale prima dell’uscita, ma dopo l’introduzione del Licensing Act del 1662, la

London Gazette si afferma come il periodico di riferimento in Inghilterra, mentre proliferano

newsletters clandestine tramite le quali prendono forma le correnti tory e whig. In seguito al Bill of

Rights del 1689 si diffondono anche mazardinades in tono satirico.

FRANCIA

Intanto nel 1630 a Parigi, Renaudot ha dato vita al primo periodico interamente dedicato alla

compravendita di beni e alle domande/offerte di lavoro. Un anno più tardi Richelieu gli permetterà

di stampare la Gazette (un organo ufficioso del potere) che raggiunge una tiratura di 12.000 copie.

In Francia intanto de Sallo inaugura il Journal des Savants, un settimanale finanziato

dall’Accademia delle Scienze con forte vocazione culturale (estratti e riassunti dei libri pubblicati),

prende così forma la coscienza della repubblica delle lettere.

ITALIA

Nel Regno Sabaudo prende vita un foglio di notizie internazionali, Successi nel mondo. Gli

seguono a Roma il Giornale de’ letterati di Nazari e a Venezia il Giornale dei letterati d’Italia

con un esplicito afflato patriottico.

Verso la fine del 1600 negli USA, il centro del giornalismo è Boston con la Boston Gazette che

lascia molto spazio alle inserzioni dei privati.

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IL QUOTIDIANO

Nonostante non venga rinnovato il Licensing Act, i periodici rimangono soggetti ad un regime di

tasse speciali, fino al 1710 comunque, anche a causa di un vuoto legislativo, la stampa inglese vive

un’età dell’oro. Nascono i Big Three (Post Boy di orientamento tory, Flying Post di orientamento

whig, Post Man), fogli stampati fronte e retro su due colonne su cui sono particolarmente richieste

le notizie estere e gli annunci privati di carattere cittadino.

Il primo quotidiano di Londra nel 1702 è il Daily Courant sul cui primo numero il direttore

Buckley parla per la prima volta di credibility and fairness (= credibilità e imparzialità),

affermando che un buon giornalista debba saper filtrare le notizie più verosimili. Inizia a delinearsi

la regola delle “cinque W” (who, where, when, what, why), ripresa dal De inventione di Cicerone

(quis, cur, ubi, quando, quamadmodum, quibus adminiculis).

Sorgono grandi nomi legati al nuovo giornalismo:

 Come ad esempio quello di Defoe che pubblicherà a puntate sul Daily Post il suo romanzo Robinson Crusoe e che cercherà nei suoi articoli di rivalutare la figura del mercante.

Swift invece dirigerà il The Examiner cercando di rivalutare la figura dell’aristocrazia terriera.

Steele fonda il The Tatler che non risparmierà critiche allo stile di vita dei gentiluomini.

The Spectator enfatizzerà invece la parte letteraria dell’impresa giornalistica, criticando apertamente il sapere dei dotti avulso dalla realtà.

Quando ormai il distretto di Fleet Street è divenuto celebre per le tipografie, viene approvato lo

Stamp Act che istituisce le taxes on knowledge (ogni foglio dev’essere timbrato con un bollo), una

sorta di controllo politico mascherato, fioriscono così numerosi unstamped papers clandestini.

Intanto Johnson riesce ad aggirare il divieto di pubblicare i dibattiti parlamentari attraverso la

finzione del Parlamento di Lilliput. Wilkes invece critica aspramente, attraverso le pagine di The

North Briton, l’operato di Giorgio III e quando gli viene intimato di bruciare un articolo in piazza

la folla lo porta in trionfo di fronte al parlamento soprannominandolo Wilkes and Liberty.

Solo con la decisione di un giudice sarà introdotta la dottrina Mansfield che abolisce la censura

preventiva, ma di fatto conferma la possibilità di un controllo della stampa elitario.

Il giornalismo ha potuto svilupparsi in questo modo in Inghilterra poiché si è inserito nella contesa

prima tra Corona e Parlamento e poi tra tories e whigs, ha anche mostrato che giornalisti e piazza

possono agire di comune accordo.

In Francia intano, gli illuministi mantengono un pregiudizio negativo nei confronti della stampa, ma

la stampa illegale inizia a fiorire vistosamente. La stampa meno controllata rimane comunque quella

letteraria.

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LA LIBERTÀ DI STAMPA

USA

A Boston James Franklin pubblica nel 1721 senza autorizzazione il New England Courant sul

modello dello Spectator, ma con vocazione politica più spiccata, suo fratello Benjamin Franklin

comprerà la Pennsylvania Gazette rendendola il primo quotidiano apertamente anti-inglese.

Ed è grazie ad un’arringa dell’avvocato Hamilton che si pongono le basi per il tema della libertà di

stampa negli Stati Uniti. Lo Stamp Act viene criticato nell’ambito della più importante protesta del

no taxation without representation, così la stampa arriva a svolgere un ruolo chiave durante gli

episodi della distruzione dell’ufficio del funzionario dei bolli e del Boston Tea Party.

La libertà di stampa è il centro del primo emendamento del Bill of Rights statunitense del 1789,

anche se gli Alien and Sediction Acts puniscono duramente i reati a mezzo stampa, gli stessi reati su

cui si è fondata la ribellione alla dominazione coloniale.

RUSSIA

In Russia è sotto Pietro il Grande che l’arte tipografica compie i maggiori progressi, i primi

giornali sono tipicamente di livrea (Moskovskie Védomosti). Si sviluppano anche settimanali che

vedono la partecipazione in forma anonima di Caterina II.

I periodici assumono un ruolo importante nella formazione di una letteratura nazionale, soprattutto

con Truten’ (La pecchia) di Novikov che condensa con toni sarcastici delle aspre critiche alla

classe dirigente (diffuse in Russia dalla massoneria) e che rilancia una cultura nazionale contro le

tendenze esterofile con Koseleck (Il borsellino).

ITALIA

In Italia La Frusta Letteraria di Aristarco Scannabue si presenta come un giornale di stampo

conservatore e tradizionalista, mentre Il Caffè di Verri e Beccaria si concentra sui temi del

riformismo illuminato imitando lo stile dello Spectator. Spesso però in Italia la stampa deve

sottostare ad un doppio regime di censura, laico ed ecclesiastico, e il giornalismo mantiene un

carattere di “secondo mestiere” di letterati e politici.

A Londra gli articoli iniziano ad essere divisi in brevi paragrafi e si mette in mostra il Times

affrontando accuratamente la Rivoluzione Francese.

L’OPINIONE PUBBLICA

FRANCIA

Nel periodo immediatamente precedente la Rivoluzione Francese, circolano centinaia di fogli

clandestini e cahiers de doléances (= quaderni di rimostranze) delle assemblee comunali, inoltre fa

molta presa sul pubblico il libello Cos’è il Terzo Stato? di Sieyès. In questo frangente leggi di

mercato e democrazia marciano di pari passo e i requisiti indispensabili dei fogli rivoluzionari sono

l’accessibilità economica e quella linguistica.

