Sociologia dei Gruppi [Riassunto esame], Esami di Sociologia Dei Gruppi. Università degli Studi di Roma La Sapienza
LucaLucia
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Sociologia dei Gruppi [Riassunto esame], Esami di Sociologia Dei Gruppi. Università degli Studi di Roma La Sapienza

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Sociologia dei Gruppi [Riassunto esame] Argoemnti:IL CONCETTO DI GRUPPO SOCIALE,LO STUDIO DEI GRUPPI NELLA SOCIOLOGIA,La relazione interpersonale come fondamento dei fenomeni di gruppo,GLI ELEMNTI IDENTIFICATIVI DEL GRUP...
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CAP 1 IL CONCETTO DI GRUPPO SOCIALE

Gruppo: in insieme di tre o più individui che interagiscono fra loro, cooperando per il raggiungimento di uno scopo comune e sviluppando la consapevolezza di far parte di una unità sociale autonoma all'interno del sistema sociale. Una formazione sociale e circoscritta possibilità per i membri di stabilire dei rapporti diretti. Il termine il gruppo può indicare una categoria sociale,una classe,una ceto,una comunità, la famiglia,una squadra di calcio ecc. Categoria sociale: ha un carattere prettamente psicologico. Tale termine riguarda un genere,un'etnia,una classificazione ecc. Classe sociale: è composta da individui accomunati da una stessa posizione rispetto al controllo economico e sociale del potere. Una classe sociale che si configura quando una categoria sociale prende coscienza della propria condizione sociale, del proprio ruolo e si muove secondo una strategia politica unitaria. Comunità: collettività unita da vincoli etnici, storici, spesso parentali che inducono l'individuo a sentirsene parte integrante ed attiva. TONNIES: secondo lui il termine comunità tende ad indicare il tipo di legame prevalente in una organizzazione collettiva. Organizzazione: prefigura un progetto di divisione del lavoro ed una piramide gerarchica e descrive la struttura e le funzioni di una grande azienda o di un complesso burocratico. Società: sociologi come TOCQUEVILLE E PARSONS la concepiscono come un complesso sistema di raggruppamenti sociali che stabiliscono tra loro rapporti funzionali gerarchici o di inclusione, mentre il gruppo è considerato il tramite privilegiato fra individuo e società del luogo elettivo dei rapporti di reciprocità. Aggregato sociale: pluralità di individui che presentano una condizione di stare insieme accidentale e transitoria. ERVING GOFMANN: nelle situazioni di stare insieme si vengono a stabilire norme di condotta che originano dal costume sociale e che regolano con forza coercitiva il comportamento pubblico degli individui. ROBERT BALES: studiò la formazione dei gruppi occupandosi di alcuni problemi organizzativi del campus universitario, inizialmente questi studenti erano a massa di persone che non si conoscono, alt seguono dell'esperimento i soggetti cominciano a fare conoscenza e a formare un gruppo sempre più affiatato. Si può affermare sebbene l'aggregato sociale possa svanire rapidamente non appena uno dei suoi membri si avvia per i fatti suoi, in molte circostanze esso rappresenti il brodo di coltura in cui prende forma e si consolida un gruppo sociale. DE GRADA: aggregato è un insieme di individui in cui la giunta o la si che ione di una o più unità e la modificazione della posizione reciproca dei presenti non alterano le caratteristiche essenziali della situazione. Requisiti formazione gruppi: interazione faccia a faccia, reciprocità, scopo comune, cooperazione, senso di appartenenza. Sono che i caratteri che consentono di distinguere il gruppo. Un gruppo nasce per realizzare una forma di cooperazione e di partecipazione fra più individui accomunati da bisogni che essi non sono in grado di soddisfare individualmente. WILLIAMN SUMNER: we sense, il senso del noi, dei membri di un gruppo, i quali stabiliscono relazioni interpersonali che hanno un senso e significatività nel contesto del gruppo KURT LEWIN: è una totalità caratterizzata dal destino comune che unisce i suoi membri. Quanti membri per formare un gruppo? è composto da due o più persone. SIMMEL: afferma che la coppia costituisce una forma relazionale sui generis e rappresenta il mattone con cui si costituisce un gruppo. Il gruppo è una formazione sociale in cui si sviluppano rapporti interpersonali ed ha quindi il contenitore di tali episodi e relazionali.

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DE GRADA: suggerisce di distinguere tra: • gruppi estesi: caratterizzati da una comunanza di interessi e da una certa struttura

organizzativa in cui le possibilità di interazione sono piuttosto ridotte ancorché teoricamente possibili.

• gruppi ristretti: o piccoli gruppi, dove le relazioni interpersonali si sviluppano direttamente faccia a faccia.

Interazione diretta tra membri: elemento fondamentale di un gruppo. Dipende dal tipo di gruppo, dal grado di coesione e da tutte quelle pratiche che il gruppo stesso pone in atto per garantire l'attaccamento è la partecipazione dei membri e per cementare la loro unione. SUMNER E DURKHEIM: il di appartenenza è un gruppo morale costituito su basi simboliche, che influenzano sia i nostri comportamenti quotidiani sia i nostri valori e le nostre credenze. gruppo di riferimento: gruppo sociale a cui l'individuo fa riferimento nella formazione dei propri atteggiamenti e nell'orientare i propri comportamenti. Comunanza degli scopi: coagulare un gruppo intorno alle pratiche necessarie per il loro conseguimento, determina i caratteri e i meccanismi di funzionamento in specie con riguardo al grado di partecipazione e di identificazione richiesto ai suoi membri. Apparato normativo: si forma per permettere il raggiungimento dello scopo. Nel gruppo si formano dei ruoli che ciascun membro ricopre, ed alcuni di questi ruoli e rivestono grande importanza per il funzionamento del gruppo e per il raggiungimento delle sue mete. Livello di coesione: determinato dall'articolazione dei ruoli, dai rapporti tra capi e seguaci e dal differente grado di partecipazione dei membri di un gruppo. CAP 2 LO STUDIO DEI GRUPPI NELLA SOCIOLOGIA

ORIGINI

Nascita Sociologia: primi dell’ 800 insieme alla Società Industriale August Comte: padre della Sociologia definita da lui come fisica sociale. Legge dei 3 stati. Famiglia come base di sviluppo di altre formazioni. Delineandosi tardi la Sociologia dei Gruppi ha avuto comunque i suoi pionieri tra i quali ricordiamo: C.Fourier: FALANSTERIO: sorta di moderna comune autosufficiente che supera la famiglia e si costituisce come associazione cooperativa di produttori e consumatori..Nel falansterio i gruppi sono un prodotto spontaneo di forme passionali e di attrazione reciproca. L.Goumplowicz: le diverse cause ambientali conducono a differenze di civiltà, cultura e potenza bellica.SFERA DI SINGENESI: stimola la coesione e la simpatia sociale tra i membri e determina aggressività verso l’esterno.ETNOCENTRISMO deriva dalla singenesi. A.de Tocqueville: ASSOCIAZIONE VOLONTARIA come insieme di cittadini che si mobilitano per raggiungere uno scopo concreto.

