Schemi di diritto privato Pietro Perlingieri, Schemi riassuntivi di Diritto Privato. Università di Bari
IGUANA06
IGUANA0625 ottobre 2010

Schemi di diritto privato Pietro Perlingieri, Schemi riassuntivi di Diritto Privato. Università di Bari

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PERSONA FISICA

Essere umano vivente, considerato dal diritto nella sua individualità e nei rapporti con gli altri

Capacità giuridica

Principio generale dell’intero ordinamento giuridico, è definita come idoneità di un soggetto ad essere titolare di situazioni giuridiche soggettive, di diritti e di doveri.

Si distingue: �

capacità giuridica generale: attitudine astratta e generica estesa a tutti gli uomini;

capacità giuridica speciale: incidenza della capacità generale sulla concreta possibile titolarità delle singole situazioni.

Capacità giuridica e soggettività : dominante l’opinione che le identifica reciprocamente (la capacità giuridica è collegata all’uomo ex art. 1 c.c., la soggettività è propria di ogni uomo in quanto tale ex art. 2 Cost).. In particolare:

teoria organica: l’uomo persona fisica diventa persona nel senso di soggetto di diritto con il riconoscimento da parte dell’ordinamento. La capacità giuridica è espressione di tale riconoscimento ed è il presupposto per l’acquisto dei diritti e degli obblighi giuridici.

teoria atomistica: la persona è un complesso di diritti e di doveri e non rileva nell’ordinamento in quanto tale, ma rileva soltanto il suo singolo comportamento disciplinato dalle norme giuridiche. La capacità giuridica, così come la soggettività, non sono qualità intrinseche dell’uomo in quanto tale, ma sono espressione della rilevanza del singolo comportamento umano.

Capacità giuridica e personalità: la personalità esprime l’aspetto dinamico della persona garantito nel suo pieno e libero svolgimento ed è concreta attuazione dei valori dei quali il soggetto, giuridicamente capace, è portatore

Acquisto della capacità giuridica

La capacità giuridica si acquista con la nascita (si richiede che l’individuo nasca vivo). Si parla di cd. anticipazione della capacità giuridica o anche di acquisto condizionato (all’evento della nascita) e con efficacia retroattiva, in relazione al nascituro concepito o non concepito e con riferimento ai diritti allo stesso attribuiti da talune norme subordinatamente all’evento della nascita.

Perdita della capacità giuridica

Con la morte naturale si ha l’estinzione della persona fisica e la cessazione della sua capacità giuridica. Particolare rilevanza assume l’ipotesi della commorienza (morte simultanea di due o più persone).

Fonti normative Art. 2 Cost. ; art.1 c.c.

Residenza, domicilio e dimora

Domicilio Luogo in cui intenzionalmente (elemento intenzionale) la persona stabilisce (elemento materiale) il centro principale dei propri affari. Necessarie l’abitualità e la stabilità, intesa come certezza e riconoscibilità del domicilio indipendentemente da un atto formale di destinazione.

Residenza Luogo in cui la persona intenzionalmente (elemento intenzionale) stabilisce (elemento materiale) la propria abitazione e le proprie relazioni di natura personale, familiare e sociale. Necessarie l’abitualità e la prevalenza, intese come consuetudine di vita.

Dimora Luogo in cui la persona si trova temporaneamente e occasionalmente.

Riferimenti normativi Artt. 43 ss. c.c.

Scomparsa, assenza e morte presunta

Scomparsa Allontanamento della persona dall’ultimo suo domicilio o residenza con mancanza di notizie.

Riferimento normativo  

art. 48 ss. c.c. Principali conseguenze



nomina del curatore dello scomparso, effettuata dal Tribunale su istanza degli interessati o dei presunti successori legittimi o del p.m., finalizzata alla conservazione del patrimonio.

Assenza Incertezza sull’esistenza dello scomparso protratta da oltre due anni dal giorno dell’ultima notizia.

Riferimento normativo  

art. 49 ss. c.c. Principali conseguenze

 

sentenza pronunciata dal Tribunale, su istanza dei presunti eredi legittimi o di chi crede di vantare dei diritti sui beni dello scomparso a seguito della sua morte, dichiarativa di assenza, con immissione nel possesso temporaneo dei beni (previa cauzione o garanzia) di coloro che, in caso di morte dell’assente, sarebbero suoi eredi testamentari o legittimi. Possibilità per i possessori temporanei di compimento degli atti di ordinaria amministrazione sui beni dell’assente. Inesigibilità temporanea dei crediti (tranne quelli alimentari). In caso di ritorno dell’assente o di raggiunta prova della sua esistenza in vita, i possessori dei suoi beni sono tenuti alla restituzione in suo favore (art.56 c.c.)