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Con i giornali di Brissot e Desmoulins si inizia a comprendere che la stampa è l’unico mezzo che

riesce ad incanalare il potere della piazza. Marat da via quindi ad un periodico di agitazione quasi

privo di informazioni, Hebert inizia ad utilizzare sistematicamente vignette, proverbi e canzoni.

In seguito alla rivoluzione però, il potere necessita di una nuova stretta sulla stampa, così il giornale

di Marat diventa l’organo ufficiale del Comitato di Salute Pubblica e cambia il nome in Journale

de la République Francaise. In una fase successiva anche Napoleone capisce di dover imbrigliare

la stampa e si avvale della facile collaborazione del Le Moniteur, erede a tutti gli effetti dei

giornali in livrea (caso della descrizione della fuga di Napoleone dall’Elba).

GERMANIA

Intanto in Germania, ottiene successo il Rheinischer Merkur di stampo anti-napoleonico che

criticherà con cautela le risoluzioni del Congresso di Vienna. Intorno al 1842 la censura si attenua e

Karl Marx diventa redattore capo del Reinischer Zeitung, dove può affrontare direttamente il

tema della libertà di stampa.

ITALIA

Gli stati italiani subiscono il pieno contagio della Rivoluzione, i quotidiani fioriscono soprattutto

durante la dominazione napoleonica e per la prima volta le notizie estere passano in secondo piano.

Nascono il Monitore fiorentino, la Gazzetta piemontese e il Monitore napoletano, per il quale

Eleonora Fonseca Pimentel finirà sul patibolo.

Dopo una prima età dell’oro però, Napoleone promulga una legge sulla “polizia tipografica” dando

una nuova stretta alla libertà di stampa, ma comunque Cuoco riesce a fondare a Napoli il Giornale

Italiano, primo periodico ad essere diviso in rubriche per soddisfare le molteplici esigenze del

pubblico.

Sotto il governo austriaco restaurato, Silvio Pellico fonda Il Conciliatore, nel quale non può

affrontare temi politici, ma facendosi portatore dell’impegno rarissimo che le idee rivoluzionarie

hanno stimolato. Pazzi sarà suo nemico dichiarato, essendo la sua Gazzetta di Milano

completamente asservita agli austriaci. Intanto in Piemonte, Pomba sviluppa una vera e propria

industria editoriale con la sua Biblioteca Popolare.

LA TECNOLOGIA

INNOVAZIONI

Con l’inizio del 1800 la storia dei mezzi di comunicazione conosce delle importanti innovazioni:

 Nel 1811 König deposita il brevetto della macchina da stampa con torchio a vapore (piano

cilindrica) che è in grado di quadruplicare la produttività. Sarà il Times ad introdurla sul

mercato provocando le proteste del potente sindacato dei tipografi, in Italia sarà introdotta

da Pomba e a Firenze susciterà le proteste dei tipografi della Le Monnier.

Lorilleux inventerà un nuovo inchiostro adatto alle nuove macchine.

Keller inventa una macchina in grado di produrre un impasto più conveniente da sostituire a

quello olandese.

Hoe inventa la stereotipia, una macchina a più cilindri che aumenta ulteriormente la

produttività.

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 Intorno al 1830, Morse inventa il telegrafo, un sistema di comunicazione via filo che sfrutta

gli impulsi elettrici, nel 1844 è ultimata la prima telegrafica tra Baltimora e Washington e

nel 1866 il cavo sottomarino che collega America ed Europa.

AGENZIE

In questo periodo fioriscono la stampa finanziaria, la cronaca, il commercio all’ingrosso e al

dettaglio. Per far fronte ai ritmi sempre più frenetici nascono le agenzie di stampa.

 A Parigi nasce l’Havas, che traduce articoli della stampa estera e si fa pagare con spazi pubblicitari.

 A Berlino nasce la Wolff che fonda il suo operato sull’utilizzo del telegrafo, ad essa si affianca poco più tardi la Reuter che ottiene il controllo del telegrafo tra Dover e Calais.

 A New York sei agenzie si fondono dando vita alla Associated Press.

ITALIA

In Italia durante la Restaurazione, circola una stampa di tipo soprattutto paternalistico, ma con il

1948 nasce un giornalismo politico espresso nella Giovine Italia di Mazzini e nel Risorgimento di

Cavour. Quest’ultimo convince Carlo Alberto a concedere la libertà di stampa, il forte

indebitamento del settore, però, fa si che il rapporto tra stampa e politica si faccia più stretto e

strumentale.

FRANCIA

In Francia Constant espone il pamphletLa Liberté des Brochures, e la stampa sembra essere

diventata l’unica mediatrice con la dimensione dell’opinione pubblica. Sui famosi Journal des

Débats e Le Siècle, la stampa letteraria conosce una nuova fioritura e contribuisce a formare una

letteratura nazional-popolare (Dumas, Sue).

Intanto il Le National di Thiers si fa portatore della battaglia di Luigi Filippo d’Orléans, eserciti di

strilloni battono le strade della città e Parigi si afferma come capitale europea della stampa

quotidiana. Sorgono anche settimanali di vignette come La Caricature (testa di Luigi Filippo che si

trasforma in una pera) e si afferma L’Avenir di Montalembert e Lammenais che sostiene le

ragioni di un cattolicesimo meno reazionario.

Con Girardin nasce la stampa commerciale, egli in Le Voleur (= Il ladro) inventa la rassegna

stampa, in seguito con Le Journal des Connaisance Utiles cerca di colmare il vuoto tra Parigi e

Provincia, poi con La Presse tiene basso il prezzo e si finanzia con gli annunci pubblicitari

riuscendo a coinvolgere strati sempre più ampi di popolazione. Il giornalismo inizia ad essere

sempre più condizionato dagli interessi dei privati.

Intanto gli Ateliers Catholique di Migne sottomettono periodicamente a questionari i loro lettori,

anticipando il concetto di target. Sull’onda di queste novità Duveyrier apre la prima agenzia di

pubblicità, la Societé générale des announces che acquista in blocco gli spazi pubblicitari per poi

rivenderli a prezzo maggiorato agli inserzionisti.

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LA PENNY PRESS

INGHILTERRA

In Inghilterra intanto nasce il primo quotidiano operaio, il Weekly Political Register, ma la

conflittualità raggiunge il suo apice con il massacro di Peterloo durante il quale la polizia sgombra

una manifestazione e in seguito al quale viene aumentata la tassa sul bollo.

Negli anni ’30 però nascono giornali come il Penny Magazine e i commercianti si interessano

sempre più agli annunci (dopo essersi affidanti al puff: pubblicità nascosta negli articoli) anche

grazie alla riduzione della tassa sulle inserzioni.