CLASSICI

Nel 1871 le masse si impadroniscono di Parigi e la sottopongono ad un breve periodo di terrore.Nasce nelle Scienze Sociali l’indirizzo chiamato PSICOLOGIA DEL FOLLE. G.Tarde: in una coppia uno dei 2 esercita un punto forte attraverso atti,parole ed emozioni.Gli individui tendono ad imitare coloro che reputano superiori adattandosi alle proprie scelte. S.Freud: i membri di una folla rinunciano alla propria individualità ed avviano un processo di identificazione nel capo inteso come IO ieale.

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E. Durkheim:SOCIETA’ TRADIZIONALE:in essa si sviluppano rapporti determinati dalla forte appartenenza alla comunità e l’individuo si trova costretto sin dalla nascita a condividere credenze imposte collettivamente.SOCIETA’ MODERNA:in essa ci sono gruppi caratterizzati dalla specializzazione delle funzioni a cui l’individuo partecipa volontariamente.GRUPPO PROFESSIONALE: gruppo che garantisce l’ordine sociale e morale e si basa sul rispetto dell’accordo tra membri. M.Weber:RAZIONALITA’: concetto centrale perché egli classifica le azioni in base al tipo di razionalità che esprimono.TEORIA DEI GRUPPI SOCIALI: base per interpretare i fenomeni sociali;alla base dei gruppi vi è la relazione sociale tra individui e questa può essere APERTA se non prevede limitazioni;CHIUSA se risulta selettiva rispetto all’esterno.

NASCITA DELLA SOCIOLOGIA DEI GRUPPI G.Rimmel:TEORIA FORMALISTA:la Sociologia non consiste nell’individuare le leggi che prevedono i fenomeni sociali e culturali ma è un nuovo modo di osservare la società studiando le forme di associazione. L.Von Wiese: INFLUENZA RECIPROCA:sottolinea la reciprocità del rapporto interpersonale.Egli classifica 3 fenomeni sociali:MASSA,GRUPPO e COLLETTIVITA’ ASTRATTA. IN AMERICA:lo spirito di frontiera aveva abituato la nazione ad affrontare i problemi con spirito pragmatico e nell’800 si costituisce nell’immaginario collettivo l’AMERICAN DREAM, il sogno americano di creare una società progredita. Taylor: è contro il gruppo e promuove l’individualismo attraverso forme personalizzate di retribuzione. SCUOLA DI CHICAGO: si delinea tra gli anni ’20 e metà degli anni’30 e la sua caratteristica sta nella ricerca di forme di urbanizzazione sul rapporto tra individui,povertà,devianza della vita metropolitana e darà vita ai NEO-CHICAGOANS, una nuova generazione di ricercatori e .l’importanza di tale scuola sta nell’annettere definitivamente la Sociologia dei Gruppi nella ricerca empirica. R.Park:principale fautore di tale scuola e concepisce la Sociologia come una scienza applicata per studiare il comportamento degli individui. Moreno:conia il concetto di ATTRAZIONE INTERPERSOLNALE. Coniugi Lynd e W.FootWhyte: operano esperimenti a Middeltown e Cornerville.

ETA’ MODERNA

T.Parsons: TEORIA DELL’AZIONE:il fenomeno sociale si manifesta come atto intenzionale e significativo e gli agenti sociali che compiono tale atto operano in base al loro status e al loro ruolo e il sistema sociale è costituito quindi dai rapporti di interazione tra soggetti agenti. R.Bales:lo studio del gruppo deve fondarsi sull’osservazione dei comportamenti dei suoi membri e l’osservazione dl gruppo deve avvenire all’insaputa dei soggetti osservati. M.Sherif: stereotipi di gruppo e concetto di pregiudizio ( ricorda fine del capitolo 6 ) K.Lewin:DINAMICA DI GRUPPO:definisce i fenomeni ed i processi che si sviluppano nel gruppo.Il gruppo deve essere studiato nella sua interezza e non solo nei rapporti di interazione tra i membri. R.Likert:attribuisce notevole importanza alla coesione, la quale concorre a realizzare maggiore produttività nel gruppo e tra i suoi singoli membri. Lazarsfeld:i mass- media avevano peso sul pubblico solo se si associavano all’influenza esercitata dai leader d’opinione durante le elezioni. R.Merton: l’ orientamento funzionalista consente di valutare dei risultati di un’indagine empirica rispetto alle conseguenze che esercitano sulle strutture sociali più ampie a cui si riferiscono. ‘68 Europeo: la società di massa non è più vista come il migliore dei mondi.Correnti di contestazione.In America si sviluppano 2 filoni: nel PRIMO ci sono studiosi di devianze i quali affermano che il deviante è colui che non si conforma alle regole; il SECONDO è rappresentato dall’ ETNOMETODOLOGIA,la quale si occupa delle regole che governano il processo di comunicazione sociale.

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IN ITALIA:la Sociologia dei gruppi ha una doppia connotazione tra gli anni ’70 e gli anni ’90 e mantiene attivo un filone di studi e ricerche di matrice cattolica che rimarca l’importanza dell’associazionismo di base nel campo della solidarietà.Inoltre prende forma una corrente che trae ispirazione dalle ricerche etnoantropologiche di De Martino e dal pensiero gramsciano. P.Donati: riprende il tema delle associazione distinguendo tra dimensione antropologica,che riguarda la sfera della sciabilità, una dimensione politologica che attiene alle funzioni di mediazione dei gruppi tra individuo e stato, e una dimensione sociologica che si sviluppa nel complesso sistema di reti relazionali della società. NETWORK ANALYSIS: analisi delle relazioni sociali che determinano il comportamento relazionale di individui e gruppi.

