Sociologia di Jeffrey C. Alexander, Kenneth Thompson - lezione cap.5, Sintesi di Sociologia. Università del Salento (UNISA)
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pistis17 luglio 2013
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Sociologia di Jeffrey C. Alexander, Kenneth Thompson - lezione cap.5, Sintesi di Sociologia. Università del Salento (UNISA)

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Appunti personali delle lezioni di sociologia in riferimento alle lezioni sul capitolo 5 del testo Sociologia di Jeffrey C. Alexander, Kenneth Thompson
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CAPITOLO QUINTO

Il matrimonio e la famiglia

Nel maggio ’92 il vicepresidente degli USA Dan Quayle fece un intervento al Commonwealth Club della California, dove sferrò un attacco contro Murphy Brown, famosa protagonista di una situation-comedy. Il personaggio era interpretato da Candice Bergen, famosa modella sposata sposata con il regista Louis Malle e con una figlia. Nella fiction era bella, single, senza figli. Ambiziosa giornalista, aveva una sola debolezza: le piaceva pontificare. Ad un certo punto nella fiction, lei resta incinta di un uomo che non avrebbe sposato e decide ugualmente di portare a termine la gravidanza. Il tema della ragazza madre fa aumentare l’ audience e diviene il fulcro della fiction per anni. Tuttavia questi risvolti indignano molti telespettatori, compreso il vicepresidente Quayle, che si scaglia contro la protagonista per non essersi sposata con il padre del bambino. Questo, secondo Quayle, avrebbe danneggiato il futuro del bambino o della bambina. Questa situazione la dice lunga sulla resistenza a proposito dei “valori familiari”. Tale attacco fu condiviso da alcuni, criticato da altri.

1. Storia individuale o storia sociale? Sia Murphy Brown che Candice Bergen erano donne forti ed indipendenti. La decisione di non sposarsi è coerente con il personaggio, il quale non era mai stato domato da nessun uomo, poiché nessun uomo ne era all’ altezza. Inoltre la decisione di portare a termine la gravidanza era resa possibile anche dalla condizione economica della donna. L’ atteggiamento del vicepresidente era dovuto al suo essere un modello di padre di famiglia. Ma questo non era solo uno scontro tra persone e/o personaggi, ma è proprio un confronto sociologico vero e proprio.

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2.2. Dopo il naturalismo: costruzioni postmoderne Negli ultimi trent’ anni il concetto di famiglia è molto cambiato; tuttavia non ci sono solo il declino e la perdita, ma anche il progresso e la costruzione. Matrimonio e famiglia si sono aperti ad una vasta revisione culturale e sociale. Una definizione classica dice che “ la famiglia è un gruppo sociale caratterizzato dalla residenza comune, dalla cooperazione economica e dalla riproduzione”. All’ interno del nucleo familiare, ognuno aveva i suoi compiti: spesso il lavoro è diviso secondo il genere. Oggi questi concetti sono vecchi ed inadeguati. Oggi

nascono una serie di interrogativi circa le relazioni sessuali, il bisogno di sposarsi, i ruoli sentimentali, ecc.

3. Il matrimonio nella transizione postmoderna La frequenza dei matrimoni è molto variata nel tempo, diminuendo negli ultimi decenni del Novecento in molti Paesi. Nel 1965 il demografo inglese John Hajnal ha mostrato che i Paesi dell’ Europa occidentale erano caratterizzati da matrimoni fatti in età avanzata, a differenza di quelli dell’ Europa orientale in cui, invece, ci si sposava in massa e precocemente. Il tasso di nuzialità è cambiato più volte nel corso del tempo. Ad esempio in Inghilterra, dalla metà del 1500 alla fine del 1800, la frequenza dei matrimoni cresceva in situazioni economiche buone, viceversa diminuiva. Negli ultimi decenni del 1900 in molti Paesi il numero di matrimoni è diminuito; solo in Russia ed in qualche altro Paese dell’ Europa orientale è aumentato. La diminuzione della nuzialità ha cambiato molto anche la composizione della famiglia: i giovani restano in casa più a lungo, aumenta il numero dei ragazzi che – una volta lasciata la famiglia – vanno ad abitare soli, così come aumenta il numero di convivenze senza sposarsi. Naturalmente questi mutamenti non sono avvenuti ovunque con la stessa rapidità.

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3.2. Il problema del matrimonio per le donne più anziane Uno degli effetti a cui ha portato il rinvio dei matrimoni è stato il problema della riduzione matrimoniale per le donne. Due fattori hanno contribuito al problema: la concezione culturale secondo cui le donne non dovrebbero sposare uomini più giovani e la tendenza tra gli uomini a sposare donne di qualche anno in meno. Quindi, più una donna è in là con gli anni, meno potenziali partner trova rispetto ad un uomo della sua stessa età. Naturalmente il problema non si risolve in modo così semplice.

