Saper Vedere il Cinema - Costa, Schemi riassuntivi di Scienze Della Comunicazione. Università degli Studi di Milano
FedericaRovetto
FedericaRovetto

Saper Vedere il Cinema - Costa, Schemi riassuntivi di Scienze Della Comunicazione. Università degli Studi di Milano

PDF (88 KB)
6 pagine
2Numero di visite
Descrizione
Riassunto Saper Vedere il Cinema di Costa
20 punti
Punti download necessari per scaricare
questo documento
Scarica il documento
Anteprima3 pagine / 6
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 6 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 6 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 6 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 6 totali
Scarica il documento
CINEMA

TERZO MODULO - CINEMA: 28 novembre 2018 Cinema come dispositivo narrativo e visivo - cultura della parola e cultura iconica (immagine). Si possono dire che cinema è tecnica, industria, arte, spettacolo, divertimento dipenda dal punto di vista da cui lo si guarda. Prima metà del 900 discorso teorico sul cinema era stato monopolizzato dall’estetica fino agli anni ’60 con l’avvento degli studi sulla semiotica che ha fatto si che l’estetica fosse assorbita da dimensioni comunicativa= possibilità di individuare codice specifico del cinema/linguaggio cinematografico (studio dei codici specifici del linguaggio del cinema) 
 Accenni alle origini: Gli ultimi anni dell’ 800 ed i primi del ‘900, gli anni della nascita e dell’affermazione del cinema sono passati alla storia con l’etichetta di Belle Époque: anni di massimo sviluppo dell’imperialismo coloniale, anni di grande progresso scientifico, tecnologico e sociale, anni in cui prende forma la psicanalisi (cogliere il sistema dei rapporti che unisce l’inconscio individuale e l’inconscio collettivo). L’arrivèe du train à la Ciotat e La sortie des usines Lumière diedero inizio nel 1895 all’avventurosa storia del cinema.

Cinema nasce come cinematografo, che era apparecchio di ripresa e proiezione di fotografia animate, messo a punto dai fratelli Lumière (due tendenze no separazione netta: realistica/oggettiva e irreale/fantastica) fenomeno da baraccone portato nelle fiere, cortometraggi di Lumiere e Mèliès (si attribuisce a lui passaggio da cinematografo a cinema che è complesso dispositivo espressivo-spettacolare capace di articolare un proprio linguaggio); spettacoli popolari più che da sala cinematografica.

Cinema muto: linguaggio del silenzio si aggiungono colori, e si viene a creare codice cromatico ogni colore corrispondeva a determinate caratteristiche della scena (attiva partecipazione del pubblico durante il cinema muto, avvento del sonoro invertì questa tendenza, cinema muto pubblico attivo, cinema sono pubblico muto e passivo) Introduzione del sonoro: “The Jazz singer" (Il cantante di jazz) con Al Jolshon, primo vero film sonoro di produzione Warner Bros del 1927 comportò una vera e propria rivoluzione non solo nell'estetica del film, ma prima di tutto nelle tecniche produttive e negli assetti economici dell'industria cinematografica. E’ comprensibile che quei cineasti che avevano fatto dell'assenza della parola e del suono il principio strutturale dell'espressione filmica, abbiano opposto resistenze a tale innovazione: tale fu il caso di Chaplin che non si adattò alla nuova tecnica, ma cercò di adattarla alle sue esigenze, tra mille dubbi e incertezze. Luci della città (1931) non è un film "parlato" come gli altri che si girano a Hollywood lo stesso anno. Pur non rifiutando la musica e le possibilità narrative del suono, il film è ancora strutturato secondo i canoni espressivi dell’arte muta. La relazione tra radio e cinemaè stretta: la tecnologia messa a punto per lo sviluppo della radio trovò parallela applicazione nella soluzione di alcuni problemi del cinema sonoro. Lo sviluppo del sonoro avvantaggiò e fu fortemente condizionato dagli effetti prodotti dal consumo radiofonico che aveva abituato ad una voce riprodotta. Oltre alla commedia che si avvantaggia della possibilità del dialogo e al melodramma che acquista un maggior realismo nella rappresentazione dei conflitti, altri generi per nulla realistici decollano grazie a questa innovazione tecnologica. Il musical musica e canto diventano fattori di unificazione e strutturazione di tutti gli altri elementi. Il disegno animato il primo cartone animato sonoro è nato nel 1928 da Walt Disneyinaugura una nuova era del cinema d’animazione in cui la musica ed i suoni diventano componenti essenziali delle astrazioni fantastiche e delle invenzioni comiche di questo genere. Il sonoro viene considerato da molti autori uno dei fattori essenziali dello sviluppo del genere fantastico e fantascientifico perché dopo l’introduzione del suono questi generi conoscono un’affermazione rilevante, confermando lo stretto legame che c’è tra fantastico cinematografico ed innovazione tecnologica.

