rocce sedimentarie e le loro particolarità , Appunti di Scienze Della Terra. Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano
laura_bazzi
laura_bazzi10 maggio 2017

rocce sedimentarie e le loro particolarità , Appunti di Scienze Della Terra. Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano

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tutto quello che c'è da sapere sulle rocce sedimentarie
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rocce sedimentarie (maturità)

rocce sedimentarie Le rocce sedimentarie, non sono abbondanti nella litosfera quanto quelle magmatiche: ( rappresentano solo l’8% del volume). Tuttavia, formano una copertura di composizione e spessore molto vari, che si trova ovunque sulla superficie terrestre. Da notare che, la litosfera della luna o degli altri pianeti solidi del sistema solare, è costituita prevalentemente da rocce magmatiche, sulle quali sono presenti polveri e detriti incoerenti. • il PROCESSO SEDIMENTARIO è causato dall’intensa attività esogena, tipica del nostro

pianeta: 1. presenza di fenomeni meteorologici (ciclo dell’acqua e masse d’aria ecc..) 2. movimenti di masse d’acqua, che vanno a creare bacini (laghi, fiumi, ghiacciai,

oceani) 3. variazioni stagionali, che portano alla variazione di temperature e di pressioni, i

base alla latitudine in cui ci si trova 4. presenza nell’atmosfera di ossigeno, acqua e biossido di carbonio, sostanze

reattive che interagiscono con la litosfera 5. presenza degli esseri viventi, e la loro mano d’opera

tutta questa attività, comporta una grandissima varietà di processi fisici e chimici, che agiscono sulle rocce più o meno velocemente. Il processo sedimentario prevede se seguenti fasi:

• degradazione meteorica e erosione • trasporto • sedimentazione • diagenesi

La prima tappa è la degradazione meteorica, ossia l’alterazione e la disgregazione delle rocce affioranti. Questo processo si divide a sua volta in: fisico e chimico.


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è fisica, quando le rocce vengono disgregate e si producono frammenti con la stessa composizione della roccia madre.Le cause più comuni sono il gelo e il disgelo, e gli sbalzi di temperatura.

è chimica, quando alcuni o tutti i minerali della roccia vengono trasformati in minerali differenti, quasi sempre per azione dell’acqua e del biossido di carbonio o ossigeno.

Degradazione fisica e chimica intervengono quasi sempre insieme non sono processi indipendenti l’uno dall’altro, spesso, sono favoriti da agenti biologici, come alghe, muschi e licheni. La degradazione meteorica ha come conclusione l’erosione, ossia la distruzione parziale o totale delle rocce affioranti e produce tre tipi di materiali:

• detriti • sostanze solubili • minerali di alterazione, insolubili.

il TRASPORTO è il secondo passaggio, ed si chiama trasporto fisico per i detriti e chimico per le sostanze in soluzione (l’acqua è il mezzo di trasporto più efficace). la SEDIMENTAZIONE è la fase di accumulo dei detriti, sali minerali e sostanze organiche. Può essere meccanica, se riguarda i detriti che vengono abbandonati quando la forza di un corso d’acqua termina, o chimica se riguarda le sostanze minerali trasportate. C’è anche quella biochimica.

La DIAGENESI è la fase terminale, ed è l’insieme dei fenomeni chimici e fisici che trasformano i sedimenti incoerenti in una roccia coerente. Comporta anche dei cambiamenti profondi nella struttura e anche nella composizione chimica dei sedimenti.

compattazione: durante la quale i sedimenti depositati vengono ricoperti da un nuovo strato di materiali, i granuli si fanno molto più vicini e fanno fuoriuscire tutta l’acqua dagli interstizi, facendone diminuire anche la porosità.

• cementazione: è determinata dalla precipitazione di sostanze poco solubili negli spazi tra i granuli, viene ridotta ulteriormente la porosità e svolge un’azione cementante (sostanze cementanti: carbonato di calcio e silice).

• ricristallizzazione: è dovuta alle reazione chimiche tra i minerali presenti, o con le acque che circolano negli interstizi. Il seppellimento, comporta variazioni di temperatura e pressione che, possono facilitare una trasformazione chimica nei sedimenti.