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3.4. La caduta della fecondità La diminuzione del numero di figli è un processo iniziato molto tempo fa, dall’ andamento non lineare. Il declino della fecondità è iniziato nel primo trentennio dell’ ‘800 in Francia ed è proseguito in altri Paesi. Dopo il secondo conflitto mondiale, c’è stata un’ inversione di tendenza e si ebbe, specie nell’ Occidente, un baby boom. Ma dal 1965 è iniziata una nuova caduta del tasso di fecondità; addirittura nel 1993 in Italia e in Spagna si scese sotto la soglia dell’ 1,3 figli per donna (la cosiddetta lowest-low fertility). Tuttavia nei Paesi più sviluppati vi sono stati importanti mutamenti: è cambiata ad esempio la relazione tra il tasso di attività della popolazione femminile e

quello di fecondità, ossia tanto più alto era il numero di donne con attività retribuita, tanto più basso era il numero di figli. Ma la relazione tra queste due variabili è mutata, diventando da inversa diretta: ora quanto più altro è il numero di donne con lavoro retribuito, tanto più alto è il numero di figli (questo anche perché si rende alla donna più semplice essere lavoratrice e mamma). Inoltre l’ ipotesi che il declino del tasso di fecondità sia irreversibile viene contraddetta dalle statistiche: i dati del 2005 ci dimostrano che, quando un Paese raggiunge un indice di sviluppo umano molto alto, il numero dei figli per donna cresce.

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3.6. Alternative postmoderne al matrimonio Le statistiche ci dicono che esistono modi diversi per costituire una coppia, amarsi, mantenere una relazione sessuale, prendere impegni sia a lungo che a breve termine. È anche aumentato il sostegno alla legittimazione delle relazioni non eterosessuali. Il mutamento delle norme giuridiche riguardanti le coppie omosessuali è iniziato in Europa alla fine del 1700 ed è passato per quattro tappe:

 Equiparazione tra partner dello stesso sesso e partner di sesso opposto;  Approvazione di leggi che condannano le discriminazioni sulla base dell’

orientamento sessuale;  Riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso;  Adozione di figli anche da parte di coppie dello stesso sesso.

4. La famiglia moderna La denaturalizzazione del matrimonio non è un prodotto di storia recente, del declino morale o di questo o quel regime politico; si tratta piuttosto di un processo sociale graduale, ma inarrestabile.

4.1. Famiglie nucleari e famiglie estese La famiglia nucleare è una forma di organizzazione in cui le relazioni più intime coinvolgono un marito, una moglie e i loro figli. Le famiglie estese o allargate coinvolgono varie generazioni.

4.1.1. Famiglie consanguinee La famiglia consanguinea si ha quando il rapporto coinvolge parenti lontani, mentre le famiglie coniugali nucleari invece sono basate sul legame tra i coniugi. I sistemi consanguinei, pur restringendo la libertà individuale, hanno il vantaggio di garantire una grande stabilità.

4.1.2. Unità familiari e sistemi familiari È possibile combinare la stabilità della famiglia consanguinea con l’ individualismo?

Per cercare una risposta, è utile tener presente gli studi del sociologo William Goode, che introdusse una distinzione tra unità familiare e sistema familiare. Egli osservò che il divorzio non comporta il declino della famiglia in quanto tale, ma semplicemente la sparizione di un’ unità all’ interni di un sistema familiare più vasto. Nelle famiglie consanguinee un decesso, un problema finanziario o l’ allontanamento di un coniuge possono dar luogo alla dissoluzione della famiglia coniugale. Nei sistemi consanguinei tuttavia questa dissoluzione può essere gestita, mantenendo la socializzazione primaria.

4.1.3. Famiglie coniugali Col tempo i legami coniugali hanno acquistato maggiore importanza: i matrimoni venivano combinati e ordinati molto meno frequentemente , i luoghi di residenza delle coppie sposate si sono allontanati da quelli degli altri parenti. La famiglia coniugale ha preso il posto della famiglia e della comunità estesa per le decisioni e la socializzazione.

4.2. La creazione della famiglia nucleare moderna La famiglia nucleare è diventata più transitoria, più esposta a problemi. In una tale unità, è naturale che aumenti il rischio di divorzio. La famiglia coniugale si è formata durante la rivoluzione industriale, quando il lavoro e la socializzazione diventavano due sfere separate. Nelle società agricole tradizionali la produzione economica aveva avuto luogo nei confini domestici ed era diventata multigenerazionale. Con l’ industrializzazione la produzione economica cominciò ad avere luogo in istituzioni specializzate, in cui i rapporti erano incompatibili con i legami familiari, che si separavano dal lavoro. Questo aumentava l’ intimità dei rapporti familiari: ci si sposava così per la prima volta più per amore che per ragioni pratiche.