Dichiarazione di morte presunta

Scomparsa di un soggetto dall’ultimo suo domicilio o residenza per un periodo di almeno 10 anni.

Riferimento normativo 



art. 58 ss. c.c. Principali conseguenze



sentenza pronunciata dal Tribunale, su istanza delle stesse persone legittimate a richiedere la dichiarazione di assenza, dichiarativa di morte presunta, con possibilità per coloro che sono stati temporaneamente immessi nel possesso dei beni, di disporne liberamente. Le obbligazioni alimentari si estinguono. Il coniuge del presunto morto può contrarre nuovo matrimonio ( tale matrimonio sarà però annullabile, qualora il presunto morto ritorni o ne sia accertata l’esistenza in vita, su richiesta degli interessati o del p.m., fatti salvi gli effetti civili). In caso di ritorno del presunto morto o di raggiunta prova della sua esistenza in vita, egli ha diritto alla restituzione dei beni nello stato in cui si trovano o al conseguimento del prezzo per quelli alienati, salvo gli effetti della buona fede dei terzi, eredi e legatari.

Capacità di agire

Definizione La capacità di agire indica l’aspetto dinamico del soggetto ed è definita come l’idoneità della persona a svolgere l’attività giuridica che riguarda la sfera dei suoi interessi, ad esercitare diritti e ad assumere obblighi, a manifestare volontà che siano idonee a modificare la propria situazione giuridica. Si parla della relatività della capacità di agire in relazione sia ai presupposti che concorrono a formarla, sia agli scopi della sua concreta limitazione o esclusione, sia alla possibilità di una sua misurazione in termini quantitativi..

Acquisto della capacità di agire

La capacità di agire cd. generale si acquista con il compimento della maggiore età (18 anni). Le capacità di agire cd. speciali previste da singole norme di legge in relazione a singoli atti o rapporti, si acquistano prima della maggiore età (es. capacità in materia di lavoro).

Riferimenti normativi Art. 2 Cost.; art.2 c.c

Minore età (causa di incapacità legale di agire)

Premessa: la tesi tradizionale che configura nella minore età un’ipotesi di incapacità di agire generale va criticata nel momento in cui non consente al minore di realizzare la propria personalità attraverso l’esercizio dei diritti e delle attività fondamentali. Sarebbe allora preferibile parlare di cd. capacità di discernimento, cioè della concreta capacità o meno del minore, in relazione al singolo atto da compiersi e alle sue condizioni soggettive, di assumere una decisione con adeguata consapevolezza.



Potestà

Dalla impostazione tradizionale dell’incapacità di agire del minore quale soggetto astrattamente incapace e inidoneo alla cura dei propri interessi, deriva la concezione della potestà genitoriale quale rapporto giuridico diritto soggettivo dei genitori– soggezione del minore, con il dovere di quest’ultimo di lasciarsi educare.

Conseguenze:

 Natura (diritto soggettivo: unico limite divieto di abuso nell’esercizio del diritto con pregiudizio più o meno grave per il minore).

 Contenuto (doveri – poteri che consistono nell’educazione, istruzione, custodia, correzione, mantenimento, rappresentanza nelle attività di natura patrimoniale e personale).

 Rapporto tra potestà e diritti di libertà del minore (cd. elasticità della potestà, nel senso di non concepire lo stesso rigore nell’esercizio della potestà e nell’imposizione delle scelte e delle decisioni adottate durante le diverse età del minore nel rispetto dei diritti fondamentali dello stesso  dal diritto di controllo al diritto di direttiva).

 Riferimenti normativi (art.147 ss. cc.; art.315 ss. c.c.; art. 330 ss. c.c.)

Un diverso orientamento considera il minore come soggetto di diritto e non come oggetto della potestà e gli riconosce, qualora abbia in concreto la cd. capacità di discernimento, il potere di effettuare in piena autonomia le scelte di natura esistenziale che concernono la sua persona.



Tutela e curatela (complesso di poteri-doveri attribuiti ad un soggetto per la cura e la realizzazione di interessi di altri soggetti).