Con l’americano E.S.Porter, che era imitatore e contraffattore di Mèliès, si comincia a dare una più complessa articolazione spaziale e narrativa del repertorio dei trucchi ed insegna ad organizzare in strutture narrative le scenette di attualità e di vita americana.


Con D.W. Griffith, tra il 1908 e il 1912, prendono forma quei procedimenti tecnici e di organizzazione logico-narrativa delle inquadrature che ci permettono di parlare di nascita del linguaggio cinematografico; articolazione di complesso spettacolo, narrazioni compiute e complessità tematica, alternanza scienze e registrazione dettagli tramite primi piani (lui è inventore)

Retorica discorsiva nascita del cinema= dibattito Realismo vs. Deformazione della realtà (arte, teatro, televisione)
 Lumiere: retorica e poetica del realismo: parte del modernismo, scene metropolitane, “cartoline”; poetica sono metodi e tecniche del cinema. Il cinema si legherà sempre a tale dimensione metropolitana.

Forte razionalizzazione-> film di genere; c’è volto legato al genere, fidelizzazione e sistema attoriale definito. Generi come retoriche discorsive= - Horror c’è deformazione della realtà - Western c’è mito della frontiera, colonizzazione, conflitto legge e arbitrio - Noir innocenza/corruzione - convivenza civile e universo nega legge conflitto legge e arbitrio

Neorealismo italiano: reazione al fascismo, Italia che usciva dalla guerra. Richiama vita quotidiana, tratti regionali e paesani della vita nazionale; grande operazione ideologico-discorsiva italiana. Esempio di come la storiografia cineasta italiana è creata ad arte. Neorealismo nasce con immediato dopo guerra (seconda guerra mondiale), cinema povero di contenuti, mezzi e risorse. Cinema nazionale, popolare e realista. Anche se non è proprio vera la datazione perchè prima nasce “Ossessione” di Visconti (1943 - anticipa ancora prima della fine della guerra con stili neorealisti e angoli sperduti della regione italian) e non è nemmeno vero che è un cinema marginale in quanto i film sono premiati e riconosciuti. Anche gli attori non sono presi dalla strada ma sono tutte figure di spicco-> idea distorta del neorealismo, genere fortemente organizzato e riconosciuto. Genera poetica della realtà che è ancora presente oggi, idea dello strapaese; linguaggio fortemente tesaurizzato dalla TV.

Cinema moderno—> ideologia dominante è quella progressista (no innovazioni tecnologica pari a quella del sonoro avvenuta negli anni 20/30 c’è introduzione di pellicola pancromatica + miglioramenti sistemi di illuminazione + obiettivi a focale corta per migliorare riprese in continuità). Queste innovazioni avevano portato a rottura di schemi tradizionali e la diffusione di usi del cinema che in precedenza erano stati fatti solo eccezionalmente. Ricerca del nuovo e rifiuto della tradizione (nuovo linguaggio e tipologie espressive).
 Introduzione colore nelle pellicole: Da una parte si registrò una forte resistenza, superiore a quella opposta al sonoro, a opera di registi, particolarmente ai valori estetici, che vedevano più limiti e impicci in una tecnica giudicata come espediente spettacolare non perfettamente controllabile. Dall’altra si determinò una tacita convenzione per cui determinati generi (film epico- storico, musical, western...) furono preferibilmente girati a colori, mentre altri film (noir, dramma psicologico..) rimasero il più a lungo possibile fedeli al bianco e nero. Solo negli anni ’60 si arriva ad una diffusione generalizzata del colore, alla quale contribuì il progressivo miglioramento delle tecniche che convinsero registi che avevano a lungo resistito ad adottare questa opportunità.