Nel 1843 il Libel Act sancisce l’affermazione della stampa come quarto stato, ovvero come

rappresentante dei ceti borghesi e operai e come controllore dell’operato delle istituzioni.

La nuova direzione del Times, sotto John Walter II, inizia ad inviare all’estero corrispondenti fissi,

accrescendo ulteriormente la sua fama. Nasce il mito del reporter con la figura di Barnes, il cui

atteggiamento bohémien è reso ancor più affascinante dalla sua misteriosa morte; lo sferzante

rapporto dell’inviato in Canada Durham sulle condizioni della colonia contribuisce ad accrescere

questo mito.

Intanto fioriscono diversi periodici anche alla periferia dell’Impero, il caso più importante è quello

del Times of India stampato a Bombay.

USA

Nella sua analisi sulla democrazia statunitense, Tocqueville si sofferma spesso sulla libertà di

stampa della quale però riconosce una minore capacità di assuefazione dell’opinione pubblica

rispetto a quella europea. Questo è dovuto alla maggiore facilità con cui sorgono i giornali negli

USA, per di più il presidente Jefferson abolirà gli Alien and Sediction Acts.

Anche a New York ci si affida alla novità dei newsboy (= strilloni), e intanto sorge una figura

simile a quella di Girardin, Horace Greeley con i suoi The New Yorker e New York Tribune.

Nei suoi quotidiani tratta un patriottismo sui generis, fomentando anche il mito della frontiera West

come opportunità e conquistandosi il titolo di Uncle Horace con il suo Weekly Tribune definito

great moral organ.

Nei sui giornali appaiono per la prima volta le interviste con domande e risposte che, entrando a

volte nella sfera privata, sollevano il problema della privacy. Solo il suo New York Tribune, però, si

inserisce nella stagione della penny press (iniziata dal The Sun: it shines for all), si tratta di una

vera e propria stampa popolare a basso costo le cui tirature raggiungono anche le 20.000 copie.

Questo tipo di stampa vede il proliferare di annunci in prima e ultima pagina e la gerarchizzazione

delle notizie in base al loro human interest, ovvero all’appeal che possono avere sui lettori (rubrica

Police Office, cronaca nera “bad news is good news”). In questo panorama, il Morning Herald di

Bennet inaugura le edizioni straordinarie e la ricerca spasmodica della notizia tra le pieghe della

quotidianità.

Appaiono i primi cronisti stipendiati, fomentando il mito del reporter con un tono più plebeo e

popolare rispetto a quello europeo. Inoltre si afferma un giornalismo personale in cui le testate si

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identificano con i loro direttori che danno spesso vita a delle guerre morali (Bennet:“The Sun

buono per impacchettare il lardo”).

La penny press si diffonde nelle altre città degli USA, si moltiplicano le Want Ads (= richieste di

lavoro) delle migliaia di immigrati così come il volume di affari intorno alle sezioni pubblicitarie,

nasce quindi la prima agenzia di pubblicità Statunitense, la Palmer.

L’aspetto sempre più sensazionalistico delle notizie usate ormai come merce vede il sorgere di

alcune proteste, come quella del pamphlet The American Democrat di Cooper e della nascita del

New York Daily Times, con un forte impegno politico (Partito Democratico) e un ritorno alla

credibility and fairness.

L’ETÀ DELL’ORO

Nella seconda metà dell’800, in Europa cresce il processo di nation building e si avvia una seconda

rivoluzione industriale, questo causa un allargamento irreversibile delle differenze tra occidente e

resto del mondo.

INNOVAZIONI

Nascono le grandi aziende (su esempio delle società per le ferrovie statunitensi) e la stampa si deve

piegare alle leggi del mercato.

 Nascono le schede perforate e prende vita la IBM (International Business Machine).

Morgenthaler inventa il linotipo (“lynes of types”), che viene poi sostituito dal monotipo, che consente una produzione e correzione degli articoli più rapida.

 In Boemia prende vita la macchina a rotocalco che apre le porte alla stampa in policromia.

Baudot inventa la telescrittura, che traduce gli impulsi elettrici in sequenze di fori immediatamente leggibili.

 Nascono la Kodak e la stampa in offset.

 Le aziende e le istituzioni si muniscono di uffici stampa e la presidenza Taft sarà la prima a convocare regolari conferenze stampa dal 1909.

USA

Alla stampa si affiancano nuove discipline come la sociologia, la psicoanalisi e la psicologia, così

Lippmann inizia a nutrire seri dubbi sull’esistenza di una categoria identificabile come opinione

pubblica. L’oggettività dell’informazione sembra sempre più un mito strumentalizzato, nasce così la

content analysis e sia allarga il divario tra stampa d’elite e stampa popolare.

La stampa e la pubblicità iniziano a modulare i contenuti a seconda del target a cui sono rivolti, si

sviluppano le tecniche di impressione sul pubblico, gli artisti iniziano a collaborare nella creazione

di pubblicità (affiche del manifesto a colori), si realizzano i primi annunci a tutta pagina, nascono le

figure del copywriter e dell’art director. In questi settori si afferma sempre più la potenza

americana.

La Guerra di Secessione del 1861 porta ad un’inevitabile radicalizzazione della linea politica delle

testate, nascono anche i primi corrispondenti di guerra, i pezzi diventano ancora più concisi grazie

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all’utilizzo del lead (= attacco) dell’articolo, le colonne aumentano e la tiratura raggiunge per la

prima volta le 100.000 copie (Herald e New York Times pro-Lincoln, Tribune pro-sudisti).

Al Nord si arriva ad un inasprimento della censura, soprattutto riguardo alle informazioni militari, e

nascono gli accrediti per i giornalisti di guerra. Al Sud si mantiene una maggiore libertà che

contribuire a creare miti come quello del Generale Lee.

Alla direzione del Sun arriva Dana che porta all’estremo la cultura della notizia e il processo di

simbiosi tra giornalismo e pubblicità. Le notizie si riducono a plot con una trama ben precisa e il

reporter a caccia di notizie diventa più importante dell’editor. Il giornalista diventa newsgatherer

(cercatore di notizie) e cessa di essere gatekeeper (filtratore di notizie).

In realtà il Sun non si allontana dalla politica perché il suo populismo ha un aspetto conservatore e il

giornalismo inizia ad esercitare una tutela morale sulla politica. Inoltre viene inaugurata la Rural

Free Delivery per raggiungere le zone più periferiche. In questo periodo la ricerca dello human

interest prevale anche sulla privacy (luna di miele di Cleveland).

PULITZER E HEARST

PULITZER

Dopo aver combattuto per il fronte nordista, l’immigrato ungherese Pulitzer sbarca a New York

acquistando il The World, improntando la sua carriera sul criterio di accuracy, accuracy, accuracy

e avvicinandosi al Partito Democratico e agli immigrati. Il suo giornale sconfigge l’Herald

aggiungendo un nuovo spirito di crociata sociale ai suoi contenuti (sottoscrizione per costruire il

piedistallo della Statua della Libertà).

