Risposte alla Rosa di domande della docente Ylenia Camozzi - Sociologia 1, Domande di esame di Sociologia. Università degli Studi di Milano
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Risposte alla Rosa di domande della docente Ylenia Camozzi - Sociologia 1, Domande di esame di Sociologia. Università degli Studi di Milano

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Risposte alla Rosa di domande fornite a fine corso dalla docente Ylenia Camozzi - corso Sociologia 1- riguardante il libro "La vita quotidiana come rappresentazione" di Goffman. Completamente sostituibile al libro. Sul ...
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Risposte alla rosa di domande della professoressa Camozzi Ylenia

“La vita quotidiana come rappresentazione” Goffman

1 - Simmetria e asimmetria dell’espressione

Un individuo può presentarsi agli altri in diversi modi • espressione intenzionale: ovvero l’uso di simboli verbali per lo più usati intenzionalmente

per comunicare (l’attore controlla bene questa espressione, quindi l’uso del linguaggio) • espressione lasciata trasparire, ovvero l’uso di simboli non verbali e di conseguenza non è

totalmente controllabile/intenzionale.

In generale egli tenderà a ben impressionare gli altri e a influenzare la definizione che questi danno alla situazione sociale. Egli cercherà di manipolare la costruzione della situazione nel modo a lui più favorevole.

1 L’individuo è cosciente del primo tipo di espressione ma solo parzialmente di quella del secondo tipo. Gli astanti sanno che il secondo tipo di espressione può comunicare aspetti non controllabili dello sconosciuto che sarà così “messo alla prova”. Il diverso livello di consapevolezza di questa interazione determina una asimmetria del processo di comunicazione.

2 L’individuo cercherà di sfruttare allora gli aspetti controllabili per manipolare l’impressione creata per mezzo del suo comportamento. Questo controllo sulla recitazione ripristina la simmetria del processo di comunicazione

3 gli osservatori possono però accorgersi che l’individuo sta contraffacendo gli aspetti presumibilmente spontanei e allora cercheranno quelle sfumature di condotta che l’individuo no è riuscito a controllare, e l’asimmetria del processo comunicativo è ristabilita.

Si viene a creare un ciclo potenzialmente infinito di dissimulazioni, scoperte, false rivelazioni e riscoperte.

2 - Ribalta e retroscena

Le rappresentazioni avvengono in un contesto spazio-temporale limitato e regolato da specifiche norme: quelle sostanziali (che rinviano al piano ideale/morale) e quelle cerimoniali (che rimandano all’aspetto formale dell’interazione). I territori delle rappresentazioni sono:

- scena: parte più visibile della rappresentazione, costituita dall’equipaggiamento espressivo e fisico (mobili, arredi, parti materiali, gesti, abiti, modi di porsi)

- ribalta: è il palcoscenico, il luogo dove si svolge la rappresentazione, l’equipe di attori è visibile alle altre

- retroscena: agli antipodi della ribalta, è il backstage del teatro, un luogo chiuso e nascosto dove l'attore non ha bisogno di usare le sue espressioni, non ha bisogno di sforzarsi e rappresentare nel migliore dei modi uno spettacolo; in questa zona si costruiscono le illusioni, impressioni, gli arredi, le componenti della facciata personale, costumi, si ripassa la parte ecc.. .

3 - Ribalta e Retroscena: come si articolano le rappresentazioni?

Nella ribalta, la rappresentazione di un individuo segue delle norme, riconducibili a due vaste categorie. 1) la prima si riferisce al modo in cui l’attore tratta il pubblico, mentre è impegnato con questo in una conversazione o scambio di gesti (norme di cortesia) 2) la seconda si riferisce al modo in cui l’attore si comporta quando può essere visto o udito dal pubblico, ma non è necessariamente impegnato a parlargli (norme di decoro)*

*Le norme riguardanti il decoro possono essere suddivise in -regole morali (non interferire e non molestare il prossimo, rispetto dei luoghi sacri ecc) -regole strumentali (obblighi imposti) come quelli che un datore di lavoro può pretendere dai dipendenti).