CAP 3 Io e l’altro. La relazione interpersonale come fondamento dei fenomeni di

gruppo

L'attrazione interpersonale Sociale: risulta come un accomodamento costante e instabile di esigenze dell'organizzazione esterna e della vita psichica. Socialabilità: vocazione e propensione a stabilire relazioni sociali. Si manifesta come ego nei confronti di alter e nella creazione di un legame reciproco di relazioni. Socialità: capacità dell'uomo di tradurre relazioni in forme durevoli ed organizzate. HOBBES: l'accordo e la collaborazione tra individui su cui si costituisce la struttura della società derivino da considerazioni opportunistiche, legate alla necessità di soddisfare bisogni comuni. MC DOUGALL: ritiene che la sociabilità fine a un tratto del corredo umano. MEAD: ritiene che gli individui simili non tra loro spontaneamente per sviluppare forme di cooperazione che ne rinforzano lo spirito associativo. Gli antropologi sostengono che alla base della relazione umana si sia posto il riconoscimento di bisogni comuni che ha indotto gli uomini a provare un immediato interesse,1 sorta di attrazione per i propri simili. Reciprocità: principio di scambio delle risorse. Relazione sociale: comportamento di più individui e restaurato reciprocamente secondo il suo contenuto di senso ed orientato in conformità. è caratterizzata anche dall'attribuzione di senso cioè dall'introduzione di un comune principio di valutazione dell'agire sociale. SIMMEL: introduce il concetto di inter-azione sottolineando il carattere di interdipendenza della relazione interpersonale la capacità di ego e di alter di condizionarsi a vicenda. VON WIESE: definisce la reciprocità come influenza interumana e la pone a fondamento dell'ordine sociale. MEAD: concepisce l'interazione come scambio di azioni significative, in cui il soggetto regola il suo comportamento rispetto alle aspettative dell'altro, sulla base di modelli socioculturali comuni. La relazione sociale: è considerata sia manifestazione della sociabilità degli individui sia come fattore fondamentale della struttura del sistema sociale che determina il carattere della società. Intesa come costituzione di un rapporto di interazione fra due individui può essere spiegata come l'esito di un processo di attrazione interpersonale. Attrazione interpersonale: intesa come forza spontanea ed istintiva che stabilisce un legame di natura emotiva ma tra due persone. Si può stabilire tra due individui per vari motivi esempio: la bellezza fisica la bellezza interiore, la vicinanza fisica la quale consente di destare l'attenzione visiva dell'individuo e valutare con maggior precisione le caratteristiche esteriori ed il comportamento dell'altro; la distanza nel caso in cui una persona lontana di cui se ne sente la mancanza; la somiglianza come nei membri di

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una comune sub cultura giovanile, coetanei i quali rappresentano caratteristiche culturali e sociali simili. È molto importante la somiglianza di Status la quale determina l'adesione ai valori e a comportamenti sociali analoghi e spinger individuo a ricercare quelle persone che confermino e rafforzino le sue scelte e di suoi atteggiamenti. TARDE: leggi dell'imitazione le quali consentono agli individui di aggregarsi e di condividere obiettivi, comportamenti e risorse comuni. WINCH: teoria dei bisogni complementari secondo la quale gli individui possono essere a tratti da quelle persone che sono in grado di fornire un aiuto o un supporto necessario per il conseguimento di un dato obiettivo, in quanto dispongono di dati che essi non sono stati in grado di sviluppare. Da questa teoria prende forma a un altro tipo di attrazione: l'utilità strumentale del soggetto. Scambio equo: quando gli attori impegnati in scelse un negoziale ricevono un profitto dalla relazione, che soddisfa i bisogni e le esigenze dei partners. Tale parametro dipende da individuo ad individuo a seconda dei suoi bisogni e delle specifiche situazioni, è determinato da valori, principi e norme di origine al socio culturale che impongono criteri condivisi e prevedibili in grado di facilitare l'accordo tra le parti. Altruismo: gli psicologi sociali ritengono che il comportamento altruista sia governato da una valutazione di costi e benefici, e che certi slanci istintivi e i razionali derivino da una forte assimilazione di valori morali durante il processo di socializzazione. L'elemento comune che determina il potenziale di attrazione è rappresentato dalla disponibilità di una persona a scambiare risorse. Categorizzazione sociale: meccanismo che possiede l'individuo per conoscere la realtà. TAJFEL sostiene che tale processo consista nell'organizzare le informazioni ricevute dall'ambiente secondo un sistema di classificazione che consenta di ordinare e di semplificare la conoscenza della realtà. Il processo di categorizzazione contribuisce a definire l'identità sociale dell'individuo cioè quella parte di immagine che l'individuo costruisce di sé e sulla base della sua appartenenza di gruppo. Validazione consensuale: termine coniato da SULIVAN per descrivere il bisogno di verifica, di controllo, di convalida dei propri atteggiamenti. Secondo il principio dell'invalidazione consensuale il processo di attrazione interpersonale si sviluppa tra individui che hanno interesse a scambiarsi reciproci attestati di illegittimità, sia in ordine ai comportamenti che rispetto agli atteggiamenti alle credenze. LE STATEGIE DELL’INTERAZIONE Quando un individuo si trova di fronte ad un altro può decidere quale strategia e intraprendere. Sono molto varie, dobbiamo considerare anche quelle conflittuali dei quali impegna nel soggetto in una relazione competitiva piuttosto che cooperativa. GOFFMAN definisce:

• interazione non focalizzata: riguarda i casi in cui gli individui si trovano in presenza degli altri, senza che si approfondiscano i rapporti interpersonali; la semplice compresenza reciproca costringe tuttavia i soggetti a prendere delle precauzioni, a controllare il proprio comportamento e a seguire regole generali che governano il semplice stare insieme.

• interazione focalizzata pronti processo relazionale intenzionalmente diretto verso specifiche persone che si trasmettono l'un l'altro una particolare autorizzazione a comunicare e mantengono un tipo particolare di attività reciproca che può escludere gli altri.

sostiene che nell'incontro i soggetti compiono una serie di mosse successive che li portano a cooperare per una comune definizione della situazione, e ciò avviene quando esiste uno scopo comune quando esiste una reciproca attrazione; si verificherà così un consenso cooperativo svolto a minimizzare le divergenze e ad enfatizzare i punti di divergenza. Processo di comunicazione: processo fondamentale per il successo dell'interazione, riduce le condizioni di incertezza cognitiva, favorendo il consolidarsi dell'accordo interpersonale. per comunicazione si intende un processo di trasmissione dell'informazione da un soggetto emittente ad un soggetto ricevente. Modello cibernetico: definisce una serie di elementi costitutivi del processo di comunicazione. Di primaria importanza compare il codice cioè l'insieme delle regole di significazione che consentono di dare una forma al messaggio. Il codice, se condiviso da due soggetti, consente di predisporre un messaggio, cioè un sistema finito di informazioni che possono essere trasferite dall'emittente e ricevente.

