Riassunto Storia delle televisioni in Italia - dagli esordi alle web tv , Piazzoni, Sintesi di Storia Della Radio E Della Televisione. Università degli Studi di Milano
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Riassunto Storia delle televisioni in Italia - dagli esordi alle web tv , Piazzoni, Sintesi di Storia Della Radio E Della Televisione. Università degli Studi di Milano

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Irene Piazzoni

STORIA DELLE TELEVISIONI IN ITALIA GLI ESORDI E GLI ESUBERANTI SVILUPPI NEL SEGNO DELLA RAI

EIAR, SAFAR, Magneti Marelli sperimentano su modello inglese e francese la trasmissione di immagini a distanza; nascono quotidiani di stampa specializzata: RadioCorriere, Radio Industria, Radio e Televisione, L’ antenna. Il regime fascista vigila e spinge il governo a seguire gli sviluppi; lo sviluppo della tv si presenta dunque analogo a quello della radio, sia nelle strutture sia nei rapporti con il potere politico.

• Dicembre 1938 l’ EIAR annuncia il prossimo inizio di trasmissioni regolari a Milano e Roma

Le trasmissioni, di 2 o 3 ore, sono coordinate da Sernicoli. La tv è concepita inizialmente come radio che si può vedere e cinema domestico; ma la novità principale è la straordinaria potenzialità di documentare gli eventi nel loro svolgersi. INTERVISTE

La guerra interrompe i processi di sviluppo della tv.

Ottobre 1944 nasce la RAI , con l aiuto della RCA, e trasmettitori americani che arrivano dal piano ERP.

Da settembre 1952 l attività è potenziata e il palinsesto assume una sempre più chiara architettura, su modello inglese:

• programma religioso

• varietà e sport

• film

• rubriche

• commedia

• un ora dedicata ai ragazzi

• telegiornale

• vario(musica, prosa, spettacoli)

i televisori sono ancori pochi (12.000); nel 1954, alla presentazione delle trasmissioni ufficiali, gran parte del territorio è servito, e nel giro di tre anni si punta a coprire tutta l’ Italia.

1953 Mostra nazionale della radio e della televisione le potenze industriali del ramo presentano apparecchi perfetti a prezzi di concorrenza con quelli di fabbricazione straniera. Dietro ai piani RAI, troviamo il ministro delle telecomunicazioni Spataro: allo stato spetta gli oneri dell’esercizio, ai privati la facoltà di vendere gli apparecchi, aiutati da dogane imposte sugli apparecchi stranieri.

• Marelli

• CGE

• FATME

• Marconi

• Siemens

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Sernesi ad Rai in questi anni; il suo lavoro viene giudicato positivamente; non è iscritto a nessun partito, anche se ha preferenze democristiane (e al momento 1953 sale al potere Fanfani, che puntava molto sulla comunicazione)

LA GESTIONE DELLA RAI NEGLI ANNI DELLA TRANSIZIONE

I programmi della Rai cambiano in parallelo ai nuovi equilibri politici che vanno a formarsi; esce Serseni, entrano:

Guala

Vicentini

La rai in mano ai clericali. Quindi la DC guadagna il controllo su un mezzo fondamentale durante questo periodo formazione culturale della massa su basi cattoliche. Punto fondamentale della nuova direzione è la culturalizzazione della popolazione (vengono assunti giovani di talento Eco, Colombo, Vattimo)

1957 MIRANDA PRORSUS, Pio XII considerazioni del Papa sul corretto uso della televisione: controllo della famiglia, del pudore, del buon senso, dell’etica. Il Papa chiede il diritto della Chiesa di accedere alla tecniche di diffusione, oltre il dovere dei pubblici poteri di renderle possibile tale accesso. Quindi i programmi non solo devono rispettare i principi di moralità generale, ma ne divulghino e ne esaltino i valori.

1. Il Male

2. La Famiglia

3. Il Pudore

Critiche arrivano anche dai laici, che non si staccano di denunciare il conformismo e il tedio dei programmi (dalla Tv esce un odore inconfondibile, di cero e incenso, sembra di essere in Chiesa. Cit)

1956 Escono di scena Guala e Vicentini, non in grado di reggere la situa pesante; entrano:

Arata

Rodinò

Cattolici moderati in grado di muoversi tra le diverse correnti del partito di maggioranza e di tenere testa alla pressioni derivanti dagli altri partiti, Psi in primis e anche agli ambienti cattolici più rompi coglioni, come l’ Azione Cattolica.

IMPOSTAZIONE DEL PALINSESTO

32 ore in 7 giorni (contenuta) (anni 60 diventano 50 ca)

1. TV dei Ragazzi

1.a.Penna di Falco

1.b.Rin Tin Tin

1.c.Zurlì, mago del giovedì

1.a. L’ attenzione della Rai per i minori è acuta; da fine anni 50 vengono introdotti i programmi scolastici :

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1.d.Telescuola

1.e.Non è mai troppo tardi (per analfabeti) (vincitore premio UNESCO 1965)

2. Cultura

1.f. Conoscere la natura

1.g.Le avventure della scienza

3. Letteratura

1.h.Narratori italiani

1.i. Il commesso in libreria

4. Donne

1.j. Prego, signora!

1.k.Vetrine

5. Religione

1.l. Messa domenicale

1.m.Alzati e cammina

1.n.Padre Mariano

6. Informazione

1.o.Telegiornale

1.p.Il punto della settimana (rubrica)

7. Storici

8. Sportivi

1.q.La domenica sportiva

8.i. Non è un caso che ci sia un innalzamento degli apparecchi acquistati in questi anni, con i mondiali di calcio del 54, le Olimpiadi invernali del 58 e le Olimpiadi a Roma del 1960.

9. Intrattenimento

1.r. Antologia del buonumore

1.s. Un, due, tre

1.t. Canzonissima

10. Quiz

1.u.Lascia o raddoppia? (Mike) fondamentale perché porta alla ribalta personaggi di diversa estrazione sociale e provenienza geografica; contatto con le realtà locali

1.v.Il musichiere

1.w.Telematch

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1.x.Campanile Sera

10.a.I primi spettacoli televisivi sono di inspirazione americana (The 64,000 dollar question, Name that Tune)

L’ IMPATTO DELLA TELEVISONE SULLA SOCIETA ITALIANA DEGLI ANNI 50

Nel marzo 1953 iniziano le prime trasmissioni sperimentali a Milano e Torino; pochi italiani dispongono di un apparecchio, studiosi sociologi del tempo dicono che operai e impiegati, come una volta facevano sacrifici per comprarsi un motoscooter, adesso li faranno per un televisore; nel 1956 la TV raggiunge quasi tutti i ceti sociali, e diventa una vera arma di influenza sull’ opinione pubblica, termine nuovo per l’ epoca.

La Rai utilizza gli stessi metodi promozionale della radio nel dopo guerra, organizzando per esempio nei paesi più remoti spettacoli allestiti dalle telesquadre, che portano tutto l occorrente ad eccezione degli attori, scelti tra la popolazione.

Gli abbonamenti crescono a dismisura, nel 1961 superano i 2 mln; l’ Italia si colloca nei vertici europei, sopra Francia e Inghilterra. Il tutto è alimentato dal boom economico del tempo. In terronia la televisione arriva con 3 anni di ritardo.

LA REAZIONE DEL MONDO DELLA CULTURA

Il mondo della cultura si divide, tra chi vede il mezzo come una novità ben gradita e chi lo vede come una calunnia per le menti degli italiani già abbastanza povere di cultura.