- retroscena: agli antipodi della ribalta, è il backstage del teatro, un luogo chiuso e nascosto dove l'attore non ha bisogno di usare le sue espressioni, non ha bisogno di sforzarsi e rappresentare nel migliore dei modi uno spettacolo; in questa zona si costruiscono le illusioni, impressioni, gli arredi, le componenti della facciata personale, costumi, si ripassa la parte ecc.. . In esso viene faticosamente costruita la capacità di una rappresentazione; è dove si può abbandonare la facciata, nascondere i diversi tipi di equipaggiamento ed oggetti che possono essere usati privatamente (il telefono). Il retroscena si trova ad un estremo del luogo dove è presentato lo spettacolo, è separato da questo da un divisorio, o passaggio segreto, inaccessibile al pubblico.

4 – Cosa intende Goffman con il termine Rappresentazioni?

Si intende l’attività svolta da un individuo in un’interazione sociale, volta a influenzare intenzionalmente i partecipanti. Goffman, infatti, legge ed interpreta la realtà sociale come uno spettacolo teatrale, dove ogni individuo (attore) interpreta la sua parte in spazi e tempi definiti (ribalta, retroscena). Egli, insieme agli altri partecipanti costruiscono un’unica e generale definizione della situazione, che implica non tanto un vero accordo circa ciò che è, quanto piuttosto gli argomenti che verranno presi in considerazione (consenso operativo). Durante una rappresentazione avvengono due cose: La prima consiste nella richiesta di fiducia da parte dell'osservato che chiede di essere preso sul serio (l’individuo ripone fiducia nell’impressione della realtà che egli tenta di sollecitare in quanti gli sono attorno); in secondo luogo, il pubblico mostrerà diversi gradi di “presa sul serio” di ciò che l'attore sta rappresentando.

5 – Equipes: caratteristiche e ruoli

Si intende un gruppo di persone che condivide un certo spazio fisico di interazione e i cui membri si trovano in relazione di reciprocità e interdipendenza. Ogni equipe possiede delle caratteristiche: 1) regole di condotta. 2) dispone di una propria definizione della situazione che rappresenta a un’altra equipe o al pubblico degli estranei. 3) durante la rappresentazione il gruppo è legato da una linea collettiva: vi è un sentimento di lealtà dei membri verso l'equipe e verso i compagni, e un principio di unanimità che regola la rappresentazione (grazie a cui si abbandonano eventuali disaccordi).

All’interno di un’equipe esistono dei ruoli che vengono ricoperti da differenti membri: - regista: distribuisce le parti e i ruoli, deve tenere a bada eventuali inconvenienti, rimettendo al proprio posto i membri e le situazioni. I membri avranno nei confronti del regista un atteggiamento specifico e il pubblico lo riterrà responsabile del buon esito della rappresentazione. Egli tende spesso ad occupare una posizione esterna all'equipe (ruolo interstiziale/esterna tra pubblico e attori). - star: accanto al regista, è il membro rappresentativo dell’equipe, che si appropria della leadership di espressione. - ruoli secondari: membri che rivestono altri ruoli, generalmente di cerimonia.

6 – Segreti e ruoli incongruenti: si illustrino tali aspetti dell'interazione sociale

Un’equipe deve mantenere e far mantenere i segreti per inscenare la rappresentazione, altrimenti ne nuocerebbe. I segreti più frequenti sono: - segreti oscuri (falsa famiglia perfetta) - segreti strategici (segreti militari) - segreti interni (solo alcuni membri ne sono a conoscenza) - segreti vincolanti (relativi alle professioni) - segreti liberi (riguardano terze persone non appartenenti all’equipe) - segreti latenti (direttore giornale) - gesti involontari (lasciati trasparire)

I ruoli incongruenti : attori che si trovano in condizioni di incompatibilità tra il ruolo simulato, le informazioni possedute (sugli altri) e i territori accessibili:

1) informatore: finge con gli attori di essere membro della loro equipe screditando la loro rappresentazione 2) compare: agisce come un membro del pubblico ma è d’accordo con gli attori 3) spotters: opposto al compare, agiscono a beneficio del pubblico e non degli attori 4) intermediario: impara i segreti sia degli attori sia del pubblico e dà ad entrambi l’impressione di mantenerli al sicuro 5) non persona: ruolo presente durante l’interazione ma senza visibiltà 6) persone non presenti durante la rappresentazione ma informati circa i segreti degli attori: addetti ai servizi o confidenti dei colleghi.