Nouvelle Vague: nuova generazione di registi, politica degli autori, un film non coincide mai con la sua sceneggiatura, la sua scenografia, i suoi attori, bensì con l'uomo che l'ha girato. Il regista diviene così un vero e proprio “scrittore di cinema” che utilizza consapevolmente il mezzo cinematografico per comunicare con lo spettatore attraverso trama, scelte stilistiche capaci di delineare nel loro insieme una precisa realtà artefatta e significante, che rende possibile riconoscere dai primi fotogrammi di una pellicola il suo autore. Regista come autore, usare cinepresa come stilografica “autorialità del cinema”. Cinema spontaneo, immediato, basso costo che faceva a meno delle macchinose procedure degli studios e accuratezza formale della produzione francese di qualità. Non rappresentò solo l’esordio di una nuova generazione di

cineasti decisi ad esprimere le proprie inquietudini ed il proprio malessere, fu anche l’affermazione di un nuovo tipo di cineasta per il quale la presa di coscienza critica del mezzo espressivo usato e la riflessione sulla sua natura sono importanti quanto una scelta morale. Le tecniche di recitazione e di ripresa basate sull’improvvisazione, quelle di montaggiopoco rispettose o noncuranti delle regole classiche che garantivano raccordi fluidi ed invisibili, la combinazione delle varie componenti della colonna sonora (dialoghi, rumori, musiche..) sono volti ad ottenere una destrutturazione della continuità filmica e una scompaginazione del flusso narrativo. Aveva diffuso con la politica degli autori un’idea di cinema con linguaggio internazionale, patrimonio comune.

- “The dreamers” Bertolucci, celebrazione del cinema nelle opere di critica e nei loro lavori -> cinefili/metacinematografici

Cinefilia= saper vedere implica amore che nasce da esperienza del cinema come esperienza estetica (cinema come arte) ed esperienza conoscitiva (cinema come linguaggio/ istituzione) Melies: retorica e poetica della spettacolarizzazione= effetti speciali teatrali ed effetti teatrali che appartengono al campo del montaggio e delle varie tecniche. Teniche —> Poetiche —> Retoriche

29 novembre 2018 Nei primi decenni del cinema, quando vengono prodotti i primi lungometraggi (1910/1920) vi è forte legame tra tutte le avanguardie artistico-letterarie e il cinema, medium attraverso cui far passare le proprie poetiche es. “un chien andalou” cinema d’avanguardia= dimensione dinamica, ritmica e plastica. Cinema di per sé è fanone innovatore e rivoluzionario proprio anche nei riguardi dell’assetto tradizionale delle arti. Idea di cinema come arte sovversiva per contenuti e linguaggi. 1. Futurismo: provocazioni e sperimentazioni, fusione varie arti per superamento di valori

estetici tradizionali, scontro caotico di materiali visivi presi da diversi contesti, piena libertà di utilizzo del nuovo mezzo (gabinetto del dott. Caligari)

2. Dadaismo: negazione e irrisione dei valori estetici tradizionali 3. Surrealismo: nuovo tipo di cinema, interessati ad analogie tra cinema e sogni, tra

meccanismi della visione filmica e meccanismi dell’inconscio (un chien andalou) 4. Espressionismo: Nel cinema tedesco, dopo la prima guerra mondiale, l’influsso

dell’espressionismo pittorico, letterario e teatrale determinò la fioritura di un gruppo di film, che hanno il loro capostipite in Il gabinetto del dottor Caligari (1919). Con il termine caligarismo, si volle designare uno stile basato su scenografie e metodi i recitazione di derivazione teatrale e pittorica al fine di rappresentare una visione deformata di situazioni ed ambienti in sintonia con i soggetti che presentano personaggi patologici e vicende emblematiche

è nuovo linguaggio all’insegna della deformazione, linguaggio che ancora oggi caratterizza il cinema (soprattutto americano) es. Tim Burton - Dalì realizza scenografia per Hitchcock - Gabinetto del dott. Caligari Il legame con la pittura d’avanguardia è garantito dalle esperienze cinematografiche del pittore Andy Warhol (pop art) che realizzò un film in un’unica inquadratura fissa con un unico soggetto: Sleep (1964) ritrae uno che dorme per 6 ore, mentre Empire (1965) ha per unico soggetto l’Empire State Building, il più celebre grattacielo di New York ripreso lungo l’arco di 8 ore.