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Competenza comunicativa: capacità di utilizzare i codici comunicativi, viene appresa durante il processo di socializzazione. Relazione interpersonale: consente ai soggetti di conoscersi per fondo, di perfezionare il loro codice comunicativo e di specializzarlo rispetto alle peculiarità personali e sociali dell'interlocutore. Feedback: essenziale per comprendere le strategie comunicative, l'individuo è in grado di correggere la propria condotta sulla base dell'esperienza comunicativa dell'altro. Comportamento informativo: riguarda quei vigliacchi, quelle azioni che offrono semplici segnali riguardanti l'individuo: dalle caratteristiche somatiche ad alcuni gesti naturali spontanei. Comportamento comunicativo: si riferisce all'azione intenzionale di scambio delle informazioni mediante il codice simbolico condiviso su cui si fonda l'interazione Il processo di comunicazione si compie con il trasferimento da un oggetto all'altro di tutta quell'informazione che agisce significativamente sulle modalità di interazione, quest'ultima è anche una forma di comunicazione. Linguaggio: possiede varie funzioni sociali dominanti: emotivo-espressiva: comunica lo stato d'animo; conativa: riguarda le interazioni; referenziale: di carattere descrittivo informativo; estetico creativa e metalinguistica che riferisce sul codice adottato. Linguaggio verbale: adotta codici rigidi con una serie di vincoli grammaticali e svolge un'insostituibile funzione di regolazione della relazione interpersonale. Linguaggio non verbale: meno rigido ed esclusivo, permette ad individui non appartenenti alla stessa nazione di scambiarsi informazioni mediante gesti e le manifestazioni più comuni del proprio stato emotivo. Al linguaggio è affidato il compito di ridurre i margini di incertezza nelle definizioni della situazione e degli obiettivi comuni del processo di interazione. Consente di sviluppare la comunicazione persuasiva giocando un ruolo fondamentale nel processo di influenza sociale. La comunicazione si presenta con un sistema complesso in cui operano varie forme di linguaggio e vari codici. IL CONTESTO DI INTERAZIONE E IL PROCESSO DI SOCIALIZZAZIONE GOFFMAN: circa il comportamento in pubblico e sulla vita quotidiana si pone in primo piano il contesto in cui le individui avviano un processo di interazione. Quando due estranei si incontrano per la prima volta automaticamente il suo cono delle regole di comportamento. Nel processo di interazione gli individui sono guidati e indirizzati dalle proprie intenzioni, personalità e anche dal contesto sociale ed ambientale. L'interazione è governata da un ordine normativo prestabilito a cui gli attori adeguano la propria condotta. Perché l'interazione si possa sviluppare è necessario che i soggetti che vengono ad una comune definizione della situazione. Per i partners è necessario che condividono gli stessi principi di valutazione del contesto situazionale. Ruoli: possono avere maggior o minor importanza nel sistema nel gruppo di appartenenza; tuttavia concorrono a definire l'identità sociale di un soggetto e a classificarlo entro uno schema di riferimento generale pronto a definire la rilevanza del ruolo sociale concorre lo status, cioè la valutazione che di esso compie il sistema sociale. Processo di socializzazione: consiste in un processo di apprendimento che consente di acquisire un livello di conoscenze sufficiente a giudicare l'individuo attraverso i meccanismi e le strutture sociali. Socializzazione primaria: processo fortemente connotato in senso emotivo ed affettivo che porta il bambino a padroneggiare progressivamente gli strumenti della comunicazione interpersonale e della partecipazione sociale. Socializzazione secondaria: l'individuo intraprende tale processo con l'entrata nell'età adulta, tale processo nel corso dell'esperienza quotidiana lo conduce a confrontarsi con i modelli di comportamento, gli schemi interpretativi, le regole, le norme, le strutture sociali, i sistemi di ruoli. Identificazione: acquisizione di conoscenza e di regole supportata da rinforzi ed a ricompense sociali. Il processo di identificazione si sostanza in varie forme: identificazione per dipendenza, per somiglianza, per utilità, per prove ed errori.

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CAP 4 GLI ELEMNTI IDENTIFICATIVI DEL GRUPPO

LO SCOPO DEL GRUPPO Famiglia: organismo importante su cui si fonda l'ordine sociale, è un sotto sistema differenziato delle società che svolge funzioni primarie di socializzazione e di integrazione sociale. La famiglia è il luogo in cui si manifestano la gran parte dei comportamenti affettivi dell'uomo ritrova slancio alla sua spontaneità emotiva. Gruppo primario: secondo COOLEY sono quei gruppi che come fine anno il perseguimento e lo sviluppo dello spirito associativo. In tali gruppi l'individuo entra come persona ed il suo contributo condizionerà alla vita del gruppo e lo orienterà verso certe routines. nei gruppi primari la personalizzazione raggiunge il massimo livello, in quanto prendono forme e si modellano sulla base delle personalità degli individui. Sono chiamati anche gruppi informali perché non presentano regole prestabilite ma si formano su comportamenti ed accordi spontanei. Gruppo secondario: COOLEY non corrisponde ai bisogni naturali della sociabilità umana ma quelli che sorgono successivamente dalla convenienza e dallo sviluppo delle società per affrontare problemi pratici e contingenti. Si formano per il conseguimento di un obiettivo materiale che può essere facilmente definito ed individuato,i membri sono perfettamente in grado di definire gli obiettivi della loro collaborazione. La struttura, lo schema organizzativo prevale sull'individuo, e per questo vengono definiti i gruppi formali dal momento che sono regolati da modelli di comportamento standardizzati. La dimensioni primarie alla dimensione secondaria sono perlopiù compresenti e di conseguenza è più corretto parlare di gruppi prevalentemente primari e gruppi prevalentemente secondari. Organizzazioni e gruppi amicali: le istituzioni e le organizzazioni sono le fonti potenti di relazioni interpersonali e per certi aspetti costringono gli individui ad interagire al lungo periodo di tempo. Questa necessità di rapporti faccia a faccia finisce per creare una serie di affinità tra gli individui comportano la formazione di gruppi amicali derivati dall'organizzazione. Gruppo corporato: prende in considerazione la coesione e l'organizzazione, tale gruppo è stato considerato una via di mezzo tra il gruppo primario e il gruppo secondario. I suoi requisiti fondamentali sono la comunanza di scopi, alla presenza di norme condivise, la cooperazione tra i membri, la divisione dei compiti. Scopo del gruppo: lo scopo determina il destino, i caratteri del gruppo stesso e di processi di interazione che si sviluppano nel suo contesto. All'interno del gruppo è possibile distinguere tra scopi fondamentali scopi accessori, stabilendo così un ordine gerarchico tra gli obiettivi da conseguire che riduce la possibilità di intralcio e di confusione. Scopi latenti: sono quelli che ciascun individuo persegue a titolo personale nel gruppo oppure possono essere esclusivi cioè perseguiti da alcuni membri mediante un accordo segreto. Flusso temporale: determina una sovrapposizione di scopi, gli obiettivi possono subire una trasformazione. Il mutamento può essere oggettivo, concreto. Sottogruppi: nascono quando gli obiettivi all'interno del gruppo diventa o meno conciliabili perché cominciano a sovrapporsi e a contrapporsi entrando in competizione tra loro. Conflitto: sorge nel tempo, quando una parte dei membri resta fedele allo scopo originario ed una parte tende a proporre obiettivi nuovi o diversi. Uomo marginale: individuo che non vede più nel gruppo di appartenenza il proprio gruppo di riferimento dal quale se ne allontanerà volontariamente o verrà espulso. omofilia di status: fenomeno secondo il quale gli individui tendono ad inserirsi in gruppi che presentano scopi coordinati e conciliabili fra loro. scopo di un gruppo primario: si aggiunge quotidianamente ogni qualvolta che i membri possono scambiarsi i sentimenti ed emozioni. Il conseguimento degli obiettivi non porta alla conclusione dell'esperienza associativa. Scopo di un gruppo secondario: lo scopo può essere di quelli con non si esauriscono, in altri casi raggiunto l'obiettivo del gruppo può sciogliersi.