Le rocce molto spesso hanno una formazione tipica, la stratificazione, che si può osservare in un affioramento sedimentario. Ogni strato corrisponde ad un preciso evento sedimentario, un intervallo di tempo durante il quale le condizioni si sono mantenute costanti, o sono cambiate in modo definitivo. Molto spesso negli strati sedimentari sono inclusi fossili. • fossile: qualsiasi resto o traccia di attività biologica, lasciata da organismi vissuti in epoche

passate e conservate nel rocce. Il processo di fossilizzazione è casuale, e necessita che gli organismi dopo la morte non siano intaccati da batteri e agenti esogeni, e che siano ricoperti subito da materiali fini, affinché li possano proteggere( silt, sabbie, argille).

La CLASSIFICAZIONE delle rocce sedimentarie si divide in: 1. rocce detritiche o clastiche 2. rocce di deposito chimico 3. rocce organogene

Le rocce detritiche, vengono classificate principalmente sulle dimensioni dei granuli cui sono costituite.

conglomerati: contengono ciottoli grossolani e se questi, sono arrotondati si parla di conglomerati in senso stretto, se sono appuntiti di brecce. Si trovano principalmente sulle pendici delle pareti rocciose tendenti a franare e lungo i litorali.

arenarie: contengono granuli ancora distinguibili ad occhio nudo, sono più frequenti dei conglomerati e ne rappresentano il 15%. Infatti le sabbie si possono trovare in moltissimi ambienti (deserti, fiumi, laghi..)

argilliti e siltiti: sono costituite prevalentemente da silicati idrati di alluminio, che si formano in seguito all’alterazione chimica di silicati instabili. Le argille, assorbono e trattengono numerose quantità d’acqua, aumentando cosi di volume e una volta cementate diventano impermeabili, ma rompendosi molto facilmente (in scaglie). Le marne, sono rocce contenenti argilla e carbonato di calcio. Le argille posso essere:

bianche nere, se contengono sostanze organiche azzurre, se contengono ossido ferroso gialle o rosse, se contengono ossido ferrico.

rocce piroclastiche: sono anche loro rocce detritiche.

ghiaie >2 mm conglomerati

sabbie tra 2mm e 1/16 arenarie

silt tra 1/16 e 1/256 slitti

argille <1/256 argillosi

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Le rocce di deposito chimico sono costituite da sostanze depositate mediante processi chimici. La loro classificazione

1. evaporiti 2. calcari inorganici 3. rocce silicee 4. rocce residuali

Le evaporiti derivano dalla precipitazione di sali in bacini di acque dolci o salate. si formano in seguito all’evaporazione dell’acqua del mare in bacini chiusi, che permettono ai sali minerali contenuti in essa di precipitare, formando strutture cristalline.Il salgemma, l’anidrite e il gesso ne fanno parte. I calcari inorganici, contengono carbonato di calcio depositato per precipitazione. Un esempio è

il travertino oppure le stalattiti e le stalagmiti, prodotte dalla concentrica deposizione del calcare. Le rocce silicee si formano in seguito alla precipitazione di silice. La più comune è la selce, dura

e compatta, nel quale il quarzo è presente in forma microcristallina. Il diaspro, è invece una roccia silicea stratificata di diversi colori.

le rocce residuali, si formano per l’accumulo di minerali scarsamente solubili, che derivano dalla degradazione chimica di rocce a opera di agenti atmosferici. Tra questi, vi sono la bauxite e le lateriti.

Le rocce organogene, sono formate da sedimenti prodotti in vario modo da esseri viventi, contengono quasi sempre tracce di essere viventi, gusci o resti vegetali. Possono essere:

5. carbonatiche 6. silicee 7. fosfatiche

• I calcari organogeni si formano in ambienti marini, e alcune volte per via di gusci, conchiglie composte da carbonato di calcio. Si formano per opera di organismi costruttori, come coralli e alghe calcaree, tipiche delle scogliere coralline dei mari tropicali.

• Le dolomie sono costituite dalla dolomite(carbonato di calcio e di magnesio). La maggior parte delle dolomia non si forma direttamente, ma deriva per diagenesi da calcari marini, questo processo si chiama dolomitizzazione dei calcari.

• le rocce silicee derivano dai resti di organismi acquatici con gusci e scheletri di silice. • le rocce fosfatiche, dette fosforite, derivano da scheletri di vertebrati o dall’accumulo di

escrementi di uccelli marini. Contengono fosfato di calcio, e sono ottimi per produrre fertilizzanti.

Tra le rocce organogene vengono incluse anche le rocce combustibili, che derivano dall’accumulo e dalla trasformazione di materiali organici in particolari ambienti di sedimentazione, bruciano con l’ossigeno, producendo energia, (si parla di carboni, petrolio e altri idrocarburi solidi o aeriformi).

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calcari e dolomie

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