Viene inaugurato il giornalismo attivo, la componente femminile inizia ad incidere fortemente nella

redazione (inchiesta sui manicomi di Nellie Bly) e appaiono per la prima volta i reportage e i

concorsi a premi (giro del mondo).

Attraverso gli annunci dei cittadini della metropoli il World diventa uno use-paper, esso da vita

anche al domenicale The Sunday World in cui il fumetto Yellow Kid di Outcault darà persino il

nome ad un nuovo tipo di giornalismo popolare, lo yellow journalism.

HEARST

Sulla West Coast emerge il figlio di un miliardario, Hearst, che acquista il The Examiner a San

Francisco puntando anch’egli sulla componente femminile più adatta ad affrontare le delicate

inchieste-verità. Dopo un grande successo Hearst si sposta a New York dove acquista il The

Morning Journal che, in occasione dei casi giudiziari, svolge di volta in volta il ruolo di pubblica

accusa o difensore (risoluzione del caso del cadavere del’East Side, Twain inviato in Inghilterra

come corrispondente).

In occasione della guerra ispano-cubana un corrispondente del Journal organizzerà un colpo di

mano per liberare una patriota e, inoltre, il giornale di Hearst pubblicherà dispacci segreti

dell’ambasciatore spagnolo a Washington modificandoli in pieno stile da Telegramma di Ems. In

occasione della distruzione del Maine, il Journal titolerà a tutta pagina mettendo una taglia sui

responsabili (Guerra di Hearst).

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Nascono in questo periodo i problemi della segretezza e attendibilità delle fonti e del segreto

professionale. Lo yellow journalism esercita una pressione politica indiretta perché si limita a

svolgere una funzione di agitazione delle masse.

Nel 1901 il Journal diventerà The American, schierandosi a favore della nazionalizzazione del

telegrafo, delle ferrovie e delle miniere. In quegli anni Hearst fonda la International News Service

con cui controllerà più testate locali estendendo il suo controllo nel difficile panorama della stampa

regionale statunitense.

USA

Anche Scripps, estendendo il suo controllo a più quotidiani locali serali, arriva a controllare una

buona parte della cultura di massa americana.

Dopo un iniziale declino, il New York Times si risolleverà mantenendo la sua tradizione, in

controtendenza con lo yellow journalism, di credibility and fairness e aprendo nel 1904 la nuova

sede in quella che diventerà appunto Times Square.

Con la diffusione del telefono le redazioni diventano punti nevralgici della città, solo qui è possibile

apprendere il senso comune giornalistico necessario per esercitare la professione e la giusta logica

di rapporto tra fiction e fact tipica dello human interest. Si sviluppano ancor di più i miti del fiuto

giornalistico e del reporter avventuroso (Marshall ferito a Cuba che continua a scrivere nonostante

sia in pericolo di vita).

I giornalisti sono ormai impegnati in costanti indagini sugli scandali della politica tanto da meritarsi

il soprannome di muckraker (= spala letame) da Roosevelt.

Intanto le agenzie si spartiscono le aree di competenza: alla Reuter va l’Impero Britannico, alla

Havas l’Europa meridionale e alla Wolff l’Europa centro-orientale.

FATTI E OPINIONI

INGHILTERRA

In occasione della Guerra di Crimea il Times di Londra presenta ai suoi lettori le prime foto di

Fenton e le critiche alla gestione del comando di Russel, portando addirittura il governo alle

dimissioni e facendo parlare di abietta tirannia del Times.

Intanto Dickens fonda il Daily News con una linea di aperta denuncia sociale, nasce poi il Daily

Telegraph che riporta le ultime notizie giunte via telegrafo e si iniziano a vendere giornali al prezzo

di mezzo penny.

I fratelli Harmsworth applicano sistematicamente delle innovative tecniche di lancio pubblicitario,

soprattutto in occasione della distribuzione gratuita dei primi numeri del Daily Mail che taglierà

così il traguardo del milione di copie ed inizierà a dar vita a periodici collaterali dedicati a ragazzi,

ragazze, donne. Il Daily Mail raggiungerà anche un rapporto privilegiato con il Foering Office

durante le crisi di Fascioda, confermando il suo orientamento conservatore.

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La svolta introdotta dal giornale è tale da far valere al suo proprietario la nomina a Lord

Northcliffe, che lo spingerà ad investire in una vera e propria industria editoriale (cartiere, boschi,

linee telegrafiche).

FRANCIA

Diversamente in Francia si assiste ad una continua instabilità che impedisce lo sviluppo di una

totale libertà della stampa dal potere politico, saranno infatti pochi i periodici a sopravvivere

durante il Secondo impero di Napoleone III, tra questi figura il Le Figaro che introdurrà per la

prima volta gli annunci di carattere personale.

Nasce nel frattempo Le Petit Journal, incentrato sulla cronaca parigina, che troverà fortuna grazie

al delitto Troppmann. Ma sembrano poter sopravvivere solo i giornali che non si occupano di

politica o quelli, come il Le Temps, che diventano organi ufficiosi del potere (uccisione del

corrispondente di La Marsellaise di Rochefort).

Varilla darà vita al Le Journal, distaccato dallo yellow journalism, nella cui redazione circolerà

una lista nera di personaggi pubblici da attaccare che però incapperà nello scandalo per cui alcune

personalità paiono essere state ricattate per non essere pubblicamente distrutte (Canale di Panama).

A proposito del caso Dreyfus, Le Petit Journal si schiera apertamente con la casta militare mentre

Le Figaro difende il capitano e pubblica gli articoli di Zola che saranno raccolti nell’opuscolo

J’accuse portando all’assoluzione dell’imputato.

STAMPA, POTERE E POLITICA

GERMANIA

In Germania Bismarck è abituato ad includere nei suoi metodi di governo l’uso e abuso della

stampa, per di più i periodici di ordinamento cattolico e il Vorwärts (Avanti) dei socialdemocratici

sono alle prese con il kulturkampf del cancelliere di ferro. L’autorità giudiziaria può inoltre

sopprimere le pubblicazioni ritenute pericolose per il bene comune.

Solo nel 1874 sarà formalizzata la libertà di stampa, ma lo stesso Bismarck intenterà circa 1000

processi contro la stampa stessa inducendo i giornalisti ad un atteggiamento di autocensura. Inoltre

la Wolff resisterà ad una scalata interna solo grazie all’aiuto statale e finirà quindi sotto il controllo

del governo.

ITALIA

In Italia il giornalismo viene lasciato in mano all’iniziativa privata, spesso causando una

mercificazione della notizia e un rallentamento del processo di nascita di un’opinione di massa e di

un ceto intermedio. Per di più i lettori si frammentano su una scala regionale che riflette i confini

dei vecchi Stati pre-unitari.