Tutela del minore.

 Presupposti: il tutore è nominato nell’ipotesi in cui la potestà dei genitori manchi o non possa essere esercitata.  Responsabilità del tutore: il tutore opera sotto il controllo e la vigilanza dell’autorità giudiziaria, pur avendo una

sufficiente autonomia di iniziativa e di decisione. Vi sono infatti atti che non possono essere posti in essere senza l’autorizzazione del giudice tutelare (art.374 c.c.), atti per i quali è necessaria l’autorizzazione del tribunale (art.375 c.c.) e atti per i quali nessuna autorizzazione è richiesta (art.374 c.c.).

 Contenuto della funzione tutelare (cura della persona del minore, rappresentanza negli atti civili, amministrazione dei beni)

 Divieto di acquisti (art. 378 c.c.).  Riferimenti normativi (art.343 ss. c.c.)

Curatela del minore emancipato.

 Presupposti: il curatore è nominato in presenza di un minore emancipato, cioè di un minore ultrasedicenne che contrae matrimonio prima della maggiore età e al quale è riconosciuta una capacità di agire limitata al compimento degli atti di ordinaria amministrazione.

 Contenuto della curatela : il curatore nominato non ha poteri di amministrazione, di rappresentanza e di cura del minore che agisce personalmente, ma con l’assistenza del curatore che valuta la rispondenza dell’atto all’interesse del minore stesso. Il curatore deve prestare il suo assenso per gli atti di straordinaria amministrazione che il minore ponga in essere previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

 Riferimenti normativi (art. 390 ss c.c.)

Infermità mentale (causa di incapacità legale di agire)

Infermità mentale  alterazione abituale e durevole delle facoltà mentali tale da dar luogo ad un’incapacità totale di provvedere ai propri interessi. Il soggetto totalmente infermo di mente è inidoneo ad essere parte di rapporti giuridicamente rilevanti , sicchè esiste il pericolo concreto ed attuale di atti pregiudizievoli al suo patrimonio.

Conseguenza dell’infermità: sentenza di interdizione

il soggetto che si trova nelle condizioni suddette, può essere interdetto dal tribunale competente, previo esame dell’interdicendo, con sentenza che impedisce l’acquisto della capacità di agire se avviene nell’ultimo anno della minore età e che estingue la capacità di agire se è pronunziata dopo il raggiungimento della maggiore età.

Conseguenza della sentenza: nomina del tutore

il tutore nominato a salvaguardia degli interessi dell’interdetto, si occupa della cura della persona dell’interdetto, della rappresentanza negli atti civili e della amministrazione dei beni.

gli atti compiuti dall’interdetto senza la rappresentanza del tutore sono annullabili (art. 427 c.c.) su istanza del tutore, dell’interdetto (dopo la revoca della sentenza), nonchè dai suoi eredi e aventi causa.

Riferimenti normativi  artt.414 ss c.c.

Infermità mentale (causa di limitazione della capacità di agire)

Infermità mentale debolezza delle facoltà mentali, pervertimenti dell’intelletto, della volontà e del sentimento non tanto gravi da rendere necessaria l’interdizione, ma sufficienti a generare un pericolo attuale di pregiudizio per il patrimonio del soggetto. Prodigalità eccessiva larghezza nello spendere e nel regalare, abitudine a spendere in modo smisurato o disordinato, incapacità di valutare il pregiudizio che deriva dallo sperpero delle proprie sostanze. Il soggetto affetto dalle predette patologie manifesta una debolezza abituale delle facoltà mentali con pericolo attuale di pregiudizio per il proprio patrimonio.

Conseguenza di tale infermità o della prodigalità: sentenza di inabilitazione il soggetto che si trova nelle condizioni suddette, può essere inabilitato

con sentenza dal tribunale competente, previo esame dell’inabilitando. Ha una capacità di agire limitata al compimento dei soli atti di ordinaria amministrazione.

Conseguenza della sentenza: nomina del curatore il curatore nominato a salvaguardia degli interessi dell’inabilitato, ha il

compito di assistere l’inabilitato stesso per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione.

gli atti di straordinaria amministrazione compiuti dall’inabilitato senza assistenza del curatore e autorizzazione giudiziale sono annullabili (art.427 c.c.) su istanza dell’inabilitato con l’assistenza del curatore, nonché dei suoi eredi e aventi causa.