7 – Le comunicazioni che contraddicono il personaggio

Ogni membro deve restare nel personaggio, ognuno è tenuto a comportarsi in modo da confermare quello che crede di essere e quello che gli altri credono che lui sia; di dare l’impressione di essere ciò che afferma di essere. Tuttavia c’è il rischio che vere motivazioni dell’equipe e dei soggetti emergano e, se espresse, possono portare a contraddire la situazione inscenata. Quattro tipi di comportamenti contraddittori: - trattamento degli assenti: l’equipe nel retroscena denigra il pubblico allo scopo di mantenere intatta l’equipe stessa. - discussioni su una messa in scena: in assenza del pubblico discute del problema della messa in scena, sugli strumenti e si riflette su eventuali problemi.

- cospirazioni: comunicazioni trasmesse dall’attore che non rientrano nel personaggio (segreti, codici tra attori, tra attore e compare seduto nel pubblico, tra attore e se stesso – es. incrociare le dita dopo una bugia)

- azioni di ri-allineamento: si ribellano ai vincoli del consenso operativo, senza mettere in pericolo l’integrità e la distanza tra le equipes: proteste nascoste: parodie o canzonature esplorazioni graduali: rivelazioni personali poco per volta double talk: passaggio di informazioni che non potrebbero condividere riallineamento di categoria: linee di accordi con altre equipe con cui si trovano più affini in seguito.

8 - Arte del controllo delle impressioni Avere il controllo sulle impressioni è fondamentale per la salvaguardia delle rappresentazioni. Tuttavia, esistono diversi tipi di disturbo della rappresentazione che sono difficili da gestire: - gesti non intenzionali: azioni e gesti inconsapevoli compromettenti. - intrusioni inopportune: entrata accidentale di un estraneo. - passi falsi: fatti, segreti passati che vengono svelati screditando l'interessato. - gaffes e papere: danneggiano l'immagine dell'equipe - bricks: sogetti con atteggiamenti che non sdrammatizzano la situazione o l'inconveniente ma lo aggravano. - scenate: è la distruzione del consenso creato dalla cortesia degli interlocutori.

Per gestirli facciamo ricorso a delle tecniche: - strumenti difensivi usati dagli attori (serie di tecniche – domanda 9) - strumenti protettivi usati dal pubblico per assistere gli attori nel salvataggio della

rappresentazione) - strumenti utilizzati dagli attori affinchè il pubblico utilizzi gli strumenti potettivi.

[nb. Idealizzazioni: bagaglio di conoscenze derivanti dal processo di socializzazione; da qui si tende a dare un'impressione idealizzata sulla base di valori accreditati].

9 - Tecniche di salvaguardia delle rappresentazioni

Esistono delle tecniche che gli attori sociali possono adottare per salvaguardare le rappresentazioni:

1) strumenti difensivi, distinti in: - circospezione drammaturgica: lungimiranza degli attori durante rappres, farla durare il meno possibile per non incorrere in errori - disciplina drammaturgica: controllo della voce e della mimica - realtà drammaturgica: accortezza a non esagerare nell’interpretare la parte o a on sovrastare gli altri membri.

2) strumenti di cui si serve il pubblico: invio di segnali di preavviso rispetto ad intrusioni (colpi di tosse, segnali nascosti ecc), far finta di non vedere, sostenere la situazione ad esempio con il silenzio o con tecniche di umorismo.

3) strumenti utilizzati dagli attori affinché il pubblico utilizzi strumenti protettivi: se sono attivate gli attori sono tenuti a mostrare tatto rispetto al tatto, se il pubblico è collaborativo e sostiene la rappresentazione, l’attore deve essere grato al pubblico, mostrando tatto per l’intelligenza ed il sostegno verso di loro.

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