Rimangono numerosi i casi di abusi polizieschi e la stampa si conferma lo strumento della

comunicazione delle elites politiche locali. Comunque il primo quotidiano è L’Osservatore

Romano, seguito dal Secolo di Milano, dalla Gazzetta Piemontese (poi La Stampa) e da La

Nazione di Firenze.

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Non esistono ancora giornalisti di professione e la pubblicità occupa poco spazio, le redazioni sono

spesso in perdita e sopravvivono grazie alle sovvenzioni statali che causano una sorta di dipendenza

dalle istituzioni. Con la “rivoluzione parlamentare” iniziano a proliferare i giornali dei notabili di

sinistra e Il Secolo e la Gazzetta del Popolo inviano all’estero articolisti itineranti.

Nel 1876 nasce il Corriere della Sera che passa presto in mano ai Crespi (editori “non puri”), esso

segue la linea della cultura della notizia del Times, invia corrispondenti permanenti all’estero e

assume una atteggiamento conservatore e filo-triplicista.

A Roma Il Messaggero punta al grande pubblico e apre alla pubblicità commerciale, mentre La

Tribuna combatte contro il trasformismo di Depretis. A Bologna Roux apre Il Resto del Carlino

appoggiando il governo di Giolitti. A Genova il Secolo XIX si schiera a favore di una politica

protezionistica. A Napoli Scarfoglioda un’impronta culturale a Il Mattino chiamando a collaborare

scrittori del calibro di D’Annunzio.

Intanto l’agenzia di stampa Stefani assume il monopolio sulle notizie estere. Predomina comunque

l’idea di un tirocinio obbligatorio per accedere alla professione. In occasione dei moti di Milano di

fine 800 il Corriere assume un tono repressivo e conservatore mentre il Secolo si schiera con i

dimostranti aumentando la sua tiratura.

Il Corriere passa dunque nelle mani di Albertini, si trasferisce in Via Solferino e assume toni critici

nei confronti del governo. La sua tiratura sale anche grazie alla nascita della Domenica del

Corriere e della Lettura. Viene anche introdotta la tradizione della Terza Pagina culturale con la

presenza degli elzeviri (pezzi letterari).

Nasce una stampa di partito con l’Avanti! di Bissolati che entra in competizione con il Corriere

sfiorando le 400.000 copie e servendosi di un bacino di lettori-militanti. A fine 800 nasce anche la

Gazzetta dello Sport che qualche anno più tardi organizzerà il primo giro d’Italia.

ASIA

In Russia Alessandro II abolisce la censura preventiva anche se i giornalisti osservano una sorta di

autocensura, si diffonde la stampa socialista clandestina nell’Iskra (= Scintilla). Con Nicola II

nascerà il quotidiano dell’ala bolscevica, il Pravda (= Verità).

In Giappone sotto il meiji (= governo illuminato) la Reuter apre le sue prime filiali mentre il

governo si affida al quotidiano Hochi Shimbun per le comunicazioni ufficiali. Nel 1866 nasce

anche la prima agenzia di stampa giapponese, la Shimbun Totatsu Kaisa. La stampa giapponese è

anch’essa divisa tra stampa d’elite (ko-shimbun o piccoli periodici) e quella di popolo (om-shimbun

o grandi periodici).

LA GUERRA

PRIMA GUERRA MONDIALE

La Prima guerra Mondiale si apre in un clima di unione sacra e unità nazionale e vede un massiccio

ingresso dello Stato nel mondo delle comunicazioni con un crescente news management.

Il governo inglese allestisce un Press Bureau (poi War Propaganda Bureau) per censurare le

notizie militari e approva poco dopo il Defense of the Realm Act. In queste fasi viene organizzata

una forte politica di propaganda (foto manomesse, mito delle saponette tedesche).

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Il governo tedesco si dimostra invece meno abile e preferisce la censura totale alla propaganda. In

Francia, nonostante Clemenceau sia uno strenuo difensore della libertà di stampa, questa viene

limitata dal Bureau de Presse, fioriscono però i giornali di trincea per tenere alto il morale delle

truppe che si sentono “carne da cannone”.

In Italia la censura precede l’ingresso in guerra. Negli USA i giornali del gruppo Hearst sostengono

gli imperi centrali mentre il New York Times e l’Herald sostengono l’intervento a fianco degli

inglesi, anche grazie al lavoro propagandistico di Northcliffe, inviato dal governo inglese. Il

governo statunitense ingaggia quindi, tramite il Committee on Public Information, migliaia di

Four Minutes Men per tenere discorsi patriottici.

DOPO-GUERRA

Tra le due guerre si assiste all’ascesa di nuovi mezzi di informazione, soprattutto della radio

inventata da Guglielmo Marconi. Il primo quotidiano americano ad avere anche una radio è il

Detroit News, il governo corre ai ripari istituendo una Federal Radio Commission incaricata di

distribuire licenze obbligatorie. Il potere del nuovo mezzo è reso emblematico dagli annunci fittizi

per pubblicizzare La Guerra dei Mondi di Welles.

Iniziano a svilupparsi anche i cinegiornali e la BBC inglese è la prima ad avviare sperimentali

trasmissioni televisive. Con un tale e repentino ingresso delle masse nel mondo dell’informazione

vengono perfezionate le tecniche dei sondaggi di opinione e introdotto il meccanismo pubblicitario

del feed-back.

Migliorano le tecniche di impaginazione, anche grazie alla scoperta di un optical point nell’angolo

in alto a sinistra della pagina. Si utilizzano i menabò come modelli in scala ridotta per costruire le

pagine e scegliere la migliore mise en valeur della notizia, il giornalista torna suo malgrado ad

essere principalmente un gatekeeper.

La nascita di nuovi mezzi più diretti di comunicazione fa spiccare la dimensione

dell’approfondimento e dall’interpretative reporting, in USA nasce quindi la figura del columnist

che tiene rubriche a frequenza regolare.

Viene istituita nel 1926 la Federazione Internazionale dei Giornalisti che esprime la cosiddetta

clausola di coscienza (che permette di abbandonare una redazione non in linea con il proprio

pensiero), in USA, Russia e Inghilterra si affermano le facoltà universitarie di giornalismo, in

Francia e in Italia si favorisce ancora il tirocinio.

Negli USA ha il via la stagione del Jazz Journalism, a New York nascono l’Illustrated Daily, il

Daily Mirror e il Daily Graphic (che dedica metà del suo spazio alle fotografie) e tornano a

regnare le notizie di human interest.

Tornano i settimanali come The New Yorker (letterario) e Reader’s Digest (in formato pocket),

nel 1923 vengono alla luce le rivista Time e Life che inaugura il fotoreportage e in cui gli articoli si

riducono a didascalie (bandiera ad Iwo Jima, miliziano colpito in Spagna di Robert Capa). Il

magazine sembra rispondere alla perfezione alle esigenze di approfondimento del pubblico, le

opinioni tornano dunque a prevalere sui fatti.