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LE NORME DI GRUPPO Processo di regolazione o normazione: elemento importante di identificazione del gruppo perché deriva dal carattere continuativo e coordinato dei rapporti interpersonali ed esprime la necessità di un ordine e un'organizzazione stabile alle forme di interazione e di collaborazione collettiva. L'accordo risulta facile da conseguire perché è la conseguenza di un rapporto di interazione fondato su una comune definizione della situazione. Norme di gruppo: stabiliscono le forme di comportamento corretto, condivise dai membri, ed il raggiungimento dello scopo e quindi per il sentimento dell'integrità del gruppo stesso con stabiliscono dei criteri standardizzati a cui devono soggiogare i soggetti che sono membri. Le norme hanno una duplice origine: esterna ed interna al gruppo, e la maggior parte di esse derivano da modelli di comportamento e dai valori normativi del sistema sociale e culturale con individuo riesce ad adeguarsi in fretta alle norme di un gruppo perché egli sviluppa una competenza sociale, attraverso il processo di socializzazione, che riguarda la capacità di accettare seguire norme comportamentali che gli consentono di aderire e partecipare alle attività di gruppo. Metanorme: sono onde i precetti che indicano il modo corretto di rispettare le regole, la loro gerarchia, il loro grado di flessibilità. Nel gruppo primario: le norme sono implicite, si applicano spontaneamente in quanto si tratta di regole sociali che sono state in terrorizzate nel processo di socializzazione oppure rappresentano l'effetto di un accordo che si stabilisce nel corso dell'interazione. Esiste un codice di regole non scritte che il governo ai gruppi fondati sull'….. e sull'affetto, e si tratta di uno strumento normativo che non per questo risulta meno cogente. Nei gruppi secondari: le regole sono esplicite. Indicano quali comportamenti devono essere tenuti per quei soggetti che ricoprono ruoli specifici nella struttura organizzativa delle sanzioni sono puntualmente formalizzati. Le norme sono di origine nazionale. Le norme svolgono una funzione di controllo affinché l'obiettivo del gruppo possa essere raggiunto, incentivando tale raggiungimento con ricompense e sensazioni le quali cambiano tra il gruppo primario gruppo secondario le norme hanno quindi due funzioni: propositiva e repressiva Influenza del gruppo: il gruppo esercita vari tipi di pressione sull'individuo costringendolo ad uniformarsi alle regole. KELMAN: distinguere vari livelli di consenso individuale:

• conpiacenza o condiscendenza: si verifica quando l'individuo accetta l'influenza in modo prettamente strumentale cioè per ottenere l'approvazione dell'altro

• identificazione: in cui l'individuo accetta di condividere una serie di comportamenti con l'altro per poter stabilire una relazione interpersonale soddisfacente

• interiorizzazione: individuo si conforma al sistema di valori e conoscendo una profonda comunanza di principi e di interessi con l'interlocutore.

Polarizzazione: concetto introdotto da MASCOVICI, e riguarda la volontà dei singoli intorno ad un modello prevalente, che vincola tutti i membri e che finisce per essere accettato da tutti i membri. Nei gruppi primari tale fenomeno si verifica con maggiore frequenza, in quanto si fondano sulla compattezza e sull'adesione spontanea di singoli. Nei gruppi secondari la polarizzazione si verifica attorno a quelle decisioni che il resto non carattere di oggettività però la struttura gerarchica produce accese discussioni conflitti e quindi posizioni di maggioranza e minoranza che esigono un delicato processo di mediazione tra interessi legittimi diversi. Minoranza attiva: il ruolo è quello di generare un consenso generalizzato nei confronti del cambiamento,1 polarizzazione dei processi decisionali del gruppo rispetto nuovi valori, nuove forme gerarchiche ed organizzative, le quali mettono in discussione i mezzi per raggiungere determinati scopi che quindi le norme del gruppo. Margini di libertà: si tratta di spazi che derivano dal tipo di gruppo, ma sarebbe ingenuo pensare che nei gruppi primari l'individuo sia più libero che in quelli secondari.

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CAP. 5 IL POTERE NEL GRUPPO RUOLI E STATUS DI GRUPPI Ruolo: funzione non individuo svolge in una struttura sociale organizzata; tale funzione prevede che sia una serie di comportamenti specifici che si configura non come obblighi o atti dovuti in relazione alla posizione del soggetto, sia una costellazione di aspettative che gli altri manifestano nei confronti del ruolo. Si è comportamenti sia le aspettative di ruolo sono determinati dalla struttura organizzativa e dai modelli socioculturali del sistema sociale. Alcuni ruoli sono definiti dalla struttura sociale, da sua modelli culturali e dal suo apparato normativo altri invece hanno significato soltanto entro le formazioni sociali in cui si sviluppano e per i soli membri che ne fanno parte. I ruoli si distinguono a secondo della funzione sociale che svolgono. ROLE TAKING: assunzione del ruolo cioè all'avvio di quei comportamenti specifici e propri del ruolo che consentono agli altri di riconoscere nell'individuo e la funzione svolta. ROLE MAKING: prestazione di ruolo cioè l'effettiva conduzione del ruolo da parte dell'individuo. Tale prestazione sarà condizionata dalle relative regole di comportamento ma anche da quella condotta soggettiva che consente all'individuo di offrire un'interpretazione personale delle attività connesse al ruolo. In questo processo assume importanza del fenomeno chiamato tensione di ruolo secondo le quali l'individuo assume i numerosi ruoli nella società e in una stessa giornata può passare continuamente dal ruolo all'altro. GOOFMAN: ha analizzato il processo di role making, sottolineando come gli individui manifestano comunemente uno spiccato attaccamento al ruolo in quanto lo interpretano in modo da renderlo utile ai propri fini e lo considerano un importante strumento di identificazione sociale e di autostima. La distanza dal ruolo è un processo caratteristico dell'assunzione del ruolo: il processo di role taking conduce a quello di role making. ROLE PLAYNING: o gioco del ruolo consiste nella rappresentazione delle attività connesse ad uno o più fuori che consente di individuare gli aspetti critici del rapporto tra individuo e ruolo e di superare le relative difficoltà. Con GOFFMAN assume il significato diverso, viene inteso come un complesso gioco di reciproco adattamento e si sviluppa tra individui impegnati in un processo di interazione. Il role playning riprende la logica ai principi della teoria dei giochi in cui ogni massa ha allo stesso tempo il compito di fare punti e di limitare quelli dell'avversario. ROLE SET: insieme di ruoli interconnessi tra loro. Tale concetto non duplice significato: per MERTON E a far riferimento ad un fascio di ruoli in cui è portatore un individuo ma può essere rappresentato anche da una serie di ruoli individuali complementari. STATUS: è la particolare considerazione sociale di cui gode quel ruolo in un dato sistema sociale. Lo status sociale può essere riferito al prestigio sociale ed è collegato con la struttura di classe. CONSUMO DI STATUS: concetto coniato da HOMANS, che riguarda quei comportamenti di consumo che tendono a riaffermare l’appartenenza dell’individuo ad un determinato ceto sociale, o ad un determinato livello di capacità di accesso a certi beni materiali. STATUS DI GRUPPO: posizione dell’individuo nel gruppo sociale e lo specifico ruolo svolto dall’individuo nel gruppo sociale. TEORIA SOCIOLOGICA DEL POTERE RENè KOENING: individuo a due indirizzi teorici sulla genesi del potere: un indirizzo di origine endogena dovuto ad una differenziazione interna della società del gruppo; un indirizzo di origine esogena secondo il quale il potere nasce da un rapporto di sopraffazione e sovrapposizione tra società con gruppi diversi. MAX WEBER: distingue tra potenza la quale deve essere intesa come possibilità di far valere entro una relazione sociale l'ha proprio l'onta cioè come capacità pura imporsi all'altro; potere cioè la possibilità del specifici comandi di trovare obbedienza da parte di un determinato gruppo di uomini. È un potere legittimo cioè un potere riconosciuto da accettato. Distingue tre diverse fonti di legittimità: 1. legittimità razionale: poggia su ordinamenti e leggi, il capo o i capi esercitano il potere sulla base