Moravia, Montale, Monelli contro la TV

Zavattini, Spirito, Eco Pro TV

CENTRO E PERIFERIE

La Rai ha sede a Roma, e la DC è d accordo su questo; Milano appare però il centro ideale della nascente televisione italiana. È su tale sfondo che vanno letti i primi tentativi di lanciare nel nostro paese una televisione privata.

1956 Centro Milanese Cinetelevisivo società di produzione di cortometraggi e documentari televisivi ,spinta dagli investimenti di grossi industriali lombardi e gruppi finanziari emiliani, piemontesi e liguri. Circolano intorno alla CMC i nomi di Rizzoli (presidente del Milan) e Mondadori.

1957 nasce TVL, Televisione Libera, una società per azione di Figari; TVL predispone l inizio di trasmissioni installando un impianto a piazza della repubblica a Milano e dotandosi di apparecchi americani che avrebbero garantito qualità superiore a quella della RAI; fondamentale l apporto della RCA, apporto finanziario.

Oltre a Milano:

1. Tempo-tv (Roma)

2. Tv per il mezzogiorno (Napoli, Achille Lauro)

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Le critiche principali mosse alla RAI sono l'altro tasso di canone e l’ arrivo prossimo della pubblicità; è proprio sulla pubblicità che si soffermano le tv private. A inizio 1957 esordisce Carosello: il messaggio promozionale degli spot (1 mln al minuto) deve essere concentrato nel codino, 30 secondi.

Su esempio estero (Inghilterra, Svizzera, Germania Ovest) i privati spingono per fare capire alla popolazione che è ora di cambiamento.

I partiti si schierano a favore o contro l “TV 2”

Favorevoli:

• liberali

• socialdemocratici

• in parte il mondo cattolico

• PSI

Contrari

• Ala sinistra dei liberali

• L’ Espresso

• DC

• Comunisti

La sentenza della Corte Costituzionale arriva e nega la concessione a TVL; c’ è il timore che una TV commerciale si trasformi in uno strumento di pressione politica e in un grosso affare pubblicitario. Non è casuale che proprio in questa situazione la Rai inizi a lavorare per il secondo canale.

Qualche anno dopo TVL viene chiusa dal ministro delle telecomunicazioni insieme alla tv di Napoli; un ricorso non servirà a niente.

APOGEO E CRISI: LA TELEVISIONE DI BERNABEI

Gennaio 1961 sale alla dirigenza Rai Ettore Bernabei; ci rimane fino al 1975. Il compito di Bernabei è quello di seguire la linea guida data da Guala, con le giuste attenzione per il panorama politico difficile e in continuo cambiamento e un occhio alla DC e alle iniziative cattoliche. Nei primi anni della sua dirigenza si avvicendano iniziative di una certa audacia e interventi censori: la gestione della morale e una legge sulla censura sono richieste dal mondo cattolico al momento della salita al governo dei socialisti. Urge una strategia che tenga conto di voci diverse, accontentando tutti:

RIVOLUZIONE DEI PROGRAMMI:

1. INFORMAZIONE

1.a.Enzo Biagi

1.a.Fa tutto a modo suo, rivoluzionando il telegiornale, mettendo in primo piano cronaca, privilegiata da filmati;

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2. APPRONDIMENTO

1.b.Sempre Biagi Rotocalco televisivo : cronaca, politica, costume, varietà

La situa in politica è peso e la Rai è sempre in mezzo.

DarioFo Canzonissima la bravura di Fo sta nel costringere lo spettatore a schierarsi sul tema discusso; o contro o a favore; Fo è in grado, tramite satira e denuncia, di tenere gli spettatori incollati allo schermo. Arriva critiche da parte del CDS “non si può pretendere di chiamare Fo e aspettarsi uno spettacolo cattolico e democratico cristiano”.

Importante anche la critica di Montanelli, dagli sprechi della Rai, ai programmi sulla Resistenza, alla conduzione volta a compiacere il Vaticano e i comunisti, a Bernabei, Fanfani etc.

Nel 1963 i socialisti salgono a governo con la DC; Bernabei amministra perfettamente la situazione e riese a consolidare la sua posizione. la Rai si presenta come un organismo molto più pluralista, capace di conferire una fisionomia marcata e originale alla sua offerta.

I PROGRAMMI E LA FILOSOFIA EDITORIALE

4 novembre 1961 iniziano le trasmissioni del secondo canale.

1. Arricchire la programmazione per togliere un arma ai privati

2. Articolare l offerta a un pubblico sempre più ampio

3. Sperimentare nuovi format su cui esercitare giovani talenti

4. Rafforzare l’ organigramma per favorire assunzioni e promozioni

Non è assolutamente un programma di alto profilo, perché i cash son pochi, il pubblico è tanto, e la maggior parte sono scemi (basso livello culturale).

Romanò

Gennarini dirigono il programma

il palinsesto è studiato sulla base della complementarità tra i due canali: i titoli più forti vanno sul nazionale, quelli di nicchia o sperimentali sul Secondo.

In aiuto alla Rai intervengono le innovazione tecnologiche del tempo.

1. INFORMAZIONE

1.a.Monte ore crescente

1.b.Linea diretta prodotto giornalistico di stampo anglosassone, si fa forza sui collegamenti in diretta e di un linguaggio elegante ma vicino all’ immediatezza del parlato. Riceve critiche da parte di comunisti e CDS.

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2. APPROFFONDIMENTO

1.c.TV7 7/8 servizi brevi

2.1.Sguardo rivolto agli aspetti politici e sociali (non umani)

2.2.Eventi e novità

2.3.Taglio più informale e aperto rispetto alle strettoie imposte dal TG

3. VARIE

1.d.Libro Bianco

1.e.Osservatorio (attualità, storia, spettacolo)

1.f. Zoom (attualità culturale)

1.g.A come Agricoltura

4. GIORNALISMO SPORTIVO

1.h.La domenica sportiva

1.i. Mercoledì sport

1.j. Novantesimo minuto

1.k.Sprint

5. INCHIESTE

1.l. Cronaca di un anno

1.m.Giovani d oggi

1.n.Verso la metropoli

Sono spariti dai teleschermi i programmi femminili. Le donne solo più attente a teleromanzi, film sentimentali, commedie dalla trama semplice.

La principale sfida per la Rai è quella di adeguare l’ offerta al livello culturale del pubblico, formato per il 65% da gente con la licenza elementare. facile comprensibilità e immediata comunicazione.

PROGRAMMI DI ALFABETIZZAZIONE E ISTRUZIONE

a. 1961 avvio sperimentazione scuola media

b. 1967 non più lezioni in aula ma programmi più simili a un documentario

c. 1971 i programmi sono pensati per fasce di apprendimento, non più per singole classi

Aggiornamento complessivo dell’ offerta culturale, stando su standard non troppo alti tenendo conto della situazione del paese, ma anche considerando le classi più alte:

• Arti e Scienze

• L’ Approdo salotto di discussione che ospita, tra gli altri, Ungaretti

Il pubblico coinvolto, in numeri, non ha niente a che fare con gli altri programmi, ma raggiunge comunque i 3 mln di spettatori.

• Poeti nel tempo (Carducci, Pascoli, D’ Annunzio, Ungaretti, Montale, Saba)

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• Programmi sull arte

• Inchieste giornalistiche

• Programmi d intrattenimento

• quiz

• La fiera dei sogni

• Rischiatutto (Mike Bongiorno)

• Varietà

• Studio Uno

■ Cochi e Renato/ Raffaella Carrà

• Musica

• Festival Bar

• Sanremo

• Cantagiro

• Adriano clan (Celentano)

• Sette voci (Baudo)

Cinemaadattamenti letterari

■ Teleromanzo successo enorme, giusto equilibrio tra spettacolarità e rispetto dei testi; la cultura umanistica italiana ed europea è vista come base della storia dell’ umanità, quindi il rispetto è enorme, nonostante il pubblico capisca a malapena la lingua italiana.