Riferimenti normativi artt.414 ss c.c.

Incapacità di intendere e di volere (incapacità naturale)

Definizione Concreta ed effettiva inidoneità della persona ad intendere e volere l’atto da realizzare che può derivare non solo da un’alterazione patologica della psiche, ma anche da una situazione che turbi la sfera affettiva ed emozionale dell’individuo, privandolo, sia pur temporaneamente, della capacità naturale e della volontà cosciente.

Conseguenze Annullabilità degli atti e dei contratti compiuti dall’incapace naturale. Tuttavia:

se si tratta di atti unilaterali è necessario ai fini dell’annullamento fornire la prova del grave pregiudizio derivato nel caso concreto all’incapace;

se si tratta di contratti ai fini dell’annullamento va dimostrata la mala fede dell’altro contraente

Riferimenti normativi Art. 428 c.c.

PERSONE GIURIDICHE

Organizzazioni costituite da individui e beni alle quali l’ordinamento giuridico riconosce la qualità di soggetti di diritto con capacità giuridica ( possibilità di essere titolari di situazioni soggettive) e capacità di agire (possibilità di esercitare diritti e doveri attraverso le persone fisiche – organi – che ne fanno parte).

Natura Teoria della finzione �

l’ordinamento crea soggetti artificiali, enti distinti dagli individui singoli, per esigenze di commercio giuridico. Teoria della realtà

l’ordinamento prende atto dell’esistenza di taluni enti e/o organismi nella vita sociale ai quali attribuisce poi soggettività.

Classificazioni Sul piano strutturale:  enti a struttura associativa ( associazioni);  enti a struttura istituzionale (fondazioni).

Sul piano degli interessi perseguiti:  enti pubblici (interessi generali);  enti privati (interessi particolari).

Sul piano della finalità:  enti privati con finalità lucrative o miste (società);  enti privati con finalità ideali (associazioni, fondazioni, comitati).

Sul piano dell’autonomia patrimoniale:  enti con autonomia patrimoniale ( separazione del patrimonio dell’ente

da quello di coloro che ne fanno parte ). Se tale separazione dei patrimoni è netta e l’ente ottiene la personalità giuridica, si parla di autonomia patrimoniale perfetta e in tal caso per le obbligazioni assunte in nome dell’ente risponde esclusivamente il patrimonio dell’ente, non attaccabile dai creditori personali dei componenti dell’ente stesso;

 enti con autonomia patrimoniale imperfetta (separazione relativa dei patrimoni, mancanza del riconoscimento – cd. enti non riconosciuti -). In tal caso è prevista una responsabilità dei componenti dell’ente anche per le obbligazioni assunte dall’ente stesso (v. art.38 c.c. per le associazioni non riconosciute e art.41 c.c. per i comitati)

Sul piano dell’acquisto della personalità giuridica e dell’autonomia patrimoniale perfetta:

 acquisto automatico con iscrizione nel registro delle imprese (sistema normativo  società di capitali);

 acquisto con decreto di riconoscimento del Presidente del Consiglio dei Ministri o ministeriale, su domanda degli interessati e sulla base dell’atto costitutivo e dello statuto, previa valutazione dell’attualità sociale dello scopo dell’ente e della consistenza del patrimonio (sistema concessorio  associazioni e fondazioni).

N.B: l’autonomia patrimoniale perfetta diventa opponibile ai terzi soltanto con l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso il Tribunale in ogni Provincia.

Riferimenti normativi Artt.2, 3, 18, 19, 39, 49 Cost.; artt. 11 ss. c.c.

Associazioni non riconosciute Definizione e scopo Organizzazione stabile di persone che, avvalendosi di un certo patrimonio,

persegue uno scopo non lucrativo Costituzione e regolamentazione

L’associazione si costituisce con un atto costitutivo (negozio associativo aperto all’adesione di altre parti). Le regole per i rapporti tra gli associati e con i terzi, nonché per l’amministrazione dell’ente, sono contenute nello statuto.

L’associazione che non ottiene il riconoscimento è definita associazione non riconosciuta.(es. partiti, sindacati): in tal caso si applicheranno le stesse norme dettate per le associazioni riconosciute con esclusione solo di quelle che presuppongono il riconoscimento. L’associazione non riconosciuta ha un’autonomia patrimoniale imperfetta. Ne deriva che:



i creditori dell’associato non hanno diritti sul patrimonio dell’ente; 

delle obbligazioni dell’ente rispondono anche personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome e per conto dell’ente (art.38 c.c.), a meno che il creditore non sia uno degli associati.