di un diritto cioè come potere legale; tale potere può essere fondato sulla competenza.

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2. potere tradizionale: derivato da credenze di origine religiosa da valori profondamente in terrorizzati nel corso dell'evoluzione. È un potere che esercita generalmente nella comunità e nelle società semplici e passa attraverso differenze razziali generazionali e sessuali.

3. potere carismatico: fa riferimento alla personalità di un individuo il quale viene investito dal gruppo conta la società dell'autorità necessaria a giudicare gli altri e a rappresentare materialmente gli obiettivi e di valori della collettività. Tende ad evolversi in pratica quotidiana cioè a consolidarsi e a durare nel tempo.

Influenza sociale: non è coercitiva e sembra l'esito finale di un complesso rapporto di interazione in cui i soggetti sono comunque liberi di agire e di convenire su alcune condizioni di compromesso adottando la propria condotta a quella degli altri. Influenza volontaria: si configura come persuasione cioè l'altra ci ha posta in essere da un soggetto per indurre un altro a seguire la sua volontà e quindi soltanto una forma di influenza ancorché forse la più diffusa. LASWELL: finisce il potere come partecipazione all'attesa di decisioni e afferma che colui il quale esercita il potere si attende che l'altro si sottometta alla sua volontà se ciò non dovesse accadere è scatta la sanzione. Chi esercita influenza confida nella disponibilità dell'altro a rispondere positivamente a condividere uno stesso obiettivo o medesimo valore senza poterlo imporre in forza di una legge o di una regola. La differenza tra potere ed influenza è determinata dalla possibilità di dare una punizione. i poteri si manifesta quando si fa rispettare per mezzo di sanzioni severe e stabilite ed istituzionalizzate non sistema giuridico. Egli afferma che la differenza tra potere influenza sarebbe di natura quantitativa legata alla maggiore o minore capacità impositiva di colui che possiede gli strumenti per modificare gli atteggiamenti e di comportamenti altrui. LEADERSHIP E HEADSHIP Capo o guida: svolge un ruolo cioè una serie di funzioni specifiche all'interno del gruppo. Il ruolo della carta si lega strettamente allo scopo del gruppo. Tale capacità di guidare il gruppo verso lo scopo presuppone l'esercizio del potere; il compito che il gruppo assegna al suo capo è quello di esercitare il potere in nome e per conto del gruppo e farsi garante e le norme vengono rispettate e che l'obbiettivo venga raggiunto. Ledership: si applica a quelle forme di influenza di guida e l'individuo esercita in un gruppo primario con il consenso della legittimazione degli altri membri. Il leader emerge dall'interazione siede capacità e doti che gli consentono di interpretare al meglio lo scopo del gruppo e di guidare gli altri membri al suo conseguimento. nel gruppo primario il leader è colui che fa a pensare meglio il proprio ascendente personale e fa a coagulare attorno a sé l'attenzione dei propri membri. delle idee coltiva rapporti diretti in faccia a faccia con i membri del gruppo, detiene in ogni caso un potere limitato, e essere accettato dal gruppo perché è il gruppo ad affidargli il ruolo di guida. Headship: YOUNG propone tale concetto per indicare tutte quelle forme di potere cui il capo impone la propria volontà ai vinti del gruppo sulla base di una legittimazione esterna. I membri gli obbediscono per paura di essere puniti. LE FUNZIONI DEL LEADER Approccio psicoanalitico: Freud tra i membri del gruppo e il leader si verifica un processo di identificazione, il leader impersona il super io cioè un modello ideale che opera come conferma dell'identità personale e come fondamento morale e normativo. Il leader rappresenta il gruppo all'esterno. Il capo viene considerato portatore di facoltà eccezionali che inducono il seguace ad obbedire e a conformarsi alla sua volontà i rapporti con il leader sono di amore e fiducia ma anche di frustrazione e l'aggressività. REDL: ritiene che la leadership induca ad avviare meccanismi psichici o complessi. definisce il leader come persona centrale oggetto privilegiato di identificazione. Il leader con la sua presenza garantisce la coesione interpersonale, l'identificazione dei membri negli obiettivi comuni, l'interiorizzazione della norme e dei valori del gruppo. FROMM: afferma che si possono configurare tre diversi tipi di autorità:

1. autorità in vittoria: deve imporsi con forza fondando il suo potere suoi bisogni irrazionali, immaturi

2. autorità promotrice: sviluppa la partecipazione, l'autonomia, la capacità di collaborazione, è tendenza a produrre decisioni collettive

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3. autorità lassista: non ho le indicazioni utili per mantenere la coesione del gruppo anzi mette a rischio la sua solidità e la possibilità di raggiungere lo scopo comune.