Poetica espressionista è deformazione -> horror Deformazione della realtà -> critica 5. Avanguardie russe: cinema per loro ha ruolo particolare nella realizzazione di un progetto rivoluzionario: rivoluzione in termine politici ed estetici. Esperienza del cinema rivoluzionario russo è la convivenza di due progetti collegati: A. lo studio su basi sperimentali e B. il progetto rivoluzionario. Fecero grammatica della comunicazione visiva basata essenzialmente sul montaggio, i cineasti russi partecipavano ad un movimento politico che credeva nella possibilità di liberare l’arte dalla condizione di separatezza e di isolamento in cui la aveva collocata la cultura borghese e di farne uno degli aspetti propulsivi della costruzione di una nuova società. L’utopia

della fine della separatezza dell’arte nell’edificazione di una società in cui l’arte stessa prendeva parte al processo di produzione, naufragò a causa di un apparato che dimostrò preferire i dogmi e che fece ricorso a metodi repressivi e polizieschi. 


- Industria di Hollywood (1930) dal 1918 alla crisi di Wall Street (1929) il cinema conosce ovunque un grande sviluppo, raggiungendo un assetto sul piano dell’industria, dello spettacolo e del linguaggio che viene abitualmente definito l’apogeo del cinema muto. L’affermazione della supremazia di Hollywood nell’economia cinematografica mondiale è il primo dato significativo ed è una conseguenza dell’andamento e dell’esito della prima guerra mondiale, ma anche il risultato di una politica produttiva basata su ingenti investimenti di capitale e controllo da parte di singole società di tutti e tre i settori in cui si articola l’industria cinematografica: produzione, distribuzione ed esercizio. Tra il 1932 ed il 1946 la storia del film è la storia di Hollywood. Per buona parte del pubblico di tutto il mondo il cinema fu identificato con il cinema americano. 
 Perché si afferma così il cinema americano? L’avvento del sonoro all’interno del mercato cinematografico, aveva confermato il carattere oligopolistico (controllo dell’intero mercato da parte di un numero limitato di imprese). Pur producendo non più del 60% dei film realizzati in un anno, i profitti ricavati dalla loro distribuzione toccavano il 95% del volume complessivo degli affari. La concentrazione monopolistica risulta ancor più evidente se si considera anche che le prime cinque Majors (Warner Bros, MGM, Paramount, RKO, 20th Century Fox) con il loro controllo di 3000 sale riuscivano a rastrellare il 70% degli incassi del botteghino. Questo sistema fu fiorente fino a quando la Corte Suprema non ne decretò l’illegittimità nel 1948.

- Star System: il divismo viene visto come strumento di promozione del processo produttivo basato sulla massima specializzazione delle varie componenti del lavoro artistico (registi, sceneggiatori, attori…). Il maggior rilievo che il divismo americano sembra avere fin dagli anni ’20 è una delle conseguenze del fatto che gli USA produssero circa l’80% del totale dei film prodotti nel mondo all’epoca del muto. Fenomeno legato allo sviluppo della cultura di massa.

- Studio System: progetto di una compagnia a ciclo integrato che oltre alla produzione ed alla distribuzione controlla anche le sale di proiezione. È una forma di integrazione tra diversi settori dell’industria ed è teso alla massimizzazione dei profitti attraverso lo sfruttamento ottimale delle risorse. Vi è rigida divisione del lavoro e totale subordinazione di tutte le componenti della produzione (es. attori, registi ecc.) alla figura del produttore = strettamente integrati a studio system c’è star system e sistema dei generi.