Elementi dell’ente  Organi di amministrazione, gestione e rappresentanza: assemblea e amministratori. Questi ultimi agiscono all’esterno in nome e per conto dell’ente quali mandatari e rispondono del loro operato nei confronti dell’associazione a titolo di responsabilità contrattuale e solidalmente.

L’associazione non riconosciuta ha un proprio patrimonio, cioè un fondo comune, costituito dai contributi degli associati e dai beni con tali contributi acquistati, nonché da tutti i diritti patrimoniali dei quali l’ente è titolare. Prima dell’estinzione dell’ente, gli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune, né ripetere i contributi versati.

Riferimenti normativi Artt. 36, 37, 38 ss. c.c., ma v., in quanto compatibili, le norme previste per le associazioni riconosciute.

Associazioni di volontariato

L. 11.08.1991 n.266 

struttura, funzione, requisiti per l’iscrizione negli appositi registri.

Comitati. Definizione e scopo Organizzazione di persone che si accordano per effettuare una raccolta di fondi

mediante pubblica sottoscrizione per perseguire un fine di interesse generale. Costituzione e regolamentazione

Il comitato si costituisce con accordo anche verbale. Le regole per l’amministrazione e la gestione dell’ente sono dettate nell’accordo costitutivo dai membri del comitato.

Elementi dell’ente  Organi di amministrazione, gestione e rappresentanza: 

i promotori, che prendono l’iniziativa di costituire il comitato; 

gli organizzatori, che svolgono la funzione di amministratori; 

i sottoscrittori, che promettono le oblazioni.

 Sul patrimonio del comitato (che ha un patrimonio distinto in quanto soggetto di diritto) insiste un vincolo di destinazione, sicchè non può essere in alcun modo devoluto per un scopo diverso da quello pattuito e manifestato agli oblatori. Se non ha ottenuto il riconoscimento (ma si dibatte sull’ammissibilità di un comitato riconosciuto), il comitato ha un’autonomia patrimoniale imperfetta, per cui:

 

i creditori dei partecipanti non hanno diritti sul patrimonio dell’ente;





delle obbligazioni dell’ente rispondono personalmente e solidalmente tutti i componenti del comitato (art.41 c.c.).

Riferimenti normativi Artt. 39,40,41,42 c.c.

Associazioni riconosciute.

Associazioni di fatto che hanno chiesto e ottenuto il riconoscimento (e quindi la personalità giuridica e l’autonomia patrimoniale perfetta).

Riconoscimento con sistema concessorio:

 Requisiti (artt. 14 e 16 c.c.  atto pubblico, nonché indicazione, nell’atto costitutivo e nello statuto, della denominazione dell’ente, dello scopo, del patrimonio, della sede, delle condizioni di ammissione degli associati e dei diritti e degli obblighi degli stessi). Valutazione del rispetto delle norme di legge inderogabili, della meritevolezza dello scopo, dell’adeguatezza del patrimonio.

 Conseguenze (modificazione del regime giuridico dell’ente con acquisto dell’autonomia patrimoniale perfetta).

Registrazione L’iscrizione dell’associazione riconosciuta nel registro delle persone giuridiche istituito presso il Tribunale di ciascuna Provincia, ha la funzione di pubblicità dichiarativa, cioè di opponibilità ai terzi di tutte le vicende che concernono l’ente, nonché di tutte le limitazioni del potere rappresentativo degli amministratori..

Organi dell’ente  Assemblea  convocata dagli amministratori almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio o comunque se ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati, l’assemblea è l’organo che riunisce gli associati. Ha le competenze individuate nell’atto costitutivo e nello statuto ed indicate negli artt. 20,21 e 22 c.c. Le stesse norme individuano altresì le ipotesi in cui è necessaria una deliberazione con maggioranza qualificata (modifica dell’atto costitutivo o dello statuto; scioglimento dell’associazione e devoluzione del patrimonio). Di norma, infatti, l’assemblea delibera a maggioranza di voti con la presenza di almeno la metà degli aventi diritto a partecipare (in prima convocazione) o qualunque sia il numero degli intervenuti (in seconda convocazione).