■ Odissea

■ Eneide

■ Mosè

Feuilleton I Promessi Sposi

• Le ricadute sulla vendita dei libri, con i protagonisti dello schermo in copertina naturalmente, sono scontate; va a formarsi un legame televisione- editoria che gioverà a entrambi i mondi.

I critici si dividono, considerando le produzioni cinematografiche televisive un insulto alla tradizione o un modo perfetto per aprire questo mondo ai meno colti e interessati. I più pessimisti vengono fatti tacere dai fatti, dalle vendite: la televisione fa bene al libro, o, nel peggiore dei casi, male non gli fa; sollevando un interesse nel libro a un pubblico prima completamente estraneo a mondo della lettura creazione lettore medio che manca al mercato editoriale italiano. La televisione da vita a un nuovo genere letterario.

In quest’ anni il racconto televisivo, oltre alla letteratura, si fa anche alla storia; nonostante questo rimangono numerosi gli acquisti dall’ estero:

La Famiglia Addams

Vita da strega

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Attenti a quei due

Arsenio Lupin

• Biografie italiane

• Giuseppe Verdi

• Vita di Michelangelo

• Vita di Dante

• Caravaggio

• Cristoforo Colombo

• Telefilm gialli e polizieschi

• Qui squadra mobile

• Giallo-fantastico e mistero

• Ho incontrato un ombra

• Sceneggiati su questioni delicate della vita sociale (novità)

• Dedicato a un bambino

• Dedicato a una coppia

• Dedicato a un dottore

Ragazzi/e (sempre basati sullo sceneggiato)

• Il giornalino si Gianburrasca

• Le avventure di Pinocchio

• Gianni Rodari

• Prodotti italiani ed esteri

• Grande offerta (programmi in inglese, musicali, documentari, all aria aperta)

• Francesco Alberoni

Carosello grande successo; finisce per far amare il consumismo agli italiani. I suoi spettatori sono ipnotizzati dalle canzoncine, dagli slogan e dai protagonisti dello spettacolo.

Aumentano i momenti di pubblicità

Tic Tac

Gong

Arcobaleno

1967 Commissione paritetica ha il compito di mantenere costante il rapporto tra gli investimenti pubblicitaria della stampa e quelli della televisione.--> la reclame continua quindi ad essere contata con il contagocce e predisposta a spazi definiti.

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TELEVISIONE SOCIETA E CULTURA NEGLI ANNI 60

La televisione è diventata un bene irrinunciabile; le famiglie sono disposte a fare grandi sacrifici per potersi permettere l acquisto di un apparecchio a rate. La televisione significa si isolamento, ma è anche mezzo per penetrare in una realtà prima sconosciuta a molti, perché molti ne rimangono esclusi.

Non mancano le critiche, soprattutto dal mondo intelletuale e letterale; in un momento in cui lo sviluppo economico e sociale sono al comando, la Rai viene vista come un blocco, una strozzatura verso un nuovo modo di vivere, migliore.

Anche in linguistica si studia il fenomeno Tullio De Mauro considera il linguaggio televisivo come una forza di immediata penetrazione, ignota ad ogni altro segno linguistico, utile gli italiani per avvicinarsi al parlato formale e informale.

a. La televisione aiuta la società ad allontanarsi da vincoli che si creano tra diverse culture per diversi linguaggi e modi di fare ha la funzione di dare una lingua comune, informale e spontanea, in cui tutti possono ritrovarsi; è inoltre in grado di far conoscere a tutti le diverse culture, diminuendo la distanza tra di esse.

b. Dall’ altra parte, si trovano elementi conservativi, ipotizzando una funzione inibitoria sulle menti degli spettatori.

In questi studi è scarsa l attenzione tra il rapporto tra la televisione e gli altri mondi dell informazione, in primis quello della radio, in grande aumento ma messo in ombra. Nel 1975 Pasolini arriva addirittura a richiedere l abolizione della televisione e della scuola obbligatoria, considerati strumenti dell interesse borghese.

TRA CRISI E TRASFORMAZIONI: VERSO LA RIFORMA

Alla fine degli anni 60 la Rai è un azienda dispendiosa; costano le trasmissioni, gli autori, le scenografia, i tecnici, il raddoppio del telegiornale, l aumento delle ore di trasmissione. L’ introduzione della Tv a colori non migliora le cose, anche a causa di una legge proposta da La Malfa che la considera un mezzo inutile e dispendioso, che andrebbe a colpire il paese con l’ inflazione; La Malfa penalizza la Rai e le industrie produttrici italiane, andando a favorire quelle estere.

Ci si avvicina verso la fine di una stagione, nel mondo della televisione come in quello politico: il sistema dei partiti è indebolito dalle proteste degli studenti e dai primi attentati che spaventano la popolazione italiana; la Dc si trova di fronte i primi scandali e scontri interni. Il governo centrista di Andreotti va a sotituire il cda della Rai, inserendo il giornalista Mattei, reazionario.

Settembre 1974 Bernabei lascia la presidenza della Rai

Iniziano a intravedersi i primi fenomeni dovuti all’ ingresso della televisione nella vita degli italiani:

• secolarizzazione

• trasformazione dei consumi, dei valori, dell idea di famiglia, della donna, dei giovani

• contestazione

• tendenza al consumismo

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tutti fenomeni che la DC, nonostante abbia sempre avuto il controllo sul mezzo, non si augurava, ma che in realtà ha alimentato.

Non a caso, in questo clima difficile, in cui vengono fuori le principali difficolta e lacune dei partiti, si riaffaccino i privati. Il monopolio Rai è già stato messo a fuoco a fine 60:

in Lombardia e Piemonte con una buona antenna si riceve la TSI (1962)

Valle d Aosta, Liguria; Piemonte, Toscana si riceve Montecarlo (1967)

Friuli, Veneto, Marche si riceve Telecapodistria (1971)

La TSI, che trasmette a colori, è molto apprezzata da chi riesce a captarla; arriva a Parma nei primi 70 e raggiunge Roma nel 74.

1971 nasce Telebiella, considerata la prima tv privata in gradi di trasmettere nel nostro paese; nata dalla mente di Giuseppe Sacchi, ex Rai, si propone come una televisione che nasce dal basso, da chi la guarda.

La seguono a ruota

Tele Napoli

Tele Ivrea

Tele piombino

Tele Ancona

Teleabruzzo

Secondo Bernabei questi privati trovano i fondi dagli ambienti finanziari e industriali sempre interessati a inserirsi nel sistema televisivo (repubblicani, socialdemocratici, liberali, socialisti).

1973 DECRETO GIOIA Giovanni Gioia, ministro delle Poste e delle Telecomunicazione di Andreotti, emana questo decreto a sfavore di private e stranieri: è possibile sigillare gli impianti delle emittenti locali via cavo e smantellare i ripetitori delle reti straniere.

Il decreto costringe alla chiusura Telebiella.

1974 DECRETO TOGNI alla vigilia dei mondiali di calcio, il nuovo ministro Togni emana un decreto che ordina lo smantellamento dei ripetitori di tv straniere, suscitando nel pubblico grandi proteste, obbiettivo principale la Rai.

1974 la Corte si preannuncia sia sulle televisioni straniere he su quelle locali via cavo: la sentenza n. 225 riconosce il diritto ai privati di ripetere i programmi televisivi esteri purché non interferiscano con le trasmissioni Rai; la n.226 legalizza le radio e le televisioni provate via cavo di portata non eccedente l’ ambito locale.