Inoltre Roosevelt introduce le Fireside Chats per rivolgersi alla nazione via radio e per contrastare

l’uso spregiudicato che i regimi totalitari stanno facendo della propaganda radiofonica.

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TOTALITARISMI E DEMOCRAZIE

USA

Durante la Seconda Guerra Mondiale la propaganda USA si sviluppa notevolmente, il nipote di

Rockfeller viene inviato in America Latina per contrastare quella fascista, nasce l’Office of

Chensorship e si procede alla ristampa della rivista Stars and Stripes, con una rubrica dedicata alle

lamentele dei soldati.

Mentre Lippmann continua a sostenere che sia possibile una “fabbricazione del consenso”,

Lasswell ritiene che la propaganda in tempo di guerra abbia rivelato la vera opinione pubblica.

Sembra comunque ormai ovvio considerare il giornalismo fine a se stesso, e l’informazione non

come assoluta verità, ma un’approssimazione di essa.

URSS

In URSS la necessità di formare una coscienza collettiva omogenea prevale sulla divisione e il

bilanciamento pluralistico dei poteri, la stampa ha quindi una funzione soprattutto pedagogico-

educativa. Inoltre l’agenzia TASS detiene il monopolio dei flussi informativi.

ITALIA

In Italia, all’inizio degli anni venti, la maggior parte dei giornali è in mano ad editori impuri,

Corriere e Stampa si proclamano contrarie alla nomina di Mussolini che procede ad una doppia

strategia “inglobativa e repressiva”. Così avviene una fascistizzazione sotterranea di testate come il

Secolo e si giunge alle dimissioni di Albertini.

Il Ministero della Cultura Popolare distribuisce “veline” e direttive minuziose alle redazioni e nel

1925 vengono istituiti l’Ordine dei giornalisti professionisti e l’Albo corrispondente. Lo sforzo

delle redazioni si concentra quindi sulla terza pagina culturale. Intanto escono i settimanali

Omnibus, Tempo e Oggi, improntati sulla logica dell’approfondimento delle notizie.

GERMANIA

In Germania la Repubblica di Weimar aveva rotto con il passato di ingerenza statale, si erano quindi

affermate grandi catene editoriali come la Ullstein e la Hugenberg (che controlla un quarto della

stampa più importante e sostiene l’ascesa di Hitler).

Dopo l’incendio del Reichstag nel 1933, si iniziano ad applicare sistematicamente la censura e la

propaganda di stato ricalcando il modello di Mussolini. Il ministro Goebbels è incaricato di dare

direttive precise alle redazioni, istituendo anche una scuola statale di giornalismo. Si producono

anche apparecchi radio a basso costo per far si che più di due terzi delle famiglie ricevano le

trasmissioni di propaganda.

GIAPPONE

In Giappone la legge del pensiero pericoloso proibisce di diffondere notizie e idee contrarie al

kokutai (= sistema nazionale), arrivano le prime trasmissioni radio e si diffondono giornaletti

scandalistici, i cosiddetti periodici geisha.

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Nel 1936 è istituito un Comitato per l’informazione, anche contro l’opposizione del direttore della

filiale Reuters, due anni più tardi la dittatura militare abolisce i sindacati e la protesta finale dei

direttori dei maggiori quotidiani non viene accolta. Come in Germania si diffonde la radio a scopi

propagandistici.

FRANCIA

In Francia l’Havas si fonde con la Société générale des announces e il Matin si conferma il

quotidiano leader, in provincia si afferma l’agenzia di distribuzione Hachette e a Parigi nascono

Paris Soir e Marie-Claire.

Si ha uno sviluppo dei periodici di estrema destra come L’Action Francaise di Maurras mentre a

sinistra tiene L’Humanité. Dopo l’invasione tedesca la stampa francese viene stretta nella morsa

del controllo statale.

INGHILTERRA

Rispetto al caso francese, quello inglese è contraddistinto da una più alta concentrazione nelle mani,

ad esempio, di Beaverbrook (Daily Express) e di Rothermere (Daily Mail e Daily Mirror che

criticherà apertamente la politica di Churchill). Intanto il Times sarà ceduto alla dinastia americana

degli Astor, rimanendo comunque sotto la direzione di un Board of Trustees, tenendo fede alla

linea di appeasement di Chamberlain e cambiando il carattere nello storico Times New Roman.

Dopo l’introduzione del suffragio universale si scatenano delle vere e proprie circulation wars a

suon di gadget, concorsi e lotterie. Con lo scoppio della guerra la Gran Bretagna mantiene la

continuità con il passato non cadendo in eccessi di censura e mantenendo la legislazione sui mezzi

di comunicazione a livelli minimi.

LA STAMPA NELL’ERA TV

FAIR PLAY

In occasione dell’armistizio del 1945, sedici giornalisti sono convocati da Eisenhower a Reims

promettendo di non diffondere la notizia prematuramente, ma Kennedy rompe il patto trasmettendo

la notizia e causando la protesta di Churchill e Stalin. Il suo accredito viene ritirato e gli altri

giornalisti condannano Kennedy soprattutto per aver dato loro un “buco” (infrangendo il fair-play).

Il caso inverso si verificherà in occasione del tragico incidente aereo in Congo in cui il segretario

dell’ONU Hammarskjold morirà, infatti nessun giornalista verificherà la notizia dandolo per

atterrato sano e salvo.

La comunicazione diventa sempre più un rapporto triangolare in cui l’opinione pubblica è relegata

ad un ruolo passivo rispetto ai protagonisti della notizia e ai giornalisti. Tra giornalista e fonte si

viene a sviluppare invece un rapporto di strumentalizzazione reciproca.

Nella carriera giornalistica prevalgono i meccanismi autoreferenziali rispetto al controllo dei

consumatori-utenti. Si sono delineati comunque un modello autoritario (controllo statale dei

media), uno sovietico (asservimento dei media ad uno scopo politico) e libertario (con concetto

negativo di libertà dei media).

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CAMBIAMENTI

La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo non considera il tema del diritto all’informazione. Intanto

nel mercato dei media cresce a dismisura il costo della prima copia parallelamente

all’ammortamento di questi costi offerto dagli inserzionisti pubblicitari. La concentrazione

oligopolistica dei media porta a complesse legislazioni antitrust.

Lasswell modifica la legge delle cinque W (who says what in wich channel to whom with what

effect), Lazarfield individua il ruolo di influenza dei media su elettori e consumatori focalizzandosi

sul ruolo chiave dell’opinion leader. L’introiezione dei valori dominanti appare dunque in grado di

dettare comportamenti di tipo conformistico al giornalista, con la Guerra Fredda ad esempio ci si

allinea ad una politica di sicurezza nazionale.