- Sistema dei generi: già ben configurato negli anni ’20: commedia sentimentale, melodramma, dramma-epico-storico, western, gangster story, slapstick comedy (slapstick è congegno fatto da due tavolette con cui venivano simulati i rumori delle bastonate che si scambiano gli attori con sviluppo del genere comico, muto). Divo ha ruoli fissi una volta raggiunto favore del pubblico.

- Major Companies: MGM, Universal, Columbia, Paramount, RKO, 20th Century Fox, Warner Bros, United Artist; California è punto di arrivo del sogno americano, numerosi territori diversi

- Rinascita Hollywood degli anni ’70: Majors comprendono la necessità di un rinnovamento tematico e formale appoggiandosi sulla maggior flessibilità dei sistemi di produzione indipendenti, ed impostano una rigorosa ristrutturazione. Il rinnovamento del cinema americano che lo ha portato alla riconquista della supremazia mondiale è passato attraverso le seguenti fasi:
 REVISIONE IDEOLOGICA E RINNOVAMENTO ESTETICO DEI GENERI CLASSICI DI HOLLYWOOD (partendo da genere western)
 AGGIORNAMENTO DELL’ICONOGRAFIA DEI GENERI TRADIZIONALI (il genere più rivisitato è stato il noir e i suoi sottogeneri - es. gangster) 
 COMMISTIONE DEI GENERI ED INTEGRAZIONE DELLE TECNOLOGIE (si impongono i megageneri che inglobano parecchie caratteristiche dei generi classici. La tecnologia sofisticata di ripresa e la nascita di nuovi effetti speciali favorisce la produzione dei film)—> tradizione dei generi è tenuta in vita, commistione ma si evolve in un rapporto di continuità con la sua storia e il suo ritmo.

Cinema ha più linguaggi: scrittura, fotografia, scenografia, musica, costumi, montaggio, recitazione. 1. Sceneggiatura: intesa come tecnica di progettazione o di pre-visualizzazione di un film

costituisce il punto di riferimento per la messa a punto di tutte le procedure tecnico- organizzative della realizzazione. Contiene dialoghi che attori devono pronunciare (servono anche a comprensione di aspetti psicologici, estetici) Deve contenere indicazioni funzionali a passaggio da fase ideativa/progettuale a un realizzativa. 
 Fase di progettazione basata su: 
 - Soggetto: opera letteraria/teatrale pre-esistente o idea nuova
 - Trattamento: spunti narrativi del soggetto vengono sviluppati e approfonditi (forma letteraria ma più definita)
 - Scaletta: successive di scene con indicazione sommaria di ciò che accade
 - Sceneggiatura: è scaletta sviluppata - story boards (parte visiva e parte sonora)

2. Inquadratura: punti di vista differenti, è un dispositivo di visone; 
 campo di ripresa che è porzione di spazio inquadrato es. campo totale (scena inquadrata nella sua totalità) medio 
 piano di ripresa che è proporzione in cui la figura umana viene inquadrata es. figura intera, piano americano (fig. umana da ginocchio in su), primo piano (da metà busto in su), primissimo piano, dettaglio (per oggetto) o particolare (per figura umana). 
 Poi c’è angolo di ripresa (angolatura da cui soggetto è ripreso es. frontale, da sx a dx o da dx a sx, da alto a basso o da basso ad alto);
 Cambia tra inquadratura fissa, sequenze di inquadrature variate quanto a scala/angolo di ripresa ecc, inquadratura in movimento

3. Movimenti di macchina: intenzione narrativa, es. panoramica, macchina in mano, carrellata. Pasolini distingue tra qualificazione attiva e passiva: qualificazione attiva quando la macchina agisce e il soggetto subisce e qualificazione passiva si ha quando la macchina è ferma mentre si muove l’oggetto della realtà, il personaggio agisce e la macchina registra l’azione.