PRO-MONOPOLIO:

• Sindacato

• PCI

• PSI

• PSIUP e ARCI

PRO-PRIVATE:

• parte della DC (l’altra si astiene e si rassegna)

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• Confindustria

• Espresso (Scalfari)

• Agnelli

• Rizzoli

Alla fine la legge si configura come il risultato di un accordo tra i due principali partiti di maggioranza, DC e PSI. I grandi cambiamenti del quadro politico (compromesso storico) andranno a influenzare la TV.

DALLA RIVOLUZIONE DELL ETERE AL DUOPOLIO LA RAI DOPO LA RIFORMA: RISTRUTTURAZIONE E NUOVE STRATEGIE EDITORIALI

Legge 1975 permette un regime di concorrenza tra le due reti esistenti, alla DC la prima, ai socialisti la seconda. Il fronte dell emittenza libera è in fermento; la riforma rende più conveniente trasmettere via etere, uccidendo sul nascere la tv via cavo.

Come accaduto per il colore, l’ italia rischia di diventare terra di conquista, visto che si trova ai margini della ricerca scientifica.

La Rai è guidata da figure nuove, primo tra tutti Paolo Grassi, nuovo direttore, ex direttore del Piccolo di Milano; Grassi non può fare molto, si limita a lavorare alla terza rete.

Le elezioni del 1979 danno via al compromesso storico tra DC e PCI; la Rai è in mezzo a questi cambiamenti:

1. Il primo canale , diretto dal cattolico Scarano, in linea con la tradizione e dal taglio nazionalpopolare

2. Il secondo canale, diretto da Massimo Fichera(Olivetti), più sperimentale e anticonformista, espressione della cultura laica e socialista.

Tale combinazione da vita a palinsesti più nuovi, con l intenzione di svecchiare le due reti, ispirando modelli nuovi originali e sfoggiare una vena più creativa.

1 febbraio 1977 COLORE

PALINSESTO:

1. INTRATTENIMENTO (novità uso dichiarato della DIRETTA)

1.1.Domenica in (primo programma contenitore, destinato a tutta la famiglia, che spazia da argomenti sportivi, a quiz, a telefilm, interviste, musica)

1.2.L’ Altra Domenica (rete 2)

2. VARIETÀ (sabato sera)

1.3.Fantastico

1.4.Non stop

1.5.La Sberla

3. TALK SHOW

1.6.Bontà loro Maurizio Costanzo, novità per l’ Italia; conversazione leggera, quasi confidenziale

1.7.Acquario

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1.8.Maurizio Costanzo Show

1.9.Portobello mercatino per inserzionisti, Enzo Tortora

3.i.Grande novità è il rapporto interattivo con il pubblico persmesso dalle telefonata studio-casa.

4. RUBRICHE “VERE”

5. TELEROMANZI DI TAGLIO CINEMATOGRAFICO

1.10.Sandokan

1.11.Marco Polo

5.i.Non sono programmi visti come semplice intrattenimento, i critici sostengono di vederci un denominatore comune di natura culturale, che mostra agli spettatori i temi chiave della storia antica e della cultura contemporanea.

5.ii.Nell 82 il 75% dei programmi Rai è prodotto in house; ma rispetto a Bernabei crescono i telefilm importati

5.1.Happy days

5.2.Hazzard

5.3.Furia cavallo del West

5.4.Heidi e cartoni (seconda rete)

6. INFORMAZIONE

6.a.Concorrenza tra le due reti non manca di concentrarsi nei telegiornali, il momento politico per eccellenza. I telegiornali post riforma sono due programmi molto differenti, rappresentati da diversi giornalisti Rai che hanno preso l loro scelta in base le proprie preferenze o aree di appartenenza.

1.12.TG1 Emilio Rossi

6.a. Tradizionale per impostazione politica e culturale

6.b. Accento sulla notizia piuttosto che sul commento

6.c. Format secco e rapido

6.d. Semplice e chiaro

1.13.TG2 (edizione serale con sottotitolo Studio Aperto) Andrea Barbato

6.e. Più mosso, discusso, sceneggiato

6.f. Trattazione spregiudicata delle notizie politiche

6.g. Attenzione ai nuovi fenomeni sociali

6.h. Modello giornalistico moderno

6.b.In generale per entrambi i TG si può parlare di grandi novità; non per i ritmi che rimangono lenti, più per i contenuti, dove si iniziano a trattare tematiche delicate e cambia l’ approccio dei giornalisti alla notizia.

1.14.Processo per stupro

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1.15.A:A:A Offresi una prostituta e i suoi clienti

6.c.Le reti impostano indirizzi propri; se la prima guarda al modello classico del settimanale d attualità nell accostamento tra hard e soft news, la seconda diversifica i prodotti distinguendo un TG” Dossier che affronta la questioni peso e un Odeon che si occupa di costume e spettacolo, con taglio ironico.

6.d.La grande novità si è detto è la DIRETTA, che viene utilizzata al meglio negli eventi del tempo, dal rapimento di Moro, alla morte di papa Gio Paolo I, alla strage di Bologna; l’ occasione di partecipazione collettiva a un evento che sprigione una grande forza emotiva, narrativa e simbolica.

7. RAGAZZI/E

6.e.Lo spazio per i ragazzi, sulla scia della contestazione che investe il modello scolastico e pedagoci ocorrente VIENE CANCELLATO, sostituito da altri votati al mero intrattenimento del pubblico dei più giovani con telefilm e cartoni animati

1.16.Ufo Robot

1.17.Mazinga Z

1.18.Remi

1.19.Ken in guerriero

8. CULTURA

6.f. L’ offerta rimane robusta e quella cinema ricca e di qualità

1.20.Tuttilibri

1.21.Gulliver

6.g.Una cultura popolare nel senso valida per tutti , con una forte tendenza inclusiva e aggregante. Si assiste a una polarizzazione: da una parte evasione per un pubblico di massa, dall altra cultura per una minoranza.

La rinnovata alleanza DC-PCI (che si espande per tutti gli 80 nel pentapartito con PSDI, PRI e PLI) esprime un nuovo organigramma per la Rai:

• pres Zavoli

• direttore generale De Luca

• vice Agnes

• neonata terza rete Rossini

in questo periodo si ha a che fare con la crisi del servizio pubblico come istituzione; nella tv, nei giornali, dall’ Italia all’ Europa. In Italia questa crisi però combacia con la fine delle ideologie e la chiusura di una stagione politica; quindi è un bel casino e la Rai se ne accorgerà presto.

IL DIBATTITO SULLA TERZA RETE PARTORISCE IL TOPOLINO RAITRE

Primi anni 70, è forte il dibattito sul decentramento amministrativo, e con esso anche quello per un arena dell’ informazione più significativa delle realtà locali; l’ idea non convince, una rete regionale potrebbe trasformarsi in un ghetto(!?); più accreditata l’ opzione di una rete nazionale, idonea anche a una separata e contemporanea utilizzazione per diffusione in ambito regionale.

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Tra i partiti più entusiasta c’ è il PCI una rete decentrata appare ai comunisti la carta da fofrire ai propri amministratori locali e un occasione per aggirare il fortino della Rai. Per le ragione opposte la DC manifesta freddezza.

Nel 1977 Grassi informa il sindaco di Milano (Tognoli, socialista) che la Rai è orientata a potenziare gli impianti della sede milanese; è chiaro che il progetto della Rai è quello di dare vita a tante piccole sedi regionali, a discapito di 2/3 grandi sedi centrali. Francia e Germania sono prese di riferimento, il problema è che in Germania ci sono 5 stazioni per 9 regioni, in Francia 11 per tutte le regioni francesi, e in Italia 21 stazioni per 20 regioni.