VIETNAM E CONTROINFORMAZIONE

Durante la Guerra del Vietnam si assiste però alla nascita dell’advocacy journalism (giornalismo

militante), di cui sono emblematiche le inchieste sui bombardamenti americani di Salisbury e la

foto di Adams che ritrae il capo della polizia di Saigon mentre giustizia un prigioniero. Sorge anche

una stampa underground (indipendente) che svolge una controinformazione e si contrappone ai

canali d’informazione “forti”.

I media iniziano a svolgere una funzione di agenda-setting, puntando via via l’attenzione sulle

emergenze di cui bisogna occuparsi (temi dei dibattiti elettorali). I baby boomers rappresentano

l’ingresso sulla scena di un pubblico di lettori colti e con la diffusione del televisore si scava un

ulteriore fossato tra pesi occidentali e Terzo Mondo.

Si inizia a parlare di società dell’informazione e di villaggio globale, mentre Kennedy vince le

elezioni grazie al primo dibattito televisivo della storia.

Il rapporto dell’UNESCO Many Voices, One World del 1980 sulla sproporzione del controllo dei

mezzi di informazione infastidisce Reagan e Thatcher al punto di fargli abbandonare

l’organizzazione.

Si inizia a temere che la sovrabbondanza dei mezzi di informazione possa portare ad una opacità

sociale, nel frattempo in Gran Bretagna viene presentato il teletext e la televisione inizia ad

occupare una fetta sempre più ampia del mercato pubblicitario. La radio tiene e la sua economicità

la rende uno dei mezzi di controcultura del sessantotto. Si sviluppano la stampa in offset e la

fotocomposizione elettronica, oltre al telefax per la trasmissione dei dati.

Durante la decolonizzazione la stampa quotidiana vede un ascesa in paesi come l’Australia, la Cina,

l’India, il Brasile e il Messico, solo il continente africano rimane segnato da una frammentazione

estrema.

Ad eccezione del Giappone (grosso predominio delle vendite in abbonamento), negli altri paesi

occidentali si avverte un calo delle tirature. Intanto la content analysis scopre una tendenza generale

alla spoliticizzazione dei quotidiani.

La critica della Scuola di Francoforte afferma che sia in atto un processo di appiattimento

culturale e che il giornalismo sia diventato parte integrante della cultura di massa fondata sui

consumi (asservimento economico). In effetti, le economie di scala rese possibili dalla condivisione

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dei costi hanno portato allo sviluppo di grandi gruppi editoriali (France Press, Reuters, Associated

Press).

LA SPOLITICIZZAZIONE

USA

New York si conferma cuore pulsante del giornalismo mondiale. Nel settore dei periodici si

conferma l’egemonia del gruppo Luce (Time, Life, Sport Illustrated). La presidenza Truman

conserva ed amplifica le conferenze stampa.

Durante la guerra in Vietnam il collaboratore del pentagono Ellsberg riesce ad inviare al New York

Times degli estratti di un memorandum in cui McNamara si dichiarava contrario all’escalation dei

bombardamenti.

Un inchiesta del democratico Washington Post mette invece in luce lo scandalo del Watergate e

porta addirittura il presidente Nixon alle dimissioni per evitare il procedimento dell’impeachment.

Siamo nell’epoca del giornalismo investigativo in cui il quarto potere è diventato un soggetto

politico e la fiducia del pubblico nella stampa supera per la prima volta quella nel governo.

Mentre il Wall Street Journal è conservatore, USA Today cerca di fornire un’informazione con

tono gradevole e interessante.

INGHILTERRA

In Inghilterra Murdoch converte il The Sun in un foglio conservatore e scandalistico (molto

contestato dai reclami) e acquista tramite la sua News International anche il Times sostenendo

indirettamente l’ascesa della Thatcher. Si assiste ad un’inquietante omogeneizzazione della stampa

britannica.

Lo stesso Murdoch porrà fine all’epopea di Fleet Street aprendo una grandiosa sede nel quartiere

Wapping (Wapping Revolution), generando una drastica separazione tra editoria e stampa in

funzione di una riduzione dei costi. La produzione giornalistica migliora e si mantiene la distinzione

tra stampa d’elite e popolare, in cui sport e cronaca prendono il posto della politica.

GIAPPONE

In Giappone si assiste ad un’epurazione degli uomini più compromessi con il passato e le maggiori

imprese editoriali passano gradualmente sotto il controllo dei loro stessi dipendenti. Si stampano

quasi dieci edizioni al giorno e la pubblicità occupa quasi la metà dello spazio.

GERMANIA

In Germania Occidentale i Lander resistono ostinatamente ad una legislazione centralizzata sulla

stampa che mantiene la sua peculiare frammentazione e concentrazione (Springer). La Bild, di

formato tabloid e orientamento conservatore, è il capofila della stampa popolare.

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ITALIA

In Italia si conserva una congenita ristrettezza dei lettori di quotidiani, l’agenzia Stefani è sostituita

dall’Associazione Nazionale Stampa Associata (ANSA) e il Corriere è diretto da Mario Borsa. Il

caso italiano continua a sfuggire ad una partizione tra stampa popolare e d’elite. La Federazione

nazionale della stampa stipula un contratto nazionale che prevede un praticantato come via

obbligata di accesso alla professione. L’Ente nazionale cellulosa e carta continua a consentire un

prezzo politico ai giornali grazie a delle elargizioni.

Conoscono fortuna La Domenica del Corriere, Oggi e Il Mondo. L’Espresso entra in concorrenza

con Panorama del gruppo Mondadori, Il Giorno di Mattei vuole difendere l’interesse del petrolio

nazionale contro le “sette sorelle” e ricorre frequentemente alla broken column e ad

un’impaginazione asimmetrica.

Con i mutamenti sociali in atto nascono i quotidiani della sinistra extraparlamentare (Manifesto,

Lotta Continua) e Repubblica. Il Corriere della Sera vede la penetrazione ai vertici di membri della

loggia P2 di Licio Gelli.

Un decreto del governo legalizza l’ascesa di Silvio Berlusconi aprendo la concorrenza spietata tra

reti televisive private e pubbliche, mentre Corriere e Repubblica si combattono a colpi di gadget.

Nel 1989 si assiste alla “guerra di Segrate” con Berlusconi e De Benedetti che entrano nel

consiglio della Mondadori. L’attività giornalistica diventa sempre più uno strumento di lobbying e i

giornali locali si concentrano sempre più sulla cronaca di zona.

FRANCIA

In Francia nel dopoguerra aumentano le tirature di Le Figaro e France-Soir (dopo la parentesi del

quotidiano della resistenza La Défense de la France), nasce anche Le Monde di Bauve-Mary

fautore di una politica anticolonialista e antiamericana e si assiste all’ascesa del finanziere-editore

Hersant (la cui concentrazione porta alla legge antitrust anti-Hersant).