 Amministratori  organo di gestione dell’ente, sono eletti dall’assemblea e operano secondo le competenze e le funzioni attribuite con lo statuto. Sono responsabili verso i terzi per la violazione degli obblighi connessi alla loro funzione e verso l’ente secondo le disposizioni sul mandato.

Fanno parte dell’associazione anche gli associati. Costoro non possono trasmettere la loro qualità nemmeno mortis causa. La possibilità di recedere dall’associazione è regolata dall’art. 24 c.c.

Deliberazioni dell’assemblea

Le deliberazioni contrarie alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto possono essere annullate dall’autorità giudiziaria su istanza degli organi dell’ente, di qualunque associato o del pubblico ministero (art. 23 1° comma c.c.), ma senza pregiudizio dei diritti acquistati dai terzi in buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione delle delibere stesse (art. 23 2° comma c.c.). L’impugnazione della deliberazione non ne sospende l’esecutività, salvo che non venga disposta per gravi motivi dall’autorità giudiziaria (art. 23 3° comma c.c.). Sono inesistenti le delibere adottate da un’assemblea inesistente o non regolarmente costituita. L’invalidità del singolo voto non comporta l’invalidità della delibera salvo la prova di resistenza (se si tratta cioè di un voto decisivo per la formazione della maggioranza).

Estinzione dell’ente Fasi  Deliberazione di scioglimento dell’ente o dichiarazione di estinzione dello

stesso da parte dell’autorità amministrativa per una delle cause previste dalla legge (v. art. 27 c.c.);

 Liquidazione: gli amministratori non possono compiere nuove operazioni (v. art.29 c.c.), ma solo porre in essere atti di ordinaria gestione per la conservazione del patrimonio. La fase è gestita dai commissari liquidatori sotto il controllo del presidente del tribunale;

 Cancellazione dal registro delle persone giuridiche;  Devoluzione dei beni residui in conformità all’atto costitutivo e allo statuto

o, in mancanza, secondo la delibera assembleare di scioglimento o, in mancanza, attribuzione ad enti che perseguono scopi analoghi.

Riferimenti normativi Artt. 14 ss c.c.; artt. 11 ss disp. att. c.c.

Fondazioni

Definizione e scopo Organizzazione stabile creata per la gestione di un patrimonio destinato al perseguimento di uno scopo di pubblica utilità individuato dal fondatore.

Costituzione e regolamentazione

La fondazione si costituisce con un atto costitutivo, denominato negozio di fondazione, che deve rivestire la forma dell’atto pubblico. Può essere costituita anche mediante testamento. Le regole per l’amministrazione dell’ente e per la gestione del patrimonio sono contenute nello statuto. Trova in tal caso applicazione l’art. 16 c.c..

Secondo l’opinione tradizionale occorre distinguere il negozio di fondazione (non patrimoniale), dal negozio di dotazione (patrimoniale) per il trasferimento dei beni.

L’atto di fondazione può essere revocato nei casi e nelle forme previsti dall’art.15 c.c.

Per la fondazione il riconoscimento ha valore costitutivo: con tale atto, infatti, la fondazione diventa soggetto di diritto e acquista la personalità giuridica

Elementi dell’ente  Organi di amministrazione, gestione e rappresentanza: fondatore e amministratori. L’autorità amministrativa esercita un’attività continua di controllo e vigilanza, con possibilità di annullamento delle delibere contrarie a norme imperative, all’atto di fondazione, all’ordine pubblico e al buon costume (v. artt. 25 e 26 c.c.)

 Fondo di dotazione da parte del fondatore autonomia patrimoniale perfetta per la fondazione che, con sistema concessorio ha ottenuto il riconoscimento.

Riferimenti normativi Artt. 15 ss. c.c. ma vedi, in quanto compatibili, anche le norme dettate in materia di associazioni riconosciute in tema di registrazione, di estinzione e liquidazione, di devoluzione dei beni residui.

SITUAZIONI ESISTENZIALI

Situazioni giuridiche (rilevanti per l’ordinamento giuridico) di natura non patrimoniale (non suscettibili di essere valutate secondo una stima economica)

Diritti della personalità

Nozione Situazioni giuridiche soggettive esistenziali proprie di ogni uomo in quanto tale. Caratteristica: la persona è allo stesso tempo soggetto titolare della situazione giuridica e punto di riferimento oggettivo della tutela offerta dall’ordinamento.