I costi di gestione sono alti, sono scarse le risorse destinate ai programmi; ne deriva un offerta di basso livello che, a parte Il processo del lunedì di Biscardi, arriva a bassi ascolti.

Le critiche alla terza rete non mancano, ritenuta inutile e dispendiosa, un gioco che non vale la candela. È in questi periodi che i privati si fanno forti, nel 1979 arrivano a un quarto dell’ intero ascolto e insieme superano quello di rete 2, mentre di sera la metà del pubblico si sposta sulle private. Attenta Rai.

L’ ARMATA DELLE TV PRIVATE: DALLE STAZIONI LOCALI AI GRANDI NETWORK

Un nome: Silvio Berlusconi è l’ imprenditore milanese a capo dell’ esercito delle private; presupposto del fenomeno privato è il crollo delle barriere fisiche e legali che hanno impedito la liberalizzazione del settore, fino agli anni 70 la distribuzione internazionale delle frequenze non assegna all’ Italia canali sufficienti per più di 4 reti nazionali presto l’ avvento dei satelliti incrementerà fisiologicamente il numero di canali disponibili.

La corsa alle frequenze libere vede gareggiare imprenditori, editori, partiti, associazioni; dal 76 al 78 le tv private arrivano a 434, con una densità maggiore che negli Stati Uniti.

Le tv pubbliche sono in crisi ovunque; il processo in atto è comune; aumenta il capitale, alla ricerca di nuovi investimenti verso il settore della comunicazione; la spinta alla privatizzazione dei servizi ne è un ovvia conseguenza. La ricerca di consenso nel pubblico, la politica economica spinta al risparmio, fanno si che le reti acquistino sempre più prodotti americani, per produrre pubblico, uniformando il gusto degli spettatori.

Perché i cittadini italiani vogliono le private?

• Programmazione estesa/no-stop

• Notiziari locali

• Cronaca sportiva

• Cartoni animati

• Telefilm

• Film

• Programmi osé/spogliarelli

• Pubblicità grezza

Esempi private:

• Telealtomilanese

• Antenna 3

• Teleroma56

• Telefirenze

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• Telelibera

• Telenova

Se si guarda alla tele locali si nota la fattura pacchiana e artigianale, da qui la qualità scadente, i programmi rudimentali, volgari, arrangiati, i notiziari poveri, la gare di liscio e briscola. Ma è proprio quello che chiedono i loro telespettatori no alla cultura, si allo strapaese. Si tratta di linee editoriali che la rai ha sempre snobbato o comunque sfruttato al minimo. Buona parte delle private sono imprese puramente commerciali, che se ne fottono dell etica.

NET Nuova emittenza televisiva Walter Veltroni la crea, rivolta a una catena di 18 televisioni cui offre gratuitamente metà della programmazione con l’ obbiettivo di costruire una capillare rete che copra il territorio nazionale.

Gli investimenti crescono e si indirizzano verso le private; è proprio l emittenza privata a trainare l incremento della spesa pubblicitaria globale italiana degli anni 80.

Si ha ora uno sviluppo prosperoso e totalemente selvaggio e non disciplinato; a metà degli anni 70 inoltre la riforma della Rai e le sentenze favorevoli alla liberizzazione dell etere spostano l attenzione dei partiti al settore privato.

Telemond Mondadori

Rete Italia Berlusconi

Gli studiosi del settore si rendono conto che gli investimenti sono indirizzati verso massimo 3 reti private; si assiste verso le fine degli anni 70 a una concentrazione e assestamento del settore televisivo privato.

Sembra che il duopolio privato/statale vada avanti sempre più a favore del privato. Ci sono un sacco di tv private che arrivano a un certo punto ma poi non riescono a sfondare e precipitano

Elefante TV

• Telesicilia

• Telesecolo

• Videobologna

• Antennanord

Si incrociano le strade delle tv private con il mondo dell editoria e dei giornali; Rizzoli, Rusconi e Mondadori sembrano essere interessati. Nel 1974 il CDS passa a Rizzoli, che arriva a controllare 10 quotidiani (impero di carta); Rizzoli fallisce nel tentativo di dare vita a un emittente per l’ Italia a Malta; ma riesce a dare vita a PIN Prima ReteIndipendente, un gruppo di stazioni televisive intorno a Telealtomilanese. Rizzoli punta a mettere in crisi la Rai e dare a PIN una struttura industriale. PIN trasmette il primo telegiornale privato, anti-telegiornale, Contatto, diretto da Maurizio Costanzo e trasmesso in diretta: notiziario di interviste e raccontato da Costanzone nazionale. però la diretta è fuorilegge, e Rizzoli lo sa; è una chiara provocazione a coinvolgere la Corte Costituzionale, la quale pero questa volta risponde con un no: il monopolio pubblico su scala nazionale è perciò ribadito(1981). (pag 140)

Fine 1981 Rusconi mette insieme 4 emittenti proprie e 14 affiliate che iniziano a trasmette dal 1982 come Italia 1. La FIAT è protagonista dell operazione (Luca Cordero di Montezemolo). Rusconi cade poco dopo, per questioni di problemi interni e non ritorno di conti.

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Nel 1982 vede la luce anche RETE4 e Progetto 1, guidato dalla Mondadori, che entra nel mondo televisivo in punta di piedi. Ma la vera novità deve ancora arrivare e si chiama Canale 5.

L’ ASCESA DI BERLUSCONI: DA TELEMILANOCAVO A CANALE 5

Nel 1974 Berlusca acquista una quota azionaria del Giornale di Montanelli, l anno dopo Telemilanocavo; inizia qui la sua carriera da editore.

TeleMilano è una delle 12 televisioni private milanesi; nel 1976, quando passa all etere sotto la guida di Galliani, e trasmette come Telemilano Canale 58, le concorrenti sono quasi una ventina.

Inizia la costruzione dei pilastri fisici dell’ azienda, sotto le ali di Elettronica industriale e Finivest. Canale 5 è costituito da un fitto numero di emittenti acquisite si arriva in breve tempo a trasmettere al Nord come Canale 5 e al sud come Canale 10. È di fatto il primo network nazionale.

Un obbiettivo primario di Berlusconi è di riempire il palinsesto fino ad arrivare a 24 ore e metterci un botto di pubblicità; da vita dunque a:

Rete Italia società per la produzione e la compravendita di programmi che acquista in breve tempo un sacco di film.

• Strategia pubblicitaria piglia una pubblico femminile e di modesta cultura e non professionalizzato; inserzionisti di prodotti di largo consumo e sperimenta modalità di vendite aggressive, elastiche e fantasiose.

La linea editoriale, la scelta e l’organizzazione deicontenutiCanale 5 applica un metodo che fa tesoro degli errori altrui e ne assorbe mimeticamente le intuizioni vincenti fare breccia nei punti deboli del più forte.

Stile d’ oltreoceano

Americanizzazione dell offerta

Ci si piglia gli spazi lasciati vuoti nel palinsesto della rai, come la mattina;

Buongiorno Italia (su stampo di Good Morning America della ABC); oltre ai film, telefilm e cartoni animati americani coprono un terzo dell’ offerta.

Canale 5 vince anche alla sera (Dynasty, Dallas telenovela).

Nei primi 80 Canale 5 sperimenta la tattica del trascinamento: dopo un prodotto x in prima serata, in seconda serata è previsto un altro prodotto simile a X, che possa andare bene al pubblico del primo prodotto e quindi il primato in quella sera si fa assoluto.

Ne 1980 colpo grosso Finivest si piglia i diritti per trasmettere il Mundialito, torneo che vede sfidarsi le 7 squadre vincitrici di almeno un mondiale.