Le Figaro Dimanche inaugura la stagione dei settimanali abbinati ai quotidiani nel 1977 e Le

Monde assume toni filo-socialisti con frequenti sbandate terzomondiste e filocinesi. La stampa

parigina vive un calo delle tirature, a differenze di quella provinciale dove domina Ouest-France

rafforzato dal regime di beneficio postale in favore dei quotidiani più forti (il contrario in Svezia).

URSS

In URSS si consce una maggiore articolazione interna solo dopo l’ascesa di Chruscev, ma le prime

agenzie di stampa indipendenti nascono solo sotto Gorbacev. In Cina con l’ascesa dei comunisti si

afferma il Renmin Ribao (= Quotidiano del Popolo), dopo la repressione di piazza Tien-An-Men le

maglie della censura si sono fatte più fitte.

LA RETE

Dopo le stagioni del giornalismo politico (Franklin e Desmoulins), quella del giornalismo

commerciale (de Girardin, Northcliffe, Pulitzer e Hearst) e quella del giornalismo responsabile

(Lippmann, Capa, Woodward e Bernstein), alla fine del 900 si inaugura quella del giornalismo

globale.

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PC E INTERNET

La copertina dell’uomo dell’anno del Time è dedicata al PC, segno della crescente fase di

digitalizzazione, seguita dall’invenzione del modem e dalla miniaturizzazione delle componenti

elettroniche. In più l’esasperata competizione privata contribuisce ad abbassare i costi.

Nel 1969 il Pentagono crea una prima rete Arpanet per resistere ad un ipotetico attacco nucleare e

tre anni più tardi la connessione diventa internazionale. Nel 1991 i ricercatori del CERN elaborano i

protocolli del World Wide Web e nascono i primi siti della Casa Bianca e dell’ONU.

Si inizia a concretizzare, con internet, l’ipotesi di una istant referenda democracy e si recupera la

funzione sociale del giornalismo. La tendenza alla concentrazione della rete però aumenta, con il

predominio statunitense. In occasione della Guerra del Kosovo la censura di Milosevic non riesce a

sopprimere la voce di singoli affidata alla rete.

Nel 1992 il Chicago Tribune da vita al primo giornale elettronicoon-line, composto da un

ipertesto con concatenazione multipla di links. Il New York Times si dota di un archivio telematico

che risale fino al 1969.

Un carattere fondamentale di internet è la pariteticità degli accessi, ogni sito web è uguale agli altri,

le pubblicità iniziano ad interessarsi dei quotidiani on-line (il più visitato nel 1998 è USA Today).

Nella maggior parte dei casi è proprio la pubblicità a garantire il pareggio di bilancio, mentre

l’eccezione del Wall Street Journal Interactive si basa su numerosi abbonati grazie alla possibilità

di personalizzazione data all’utente.

Internet continua a non mostrare capacità di diffusione autonome oltre le barriere economiche del

sottosviluppo, si ripropone inoltre lo spettro dell’opacità sociale e la formula dei giornali on-line

advertising based supera di gran lunga quella dei subscription based.

L’aggiornamento costante delle notizie va inoltre a discapito della loro verifica accurata, il cyber

giornalismo esaspera il ruolo del gatekeeper lasciando poco spazio alla creatività individuale.

CITTADINI GIORNALISTI

Nel 2010 il premio Pulitzer è stato assegnato Sheri Fink di Propublica.org a proposito di

un’inchiesta su casi di eutanasia durante l’emergenza per l’uragano Katrina.

Si assiste comunque ad un calo della fiducia nella stampa, nel caso della Guerra in Iraq Judith

Miller è stata sospesa perché, dopo aver seguito un corso nell’esercito da giornalistaembedded

(addestrati per le zone di guerra), ha fornito versioni molto vicine a quelle del governo.

Un caso di successo in ambito editoriale è quello di Amazon che, facendo leva sul just in time,

riesce a ricavare numerosi profitti nel mercato librario.

La scarsa tendenza a pagare per servizi on-line ha portato alla nascita del fenomeno del

crowdsourcing. Il primo politico a sfruttare una coda lunga di tanti piccoli donatori è stato Barack

Obama.

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Siti come Spot.us incentivano i cittadini a proporre temi d’inchiesta e a sostenere finanziariamente i

giornalisti professionisti che se ne occuperanno, integrando un sistema di crowdfunding.

GlobalPost si dedica invece ai paesi dimenticati dalla fascia mainstream dell’informazione.

Il rapporto tra giornale stampato e quello on-line genera nelle redazioni il fenomeno del continuous

news desk che lavora ventiquattro ore al giorno.

Mentre in Italia i quotidiani sono in calo, in Cina, nonostante la scarsa libertà di stampa, continuano

a sorgere nuovi giornali soprattutto a causa della continua migrazione di cittadini dalle campagne

alle città della Cina Blu (petizione per la chiusura dello Sturbucks all’interno della Città proibita).

In Africa la democratizzazione porta con se un aumento della stampa anche se la radio rimane il

mezzo di comunicazione più diffuso. Fiore all’occhiello della TV del Terzo mondo è l’emittente Al

Jazeera che ha rotto il monopolio informativo dell’Occidente.

Ultimamente si riscontra una diminuzione del digital divide con l’Asia (il cinese è la seconda lingua

più parlata sul web), inoltre la forte diffusione di nuovi prodotti mobile porta alla nascita di

fenomeni come il Daily di Murdoch, quotidiano esclusivamente per iPad.

Intanto il New York Times sta scartando l’idea di monetizzare in internet attraverso un paywall

(pagare per accedere al sito) optando per una più blanda soluzione di freemium (contenuti premium

a pagamento).

I quotidiani devono vedersela anche con la diffusione della free press (nata a Stoccolma con Metro)

dedita esclusivamente al gatekeeping. L’operato della Apple di Steve Jobs sta rivoluzionando

internet creando una comunità chiusa che richiede un pagamento per accedere ai suoi contenuti,

mentre la visione di Google News sta scatenando la contestazione degli editori a proposito della

violazione dei diritti d’autore.

Drudge è il primo blogger a soffiare una notizia (scandalo di Clinton) ad un quotidiano

tradizionale, inizia dunque l’era del citizen journalism che esplode con la seconda guerra del Golfo

(Salam Pax, blog dei soldati americani). Grazie alla rete i contenuti ripresi dai cittadini finiscono in

pochissimo tempo alla ribalta (copertina dell’uomo dell’anno del Time 2006 dedicata a “You”).

Certamente questa nuova tipologia di giornalismo porta a fenomeni come le bufale o a casi estremi

come Wikileaks dell’hacker Julian Assange, ma comunque il caso del successo di Huffington

Post fa capire che la richiesta di un’informazione di alto livello sia tuttora presente negli internauti.

La filosofia orizzontale del web porta alla ribalta i social network e, in ambito pubblicitario, del

behavioral targeting.

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