Natura giuridica Diritti assoluti opponibili erga omnes (all’intera comunità di consociati), inalienabili, irrinunziabili e imprescrittibili

Fonti normative nazionali

Costituzione, codice civile (artt.5-10, art.2043), codice penale, leggi speciali e complementari in materia ( interruzione di gravidanza, diritto d’autore, riforma del diritto internazionale privato).

Fonti normative Internazionali e comunitarie

Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo – Onu – 1948. Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali – Roma – 1950 (ratificata con L.848/55). Patti dell’Onu sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali – New York – 1966 (ratificati con L.881/77). Trattato di Helsinki Trattato di Maastricht.

Fondamento Teoria atomistica �

rilevano i soli diritti della personalità espressamente previsti e disciplinati dall’ordinamento giuridico mentre le nuove situazioni soggettive sono tutelabili soltanto con interpretazione estensiva o analogica delle norme esistenti. Teoria monistica

esiste un unico diritto della personalità di contenuto vago che riassume tutti gli altri diritti senza identificarsi con la loro somma.

Se unica è la persona, quindi unico è il bene protetto, si può in realtà individuare un fondamento unitario dei diritti della personalità (artt.2 e 3 Cost.), anche se poi molteplici e diversamente identificabili e tutelabili sono le possibili manifestazioni della personalità.

Spettanza Discussa la possibilità di ritenere titolari dei diritti della personalità: - il nascituro, il defunto, i familiari del defunto, lo straniero

Forme di tutela Tutela preventiva (obblighi di contenuto positivo a carico di chi è tenuto a tutelare e a promuovere la personalità del soggetto titolare e obblighi di contenuto negativo a carico dello stesso soggetto titolare (autolimitazioni) a tutela di altri diritti personali e del valore della dignità umana); azione inibitoria (azione diretta a far cessare o a non far iniziare il comportamento antigiuridico del danneggiante). Tutela successiva alla lesione (risarcimento del danno in forma specifica (over possibile) o in forma generica per equivalente).

Singoli diritti della personalità

Diritto alla ed all’integrità psicofisica

Il bene “vita” è tutelato non come bene inteso in senso naturalistico (esistenza biologica), ma in senso normativo ex art. 36 C. come pretesa ad una vita libera e dignitosa.

Contenuto Rispetto della vita umana (diritto alla vita) e divieto di disporre del proprio corpo in modo tale da cagionare una diminuzione permanente della propria integrità fisica (diritto all’integrità psicofisica – art. 5 c.c.). La lesione della propria integrità, tuttavia, anche permanente, è consentita entro i limiti fissati dalle leggi speciali in materia (ad es. per i trapianti), a fini terapeutici o a favore di un altro soggetto, in nome del principio di solidarietà costituzionale.

Riferimenti normativi Art. 36 Cost.; art.5 c.c..; L.22.5.1978 n.194 (interruzione di gravidanza); artt. 575 ss c.p.

Tutela La tutela del diritto alla vita e del diritto all’integrità psicofisica è attuata mediante obblighi di contenuto positivo (dovere di soccorso penale – art. 593 c.p. - e civile – art. 2087 c.c.) e obblighi di contenuto negativo (divieto di atti di disposizione del proprio corpo).

Diritto alla

Il bene “salute” è tutelato non in sé per sé quale bene autonomo o in senso negativo quale assenza di patologie, ma in senso positivo quale condizione di equilibrio psico-fisico sanitario, sociale ed ambientale, cioè quale stato di benessere generale del soggetto.

Contenuto Diritto al sano e libero sviluppo della persona e alla realizzazione della sua libertà e dignità.

Riferimenti normativi Artt. 2, 3 e 32 Cost. L’art. 32 Cost. individua il diritto alla salute come situazione soggettiva complessa individuale azionabile e tutelabile dinanzi al giudice.

Tutela Il diritto alla salute è tutelato con la previsione di obblighi di contenuto negativo che realizzano allo stesso tempo la tutela della dignità e della libertà della persona (è esclusa la possibilità di interventi sanitari obbligatori o coattivi in contrasto con i valori della persona costituzionalmente garantiti – art.32 C.) e con obblighi di contenuto positivo (assistenza sanitaria obbligatoria). Nuova forma di tutela è offerta dal risarcimento del danno cd.“biologico”.

salute

vita

commenti (36)
interessanti, grazie
Mooolto buono!
li vedo fatti bene
grazie tanto
bene bene!!!
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