Inverno 1981, iniziano gli show autoprodotti, su modello nazionapopolare della Rai:

• Drive In

• Fantastico

• Hello Goggi (autore Antonio Ricci)

• Te la do io l’America/Brasile (Beppe Grillo)

• Striscia la Notizia

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1. In agosto 1982 Rusconi decide di vendere Italia 1; su più offerte spicca quella di B di 28 miliardi.

Nel 1982 canale 5 si assicura Mike Bongiorno dalla Rai, solo il primo a cui seguono Mondaini e Vianello.

Gli anni successivi vedono il duello tra le reti di Berlusconi e quella di Mondadori, Rete4.

2. Nell’ agosto 1984 Mondadori si arrende e vende all unico offerente Berlusconi per 105 miliardi.

Intanto:

• consigliere di maggioranza nel Giornale

• acquista Tv sorrisi e canzoni

• fa un botto di cash (900miliardi) con gli introiti pubblicitari

• costringe tutti, da Rizzoli alla Fiat a Rusconi e Mondadori a stare fuori dal mondo della TV commerciale.

Nel 1984 Finivest possiede così 3 network, che potrà utilizzare per destinazioni complementari:

Canale 5 pubblico familiare ed eterogeneo

Italia 1 target giovanile e maschile

Retequattro soap opera e telefilm

E il punto di forza dei 3 canali è che naturalmente non sono concorrenti, anzi si scambiano programmi, pubblicità e personaggi. ; Berlusconi in questa fase non è editore, ma venditore di spazi pubblicitari e distributore di televisione. Sollevato dal ruolo di educare e iinformare come era per la rai , B è libero di offrire programmi leggeri e senza peso culturale o sociale, ciò che gli italiani vogliono vedere senza troppo impegno.

Craxi sale al governo dalla Rai a un privato amico, su cui contare per guadagnare visibilità e per rilanciare l’’ immagine del partito, della difesa del monopolio pubblico alla libertà della concorrenza, vista come espressione autentica di un pluralismo politico e culturale. Il Psi gioca la carta Finivest, uno spazio in cui creare potere e visibilità. L appoggio alle reti di B è esplicito e convinto. Il responsabile delle televisioni del psi, Pillitteri, parla degli show della Finivest, dai Puffi a Dallas, come un prodotto che colpisce gli italiani, gli distrae, gli commuove; vale dunque la pena combattere una battaglia per questi programmi. Oltre alla sponda socialista, Berlusconi può contare sull appoggio di altri politici, da Andreotti all MSI.

Craxi porta al Consiglio dei un ministri un decreto che preveda l’ interconnessione, che però non passa, in opposizione piena con PCI, e visto male da sinistra democristiana.

Nel gennaio 1985 passa un testo che preve una diminuzione del quantitativo pubblicitario (16% della settimana) e da la possibilità solo alle reti Finivesti di trasmettere in dirette tramite videocassette, perché l’ unica che lo faceva anche prima; inoltre obbliga a occupare il 40% del palinsesto con trasmissioni prodotte.

La vicenda alimenta gli schieramenti politici protagonisti dei prossimi anni:

sinistra democratica destra democratica

comunisti socialisti craxiani

minoranza di socialisti socialdemocratici, missini e liberali

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L’ ETÀ DELLA CONCORRENZA

Agli inizio degli anni 80 in Rai non c’ è nemmeno più voglia di riformarsi per coprire il gap con le private, inoltre nel 1981 l azienda è colpita dallo scandalo della P2, tra cui compaiono indagati i direttori del TG1 e del GR2.

Nel paese intanto finiscono gli anni di piombo, con la fine degli scioperi da parte degli operai Rai e il rapimento di Moro.

La società è predisposta ad altri valori, altre mode, individualismo, cena consumistica, il culto della dimensione simbolica del benessere, la celebrazione dei sentimenti, il revival; l industria della cultura si affretta a rispondere a questi nuovi bisogni.

L’ interesse si volge a quello che appare il fenomeno centrale della società contemporanea: il nesso tra consumo e spettacolo tutto sembra diventare spettacolo. È questo il terreo di coltura da cui prende le mosse il vero e proprio boom televisivo. Gli effetti hanno ricadute anche su altri comparti dell’industria culturale, come ad esempio i periodici che si occupano di televisione (Bolero, Radiocorriere TV, TV sorrisi e canzoni). Arretrano i settimanali per la famiglia (Oggi, Gente) e i fumetti per ragazzi (Topolino) a favore della fetta di editoria che si occupa di quella che c’ è in TV.

La grandiosa fase del settore è alimentata dal fattore pubblicitario, che cresce pari pari allo sviluppo economico. La televisione commerciale, dunque, ha creato ricchezza e sostiene il trend positivo, in un riverbero reciproco tra immaginario e realtà, desideri e propensione all acquisto.

La società italiana si trova davanti a

1. La diffusione del benessere e la stabilità politica

2. L’ aumento del debito pubblico e il declino del sistema dei partiti

La conferma del duopolio, ammazza ogni probabilità di dare vita a un campo plurale e aperto. Nonostante questo si assiste a qualche tentativo:

1. Stazioni locali

2. Circuiti che cercano invano di compire un salto di qualità

3. Unica emittente che opta per la specializzazioneVideomusic, nata nel 1984, prima televisione musicale in Europa.

Nasce un nuovo sport per gli spettatori: lo zapping. Umberto Eco a riguardo conia un nuovo termine, la neotelevisione informazione e finzione tendono a intrecciarsi, per cui la distinzione tra notizie vere e false perde valore; la televisione si trasforma così da veicolo di fatti in apparato per la produzione di fatti, da specchio della realtà e produttore della realtà.

La televisione del resto diventa a tutti gli effetti organismo che funziona seguendo regole di economia. Trionfa il cosiddetto infointment , un ibrido tra informazione e intrattenimento, e trionfa la fiction in tutte le sue declinazioni. (Vita da strega, Magnum P.I., Miami Vice, I Robinson).

Nel 1984 nasce Auditel, i cui soci sono in parti uguali la Rai, le private e l’UPA (Utenti Pubblicità Associati). Il sistema, che utilizza il telecomando che ormai hanno tutti, si avvia nel 1987, monitorando un numero di famiglie campione sempre più alto e incidendo in misura sempre più forte sull’ organizzazione dei palinsesti e sulla fattura dei programmi.

I canali Fininvest, aggrediscono il mercato con un offerta che fa perno sui primitivi capisaldi e sulla produzione di varietà e rubriche a basso costo; il tono e i registri adottati sono sempre gli stessi e funzionali: ottimismo, vivacità, una perfetta convivenza tra trasmissioni e spot con consigli per gli acquisti.

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Nel novembre 1988 inizia Striscia La Notizia, uno dei programmi che fa la fortuna di Finivest e tra i più longevi.

1. VARIETÀ

1.1.Buona domenica (Costanzo)

1.2.Drive in (Teocoli, Gnocchi)

2. QUIZ

1.3.Ruota della fortuna

1.4.Ok, il prezzo è giusto il gioco stesso in questo caso coincide con la pubblicità

3. SU STAMPO AMERICANO

1.5.Paperissima

1.6.M’ ama non m’ama

1.7.Il gioco delle coppie

1.8.Tra moglie e marito

3.a.Tuttavia andando avanti la % di prodotti americani nel palinsesto Fininvest diminuisce

Bim Bum Bam lancia Paolo Bonolis.

Punto di forza di F. è l’abbondante offerta di film graditi dal pubblico (circa 200). Modesta è la presenza di programmi di cultura e attualità.

E la Rai?