4. Fotografia: non solo in fase di ripresa ma anche editing stampa. 
 Direttore della fotografia deve cercare o produrre quelle condizioni di luce che insieme a tecniche di ripresa e di stampa, danno il risultato fotografico previsto dalla sceneggiatura o richiesto dal regista.Attualmente il suo compito è cura e coordinamento dell’illuminazione delle scene da riprendere, illuminazione che avviene mediante riflettori e superfici riflettenti e che può essere variamente orientata e distribuita. Rapporto tra luce naturale, illuminazione artificiale e tecniche di ripresa e stampa è ciò che produce la qualità fotografica dell’immagine e che il direttore della fotografia deve essere in grado di coordinare al meglio. Lui è più stretto collaboratore del regista.

5. Effetti speciali: termine che apparve per la prima volta nei titoli di testa di un film del 1926 ma è diventato veramente popolare solo in tempi recenti. Il successo del genere fantascientifico ha dimostrato l’importanza che poteva avere per la riuscita del film il ricorso ad una tecnologia sempre più sofisticata nella produzione degli effetti speciali. 
 C’è tuttavia da compiere una distinzione tra trucchi ed effetti speciali poiché il primo indica ciò che produce l’effetto speciale, il trucco è vero, c’è ma non si vede mentre l’effetto speciale di vede e si deve vedere. Se il trucco non può fare spettacolo, l’effetto speciale è spettacolo per eccellenza. Gli effetti speciali possono simulare eventi ordinari e straordinari presentati a loro volta attraverso la simulazione di modalità di visione ordinarie o straordinarie.

6. Montaggio: è il principale dei trucchi, dare l’illusione che due porzioni di spazio, riprese in luoghi diversi, costituiscano le componenti di una scena unitaria e continua. L’impressione di unità (di luogo) e di continuità (di tempo) è il risultato di accorgimenti in sede di ripresa e di montaggio, ma anche di una cooperazione dello spettatore che integra le informazioni desunte dalle singole inquadrature attivando una serie di relazioni spazio-temporali suggerite dalla loro successione (attivazione di frame cognitivi, cornici). 
 L’esempio classico è il cosiddetto effetto Kulesov, dal nome del regista russo che lo sperimentò - 3 combinazioni di inquadratura: 


- Nella prima, dopo il primo piano dell'attore, veniva mostrato un piatto di zuppa sulla tavola, in modo che sembrasse che l’attore lo stesse guardando. 
 - Nella seconda, l'immagine del piatto venne sostituita con quella di una donna in una bara. 
 - Nella terza si utilizzò invece una bambina intenta a giocare con un orsacchiotto. 
 —> In seguito, le combinazioni furono mostrate al pubblico. Gli spettatori ebbero la sensazione che di fronte alla zuppa il viso dell’attore esprimesse appetito, che di fronte alla bara esprimesse tristezza e che di fronte alla bambina esprimesse gioia, ma in tutti e tre i casi l'espressione era la stessa. Fenomeno di “stimolo-risposta", lo spettatore partecipa al processo di creazione dei significati, proiettando le proprie emozioni sul viso dell’attore, cosicché le successive inquadrature della zuppa, della bara e della bambina portano a metterle in relazione con i corrispondenti sentimenti di appetito, tristezza e felicità. L'effetto percettivo prodotto dalla successione di immagini è rapido, inconscio e quasi automatico: ordinando le inquadrature di una scena in una particolare sequenza, la pellicola induce aspettative negli spettatori. 
 Il montaggio (aspetti operativi/tecnici) è il risultato di due operazioni contestuali: 
 - SELEZIONE (TAGLIARE) comincia già in fase di sceneggiatura, chiamando quest’ultima decoupage e ripresa. Esso rimanda esplicitamente all’idea del tagliare, operando inclusioni ed esclusioni. Vi è selezione rispetto allo spazio e rispetto alla durata/tempo (continuum spazio- temporale)
 - COMBINAZIONE (INCOLLARE) raccordare i vari spezzoni di pellicola per la messa a punto della copia definitiva. Non consiste solo nell’incollare ma anche nello scegliere i raccordi idonei a far sì che si dia l’impressione di continuità spazio-temporale di ogni singola scena che è stata frazionata in sede di decoupage e ripresa.

non sono stati rilasciati commenti
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 6 totali
Scarica il documento