IL MESTIERE DI LEADER Il capo formale lo HEAD MAN è un ruolo, la leadership scaturisce dalle doti personali di chi ne è investito. BALES: riscontra che la leadership stoffa emotiva e quella funzionale sono esercitate da individui diversi. SHERIF: nota che emergono individui differenti in grado di fornire la giusta risposta ai problemi. HOLLANDER E JULIAN: considerano la leadership un fenomeno situazionale. è un ruolo connesso con il conseguimento dello scopo, ritiene che comunque all'individuo. Teoria interattiva della leadership: il leader sia tale per volontà dei membri del gruppo. Appare come un fenomeno complesso in cui un individuo li deve tuttavia esprimere in accordo con le aspettative e bisogni collettivi del gruppo. La posizione strategica nella rete di comunicazione favorisce l'assunzione della leadership di gruppo. BALES: in ogni situazione emerge un particolare vide dotato delle caratteristiche più adatte a svolgere il proprio ruolo di guida. Anche nel gruppo primario il leader de per poter contare su un sistema di procedure che riconosca la preminenza del suo ruolo. Questo ruolo richiede particolari abilità ad esercitare a mantenere una posizione di potere. Il leader deve essere in grado di assumersi responsabilità decisionali. CAP 6 I RAPPORTI TRA GRUPPI

LA COESIONE Coesione: del gruppo costituisce un'importante chiave di lettura per comprendere le dinamiche dei rapporti fra gruppi sociali. a che vedere con la motivazione, con il grado di partecipazione dì membri e con il loro reciproco attaccamento. La coesione garantendo la compattezza del gruppo la rende più esistente ed efficace sia nel definire la propria identità sociale sia nel conseguire scopi. In generale la coesione viene analizzata soprattutto come forza in grado di mantenere unito il gruppo rispetto allo scopo. Homas: la coesione si fonda sull'attrazione che il gruppo esercita sui tremendi in ordine alla possibilità di stabilire rapporti di interazione profondi e di conseguire certi scopi sia individuali e collettivi. Si possono identificare tre elementi basilari che convergono positivo nel consolidare la coesione: la possibilità di soddisfare un complesso di bisogni, di cooperare attivamente, attività che il gruppo intraprende verso l'esterno (in group e out group) È comune riscontrare nei gruppi competitivi un grado di coesione minore rispetto a quelli che invece si collaborativi. Nei gruppi primari si raggiunge un maggior grado di coesione rispetto ai gruppi secondari e ciò dipende dal fatto che nei gruppi secondari esiste sempre una certa distanza fra l'individuo e il ruolo. Conformismo sociale: a lungo finirebbe per rivelarsi essenziale per la coesione in quanto l'astrologia critica ha denunciato il rischio che il processo di integrazione possa trasformarsi in un processo di omogeneizzazione il quale condurrebbe ad una progressiva eterodirezione ad un estraneamento dell'individuo alle dinamiche sociali ed a un ferreo controllo da conformismo di gruppo. RAPPORTI FRA GRUPPI SHERIF: ritiene che il comportamento tra gruppi dipende dal modo con cui ciascun gruppo considera i propri interessi rispetto all'altro. A tal proposito si possono fornire tre diverse condizioni: 1. gli interessi sono convergenti e consentono a gruppi di collaborare 2. gli interessi sono in conflitto ed entreranno in rotta di collisione anche i gruppi 3. posizione reciproca dei gruppi la quale determina il comportamento di singoli membri e influenza il

loro atteggiamento nei confronti del gruppo di appartenenza.

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sostiene che la coesione di un gruppo dipende dal successo delle relazioni con l'esterno e sia a livello normativo che a livello ideologico e simbolico, i rapporti fra il gruppi sono spesso condizionati da modelli e fattori esterni che tendono in genere d'arrivo le il livello di conflitto.i miei rapporti fra gruppi ruolo fondamentale è svolto dei singoli individui in quanto non sempre i rapporti sono tenuti collettivamente da di menti in genere i rapporti tra i gruppi, soprattutto quelli di cooperazione vengono assicurati da gatekeepers, soggetti che controllano l'ingresso di messaggi e relazioni sociali provenienti dall'esterno, o da laison- persons cioè individui che sono in grado di stabilire concretamente un collegamento tra gruppi diversi. LEWIN: è interessato ai conflitti alle forme di sopraffazione di un gruppo nei confronti di un astro, analizza il conflitto tra gruppi e ricostruendo la storia della diaspora ebraica. Sostiene che le relazioni fra gruppi sono un problema bifronte e ciò significa che per migliorare le relazioni tra i gruppi è necessario studiare entrambi i gruppi oggetto dell'interazione. IL PREGIUDIZIO SOCIALE TAJFEL: afferma che la conoscenza dell'individuo si forma della realtà sociale deriva da un processo di categorizzazione è di semplificazione e di organizzazione mentale del mondo che lo circonda.ordina le varie esperienze in categorie nelle quali si ritrovano tutti quegli elementi ritenuti simili tra loro,1 processo di classificazione che serve ad interpretare il mondo sociale con maggiore rapidità. Il processo di categorizzazione finisce per standardizzare certe forme di conoscenza producendo stereotipi cioè una serie di generalizzazioni compiute dagli individui. Essi diventano stereotipi sociali solo quando sono condivisi da grandi masse di persone o all'interno di gruppi sociali. Stereotipi di gruppo: derivano dalla stabilizzazione di credenze definite dal gruppo nel momento in cui questo sviluppa i propri valori e le proprie ideologie, le quali credenze hanno la funzione di consolidare l'identità del gruppo. Pregiudizio: sorge da quegli stereotipi che tendono a drammatizzare le relazioni sociali perdendo la loro semplice funzione di conoscenze standardizzate. È un atteggiamento un criterio di valutazione con cui l'individuo al gruppo definiscono e classificano l'altro.il pregiudizio a due facce: operare in positivo quando consente di esaltare le doti del gruppo di appartenenza o di riferimento, o in negativo quando giustifica la forza le motivazioni che stanno alla base dell'aggressività verso altri gruppi. Il pregiudizio a genesi e caratteristiche radicate nel sociale in quanto l'individuo che assumono atteggiamento del genere appare sempre condizionato dai valori ed alle dinamiche in group e out group di appartenenza. Le forme di pregiudizio più diffuse riguardano differenze di classe e le differenze etniche soprattutto nei confronti delle categorie deboli della società. Discriminazione: costituisce l'espressione manifesta della discriminazione ed è rappresentata da atti di aggressione, da forme di emarginazione, da tentativi di isolamento, di esclusione e talvolta di soppressione dell'altro. CAP 7 LA RICERCA DEI GRUPPI

DIREZIONI DI RICERCA DELLA SOCIOLOGIA DEI GRUPPI

Il gruppo alle appare come locus privilegiato della ricerca sul campo perché rappresenta il teatro della vita quotidiana concreta, reale in cui l'individuo manifesta la sua vocazione associativa, la sua sociabilità.una delle tecniche di rivelazione e dati adottati dalla ricerca sociale è l'esperimento, l'unico strumento di ricerca che consente di condurre un'indagine pienamente esplicativa poiché il controllo delle variabili viene realizzato in modo più preciso e più corretto rispetto ad un'indagine campionaria. L'esperimento essere condotto tanto o raggruppamenti sociali di ridotte dimensioni cioè su gruppi reali o artificiali che siano. Sono quattro direzioni di ricerca nei gruppi che sono importanti:

1. ricerca che analizza le dinamiche sociali dei gruppi estesi 2. indagini relative alla struttura e alle dinamiche dei piccoli gruppi 3. rapporti tra gruppi e conflitto etnico 4. studi sulla funzione sociale dei gruppi

LA RICERCA SUI GRUPPI ESTESI Lo studio di gruppi di più le stesse dimensioni consente di descrivere in profondità la struttura, alle dinamiche, la stratificazione sociale e di modelli culturali di un raggruppamento omogeneo.a partire dagli anni 60 gli antropologi utilizzano la ricerca di comunità come strumento per approfondire le analisi delle

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culture subalterne e per denunciare i rischi di un'acculturazione violenta indotta dai mass-media e dalle politiche d'industrializzazione artificiale.La ricerca di comunità tende a trasformarsi in una sorta di tentativo di mobilitazione delle coscienze eccetera. L'altro grande settore della ricerca su gruppi estesi appartiene alla sociologia delle organizzazioni dove particolare interesse lo riveste. LE RICERCHE NEI PICCOLI GRUPPI

1. Gli studi sui processi sociali che caratterizzano le piccole comunità scientifiche si sono moltiplicati a partire dagli anni 70 nello studio dei piccoli gruppi si delineano e diversi approcci alla biografica o il quale un alla provocazione dell'osservazione partecipante per stimolare e rivelare le dinamiche di può in condizioni di stress relazionale

2. ciò metrico, quantitativo che intende la logorare il gruppo come una struttura relazionale differenziata in grado di rilevare le posizioni di potere, le forme di emarginazione, la dinamica dei sottogruppi.

LE RICERCHE SUI RAPPORTI TRA GRUPPI E SUL CONFLITTO ETNICO Il pregiudizio sociale ed etico diventano problemi sociologici di drammatica attualità durante la dittatura nazista. Negli anni più recenti alle problematiche hanno interessato l'intolleranza e intatte le sue manifestazioni. In Italia i di chi erano fermati sul e il pregiudizio etico che coinvolgeva gli stereotipi legati ai rapporti fra Nord e sud del paese e tali indagini rivelano le difficoltà di inserimento del lavoratore meridionale legati atto repentino passaggio dalla cultura contadina artigianale a quella industriale metropolitana dopo il 68 gli studi sul pregiudizio si spostano verso le forme di emarginazione subite dalle categorie più svantaggiate. Negli anni 80 all'immigrazione straniera finisce per stare gran parte dell'attenzione nuovamente sul pregiudizio etnico. INDAGINI SULLA FUNZIONE SOCIALE DEI GRUPPI Un tema classico della ricerca sociologica è rappresentato dalla funzione socializzatrice del gruppo in specie dal processo di conferimento dell'identità sociale agli individui membri. Un altro settore dove i sociologi hanno svolto la studi approfonditi è quello della famiglia, gruppo sui generis che è stato di volta in volta analizzato come agenzie di socializzazione, comunità produttiva, come il rifugio dell'espressività affettiva anche nelle sue forme evolutive. Le ricerche sull'associazionismo volontario: un luogo di incontro tra macro e micro sociologia Buona parte degli studi dei sociologi è dedicato ad una più approfondita analisi del ruolo che la associazionismo volontario svolge nella società industriale avanzata. Molti studi riguardano le motivazioni che spingono i singoli ad intraprendere attività di volontariato e la struttura organizzativa di tali associazioni. Gli studi americani si svilupparono in un lavoro di classificazione delle varie forme di associazionismo e ROSE pone una classificazione delle associazioni volontarie va stata essenzialmente sulla differenza fra quelli che soddisfano interessi espressivi e quelle che invece si costituiscono per promuovere cambiamenti sociali e culturali. SILLS: a definisce l'associazione volontaria come un gruppo organizzato di persone che si forma per favorire interessi comuni i cui soci sono volontari nel senso che l'adesione non è obbligatoria. ritiene che le associazioni volontarie debbono svolgere funzioni di mediazione tra l'individuo è stato nonché di interpretazioni di sottogruppi e subculture. ritiene che anche un fattore di debolezza di tali associazioni è costituito proprio dal volontarismo il quale rappresenta un basso livello di ed abilità nel frattempo. un aspetto rilevante dell'associazionismo volontario moderno è il consolidarsi di un patrimonio ideale e strategico che si innesta in modo innovativo su obiettivi preesistenti. TECNICHE DELLA SOCIOLOGIA DEI GRUPPI Le tecniche di indagine nei gruppi sono quelle proprie della sociologia TOUT COURT: analisi documentaria statistiche, osservazione, intervista, esperimento. nella ricerca sui gruppi si sono intrecciati dei diversi approcci: quello qualitativo che si avvale della capacità di comprensione di lettura e ermeneutica dei fenomeni sociali da parte dello studiolo; e lo quantitativo che sottopone ad un rigor con processo di misurazione i dati raccolti mediante tecniche di indagine standardizzate.

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L’ANALISI DOCUMENTARIA Per documenti devono intendersi tutti dei prodotti letterari, verbali, statistici pubblici o privati preesistenti alla ricerca che arricchiscono la conoscenza dei fenomeni oggetto di indagine e consentono di indirizzare in modo più preciso l'indagine stessa. A l'utilità di un documento o sta nella capacità di fornire indicazioni altrimenti inaccessibili. L'analisi documentaria viene adottata negli studi di comunità per rintracciare il complesso itinerario storico culturale che ha contribuito a consolidare i caratteri identificativi del gruppo e dell'etnia oggetto di indagine. L’OSSERVAZIONE DI RIFERIMENTO si avvale di strumenti di registrazioni dei comportamenti celati ai soggetti studiati per garantire la spontaneità di soggetti; così appare indicata per lo studio di certi gruppi in cui una presenza troppo evidente di ricercatori creerebbe difficoltà di comunicazione e comunque comportamenti inusuali degli individui. Osservazione partecipante: i ricercatori diventa parte integrante del contesto sociale ed ambientale in cui svolge la sua indagine. Tale tecnica non il fine dall'utilizzo di concetti e strumenti propri della sociologia; è un'osservazione che si fonda sull'immersione completa delle dinamiche del gruppo sulla condivisione di ogni aspetto e di ogni problema individuale e collettivo e garantisce una conoscenza profonda della realtà studiata che viene fatta propria in terrorizzata. Esige un continuo con l'occhio dei ricercatori con se stesso. L'osservazione appare come l'approccio più utile allo studio dei gruppi in quanto consente di esaminare le concreti dinamiche di interazione, di scambiare informazioni, di approfondire aspetti poco chiari.

ottimo
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