I primi 80 sono per la Rai un momento difficile. L’ azienda è in preda dei mali di sempre; il due anni si è perduto in media un terzo dell audience, e soprattutto la si è perduta anche nelle fasce e negli appuntamenti considerati intaccabili, dal TG1 al film del lunedì sera.

L’ attuale televisione pubblica vive le incertezze del gioco di rimessa e di difesa, piena di piccole vittorie e piccole sconfitte, condizionata dai concorrenti che le impongono le regole della partita. La sensazione è di trovarsi in una fase di transizione.

Nei primi 80 il pubblico chiede, e ottiene in parte anche dalla Rai

• + evasione e spettacolo

• - Cultura e informazione

Le cose però sono destinate a cambiare presto; arriva Biagio Agnes dopo De Luca, uomo della sinistra DC; Agnes ingaggia una battaglia con le reti di Berlusconi, visto che nell 1983 la Rai è in un fosso, costretta anche dalla legge sulla pubblicità che le da restrizioni, mentre per il settore privato non c’ è alcun limite. I piani del nuovo direttore sono semplici:

• informare

• divertire

• educare

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Cresce la produzione esterna, crescono gli acquisti di pacchetti di programmi, di cui una parte è così scadente da non andare mai in onda.

1. INTRATTENIMENTO

1.1.Pronto Raffaella?

1.2.Festival di Sanremo (ritorno)

1.3.Domenica in

1.4.Fantastico

2. SERIE COPRODOTTE O AUTOPRODOTTE

1.5.I Promessi sposi

1.6.La piovra

1.7.La storia

1.8.Il generale

2.a.Sono prodotti pensati per un pubblico internazionale, rispondono al gusto conforme a standard medio bassi

2.b.Rispetto a qualche decennio fa è cambiat il rapporto tra letteratura e sistema mediatico; la letteratura non è più un mostro sacro intoccabile

3. INFORMAZIONE CULTURALE E D’ ATTUALITÀ

1.9.Quark (Piero Angela zii)

1.10.Mixer

4. TV DEL MATTINO

1.11.Uno mattina mix di notizie, collegamenti e rubriche di servizio

1.12.Telefilm

1.13.3 edizioni flash del TG

2.c.Questo perché la nuova organizzazione dei tempi del palinsesto non permette di comportarsi come in passato con i programmi di informazione

4.a.CONTENITORE DI MEZZOGIORNO

1.14.I fatti vostri una piazza ricostruita in studio in cui si dicono stronzate

5. NOTIZIARI

5.i. La rai è chiamata a far fronte ai pochi ascolti dell’ informazione, con l unica eccezione positiva dei TG regionali.

5.ii. Specializzazione telematica del TG

2.d. TG economia, TG sport, Diogene (rubrica sui diritti del cittadino

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RAITRE di Guglielmi (1987-1994)

Un contributo molto significativo alla Rai è dato da quel vero laboratorio in cui si trasforma Rai3 dal 1987, quando passa sotto il controllo del PCI ed è affidata a Guglielmi. La terza rete in questo momento è praticamente ignorata dal pubblico e snobbata dai critici. La rivoluzione che inizia ora porta la rete a sfiorare quota 10% di ascolti e ne definisce un inconfondibile identità; Guglielmi sposa una linea editoriale consona alla sua particolare concezione della cultura e del rapporto tra comunicatori e destinatari, che sfugge dai meccanismo consueti ed è aliena da qualsivoglia paternalismo, la televisione, a suo avviso, non deve essere per forza di cose uno strumento di promozione culturale, come richiede un paese molto arretrato come il nostro: tanto più che gli spettatori son una realtà organizzata, tutt‘ altro che polli in batteria. Arriva dunque a una combinazione attenta tra:

desideri del pubblico

consistenza dei contenuti

efficacia del linguaggio

nasce quindi una serie di trasmissioni di servizio, cariche però di spettacolarità, cui si darà la definizione di tv verità.

• Tv delle ragazze

• Chi l ha visto

• Divano in piazza (Chiambretti)

• Il processo del lunedì

• La terza pagina

• L’ edicola (rassegna stampa)

• Linea rovente (Ferrara)

La gestione di Guglielmi prosegue fino al 1994, anno del radicale mutamento politico.

Intanto la rai grazie a Guglielmi e alla riscossa nazionalpopolare di Rai1, l azienda riesce a mantenere e consolidare le posizione, affermandosi nella fascia nobile del palinsesto, quella del prime time, pur sempre a un prezzo di notevole passivo. Anche Fininvest non è nel momento migliore; più volte B. chiede una patto simbolico per placare la guerra degli ascolti che spreca grosse energie; inoltre è abbattuto dal fallimento di entrare in Francia e Germania, ci riesce in Spagna ma non avrà un grande successo.

Intanto nel mercato pubblicitario ormai ci s concentra solo sulla televisione, in cui Fininvest detiene i due terzi della raccolta televisiva; nonostante questo anche B. dice che la florida epoca delle abbondanze pubblicitarie stia per svanire. Nel mondo della stampa periodica Agnelli e Mondadori fanno paura a Berlusconi, più attivi di lui sicuramente in questo campo; la Rai è ancora fermata dalle restrizioni.

Berlusconi non sta fermo davanti questa situazione:

1988 acquista la Standa e tutti i film della società Medusa Film.

Nasce Italia 7, da emittenti dissociate da Odeon TV concentrata su eventi sportivi e sexy quiz (Colpo grosso); B. sogna di farlo diventare un suo network solo per il pubblico maschile.

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LA LEGGE MAMMÌ

Craxi lascia la presidenza del consiglio nel febbraio 1987, riconfermando la maggioranza pantapartito (DC, PSI, PSDI, PLI, PRI). Il governo De Mita il cui programma prevede una legge sul sistema televisivo; la Corte Costituzionale non interviene a riguardo. La maggioranza è dunque costretta ad attivarsi, inizia lo studio del provvedimento, a cui lavora il ministro delle Poste e Telecomunicazioni Oscar Mammì, in un momento particolarmente delicato anche per gli sviluppi del mercato. Il gruppo FIAT attraverso Rizzoli, aspira ad entrare nel capitale di Telemontecarlo.

I socialisti si battono per l’ opzione zero: premono affinché la legge in studio impedisca agli editori di quotidiani di entrare in proprietà di reti televisive. La legge sulle televisioni non giunge comunque in porto, a causa della caduta del governo nasce il cosiddetto CAF un accordo per l immediato futuro tra Craxi, Andreotti, Forlani. Andreotti instaura nel luglio 1989 il suo sesto governo, quello che porterà al varo della legge studiata da Mammì, riconfermato ministro.

Marzo 1990 approdo alle camere della legge sulle televisioni; nella discussione al senato il PCI presenta un emendamento sulla limitazione degli spot inseriti nei film trasmessi, il quale passa grazie ai voti di una parte consistente della maggioranza: un colpo per Fininvest e un segnale inquietante per il governo. Saranno consentite 3 interruzioni pubblicitarie per ogni film da 90 minuti e 4 per quelli più lunghi.

Art.1 il sistema radio televisivo si realizza con il concorso di soggetti pubblici e privati

Art.15 fulcro della Mammì esso impedisce di possedere televisioni se si possiedono quotidiani che superino il 16% della tiratura complessiva nazionale;

impedisce a uno stesso soggetto di realizzare più del 20% delle risorse complessive del settore delle comunicazioni di massa

dispone che le concessioni televisive in ambito nazionale rilasciate a un medesimo soggetto non possano superano il 25% del numero di reti nazionali previste dal piano di assegnazione e comunque il numero di 3.