4.2.1. La disuguaglianza di genere nella famiglia moderna Aumentando la distanza tra il ruolo maschile e femminile, si intensificava anche la differenza di genere. Ad esempio, i lavori più pesanti (fabbriche, campi, ecc) furono riservati al solo “sesso forte”, relegando le donne alla casa e ai figli. Tuttavia gli uomini iniziarono ad accusare le loro donne di essere casalinghe dipendenti completamente da loro, pertanto inferiori anche in altri sensi. E le stesse donne assumevano atteggiamenti rinunciatari. Aumentarono due aspetti assai negativi: la violenza domestica e l’ ubriachezza degli uomini.

4.2.2. Le tensioni nella famiglia nucleare moderna Queste strutture non erano istituzioni altamente evolute, ma istituzioni che creavano e sopportavano tensioni. Pur essendo garantita l’ autonomia, gli uomini continuavano ad esercitare il loro potere sulle donne. La famiglia moderna era considerata personificazione del progresso. Era arrivata alla monogamia attraverso fasi di promiscuità, matrimonio di gruppo e poligamia. La forma moderna ideale della famiglia conteneva due adulti che si erano sposati prima di avere figli e che erano in grado di compiere da soli tutti i doveri coniugali e genitoriali.

4.2.3. La critica femminista Nel 1963 Betty Friedan pubblicò “La mistica della femminilità”, libro pioneristico sul femminismo moderno. La Friedan divenne l’ intellettuale fondatrice del movimento femminista. Iniziò così un mutamento culturale senza precedenti. La maggior parte degli uomini accettò il femminismo solo parzialmente.

5. La famiglia postmoderna: possibilità emergenti Le persone nella società postmoderna sono consapevoli che tutti i rapporti sono costruzioni culturali più che naturali. I precedenti modelli e la loro stabilità vengono pian piano distrutti. Ci sono nuove forme, come famiglie in cui entrambi i genitori lavorano oppure famiglie con figli nati da coniugi diversi o altro. Queste nuove forme, a differenza delle precedenti, sono compatibili con lo stile di vita postmoderno.

5.1. Il cambiamento dei ruoli di genere nella vita sociale Con l’ ascesa del femminismo, le donne hanno avanzato pretese circa uguaglianza economica, partecipazione alla vita pubblica, diritto sulla propria sfera emotiva, ecc. questo ha portato ad un aumento straordinario delle donne nella forza lavoro attiva. Questo, aggiunto alla volontà delle donne di lavorare anche da sposate, ha fatto sì che le donne non abbiano più bisogno di sposarsi per sopravvivere.

5.2. La denaturalizzazione della riproduzione Oggi le donne esercitano un maggiore controllo nella loro vita sessuale; ma questa è solo la punta dell’ iceberg. La tecnologia di riproduzione ha permesso di separare il sesso dal concepimento (e anche dal matrimonio). Inoltre la riproduzione può essere sia impedita che controllata. Tale denaturalizzazione significa che la nascita dei figli può aver luogo in qualsiasi momento della vita adulta. In più i progressi fatti in ambito ginecologico hanno reso il parto un’ esperienza molto meno traumatica che in passato; e, nonostante ciò, le nascite sono calate.

5.3. La denaturalizzazione della funzione genitoriale Anche il ruolo genitoriale si è denaturalizzato e postmodernizzato: i padri si assumono più responsabilità, le madri single condividono i loro impegni con donne di pari condizione, le aziende vanno incontro ai genitori single di bambini non ancora in età di asilo, ecc. Pur essendoci molti genitori single, allo stesso modo ci sono anche molti secondi matrimoni. Questo porta ancora di più ad un denaturalizzazione, poiché i bambini vengono cresciuti anche da persone che non hanno con loro legami di sangue.

6. La reazione conservatrice Sebbene tutti siano d’ accordo sul fatto che sostanziali cambiamenti caratterizzano la nostra epoca, non tutti pensano però che la famiglia sia un

valore in crisi. Questo dibattito è stato portato avanti in vari modi (media, critica, ecc.). Ecco alcuni esempi: a) Robert Bellah sostiene che oramai l’ individualismo stia dilagando; b) Richard Gill lamenta il declino della famiglia; c) David Popenoe attribuisce il declino del matrimonio e della paternità al cambiamento culturale che spinge alla realizzazione personale; d) Harriet Whitehead critica la cultura del divorzio. Se da un lato è in atto un processo di disintegrazione, dall’ altro esiste una ricostruzione importante.

7. Conclusioni Possiamo concludere asserendo che i due modelli di famiglia- quello del passato e quello del presente – stanno pian piano fondendosi in uno solo: è in atto la riformulazione del sistema familiare. Si potrebbe parlare di un nuovo sistema familiare consanguineo, che però non pretende di ristabilire l’ autorità del passato.

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