schemi della circolazione splancnica, Schemi e mappe concettuali di Fisiologia
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schemi della circolazione splancnica, Schemi e mappe concettuali di Fisiologia

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schemi della circolazione splancnica dal libro Conti - fisiologia umana
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CIRCOLAZIONE SPLANCNICA Vasi di stomaco, intestino, milza, pancreas e fegato alimentati da celiaca e mesenteriche. Celiaca: gastrica sx -> stomaco

lienale -> milza epatica -> fegato

Mesenterica superiore: gastrica dx -> stomaco pancreatica -> pancreas ileali -> tenue ileocolica e colica destra -> crasso fino alla flessura colica di dx.

Mesenterica inferiore: crasso restante Il fegato riceve anche la vena porta e drena nella vena epatica che sbocca nella cava inferiore. A riposo: flusso ematico di 1,5-1,8 l/min (30% GC)ma può subire notevoli variazioni x le diverse situazioni con ridistribuzione periferica. CIRCOLAZIONE INTESTINALE La maggior parte arriva dalla mesenterica superiore (10% GC) dà rami alla sottomucosa, agli strati muscolari fino a raggiungere il villo: arteriola senza muscolatura che sale verso l'apice, forma capillari che formano venula parallela => in questo modo è consentito lo scambio controcorrente tra i due vasi. Questo è utile perché le sostanze assorbite tornano all'arteriola, ai capillari, e diminuisce il gradiente di concentrazione per queste sostanze x evitare brusche variazioni di osmolarità. Anche il sodio è soggetto a questo scambio e la sua elevata concentrazione permette l'assorbimento di acqua per gradiente osmotico. Anche l'ossigeno fa questo scambio quindi le cellule dell'apice ricevono meno O con sensibilità a danno ischemico. FLUSSO EMATICO Flusso ematico a riposo 30-40 ml/min/100g nel tenue e 15-25 nel colon. Durante l'assorbimento può aumentare fino a 45-70. Inoltre il flusso è maggiore nella mucosa che nel tessuto muscolare dove raggiunge valori fino a 300-400. Questa iperemia funzionale non avviene in tutte le porzioni del tratto e per questo non comporta un aumento globale del flusso. Anche qui è importante il tono muscolare dei vasi in cui oltre alla modifica meccanica si ha una modifica del metabolismo. REGOLAZIONE 1. AUTOREGOLAZIONE: avviene unicamente nel tenue, meno efficiente che in altri distretti ed è di origine prevalentemente metabolica (pur non escludendo origine miogena) per azione di K, osmolarità e adenosina. 2. REGOLAZIONE NERVOSA: è operato dal SNA. le fibre simpatiche inducono vasocostrizione per attivazione dei recettori alfa e vasodilatazione per beta. (prevalgono gli alfa). Lo stimolo di vasocostrizione è anche indotto da meccanocettori cistici, uterini e gastrici con concomitante aumento di renina e angiotensina II. Il controllo è importante dutanre l'attività fisica o durante le reazioni di fight or fligh in cui la vasocostrizione splancnica fa si che vengano privilegiati altri distretti come quello muscolare, cerebrale e coronarico. L'innervazione parasimpatica è di tipo indiretto tramite plessi nervosi intramurali e cellule cromaffini che liberano serotonina con effetto finale di vasodilatazione. 3. REGOLAZIONE ORMONALE E UMORALE: iperemia funzionale per digestione e assorbimento dovuta al vago e a sostanze peptidiche secrete da cellule nervose o enterocromaffini che secernono sostanze che influenzano il flusso, l'assorbimento e la motitlità intestinale. Ormoni vasodilatatori: gastrina, secretina, CCK e VIP. Fattoti locali: bradichinina, serotonina, prostaglandine, sostanza P e NO. Le cellule cromaffini sono sensibili a ACh e a stimoli meccanici indotti da movimenti intestinali e a ormoni. Altri ormoni non direttamente collegati al tratto GI influenzano la circolazione intestinale: estradiolo, progesterone e testosterone hanno effetto dilatatore mediato da secrezione endoteliale di NO. Insulina causa vasodilatazione contribuendo a iperemia funzionale postprandiale: risultato netto tra vasocostrizione simpatica e vasodilatazione locale mediata da NO. Prolattina, ormone lattogeno placentare, deidroepiandrosterone: vasocostrizione inibendo vasodilatazione.

CIRCOLAZIONE EPATICA 70-80% da vena porta e 20-30 da arteria epatica. Si formano sinusoidi con parete fenestrata e priva di membrana basale che confluiscono nelle venule epatiche e poi nella vena cava. Metabolismo intestinale basso fa si che il sangue che arriva al fegato è molto ossigenato e contribuisce a gran parte del suo metabolismo. Nei sinusoidi la P è > della PVC con elevata resistenza a livello dei vasi presinusoidali rispetto ai post=> variazioni di PVC si trasmettono completamente ai sinusoidi influenzando gli scambi idrici. FLUSSO EMATICO 100-130 ml/min/100g (70-90 dalla vena porta e 30-40 dall'arteria epatica). Il fegato mantiene costante il proprio consumo di O e variazioni di flusso o di contenuto di O sono compensate da modificazioni dell'estrazione di gas. REGOLAZIONE Tra i due meccanismi di apporto è interdipendente: se una diminuisce l'altra aumenta. Non ha autoregolazione a livello portale ma si a livello dell'arteria epatica per attività miogena e dell'adenosina. Il flusso ematico portale aumenta in digestione. Il circolo epatico è soggetto a una regolazione nervosa tramite fibre simpatiche vasocostrittrici sui vasi portali e arteriosi epatici anche per riversare circa il 50% della riserva di sangue contenuta nel fegato (15% del totale) in caso di necessità.

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