• Altri articoli non si può essere contemporaneamente titolari di concessioni in ambito locale e nazionale

■ Vieta a un concessionario televisivo di avere partecipazionii superiori al 10% in altre emittenti

■ Istituisce la figura del garante per la radiodiffusione e l editoria (organo con compiti di controllo)

■ Fissa, infine, nuovi tetti pubblicitari: 12% orario e 4% settimanale per la Rai

• 18% orario e 15% quotidiane per le private

Non accenna in compenso a mezzi e a forme di diffusione non tradizionali, quali il cavo, il satellite, il digitale e la pay.

Nella penisola è scattata una fitta compravendita di frequenze, anzi, delle società che le detengono molte piccole emittenti capiscono che è preferibile vendere piuttosto che continuare a trasmettere e Finivest ne acquista un gran numero per rafforzare il segnale delle sue reti sia per creare sottomarche, sia per dare corpo, su modello di Canal Plus, al suo progetto di televisione a pagamento: Tele+.

Berlusconi esce invece trionfante dalla battaglia parlamentare sulla Mammì, confermato e legittimato il suo impero, impedito che sia messo in discussione da altri oggetti forti; deve rinunciare al Giornale, che cede al frate Paolo e vendere il 90% della neonata Tele+ a una cordata di imprenditori amici che difficilmente potranno mettere in discussione la posizione di dominio delle sue reti.

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• PCI fallisce l’obbiettivo di ridimensionare il trust Fininvest

• PSI i socialisti hanno fatto passare la loro linea: sostengono che la legge possa essere promotrice di sviluppo convinti che le concentrazioni non siano un male in se.

• DC esce dalla vicenda assai malconcia

VERSO PIÙ FERTILI E DELICATI EQUILIBRI

La nuova mappa dei media all’ inizio degli anni 90 presenta due grandi poli

Rizzoli-Corriere della Sera

Fininvest-Mondadori

E due poli con minore peso finanziario ma comunque rilevanti:

Rai

Editoriale L Espresso

La situzione della multimedialità è quella di un oligopolio, che si traduce anche nella raccolta pubblicitaria.

FININVEST

Dopo la Mammì si preparano in proprio i telegiornali:

• Studio Aperto (Emilio Fede)

• TG5 (Mentana)

• TG4

Da sottolineare la capacità di Mentana di dare vita a un giornale popolare, tendente più alla semplificazione che alla complessità, piega poco la notizia. Piuttosto urla, la colora, la ricopre di aggettivi, la amplifica. Il tg5 privilegia la cronaca su tutto, che in questi tempi non manca (muro di Berlino, guerra del Golfo, Tangentopoli).

Per quanto riguarda la situzione politica, l’ Italia si trova avanti uno dei periodi più difficili; la strage di Capaci, la DC scende sotto il 30%, la Lega Nord fa il pieno di voti, Cossiga si dimette in anticipo da PDR. Sale Scalfaro e al governo Amato. Nel frattempo nel 1991 il PCI si divide in Partito democratico della sinsitra e Rifondazione comunista. Gli scandali segneranno la fine di DC, PPSI, PSDI, PLI, PRI e faranno volare la Lega Nord prima e Forza Italia dopo.

Non sorprende dunque il pullulare sulle reti televisive di talk show e programmi di approfondimento dedicati all’ attualità:

• Samarcanda

• Il rosso e il nero (Santoro)

• Profondo Nord (Lerner)

• Radio Londra (Ferrara)

• Maurizio Costanzo Show

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In questo periodo difficile le tv assumono un ruolo fondamentale; Guido Rossi guida un avanzata contro la televisione a favore della carta stampata, accusando le tv di aver acquisito una posizione dominante e di aver distorto la concorrenza nel mercato pubblicitario. una sentenza del garante per la radiodiffusione e l editoria ne accoglie in sostanza le richieste.

Circolano progetti di revisione della Mammì nel senso della riduzione dell affollamento pubblicitario e del numero di reti Fininvest e Rai. Già dall inizio del 1993 circolano voci su una candidatura di Berlusconi. Intanto dalla primavera del 1993 circola la campagna sulle reti Fininvest VIETATO VIETARE in riferimento alla minaccia del garante di far rispettare il divieto di telepromozioni all interno delle trasmissioni.

• Giugno 1993 Ciampi al governo elabora un progetto di drastico ridimensionamento della concentrazione in essere: non più di una rete per ogni operatore, regole rigide e un tetto ridotto, 10 % per programma, per la pubblicità.

Rai e fininvest hanno esaurito il serbatoio di film e software da offire al pubblico. Arrivano a spartirsi i diritti sportivi e possono produrre fiction: pur menomate, farebbero sempre pesare la propria superiorità. Per far decollare un terzo polo all’ altezza servirebbe un investimento di 800-1000 miliardi di lire e 5 anni di rosso; chi potrebbe permetterselo?

1993 leggina di riforma della Rai affida ai presidenti delle due camere il compito di scegliere i membri, ridotti da 16 a 5, del CDA Rai, cui è demandato il potere di nominare il direttore generale.

il provvedimento resta in vigore; nel 2000, sulla scia della morte dell IRI, la rai passerà di proprietò nelle mani del ministero del Tesoro. GRAVI SONO PURE I RISVOLTI DEL COSIDETTO DECRETO SALVA Rai del 1993; esso consente la copperture delle passività dell azienda condizionandola alla preparazione di un piano di risanamento risoluto e sollecito, ma aggiunge una clausola che si rileverà un arma in più nelle mani del governo, vale a dire la possibilità di bocciare il piano triennale e di liquidare il cda.

Nel 1993 Prodi, presidente dell’ IRI, ha il compito di provvedere al risanamento e a una riorganizzazione più efficiente. Il cda, deciso da Napolitano e Spadolini è composto da professori, e si rileverà controverso: i tagli alle spese, in alcuni casi scandalose, giungono opportuni, ma non hanno un carattere strutturale; discusso è anche l’ obbiettivo di colpire Raitre, rete virtuoso nei rapporti costi-audience.

Le elezioni del 1994 vedono Berlusconi a governo, con Forza Italia, Lega nord e MSI-AN (Fini). Nuovo governo quindi nuovi presidenti delle camere, quindi nuovo cda Rai, presieduto da Letizia Moratti, che spostano a destra il baricentro dell azienda. Giusto per capire, a direttore del TG1 sale Carlo Rossella, direttore di Panorama, settimanale di proprietà di Berlusconi; al TG2 Mimun, vice di Mentana al TG5, va al Tg2.

Nel 1996 la Moratti si dimette, lasciando le finanze dell azienda più sane ma anche gli strascichi di alcune nomine discutibili e talvolta faziose.

Inizia un periodo convulso per la Rai: successione di vari presidenti, consiglieri d amministrazione, cambi di rotta e si arriva a una crisi senza ritorno. Tutto aggravato dal monopolio televisivo di Berlusconi, che ora è anche presidente del Consiglio.

Per carcare di combattere l imprenditore milanese vengono proposti vari referendum che però non cambiano la situazione e legittimano il duopolio esistente e rinsaldano, anche politicamente, Berlusconi. Passa solo un referendum proposto dai Radicali e dalla Lega che consentirebbe la privatizzazione della Rai.

Fininvest intanto si trasforma in una holding: le sue attività nel settore della comunicazione sono rilevate da Mediaset, che nel 1996 fa l’ingresso in borsa.

le elezioni del 1996 conducono alla vittoria la coalizione dell’ Ulivo di Romano Prodi, seguiranno il governo Prodi, D Alema e il governo Amato. Nessuno dei nodi del sistema televisivo italiano sarà effettivamente sciolto.

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molto valido ... esame superato
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